13/02/2013

In attesa del nuovo sito, rileggiamo "le strade di Padova"!

padova,veneto,turismo padova,turismo veneto,le strade di padova,padova popolare,vecchia padova,cultura popolare,blog di padova,padova blogCiao a tutti! Come fatto per il post di lunedì (rileggi) anche oggi voglio comunicare che dopo oltre 3 anni e mezzo di blog e 570 posts, il blog di Padova su virgilio.it così come gli altri local blog del progetto "VirgilioCittà" si sta avviando alla sua conclusione. Da inizio marzo (salvo imprevisti) non troverete più i nostri post all'indirizzo virgiliopadova.myblog.it/ bensì sul nostro nuovo sito "Il blog di Padova" all'indirizzo www.blogdipadova.it.

padova,veneto,turismo padova,turismo veneto,le strade di padova,padova popolare,vecchia padova,cultura popolare,blog di padova,padova blogIn questi anni di blog, una delle rubriche che mi ha dato maggiori soddisfazioni, nel curare e nel diffonderne i contenuti è stata senz'altro quella de "Le strade di Padova", ispirate dall'omonimo libro di Giuseppe Toffanin (Jr), principale fonte dei miei stessi approfondimenti come scrissi nel primo post di questa rubricanoto giornalista e scrittore (Padova, 1932- Grisignano di Zocco 1994), ha scritto moltissime pagine sulla città di Padova, la sua storia, suo costume, la sua cultura. E' stata una soddisfazione ricevere una mail di approvazione dal figlio di Giuseppe Toffanin, il signor Paolo, così come quelle di altri padovani che in questa rubrica hanno rispolverato curiosità e aneddoti raccontati loro da nonni e genitori. Ho avuto pure la soddisfazione di essere contattato da due scrittori in cerca di approfondimenti per "costruire" il contesto della Padova storica su cui far muovere i personaggi dei loro prossimi romanzi.

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"Strade di Padova" e "Vecchia Padova", due rubriche che ho a cuore e ho intenzione di riportare nel nuovo sito (blogdipadova.it) perchè, come ho ripetuto più volte in questo blog, a mio avviso la cultura popolare, la vita della gente comune, i mestieri e gli stili di vita (che cambiano con il cambiare degli anni, con il cambiamento dell'economia, e il cambiamento anche fisico della città stessa), sono questi elementi ad esprimere e a narrare l'autenticità di una città e a disvelarne l'identità."

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Parlando di turismo, ritengo che i residenti, i cittadini siano i primi turisti della propria città e lo possono essere se sono persone curiose e se sentono un certo senso di appartenenza, di orgoglio civico. In questo caso i residenti possono essere anche i primi promotori turistici come ho sostenuto nel corso della presentazione al centro culturale Altinate-S. Gaetano (altra bella soddisfazione!) del libro "101 cose da fare a Padova almeno una volta nella vita", di Paola Tellaroli. Ritengo infatti che per quanto le punte di diamante, le grandi attrazioni culturali di Padova siano quelle note, anche una maggior diffusione e valorizzazione della storia locale e della cultura popolare della città possa avere una duplice valenza: turistica ma prima di tutto un'operazione per favorire un maggior attaccamento alla propria città ed orgoglio civico da parte dei padovani.

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Un esempio di come anche un episodio di storia locale possa avere valenza turistica, secondo me è  l'8 febbraio 1848. Ritengo sia un delitto venga festeggiato solo da qualche decina di goliardi, con turisti attorno ignari di cosa stia succedendo e di quali fossero le ragioni di tali celebrazioni. Una giornata in cui studenti e popolani della città si sono sollevati, tra i primi in Europa, per reagire all'oppressione straniera e costruire un'Italia unita, penso meriti maggior visibilità: non a caso la via più centrale, più importante della città, tra Municipio, Palazzo del Bo (sede dell'Università) e Caffè Pedrocchi è proprio via 8 febbraio 1848, la prima via a cui ho dedicato un post nella mia rubrica. 

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Luigi Nardo al termine del suo libro "Ma quando penso a Padova..." lanciò già anni addietro una suggestione o forse solo un suo sogno e cioè quello di un museo della civiltà cittadina di Padova, così come ci sono quelli della civiltà contadina. Al di là di saltuarie esposizioni manca un Museo di Padova, uno spazio in cui venga mostrata la storia della città...Se i bellissimi Musei Civici coprono la parte relativa all'antichità manca un spazio in cui venga presentata la vita cittadina fino ai giorni nostri, includendo il '900, i cambiamenti urbanistici, lo sviluppo della città fuori le mura, i mezzi di trasporto pubblico, il passaggio dalle osterie e vecchie trattorie popolari, ai bar da fighetti di oggi, piuttosto che i segni della nuova città multiculturale.

padova,veneto,turismo padova,turismo veneto,le strade di padova,padova popolare,vecchia padova,cultura popolare,blog di padova,padova blogUn esempio che ho visto ed apprezzato con i miei occhi è il "People's Palace" di Glasgow in cui vengono esibite con grande rispetto anche immagini ed episodi storici, ritagli di giornali, fotografie in merito alla storia delle squadre di calcio della città e dei principali club sportivi della città quando invece da noi, il tema calcio e parlando di Calcio Padova vengano considerati con un atteggiamento snob come una "questione" per trogloditi...la rubrica "Vecchia Padova (cultura popolare)" contiene di fatto anche i post delle "Strade di Padova" così come alcuni post relativi alla rubrica "Calcio Padova 1910" poichè anche la squadra di calcio fa parte della storia e della vita vissuta dai padovani, di generazione in generazione. Un luogo in cui un anziano possa mostrare al nipotino com'era la Padova della sua infanzia, in cui si possa ricordare il passato e progettare il futuro... 

Nello scrivere i post della rubrica le "Strade di Padova" non ho preteso di essere esaustivo...Qualche altra via importante del centro storico l'avrei potuta presentare ma per ora accontentavi di queste. ;) Dalla pagina facebook del blog di Padova potete vedere qualche immagine della Padova che fu. Buona visione e buona lettura!  http://virgiliopadova.myblog.it/le-strade-di-padova/

Alberto Botton

Mail to: vpadovablog@virgilio.it 

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03/09/2012

Le strade di Padova - via XX settembre e Piazza Castello

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All'interno della rubrica "Le strade di Padova", il post di oggi è dedicato a via XX Settembre, una via tra le più lunghe di quelle del centro storico e che collega via Umberto I, all'altezza del Ponte delle Torricelle a Piazza Castello. Una via che rispetto ad altre, piene di negozi, bar e luoghi di interesse turistico può essere considerata secondaria ma non per questo si tratta di una via priva di interesse e di importanza, specie per chi vuole scoprire gli angoli meno conosciuti della città spesso pieni di un fascino particolare in grado di regalare suggestioni a chi sa coglierle.

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Utilizzando come primaria fonte di informazione "Le strade di Padova" di G. Toffanin di cui ho scritto nel primo post di questa rubrica, inizio proprio dalla data cui è dedicata la via. Si tratta del XX settembre 1870, data della presa di Roma. Nel 1912, alla fine della via, prima di giungere in Piazza Castello, venne eretto il monumento di Augusto Sanavio con il bersagliere in bronzo che si stacca da un masso di granito. L'entrata a Roma e la conclusione del potere temporale suscitarono anche a Padova lunghe polemiche e discussioni. In precedenza la via ebbe altri nomi come via S. Luca per la chiesetta dedicata all'evangelista, dove aveva sede la fraglia (corporazione) dei tagliapietra.

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Passando davanti alla Chiesetta di S. Luca (vedi foto a destra) si può leggere la targa a Bartolomeo Cristofori, un altro illustre padovano diventato ormai semisconosciuto. Eppure questo artigiano italiano, costruttore di clavicembali e altri strumenti a tastiera è considerato uno degli l'inventore del pianoforte. Scusate se è poco ma è tipico dei padovani non sfoggiare certi "riconoscimenti"...Nell'iscrizione si legge "Bartolomeo Cristofori, cembalaro padovano inventore del pianoforte fu battezzato in questa chiesa il 6 maggio 1655...Iscrizione posta dal Comune di Padova nel 1955 al 3° centenario dalla nascita e se cercate un po' in internet potete verificare di persona come costui sia veramente considerato l'inventore del pianoforte!

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Successivamente la via ebbe il nome di Riviera delle Lavandaie (vedi foto a sinistra dall'album sulla pagina facebook del blog intitolato "Vecchia Padova") poichè, non essendovi tra il ponte delle Torricelle ed il ponte S. Gregorio gli edifici che oggi si innalzano, giornalmente le donne della zona si recavano al canale per lavar e sciacquare i panni. Doveva essere un momento quotidiano di incontro tra le donne del rione, una vita vissuta molto più all'aperto, condividendo molto più della propria quotidinità con i vicini rispetto ad oggi. Quando il Municipio autorizzo le nuove costruzioni, i frontisti del lato destro della via, insorsero poichè si ritenevano lesi nel loro diritto di accesso al canale e citarono in giudizio il Comune.

