07/02/2011
L'8 febbraio, il Caffè Pedrocchi e i suoi 180 anni e l'Unità d'Italia
Domani è l'8 febbraio e per Padova è una data storica e non solo per Padova...Avrete sentito usare l'espressione "fare un '48" per indicare un'improvvisa confusione e scompiglio, espressione che si riferisce alla cosidetta primavera dei popoli con la quale si identifica l'ondata di moti rivoluzionari borghesi che sconvolsero l'Europa della Restaurazione nel 1848. Ebbene, pochi lo sanno, ma Padova è stata la prima a dare il via a questi moti proprio l'8 febbraio 1848 giornata in cui studenti e cittadini padovani si ribellarano all'ennessimo atto di arroganza dei dominanti austriaci dando vita al primo moto di rivolta. 5000 persone marciarono lungo l'attuale via 8 febbraio, ci furono scontri, feriti, un proiettile conficcato nella sala bianca del Pedrocchi a fare da reliquia, in un moto spontaneo che esprimeva tutta la voglia di libertà e di indipendenza, sentimenti ed ambizioni condivisi per lo più nell'ambiente borghese della città ma che in quell'occasione coinvolse anche i popolani della città. Grandi protagonisti furono gli studenti, due dei quali morirono negli scontri. Non a caso l'8 febbraio è anche una delle feste più importanti della goliardia padovana in cui come dirò vengono commemorate queste vittime.
Il teatro di questi scontri (vedi stampa in basso a sinistra) fu proprio quella che oggi conosciamo come via 8 febbraio 1848 (clicca sopra alla via per leggere il post all'interno della rubrica "le strade di Padova"), tra Università ed il Caffè Pedrocchi all'interno del quale, come detto, è visibile il foro procurato da un proiettile asburgico (all'interno della Sala Bianca. PS: In omaggio al tricolore la denominazione delle sale "Sala Bianca, Sala Verde, Sala Rossa")La sala verde era ed è la sala in cui si può sostare senza obbligo di consumazione e il detto "restare al verde" ha proprio origine da la fatto che anche chi non aveva soldi poteva restare in questa sala).
Ma non solo...Quest'anno si celebrerà infatti anche il 180° compleanno del Caffè Pedrocchi (precisamente il 9 giugno 2011) di cui ho parlato nel post "Lo storico Caffè Pedrocchi e gli studenti ribelli di Padova" ricordando proprio i fatti dell'8 febbraio 1848. L'8 febbraio è inoltre la data che rimanda alla festa della goliardia padovana e forse il legame tra l'8 febbraio e gli studenti di Padova è più conosciuto rispetto a quanto accadde effettivamente quel giorno. L'8 febbraio dell'anno scorso ho pubblicato il post "Gaudeamus igitur!" e spiegato come dal 1900 questa data fu scelta dalla goliardia padovana per la festa del cambio tribuno e ovviamente della commemorazione delle vittime dell'8 febbraio 1848 (all'interno del post troverete pure dei link a filmati storici dell'Istituto Luce sulle celebrazioni studentesche!)Se volete leggere un'interessantissimo documento ho scovato questa commemorazione di quei fatti letta l'8 febbraio 1892 nell'aula magna dell'Università di Padova pubblicata dagli editori Drucker (la storica libreria di Padova al piano terra del Bò!) in cui potete scoprire la dinamica dei fatti che hanno portato alla rivolta.
Venerdì scorso c'è stata la conferenza stampa dell'iniziativa "L'Italia al Caffè!", un Progetto Speciale realizzato dal Caffè Pedrocchi (vai al sito ufficiale!), scaglionato nell'arco del 2011, per festeggiare i 180 anni dello storico stabilimento centro dei moti risorgimentali padovani, in occasione delle Celebrazioni per i 150 anni dall'Unità d'Italia (1861-2011). Il Caffè si animerà per un intero anno di eventi a tema: intermezzi teatrali, visite animate, spettacoli, degustazioni, mostre.
Si parte proprio domani 8 febbraio alle ore 17,30 con una serie di intermezzi teatrali ideati dall'associazione culturale TeatrOrtaet, frammenti di 20 minuti, che racconteranno aneddoti e personaggi storici visti attraverso il Pedrocchi e si susseguiranno come un romanzo a puntate. Il primo "episodio" racconta la nascita del giornale "Il Caffè Pedrocchi", dove Arnaldo Fusinato pubblicò a puntate il suo "Lo studente di Padova", nato in contemporanea con l'amore per la poetessa anticonformista Erminia Fuà, seguiti dale storie degli studenti universitari, anima del moti e della lota contro il potere austriaco. Le repliche del primo episodio sono il 10, il 12 e il 13 febbraio. La seconda parte del progetto si concretizza con delle visite "animate" che si terranno a maggio al piano nobile, dove il "fantasma" di un personaggio illustre come Belzoni (l'esploratore padovano e davvero uno dei maggiori personaggi illustri di Padova come ho scritto nel post "Giovanni Battista Belzoni, l'Indiana Jones Padovano", amico di Jappelli, il noto ingegnere ed architetto che progettò il Caffè che lo omaggiò con i simboli egizi che vi si trovano come decoro) accoglierà i visitatori nella Sala Egizia così come quello di Antonio Pedrocchi farà da cicerone. A chiudere questa prima parte di festeggiamente una piéce teatrale che racconta la storia di Antonio Pedrocchi e del Caffè e che andrà in scena il 9 giugno, 180° compleanno del Caffè Pedrocchi (fonte "Il Mattino di Padova").
La storia di Padova, dunque, si intreccia alla storia d'Italia, ecco perchè la nostra città può legittimamente celebrare l'Unità nazionale "rivendicando" un ruolo significativo nella storia di questo paese, oggi così sgangherato. Basta citare 4 punti per ricordarlo: l'8 febbraio 1848, come detto, giorno della rivolta di studenti e popolani, primo moto di indipendenza del 1848 in Europa, il numero di padovani che, o con Garibaldi o con l'esercito piemontese, sono fuggiti dall'autorità austriaca per combattere le guerre di indipendenza, il ruolo di Padova, dopo Caporetto, come "capitale del fronte" con tutte el conseguenze e le responsabilità relative e la medaglia d'oro al valore per la Resistenza che si è guadagnata l'Università di Padova, unica in Italia, per l'alta partecipazione di professori e studenti. Ecco perchè è giusto che ci sia a Padova, al piano nobile del caffè Pedrocchi il Museo del Risorgimento e dell'Età Contemporanea (ingresso libero per i possessori della PadovaCard) (di cui ho parlato nel post "Unità d'Italia e Museo del risorgimento) che merita senz'altro una visita (a destra un fazzoletto con Vittorio Emanuele II ed il figlio Umberto) e che dovrebbe essere conosciuto e visitato da tutti, padovani e turisti, visto l'alto valore simbolico del luogo rispetto alle celebrazioni per l'unità d'Italia.
Martedì 8 febbraio 2011 alle ore 18.00 in Sala Paladin l'assessore alla Cultura Andrea Colasio presenterà inoltre il cortometraggio "8 febbraio". Introdurrà lo storico Giuliano Lenci, sarà presente la regista Sarah Revoltella.
