09/07/2012

Sta per iniziare l'Europeade (11-15 luglio)...Accogliamo gli amici europei con calore e simpatia!

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Quando si parla di Europa, da qualche tempo a questa parte, viene in mente la crisi economica, vengono in mente i paesi maggiormente in difficoltà, si impara a conoscere termini quali "spread", si valutano le scelte, le strategie ed in conflitti tra i vari paesi per far fronte alla situazione mentre la gente comune protesta nelle strade perchè costretta a pagare per decisioni e per le azioni di altri.

Per quanto riguarda me e spero la maggiormente di voi, l'Europa è quel bellissimo continente fatto di città di centri storici invidiati ed amati in tutto il mondo, di popoli dalla forte identità che nel corso della storia si sono incontrati e scontrati ma che ora devono continuare a scoprirsi l'un l'altro. Le compagnie aree low cost, i programmi universitari tipo Erasmus e gli scambi alla pari tra giovani hanno favorito e favoriscono lo scambio e la reciproca conoscenza tra i vari popoli, giovani che amano conoscere persone nuove e che sono aperti e curiosi nei confronti degli stili di vita dei loro coetanei nel resto del continente. Oggigiorno pure il mondo del lavoro che spinge molti a cambiare paese è un'occasione di incontro e di confronto. 

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Da mercoledì 11 a domenica 15 luglio, Padova avrà l'occasione di accentrare su di sè una certa centralità in Europa grazie all'Europeade del Folklore, la 49° edizione del raduno del folklore europeo. Padova diventerà la capitale del costume e delle tradizioni, dei colori e dei suoni d'Europa e in calendario una serie di eventi particolari pensati per rendere ancor più vivaci le serate in città. Padova accoglie per cinque giorni circa 170 gruppi di danza e musica popolare provenienti da tutta Europa, e propone un calendario di iniziative e spettacoli in tutta la città: dalle piazze del centro alle vie dei quartieri. Le giornate clou saranno venerdì 13 e sabato 14, momenti nei quali si svolgerenno le iniziative di maggior richiamo in Prato della Valle e nel resto della città sino a tarda ora. Venerdì sera "Padova by Night" vedrà tutti i gruppi partecipanti esibirsi in Prato della Valle e in centro storico, mentre sabato in Prato della Valle ci sarà il "Ballo di Europeade" che coinvolgerà tutti i padortecipanti.

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Parlavo prima di confronto...Già il confronto...quello che genera crescita culturale e arricchimento personale per chi cerca di imparare anche dagli altri anzichè chiudersi nel proprio orticello. Tradizione, cultura, musica, spettacoli ma anche gestione della città, strategia dedicate al turismo e all'accoglienza:  c'è sempre da imparare dagli altri così come gli altri possono imparare da noi, ecco perchè è bello incontrarsi ognuno con il proprio bagaglio culturale e di vissuto. Ho parlato molti mesi fa, con entusiasmo di questo evento nel post "Europeade del Folklore, quest'estate il festival del folklore europeo a Padova" (Rileggetelo se volete approfondire riguardo all'evento Europeade) ma quest'oggi più che parlare del programma dell'evento (visitate il sito ufficiale: http://europeade.padovameeting.com/info.php) mi premeva un altro aspetto e cioè dell'accoglienza.

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Noi padovani siamo accoglienti sebbene a volte non con tutti vista la natura un po' diffidente...forse. Ovviamente parlo per tratti comuni e per impressioni personale, poi sono sicuro che per la maggioranza dei lettori di questo blog le mie parole saranno superflue. Arriveranno in città circa 250 gruppi di musica e di danza folkloristica provenienti da tutta l'Europa, per un numero di partecipanti che, indicativamente, raggiunge 4.000 artisti folkloristici europei. Quest'oggi infatti volevo invitare tutti ad accogliere tutte queste persone con calore, simpatia ed amicizia perchè lo spirito dell'Europeade è proprio questo: unire i popoli, unire le persone, conoscersi, confrontarsi.

