22/10/2010
Al via l'Antica Fiera d'Autunno alias Sagra del Folpo e molto altro nel weekend padovano!
Sarà che da queste parti luglio e agosto fanno spesso rima con afa ma io l'autunno lo preferisco alla tipica estate padana. L'autunno e la primavera sono le mie stagioni preferite, le mezze stagioni, quelle che non ci sono più. L'autunno mi piace perchè unisce il clima mite ad un'atmosfera quasi magica in cui tradizioni locali, prodotti della terra, profumi sono esaltati anche dai colori del paesaggio per lo meno laddove questo è ancora tutelato. La vendemmia, l'attesa del vino nuovo, le castagne, il frescolino la sera e l'erba bagnata sotto ai piedi sono alcuni flash di un periodo dell'anno che mi suggestiona molto più di altri ed è questo un periodo secondo me ottimo per visitare borghi e paesi che in queste settimane fervono dei preparativi di feste, sagre e fiere di origine contadina, come di origine contadina siamo tutti noi veneti fatti salvo i nobili.
Questa la premessa per presentarvi l'Antica Fiera d'Autunno (dal 22 al 26 ottobre) meglio nota come Sagra del Folpo a Noventa Padovana, una delle più antiche fiere che si tengono tutt'oggi in una zona che va da "cerniera" tra la città di Padova e la Riviera del Brenta., zona caratterizzata dalla presenza di molte ville venete. Se oggi le sagre sono anche e soprattutto un momento di condivisione e di divertimento per la comunità, un tempo erano infatti occasioni per fare affari, vendere ed acquistare capi di bestiame per esempio. Da virgilio sapere "La fiera d'autunno è di tradizione seicentesca, come dimostrano i documenti storici del periodo. Lo storico Andrea Gloria nel manoscritto Territorio Padovano illustrato del 1862 riporta che proprio a Noventa "frequentatissima v'è la fiera annua in ottobre della quale Girolamo Vendramin ottenne la conferma il 1758, trasferita dalla seconda all'ultima domenica di ottobre per la Ducale 11 settembre 1776". La fiera infatti cadeva nella domenica della Madonna del Rosario, festa molto sentita dagli abitanti del tempo e favoriva l'economia agricola locale, ampliando il mercato di bestiame e prodotti della terra. La Serenissima concesse infatti una franchigia dai dazi per le merci commerciate nella sagra di Noventa. Non mancava tuttavia la componente del diventimento: i cittadini erano intrattenuti da attosi girovaghi e dalle bancarelle con i prodotti gastronomici locali. Oggi, d'altra parte, la fiera ruota attorno all'artigianato locale, alle attrazioni per bambini e ai folpari, ossia i venditori di polpi caldi".
Oggi quindi inizia la sagra del folpo come la conosciamo noi, quella dei "folpetti e del torbioin" e che attrae decine di migliaia di persone ogni anno sarà anche per questo che il Comune di Noventa ha predisposto un piano del traffico in queste giornate come si legge dal sito del tgPadova di telenuovo (vedi quì). Sagra che rientra in quelle Feste del gusto di cui io stesso ho parlato a partire dal mese di settembre in questo mio spazio. Da Padova Eventi "Il Comitato ha curato come ogni anno gli aspetti dell’accessibilità all’area fieristica, garantendo con trenini navetta il trasporto gratuito dei frequentatori da e per Noventana, Ponte di Brenta e Camin, contribuendo in tal modo ad alleggerire la morsa del traffico.
