Non c’è niente da fare, ogni anno lo Sherwood festival è l’evento più atteso dell’estate padovana. In realtà si tratta di un mese di eventi, di concerti, di cinema, teatro, incontri e dibattiti sui vari temi cari all’organizzazione che altro non è che Radio Sherwood, la voce alternativa della città, vicina all’area movimentista dei “no global”.

808445124_084afb8b3a.jpgTuttavia la ricca e variegata offerta musicale, la possibilità di bersi una birra in compagnia o di vedersi un film seduti sull’erba dietro la curva nord dello Stadio Euganeo attrae sempre molti giovani di tutte le estrazioni sociali e a prescindere dalle convinzioni politiche. E’ un festival indipendente che vive grazie all’aiuto di moltissimi volontari. Se vuoi collaborare e dare una mano, clicca qui.

“E’ un mondo difficile”; no, non mi sto lamentando. Ricordate la canzone tormentone di qualche estate fa? Si? Ebbene il festival parte stasera  venerdi 19 giugno e Tonino Carotone sicuramente ce la farà riascoltare. Offerta libera. “1 euro può bastare” si legge dal sito.

Sabato invece a salire sul palco sarà Alborosie, l’ex cantante dei Reggae National Ticket, che ci porterà in Giamaica sulle note del suo reggae.

E poi via via fino al 18 luglio ancora con Afterhours, Subsonica, Giuliano Palma & the Buebeaters, Negrita in concerto, lo spettacolo di Ascanio Celestini e il “live” dei Prodigy nell’unica data del Nord Italia.

Ci sarà poi lo spazio cinema, gli stand enogastronomici, l’artigianato etnico e la possibilità di ballare fino a tarda notte.

E voi cari lettori che ne pensate di questo festival? State già pensando al concerto a cui non volete assolutamente mancare? Quale? A voi la parola.

Ciao e buon week-end! 😉


Scegliere l’argomento di questo post è stato semplice, ovvio e naturale visto che l’evento ieri a Padova è stata la finale d’andata di playoff tra il Calcio Padova e la Pro Patria per aggiudicarsi la serie B.

Tra le due gloriose società è uscito un pareggio (0-0) e il rammarico dei tifosi padovani è grande visto che i biancoscudati hanno avuto varie occasioni per realizzare un gol, specialmente quella del calcio di rigore, che nel primo tempo, il fantasista Andrea Rabito ha fallito. Ma non voglio fare la cronaca della partita, quella la trovate nel sito del Padova, ad esempio, ma voglio mettere l’accento su un altro piano.P1020793blog.jpg

Quello che ha colpito è stato infatti l’entusiasmo ritrovato a Padova attorno alla squadra di calcio, entusiasmo sopito da troppi anni di delusioni. Questo gruppo con una serie di vittorie e con questi play-off ha saputo ricreare l’entusiasmo e la passione per il club biancoscudato; i tifosi hanno risposto “presente” e dopo la trasferta di Ravenna ieri si sono assiepati nelle tribune dello stadio Euganeo in quasi 14.000 e chi segue il calcio sa bene che oggigiorno si tratta di numeri di tutto rispetto per play-off di terza serie. Hanno tifato, urlato, inveito per le occasioni sprecate ma non hanno mai smesso di incitare i propri “fioi” fino alla fine della partita e alla fine sono scrosciati applausi.

Applausi dei tifosi ai giocatori per l’impegno e la dedizione messa in campo, applausi dei giocatori al pubblico per ringraziarli dell’incessante incitamento, applausi di incoraggiamento reciproco per la finale di ritorno che vede come unico risultato utile la vittoria sul campo per poter salire in serie B. Il calcio non è una scienza esatta e all’impegno non corrispondono sempre i risultati sperati anche perché ci sono gli avversari e questi della Pro Patria si sono dimostrati un osso duro, lo si sapeva, ma un pubblico intelligente come quello di Padova lo capisce e ha premiato la squadra per aver onorato la maglia bianca con lo scudo sul petto che quest’anno compie 100 anni.

Insomma pare riesplosa la passione popolare per la squadra di calcio della città e questo è già un ottimo risultato.

