padovafotografia1.jpegE’ iniziato sabato 9 marzo il primo festival indipendente che Padova dedicato alla fotografia. il Padova Fotografia Festival arrivato al secondo “turno” di una ricca programmazione che da domani sabato 23 marzo al 6 aprile 2013 porterà il festival a raggiungere un programma complessivo di 46 mostre8 workshop9 incontri5 presentazioni.

Il festival, organizzato, promosso e curato dall’associazione culturale Sabspace è realizzato con la collaborazione del Comune di Padova – Assessorato alla Cultura, con il patrocinio della Provincia di Padova e dell’Università degli Studi di Padova – Dipartimento dei Beni Culturali: Archeologia, Storia dell’Arte, del Cinema e della Musica. Media Partner Il Gazzettino. [Continua a leggere]

Alberto Botton

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Ciao a tutti! Come fatto per il post di lunedì (rileggi) anche oggi voglio comunicare che dopo oltre 3 anni e mezzo di blog e 570 posts, il blog di Padova su virgilio.it così come gli altri local blog del progetto “VirgilioCittà” si sta avviando alla sua conclusione. Da inizio marzo (salvo imprevisti) non troverete più i nostri post all’indirizzo virgiliopadova.myblog.it/ bensì sul nostro nuovo sito “Il blog di Padova” all’indirizzo www.blogdipadova.it.

Finchè scrivo sto ascoltando musica jazz in streaming su una qualche radio così probabile verrà fuori un post improvvisato. L’avete capito, no che ora come ora siamo concentrati sul passaggio al nostro nuovo blog e vorremmo utilizzare questi ultimi post su virgilio.it per approffitare di ogni spazio per far sapere a più gente possibile che da marzo non saremo più ospiti di virgilio.it ma partiremo con un’iniziativa tutta nostra ed indipendente. 

Come avete intuito già dal blog come lo avete letto finora, stiamo dando ai nostri post un taglio che sia aperto a 360° rispetto a chi vive la città e quindi anche ai turisti, a chi già conosce Padova, a chi vorrà conoscerla, a chi sta pensando di venirla a visitare oltre che ai cittadini stessi che, come ho già avuto modo di spiegare, sono i primi turisti e promotori turistici della loro città. Una città come Padova è vissuta dai residenti ma non solo ovviamente; ci sono i pendolari, siano essi lavoratori o studenti, ci sono uomini d’affari o lavoratori in trasferta, i turisti culturali e i cosiddetti “city users”. Il turismo è quindi un settore a cui vogliamo dare uno spazio importante, un po’ come lo dovrebbe avere in tutte le politiche pubbliche o le attività culturali che riguardano la città pensando alle esigenze di tutte le persone che la frequentano, quindi torno a sottolineare, residenti ma non solo…

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Come? Lo vogliamo fare scrivendo e imparando a raccontare storie, cercando di migliorarci sempre e cercando di  sfruttare le potenzialità comunicative e di coinvolgimento delle nuove tecnologie e dei social network e non fine a stesse. Non a caso qualche mese ho presentato il nuovo master in Pianificazione e gestione del prodotto turistico con un post dal titolo “Social media e storytelling nel nuovo master in Pianificazione e gestione del prodotto turistico” che ci piacerebbe seguire magari ospitando qualche post direttamente da docenti e studenti del master stesso…L’ho fatto perchè ci credo, perchè sono argomenti che mi appassionano e ovviamente perchè Padova ed il nostro territorio hanno vocazione turistica…oh si se ce l’hanno! Ed è giusto che sempre più persone la apprezzino, a partire dai padovani stessi, forse un po’ troppo spesso concentrati sulle cose che non vanno rispetto agli aspetti positivi…anche se ho capito che lo fanno in ottica di un continuo miglioramento!