Per chi viene a Noventa da Padova sarà piacevole fare una gita in battello lungo il Piovego e, una volta scesi, ritrovarsi già in zona Fiera. Il servizio costa solo 1€, ma bisogna prenotarsi". Insomma andare alla sagra del folpo in battello mi pare un'ottima cosa specialmente se esagerate col "torbioin" ma occhio a non cascare in acqua! ;) Il numero per prenotarsi il battello è quella della Delta Tours ed è 0498700232. Fa simpatia leggere nel volantino che la prenotazione è necessaria "per la partenza e l'eventuale ritorno"..heeh mettono le mani avanti per voi. Le info sui moli di partenza li trovate sul volantino. Cliccate quì per scaricarvi il volantino e quì per il programma completo che prevede ovviamente stand enogastronomici, musica, anche live per i giovani, una mostra fotografica, la fiera mercato e per domenica mattina la Gara di Voga alla Veneta con Maschere (tipo di imbarcazione non mascherati) organizzata dagli Amissi del Piovego e dall'Associazione Remiera Noventa Padovana. Per tutte le giornate funzionerà il luna park finchè martedì alle ore 23,00 sarà lo spettacolo pirotecnico a chiudere la festa.
In provincia l'altra fiera franca e precisamente la Tradizionale Fiera Franca di Cittadella. Tornando in città ricordo l'opportunità straordinaria di farsi una scorpacciata di mostre e di esposizioni per gli appassionati d'arte di cui ho già parlato nei post precedenti. A palazzo Zabarella, infatti, continua la mostra "Il volto dell'800. da Canova a Modigliani". Presso i musei civici "Giorgione e l'enigma del carro" mentre in giro per la città le proposte di RAM, il contenitore dedicato all'arte contemporanea.
Buon fine settimana!
My Twitter: albertobotton
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08/02/2010
Gaudeamus igitur!
Ciao e buon 8 febbraio a tutti!
Per chi non lo sa, compresi i padovani, questa data ha un significato particolare per la città. Padova, sede di una delle più antiche università europee, fondata nel 1222, ha infatti legata la propria storia a quella dell'Università degli Studi per quanto nel corso degli anni ci si sia sempre lamentati della poca simbiosi di questa con il resto della città.
Ebbene, come ho già raccontato nel mio post "Lo storico Caffè Pedrocchi e gli studenti ribelli di Padova", l'8 febbraio 1848 gli studenti di Padova furono protagonisti di una moto di ribellione contro gli Austriaci soppresso nel sangue con le armi (vedi litografia a fianco)(e, non a caso, all'interno dello stesso Caffè Pedrocchi trova spazio il Museo del Risorgimento e dell'Età Contemporanea) e dal 1900 questa data fu scelta dalla goliardia padovana per la festa del cambio tribuno e ovviamente della commemorazione dei fatti dell'8 febbraio 1848. L'altra grande festa pubblica, la festa delle matricole (feriae matricolarum), avviene in novembre, festa in cui simbolicamente, ci si reca a "liberare" gli studenti delle scuole superiori dall'autorità scolastica. 8 febbraio tra l'altro è il nome della via che oggi chiamiamo comunemente "listòn", quella che passa davanti al palazzo del Bò (sede dell'Università) e Palazzo Moroni (municipio) e al Caffè Pedrocchi che all'epoca era luogo d'incontro anche per studenti e goliardi e considerato, a detta di Stendhal, il miglior Caffè d'Italia. A memoria dell'8 febbraio 1848 all'angolo tra via ( febbraio e l'inizio di via Cesare Battisti, l'unica via in discesa di Padova, c'è una targa alla memoria (vedi una delle foto sul mio post "Una città ai vostri piedi").
Padova, infatti, è una delle città universitarie in cui la goliardia (in alto a destra goliardi con Margherita Hack in occasione dell'inaugurazione dello scorso anno accademico con tanto di uovo e gallina forse per chiederle se sia nato prima l'uno o l'altra, foto dal sito de "Il Mattino di Padova" e sotto cerimonia di iniziazione all'Ordine della Santa Bernarda) nonostante non mi pare stia passando un periodo molto florido (ma attendo smentite), è più presente con i suoi ordini, i suoi incontri e le feste pubbliche come appunto la festa delle matricole di oggi e quella di inizio anno accademico con la corsa dei mezzi strani e la tradizione dei papiri di laurea (di cui ho parlato nel mio post "Papiri di laurea in mostra? Una bella idea", in riferimento all'idea dell'Assessore Colasio all'idea di esporre i famosi papiri, a destra un papiro). Quest'oggi in giro per la città si vedranno i goliardi, con il loro mantello e le loro feluche, magari con una bottiglia di vino in mano, la loro voglia di scherzare e la loro vena dissacratoria e sicuramente li si sentirà cantare qualche canto tra cui sicuramente quell'inno alla giovinezza e alla spensieratezza che è il "Gaudemus igitur".