Il cortometraggio "8 febbraio", riferendosi al primo moto rivoluzionario del 1848 in Europa, racconta un episodio significativo della storia risorgimentale italiana ed europea. La vicenda, descrive le tre giornate cruciali che videro l'accorpamento dei cittadini e degli studenti padovani contro il governo austriaco. Punto di ritrovo di questi rivoluzionari erano: il celebre Caffè Pedrocchi, il Palazzo del Bo sede dell'Università di Padova e lo storico Palazzo Papafava dei Carraresi. Il taglio della storia, illustrando l'eterogeneità delle forze politiche che si coagularono in quei giorni, evidenzia le differenti pulsioni che provocarono la rivolta. L'analisi risorgimentale dell'autrice, restando fedele alle notizie storiche riportate nell'autobiografia di Alberto Mario, evidenzia i differenti gruppi sociali cercando di raffigurare il quadro d'insieme e le sinergie che operarono all'epoca.
Poi oltre all'Italia al Caffè ci saranno altri eventi ed iniziative nelle piazze, in Prato della valle perchè anche altri luoghi della città hanno un ruolo rilevante per la storia d'Italia e per l'epopea risorgimentale, come ad esempio la Casa Da Zara in cui fu ospite Garibaldi in via Umberto I di cui ho scritto nella mia rubrica "le strade di Padova". Per la serata del 16 marzo, infatti, sono previsti i fuochi d'artificio in Prato della Valle ed eventi anche il giorno 17 marzo, giorno scelto per la celebrazione ufficiale nazionale. Vi lascio intanto con il video di presentazione de L'Italia al Caffè e le parole dell'assessore alla cultura Andrea Colasio pubblicato su youtube e sul sito di informazione del Comune di Padova, IPadovaOggi.
PS:Come sempre lo spazio commenti è aperto per dire la vostra e commentare. Ricordo inoltre la pagina facebook "Il blog di Padova" sulla quale potete interagire, esprimere opinioni su quanto avviene in città e postare foto o video che la riguardano. Basta cliccare su "like" nello spazio "fb" a fondo pagina.
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22/09/2010
"Urbs Ipsa Moenia": riscopriamo la città dei Carraresi
Ciao a tutti, con il post di oggi volevo presentarvi un ciclo di appuntamenti culturali molto interessanti per chi ama Padova ed è appassionato alla sua storia. Il riferimento è ancora una volta alla Signoria dei Carraresi e al Trecento padovano come epoca d'oro per la nostra città. Quanto vi propongo oggi però non riguarda gli aspetti artistici della città, resi possibile dal mecenatismo della corte carrarese, ma piuttosto le opere, le grandi opere di allora, vale a dire la cinta muraria della città e le costruzioni ad uso civile e militare.
Sarà quindi possibile leggere e comprendere alcune zone e angoli della città d'oggi ed immaginare quanto ora non c'è più grazie a "Urbs Ipsa Moenia", (l'immagine a destra riguarda un particolare sulla tomba del podestà Ubertino da Carrara (leggi quì sui principi carraresi) nella chiesa degli Eremitani, noto come il principale artefice delle mura carraresi, costruttore della Reggia ed altri edifici), un ciclo di conferenze e di incontri per informare il pubblico sugli ultimi rinvenimenti delle opere civili e militari costruite dai Carraresi e sui prossimi sondaggi archeologici. Si tratta di un'iniziativa a cura del Comitato mura di Padova (sito che invito a visitare per la completezza e la ricchezza delle informazioni, che ha anche un suo canale video su youtube, link alle audioguide degli itinerari lungo le mura dal sito padovanet) e realizzato dal Settore Attività Culturali del Comune di Padova inserita nel programma del'Estate Carrarese 2010 (rileggi il post di presentazione "L'Estate carrarese e i pannelli mirabilia" ) pensato per far riscoprire, in primis, ai padovani la propria storia e l'identità della propria città. Le conferenze sono in programma tutti i mercoledì alle 17,30 presso la Sala degli Anziani di Palazzo Moroni (municipio) fino al 27 ottobre. Dal 20 al 27 ottobre è prevista anche la mostra "Le mura ritrovate", presso il Cortile Pensile di Palazzo Moroni.
Secondo me infatti la cultura e le iniziative messe in campo dall'assessorato alla cultura di un comune dovrebbero, o quantomeno possono legittimamente, "servirsi" del proprio budget per iniziative in grado di lasciare un'eredità, di comunicare un messaggio alla cittadinanza, più che di intrattenere solamente, e che rientrino in una strategia più ampia di comunicazione, come, nel caso di Padova, la riscoperta da parte della cittadinanza di un'identità perduta. Dico questo perchè è innegabile che moltissimi padovani tutt'ora ignorino quale sia il castello di Padova (vedi dipinto a sinistra e foto della Torlonga, torrione del castello, foto dal sito dell'unipd, più in basso sulla destra. Sul castello leggi il mio primo post di questo blog "Il castello di Padova" e vedi anche qualche mia foto in occasione dell'apertura del castelllo resa possibile dai volontorai del FAI nell'aprile dello scorso anno) che all'epoca carrarese era tutto dipinto di scacchi bianchi e rossi.
Tra questi anche un mio amico, persona acculturata diceva di non aver molto gradito il programma dei notturni di quest'anno basato tutto sui carraresi e che lo stesso pensavo un suo amico, salvo poi chiedermi quale fosse il castello. Questo fatto mi fa quindi pensare il contrario e valutare molto positivamente quest'insistenza sui Carraresi. Del resto, quando ho terminato la mia tesi di master (leggi l'abstract della mia tesi "Turismo Urbano e governance metropolitana. Il caso Padova") era emersa molto forte la frammentazione delle identità della città che comporta una proiezione dell'immagine della città all'esterno dai contorni poco vividi e persistenti. A maggior ragione è importante far conoscere quest'epoca ai padovani considerando il fatto che il grande "sogno" sui cui si sta lavorando è quello di restituire il castello alla città sottoforma di spazio espositivo e laboratorio culturale, impresa alla quale da anni lavora l'assessore alla cultura Andrea Colasio.
Proprio oggi, mercoledì 22, ore 17,30, presso la Sala degli Anziani è in programma la seconda conferenza di Urbs Ipsa Moenia (la prima è stata mercoledì scorso) che ha per tema proprio il Castello di Padova (leggi la presentazione della conferenza). Presenterà la conferenza Adriano Verdi e gli interventi previsti sono:
Stefano Tuzzato - Novità recenti e programma dei prossimi sondaggi archeologici
Edi Pezzetta - Restauri in corso: nuove scoperte, problemi aperti e prospettive future
Ugo Fadini - Uno stemma illeggibile sulla torre-porta ovest.
Mercoledì 29 la conferenza sarà dedicata alla Reggia dei Carraresi e al traghetto, quel passaggio pensile che collegava reggia a castello e via via di mercoledì in mercoledì fino al 27 ottobre, parlando di torri, edilizia pubblica, piazze e chiese. Per il programma completo clicca quì.
In attesa del gran finale di quest'Estate Carrarese in programma venerdì 24 con la "Magica Notte carrarese" di cui parlerò nel post di venerdì!
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03/09/2010
Concerto dell'opera "Pietro von Abano", Palio di Montagnana, jazz e molto altro nel week end padovano!
Ciao a tutti! Sta per iniziare il primo week-end di settembre che si preannuncia davvero ricco di eventi e manifestazioni. Come vi ho raccontato nel post di mercoledì "Inizia il settembre medievale" per cui a Montagnana questo è il week-end del Palio dei 10 comuni del Montagnanese, una delle manifestazioni e delle rievocazioni storiche più apprezzate e più note del territorio provinciale. Cliccate sui link precedenti per scoprirne il programma e leggerne la presentazione di questa manifestazione che inizia oggi, venerdì 3.