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In Riviera delle Lavandaie abitò Carlo Francesco Ferraris (Montecalvo 1850- Roma 1924), professore di statistica, economia e diritto amministrativo all'Università di Padova dal 1885 nonchè rettore dell'Università dal 1891 al 1896. Divenne poi Ministro dei Lavori Pubblici. Fu durante il suo rettorato che, imponendosi, fece finalmente collocare sul Palazzo del Bo, angolo via Cesare Battisti la lapide a ricordo dell'8 febbraio 1848 il cui testo era stato già scritto da tempo da A. Tolomei ma che tardava ad essere collocata per via di un riavvicinamento con l'Austria tant'è che il testo fu leggermente modificato e anzichè "alle irruenti soldatesche austriache" si usò l'espressione più generica "alle irruenti orde straniere" successivamente ad un intevento sulla questione dell'Ambasciata di Vienna a Roma. Rileggi il post dedicato a via 8 febbraio 1848 per approfondire. Al n. 10, dove sorgeva lo stallo alla Campana, fu eretta nel 1900 il primo esempio di casa in stile "floreale".

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Pensando a questa via mi viene in mente che doveva essere ben frequentata anche da forze dell'ordine, agenti di polizia penitenziaria vista la vicinanza tra questura ed il carcere di Padova che fino all'apertura del supercarcere Due Palazzi nei primi anni Novanta trovava spazio in quello che era il castello di Padova, il castello carrarese dimenticato dai padovani per via che da secoli le sue tracce erano state distrutte, nascoste e coperte per far spazio prima alla caserma austriaca e poi al carcere di Padova. Il Castello di Padova è stato in assoluto il primo argomento del primissimo post di questo blog, oltre 3 anni fa. Il carcere è un luogo chiuso per eccellenza e separato dal resto della città ed è per questo che nei secoli i padovani hanno perso la memoria e il ricordo di questo monumento.  Rileggetelo quì! 

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Da diversi anni, il comune di Padova, in particolare l'assessorato alla cultura si sta impegnando per riconsegnare alla città questo monumento, molto si è fatto in termini di restauro e di messa in sicurezza di un edificio che cadeva a pezzi, affrreschi sono stati disvelati anche se molto resta ancora da fare. ne approfitto per segnalare la campagna dei Luoghi del Cuore del FAI alla quale il castello di Padova concorre per reperire fondi da utilizzare per il restauro di una sala. Il Comune di Padova infatti aderisce al Progetto I luoghi del cuore a cura del FAI-Fondo Ambiente Italiano. Firma per il CASTELLO CARRARESE “Un luogo del cuore e dell’anima dove l’identità storica e memoria della città si fondono” (Andrea Colasio Assessore alla Cultura del Comune di Padova) Firma su www.iluoghidelcuore.it

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Tornando a Piazza Castello, piazza alberata di tigli, nel 1806 Napoleone vi istituì una "casa di forza" e per un certo periodo la piazza prese il nome di contrada Casa di Forza; quindi venne adattato a reclusorio e tale è rimasto fino alla dismissione del carcere. A levante, dice Toffanin nel suo "Le strade di Padova", tra via Andreini e via XX settembre non c'era il blocco di edifici costruito nel 1923-24 e nel Settecento si tenevano esecuzioni terminali, o anche, di sera, spettacoli pirotecnici. Sul lato occidentale della piazza si innalzava la chiesa dei padri minori Riformati, dedicata a S. Carlo Borromeo, con il convento (1633-1638), ma tutto fu soppresso nel 1810 e successivamente abbattuto. Qui sorgevano anche le officine dei Calore detti Fai (ditta fondata nel 1830 da Pietro Calore morto nel 1907, poi portata avanti dal figlio Domenico, morto nel 1918) che costruivano carrozze e carrozzerie per le prime automobili e nel campo dei trasporti (con cavalli) detenevano quasi un'esclusiva: dal tram agli stallaggi, dalle rimesse al servizio privato, dalle spedizioni merci alle pompe funebri. Il 2 ottobre 1912, di fronte al reclusorio, venne impiccato con i suoi complici un certo Giovanni Stella, un brigante della bassa padovana che si rifugiava anche nella zona collinare, che aveva compiuto scorrerie ed atti criminali di ogni genere a tal punto che c'era un detto "Farghene peso de Stela" che a questo punto possiamo rispolverare! ;)

Per chiudere questo post segnalo come sempre il sito dell'ente turistico Turismo Padova Terme Euganee e la Padovacard, opportunità per visitare la città godendo di molte gratuità ed agevolazioni.

 

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12/03/2012

Aperto in pieno centro storico il Padova Store! Finalmente un cuore biancoscudato nel cuore di Padova!

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Ne avevo parlato due settimane prima e, manco a farlo apposta, giovedì scorso dopo una lunga attesa è stato finalmente inaugurato il Padova Store in pieno centro storico. Nel post intitolato “In attesa del Calcio Padova store, indossa i colori della città, vesti biancoscudato!” auspicavo questa apertura perchè da quanto il Padova ha lasciato il mitico stadio Appiani di fatto è uscito dal centro città quasi a certificare una lontananza tra città e squadra di calcio che negli anni si è un po' troppo acuita secondo me. In città senz'altro ci sono tifosi del Calcio Padova così come in provincia ma il sogno mio così come quello di molti tifosi è che si possa tornare ad una maggior sintonia tra la città e la sua squadra così come era sempre stato in passato poichè come avevo scritto nel post di cui sopra se ami la tua città, se la senti tua, se alla domanda da dove vieni rispondi con una certa punta di orgoglio non puoi non amare per prima cosa la squadra della tua città.

blog di padova,il blog di padova,padova store,calcio padova,calcio padova 1910,biancoscudati,store del calcio padova,cultura popolare,padova,serie bwinDopo il post e i complimenti molto graditi da parte della vicepresidente Barbara Carron per quanto scritto c'è stato l'annuncio dell'inaugurazione avvenuta proprio giovedì scorso. Aveva iniziato a parlarne il responsabile marketing della società biancoscudata Gianni Potti ormai più di un anno fa e tra problemi vari e ritardi lo store del Calcio Padova aveva assunto contorni mistici da qui l'ironia dei Biancoscoppiati (una community su facebook di tifosi molto simpatica che vive il calcio ed il tifo sportivo in modo dissacrante ed ironico) che potete vedere nell'immagine a fianco. Ovviamente  ho partecipato a quest'inaugurazione e con me molta gente, molti tifosi che hanno colto l'occasione per incontrare alcuni giocatori, l'allenatore Dal Canto, il presidente Cestaro e la sua vice Barbara Carron, il ds Rino Foschi.   

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Si tratta di un negozio all'interno del quale si trovano in vendita , maglie ufficiali, polo, felpe, cappellini, materiale e gadget vari del merchandising ufficiale del Calcio Padova (per farti un'idea e vedere il merchaindising visita lo shop on line del Calcio Padova) ma, al di là delle vendite o meno, che è inutile sperare diversamente, varieranno a seconda dei risultati della squadra (salvo i tifosi più appassionati, il padovano è così, si avvicina di più al Padova quando va bene salvo poi distaccarsi un po' quando vanno meno bene) la cosa che più mi premeva dell'apertura di questo spazio era ed è la sua funzione “strategica” di marketing e di comunicazione oltre alla valenza simbolica. Di fatto, con questo store, ricavato all'interno dello spazio SuperFlash della Cassa di Risparmio del Veneto, il Calcio Padova torna in città e Padova, a sua volta, recupera un pezzo importante della sua identità più popolare rappresentata proprio dalla squadra di calcio... E lo fa alla grande, visto che questo negozio è stato aperto proprio in un luogo nobile della città, tra Piazza Cavour e via VII Febbraio, proprio di fronte al Caffè Pedrocchi!! Non poteva esserci posizione più felice!

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In questo modo, molta più gente, a passeggio lungo il liston, potrà vedere, potrà notare la sua vetrina (vedi immagine) ma soprattutto lo stemma del Calcio Padova ed i messaggi che verranno trasmessi attraverso lo schermo al plasma. arà facilmente visibile da turisti, dai lavoratori e dagli studenti fuori sede, dai padovani, anche quelli che seguono abitualmente le squadre della serie A come Milan, Inter o Juventus e snobbano la squadra della città. Nel corso del loro andirivieni lungo l'area pedonale principale della città non potranno non notare la vetrina qui a fianco così come lo schermo multimediale che immagino e spero possa essere utilizzato per le comunicazioni del Calcio Padova alla città, la promozione delle partite, per far vedere immagini evocative del Padova del passato come quelle dei giorni nostri. Insomma un vero e proprio faro biancoscudato nel cuore della che speriamo possa contribuire, assieme ai risultati della squadra, a far avvicinare anche i padovani più tiepidi alla passione per il Padova!

blog di padova,il blog di padova,padova store,calcio padova,calcio padova 1910,biancoscudati,store del calcio padova,cultura popolare,padova,serie bwinPer la maggioranza dei tifosi sarà semplicemente un negozio dove andare ad acquistare maglie, cappellini, sciarpe, cuffiette per l'ipod e moltissime altre cose griffate Calcio Padova (all'inagurazione c'era anche una bellissima mountain bike, vedi a destra la vicepresidente Barbara Carron e il direttore del marketing Gianni Potti che posano sulla bici). "E' stupendo avere in pieno centro un negozio dove comprare maglie e prodotti ufficiale della proria squadra del cuore", ha aggiunto il capitano Vincenzo Italiano. "Il Padova Store è uno spazio in divenire da costruire e arricchire assieme ai nostri tifosi, ha chiosato Gianni Potti, scriveteci i vostri i consigli e le osservazioni alla casella di posta elettronica marketing@padovacalcio.it. I consigli più azzeccati verranno vagliati assieme al presidente Cestaro e alla vice presidente Carron", consigli che darò senz'altro anch'io. In effetti lo spazio è ancora un po' spoglio e forse quello di aggiungere un po' di colore in più potrebbe essere il primo consiglio. Qualche poster o gigantografia, qualche bandiera in più che possa essere vista attraverso le vetrine. 