Sulle origini della goliardia ce ne sarebbe da dire. Leggendo da wikipedia-sapere "la goliardia è il tradizionale spirito che anima le comunità studentesche, soprattutto universitarie, in cui alla necessità dello studio si accompagnano il gusto della trasgressione, la ricerca dell'ironia, il piacere della compagnia e dell'avventura. I tratti connotativi del fenomeno sono comuni a più gruppi italiani, ma sono anche simili ad altre organizzazioni europee e statunitensi". Secondo lo storico francese Jacques Le Goffe le origini della goliardia risalgono al Medioevo quando "i goliardi erano dei clerici vagantes, degli intellettuali vagabondi (si può anche intuire dal "La bisbetica domata" di Shakespeare di cui ho scritto nel mio post dedicato a Shakespeare) che per le loro condizioni economiche e sociali venivano esclusi dalla carriera dei maestri delle università medioevali...Si davano quindi a una sorta di vagabondaggio intellettuale seguendo gli spostamenti del loro maestro preferito o recandosi dove insegnano professori famosi. L'esperienza di luoghi e uomini diversi ne fa quasi naturalmente degli spiriti liberi e la loro giovinezza li spinge a ricercare i piaceri ad essa associati. Di questa loro tendenza all'amore, al gioco e al vino ne rimane traccia nei loro componimenti poetici, nei Carmina Burana dove all'esaltazione dei piaceri carnali si associa la critica alla Chiesa medioevale fustigatrice dei costumi libertini (da wikipedia-virgilio sapere). Leggi tutto.
Il post di lunedì scorso "Padova e l'Archivio Storico Istituto Luce" torna oggi utile perchè proprio tra quei filmati storici del Luce ce ne sono alcuni particolarmente divertenti che parlano della festa delle matricole di "qualche annetto fa". Ad esempio il filmato "Il carnevale degli studenti" (muto) del 1928, "Anche i goliardi padovani festeggiano l'arrivo dei matricolini" del 1933, "La festa delle matricole" del febbraio 1935, "la feriae matricolarum" del 1952, "Gli allegri goliardi patavini" del 1953. La cosa incredibile di questi vecchi filmati è la grande partecipazione di tutta la città alla festa della goliardia le cui manifestazioni avvenivano sempre in mezzo ad una gran folla. Guardate voi stessi! Su internet si possono trovare video e filmati più recenti della festa delle matricole a Padova come ad esempio la consegna delle chiavi della città al Tribuno da parte dell'assessore Boselli nel febbario 2008( vedi quì) e l'apertura della festa con il Gaudeamus igitur alla presenza del Magnifico Rettore (vedi quì).
A Padova, un fiore all'occhiello della goliardia è stata senz'altro la Polifonica Vitaliano Lenguazza (vedi foto a destra da PadovaNews), l'orchestra dei goliardi fondata nel 1959 , che ad ogni sua esibizione faceva il tutto esaurito e che, grazie alle canzoni dai testi boccacceschi, irriverenti e sfrontati, ebbe fama anche in tutto il resto d'Italia. Lo scorso anno anno quindi la Vitaliano Lenguazza ha celebrato i suoi 50 anni! (leggi quì). Quest'oggi invece, alle 17,30, ad ingresso gratuito in aula Nievo del palazzo del Bò ci sarà la presentazione del libro "Vitaliano Lenguazza 1959-2009. I nostri primi cinquanta anni".
Chi di voi ha fatto parte o fa parte della goliardia? Scrivete pure e raccontate delle vostre bricconate nello spazio commenti lazzaroni che non siete altro! A tutti comunque "Gaudeamus igitur!!"