Sempre questa sera ci sarà un altro evento sportivo in città (dopo la Non solo sport race della settimana scorsa, corsa che ha ottenuto un ottimo successo) e cioè il "XXIV Meeting Internazionale di Atletica Leggera" presso lo Stadio Euganeo. Un traguardo davvero ragguardevole quello delle 24 edizioni della manifestazione organizzata dall'associazione Assindustria Sport. Un meeting inserito ai massimi livelli nei circuiti dell'atletica internazionale anche se il successo di questo evento di atletica, una serata all'anno, costa finora il mantenere una pista di atletica che fa dell'Euganeo un pessimo stadio di calcio...
Da mercoledì scorso è iniziata inoltre "Porsche Live. Le Notti 2010". Dalle pagine di PadovaEventi, come sempre il portale da cui traggo spunto per presentarvi questi appuntamenti del fine settimana, si legge una presentazione di questo evento: "rassegna di musica e teatro organizzata dalla Scuola di Musica Gershwin, Porsche Italia e Comune di Padova che occupa ormai da cinque anni un posto importante nel calendario estivo della città. Concerti, spettacoli e atmosfere internazionali: cinque serate in prestigiosi scenari per tracciare, dal vivo, un percorso musicale tra melodie, voci, danze e tradizioni culturali: un viaggio che vuole portare il pubblico in terre lontane attraverso suoni e suggestioni". Direi molto interessante: laddove la musica così come la cultura riesce a "trasportarti" in un' altra dimensione e farti assaporare suggestioni e generare emozioni vuol dire senz'altro che è riuscita a raggiungere il suo scopo, credo... Fino a domenica 5 settembre, presso l'Arena Romana e grazie al programma del Porsche Live avremo la possibilità quindi di trascorrere delle belle serate accompagnati da queste atmosfere. Per il programma completo della rassegna e informazioni utili clicca quì. Degna di menzione la chiusura del "P.L" e cioè la finale, in programma domenica 5, del "Porsche Live. Giovani e Jazz". I sei semifinalisti, selezionati nel corso di varie serate del mese di luglio, per giovani jazz band emergenti si contenderanno la vittoria durante una maratona della durata di sei ore. Il gruppo vincitore riceverà la targa del "Primo Premio Padova Carrarese".
L'evento del fine settimana a cui però, vorrei dare maggior risalto è il "Concerto dell'opera romantica "Pietro von Abano"" (vedi immagine di apertura e locandina a fianco) composta dall'eclettico violinista-direttore-compositore Louis Spohr, contemporaneo di Beethoven e di Schubert. L'esecuzione di "Pietro von Abano" è dedicata al grande filosofo e medico aponense, Pietro d'Abano, che visse nella seconda metà del XIII secolo. Il concerto è diretto dal Maestro Dario Bisso Sabadin con proiezione di immagini Patavine ed Euganee dell'opera. Con il patrocinio e la collaborazione del Comune di Padova e della Città di Abano Terme. Il concerto, anzi i concerti, sono in programma domenica 5 settembre ad Abano Terme alle ore 17,30 presso il Teatro Pietro d'Abano e mercoledì 8 settembre a Padova alle ore 20,30 al Multisala MPX di via Bomporti, vicino alla pizzeria per asporto del mio amico Salah. L'entrata è su invito che si può ritirare presso i rispettivi IAT, di Abano T. e di Padova.
Pietro d'Abano è senz'altro una delle personalità più famose ed apprezzate del nostro territorio e dedicherò a lui il post di lunedì, post che verrà inserito nella rubrica "personaggi illustri". L’opera di Spohr rende omaggio a Pietro d’Abano (1257 – 1317) professore di medicina, filosofia e astrologia alla Sorbonna di Parigi e dal 1306 all’Università di Padova, uno tra i precursori della scienza moderna e per questo arrestato e torturato tre volte in vita come ateo per ordine di un tribunale ecclesiastico e, la terza volta, morto in carcere a causa delle stesse torture. Dopo la morte il suo corpo fu esumato e bruciato sul rogo. Malgrado la bellezza della musica di Spohr e il forte rilievo della sua drammaturgia, l’opera del romantico tedesco fu eclissata dall’avvento di Wagner. L’evento in programma ha quindi una doppia valenza, quella di voler riportare alla giusta attenzione sia la figura di un protagonista della scena culturale padovana del ‘300 sia quella di un compositore di respiro europeo.
Dal comunicato stampa di presentazione dell'evento leggo: “I concerti che si tengono ad Abano Terme e a Padova - sottolinea il Maestro Dario Bisso Sabàdin, direttore artistico della manifestazione - rappresentano una formula di esecuzione non rappresentata del frutto di un lavoro di revisione musicologica e marketing territoriale iniziati con grande slancio ed entusiasmo a marzo 2009, e che trovano la loro giustificazione nel dare una opportunità di ascolto live dei brani musicali più emblematici dell'opera stessa. Il tutto con un filo logico pertinente e funzionale alla comprensione della trama ambientata nella Padova e dintorni agli inizi del '300, durante la Signoria dei Carraresi”. “Un filo rosso lega Pietro d’Abano ai Carraresi”, ribadisce l’Assessore alla Cultura del Comune di Padova, Andrea Colasio “La doppia esecuzione di questo concerto ad Abano e in città richiama l’attenzione sul legame tra l’uomo di genio e l’Università che lo ha accolto, tra l’eclettico erudito e la Signoria che ha reso splendente l’antica Patavium. Un doveroso omaggio, un ponte tra cultura e turismo”.
Un concerto, un evento quindi, che vuole celebrare la chiusura e l'ottima riuscita di questa 1° edizione de "L' Estate Carrarese" e, sebbene, il programma prosegua fino a fine mese, dare un arrivederci ideale a quella della prossima estate, convinto senz'altro che nel corso dell'inverno e della primavera prossima ci saranno altri occasioni per celebrare e comunicare l'età dell'oro della città di Padova e cioè appunto il Trecento, il secolo della Signoria dei Carraresi, quello che più di tutti ha il merito di averci consegnato la città d'arte che Padova è oggi.
Buon fine settimana carrarese a tutti! ;)
08:30 Scritto da VirgilioPadova in cultura, tempo libero e vita notturna, cultura, tempo libero e vita notturna, turismo, turismo | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: padova, settembre medievale, padova cultura, padova eventi, turismo padova terme euganee, pietro von abano, palio di montagnana, porsche live, andrea colasio | OKNOtizie |
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30/06/2010
Auditorium? Io dico Si! e voi?
Tra le molte opere che più fanno discutere a Padova in questi anni c'è sicuramente l'auditorium. Tutte le città cercano di cambiare, valorizzare le proprie vocazioni e migliorare il proprio volto con l'obiettivo di rendersi più competitive e attrattive secondo il principio che città e territori nell'epoca della globalizzazione sono in competizione tra loro.