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Tifosi ma non solo...Sono piuttosto sicuro infatti che molti gadget e souvenir griffati Calcio Padova verrebbero acquistati anche dai turisti stranieri se è vero che di appassionati di pallone ce ne sono molti in tutto il mondo così come è vero che il turista cerca di portarsi a casa un po' della città che sta visitando. Uno spazio così in vista lo meriterebbe anche l'ufficio turistico! La squadra di calcio locale, infatti, così come i prodotti tipici del territorio ed il patrimonio culturale "alto" rientra nell'identità della città. A partire da quanto detto, un'idea di prodotti da realizzare e mettere in vendita potrebbe essere ispirata proprio al rapporto tra città e squadra di calcio così come ho visto in diverse città europee e alla storia del Calcio Padova con la realizzazione di stampe di personaggi storici del club biancoscudato come il giovane Silvio Appiani, l'aviatore Monti, il capitano "Aurelio Scagnellato e la squadra dei panzer", il paron Nereo Rocco, Gildo Fattori etc etc.

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Bene quindi, andate a visitare questo negozio, fatevi incuriosire ed iniziate ad a guardare con maggior simpatia la squadra della nostra città, una società dal passato glorioso che lo scorso 29 gennaio ha compiuto ben 102 anni (visita lo spazio virtuale del Calcio Padova Museum!) e di cui, anche se non siamo in lotta per trofei nazionali o internazionali, i padovani dovrebbero andar maggiormente orgogliosi!

PS: Sto cercando di far crescere la pagina facebook che ha raggiunto comunque il considerevole numero di oltre 1100 "fans" o amici. Mi date una mano? Si dai! Bastano due click! Il primo sul seguente link "Il blog di Padova" per entrare nella pagina e il secondo sul "mi piace" che trovate all'interno. Se ne avete voglia condividete pure questo post così come tutti quelli che pensate possano interessare ai vostri amici cliccando sull'icona di facebook e/o twitter sopra al titolo! ;)

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20/02/2012

Europeade 2012, quest'estate il festival del folklore europeo a Padova!

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Ciao a tutti, quest'oggi ho pensato di parlarvi di quanto succederà quest'estate a Padova, di un evento che, quando ho saputo sarebbe stato organizzato anche quì, ha suscitato subito il mio interesse e la mia curiosità. Mi riferisco all'edizione 2012 dell'Europeade, il festival del folklore e della cultura europea, un festival itinerante che da oltre 40 anni gira per l'Europa (nel 1964 la prima edizione ma leggi quì la storia) e si tiene ogni anno in una città diversa.

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Dall'11 al 15 luglio, lungo le vie e nelle piazze di Padova, tra cui il Prato della Valle, si terrà la 49° edizione dell'Europeade. Gruppi e persone da ogni parte d'Europa arriveranno nella nostra città per ballare, cantare e far conoscere le loro tradizioni. L'Europeade è un momento di incontro, scambio, confronto e l'occasione per arricchire il nostro bagaglio di conoscenze ed esperienze. Ultimamente ci stiamo abituando a pensare all'Europa come ad un'organizzazione di tecnocrati preoccupati di far quadrare i conti finanziari dei vari paesi membri ma, per come la vedo io, non dobbiamo dimenticarci che si tratta pur sempre di un continente abitato da molti popoli, ognuno con la propria cultura, la propria visione del mondo e che hanno secoli di storia in comune, molti dei quali in modo trascorsi in modo tragico e caratterizzati da guerre sanguinose.

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Negli ultimi anni, anche grazie ai programmi di scambio come l'Erasmus o anche grazie alle compagnie aeree low-cost è cresciuto sempre più il numero dei giovani che ha potuto viaggiare e conoscere i coetanei dagli altri paesi europei. L'Europeade ha lo stesso spirito: un'occasione per conoscere e fare amicizia con gli altri popoli d'Europa! Nell'atto costitutivo dell'"Associazione Europeade" nata nel 1997 con sede sociale ad Anversa si legge: "L'Europeade è l'espressione di un atto di fiducia nell'amicizia e nella fraternità fra i popoli del Continente Europeo, basata sull'idea di "unità nella diversità". Questa idea si concretizza quindi in un ritrovo annuale di diverse migliaia di Europei che si riuniscono per cinque giorni, per esprimere questa convinzione attraverso le Arti e le Tradizioni popolari delle loro regioni.

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Come le precedenti edizioni, così come la scorsa edizione a Tartu in Estonia, dal cui sito ho preso alcune delle immagini (leggi http://europeade2011.eu/), a metà luglio anche Padova sarà quindi un trionfo di colori, di danze, di canti tradizionali e per un amante del folk come il sottoscritto capite bene che non cercherò di organizzarmi per andare al mare o in qualsiasi altro posto che non sia Padova in quei giorni. Chi mi conosce sa che in particolare mi piace la musica tradizionale irlandese ma ci sarà la possibilità di ammirare e conoscere gruppi folkloristici, bands di musica folk davvero da tutto il continente visto che per l'edizione di Padova ci saranno circa 250 gruppi per un totale di iscritti massimo di 4.400 partecipanti!!! Da quanto si legge sul sito ci sono ancora 1005 posti disponibili.  I gruppi interessati alla partecipazione al festival possono iscriversi sul sito ufficiale www.europeade.eu. Per informazioni clicca quì

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E' già possibile leggere un programma di massima che naturalmente da quì a luglio potrà subire alcune modifiche. Già suggestiva si annuncia l'apertura del primo giorno. L'11 luglio, infatti, dopo le iscrizioni dei vari gruppi si terrà in serata nella splendida cornice di Prato della Valle, la presentazione di tutti i gruppi folkloristici provenienti dall'estero, una sorta di cerimonia di benvenuto che Padova darà ai partecipanti di tutta Europa anche se la manifestazione inaugurale avverrà la serata successica (il 12 luglio sempre in Prato della Valle) dopo che per tutto il giorno i gruppi avranno già iniziato ad esibirsi in giro per la città. Sabato , a partire dalle 18,30 ci sarà una grande parata di tutti i gruppi da PadovaFiere, centro logistico dell'organizzazione, fino al Prato della Valle, passando per le vie del centro e poi in serata nella grande piazza padovana il 'Ballo di Europeade' per tutti i partecipanti! Il giorno dopo l'ultimo giorno con la cerimonia di chiusura nel pomeriggio, un momento in cui, dopo tanto divertimento e tanti momenti di condivisione sarà un po'  un malinconico momento dei saluti e del passaggio di testimone all'edizione del 2013 a Gotha in Germania. 

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Un evento che quindi attirerà moltissime persone, i partecipanti veri e propri dell'Europeade ma anche molti turisti e visitatori che avranno l'ennesimo motivo per venire a Padova qualche giorno. All'organizzazione dell'evento quindi sono impegnati senz'altro il comitato organizzatore centrale dell'Europeade ma senz'altro anche le associazioni di categoria, l'ente turistico Turismo Padova Terme Euganee oltre che ovviamente il comune di Padova, presente lo scorso anno a Tartu, in Estonia, per raccogliere il testimone (guardate la foto sulla destra della delegazione padovana Riconosco l'assessora Dalla Vecchia e la consigliera Toso, vpresidente della Commissione Cultura e promotrice di questa bella iniziativa). Guardate il breve video di Cristina Toso che, da Tartu, annuncia l'Europeade 2012 a Padova! Un evento dal grande richiamo e che senz'altro potrà valere per l'immagine e la visibilità della città. Giò è attivo il sito "Europeade 2012 - Padova - Italia" con le info generali sulla manifestazione ma anche e soprattutto con informazioni su come arrivare a Padova, per prenotare un hotel, su Padova e le sue attrattive culturali ed enogastronomiche del territorio, la possibilità di prenotare on line le visite guidate e le escursioni in battello o un cena al ristorante.

Mi sembra una belle cosa, no? Sono sicuro che ci sarà da divertirsi in queste giornate di luglio a Padova! :) 

PS: Sto cercando di far crescere la pagina facebook che ha raggiunto comunque il considerevole numero di oltre 1000 "fans" o amici. Mi date una mano? Si dai! Bastano due click! Il primo sul seguente link "Il blog di Padova" per entrare nella pagina e il secondo sul "mi piace" che trovate all'interno. Se ne avete voglia condividete pure questo post così come tutti quelli che pensate possano interessare ai vostri amici cliccando sull'icona di facebook e/o twitter sopra al titolo! ;)

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28/11/2011

Statue anti-degrado in stazione + "Padovani illustri" snobbati nelle statue della città!