I nostri ragazzi, comunque, ci stanno abituando a grandi imprese e domenica venderanno cara la pelle e tenteranno il tutto per tutto per centrare l’obiettivo. Forza Padova! 😉

castello_ok.jpgLo sapevate che Padova ha un castello? No? Non preoccupatevi, non è grave: nemmeno molti padovani lo sanno. In realtà a Padova un castello c’è eccome solo che come sempre capita ai popoli sconfitti in guerra il rischio è che al vinto gli si neghi il diritto di esistere con la propria identità, i propri simboli e che i luoghi del potere vengano occultati, distrutti e sfregiati nella loro dignità. E’ quanto successo alla Padova dei Carraresi e al suo castello quando Padova fu sconfitta dalla Serenissima nel 1405. Nel 1797, poi, Napoleone invase la Repubblica e con i trattati di Campoformido la cedette all’Austria. Dopo la sconfitta definitiva di Napoleone, l’Impero Austriaco fondò una Provincia di Venezia sulla circoscrizione del Dipartimento Adriatico. E’ con la dominazione austriaca infatti che il castello diventa prima caserma militare e poi carcere e questo fino agli anni ’90. Il carcere è un luogo chiuso per eccellenza e separato dal resto della città ed è per questo che nei secoli i padovani hanno perso la memoria e il ricordo di questo monumento.

Oggi, dopo anni di lotte in parlamento, (il castello-carcere apparteneva al Ministero della Difesa)e grazie alla passione di un nutrito numero di cittadini e intellettuali guidati dall’on. Andrea Colasio il castello è tornato alla città e a questa si appresta ad essere restituito dopo un lavoro di restauro che sarà inevitabilmente lungo e faticoso. La struttura infatti lasciata all’incuria e al degrado cadeva a pezzi ma ora la si sta mettendo in sicurezza e grazie ai volontari del FAI molti padovani hanno potuto visitare il castello il giorno 19 aprile scorso ed io ero tra questi.

Esiste un sito internet del castello molto bello con dei video che presentano il piano e mostrano le condizioni attuali della struttura e le iniziative organizzate per farlo conoscere. Nel sito c’è anche il link al servizio del TGR Veneto-Buongiorno su castello. Il giorno prima, il 18 aprile, nella prestigiosa sala del Palazzo della Ragione, era stato presentato il progetto di recupero del castello e presentate alcune proposte di utilizzo ed il 19 le visite guidate organizzate dai volontari del FAI.

avatar blog padova_ok.jpgCarissimi padovani e non, carissimi studenti fuori sede e pendolari, carissimi turisti che avete visitato questa città o che avete pensato di visitare, benvenuti in questa nuova piazza virtuale.

Questo spazio vuole rappresentare un ritrovo in cui si potrà discutere di attualità, di eventi, di storia e di cultura, di cui Padova è particolarmente ricca, e non solo: mi ripropongo infatti di affrontare e approfondire temi che Voi lettori mi vorrete segnalare.

Mi chiamo Alberto, ho 33 anni e da sempre vivo a Padova. Cosa faccio nella vita? Diciamo che sono uno dei tanti che fino a questo momento non è riuscito compiutamente a realizzarsi e a valorizzare anni di sacrifici fatti di studio e di lavori di qualsiasi tipo per poterseli permettere. Ma sono anche una persona che non si abbatte facilmente e che continuerà a darsi da fare per raggiungere i propri obiettivi.

La passione per i temi che ho approfondito nei miei studi (sviluppo e promozione del territorio, dal punto di vista turistico e non solo) così come l’attaccamento alla mia città credo sono aspetti che sicuramente traspariranno dai miei post ma come detto all’inizio mi ripropongo di ascoltare i vostri suggerimenti e di affrontare quei temi che emergeranno come i più interessanti.

Mi piacerebbe infatti che questo diventasse uno spazio collettivo in cui ognuno si possa sentire libero di fare le proprie proposte e di esprimere le proprie opinioni senza pregiudizio alcuno e in cui io di volta in volta proporrò argomenti che spero possano risultare di interesse.

A presto,

Alberto