A Padova diverse sono state le opere realizzate e altrettante sono quelle di cui si parla e si discute per avviare i lavori e consegnarle alla città. nell'ambito della viabilità pensate alla chiusura delle tangenziali, al nuovo viadotto di padova est, per quanto riguarda la mobilità il tram con la sua prima linea (cui faranno seguito altre), il centro culturale Altinate-S. Gaetano nell'ambito della cultura. Sono stati avviati i lavori per il restauro del Castello Carrerese di cui già ho parlato, prossimo sarà il Museo della Medicina ma tra i temi di più grande attualità c'è il futuro centro congressi, da realizzarsi all'interno del quartiere fieristico, e sicuramente l'auditorium.
L'attuale progetto dell'auditourium (di cui ho già parlato in questo post e in questo) è quello dell'architetto Klaus Kada che è stato scelto dall'amministrazione dopo che il progetto vincente di Cecchetto fu eliminato per qualche irregolarità di cui non conosco i dettagli. Auditorium che verrebbe realizzato al posto dell'ex-stazione delle corriere di Piazzale Boschetti. Moltissime sono le riflessioni che si potrebbero fare sull'argomento. Ci sono state polemiche sotto ogni punto di vista che hanno coinvolto maggioranza, opposizione, associazioni ambientaliste, appassionati di musica e chi puù ne ha chi ne metta. Si è contestata la scelta dell'area perchè secondo gli ambientalisti e i rappresentanti dell'Associazione degli Amissi del Piovego la zona si dovrebbe lasciare verde perchè permetterebbe una maggiore valorizzazione ambientale del lungargine del canale Piovego e allargherebbe il verde pubblico dei Giardini dell'Arena in rispetto anche di quell'area che ospita il maggior simbolo culturale della città vale a dire la Cappella degli Scrovegni, così come pianificato dal noto urbanista Piccinato ancora decenni fa. Clicca quì per leggere la lettera di Elio Franzin, il presidente dell'associazione, capire il loro punto di vista e leggere della manifestazione per il verde pubblico a Piazzale Boschetti del 12 giugno, con Amissi del Piovego, Italia Nostra e Legambiente. Si era parlato in passato dell'area pp1 (quella dell'ex parcheggio Valeri) ma fu alienata a privati e breve inizierà la costruzione di un nuovo quartiere secondo il piano Podrecca. Già sul finire degli anni '80 c'era stato il progetto per un centro congressi polifunzionale in Prato della Valle realizzato dal famosoa architetto brasiliano Niemeyer. Negli ultime mesi invece la polemica e le proposte vertevano sulla convenienza di realizzare una struttura che potesse fungere sia da centro congressi, di cui la città ha bisogno, sia da auditorium da realizzare in fiera. Insomma una babele di idee e di proposte contrastanti con quanto già era stato deciso dalla giunta comunale.
Secondo il mio modesto punto di vista l'auditorium s'ha da fare per varie ragioni. Lo si attende da decenni e se si riesce a farlo ora bene se no, temo che persa questa occasione, non lo si farà più. Perchè non sono venute fuori prima le opposizioni sulla scelta dell'area? Cambiare area, amesso che se ne possa trovare una di migliore significherebbe cominciare daccapo con i susseguenti rischi di non vedere mai l'inaugurazione dell'opera. E' un'opera che potrà essere da traino all'economia della città, attirare turisti e visitatori e rappresentare un po' l'effetto Guggenheim di Bilbao. Inoltre, la musica classica ha a Padova una propria storia e un proprio prestigio, pensate ai Solisti Veneti e all'Orchestra di Padova e del Veneto ad esempio, e non esistono in città strutture capienti e in grado di ospitare eventi di livello nazionale ed internazionale per i quali le grandi tournée devono scegliere altre città. A Padova siamo tutti un po' autoreferenziali infatti. Tra di noi ci diciamo di essere la capitale del Nordest ma quando è ora di dimostrarlo la nostra "grandeur" perde molti punti. Sono stati spesi miliardi delle vecchie lire per uno stadio di calcio orrendo (e sappiamo come il calcio può essere vetrina e immagine di una città), abbiamo appena restaurato in modo egregio un palasport che però non potrà ospitare le partite della Nazionale perchè il soffitto è troppo basso, c'è chi vorrebbe fare auditotorium e centro congressi in un unica struttura perchè "tanto per le esigenze di Padova basta" ed in questo modo si rinuncia ad avere stutture d'eccellenza in un settore e nell'altro. Secondo me il peggior nemico di Padova è il provincialismo da cui non si riesce ad uscirne e che impedisce alla città di sfruttare appieno le proprie potenzialità. Come già detto in vari post, molti padovani credono di vivere in una "cittadina" di provincia anche perchè manca la giusta percezione di cosa sia Padova oggi rispetto a 30 anni fa. Ho già detto di come Padova sia vista dagli stessi padovani come un città piccola perchè nessuno considera la realtà metropolitana (450.000 abitanti circa) e di chi si esprime definendola appunto "graziosa cittadina" (si il centro storico è una graziosa cittadina)e quindi non degna di avere esempi di grande architettura di livello internazionale . Io forse sarò troppo megalomane ma rimane il fatto che a Nordest l'area metropolitana Padova-Venezia-Treviso (sconfitta nella candidatura per le Olimpiadi del 2020) potrebbe bilanciare (e non lo dico io, lo dicono studi europei importanti quali quelli realizzati da espon, se volete info chiedete) i soliti poli del MiTo (Milano-Torino) e delle città del centro-sud...e questo dal punto di vista politico e culturale, visto che sul piano economico l'area è già forte.
L'unica perplessità, che non è da poco, è sulla gestione di questa e di altre strutture quali il centro culturale Altinate e in prospettiva del Castello dei Carraresi. Sono consapevole che in periodo di crisi e di scarse disponibilità economiche come questo, un 'opera di questo genere possa sembrare un azzardo, tuttavia ritengo ques'opera un'opera in grado di migliorare la città dotandola di una struttura che qualificherà l'area e l'economia. Di certo il comune non può accollarsi tutti i costi di gestione e sono necessarie fondazioni ed organizzazioni in grado di creare eventi in modo tale bilanciarne i costi, ma su questo aspetto appunto, e quì le note dolenti ,il dibattito mi pare fermo. Ferme non sono di certo le organizzazioni musicali padovane - il Conservatorio di musica "Cesare Pollini", "I Solisti Veneti" e l'Orchestra di Padova e del Veneto - docenti e allievi del Conservatorio di musica "Cesare Pollini" che questo auditorium vogliono fortissimamente.
Giovedì 1 luglio alle 18,30 all'Auditorium Pollini di via Cassan, infatti, i musicisti dell'Orchestra di Padova e del Veneto e dei Solisti Veneti si riuniscono in una grandissima orchestra sinfonica e regalano ai padovani un concerto-manifestazione dedicato al nuovo auditorium di Padova. Il programma di questo eccezionale evento, che sarà diretto da Claudio Scimone prevede l'esecuzione del primo tempo della Sinfonia Eroica di L. van Beethoven, l'Ouverture di Orfeo agli Inferni di J. Offenbach (i cui titoli possono essere interpretati anche come una sottile allusione alla condizione della musica in Italia) e, ad opera dei Pollicini, un Chicago Medley di John Kander. Ecco l'evento su facebook.
E voi che idea vi siete fatti su quest'opera?
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09/06/2010
L'Estate Carrarese e i pannelli Mirabilia!
Come già vi avevo preannunciato in qualche post precedente dedicato agli eventi la novità dell'estate padovana sarà un nuovo contenitore in grado di tenere assieme e dare coerenza a tutta la vasta programmazione di eventi culturali e di spettacoli che il territorio propone.
