25/04/2012
Festa della liberazione. Sabatucci, comandante "Cirillo/Franco", eroe della resistenza padovana
25 aprile Festa della liberazione. Ciao a tutti, quest'oggi un post dedicato a questa ricorrenza, 67 anni dopo la liberazione dalla dittatura nazifascista nel nostro paese. Se ne potrebbero dire di cose, si potrebbe ad esempio cogliere l'occasione per pensare allo stato di salute della democrazia di oggi. In un periodo di così "fluidi" cambiamenti, in un momento di crisi globale del capitalismo che si sta ripercuotendo sulla gestione dei singoli paesi e soprattutto sulla pelle dei cittadini, non è operazione facile. Leggete qualche buon quotidiano, informatevi cercando il parere di grandi firme del giornalismo ed esperti politologi, io quest'oggi mi limiterò a parlarvi di una persona, di un protagonista di quegli anni della Resistenza, di un giovane che, come tanti in quegli anni, ha dato la vita per un ideale o forse, più concretamente, per uscire dalla dittatura e dare un futuro migliore alle generazioni seguenti. Un altro eroe come lo furono il dottor Busonera e le altre vittime dell'eccidio nazifascista del 17 agosto e migliaia di altre in tutta Italia.
Forse solo l'anno scorso, dopo aver parcheggiato l'auto in via Configliachi, e dirigendomi a piedi verso via 4 novembre, notai addosso alla cancellata di un condominio una lapide con delle ghirlande un po' secche a di la verità attorno e subito l'ho letta. Da quando ho iniziato a curare questo blog, ho un occhio più attento a lapidi, iscrizioni varie sui muri, a targhe perchè queste possono avere molto da raccontare: episodi di vita quotidiana, omaggi a persone, celebrazioni di fatti, tutte cose che negli anni possono essere dimenticate e si possono perdere se non ricordate puntualmente...proprio come i motivi per festeggiare questa giornata. La lapide diceva e dice: "Il 19 XII 1944, colpito da piombo fascista, cadeva a 23 anni lo studente universitario Francesco Sabatucci (Cirillo)..." così quando sono tornato a casa mi sono documentato su questa persona e quest'oggi ho pensato di parlarvene brevemente.

Quando ho letto "studente universitario" ho pensato agli studenti universitari dell'8 febbraio padovano, ad Anghinoni e agli altri che si opposero al dominio austro-ungarico e agli studenti in generale (rileggi il post "Lo storico Caffè Pedrocchi e gli studenti ribelli di Padova"), a quelli che con purezza d'animo ed idealismo, ancora fiduciosi nella speranza di poter cambiare il mondo e non ancora disillusi, di tanto in tanto, partecipano ai vari movimenti. Certo la Resistenza, non può essere paragonata ai movimenti studenteschi ma può essere paragonato lo spirito che anima le persone, in modo particolare i più giovani quando cercano di far valere le proprie idee e i propri principi. Su internet ho trovato un volume, pubblicato qualche anno fa, dal titolo "Francesco Sabatucci. Il partigiano Cirillo-Franco, comandante della Brigata "Garibaldi" Padova". Dalla presentazione si legge "Francesco Sabatucci è stato uno degli uomini della Resistenza veneta e padovana più affascinanti. La sua lucidità e il suo coraggio, la capacità di guidare gli uomini in imprese rischiose, contribuirono a fare di lui un personaggio eroico. Le sue capacità di guida, strategica e politica, dell’azione partigiana tra Treviso e Padova, erano riconosciute e note ai più prestigiosi esponenti antifascisti e, anche grazie a questo, Sabatucci assunse rapidamente un ruolo chiave: quello di comandante della Brigata Padova. Purtroppo questa esperienza fu l’ultima del giovane Sabatucci che, tradito da una spia fascista, fu catturato e fucilato all’età di 23 anni, in via Configliachi, nei pressi di Prato della Valle".

