04/07/2012

I Veneti do Brasil! (di Cristina Vascon)

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Quest'oggi spazio "guest blogger" aperto a Cristina Vascon (ritratta in questa bella fotografia qui sotto) che già si era presentata ai lettori di questo mio blog con il bel post dedicato ai Colli Euganei e alla loro poesia (rileggi "La poesia dei Colli Euganei"). Quest'oggi il tema è altrettanto interessante visto che Cristina ci parlerà degli emigranti veneti in Brasile a partire proprio dai suoi parenti.

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Spinti sulle navi alla fine dell’Ottocento dal disperato bisogno di un lavoro, gli italiani do Brasil sono oggi amati, rispettati e ben inseriti nell’apparato produttivo del Paese.
 
La stessa Indagine promossa dall’Ateneo di Treviso, nel febbraio del 1878, sulle origini della grande emigrazione verso “la Mèrica”, accerta che gli emigranti non sono né oziosi, né viziosi. Anzi, tre quarti delle risposte concordano sul fatto che “partirono i più intelligenti, onesti, laboriosi”.  Anche “qualche cattivo soggetto, ma la maggior parte era gente laboriosa e senza vizi”, “talvolta illetterati, ma mai ignoranti”. 
 
Nel 1988, ultimo tra i Paesi della terra, il Brasile abolì la schiavitù e le braccia iniziarono a scarseggiare. Nelle regioni del Nord-Est d’Italia, allora, si faceva veramente la fame e il miraggio di una nuova “terra promessa” portò oltreoceano frotte di veneti, trentini e lombardi; il Governo brasiliano cedeva infatti le terre del suo estremo sud a prezzi stracciati. 
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Il mio stesso bisnonno Gio.Batta - Giovanni Battista Vascon detto Giovanni - partì per il Brasile all’età di 44 anni, insieme alla moglie Luigia (35 anni) e ai loro figli: Antonio di 11 - futuro bisnonno della ritrovata cugina Silmara e famiglia – Giuseppe di 8 - mio futuro nonno (con la nonna nell'ultima foto a fondo pagina) - e Sante Maria di 4; il loro quarto figlio, Oreste (vedi foto a destra), nascerà invece in Brasile qualche anno più tardi. Lasciarono il loro piccolo paese – Valle San Giorgio in provincia di Padova - arroccato sui nostri amati Colli Euganei, per imbarcarsi, verso la fine dell’ottobre del 1892, a Genova sul “Michele Lazzaroni”. Sbarcarono, dopo 36 giorni di duro viaggio, a Santos, il 20 novembre dello stesso anno. La loro storia è quella di tutti coloro che decisero, con grande coraggio e sfida, di emigrare alla ricerca di una vita migliore: unastoria commovente e piena di energia e forza di cui non si può non esser orgogliosi e fieri, da cui non si può non esser profondamente colpiti. 

Gli immigrati in Brasile dovettero adattarsi a ogni tipo di lavoro e in pochi riuscirono veramente a far fortuna. Ma con grande caparbietà e coraggio non si dettero per vinti e oggi gli taliàni sono riconosciuti e ben affermati in molti settori, tra cui, un esempio per tutti, quello enologico: uno dei motori trainanti dell’economia del Paese.

I primi coloni, poco propensi a mescolarsi tra di loro, fondarono comunità autonome (linhas) dotate di dialetti propri, i quali subirono un durissimo colpo durante la Seconda Guerra Mondiale, quando Vargas, alleato degli USA,vietò l’uso dell’italiano e del tedesco. Ma nessuna legge, neppure la più severa e dura, può riuscire a cancellare la memoria delle proprie radici, e la lingua degli immigrati, e il taliàn, un mix di veneto e portoghese, riuscì miracolosamente a sfuggire sia alla dittatura sia alla globalizzazione.