Mi riferisco all'Estate Carrarese! Infatti se fino allo scorso anno potevamo contare su una serie di eventi organizzati in modo indipendente l'uno dall'altro, con l'estate carrarese il territorio padovano e quello circostante sono riuscite a fare sistema tramite la realizzazione di una sorta di marchio in grado di dare maggiore visibilità ed impatto alle varie proposte.
L'Estate Carrarese di fatto si pone come un format in grado di riqualificare l’immagine di Padova Città d’Arte nel segno dei Carraresi, sotto la quale Signoria la città del Santo è stata una delle grandi capitali culturali del 300 quando in città lavoravano artisti come Giotto, il Guariento, Giusto de’ Menabuoi, l’Altichiero, Jacopo Avanzi che la resero la capitale dell'affresco italiano. Un ricco calendario (circa 250 eventi) di mostre, concerti, cinema, incontri, teatro, danza, poesia che da giugno a settembre chiamerà a raccolta i grandi nomi dello spettacolo internazionale e il meglio, per niente provinciale, della cultura e dello spettacolo padovano.
Piatto forte dell’Estate Carrarese è la riproposizione, in una formula rivisitata, con molte visite fuori Padova, dei Notturni d’Arte. Il tema proposto quest’anno è ”Padova carrarese. Il Trecento padovano tra storia e arte”. Si tratta di ben 26 appuntamenti dal 30 luglio al 4 settembre, che partono dai Musei Civici agli Eremitani per toccare tutti i principali luoghi cittadini del ‘300; una visita alla città vista dall’acqua: dal Portello a Ponte Tadi dalla Basilica del Santo a Piazza Duomo con gli affreschi del Battistero, dall’Orto botanico ai Palazzi civili a quelli religiosi. Ma fuori città i Notturni d’Arte delineano un autentico percorso trecentesco. Fanno tappa al Castello di Monselice, a Due Carrare, a Piove di Sacco e alle Mura medievali di Cittadella, al Castello di San Martino della Vanezza a Cervarese Santa Croce, alla Casa del Petrarca ad Arquà , al Castello di Valbona di Lozzo Atestino, a Este per finire con una serata di degustazioni con il menù del Carraresi. Tra i tanti appuntamenti da segnalare: martedì 31 agosto, nella Sala dei Giganti (Liviano), una conversazione con Andrea Colasio dal titolo “Il Castello, le carceri, la Reggia: storia di un recupero”, con visita agli affreschi di Guariento alla Reggia Carrarese ora Accademia Galileiana.
L'Estate Carrarese è l'occasione per dare nuovo luce e sottolineare il grande valore del complesso dei Musei Civici agli Eremitani e del Palazzo Zuckermann. Continueranno i lavori per la sistemazione del Castello dei Carraresi al quale saranno proposte anche visite guidate. Tra le altre cose va sottolineato come l'Estate Carrarese non riguardi solo la città di Padova ma tutto il territorio di riferimento della Signoria, vale a dire gli altri comuni carraresi e cioè Montagnana, Monselice, Due Carrare, Cittadella ed altri. In prospettiva nei prossimi anni potrebbero essere inclusi altri comuni che oggi appartengono al territorio provinciale trevigiano quali Castelfranco Veneto e Asolo.
Ci saranno ovviamente le altre consuete manifestazioni come i vari spettacoli all'Arena Romana, il Portello river festival giusto per citarne alcuni, eventi che potrete trovare sotto la categoria Vivi l'estate 2010 a Padova e provincia del sito PadovaEventi. Quello dell'Estate Carrarese è un marchio ma poi ovviamente il tema degli spettacoli e delle proposte sarà molto vario e lo proporrò io stesso man mano che partiranno i vari eventi. Interessante ad esempio "Perìpatos", incontri-passeggiata sulla storia di Padova antica presso il Chiostro Albini: 3 giugno, Padova e l’Adriatico preromano, 10 giugno, La leggenda di Antenore; 24 giugno, Cleonimo e l’orgoglio patavino ma poi i grandi eventi Zed come il concerto di Ligabue allo Stadio Euganeo e il Piazzola Live festival che inizierà questo fine settimana e di cui parlerò venerdì.
Questa nuova iniziativa doterà la città di uno strumento nuovo a servizio di cittadini e turisti interessati a riscoprire la Padova Carrarese. Mi riferisco ai circa 80 pannelli (vedi quello in Piazza dei Signori nella foto a sinistra) che sono stati posizionati nelle aree di maggiore interesse culturale della Padova di quel tempo. Sarà quindi possibile seguire un itinerario di turismo culturale seguendo questi pannelli. Uno strumento utile anche alle guide. La società che ha realizzato questi pannelli è la Mirabilia, società convenzionata con il Ministero dei Beni Culturali.
Vi consiglio di scaricarvi il programma dell'Estate Carrarese 2010 cliccando quì! (un libricino di 50 pagine con bellissime foto, informazioni turistiche e culturali oltre che al programma). Ci sono anche bellissime immagini e mappe antiche della padova carrarese! Per Info sul patrimonio culturale di Padova e sulle varie proposte suggerisco inoltre il sito del comune PadovaCultura. per i turisti inoltre il sito Turismo Padova Terme Euganee oltre che PadovaEventi.
Buona estate a tutti!
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26/02/2010
Giotto, l'auditorium e l'UNESCO
E' notizia recente quella del voto positivo (mentre scrivo non so se all'unanimità) in consiglio comunale per procedere con la proposta di candidare la Cappella degli Scrovegni (cerchiata di rosso nella foto a destra presa dal sito de "Il Mattino di Padova", in blu il progetto dell'auditorium) a sito "Patrimonio dell'umanità Unesco".
Accade infatti che da turisti ammiriamo in giro per il mondo le bellezze locali ma accade forse più spesso di non considerare se non di snobbare le bellezze di casa nostra. Nel caso della Cappella degli Scrovegni, credo che il parere dei padovani sia unanime: tutti riconosciamo il valore della piccola cappella affrescata da Giotto (di cui ho scritto sul mio post "Giotto e Padova", inserito nella categoria dei personaggi illustri ovviamente) ma forse non tutti sanno che Padova è una delle città, se non la città, con la maggior superficie affrescata d'Italia. Affreschi del Trecento in particolare quando la Signoria dei Carraresi permise alla nostra città di brillare di luce propria e di giocare il ruolo di capitale italiana delle scienze, delle arti e della letteratura attirando docenti e artisti e letterati del calibro di Petrarca, per nominarne il più noto così come Giotto. Se Giotto fu il genio, il precursore, poi ci furono gli artisti cosiddetti "giotteschi" perchè al suo stile si conformarono e ne furono i seguaci come Guariento, Altichiero, Giusto de Menabuoi tutti in grado di regalare capolavori visitabili nella nostra città, dalla Basilica del "Santo" al Battistero del Duomo, dalla Reggia Carraresi all'Oratorio di S. Giorgio. Periodo quello della Signoria dei Carraresi, particolarmene caro anche all'assessore alla cultura Andrea Colasio alla cui centralità per la città di Padova vuole organizzare la proposta culturale della prossima estate senza dimenticare il grande progetto che è quello del recupero del Castello dei Carreresi, conosciuto a Padova per essere state le carceri della città fino a qualche anno fa (leggi il post intitolato "Il Castello di Padova" nonchè primo post di questo mio blog).