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Il nuovo blogdipadova.it vorremmo andasse oltre i nostri 3 post settimanali che diventeranno una sezione del nuovo “Blog di Padova”…l’intenzione è di lasciare spazio ad eventuali  collaborazioni, a progetti in cui dovessimo essere coinvolti, cosa che ci piacerebbe molto…Io, Silvia e Giuseppe abbiamo compotenze diverse e ci piace sfidarci nel fare cose nuove per cui, perchè no? Insomma è un “work in progress” che speriamo ci porti a costruire qualcosa di valido! Noi ci contiamo! 😉

Continuate a seguirci e cantate “I will follow” con un giovanissimo BonoVox: non c’entra niente ma sto improvvisando come ho detto all’inizio!  

Alberto Botton

Mail to: vpadovablog@virgilio.it

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padova,veneto,turismo padova,turismo veneto,le strade di padova,padova popolare,vecchia padova,cultura popolare,blog di padova,padova blogCiao a tutti! Come fatto per il post di lunedì (rileggi) anche oggi voglio comunicare che dopo oltre 3 anni e mezzo di blog e 570 posts, il blog di Padova su virgilio.it così come gli altri local blog del progetto “VirgilioCittà” si sta avviando alla sua conclusione. Da inizio marzo (salvo imprevisti) non troverete più i nostri post all’indirizzo virgiliopadova.myblog.it/ bensì sul nostro nuovo sito “Il blog di Padova” all’indirizzo www.blogdipadova.it.

padova,veneto,turismo padova,turismo veneto,le strade di padova,padova popolare,vecchia padova,cultura popolare,blog di padova,padova blogIn questi anni di blog, una delle rubriche che mi ha dato maggiori soddisfazioni, nel curare e nel diffonderne i contenuti è stata senz’altro quella de “Le strade di Padova”, ispirate dall’omonimo libro di Giuseppe Toffanin (Jr), principale fonte dei miei stessi approfondimenti come scrissi nel primo post di questa rubricanoto giornalista e scrittore (Padova, 1932- Grisignano di Zocco 1994), ha scritto moltissime pagine sulla città di Padova, la sua storia, suo costume, la sua cultura. E’ stata una soddisfazione ricevere una mail di approvazione dal figlio di Giuseppe Toffanin, il signor Paolo, così come quelle di altri padovani che in questa rubrica hanno rispolverato curiosità e aneddoti raccontati loro da nonni e genitori. Ho avuto pure la soddisfazione di essere contattato da due scrittori in cerca di approfondimenti per “costruire” il contesto della Padova storica su cui far muovere i personaggi dei loro prossimi romanzi.

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Strade di Padova” eVecchia Padova, due rubriche che ho a cuore e ho intenzione di riportare nel nuovo sito (blogdipadova.it) perchè, come ho ripetuto più volte in questo blog, a mio avviso la cultura popolare, la vita della gente comune, i mestieri e gli stili di vita (che cambiano con il cambiare degli anni, con il cambiamento dell’economia, e il cambiamento anche fisico della città stessa), sono questi elementi ad esprimere e a narrare l’autenticità di una città e a disvelarne l’identità.”

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Parlando di turismo, ritengo che i residenti, i cittadini siano i primi turisti della propria città e lo possono essere se sono persone curiose e se sentono un certo senso di appartenenza, di orgoglio civico. In questo caso i residenti possono essere anche i primi promotori turistici come ho sostenuto nel corso della presentazione al centro culturale Altinate-S. Gaetano (altra bella soddisfazione!) del libro “101 cose da fare a Padova almeno una volta nella vita”, di Paola Tellaroli. Ritengo infatti che per quanto le punte di diamante, le grandi attrazioni culturali di Padova siano quelle note, anche una maggior diffusione e valorizzazione della storia locale e della cultura popolare della città possa avere una duplice valenza: turistica ma prima di tutto un’operazione per favorire un maggior attaccamento alla propria città ed orgoglio civico da parte dei padovani.