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A San Paolo – la “Little Italy” - dove vivono mia cugina Silmara Vascon, suo marito Kazuya (emigrato a 2 anni in Brasile dal lontano Giappone) e la loro famiglia, si stima che gli oriundi italiani siano circa sette milioni: una metropoli che trasuda italianità. I richiami al Bel Paese sono praticamente ovunque, a partire dalla raccolta del Memorial do Imigrante per proseguire con la gastronomia e con l’accento del portoghese parlato in città. Se non bastasse, a San Paolo da oltre cent’anni si pubblica il Fanfulla, settimanale della comunità italiana. 


 

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La Mèrica

Da l’Itàlia noi siamo partiti/Siamo partiti col nostro onore./Trenta sei giorni di màcchina e vapore,/ 

E in Amèrica siamo arrivà./ A l’Amèrica noi siamo arrivati/Non abbiam trovato né paglia, né fieno/

Abbiam dormito sul nudo terreno/Come le bèstie abbiamo riposà./ 

Mà la Mèrica, l’è lunga e l’è larga/E circondata da monti e da piani/E con l’Indùstria dei nostri italiani/

Abbiam formato paesi e cità./

(Angelo Giusti, da Poemas de um imigrante italiano)

 

Cristina Vascon


Grazie a Cristina per questo spaccato di storia del nostro paese  e sopratutto di storia della gente veneta ed italiana emigrante un po' in tutto il mondo fino a pochi decenni fa. Per approfondire segnalo questo sito: http://www.emigrazioneveneta.com/ ed inoltre il sito dei "Veneti nel mondo" della Regione Veneto.

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19/03/2012

I Biancoscoppiati si presentano: ecco la community più divertente del tifo biancoscudato!

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Ciao a tutti! Questo lunedì di nuovo un post dedicato al Calcio Padova 1910 da inserire nello spazio "guest blogger"! A scrivere infatti non sarò io ma Ampelio Padovan e Lisa "Cilender" che ci presentano la community dei Biancoscoppiati. In un calcio assediato da interessi e giochi di denaro allucinanti e da un tifo spesso troppo esasperato, rispondere con l'ironia e con il sorriso è altamente salutare! Anche se per tutti i tifosi del Padova le ultime sono state giornate piuttosto "difficili", il post dei Biancoscoppiati cade giusto al momento giusto per sdrammatizzare un po' e non c'è argomento su cui non si possa sdrammatizzare. Ciao!

I Biancoscoppiati sono una piccola comunità (ma non di recupero) nata da qualche mese e che trova “sede” (attualmente, in futuro si vedrà…) in facebook, nell’omonima pagina, e su twitter. Facciamo dell'ironia e della dissacrazione calcistica (di matrice biancoscudata) il nostro credo e cresciamo di giorno in giorno, anche fuori confine padovano (e, incredibile, senza dover ricorrere a bustarelle, ricatti e minacce!).

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Perchè biancoscoppiati? Beh, lo dice il nome stesso. Come per Lisa Cilender (guardatela a sinistra assieme a Davide Succi) ognuno di noi, per il solo fatto di tifare Padova, dimostra di essere “scoppiato”: la sintomatologia, soprattutto nei week–end, consiste in mal di testa, turbe allo stomaco, aerofagia, tachicardia e ascelle pezzate, che mettono in serio pericolo anche la salute mentale. Il tifoso padovano è un martire del calcio italiano, è perennemente destinato a soffrire ed è uno che nella sua vita ha masticato talmente tante delusioni da usare il Maalox al posto del chewing gum; tutto ciò però nel nome di uno sconfinato amore per la propria squadra… qualsiasi cosa accada 

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A Padova il tifoso medio si suddivide in più specie:

