11/10/2010

Unità d'Italia e Museo del Risorgimento e dell'età contemporaneaa

110543595.jpgQuest'oggi ho pensato di parlarvi di un luogo non troppo conosciuto ai padovani stessi anzi direi poco conosciuto e che invece meriterebbe senz'altro una visita. A maggior ragione quest'anno. E perchè mai, vi chiederete voi, proprio quest'anno? Quale sarà mai questo luogo? Ve lo dico subito.

Quest'anno piaccia o non piaccia si festeggia il 150° anniversario dell'Unità d'Italia. Dico così perchè mi pare che l'anniversario non abbia riscosso troppo calore popolare, almeno in Veneto. Del resto si sa che in Italia si dice che l'unità nazionale la si riscopre di più quando gioca la nazionale e nei momenti difficili per il paese, nei momenti in cui veniamo colpiti duramente ed è allora che viene fuori la solidarietà e il sentimento nazionale. Come in questi giorni dopo la morte dei 4 soldati alpini in Afghanistan o nei drammi collettivi come il tragico terremoto in Abruzzo. Personalmente ritengo invece che l'anniversario vada celebrato e sottolineato così come sarebbe giusto, secondo me, discutere e pensare ad un eventuale nuova forma di governo federale e secondo la mia modesta opinione è un peccato ed un errore che il tema del federalismo venga lasciato in mano ad un unico partito, considerato anche il fatto che l'Italia è un paese in cui le identità storiche e culturali di vari territori è molto marcato.

548207391.JPGUn modo per ripensare a questo tema a Padova potrebbe essere farsi una visita nel centro città di Padova, in particolare al Museo del Risorgimento e dell'Età Contemporanea al piano nobile dello storico Caffè Pedrocchi di via VIII febbraio. Su via VIII febbraio 1848 ho scritto un post della categoria "Le strade di Padova" ricordando come questa data sia relativa proprio ad un evento storico degno di nota per la storia di Padova e cioè il moto di ribellioni di studenti e cittadini contro l'invasore austriaco. Tutt'oggi all'interno del Caffè si possono vedere i segni della battaglia sul muro bucato da alcuni proiettili. Al Caffè Pedrocchi e a questo fatto avevo pure dedicato il post "Lo storico Caffè Pedrocchi e gli studenti ribelli di Padova!".

L'idea di dedicare visibilità a questo museo con questo post mi è venuto leggendo un paio di articoli de "Il Mattino di Padova" nella scorsa settimana in cui si riportava la "denuncia" da parte dell'assessore alla cultura Colasio secondo il quale il Caffè Pedrocchi, trattandosi di monumento, dovrebbe essere maggiormente valorizzato come attrazione turistica e rimanere sempre aperto tutto l'anno, soprattutto in agosto (leggi l'articolo del Mattino). L'altro articolo titolava "La gestione del Pedrocchi non valorizza il museo". Le prime righe dell'articolo (datato 6 ottobre) spiegano "La Caffè Pedrocchi 2001 srl, che gestisce l’omonimo caffè e monumento cittadino (in foto), «non collabora nella valorizzazione del Museo del Risorgimento», che si trova al piano nobile. Tanto che le presenze sono scese dalle 27.000 del 1997, alle 13.000 del 2003, fino alle 6.500 dello scorso anno.  Ad accendere la miccia in commissione Cultura è stato proprio il direttore dei Musei Civici Davide Banzato, che ha ricordato come «nella convenzione firmata nel 1997 e rivista poi nel 2003, la società gestrice abbia l’obbligo di collaborare nella valorizzazione culturale»" (clicca quì per leggere tutto l'articolo). Sempre dalle pagine del Mattino riporto: "L’assessore alla Cultura Andrea Colasio, d’accordo col professor Giuliano Pisani, ha lanciato l’idea di un «tavolo parallelo» con i gestori per preparare le celebrazioni del 150º anniversario dell’unità d’Italia, che cade assieme ai 180 anni dall’apertura dello «stabilimento» nel cuore di Padova.  Proprio Pisani ha letto l’atto di donazione, datato 1897, di Domenico Cappellato, figlio adottivo di Antonio Pedrocchi, che faceva obbligo «al Comune di Padova di conservare in perpetuo, oltre la proprietà, l’uso dello stabilimento»". Suggestiva l'idea dell'assessore di proporre anche una rievocazione storica dei fatti dell'8 febbraio 1848 (ricordati anche dai goliardi in una delle loro feste principali (leggi il mio post "Gaedamus igitur!").

fazzoletto.jpgNel frattempo vale comunque la pena visitare il Museo del Risorgimento e dell'Età Contemporanea, gratis per i possessori della Padovacard, per tutti gli altri ingresso intero 4 euro, ridotto 2,50. Entrata dalla piazzetta del Caffè Pedrocchi. Il museo, a fianco del prestigioso piano nobile dello stabilimento Pedrocchi, documenta attraverso reperti, in alcuni casi unici e rari, eventi e protagonisti di quasi due secoli di storia padovana e nazionale dalla caduta della Serenissima (1797) che ha dato il via alla dominazione straniera (napoleonica ed austriaca) fino ai moti risorgimentali del 1848, come quello dell'8 febbraio che ebbe iniziio proprio all'interno del Caffè Pedrocchi fino alle guerre d'indipendenza, all'annessione del Veneto all'Italia (1866), alle due guerre mondiali e la promulgazione della Costituzione (1848) fino ad arrivare ai giorni nostri. Leggete anche questo articolo in dialetto veneto dal mensile "Quatro ciacoe" (da cui ho preso l'immagine del reperto a destra e cioè questo fazzoletto che raffigura Vittorio Emanuele II ed il figlio Umberto.

Invito quindi tutti, quando passerete per il centro a visitare questo museo e magari di scrivermi le vostra impressioni nello spazio commenti quà sotto! Alla prossima! ;)

 

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