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Post iucundam iuventutem
post molestam senectutem
nos habebit humus! »
08:30 Scritto da VirgilioPadova in cultura, tempo libero e vita notturna, Vecchia Padova (cultura popolare) | Link permanente | Commenti (1) | Segnala | Tag: padova, identità, università degli studi di padova, università di padova, festa delle matricole, feriae matricolarum, goliardia, cultura, cultura popolare, tradizione, vitaliano lenguazza | OKNOtizie |
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06/01/2010
Befana vs Panevin! Alle fiamme l'anno vecchio! ;)
Ciao a tutti e buon 6 gennaio!! ;)
Per scrivere qualcosa sulla giornata dell'Epifania mi sono un po' documentato, memore di come in giro per il Veneto, compresa la provincia di Padova, nella giornata di oggi si "bruci la vecchia" posta sopra una pira di fascine di legno e che in alcuni posti questo rito venga chiamato Pan e vin, nome un po' buffo che non sapevo a cosa si riferisse.
Leggendo da wikipedia ho scoperta che la befana, in realtà, appartiene alla tradizione e al folklore dell'Italia centrale appenninica e che poi si sia diffusa in tutta Italia dove esistevano altri rituali di significato però simile. Da wikipedia-virgilio si legge che "la befana appartiene alle figure folkloristiche, dispensatrici di doni, legate alle festività natalizie. Secondo la tradizione la Befana fa visita ai bambini il 6 gennaio, durante la notte dell'epifania, per riempire le calze lasciate da essi appositamente appese. Spesso la befana viene descritta come una vecchia, che vola su una scopa. A differenza di una strega è spesso sorridente e ha una borsa o un sacco pieno di ogni squisitezza, regali per i bambini meritevoli, ma anche di carbone per i bambini che non sono stati buoni durante l'anno". Questo comportamento della befana è stato spiegato dalla tradizione cristiana con il fatto che, la befana, pentita di non essere andata con i Re Magi a cercare Gesù bambino per accoglierne la nascita, abbia iniziato ad andare casa per casa, laddove ci fossero bambini, per portare i suoi doni nella speranza di trovare Gesù. La Befana si richiama pure ad alcune figure della mitologia germanica, Holda e Berchta, come personificazione della natura invernale così come alla metafora del vecchio anno che se ne va. Sempre secondo wikipedia "l'origine di questa figura va probabilmente connessa a tradizioni agrarie pagane relative all'anno trascorso, ormai pronto per rinascere come anno nuovo. Difatti rappresenta la conclusione delle festività natalizie come interregno tra la fine dell'anno solare (solstizio invernale, Sol Invictus) e l'inizio dell'anno lunare. L'aspetto da vecchia sarebbe dunque una raffigurazione dell'anno vecchio: una volta davvero concluso, lo si può bruciare così come accadeva in molti paesi europei, dove esisteva la tradizione di bruciare fantocci, con indosso abiti logori, all'inizio dell'anno (vedi ad esempio la Giubiana e il Panevin o Pignarûl, Casera, Seima o Brusa la vecia)".
In un'intervista pubblicata lo scorso anno sul blog "Tradizioni Popolari", il sociologo Ulderico Bernardi sostiene che in Veneto la befana sia un'intrusa, se vogliamo ben accetta ma pur sempre un'intrusa. In tutto il Veneto infatti prima dell'arrivo della befana il 6 gennaio si festeggiava con i "Panevin", i roghi propiziatori della campagna (vedi foto da www.alpiniarcade.it/
Il rito dei fuochi è anche un momento in cui la comunità si raccoglie per stare in compagnia. Viene accompagnato dalla degustazione di vin brulè e di pinza, focaccia tipica di questa festa e cotta talvolta tramite gli stessi roghi e di cui io stesso ho parlato tempo fa nella prima puntata della rubrica "El canton del cogo" eheh (leggi quì la ricetta per fare la pinza). Pan e vin, appunto, visto che la pinza è dolce di pane accompagnato dal vin brulè! Ecco spiegata l'origine del nome...