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Un esempio di come anche un episodio di storia locale possa avere valenza turistica, secondo me è  l’8 febbraio 1848. Ritengo sia un delitto venga festeggiato solo da qualche decina di goliardi, con turisti attorno ignari di cosa stia succedendo e di quali fossero le ragioni di tali celebrazioni. Una giornata in cui studenti e popolani della città si sono sollevati, tra i primi in Europa, per reagire all’oppressione straniera e costruire un’Italia unita, penso meriti maggior visibilità: non a caso la via più centrale, più importante della città, tra Municipio, Palazzo del Bo (sede dell’Università) e Caffè Pedrocchi è proprio via 8 febbraio 1848, la prima via a cui ho dedicato un post nella mia rubrica. 

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Luigi Nardo al termine del suo libro “Ma quando penso a Padova…” lanciò già anni addietro una suggestione o forse solo un suo sogno e cioè quello di un museo della civiltà cittadina di Padova, così come ci sono quelli della civiltà contadina. Al di là di saltuarie esposizioni manca un Museo di Padova, uno spazio in cui venga mostrata la storia della città…Se i bellissimi Musei Civici coprono la parte relativa all’antichità manca un spazio in cui venga presentata la vita cittadina fino ai giorni nostri, includendo il ‘900, i cambiamenti urbanistici, lo sviluppo della città fuori le mura, i mezzi di trasporto pubblico, il passaggio dalle osterie e vecchie trattorie popolari, ai bar da fighetti di oggi, piuttosto che i segni della nuova città multiculturale.

padova,veneto,turismo padova,turismo veneto,le strade di padova,padova popolare,vecchia padova,cultura popolare,blog di padova,padova blogUn esempio che ho visto ed apprezzato con i miei occhi è il “People’s Palace” di Glasgow in cui vengono esibite con grande rispetto anche immagini ed episodi storici, ritagli di giornali, fotografie in merito alla storia delle squadre di calcio della città e dei principali club sportivi della città quando invece da noi, il tema calcio e parlando di Calcio Padova vengano considerati con un atteggiamento snob come una “questione” per trogloditi…la rubrica “Vecchia Padova (cultura popolare)” contiene di fatto anche i post delle “Strade di Padova” così come alcuni post relativi alla rubrica “Calcio Padova 1910” poichè anche la squadra di calcio fa parte della storia e della vita vissuta dai padovani, di generazione in generazione. Un luogo in cui un anziano possa mostrare al nipotino com’era la Padova della sua infanzia, in cui si possa ricordare il passato e progettare il futuro… 

Nello scrivere i post della rubrica le “Strade di Padova” non ho preteso di essere esaustivo…Qualche altra via importante del centro storico l’avrei potuta presentare ma per ora accontentavi di queste. 😉 Dalla pagina facebook del blog di Padova potete vedere qualche immagine della Padova che fu. Buona visione e buona lettura!  http://virgiliopadova.myblog.it/le-strade-di-padova/

Alberto Botton

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Finalmente ci siamo! Da domani, martedì 5 febbraio e per tutta la settimana fino a martedì 12, la città verrà investita da una mareggiata di colore grazie alla prima edizione di Cromatica, il nuovo (e primo) carnevale di Padova! Già vi avevo presentato questa iniziativa lunedì scorso (rileggi il post!) ma quest’oggi, alla vigilia, ho pensato di sottolineare nuovamente come con Cromatica, anche Padova,  grazie alla professionalità e alla creatività di Vintage Factory, voglia proporsi in modo originale ed innovativo come città in cui il carnevale possa essere vissuto e festeggiato in modo festoso coinvolgendo tutta la città facendo leva sulla sua voglia di esprimersi e di ergersi a protagonista.