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Ciao a tutti, quest'oggi due post in uno, nel senso che  nonostante vi parlerò di statue, i due post possono essere assolutamente indipendenti l'uno dall'altro. Ha fatto parecchio discutere in città il proposito da parte dell'amministrazione comunale di bandire una gara per l'installazione di due grandi statue a complemento dei lavori di riqualificazione del piazzale della stazione. "La bellezza salverà la stazione" sostiene il vicesindaco, moltissimi cittadini, da quel che si legge nei social network e nei commenti agli articoli sui quotidiani locali on line, sono scandalizzati per una spesa pubblica di 150.000 euro in un momento di così grave crisi economica e come "soluzione" ad un problema di degrado in cui versa la zona della stazione. Sono posizioni lontane senza contare poi la difficoltà nello scegliere il soggetto da raffigurare e lo stile artistico, argomenti che alimentano ancor di più la discussione. 

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Gianni Trivellato, giornalista del Mattino di Padova degli anni passati, che ricordo con piacere come giornalista sportivo al seguito del Calcio Padova (e che pure ha commentato sul mio post  dedicato all'Appiani, "Stadio Appiani, tempio della vecchia Padova")) sul sito "PadovaOggi" del 3 novembre ha pubblicato un simpatico post "Statue in Piazzale stazione. "Proposte dal...cielo" e così anch'io ho pensato di scrivere qualche riflessione sull'argomento, non facile...padova,statue in piazzale stazione,padovani illustri,statue di padova,il blog di padova,nereo rocco,cultura popolare,vecchia padova,turismo 

Prima riflessione, sull'idea delle statue anti-degrado. Personalmente non sono contrario a priori alle statue e all'idea che un'area bella e curata e con la presenza pure di elementi artistici possa essere utile a combattere il degrado, anzi...Il principio secondo il quale le aree belle stimolano la cura e la difesa di chi le frequenta mi vede sostanzialmente d'accordo...dipende dalla civiltà delle persone. E quì casca l'asino perchè al momento attuale penso che certi frequentatori della zona non siano molto sensibili al gusto artistico o alla qualità urbana della zona, penso a molti sfaccendati, tossicodipendenti e spacciatori vari bazzicano intorno (problema comune a molte città comunque...) ma anche a giovani che con le loro bombolette spray non si fanno problemi ad imbrattare muri, statue e pannelli illustrativi per turisti.  padova,statue in piazzale stazione,padovani illustri,statue di padova,il blog di padova,nereo rocco,cultura popolare,vecchia padova,turismo

Che tristezza se tutta questa "bellezza" venisse ignorata! E' vero, secondo il mio parere, che la qualità urbana di una zona favorisce la frequentazione di cittadini e gente di passaggio e magari l'espulsione "spontanea" dalla zona dei frequentatori più molesti ma è chiaro che prima bisogna preoccuparsi dell'abbellimento di tutto il piazzale così come di una continua operazione sul fronte delle sicurezza da parte delle forze dell'ordine, cosa che mi pare stia avvenendo. In questo quadro il progetto delle statue rappresenterebbe la "ciliegina sulla torta" ma il problema è che non è stato presentato in modo chiaro un piano organico di riqualificazione della zona anche dal punto di vista della sicurezza e forse per questo la spesa di 150.000 euro, in questo periodo storico di gravissima crisi economica, seppure decisa qualche anno fa, ha lasciato perplessi in molti, me compreso. Successivamente il vicesindaco Ivo Rossi ha spiegato come la riqualificazione preveda non solo le statue ma bar, pleateatici, una migliore illuminazione per fare del piazzale una vera e propria piazza. Leggi l'articolo de il "Mattino di Padova" da dove ho preso la foto sulla sinistra.

La seconda riflessione riguarda il rischio che l'installazione di due statue o sculture alte 16 metri una e 6 metri l'altra può comportare. Innanzittutto per due opere artistiche così imponenti mi chiedo se siano sufficienti 150.000 euro...Non so, non conosco il valore di mercato delle statue e poi mi chiedo "E se dovesse vincere la gara un'opera "bruttina" piuttosto che una ciofeca di statua? L'arte ed il gusto artistico sono opinabili, per carità, ma considerato il fatto che il piazzale stazione è pur sempre il primo impatto, il primo biglietto di visita della città considero importante che questo impatto sia il più positivo possibile, a maggior ragione si parliamo di due opere imponenti. Ho letto che a Belluno una scultura di Giò Pomodoro è talmente orribile che il sindaco la vuole vendere....

La terza riflessione riguarda i soggetti da scegliere e qui potremo discuterne per ore. Secondo me dovrebbe essere una scultura, magari astratta raffigurante la città di Padova o comunque un soggetto che ben descriva l'identità della città a 360°. Tra i commenti sul sito del Mattino ho letto di Falcone e Borsellino o di esempi di grande civismo italiano. Niente da dire su Falcone e Borsellino ma questi è giusto vengano ricordati in piazza e strade, nei luoghi del potere, nelle università ma nel caso del piazzale della Stazione la "comunicazione" che le statue dovrebbero esprimere, secondo il mio parere, è relativo alla città in sè, alla sua storia, alla sua identità come benvenuto a chi arriva da fuori. S. Antonio va bene secondo me per una terza statua più piccola ma non si può sempre legare a Padova solo il Santo...Padova non è solo il Santo, è molto di più! Per due opere così imponenti (come detto, di 16 e 6 metri d'altezza!) non vedo personaggi illustri padovani così maggioritari rispetto agli altri per questo pensavo ad un'opera di arte comtemporanea più astratta ma anche in questo caso il rischio di cui alla seconda riflessione è alto...

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La quarta ed ultima riflessione nonchè ipotetico post a se stante, "Padovani illustri" snobbati nelle statue della città!" riguarda le statue presenti in città e ai personaggi illustri padovani che (non) le raffigurano.  Ce ne sono varie in giro per la città ma le statue più famose di Padova sono senz'altro quelle del Prato della Valle. Nella maggior parte dei casi si tratta infatti di professori universitari, artisti, condottieri o ex governanti della città. La prima statua realizzata fu nel 1775, per prova, una statua di Cicerone, che fu velocemente rimossa per l'assenza di legame tra il personaggio e Padova; fu sostituita con l'attuale statua di Antenore offerta alla città dallo stesso Andrea Memmo. L'ultima delle statue originali fu quella di Francesco Luigi Fanzago collocata nel 1838. Le statue raffigurano tutte personalità maschili; l’unica eccezione è quella del busto della poetessa Gaspara Stampa collocato ai piedi della statua dedicata ad Andrea Briosco. Vi rimando al seguente sito dove potete scoprire la mappa di tutte le statue del Prato della Valle e tutti i personaggi raffigurati.

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Si tratta di padovani illustri che appartengono però ad un passato piuttosto remoto mentre la storia va avanti e anche tutto l'Ottocento ed il Novecento meriterebbero attenzione e una maggiore valorizzazione, non a caso, nel mio piccolo, ho pensato di creare la categoria "Vecchia Padova. Cultura popolare" e molti padovani illustri così come alcuni episodi storici meriterebbero una statua mentre invece sembrano avvalorare la teoria secondo la quale "nemo propheta in patria est".  Qualche tempo dopo un post nella categoria "personaggi illustri", sono stato contattato per un'intervista radiofonica all'interno della trasmissione "Il geco di città" in onda su radiodue durante l'estate scorsa e mi sono state fatte domande relativamente ad un grande personaggio, Giovanni Belzoni, (rileggi il mio post "Giovanni Battista Belzoni, l'Indiana Jones padovano!") padovano del portello,primo egittologo, esploratore, archeologo (fu colui che recuperò la colossale statua di Ramesse II, oggi al British Museum di Londra) che visse una vita avventurosa tale da ispirare il personaggio Indiana Jones (si, avere capito bene!). A Belzoni è stata dedicata la sala egizia al Pedrocchi dall'amico Jappelli, ci sono degli spazi espositivi all'interno dei Museo civici degli Eremitani ma quanti padovani conoscono Belzoni e la sua vita? Forse conoscono di più l'istituto tecnico che da lui prende il nome.

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All'angolo tra via Cesare Battisti e via 8° febbraio davanti al Caffè Pedrocchi, c'è una statua di cui ignoro il significato. Sul palazzo del Bo all'angolo in alto c'è una targa dedicata all'8 febbraio 1848, data storica per Padova e di cui ho scritto più volte, giornata dell'insurrezione degli studenti e dei popolani contro i soldati dell'impero austro-ungarico. Fu la prima rivolta della stagione del '48 da cui nasce il detto "fare un quarantotto". Non ci stava meglio una statua dedicata all'8 febbraio? questo avvenimento? Quanti padovani conoscono queste vicende? L'8 febbraio si sa che festeggiano i goliardi dell'università ma i motivi si conoscono? (rileggi il mio post "Gaudeamus Igitur!") Non sarebbe già questo un luogo della memoria per raccontare la città e la sua storia anche ai turisti?

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Padova era nota come città d'acque per via dei suoi canali che la attraversava in città così come sul territorio provinciale e per l'attività dei barcari, mestiere scomparso di cui vi ho parlato nel post "L'ultimo dei barcari"  scritto dal giornalista Francesco Jori e Riccardo Cappellozza, il protagonista e vero ultimo barcaro, insignito nel 2008 del premio padovano eccellente anche per la sua creazione, il bellissimo e significativo "Museo della Navigazione" di Battaglia Terme. Perchè non installare una statua lungo le riviere dedicata all'ultimo dei barcari? Già ci sono i pesciolini azzurri in via Anghinoni verso piazza Cavour quasi a testimoniare il luogo dove c'erano le pescherie...