Dunque Padova, città dell'affresco; ecco perchè l'idea del presidente della commissione cultura Giuliani Pisani sarebbe quella di tutelare l'intero centro storico padovano proponendone nella sua interezza il riconoscimento di sito Patrimonio dell'Umanità anche se prima si proverà con la sola Cappella degli Scrovegni (vedi immagine a sinistra), già nota in tutto il mondo che speriamo, dopo l'Orto Botanico (di cui ho già parlato nel post "Un'altra perla di Padova: l'orto botanico"), riesca ad ottenere il prestigioso riconoscimento.
Sarà istituità un'apposita commissione che avrà il compito di far eseguire un'approfondita indagine su tutta l'area della Cappella, cosa che non è mai stata fatta finora e questo a seguito dell'allagamento della zona lo scorso settembre. La Cappella con i suoi affreschi è un monumento particolarmente delicato che qualcuno nei mesi scorsi ha sollevato il dubbio, sul rischio che la costruzione del nuovo auditorium di Klaus Kada (di cui ho parlato quà e là in vari miei post passati in particolare in quello intitolato "Sorvolando l'auditorium in mongolfiera...", vedi immagine quì sotto) nella vicina zona di Piazzale Boschetti possa portare a scompensi idrogeologici e minacciare così il capolavoro degli Scrovegni.
E sul tema auditorium ci addentriamo in un argomento delicato tant'è che un cittadino penso abbia delle difficoltà a farsi un'idea a riguardo viste le prese di posizioni contrastanti, gli argomenti portati e le polemiche su quest'opera. Polemiche che in particolare riguardano la scelta dell'area, decisa da parte dell'attuale amministrazione che comunque prima di procedere vuole giustamente essere sicura di non correre nessun rischio. Non credo Zanonato voglia essere ricordato come il sindaco che ha fatto crollare la Cappella degli Scrovegni. All'opposizione sono contrari sulla scelta dell'area, sull'opportunità di accorpare Auditorium e Sala Congressi in un unica struttura. Gli ambientalisti e l'associazione degli Amissi del Piovego sono contrari perchè secondo loro con questo auditoroum si andrebbe ad urbanizzare una zona di pregio ambientale lungo il corso del canale Piovego andando contro alla visione dell'urbanista Piccinato che voleva mantenere quella zona verde. Insomma una babele di opinioni e di prese di posizione diverse. Tuttavia decidere e agire di conseguenza è l'unico modo per portare a termine un'opera di cui si sente parlare da decenni. Per cui che fare? Agire e realizzare questa opera di architettura moderna dell'architetto Kada (che potrebbe essere per Padova un po' quello che è stato il Museo Guggenheim per Bilbao) oppure ridiscutere tutto il che significherebbe perdere ancora anni così come il rischio di perdere l'occasione per realizzare quest'opera? Io preferisco la prima opzione e voi che ne pensate?
Nel dubbio vi lascio con delle certezze e cioè con Padova città dell'affresco, ricchezza questa che sicuramente interesserà gli appassionati d'arte e ai turisti culturali che potrebbero decidere di venire a visitare la nostra città, nonchè ai padovani stessi. All'interno del sito dell'ente turistico provinciale Turismo Padova Terme Euganee, oltre che a trovare le informazioni sugli eventi e le proposte di questo periodo dell'anno, potrete leggere i vantaggi che la carta PadovaCard garantisce a chi vuol venire a visitare Padova e le varie opportunità, anche tecnologiche, per scaricarsi i vari itinerari. Su questo sito cliccando quì potete leggere la presentazione di Padova, città dell'affresco e cliccando quì leggere su Giotto ed i Giotteschi. Sul sito di giscover c'è l'itinerario proposto per vedere tutti gli affreschi con partenza dalla Cappella degli Scrovegni ed arrivo all'Oratorio del Redentore: per visualizzare l'itinerario con tanto di mappa cliccate quì.
Ciao e buon fine settimana a tutti!
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28/12/2009
Arte e cultura in centro storico
Ciao, avete trascorso un Buon Natale e un buon S. Stefano? Avete ripreso a lavorare oggi o siete tra i più fortunati che si stanno godendo le festività natalizie in ferie? Magari siete già in viaggio o vi state preparando per qualche viaggio esotico per capodanno o per una settimana bianca in montagna...Ho indovinato? Vi ho beccati? In questo caso comunque non sarete di certo al pc a leggere questo mio blog...
Per chi invece è rimasto in città e, in parte, per chi vuol trascorrere qualche giorno a Padova vorrei aggiornarvi su un paio di iniziative che riguardano il centro storico. Innanzitutto fino al 6 gennaio continua la programmazione di quel contenitore di eventi, spettacoli ed iniziative culturali che è "Natale 09-Notti di stelle" di cui già vi avevo parlato nelle scorse settimane.
Una delle due iniziative di cui vi volevo parlare oggi è denominata "La città della loggia" che durerà fino al 6 gennaio. Fino a questa data, se capitate a passeggio per il centro storico, potete fare un giro in Piazza delle Erbe e salire le scalinate (vedi foto a sinistra de "la scala del vin" da PadovaCultura) di accesso alla loggia del Palazzo della Ragione. Per i non padovani ricordo che si tratta di uno egli edifici più straordinari di Padova, trecentesco, il Palazzo della Ragione era il luogo dove risiedevano i tribunali cittadini. Si potrò dunque camminare lungo il loggiato e guardare la sottostante Piazza delle Erbe, magari di mattina durante le ore di mercato, e ammirare la piazza da un punto di vista insolito, fare qualche fotografia (per gli appassionati di fotografia). Per chi volesse cogliere l'occasione per visitare anche l'interno del "Salone" con il suo grandioso ciclo di affreschi a soggetto astrologico (completati tra il 1425 e il 1440) basati sugli studi di Pietro d'Abano laddove in precedenza c'erano gli affreschi di Giotto distrutti dall'incendio del 1420 (sob!), oppure vedere il grande cavallo di legno, copia rinascimentale del cavallo del Gattamelata posto davanti alla Basilica di S. Antonio, può avere informazioni cliccando quì. La visita al Palazzo della Ragione è un'altra di quelle visite gratuite garantita ai possessori della PadovaCard.
L'altra opportunità di cui vi volevo parlare oggi è riservata ai residenti a Padova e Provincia. Per i residenti a Padova e Provincia sarà infatti possibile cogliere un'interessante promozione per trascorrere qualche ora in compagnia dell'arte e della cultura internazionale e cittadina. Fino al 10 gennaio, infatti, per chi andrà a vedere la bellissima mostra "Caravaggio, Lotto e Ribera. 4 secoli di capolavori dalla Fondazione Longhi a Padova", (mostra che chiuderà il 28 marzo presso i Musei Civici agli Eremitani e di cui avevo già parlato in questo mio post) sarà possibile con lo stesso biglietto visitare anche la collezione permanente del Museo Eremitani e di Palazzo Zuckermann. Insomma in unica occasione potrete ammirare straordinarie opere di livello internazionale (a destra vedi "Il fanciullo morso da un ramarro" di Caravaggio) e la collezione permamente della nostra città, che forse è poco conosciuta dai padovani stessi. Nel complesso Eremitani (vedi il complesso dei Musei Civici nell'immagine in alto a destra), ad esempio, sarà possibile visitare il Museo Archeologico in cui si potranno vedere i ritrovamenti di epoca romana e preromana, o visitare il Museo d'Arte Medioevale e Moderna così come le collezioni del Museo Bottacin all'interno di Palazzo Zuckermann che comprende anche una sezione numismatica: insomma un percorso davvero interessante per conoscere meglio la nostra città.