E’ un momento di crisi e di difficoltà economiche per molti ma Cromatica può rappresentare quella forza rivitalizzante per fare scorta di energie positive, di creatività, di fantasia per affrontare anche le sfide più difficili. La negatività ed il grigiore non portano a niente…mentre il colore si!

padova,blog di padova,padova blog,carnevale padova,turismo padova,turismo veneto,veneto,cromatica,cromatica 2013,carnevaleIl centro storico diviso in 4 aree colorate, anche le porte della città saranno illuminate la luci colorate a tema. I colori che dipingeranno il Carnevale di Padova saranno quattro: l’energizzante rosso legato alle emozioni, passione ed energia, il verde simbolo dell’equilibro che rimanda alla natura e al riutilizzo, la scintilla del giallo che stimola creatività ed allegria e infine il blu del relax, riflessione ed armonia. L’obiettivo sarà dunque quello di colorare la città coinvolgendo cittadini, turisti ed esercenti.

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Oltre l’80% di questi ultimi hanno già aderito e daranno il loro contributo in termini di organizzazione eventi presso i loro spazi piuttosto che con vetrine colorate e decorate a tema, oltre che con offerte promozionali (leggete il sito per informarvi su queste). Oltre 150 eventi già organizzati, la proposta ai cittadini di partecipare attivamente interpretando la filosofia del colore con un accessorio, un capo di abbigliamento, un nastro colorato, un cappello o qualunque cosa vi suggerisca la fantasia, piuttosto che un abbigliamento monocromatico…eheh. Poi ben accetti saranno quei cittadini che gireranno per la città con un costume tradizionale, vestiti da zorro, o da Arlecchino, da Brighella…speriamo di non sgamare una Banda Bassotti intenta davvero a rapinare una banca, eheh. 

Il centro organizzativo di Cromatica è e sarà per dura la settimana il sito web: www.carnevalepadova.com e la pagina facebook: https://www.facebook.com/CarnevalePadova.  Qui troverete il programma ma potrete anche carpirne la filosofia di questo festival carnevalesco che è riuscito a mettere in rete in modo ottimale realtà culturali ed associative della città, con gli esercenti e le istituzioni e le associazioni di categoria. Insomma un format e un’esperienza che credo saranno altamente formative per tutto il sistema cittadino. Insomma..si parla di vivacizzare il centro storico, i locali e creare alternative allo spritz? Bene, direi che un programma di eventi culturali popolari per tutti nel centro storico della città potrebbe/dovrebbe essere la regola tutto l’anno e così l’opportunità di valorizzare il protagonismo e la voglia di fare degli esercenti più virtuosi!

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Per i giorni di Cromatica, il centro logistico di riferimento darà il centro culturale Altinate-S. Gaetano dove tutti coloro che vorranno mantenere la tradizione in maschera del carnevale potranna sfoggiare i loro costumi o i loro look cromatici durante live music, dj set e spettacoli di danza. Al centro culturale anche la mostra “Carnival: Lost in Fashion” (8-9-10 febbraio, Agorà – Centro Culturale San Gaetano dalle ore 11.00) organizzata dall’Antico Atelier, che offre una vasta escursione visiva tra modelli di abiti storici in seta, perle e pizzi fino ad arrivare all’interpretazione artistica dell’abito fashion con bustini scultorei in resina che racchiude in sé il desiderio del bello che “lascia senza fiato.”

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Come detto gli eventi organizzati sono davvero tanti ed il sito rimarrà aperto ed aggiornato in tempo reale affinchè venga utilizzato per organizzare eventuali altri eventi. Guardate il programma! Ce n’è davvero per tutti i gusti, a tutte le ore del giorno e anche della notte visti i concerti e le serate nei locali notturni della città!

padova,blog di padova,padova blog,carnevale padova,turismo padova,turismo veneto,veneto,cromatica,cromatica 2013,carnevaleCome ha segnalato anche il “Mattino di Padova”, tra gli eventi in programma da segnalare il minitour per Padova assieme a Paola Tellaroli, autrice del libro «101 cose da fare a Padova almeno una volta nella vita», le commemorazioni goliardiche dell’8 febbraio 1848, la vita notturna nei club della città come la serata al Q-Bar con l’atteso Tablao Flamenco a cura di Scuola Gershwin, gli aperitivi, i dj-set, i concerti jazz, gli appuntamenti con Sugarpulp, l’esclusivo Galà di beneficenza in costume d’epoca al Caffè Pedrocchi, con il supporto di Team for Children in favore del reparto di Oncoematologia Pedriatica di Padova, il grande concerto “Cromatica live” in piazza dei Signori con un susseguirsi di gruppi elettrizzanti tra cui gli Ska-J.