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Ho la fissazione della storia e della cultura popolare, lo ammetto, perchè mi piacciono i luoghi autentici, con personalità, con un'identità marcata...Padova spesso sfugge a questo. Io penso che anche personaggi "popolari", amati dalla gente semplice, come un allenatore di calcio, anche se poi questo divenne uno dei più grandi allenatori della storia calcistica italiana ed internazionale, possano rappresentare un elemento dell'identità di una città. Mi riferisco ovviamente a Nereo Rocco. Perchè non una statua raffigurante Nereo Rocco che passeggia assieme ad Aurelio Scagnallato verso la vecchia Trattoria Cavalca  (posizionandola nell'angolo di Piazza delle Erbe verso via Manin), protagonista del mitico Padova degli anni Cinquanta vicini più a volte a vincere uno scudetto ma soprattutto vicini al cuore della gente. Qualche anno fa ricordo la proposta dell'assessore Boldrin relativamente alla Gaetana, donna malata di elefantiasi, famosa a Padova negli anni ’40, oggetto di sbeffeggiamenti da parte dei monelli e soggetto di Tono Zancanaro. Perchè no? L'identità di una città è anche questa non solo la cultura "alta".

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Non dico di far diventare Padova un grande bazar di statue, questo no,  ma noto la mancanza di interesse per ciò che rappresenta la patavinitas e la storia della città. Non è localismo, è valorizzazione della storia e dell'identità di una città, principio che vale a Padova, a Glasgow, a Cadice come nell'ultimo villaggio del Burkina Faso. Sarà che io quando visito una città mi piace scoprire la sua storia e mi piacerebbe facessero lo stesso i turisti che vengono in città, oltre ai padovani che la propria città la snobbano...Io ho citati qualche soggetto ma la lista potrebbe essere molto lunga. A maggior ragione se pensiamo che in due capitali europee come Bruxelles e Dublino, le statue più famose sono quelle di un bambino che fa la pipì (Manneken Pis) e una popolana, pescivendola ambulante, di facili costumi (Molly Malone) (foto a sinistra), da personaggi della cultura popolari a vere e proprie "icone" della città vendute a turisti sotto forma di mille gadget, cartoline e souvenirs vari, senz'altro anche la nostra Gaetana, il "barcaro" delle riviere piuttosto più che Nereo Rocco ci potrebbero stare benissimo...e non mi venite a dire che all'estero sfruttano questi personaggi perchè non hanno personaggi storici della politica e delle arti etc etc da mettere in mostra perchè semplicemente non è vero!

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13/06/2011

Le strade di Padova - piazza Cavour

padova,strade di padova,turismo padova terme euganee,piazza cavour,cultura popolare,cinema eden,galleria civica padovaTorno quest'oggi a parlarvi di Padova e delle sue strade con la rubrica "Le strade di Padova", ispirata dal libro dal titolo omonimo di Giuseppe Toffanin, come ho spiegato nel post di presentazione di questo spazio, principale fonte per questi posts.

In realtà il post di oggi è dedicato non ad una via ma bensì ad una piazza e cioè a Piazza Cavour, una piazza centralissima a cui si accede percorrendo via 8 febbraio 1848 dal Canton del Gallo passando di fianco al Caffè Pedrocchi, superando piazzetta Garzerie (sulla destra) e giungendo quindi alla Piazza che si trova sulla destra.

padova,strade di padova,turismo padova terme euganee,piazza cavour,cultura popolare,cinema eden,galleria civica padovaIn  Piazza Cavour, alle spalle del plateatico di un wine bar di recente apertura, di fianco al vicolo che porta verso porta Altinate, sorgeva l'Albergo Savoja-Croce d'Oro, il più elegante della città, chiuso nel 1920. Fu il primo ad avere camere da bagno private, ascensore, riscaldamento centrale, giardino d'inverno,  omnibus-automobile alla stazione ferroviaria. A fianco, laddove ora c'è una banca, vi era il palazzo settecentesco dei nobili Donà. Nell'angolo della piazza, dove ora c'è il Brek, i più "adulti" ricorderanno il cinema Eden. Ho scritto un post qualche tempo fa dal titolo "Padova e i suoi cinema che furono ma resta un Altino da salvare" in cui ho scritto di come i moltissimi cinemi del centro città siano stati chiusi o abbiano cambiato destinazione d'uso. Il cinema Eden è tra questi, cinema che nel durante la seconda guerra mondiale fu ribattezzato Adua per non creare equivoci con il nome del ministro degli esteri inglese Hayden. Il cinefilo padovano Piero Tortolina lo spiega nell'intervista che rilascia per un documentario. Prima, ai primordi, c'era la Fiat con un garage di una delle sue prime filiali quando non c'era pericolo che le auto intasassero neanche le strade del centro. Poi dovette traserirsi in corso del popolo e poi andarsene anche da lì.

padova,strade di padova,turismo padova terme euganee,piazza cavour,cultura popolare,cinema eden,galleria civica padovaPiazza Cavour si era chiamata piazza delle Biade e piazza delle Legne (per il commercio dei cereali o del legname). Il monumento al Cavour è opera dello scultore Chiaradia (1888); ora è spostato , neppure felicemente, ma si trovava al centro della piazza, secondo l'usanza ottocentesca di collocare le statue nel mezzo e di ritrarre il celebrato il più realisticamente possibile , ragion per cui lo statista infila il suo dito indice nel panciotto. Negli anni Venti esisteva il Palazzo Zaborra si aprirono i grandi magazzini della Rinascente. Sicchè si tratta di un ritorno quello della Rinascente dopo che per diversi anni quello era diventato lo store della Upim. Almeno io da ragazzino, negli anni '80 e parte del '90 ricordo infatti l'Upim ed esattamente non ricordo quando avvenne il cambio con la Rinascente. "Prima che la via divenisse pedonale (ricordo che per l'attuale liston ci passava il vecchio tram!), in un'abbastanza contenuto traffico automobilistico, le luci dei bar Racca o Aperol erano la sera (e notte) le ultime a spegnersi, affollati entro e fuori dai "viveurs" padovani, piuttosto tranquilli, impegnati soprattutto in discussioni sportive o resoconti difficilmente accertabili di altre avventure" (dal libro Le strade di Padova di G. Toffanin).

padova,strade di padova,turismo padova terme euganee,piazza cavour,cultura popolare,cinema eden,galleria civica padovaAltro ricordo di piazza Cavour, da ragazzino, era che laddove ora sorge il Caffè Cavour, negli anni '80 fu aperto il primo fast food padovano, Master's, che divenne il luogo di ritrovo preferito da quella sorta di tribù urbana di allora che erano i paninari. Ricordate? Quelli con le Timberland, i jeans Levi's e la cintura El Charro, le felpe Best Company o le camicie a quadri Najoleari e ovviamente il Moncler come giubbotto: giovani e meno giovani che si esprimevano con uno slang tutto particolare che li distingueva da altri gruppi. "Troppo giusti!" aheh. Già sul finire degli anni '80, se non erro, piazza Cavour ed in particolare la ringhiera attorno alla galleria che sta in centro alla piazza, divenne il luogo di ritrovo degli ultras del Padova, la seconda generazione degli Hell's Angels Ghetto, il gruppo di appassionati del Calcio Padova che fu fondato nel 1982 da ragazzi del Ghetto e dopo una certa ora di sera i paninari se ne andavano perchè non erano ben visti da questi. Quel che si dice spazio pubblico come relazione tra luogo e chi lo vive...Ora le nuove panchine sono spesso occupate da persone che si fermano a fare due chiacchere, da anziani che si ritrovano con gli amici/amiche, da qualche mamma a passeggio con il proprio pargolo mentre il basamento della statua è spesso "usato" da adolescenti come luogo di ritrovo e di incontro con i coetanei.

padova,strade di padova,turismo padova terme euganee,piazza cavour,cultura popolare,cinema eden,galleria civica padovaAttualmente la piazza è stata oggetto di rinnovamenti dal punto di vista dell'arredo urbano, alcuni dei quali, come le palle di ferro antiparcheggio, sono state oggetto di qualche polemica. La galleria ospita spesso esposizioni temporanea, è stata predisposto un ascensore per disabili, la cui struttura dall'aspetto futuristico esce sulla piazza, è stato installato un pannello a cristalli liquidi in cui vengono trasmesse e segnalate comunicazioni ai cittadini e pubblicizzate le offerte culturali a vantaggio dei turisti. Ampio spazio è stato concesso ai plateatici dei pubblici esercizi sulla piazza che appare molto "piena" di elementi d'arredo e non ha più l'aspetto austero che aveva quando centro della piazza, sopra all'attuale Galleria Civica "Cavour" (sotterranea), e principale punto di riferimento era la statua del Cavour.

PS:Come sempre lo spazio commenti è aperto per dire la vostra e commentare. Ricordo inoltre la pagina facebook "Il blog di Padova" sulla quale potete interagire, esprimere opinioni su quanto avviene in città e postare foto o video che la riguardano. Basta cliccare su "like" nello spazio "fb" a fondo pagina.