Che si tratti di befana o Panevin quest'oggi , un po' in tutta la provincia bruceranno le vecchie o i roghi propiziatori. A Padova, organizzata dal comune e dai vigili del fuoco, l'evento sarà come al solito in Prato della Valle, ci sarà la Festa della Befana (sulla sinistra la locandina dell'evento dal sito padovanet) a partire dalle ore 15,00, evento conclusivo del contenitore natalizio Natale 09-Notti di stelle, di cui vi ho parlato abbondantemente anch'io. Per il programma completo clicca quì.
Ma voi quest'anno siete stati buoni? cosa troverete nella calzetta? Dolci oppure carbone? ;)
08:30 Scritto da VirgilioPadova in cultura, tempo libero e vita notturna | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: padova, cultura, turismo, tradizione, folklore, origini, tradizioni popolari, befana, panevin, pan e vin, veneto | OKNOtizie |
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23/12/2009
"El cantòn del cogo": pasta e fasoi alla padovana
un sole neanche troppo timido inizia a far bella mostra di se mentre la neve, già compromessa dalla pioggia di questa notte, vacilla ed inizia a sciogliersi. Proprio mentre sto scrivendo passa un trattore a spalare la neve rimasta in questa strada di campagna a pochi km dalla città. No, il post di oggi non vuole essere un flusso di coscienza da quì ad alcuni minuti, niente "stream of consciousness" di joyceana memoria, ma moooolto più semplicemente volevo raccontarvi di questo momento comunque unico. Va beh, bando alle ciance, torniamo alle cose serie. Oggi faccio sì che la rubrica "El cantòn del cogo" ritorni. Per chi non avesse letto le precedenti puntate può sempre andarsele a rileggere ora: cliccando su "El Cantòn del cogo", la categoria sotto la quale ho già presentato alcune ricette padovane estrapolate dalla rete.
Ormai siamo prossimi al Natale, tuttavia la ricette di oggi è valida sempre, a Natale o in un altro periodo, principalmente in inverno secondo me. Mi riferisco ad un piatto della tradizione che quì è proprio sentito come tale e cioè alla pasta e fasoi (pasta e fagiolli). Un piatto semplice ma buono e capace di ristorarti a dovere dai rigori dell'inverno e dai morsi della fame. Semplice piatto della cucina povera ma in realtà ricco perchè dà una carica di energia e sazia a dovere.
La ricetta di oggi l'ho presa dal sito Buoneforchette.com.
Ingredienti
- 200 gr. di Fagioli Borlotti Sgranati
- 200 gr. di Pasta Tipo Ditalini
- 4 Cucchiai di Olio D oliva
- 1 Spicchio di Aglio
- 1 Rametto di Rosmarino
- Prezzemolo
- 1 Cucchiaio di Farina
- 1 Cucchiaio di Salsa Di Pomodoro
- Formaggio Parmigiano
- Sale
Preparazione
Tenere a bagno i fagioli per 1 notte. Lessarli in 150 cl di acqua non salata. In una casseruola rosolare l’olio col rosmarino; togliere il rosmarino ed unirvi un trito d’aglio e prezzemolo e la farina. Mescolare e quando la farina è cotta unire 1 cucchiaio di pomodoro e 2 mestoli di brodo di cottura dei fagioli. Portare ad ebollizione, riunire il tutto ai fagioli e salare. Aggiungere la pasta e farla cuocere, quindi togliere dal fuoco, spolverizzare di parmigiano grattugiato e servire.
08:30 Scritto da VirgilioPadova in "El cantòn del cogo", cultura, tempo libero e vita notturna, turismo | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: padova, cucina, ricette tipiche, enogastronomia, pasta e fasoi, canton del cogo, tradizione, veneto | OKNOtizie |
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09/09/2009
Papiri di laurea in mostra? Una bella idea!
Qualche giorno fa leggendo i giornali locali mi sono imbattuto in un'interessante idea del nuovo assessore alla cultura Andrea Colasio. Da quanto ho capito gli è stata mostrata la collezione di papiri di laurea presente negli archivi della libreria Cedam, ben 14.000 (!) e ha pensato di realizzarne una mostra. Ottima idea direi, no?