Per chi non è mai contento e cerca altre proposte culturali in città può sempre fare riferimento alla sezione "Cultura" del sito del Comune, e cioè PadovaCultura, dove può leggere, tra le varie cose, informazioni riguardo alla festa di Capodanno in Prato della Valle.
Alla prossima! ;)
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14/10/2009
Padova e la film commission
Se lunedì ho parlato dei cinema a Padova e segnalato un paio di dritte quest'oggi parliamo del cinema sotto un altro punto di vista e cioè il punto di vista dei territori che ospitano produzioni cinematografiche.
Da qualche anno a questa parte anche in Italia stanno prendendo piedi le cosiddette "film commission", delle organizzazioni nate per attrarre produzioni cinematografiche in una certa area con l'obiettivo di promuovere questi territori presso il pubblico di film, cortometraggi, fiction tv etc etc. Si tratta per lo più di organizzazioni snelle, finanziate dal settore pubblico, che propongono il loro territorio di competenza come set di scene o di film interi mettendo in rete fotografie che possano rappresentare suggestioni ed emozioni tali da rendere interessante quel dato paesaggio o luogo. Fanno da assistenza nella richiesta dei vari permessi necessari per girare il film, mettono a disposizione comparse, maestranze tali da facilitare il lavoro alla produzione per far si che questa venga nelle nostre zone che vogliamo vengano promosse attraverso lo strumento del "cinema" ed in questo senso, facendo del marketing territoriale, agiscono come delle vere Agenzie per lo sviluppo del territorio..
A me piace il cinema britannico e ricordo la dicitura "Glasgow film commission" nei titoli di coda di film di Ken Loach ad esempio ma come detto le film commission hanno iniziato a proliferare anche in Italia. Famosi i casi di Elena di Rivombrosa, Montalbano e altri che hanno determinato un certo flusso turistico nelle zone in cui sono state girate queste scene, "The Passion" di Mel Gibson ha dato ancora più lustro a Matera, film "minori" come "Santa Maradona", operazione della Torino Film Commission, "La Ragazza del lago" della Film Commission del Friuli Venezia-Giulia, un altro telefilm recente come "L'ispettore Coliandro" è un prodotto della Bologna Film Commission. Il turismo legato al cinema è una di quelle forme alternative di turismo fondate su un aspetto emozionale che si vuole vivere visitando luoghi che agli occhi di un telespettatore di una qualche fiction possono assumere suggestioni particolari.
Per quanto mi riguarda, sono più sensibile ai set di video musicali dei miei gruppi rock preferiti. In visita a Glasgow qualche anno fa ho voluto camminare nel lungo Clyde, il fiume che attraversa la città, sotto una gru abbandonata e gigantesca, per rivedere e rivivere le suggestioni del video "Waterfront" dei Simple Minds, video dei primi anni Ottanta. Lo stesso a Dublino. Mi sono fatto una foto e sono stato in un'area, a suo tempo, ora meno, degradata dei docks per vedere il set del video "Gloria" degli U2 anche questo del 1981. Chiaramente non sono andato a Dublino solo per questo ma nella mia testa, la musica degli U2, i luoghi dei loro video, i loro studios, la suggestione di tutto questo mi ha fatto interpretare in un certo modo anche luoghi che, per chi non ama gli U2 e la loro musica, possono sembrare assolutamente insignificanti. Lo stesso fa il cinema. Può rendere interessanti luoghi che magari prima non lo erano o lo erano di meno, può dar loro quella visibilità in più.
E da noi? Da noi esiste la Veneto Film Commission e la Padova Film Commission (foto Umicini in alto a destra presa dal sito della Padova film Commission). Negli anni sono stati realizzati film abbastanza conosciuti a Padova ma una film commission può chiedere in cambio del proprio lavoro anche che una certa zona della città venga "raccontata" e mostrata in un certo modo appunto per promuoverla. Personalmente ricordo di aver visto da piccolo "La moglie del prete" di Dino Risi e mi faceva un certo effetto vedere il Prato della Valle come una grande rotatoria attorno al quale potevano passare le auto...Per vedere tutti i film girati in città clicca quì.
Ricordo che un paio d'estati fa in occasione della bella manifestazione "Portello river festival" (di cui ho anche parlato quest'estate, vedi quì), la Film Commission partecipava premiando dei giovani registi con un "aiuto" per produrre un film o un cortometraggio nella nostra provincia.
Onestamente in questo momento non conosco quali siano i progetti di questa organizzazione per il futuro e se sia adeguatamente sostenuta dagli enti locali, anzi un po' preoccupante il fatto che il loro sito non risulti molto aggiornato. Anzi se chi legge sa darmi qualche aggiornamento sulla situazione mi farebbe piacere saperne di più. Indubbiamente sarebbe un modo interessante per far conoscere Padova e provincia, no? Che ne pensate?
Chissà che magari tra un po' di tempo anche Padova non possa avere una sua fiction tutta ambientata in città o magari scene di un gran bel film!
08:30 Scritto da VirgilioPadova in cinema e tv, cultura, tempo libero e vita notturna, Succede a Padova..., turismo | Link permanente | Commenti (4) | Segnala | Tag: padova, film commission, marketing territoriale, padova film commission, andrea colasio, urban blog, alberto botton, cinema, promozione del territorio | OKNOtizie |
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14/09/2009
Il futuro del Centro Altinate
Nei precedenti due post vi ho parlato della manifestazione Padova art & comics (leggi qui) e della proposta dell'Assessore alla cultura Andrea Colasio di organizzare una mostra sui papiri di laurea (leggi quì). Il comune denominatore di questi due post è la location di queste due proposte culturali vale a dire il nuovo Centro Culturale Altinate ed è di questa nuova "centralità" cittadina che voglio parlare in questo post.
La trasformazione dell'ex tribunale in nuovo centro culturale è stata davvero un'operazione pregevole a mio avviso, un lavoro architettonicamente splendido. Si tratta di uno dei più ampi centri culturali in Europa e questo di Padova è proprio bello anche dal punto di vista estetico. C'è un'agorà centrale dove possono trovare spazio esibizioni e spettacoli, come quello di Paolini a capodanno (anche se l'acustica non è il massimo), una sala convegni al piano interrato spettacolare, ai piani superiori ci sono altri spazi dove si è tenuta la mostra su Galileo, al secondo piano c'è l'Informagiovani e la nuova biblioteca civica (vedi alcune mie foto dell'inaugurazione) con le vetrate a vista sulla sottostante agorà. Al terzo piano dovrebbe aprire una caffetteria con balcone e vista sui tetti della città che non vedo l'ora apra.
Mi sembra una struttura di cui andare orgogliosi perchè è un centro che solo le grandi città europee hanno, una di quelle strutture che hanno la potenzialità per costituire una centralità urbana oltre che un motore per la cultura cittadina, attrarre persone interessate alle attività culturali ma anche solo desiderose di godersi qualche ora in uno spazio piacevole, di fare una pausa e bersi un caffè, e di fare una chiaccherata in compagnia e si sa che la presenza di persone può anche aiutare l'economia della zona.