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18/04/2011

Padova e i suoi cinema che furono ma resta un Altino da salvare!

altino.jpgQualche giorno fa mi è capitato di vedere un video seguente un suggerimento arrivato dal social network twitter. Si trattava dell'intervista a Piero Tortolina, molto apprezzato e noto cinefilo di Padova, scomparso nel 2007, per alcuni anni il maggiore collezionista privato italiano di film; senza la sua cineteca molte cose in Italia non si sarebbero viste, senza la sua trasmissione televisiva anche trasmissioni simbolo come Fuori orario non sarebbero state le stesse giusto per rendere l'idea. Il video-intervista era un estratto dal documentario del regista indipendente Riccardo Rismeni, "Storie di cinemi" (2005) (leggi l'intervista al regista di qualche anno fa sul suo documentario).

teagar.jpegQuesta intervista incentrata sui cinema di Padova o meglio sulla loro inesorabile scomparsa dal centro città mi ha suggerito l'idea per questo post. Il tema, infatti, riguarda me e tutti i padovani così come la città di Padova nel senso più ampio, secondo il mio parere. Come molti padovani almeno sulla trentina anch'io potrei raccontare e ricordare di pomeriggi al cinema in un cinema che ora non c'è più e che è diventato qualcos'altro. Quanti sono i cinema che hanno chiuso negli ultimi anni? Documentandomi su questo tema ho appreso come in centro città fino a 30 anni fossero almeno una quindicina e parlo del centro! Il Supercinema, ora Benetton, il Quirinetta (ora QBar), il cinema Concordi (diventerà un parcheggio?), l'Altino e il Mignon e tanti altri come il Corso, l'Eden (ora Break) il Teatro Garibaldi (vedi foto d'epoca a sinistra) e su questo ci sono i maggiori rimpianti.  In legno, costruito su iniziativa di Luigi Duse, nonno di Eleonora, che qui metteva in scena commedie con protagonista il famoso personaggio dialettale di Giacometo Spàsemi. Verso la metà del '900 il teatro è stato prima trasformato in cinema, poi demolito senza grossi scrupoli per far posto al supermercato PAM. Il "mio" cinema però è stato il piccolo Excelsior in Vicolo S. Margherita. Negli anni dell'Università ho imparato ad amare il cinema e a vedere anche film impegnati o prevenienti da circuiti "altri" rispetto a quelli Hollywoodiani. Mentre da piccolissimo i miei mi portavano al cinema di quartiere alla Paltana che dopo essere stato chiuso per anni ha riaperto negli ultimi anni diventando quel bellissimo e "coccolo" cinema-teatro che è il Piccolo Teatro oppure anche in qualche cinema del centro con relativa passeggiata per la città.

cinemapd.jpegHo inserito il post nella categoria "Vecchia Padova (cultura popolare)" perchè indubbiamente il cinema ha rappresentato molto per molti in termini di affetti e di ricordi della propria infanzia quando ci si andava da piccoli con i propri genitori piuttosto che con gli amici o la morosa negli anni della giovinezza e tutt'ora questo continua ad avvenire per carità solo che i cinema diffusi nel centro storico stanno sparendo a vantaggio di un nuovo modo di concepire il cinema e cioè le multisale, magari nelle periferie della città, con comodi parcheggi e la possibilità di strafogarsi comprandosi secchiate di pop-corn. Poi ci sono le felici eccezzioni e vie di mezzo come l''MPX in centro città forse noto ancora come cinema Pio X e come il nuovo e molto bello Porto Astra alla Guizza, ben inserito nel quartiere, che coniugano il concetto di multisala  anche con iniziative di cinema d'essai, culturali e sociali come "Cinemamme" di cui vi ho parlato. In ogni caso i gusti cambiano e con loro gli stili di vita influenzati dalle nuove tendenze commerciali e non ci sarebbe niente da scandalizzarsi se non fosse che alcuni cambiamenti, normali e fisiologici (si sa che le città cambiano) si rilevano dannosi anche al di là di quanto possa apparire. Insomma se i centri città così vengono chiamati è perchè quì era ed è il fulcro della vita sociale, culturale ed economica di una città ed i cinema erano parte di questo modo di vivere la città e perdere tutti i cinema del centro, oltre ad essere un peccato è anche un danno che la città subisce, a maggiore ragione a Padova, città universitaria che conta molti appassionati di cinema. Un tempo il Centro Universiario Cinematografico aveva una sede propria mentre ora non più. Insomma la chiusura di tutte queste sale cinematografiche non è solo un danno alla memoria e all'identità storica cittadina ma lo è per il futuro e per la cultura della città.

altinot.jpgStanno, anzi ormai sono quasi tutti i cinema storici del centro città, la stessa sorte pare che debbano subire anche altre piccole attività, soffocate dall'alto costo degli affitti che solo le grandi catene internazionali o le banche possono sostenere, compresi esercizi che appartengono alla storia della città come la Libreria Draghi, aperta nel 1920 e che chiuderà a luglio (leggi l'articolo su "Il Mattino di padova") Ora come ora il centro città è ancora pieno di persone ma secondo me bisogna stare attenti e vigilare perchè non si può svuotare il centro storico di tutte quelle funzioni, commerciali e culturali che esprimono l'energia spontanea della città che viene dalla città stessa. Tutti quegli eventi organizzati nel weekend vanno benissimo per attrarre persone, anche in ottica turistica, così come mi sembra molto buono il lavoro dell'assessorato Colasio sulla promozione e offerta culturale della Padova Carrarese ma certi spazi di qualità, vanno fatti vivere tutta la settimana e possibilmente diventare il luogo della produzione culturale dalla nostra città. Non siamo in grado o non ci sono energie sufficienti? E allora perchè il centro culturale S. gaetano-Altinate? perchè si parla del Castello di Padova come spazio in cui potranno trovare spazio laboratori di arte visiva, video-art e nuove tecnologie? Queste le suggestioni proposte dall'assessore Colasio in occasione della serata in Piazza dei Signori in occasioni del bellissimo spettacolo di 3D Mapping Projection a chiusura dell'Estate Carrarese.

altinocoll.jpegSono senz'altro daccordo con me coloro che curano il blog "Salviamo il Cinema Altino", promotori di un progetto (leggi il manifesto) con il quale vogliono aprire un dibattito in città su un suo rilancio, una sua apertura, anche come spazio a disposizione di giovani e a servizio degli stimoli culturali che la città promuove. Tra l'altro uno spazio in via Altinate, a due passi dal centro culturale S. Gaetano - Altinate che potrebbe ospitare proprio rassegne collegate ad eventi che si dovessero tenere lì. Un cinema che è anche un edificio di notevole interesse dal punto di vista architettonico progettato dall'architetto futurista Quirino De Giorgio. Il cinema Altino fu pensato nel 1946. Si doveva sviluppare su tre livelli, il primo interrato chiamato Mignon, il secondo a quota strada e il terzo, sul tetto, mai utilizzato, per le proiezioni all’aperto. Il Mignon entrò in attività nel 1967. Caratteristiche estremamente innovative per l’epoca: impianto ad aria condizionata con caduta a pioggia sugli spettatori, un ambiente speciale per raccogliere il complesso dei reattori per l’illuminazione al neon; la segnalazione luminosa automatica a tutte le poltrone della loggia con corrispondente quadro alla cassa delle poltrone occupate e di quelle libere. L’Altino è punto d’incontro di numerosi artisti padovani: Antonio Morato decora il soffitto con una rappresentazione dello zodiaco, Amleto Sartori esegue una decorazione a graffito, Fulvio Pendini aveva dipinto un pannello, ora perduto, Paolo De Poli aveva realizzato gli smalti per le maniglie.

altino2.jpgProprio qualche mese fa era uscita l'indiscrezione dell'apertura a Padova di un nuovo punto vendita di una megastore FNAC (libri e musica) proprio negli spazi del Cinema Altino. Per quanto mi possa far piacere che FNAC apra a Padova anche per via degli eventi e degli incontri dedicati alla musica che ospiterebbe preferirei che il Cinema Altino rimanesse un cinema. C'è chi aveva proposto che potesse diventare il secondo teatro della città come dice Gianni Vitale, critico cinematografico, al Mattino di Padova in questa intervista. Tra l'altro pochissimi sanno, io pure l'ho appreso leggendo il blog di "Salviamo il Cinema Altino", che sul tetto dell'Altino c'è uno spazio teatrale sotto le stelle e con vista sulla città (vedi foto a sinistra presa dal blog)! Si, sul tetto, davanti ad uno spazio per il palco ci sono dei gradoni che salgono per ospitare il pubblico. Spazio mai utilizzato, però! L'Altino non potrebbe dunque essere lo spazio in cui arti e spettacoli più classici e popolari come cinema e teatro  possano essere proposti a vantaggio della vivavità e vitalità della città? L'Altino, ad esempio, non potrebbe essere dato in gestione al Cinema1 e alle varie compagnie di teatro della città? Certo la FNAC porterebbe soldi freschi, posso capirlo, ammesso che Fnac sia davvero intenzionata ad aprire uno store a Padova perchè da quanto ne so io aveva smentito quest'ipotesi tramite "twitter". Ma  Fnac o altro store poco cambia: non ci sono a dispozione spazi diversi che non siano tra quelli più rappresentativi e centrali dell'identità cittadina? per ospitare spazi commerciali per quanto di sicuro richiamo? Credo e spero proprio di si...