L'idea è quella di raccogliere i più significativi, catalogarli per epoca storica ed esibirli: un modo anche per evidenziare il rapporto tra gli studenti e la città e "fotografare" il passaggio dell'Università da istituzione per pochi eletti a luogo dell'istruzione per tutti come lo è oggi. Per ora sembra si tratti solo di un'idea ma dal tono usato dall'assessore nell'illustrarla alla stampa locale sembra ci sia tutta l'intenzione di realizzarla e di farlo in grande stile creando un database su internet ed una mostra al nuovo e bellissimo centro culturale Altinate (vedi qualche immagine del centro quì).
Che dire? I papiri di laurea, satiriche caricature del laureato, rappresentano una tradizione per Padova così come la goliardia (di cui magari parlerò più avanti), unica nel genere e che rendono il momento della laurea un momento speciale, quasi pubblico e collettivo e per questo maggiormente sentito e ricordato. Come foglio satirico il papiro pare nasca proprio a Padova (prima era più serioso) nei primi decenni del secolo per opera di uno studente di origine sarde dell'Università di Padova, tale Raoul Chareun in arte Sinopico.
Potete saperne di più sulla storia e vedere qualche esemplare di papiro vi consiglio di visitare il sito della famosa web community studentesca, spritz.it. Cliccate quì.
In città quella del disegnatore di papiri è quasi una professione e disegnatori e vignettisti professionisti si sono dedicati a questa specialità: le caricature dei laureati. Su tutti ricordo Tito Bignozzi, che realizzò anche una mostra nell'89, le cui vignette leggevo da piccolo sul giornalino del Calcio Padova all'Appiani prima delle partite. Ebbene ricordo un suo papiro nella sala d'attesa del medico che da piccolo mi curava l'allergia: caricature divertenti ed eleganti, nulla a che vedere a quelle che si vedono oggi, divertenti ma che spesso scadono nella volgarità.
Una mostra fu realizzata anche qualche anno prima e l'archivio di Repubblica.it ne mantiene traccia. Cliccate quì.
Si legge nell'articolo:
"La galleria dei papiri, oltre a celebrare le lauree di illustri sconosciuti, e di persone che sarebbero diventate famose, presenta anche numerose firme di papirologi di riguardo come quella di Toni Menegazzo detto Amen, che emigrò poi a Beverly Hills a fare i ritratti dei divi (una sua opera è in casa Reagan) o come quelle di Carlo Maria Dormal, Nello Voltolina, Otto Dalla Baratta, che sarebbero poi diventati pittori futuristi, amici di Marinetti. Per non parlare di Hugo Pratt, di "Rico" Schiavinato, di Raoul Chareun di arte "Sinopico", considerato il padre del papiro moderno, delle donne papiriste come Fabia Gatti e Laura Zanconato, dei "tre bocie" (i tre ragazzi) che tenevano l' ufficio al bar Racca, cuore della Padova-bene, dove in tempi difficili bevevano aperitivi di marca e fumavano sigarette costose a testimonianza della prosperità della "azienda" (30 lire per un papiro semplice, 70 per il doppio, 100 per il papiro ad acquarello) sino ai baroni Brothers, ad Amleto e Donato Sartori, famosi mascherai, a Vittorio Dal Piaz "macchia nera" e a moltissimi altri".
A tutt'oggi basta cercare su internet per trovare vari vignettisti che offrono la loro capacità artistica per realizzare queste caricature. Per il racconto sul laureato, rigorosamente in rima, ci si continua a trovare e sbattere tra amici; dico sbattere perchè all'inizio i pensieri e le rime faticano ad arrivare ma in compagnia, tra un po' di chiacchere e qualche bicchiere di vino come per magia all'improvviso fluiscono che è un piacere!
E voi che ricordo avete del vostro papiro e di quelli che magari avete contribuito a realizzare per i vostri amici?
P.S: (foto in alto a destra presa dal sito EPadova e foto in basso a sinistra presa in prestito dal sito Spritz.it).
Se qualcuno dovesse sentirsi danneggiato dalle immagini basta che mi contatti all'indirizzo vpadovablog@virgilio.it e provvederò a rimuoverle.