  • Lo sfegatato: animale curioso, segue con passione costante tutte le vicende della sua squadra 365 giorni l'anno e, dopo il termine della stagione, passato un mese in preda a crisi d'astinenza per la mancanza di partite, si ritrova assieme al suo branco, agli albori di agosto, per spingersi verso i pascoli montani a seguire il ritiro estivo; da lì subisce la prima metamorfosi cominciando il suo personale calvario che poi prosegue inesorabile e senza sosta fino a metà giugno ( la via crucis biancoscudata);
  • Il saltuario: presente in numerosi esemplari, fa capolino solo a volte, dato che il Padova è in aggiunta alle squadre “a strisce”; 
  • Il polemico: segue solo per dare sfogo alla propria inclinazione di rompipall…one (e a cui, fondamentalmente, non va bene nemmeno la moglie);
  • infine il peggiore di tutti: il tifoso occasionale (nome scientifico “macaco occasionalis”), capace di proclamarsi il più grande tifoso padovano… ma solo in caso di traguardi insperati;
  • e da oggi una nuova specie: il tifoso biancoscoppiato, colui che si erge tra i tormenti del rapporto squadra-città, dalle continue polemiche e tensioni che sono all'ordine del giorno e spesso vengono messe in risalto più delle imprese sportive, usando l'ironia, la creatività e facendo leva sull’impronta goliardica tutta patavina… insomma una medicina contro il logorio della vita moderna!

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Decisiva è stata la partita di play-off a Varese della scorsa stagione, che ha dato il via al progetto, partorito dalle menti di Matteo Galesso, Lisa “Cilender” Reschiglian e Ampelio Padovan. Orfani del primo ( cui però va un doveroso ringraziamento per la sua mente fuori dal comune, indispensabile alla riuscita del progetto), attualmente il tutto è spritzosamente e amorevolmente curato da:
- Lisa Reschiglian, conosciuta dai più con il nome di battaglia "Cilender" per via del cognome impronunciabile. Si avvicina al mondo del calcio nel lontano 1988 ma comprende la regola del fuorigioco solamente durante i mondiali USA '94. Ora la sa spiegare meglio di Biscardi, ma solo perchè riesce ad utilizzare tutte le 21 lettere dell'alfabeto. Arruolata in tribuna ovest per abbassare la media d'età, il suo sogno è quello di vedere le panchine dell'Euganeo sotterrate, assieme allo stadio intero, scoprire cosa si nasconde dietro il mistero del parrucchino di Conte e riuscire a scrivere un libro sul calcio e le donne (senza dover ricorrere all'aiuto della Clerici).
- Ampelio Padovan: già noto ai bar del centro, è uscito da un uovo covato amorevolmente da una gallina ruspante padovana; cresciuto frequentando le elementari dell' Appiani, è poi approdato all' Itis Euganeo. Dietro gli occhiali da sole e il bicchiere di spritz, si nasconde un muso giallo sorridente: non è una paresi, è che gli piace prendere le cose col sorriso… merito del Prozac e dei consigli del suo psicanalista (lo stesso di Cottafava dopo il tunnel di Cuffa a Trieste nel ritorno playout). Il suo sogno? Il Padova in alto, molto in alto... tipo in ritiro sulla Marmolada;

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La nostra pagina si propone unicamente di sorridere con il tifo… ma non con il colera! Troverete una barzelletta la mattina (perché è giusto cominciare col piede giusto) e una alla sera (concilia il sonno), le notizie del tg biancoscoppiato, l'introduzione al nostro avversario del sabato (“Voyager, alla conoscemenza del prossimo avversario”), le pagelle alternative, i prodotti del “biancoscoppiati shop”, i sondaggioni ed altre rubriche, tra cui la “squola biancoscoppiata” e naturalmente le foto della gente scoppiata: insomma poche righe, qualche idea scanzonata, qualche freddura… e , ben inteso, il tutto senza voler offendere nessuno (così ci ha suggerito di dire il nostro avvocato)!
Noi biancoscoppiati crediamo di avere una grande fortuna, cioè il riuscire ad improvvisare e cogliere il lato comico delle cose, ma soprattutto sapere che una nostra cazzata può far sorridere qualcuno ci rende quotidianamente molto orgogliosi. Sono spesso le idee stesse a raggiungerci, senza bisogno di cercarle, e ognuno di noi ha un campo in cui riesce meglio…