Sempre dal volume sopra citato, "Sabatucci si distinse per il suo rigore morale e per la sua rettitudine, per la sua inflessibilità come uomo e come resistente. E’ esemplificativo l’episodio della banda del Min, gruppo di banditi che si affiancavano alla resistenza nel Cansiglio. Sabatucci si mise a disposizione del commissario politico delle brigate Mazzini, che catturati i membri della banda, destituì i capi che non erano intervenuti per difendere l’onore e la credibilità dei partigiani. Questo episodio dimostra ancora una volta l’infondatezza delle tesi revisioniste che tendono a rappresentare la Resistenza come una serie di bande dedite ad azioni deplorevoli. Sabatucci, uno dei più rigorosi capi brigata, introdusse regole ferree di condotta, che proibivano, ad esempio, l’ubriachezza ed il furto". Sabatucci era un uomo d'azione, un militare consapevole però del fatto che la lotta partigiana non poteva avere successo senza l’appoggio e il rispetto della popolazione. Per questo i partigiani, secondo Sabatucci, dovevano, oltre che assolvere al proprio ruolo militare, essere anche un esempio morale. Se volete leggere l'intera pubblicazione, a cura della Federazione Provinciale dei Democratici di Sinistra di Padova “Enrico Berlinguer” e con la collaborazione del Centro Studi “Ettore Luccini”, scaricatela quì. Una pubblicazione interamente dedicata alla vita e all'opera di Sabatucci in cui è possibile ritrovare nomi e luoghi legati alla Padova di allora e a quei terribili anni come la famigerata Banda Carità, il gruppo paramilitare fascista che a Padova e non solo era un vero terrore e che aveva sede a Palazzo Giusti in via S. Francesco (più o meno di fronte alla mensa universitaria) all'esterno della quale c'è la lapide con la "canzone della nave" (rileggi il post su via S. Francesco).
Fu l'intendente della brigata che Sabatucci comandava, Cesare Broggin, arrestato proprio dalla Banda Carità a tradire ed ad attirare Sabatucci ad un appuntamento presso Palazzo Esedra, quello semicircolare che si trova all'incrocio tra via 4 novembre e via Cadorna, cui, nascosti, si presentarono anche qualche militante fascista. Arrestato, Sabatucci stava per essere condotto verso un altro sicario nascosto dietro l'edicola (che c'è ancora) quando riusci a divincolarsi e a fuggire. Dopo un breve inseguimento e una volta svoltato verso via Configliacchi è stato raggiunto prima dai colpi di pistola di uno dei sicari e poi da raffiche di mitra. La brigata “Garibaldi” prese subito il nome di Sabatucci, che ricevette, postuma, la medaglia d’oro al valor militare. A guerra conclusa vennero celebrati i funerali di “Franco”, il nome di battaglia che si diede dopo quello di "Cirillo", insieme a quelli di altri tre valorosi partigiani, Manlio Silvestri, Gustavo Levorin, Giulio Contin. La cittadinanza onorò i caduti in forma solenne con una partecipazione straordinaria e commossa. Per volontà della madre, il corpo di Sabatucci venne sepolto a Pieve di Soligo, tra i caduti garibaldini della brigata “Mazzini” e vicino ai luoghi che lo videro coraggioso protagonista della guerra di liberazione. Oltre a Bologna, città nativa di Sabatucci, anche Padova e Treviso dedicarono una via al suo nome.
Questa mattina, davanti a Palazzo Moroni, si terrà alle ore 10,30 la cerimonia istituzionale organizzata dal Comune di Padova che nel sito padovanet comunica: "Nel ricordare che nel 25 aprile del 1945 affondano le proprie radici la Repubblica e la democrazia, l'Amministrazione sottolinea il valore inestimabile di questo patrimonio, dal quale il nostro vivere democratico trae forza e vitalità, e invita a non dimenticare il coraggio di quanti hanno lottato per liberare il Paese dalla dittatura, combattendo con coraggio e generosità, anche fino all'estremo sacrificio della vita, per la pace e la libertà. Questa giornata rappresenta, ora come allora, i valori irrinunciabili di unità e pace espressi dalla Costituzione italiana."
Cerimonia in collaborazione con le Associazioni partigiane, combattentistiche e d'arma. Orazione ufficiale a cura di Vincenzo Milanesi dell' Associazione nazionale partigiani d'Italia, ex rettore dell'Università di Padova, quella stessa università insignita della medaglia d'oro al valor militare proprio per il suo contributo nella lotta contro la dominazione nazifascista. Il 9 novembre 1943, infatti, in occasione dell'apertura dell'Anno Accademico, Concetto Marchesi, insigne latinista allora rettore dell'Ateneo, lanciò agli studenti di Padova un appello a prendere le armi contro il fascismo e contro l'oppressione nazista. Un gesto senza precedenti, che ebbe enorme risonanza in tutte le Università dell'Italia occupata.
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08:30 Scritto da VirgilioPadova in opinioni, Succede a Padova... | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: blog di padova, 25 aprile, festa della liberazione, resistenza, partigiani, anpi, francesco sabatucci, resistenza a padova, storia d'italia, storia padova | OKNOtizie |
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