Potete approfondire e seguire le iniziative promosse da "Salviamo il cinema Altino" sul blog, sulla pagina facebook e anche su twitter. Per concludere vi propongo la video-intervista a Piero Tortolina, l'ingegnere che amava il cinema, di cui vi ho parlato in apertura. Ciao e buona visione!

PS:Come sempre lo spazio commenti è aperto per dire la vostra e commentare. Ricordo inoltre la pagina facebook "Il blog di Padova" sulla quale potete interagire, esprimere opinioni su quanto avviene in città e postare foto o video che la riguardano. Basta cliccare su "like" nello spazio "fb" a fondo pagina.

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23/03/2011

Calcio Padova: varie ed eventuali

101-festa.jpgQuest'oggi, dopo l'attesa quanto insperata vittoria di sabato scorso a Pescara, ho pensato di parlare del Padova e di fare qualche riflessione su questo momento. Non sono particolarmente fanatico del gioco del calcio, anzi, potendo sciegliere tra una partita ed una serata al cinema preferirei il cinema ma quando si parla di Calcio Padova si rovescia tutto perchè sono un tifoso di questa squadra e solo chi ha questa passione mi può capire e lo sono da quando ho 7 anni e da quando mio padre per la prima volta mi portò al mitico Stadio Appiani. Non c'è Milan, Inter o Juventus che tenga...non mi interessa niente se non delle vicende della squadra della nostra città, la squadra dalla maglia biancoscudata, non a caso questo post finirà nella categoria dedicata "Calcio Padova 1910" in cui ho dato libero sfogo ai miei "deliri" scudati...eheh :)

Questo campionato, come tutti i campionati del Padova, è travagliatissimo...Non ricordo un campionato in cui poter seguire la squadra in tutta serenità o perchè si ambiva a risultati importanti, come una promozione, o piuttosto si "soffriva", sportivamente parlando, per ottenere una salvezza nella propria categoria. Pure quest'anno, dopo un inizio spumeggiante ci siamo trovati in una fase di tracollo, un'emorragia di punti che ci ha portato ad una situazione di classifica precaria. Ora, dopo il cambio dell'allenatore, via Calori per il giovane Dal Canto, abbiamo ottenuto la prima vittoria fuori casa (vedi gli highlights di Pescara-Padova 0-2) e speriamo di risollevarci un po' ma, come sempre, chi segue il Padova deve mettere in preventivo di "frequentare" un ambiente in cui tensione ed emozioni di natura contrastante sono all'ordine del giorno e questo, onestamente, un po' mi ha stancato, sul piano "nervoso" e anche sul piano "sportivo".

jpg_3416249.jpgSi dice che Padova sia una piazza con un pubblico esigente e questo è vero ma i risultati ed il sogno della serie A si raggiungono con il tempo e la programmazione che può durare più di qualche anno, tempo e programmazione che stridono con una certa isteria collettiva che fa si che dopo 2 vittorie ci si esalti oltremodo così come 2 sconfitte ci si deprima. Forse la società non ha parlato in modo univoco. L'obiettivo di quest'anno doveva essere un campionato "sereno" di transizione, come detto dal d.s Rino Foschi e forse male ha fatto il presidente ad esaltarsi ed ad illudere la piazza iniziando a parlare di play-off in modo prematuro, per quanto i risultati alll'inizio lasciassero bene sperare. Poi questi si son fatti  deludenti negli ultimi mesi ed hanno scontentato il pubblico che si era, appunto illuso, di ottenere risultati importanti, fino ad arrivare alla rabbia e alla contestazione di Cittadella che ci sta tutta, ci mancherebbe ,perchè la squadra ha giocato davvero male così come si sa che nel calcio l'allenatore che non ottiene risultati rischia il posto, così come qualunque manager di un'azienda, del restp. Il calcio però non è una scienza esatta e, come detto all'inizio, per ottenere certi risultati non si può continuare a cambiare allenatori e squadra in continuazione...L'esonero di Calori, come detto, visto il momento negativo della squadra, ci sta perchè la situazione delicata necessitava di una scossa ma il cambio continuo di allenatori e giocatori (una media di due allenatori a stagione da qualche anno a questa parte...) non dovrebbe diventare il "leit-motiv" della gestione del Padova altrimenti non si andrà mai da nessuna parte ed il tifoso dovrebbe accettarlo senza pretendere tutto e subito, altrimenti si finisce col crere aspettative deleterie, facili illusioni e conseguenti delusioni che poi, ogni anno, portano a rivoluzionare di nuovo tutto per poi dover ricominciare ogni volta daccapo.

Schermata2011-03-18a14.29.12.pngOra, da quì alla fine del campionato, sosteniamo la squadra ed il nuovo allenatore Dal Canto (foto a destra), il più giovane tra A e B (36 anni), confidando che capitan Italiano (sopra a sinistra al tiro) riesca con la sua personalità a trascinare i suoi compagni, in modo tale da raggiungere tutti assieme la salvezza e garantirci un altro campionato di serie B per poi, anno dopo anno, crescere e mettere le basi per maggiori successi perchè la pazienza che chiedo non è senz'altro sinonimo di rassegnazione o mancanza di ambizione. Padova ha le potenzialità e dovrebbe avere l'ambizione per arrivare in serie A e restarci per tanti anni, facendo campionati brillanti, nella speranza, in questo modo, di aumentare le simpatie di cui gode in città (fino a questo momento non molte o quantomeno non abbastanza secondo me)...1298396393966_stadio2.jpgPersonalmente non mi interessa fare 2 campionati di serie A da ultimi posti in classifica: l'obiettivo dovrebbe essere quello di farne 10 di serie A a buoni livelli ecco perchè è necessaria pazienza e programmazione e magari un bel restyling dell'Euganeo come quello proposto dagli architetti padovani Baracco e Camuffo che vedete nella foto a fianco (rileggi l'articolo pubblicato da "Il Mattino di Padova"), il mio vero sogno per il futuro del Padova ,perchè senza uno stadio dignitoso, anzi bello, ogni discorso ambizioso è difficile da affrontare, secondo la mia opinione, ovviamente.

acp.jpegSarà banale ma, a mio avviso, anche "snobbare" la squadra della propria città come succede in uno sport popolare e diffuso come il calcio a vantaggio delle grandi squadre più titolate, sarà anche normale come qualche amico mi ha detto, ma è secondo me espressione di un certo provincialismo di cui soffre la nostra città che invece meriterebbe un maggior "attaccamento" così come lo meriterebbe il Calcio Padova perchè, non dimentichiamocelo, il Padova ha una storia di 100 anni più che dignitosa! Sarà che tutti vogliono un po' "viaggiare in prima" e allora si sentono più realizzati a definirsi tifosi di squadre più famose e vincenti a livello nazionale ed internazionale...

Se nei suoi primi 100 anni di storia il Calcio Padova ha fatto molta serie C, parecchia serie B e poca serie A, non c'è scritto quindi da nessuna parte che nei successivi 100 la situazione non si possa invertire e molto dipende dalla mentalità dell'ambiente per cui Forza Padova!!!..fin da sabato sera (ore 20,45) nella difficilissima partita contro l'Atalanta! (vedi info sulla prevendita)

E, per finire, come sempre, ricordo a chi "passa" da queste parti per la prima volta la pagina facebook di questo mio blog (FB: "Il blog di Padova") e magari, se vi va, di suggerirla ai vostri amici in modo tale di allargare la community. Ovviamente, la bacheca della pagina è aperta a singoli ed associazioni che volessero suggerire, segnalare eventi, iniziative e temi di discussione, perchè no? Ciao e alla prossima!

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22/10/2010

Al via l'Antica Fiera d'Autunno alias Sagra del Folpo e molto altro nel weekend padovano!

polpo.jpegSarà che da queste parti luglio e agosto fanno spesso rima con afa ma io l'autunno lo preferisco alla tipica estate padana. L'autunno e la primavera sono le mie stagioni preferite, le mezze stagioni, quelle che non ci sono più. L'autunno mi piace perchè unisce il clima mite ad un'atmosfera quasi magica in cui tradizioni locali, prodotti della terra, profumi sono esaltati anche dai colori del paesaggio per lo meno laddove questo è ancora tutelato. La vendemmia, l'attesa del vino nuovo, le castagne, il frescolino la sera e l'erba bagnata sotto ai piedi sono alcuni flash di un periodo dell'anno che mi suggestiona molto più di altri ed è questo un periodo secondo me ottimo per visitare borghi e paesi che in queste settimane fervono dei preparativi di feste, sagre e fiere di origine contadina, come di origine contadina siamo tutti noi veneti fatti salvo i nobili.

safol.jpegQuesta la premessa per presentarvi l'Antica Fiera d'Autunno (dal 22 al 26 ottobre) meglio nota come Sagra del Folpo a Noventa Padovana, una delle più antiche fiere che si tengono tutt'oggi in una zona che va da "cerniera" tra la città di Padova e la Riviera del Brenta., zona caratterizzata dalla presenza di molte ville venete. Se oggi le sagre sono anche e soprattutto un momento di condivisione e di divertimento per la comunità, un tempo erano infatti occasioni per fare affari, vendere ed acquistare capi di bestiame per esempio. Da virgilio sapere "La fiera d'autunno è di tradizione seicentesca, come dimostrano i documenti storici del periodo. Lo storico Andrea Gloria nel manoscritto Territorio Padovano illustrato del 1862 riporta che proprio a Noventa "frequentatissima v'è la fiera annua in ottobre della quale Girolamo Vendramin ottenne la conferma il 1758, trasferita dalla seconda all'ultima domenica di ottobre per la Ducale 11 settembre 1776". La fiera infatti cadeva nella domenica della Madonna del Rosario, festa molto sentita dagli abitanti del tempo e favoriva l'economia agricola locale, ampliando il mercato di bestiame e prodotti della terra. La Serenissima concesse infatti una franchigia dai dazi per le merci commerciate nella sagra di Noventa. Non mancava tuttavia la componente del diventimento: i cittadini erano intrattenuti da attosi girovaghi e dalle bancarelle con i prodotti gastronomici locali. Oggi, d'altra parte, la fiera ruota attorno all'artigianato locale, alle attrazioni per bambini e ai folpari, ossia i venditori di polpi caldi".