Insomma, noi abbiamo detto sì (oltre che a Valsoia) anche alla biancoscoppiatomania e abbiamo detto basta a chi si lamenta perché c'è poca gente allo stadio, perché si gioca male, perché chi viene si lamenta...
Ma quello che a noi preme sottolineare è che i Biancoscoppiati non sono solo due persone: tutti quanti siamo biancoscoppiati dentro, e non possiamo quindi far a meno di ringraziare tutti quelli che ogni giorno ci suggeriscono battute, barzellette e quant'altro ma soprattutto che ci ispirano: i giocatori, il presidente Cestaro (soprattutto lui!), i nostri avversari, i giornalisti, i tifosi…
E' vero che le sconfitte lasciano dentro un sacco di amaro in bocca (non quello da bere!) ma abbiamo scoperto che spesso riderci sopra aiuta a conciliare il sonno, a distendere le rughe e a vivere più sereni, quindi… biancoscoppiate anche voi, vi aspettiamo!

E ricorda, se non sei un biancoscoppiato… non sei un biancoscoppiato!!

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PS: :D Molto divertenti i biancoscoppiati, vero?? Il post mi è stato mandato qualche giorno prima rispetto alla triste vicenda dello 0-3 a tavolino contro il Torino per via del black out ma anche riguardo a questa vicenda i Biancoscoppiati non rinunciano alla loro "verve": guardate quì e anche quì! :)

PS: Sto cercando di far crescere la pagina facebook che ha raggiunto comunque il considerevole numero di oltre 1100 "fans" o amici. Mi date una mano? Si dai! Bastano due click! Il primo sul seguente link "Il blog di Padova" per entrare nella pagina e il secondo sul "mi piace" che trovate all'interno. Se ne avete voglia condividete pure questo post così come tutti quelli che pensate possano interessare ai vostri amici cliccando sull'icona di facebook e/o twitter sopra al titolo! ;)

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18/01/2012

Vi presento i Versus!

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Ciao a tutti, spazio "guest blogger" dedicato alla musica quest'oggi. Lara Aversano ci presenta i Versus, band padovana di indubbio spessore artistico.

Mi è stato proposto di parlare dei Versus, di presentarli a chi non li conosce. Bene, la prima cosa che posso dire è che per me scrivere e parlare dei Versus è sempre un piacere oltre che un onore. Il blog di Padova. Bel nome, mi piace. Il redattore mi ha scritto "chi meglio di te potrebbe parlarne?". Bhe, devo dire che è bellissimo sentirsi dire una frase simile. In realtà ci sono persone che hanno avuto occasione di scoprirli molto molto tempo fa, parecchio tempo prima di me ovvero fin dalla loro formazione. Tra questi anche Andy Fluon (questo il suo nome d'arte attuale), musicista incredibile che iniziando a suonare a sedici anni fondò con Morgan quelli che poi sarebbero stati gli incredibili Bluvertigo e che ora porta avanti con successo la sua carriera di pittore lanciando in contemporanea il suo nuovo progetto musicale, i Fluon appunto. Quando l'ho intervistato ci siamo detti molte cose ma, parlando di Versus, la prima frase in assoluto che mi ha detto è stata "I Versus sono fantastici".