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Accogliamoli bene e facciamoli sentire a casa. Se ci chiedono un'informazione diamogliene 3, se ci chiedono dove si trova un tal posto, accompagnamoli per un tratto di strada e scambiamo due chiacchere, se poi sono belle ragazze (o bei ragazzi per le lettrici) chiediamogli pure l'indirizzo mail, l'amicizia su facebook, il numero di telefono...può sempre capitare di andare a visitare i loro paesi, no? Se siamo tabaccai, benzinai, commessi di qualche negozio nulla vieta che ci si possa trasformare anche in guide turistiche. Se siamo orgogliosi della nostra città, penso sia piacevole raccontare curiosità, aneddoti ed informazioni sul patrimonio culturale di Padova qualora capitasse di andare sull'argomento. E' possibile farlo anche se non abbiamo il patentino di guida turistica...Insomma questo mio post vuole essere un invito ad un'accoglienza diffusa, ad un'accoglienza totale, quello spirito di accoglienza che dobbiamo imparare ad avere sempre e nei confronti di tutti a maggior ragione se vogliamo che Padova diventi sempre più città turistica, sempre più città aperta.

...e divertiamoci con l'Europeade!  http://europeade.padovameeting.com/

Turismo Padova Terme Euganee: http://www.turismopadova.it

Padovacard: http://www.padovacard.it/

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23/01/2012

Turismo è accoglienza. Gli uffici turistici vanno migliorati, non chiusi!

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E' della scorsa settimana la notizia che nella bozza di bilancio presentata in Giunta Regionale, tra le voci di spesa del settore turistico non risulta più la voce di spesa relativa alla rete di uffici di informazione turistica IAT ne risultano altre voci sostitutive. Si tratta di una notizia che sta preoccupando molto i vari enti provinciali regionali che gestiscono questi uffici e sconcertando un po' tutti gli operatori turistici e chi opera in questo settore. L'assessore regionale Finozzi, dice che "non ci sono soldi", che "la crisi colpisce tutti comprese aziende e IAT" e che, essendo il costo “vivo” dei dipendenti di circa 8 milioni e mezzo non resterebbero soldi per le altre manifestazioni o eventi... 

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E' una questione di priorità. Come la scelta di investire molto su ampliamento di tangenziali e autostrade e non dare maggiore impulso a Smfr, al sistema della metropolitana di superficie cui puntano molto anche i sostenitori della candidatura di Venezia e del Nordest a capitale europea della cultura 2019. Sono scelte che fanno capire la "visione" che ci sta dietro...Il tema dell'accoglienza è un tema centrale per chi si occupa di turismo. C'è anzi chi sostiene che l'accoglienza sia l'essenza stessa dell'esperienza turistica. Resta il fatto che tradizionalmente, a questo tema in Italia si dedicano poca attenzione, poca progettualità e poche risorse. Siamo abituati a pensare che nelle problematiche turistiche sia la Promozione ad essere centrale. Eppure vi sono destinazioni che hanno turismo anche senza fare promozione, destinazioni cioè che sono state scoperte dai turisti, e che possono contare su flussi turistici senza verli promossi. Sarà forse una provocazione ma mi sembra che il turismo possa vivere senza promozione, ma non possa vivere senza Accoglienza", così scrive nel suo blog Giancarlo Dall'Ara, ideatore e coordinatore dell'Assise Italiana dell'Ospitalità ed uno dei massimi esperti italiani in tema di "Accoglienza Turistica", che da il titolo al suo blog.

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Va da sè, penso lo capirebbe chiunque che la prima operazione di promozione turistica è proprio l'accoglienza. Una città o una qualsiasi destinazione turistica può vantare tutte le bellezze di questo mondo, può essere uno straordinario giacimento di opere artistiche, paesaggistiche ma senza "accoglienza" si  rischia che il turista torni a casa insoddisfatto con il duplice effetto negativo che in primis non tornerà più e poi si sentirà in dovere di fare una pubblicità negativa presso amici e parenti. Effetto negativo che poi sarà difficile recuperare, "forse" neanche con le Bit, le borse del turismo, le missioni all'estero, per le quali si invece vengono destinate cospicue somme di denaro. Tutti i territori e le destinazioni turistiche hanno i loro punti di forza, nonostate si sentano spesso amministratori pontificare in modo autoreferenziale sulle "eccellenze" e sugli straordinari prodotti tipici dei loro territori. Per certe destinazioni, l'"eccellenza" (termine che non mi piace quando usato in modo autoreferenziale) è rappresentata proprio dall'accoglienza in sè degli operatori turistici ma anche e soprattutto delle persone del posto. Ci sono località che fanno dell'accoglienza e dell'ospitalità le loro bandiere. E' una questione di priorità. Non ci sono soldi per garantire il servizio di informazione turistica mentre ci sono per le fiere e per le missioni all'estero... Probabilmente andrebbe trovato un equilibrio... Il turismo è una competizione su scala locale ma anche internazionale e si è visto come negli anni il nostro paese, a lungo il primo paese turistico del mondo sia stato superato da altri. Proprio perchè tutte le destinazioni hanno punti di forza, la vera differenza la fanno i prezzi ragionevoli, i servizi e l'accoglienza.