Un bello spazio di per sè è però solo un bel "contenitore" e non basta per gestire il centro in modo che possa quantomeno autosostenersi economicamente. Attualmente è gestito dal comune ma non potrò essere così per sempre, sarebbe troppo costoso per le casse comunali e quindi dovrà prima o poi passare sotto la gestione di una fondazione, di una società in grado di proporre attività e gestire il centro in modo che si possa sostenere economicamente, magari proponendo anche una linea di merchandising griffata, cercando sottoscrizioni e aiuti da parte dei privati tipo "Gli amici del Centro Altinate" etc etc. Non ho viaggiato tantissimo ma ho visto una cosa simile al "Lighthouse" di Glasgow (che di fatto è un urban center nonchè fucina di continui progetti per lo sviluppo di Glasgow a tutto tondo, sviluppo urbano, economico e non solo culturale) per esempio e anche molti musei fanno così, specie quelli che hanno o che puntano ad avere un "marchio" identificativo forte.
Insomma, per concludere sono molto contento di questo nuovo spazio ma mi aspetto novità sul fronte della gestione dello stesso spazio che ritengo possa essere un'attrazione turistica forte della città, non solo per un pubblico interno quindi, e che possa far fare alla città un salto di qualità assieme all'Auditorium, che spero venga realizzato, e al Castello dei Carraresi.
Ovviamente poi il vero salto di qualità secondo me potrebbe venire solo nel momento in cui gli attori pubblici e privati della città inizino ad agire e ragionare in modo coordinato attorno ad un progetto condiviso. Ieri sera ho sentito ad un tg locale la notizia secondo la quale Padova si vorrebbe candidare come capitale europea della cultura: ecco questo potrebbe essere il "pretesto" per mettersi in modo netto a lavorare per il rafforzamento della "governance" urbana, la vera "conditio sine qua non" per poter ambire ad un'investitura del genere.
Su questo attendo conferme perchè questi sono i temi di cui molto mi sono occupato (come collaboratore della Regione Emilia-Romagna e come studente di master in governance delle risorse turistiche territoriali) e di cui mi piacerebbe avere l'opportunità di occuparmi ancora per cui mi perdonerete se ogni tanto ne approfitto per parlarne (che penso possano essere anche i vostri visto che parlo di Padova) e mettere i link ad un mio blog precedente per presentare il mio lavoro di tesi di master intitolata "Turismo Urbano e Governance Metropolitana. Il caso Padova", che ha avuto un articolo anche su "Il Mattino di Padova". Cliccando sul link trovate abstract e powerpoint.
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09/09/2009
Papiri di laurea in mostra? Una bella idea!
Qualche giorno fa leggendo i giornali locali mi sono imbattuto in un'interessante idea del nuovo assessore alla cultura Andrea Colasio. Da quanto ho capito gli è stata mostrata la collezione di papiri di laurea presente negli archivi della libreria Cedam, ben 14.000 (!) e ha pensato di realizzarne una mostra. Ottima idea direi, no?
L'idea è quella di raccogliere i più significativi, catalogarli per epoca storica ed esibirli: un modo anche per evidenziare il rapporto tra gli studenti e la città e "fotografare" il passaggio dell'Università da istituzione per pochi eletti a luogo dell'istruzione per tutti come lo è oggi. Per ora sembra si tratti solo di un'idea ma dal tono usato dall'assessore nell'illustrarla alla stampa locale sembra ci sia tutta l'intenzione di realizzarla e di farlo in grande stile creando un database su internet ed una mostra al nuovo e bellissimo centro culturale Altinate (vedi qualche immagine del centro quì).
Che dire? I papiri di laurea, satiriche caricature del laureato, rappresentano una tradizione per Padova così come la goliardia (di cui magari parlerò più avanti), unica nel genere e che rendono il momento della laurea un momento speciale, quasi pubblico e collettivo e per questo maggiormente sentito e ricordato. Come foglio satirico il papiro pare nasca proprio a Padova (prima era più serioso) nei primi decenni del secolo per opera di uno studente di origine sarde dell'Università di Padova, tale Raoul Chareun in arte Sinopico.
Potete saperne di più sulla storia e vedere qualche esemplare di papiro vi consiglio di visitare il sito della famosa web community studentesca, spritz.it. Cliccate quì.
In città quella del disegnatore di papiri è quasi una professione e disegnatori e vignettisti professionisti si sono dedicati a questa specialità: le caricature dei laureati. Su tutti ricordo Tito Bignozzi, che realizzò anche una mostra nell'89, le cui vignette leggevo da piccolo sul giornalino del Calcio Padova all'Appiani prima delle partite. Ebbene ricordo un suo papiro nella sala d'attesa del medico che da piccolo mi curava l'allergia: caricature divertenti ed eleganti, nulla a che vedere a quelle che si vedono oggi, divertenti ma che spesso scadono nella volgarità.
Una mostra fu realizzata anche qualche anno prima e l'archivio di Repubblica.it ne mantiene traccia. Cliccate quì.
Si legge nell'articolo:
"La galleria dei papiri, oltre a celebrare le lauree di illustri sconosciuti, e di persone che sarebbero diventate famose, presenta anche numerose firme di papirologi di riguardo come quella di Toni Menegazzo detto Amen, che emigrò poi a Beverly Hills a fare i ritratti dei divi (una sua opera è in casa Reagan) o come quelle di Carlo Maria Dormal, Nello Voltolina, Otto Dalla Baratta, che sarebbero poi diventati pittori futuristi, amici di Marinetti. Per non parlare di Hugo Pratt, di "Rico" Schiavinato, di Raoul Chareun di arte "Sinopico", considerato il padre del papiro moderno, delle donne papiriste come Fabia Gatti e Laura Zanconato, dei "tre bocie" (i tre ragazzi) che tenevano l' ufficio al bar Racca, cuore della Padova-bene, dove in tempi difficili bevevano aperitivi di marca e fumavano sigarette costose a testimonianza della prosperità della "azienda" (30 lire per un papiro semplice, 70 per il doppio, 100 per il papiro ad acquarello) sino ai baroni Brothers, ad Amleto e Donato Sartori, famosi mascherai, a Vittorio Dal Piaz "macchia nera" e a moltissimi altri".
A tutt'oggi basta cercare su internet per trovare vari vignettisti che offrono la loro capacità artistica per realizzare queste caricature. Per il racconto sul laureato, rigorosamente in rima, ci si continua a trovare e sbattere tra amici; dico sbattere perchè all'inizio i pensieri e le rime faticano ad arrivare ma in compagnia, tra un po' di chiacchere e qualche bicchiere di vino come per magia all'improvviso fluiscono che è un piacere!
E voi che ricordo avete del vostro papiro e di quelli che magari avete contribuito a realizzare per i vostri amici?
P.S: (foto in alto a destra presa dal sito EPadova e foto in basso a sinistra presa in prestito dal sito Spritz.it).
Se qualcuno dovesse sentirsi danneggiato dalle immagini basta che mi contatti all'indirizzo vpadovablog@virgilio.it e provvederò a rimuoverle.
08:32 Scritto da VirgilioPadova in cultura, tempo libero e vita notturna, opinioni, Succede a Padova..., turismo | Link permanente | Commenti (8) | Segnala | Tag: padova, cultura, tradizione, papiri di laurea, università, andrea colasio, alberto botton, urban blog, turismo, centro culturale altinate | OKNOtizie |
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