08:32 Scritto da VirgilioPadova in cultura, tempo libero e vita notturna, opinioni, Succede a Padova..., turismo | Link permanente | Commenti (8) | Segnala | Tag: padova, cultura, tradizione, papiri di laurea, università, andrea colasio, alberto botton, urban blog, turismo, centro culturale altinate | OKNOtizie |
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28/08/2009
Let it "beat"! + Meeting
Quest'ultimo post della settimana, dedicato come da consuetudine agli eventi del fine settimana in città, mantiene in un certo senso il riferimento al tema dell'acqua e di Padova città d'acque. Lunedì vi ho scritto a proposito dei corsi d'acqua e degli argini fruibili per fare attività sportiva (vedi post di lunedì), martedì della Patavium romana e in particolare del Ponte S. Lorenzo (visualizza post) che attraversava il fiume Medoacus (poi Naviglio interno) mentre oggi vi parlo dell'edizione 2009 di Bacchiglione beat, il festival amarcord del beat padovano degli anni Sessanta.
Qualche settimana fa vi avevo parlato di quando, negli anni Sessanta appunto, Padova era considerata la "Liverpool d'Italia" per via dell'altissima concetrazione di gruppi e complessi beat che provavano ad emulare il beat della Merseyside di Liverpool dove una certa band denominata The Beatles iniziò a suonare e a far impazzire i giovani "scousers" con tiratissimi concerti in un locale denominato "The cavern".
Bene, dal 29 agosto al 12 settembre, presso il parco Venturini-Natale, forse meglio conosciuto come l'ex parco Fistomba (vicino alla Stanga), ci sarà la XIII edizione di Bacchiglione Beat. Serate revival per chi gli anni Sessanta e il bacchiglione beat li hanno vissuti e magari per lascarsi andare alla nostalgia e ai ricordi e per i più giovani un'occasione per scoprire la musica che ascoltavano i propri genitori e rivivere attraverso la musica quella che era Padova negli anni '60.
Questa edizione prevede 6 serate in cui potrete rivedere e riascoltare dal vivo molti dei protagonisti di quella stagione musicale (ci saranno ben 25 gruppi coordinati da Franco Serena de "I Ragazzi dai capelli verdi") e credo senz'altro che sarà dedicata al ricordo di Franco Capovilla leader del principale gruppo della scena padovana, i Delfini (vedi foto a destra presa dal sito ufficiale), scomparso quest'anno.
Nell'ultima serata ci sarà la rappresentazione teatrale de "La bisbetica domata" del grande drammaturgo William Shakespeare, di cui io stesso ho scritto in questo post.
Per il programma completo di Bacchiglione Beat 2009 clicca su questo link.
Curioso che negli stessi giorni a Liverpool ci sia il Mathew Street (la via in cui c'era il "The cavern") Music Festival 2009 con esibizione di gruppi di tutti i generi e di tutte le età come a dire che non si può vivere di soli ricordi dei Beatles (quelli utilissimi per attrarre turisti appassionati da tutto il mondo) ma che si deve continuare ad investire per produrre sempre nuova musica. Del resto il fenomeno Beatles è stato possibile perchè attorno a loro c'era un "humus musicale e culturale fertile", di certo non c'era il deserto attorno a loro.
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Per gli appassionati di sport e di atletica leggera in particolare sabato e domenica c'è il Meeting Città di Padova, un ulteriore occasione dopo i mondiali di Berlino per seguire le varie discipline, allo stadio Colbachini e all'Euganeo. Clicca qui per info.
Per chi vuole partecipare in prima persona domenica alle 19, 30 c'è la "Non solo sport race" una corsa benefica aperta a tutti Clicca qui per info.
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Buon fine settimana a tutti! ;)
08:30 Scritto da VirgilioPadova in cultura, tempo libero e vita notturna, musica, Succede a Padova..., turismo | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: padova, turismo, musica, vita notturna, bacchiglione beat", festival, tradizione, cultura popolare, alberto botton, urban blog, "meeting città di padova" | OKNOtizie |
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