Considerata la crisi posso capire non ci possano essere fondi per investire ma addirittura tagliare i fondi destinati a questa rete minima di uffici al servizio del turista mi sembra davvero una pessima idea, per dire un eufemismo. Dico "minima" non per sminuirne la funzione (anzi leggete quì le funzioni degli uffici IAT) ma perchè, avendone le risorse, si potrebbe fare molto di più, come ad esempio pensare al coinvolgimento della popolazione locale così come di tutte le realtà del commercio in progetti a favore di una destinazione turistica dall'accoglienza diffusa affinchè tutti siano in grado di essere ospitali ed orgogliosi nel raccontare e dare informazioni al turista riguardo a cosa c'è da fare e/o vedere sul territorio. Si potrebbe mettere una segnalatica anche in lingua inglese, laddove manca, delle principali attrazioni, così come la didascalia all'interno delle varie mostre bilingue per i turisti stranieri...etc etc etc etc. A Liverpool nel 2008, in occasione delle celebrazioni di Liverpool, capitale europea della cultura, all'aeroporto intitolato a John Lennon, ho visto personale dei trasporti pubblici girare su e giù, avanti ed indietro, lungo le pensiline degli autobus avvincinando i turisti con zaini e valigie per, piantina alla mano, chiedere in quale struttura avessero soggiornato e spiegare loro quale fosse l'autobus giusto da prendere e quale la fermata alla quale scendere. 

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A Padova abbiamo 3 di questi uffici gestiti da Turismo Padova Terme Euganee, vicino alla Basilica di Sant'Antonio, dietro il Caffè Pedrocchi, il principale, il più spazioso (anche se in una posizione un po' infelice..) e quello in stazione laddove da metà dicembre dello scorso anno trovo posto anche il "Mobility Center" (di cui ho parlato nel post "Il Mobility Center ti mette le ali!"): diamo e daremo informazioni su come muoversi con mezzi sostenibili in giro per la città e non diciamo al turista che arriva quali mostre sono aperte, quali musei, non diamo informazioni su come richidere una guida? Si vogliono rendere più moderni e funzionali, giustamente, i Musei Civici agli Eremitani e poi chiudiamo gli uffici che li possono segnalare? Solo nel 1° semestre del 2011 sono entrati negli uffici Iat di Padova ben 202.377 turisti!! Nel 2010, il numero annuale di visitatori è stato di 446,156, in tutto il Veneto oltre 2 milioni! E il prossimo anno dove le mandiamo tutte queste persone? Vedremo turisti vagare per le città alla ricerca di alberghi, musei, chiederanno informazioni nei bar o alla gente che incroceranno "Scusi, dov'è l'ufficio turistico?" "Mi dispiace, non esiste più" dovremo dire? O rimandare tutto al pur efficace modulo di rischiesta informazioni via web?

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L’assessore Finozzi prova a dare la soluzione: "I Comuni devono adottare la tassa di soggiorno per coprire i costi degli Iat". Una soluzione che diverse amministrazioni prenderanno in considerazione per forza di cose. Nella speranza che dal bilancio salti fuori qualche euro,magari prelevato dai quei 4milioni che sono stati suddivisi tra iniziative di promozione del turismo e di valorizzazione del marketing. D'altra parte credo che partire oggi da 0 in un contesto economico, sociale e istituzionale fortemente mutato e avendo fatto altre scelte di priorità significa contrapporre IAT a trasporti e sociale, laddove i primi rischiano di essere considerati l'effimero diventa dura. L’anno scorso inizialmente si è passati da 11 milioni di euro per la rete IAT regionale a una prima ipotesi di 4,5 milioni poi portata a 8.890.000 grazie a un emendamento presentato dal PD e fatto proprio dalla maggioranza consigliare. E quest'anno si parte da zero? 

Gli uffici turistici andrebbero migliorati, i loro spazi diventare anche punti vendita di merchandising ufficiale, centro prenotazioni di mostre, concerti e spettacoli e ricoprire un ruolo sempre più da protagonisti e quindi rappresentano un servizio irrinunciabile come sostiene lo stesso Giancarlo Dall'Ara che ho citato all'inizio: “L'accoglienza è il vero punto di forza del nostro Paese e che il ruolo degli Uffici Informazione per lo sviluppo turistico dei territori è strategico”

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