04/07/2012
I Veneti do Brasil! (di Cristina Vascon)
Quest'oggi spazio "guest blogger" aperto a Cristina Vascon (ritratta in questa bella fotografia qui sotto) che già si era presentata ai lettori di questo mio blog con il bel post dedicato ai Colli Euganei e alla loro poesia (rileggi "La poesia dei Colli Euganei"). Quest'oggi il tema è altrettanto interessante visto che Cristina ci parlerà degli emigranti veneti in Brasile a partire proprio dai suoi parenti.
Gli immigrati in Brasile dovettero adattarsi a ogni tipo di lavoro e in pochi riuscirono veramente a far fortuna. Ma con grande caparbietà e coraggio non si dettero per vinti e oggi gli taliàni sono riconosciuti e ben affermati in molti settori, tra cui, un esempio per tutti, quello enologico: uno dei motori trainanti dell’economia del Paese.
I primi coloni, poco propensi a mescolarsi tra di loro, fondarono comunità autonome (linhas) dotate di dialetti propri, i quali subirono un durissimo colpo durante la Seconda Guerra Mondiale, quando Vargas, alleato degli USA,vietò l’uso dell’italiano e del tedesco. Ma nessuna legge, neppure la più severa e dura, può riuscire a cancellare la memoria delle proprie radici, e la lingua degli immigrati, e il taliàn, un mix di veneto e portoghese, riuscì miracolosamente a sfuggire sia alla dittatura sia alla globalizzazione.
A San Paolo – la “Little Italy” - dove vivono mia cugina Silmara Vascon, suo marito Kazuya (emigrato a 2 anni in Brasile dal lontano Giappone) e la loro famiglia, si stima che gli oriundi italiani siano circa sette milioni: una metropoli che trasuda italianità. I richiami al Bel Paese sono praticamente ovunque, a partire dalla raccolta del Memorial do Imigrante per proseguire con la gastronomia e con l’accento del portoghese parlato in città. Se non bastasse, a San Paolo da oltre cent’anni si pubblica il Fanfulla, settimanale della comunità italiana.
La Mèrica
Da l’Itàlia noi siamo partiti/Siamo partiti col nostro onore./Trenta sei giorni di màcchina e vapore,/
E in Amèrica siamo arrivà./ A l’Amèrica noi siamo arrivati/Non abbiam trovato né paglia, né fieno/
Abbiam dormito sul nudo terreno/Come le bèstie abbiamo riposà./
Mà la Mèrica, l’è lunga e l’è larga/E circondata da monti e da piani/E con l’Indùstria dei nostri italiani/
Abbiam formato paesi e cità./
(Angelo Giusti, da Poemas de um imigrante italiano)
Cristina Vascon
Grazie a Cristina per questo spaccato di storia del nostro paese e sopratutto di storia della gente veneta ed italiana emigrante un po' in tutto il mondo fino a pochi decenni fa. Per approfondire segnalo questo sito: http://www.emigrazioneveneta.com/ ed inoltre il sito dei "Veneti nel mondo" della Regione Veneto.
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08:30 Scritto da VirgilioPadova in cultura, tempo libero e vita notturna, spazio "guest blogger" | Link permanente | Commenti (5) | Segnala | Tag: padova, padova blog, padovani nel mondo, veneti in brasile, padovani in brasile, emigranti veneti, spazio "guest blogger", cristina vascon | OKNOtizie |
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