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Non a caso per il loro album d'esordio "Retròattivo", pubblicato a dieci anni dalla loro formazione hanno dato vita a un intreccio geniale tra pop, rock, poesia, modernità e gusto per il "retrò". Descriverli è davvero difficile ragazzi, solo sentirli può dare davvero l'idea di cosa hanno fatto e di cosa stanno facendo questi quattro musicisti. Daniele Dupuis (conosciuto anche come Megahertz: progetto laterale, elettronica analogica d.o.c.g., nonché alter ego di Daniele. Megahertz ha portato l'artista alla pubblicazione dell'album "Estetica" con Sony Italia - girando l'Italia e non solo in lungo e in largo, riscuotendo ovunque grande successo) ha costruito nel tempo una strada eccezionale fatta di progetti musicali, collaborazioni e produzioni fino a che nel febbraio 2011 ha lanciato con gli altri quello che è ora, a mio avviso, il miglior album pubblicato in Italia negli ultimi anni. Qui, Daniele scrive i testi, suona il basso e canta, con una voce dolce, calda, pulita. Andrea Dupuis alla batteria, l'intensità fatta a persona: basta guardarlo negli occhi mentre suona, guardare il suo viso ascoltando attenti ciò che fa. Sandro Martino, hammond e piano. Si, è un hammond ed è un piano e credo così di aver detto tutto. Francesco Costantino, un chitarrista che, ad occhi chiusi e ad occhi aperti, ti può davvero portare in un altro mondo. In realtà è proprio questo che fanno i Versus: ti sanno portare in un altro mondo, il loro, dal quale una volta entrati non si vuole più uscire. Mai. Sanno fartelo entrare dentro fino al midollo.

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La grande competenza musicale, la grande passione, l'esperienza maturata nei live, il loro sound, così unico e internazionale, miscela di ascolti anglossassoni intrecciati a minimali interventi elettronici con l'importante presenza di una voce come quella di Antonio DeCurtis che parla... con le loro parole. Il giorno e la notte, il tempo che rincorre se stesso, la superficialità e le cose che fanno male, che fanno arrabbiare, imprecare e poi dire "no, non ci sto! io continuo a lottare perché è giusto così"; tutto quell'amore per la vita, per l'autenticità, l'onestà, per la musica come arte e come cura del mondo, per la bellezza, rara ma esistente perché ... è "ovunque" e "negli spazi più nascosti" e dobbiamo saperla cogliere, dobbiamo prendercene cura. Collaboro con loro da circa un anno e mi hanno sconvolto la vita. Lo faranno anche con voi, credetemi. Al di là del fatto che con questa collaborazione ho avuto occasione di conoscerli e di rendermi conto di che splendide creature siano... la loro musica, che è quella che davvero può arrivare a tutti coloro che decideranno di seguire il loro percorso, è come un apeiron dal quale prende vita qualcosa che, ripeto, è difficile spiegare a parole, ma è certamente unico e geniale. Più ascolterete "Retròattivo" e più avrete voglia di ascoltarlo, più li sentirete suonare live e più sarà impossibile farne a meno. Valerio Soave, produttore a capo della Mescal, li ha voluti con se... Morgan, al quale aprono i concerti e col quale suonano per il resto della serata ad ogni live, li vuole con se ... addetti ai lavori, appassionati di musica, poeti, persone che li scoprono per caso, persone che li stanno scoprendo ora... tutti, si sono resi conto di cosa possa significare l'espressione "mondo Versus" e chi si avvicinerà a cuore aperto a questo mondo... è certo... li vorrà con se. Ed ora, non vi resta che andarli a sentire.

            Versus sito ufficiale      Versus pagina facebook        Versus canale youtube

"Lara Aversano è nata a Brescia, nell'85. Incontra la musica dei Versus circa un anno fa e da allora collabora con loro come webmaster occupandosi anche della promozione sul web; per passione e perché crede con tutta l'anima nella musica e in questi ragazzi. Scrive, ha un suo blog chiamato "Il Cammino" (http://laracammina.blogspot.com/) (nome scelto dopo una serie di esperienze che l'hanno convinta dell'importanza del percorso più che della meta) in cui pubblica poesie, prose, articoli e interviste (Alberto Fortis, Donatella Rettore, Claudia Endrigo - figlia del grande Sergio - Andy, intervistato per il sito Versus e tanti altri). Varie le pubblicazioni sul web e le collaborazioni. Prosegue il suo cammino con un buon seguito di lettori e continua ad essere attiva nel sostegno della musica di qualità e soprattutto dei Versus. Crede nell'autenticità, vive di poesia e musica e crede fermamente che i sogni si possano realizzare e che sia fondamentale crederci fino allo stremo delle forze e sudare con entusiasmo per poterli rendere realtà." 

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