Oggi quindi inizia la sagra del folpo come la conosciamo noi, quella dei "folpetti e del torbioin" e che attrae decine di migliaia di persone ogni anno sarà anche per questo che il Comune di Noventa ha predisposto un piano del traffico in queste giornate come si legge dal sito del tgPadova di telenuovo (vedi quì). Sagra che rientra in quelle Feste del gusto di cui io stesso ho parlato a partire dal mese di settembre in questo mio spazio. Da Padova Eventi "Il Comitato ha curato come ogni anno gli aspetti dell’accessibilità all’area fieristica, garantendo con trenini navetta il trasporto gratuito dei frequentatori da e per Noventana, Ponte di Brenta e Camin, contribuendo in tal modo ad alleggerire la morsa del traffico.

amissi piovego.jpegPer chi viene a Noventa da Padova sarà piacevole fare una gita in battello lungo il Piovego e, una volta scesi, ritrovarsi già in zona Fiera. Il servizio costa solo 1€, ma bisogna prenotarsi". Insomma andare alla sagra del folpo in battello mi pare un'ottima cosa specialmente se esagerate col "torbioin" ma occhio a non cascare in acqua! ;) Il numero per prenotarsi il battello  è quella della Delta Tours ed è 0498700232. Fa simpatia leggere nel volantino che la prenotazione è necessaria "per la partenza e l'eventuale ritorno"..heeh mettono le mani avanti per voi. Le info sui moli di partenza li trovate sul volantino. Cliccate quì per scaricarvi il volantino e quì per il programma completo che prevede ovviamente stand enogastronomici, musica, anche live per i giovani, una mostra fotografica, la fiera mercato e per domenica mattina la Gara di Voga alla Veneta con Maschere (tipo di imbarcazione non mascherati) organizzata dagli Amissi del Piovego e dall'Associazione Remiera Noventa Padovana. Per tutte le giornate funzionerà il luna park finchè martedì alle ore 23,00 sarà lo spettacolo pirotecnico a chiudere la festa.

In provincia l'altra fiera franca e precisamente la  Tradizionale Fiera Franca di Cittadella. Tornando in città ricordo l'opportunità straordinaria di farsi una scorpacciata di mostre e di esposizioni per gli appassionati d'arte di cui ho già parlato nei post precedenti. A palazzo Zabarella, infatti, continua la mostra "Il volto dell'800. da Canova a Modigliani". Presso i musei civici "Giorgione e l'enigma del carro" mentre in giro per la città le proposte di RAM, il contenitore dedicato all'arte contemporanea.

Buon fine settimana!

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02/08/2010

Le strade di Padova - via S. Francesco

P1040065.JPGCiao, quest'oggi torna la rubrica "Le strade di Padova" con la centralissima via S. Francesco che da via VIII febbraio 1848 arriva fino a Pontecorvo.

Si tratta di una strada dall'aria e dalla storia aristocratica se si pensa che la vocazione commerciale della città è presente un po' in tutte le strade eccetto alcune come via S. Francesco in cui sono presenti pochi negozi e botteghe. Percorrendo questa strada troverete infatti librerie (in primis la Feltrinelli), botteghe di stampe, libri antichi, filatelia e numismatica, antoquariato, qualche bottega artigiana come un calzolaio, le legatorie e fotocopisteria a servizio degli studenti delle vicine facoltà e ovviamente qualche bar.

P1040069.JPGDa "Le strade di Padova" di Toffanin riporto: "Una delle principali strade, peri suoi palazzi, per il complesso di S. Francesco Grande dei padri Osservanti. Prendeva appunto il nome di contrada Portici Alti per la loro continuità ed ampiezza (soprattutto sul lato destro), e poi contrada Soccorso, avendovi nel 1576 il card. Federico Cornaro aperto un educandato, "Il soccorso delle verginelle"".

P1040075.JPG

L'ala sud del Palazzo del Bò occupa il trecentesco palazzo Capodivacca. Nel Settecento, al piano superiore, nella sala Battagia si svolgevano feste e intrattenimenti serali. Una volta attraversata la riviera con sotto il Ponte S. Lorenzo, ponte romano visibile sotto la sede stradale grazie ad una vetrata recentemente installata (leggi "Patavium e il ponte S. Lorenzo" e leggi approfondimento sul Ponte S. Lorenzo).

P1040053.JPGSuperata la Feltrinelli si trova sulla sinistra il Palazzo Romanin Jacur (vedi foto a destra), di impianto trecentesco ma completamente rifatto nell'800. Denominato la "Cà d'Oro" ricorda, infatti, gli edifici veneziani. Non ha nessun fondamento storico invece, la romantica epigrafe che afferma che qui avrebbe dimorato Dante nel 1306, pur rimanendo indiscussa la sua presenza a Padova.

P1040059.JPGDi fronte piazza Antenore con l'arca che secondo la leggenda custodisce le spoglie del mitico fondatore (leggi "Antenore, il mitico fondatore"). Proseguendo sulla sinistra il prestigioso palazzo Zabarella (foto a sinistra) ora sede di mostre d'arte organizzate dalla fondazione Bano-Palazzo Zabarella (da ottobre a febbraio l'attesa mostra "Da Canova a Modigllani.Il Volto dell'800") è facilmente riconoscibile per la sua torre e poi il bellissimo palazzo Papafava su quattro arcate ora sede dell'Enel. Prima del Palazzo Papafava, all'angolo con vicolo Santa Margherita scorgiamo, sul sito di un precedente monastero appartenente ad un ordine femminile veneziano, l'Oratorio di S.Margherita (dal sito salvalarte.legambientepadova.it), eretto nel 1748, testimone di un precoce neoclassicismo dato dalla sua sobria eleganza e dalla facciata in pietra d'Istria. La prima parte dei portici sulla destra appartenenvano all'Ospedale vecchio (fondato nel 1414 e funzionante sino al 1798) e la seconda parte della Chiesa. La prima parte è da anni chiusa per continui lavori di restauro dell'ospedale vecchio laddove dovrebbe trovare posto il Museo dei Storia della Medicina e della Salute (vedi il sito del museo virtuale Musme). Presso la Chiesa S. Francesco erano visibili affreschi esterni dello Squarcione, oggi scomparsi. Di fronte, presso la Scuola di Carità, sede della Confraternita che si prendeva cura della gestione economica dell'Ospedale, c'è un ciclo d'affreschi di Dario Varotari. Oltre la chiesa, i palazzi Lazara-Giusti, Orsato, Massimo (dove c'è la sede del'ong Medici con l'Africa-Cuamm), Santuliana.

P1040076.JPGNel palazzo Giusti dalla fine del 1943 al 1945 ebbe sede la temibile "banda carità", banda paramilitare fascista che imperversò a Padova imprigionando e torturando partigiani e patrioti (vedi targa a destra con la "Canzone della nave" composta da Egidio meneghetti e dai suoi compagni di cella della "nave" di questo palazzo). Oggi sede della Società del Casino Pedrocchi, un'associazione privata, centro di cultura, di lettura e di memorie storiche. Proseguendo Palazzo Bonmartini, ora caserma della Guardia di Finanza, "famoso" per la clamorosa vicenda giudiziaria del secolo che seguì all'assassinio del conte Francesco Bonmartini.

P1040088.JPGPersonalmente questa strada l'ho molto frequentata. Ricordo quando era aperta al traffico e diveniva una camera a gas per lo smog che rimaneva intrappolato nella strettezza della via e quando poi fu chiusa al traffico almeno fino all'altezza della Scuola di Carità. La frequentavo perchè iscritto a Scienze Politiche nella vicina via del Santo mi recavo spessissimo alla mensa S. Francesco dell'Esu e poi mi spostavo nell'aula studio di via Galilei. Ero cliente della fotocopisteria della stessa via, ho festeggiato la mia laurea nel bar che precede il porticato dell'Ospedale Vecchio e frequentavo assiduamente il mitico cinema Exelsior del vicolo S. Margherita, spesso adibito anche ad aula universitaria (ah bei tempi! :;)

E voi, anneddoti, curiosità, conoscenze, approfondimenti riguardo a questa via?

Immagine5.jpeg

 

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