Per gli appassionati di fotografia con il cellullare, ed in particolare gli appassionati della community di Instagram, segnalo l’iniziativa degli @IgersPadova in collaborazione con lo staff di CromaticaColorate anche voi la città scattando le vostre foto con Instagram e taggatele con #cromaticapadova e #igerspadova. La foto più bella verrà premiata con un cromatissimo premio. http://instagr.am/p/VM3BFWBm1P/

A tutti i turisti in arrivo a Padova e volessero cogliere l’occasione per visitare la città segnalo la PadovaCard, uno strumento per visitare i monumenti, le attrazioni culturali in modo vantaggioso (molte gratuità!) ed approfittare delle promozioni sulle principali esposizioni aperte in città!

Dai che da domani “ne faremo di tutti i colori” (!!) e vi voglio tutti cromaticissimi! 😉

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Alberto Botton

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Ci sono molti modi per promuovere e far conoscere una città o un territorio. Tra di questi, usufruire di un importante spazio all’interno di una trasmissione televisiva specializzata in turismo come è Sereno Variabile, è senz’altro uno dei più efficaci perchè è possibile raggiungere un ampio pubblico interessato e perchè se le immagini non sempre parlano da sole, accompagnate dalle parole, dai racconti di chi vive e conosce bene una determinata destinazione, riescono spesso a suscitare quelle emozioni e suggestioni in modo diretto.

padova,veneto,turismo padova,turismo veneto,blog di padova,padova blog,sereno variabile,osvaldo bevilacqua,università degli studi di padovaVedendo la puntata di Sereno Variabile di sabato scorso (26/01/’13) mi son detto che il buon Osvaldo Bevilacqua (nell’immagine di apertura in visita alla Cappella degli Scrovegni) “stava lavorando” anche per il blog di Padova facilitandoci questo primo post della settimana. Grazie Osvaldo! Che senso aveva infatti trovare un altro tema, un altro argomento di cui parlare quando era appena andata in onda una puntata che promuove benissimo la nostra città in tutta Italia? Ed eccoci infatti a presentarvi la trasmissione che, con bellissime immagini, servizi, interviste svela una parte importante della cultura, della storia e dell’identità della nostra città. Trovate il video della puntata di sabato a fondo pagina! 

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A far da guida ad Osvaldo Bevilacqua un gruppo di studenti dell’Università di Padova appartenenti alla Goliardia (nella foto a fianco omaggiano il conduttore della trasmissione con la gallina padovana) conducendolo a passeggio tra la storia, l’arte, le tradizioni di Padova e ad intervistare voci cittadine autorevoli.Si inizia con un’intervista ad Alberto Grinzato dell’Osteria all’Anfora, in cui si parla del bollito e delle “colazioni” degli ambulanti delle piazze, della gallina padovana con le simpatiche gag delle Bronse Querte.

padova,veneto,turismo padova,turismo veneto,blog di padova,padova blog,sereno variabile,osvaldo bevilacqua,università degli studi di padovaUno spaccato sulla padova popolare, quindi, con il folklore e  i prodotti tipici per poi passare all’eccellenza della cultura rappresentata dall’Università, una delle più antiche d’Europa e la secondo d’Italia, e al suo prestigio con l’intervista al rettore Giuseppe Zaccaria (vedi foto a sinistra). E’ stata mostrata anche la città da una visuale “a pelo d’acqua”, navigando lungo i canali con gli Amissi del Piovego , di un percorso legato al “mistero” e alla massoneria e molto altro ancora ma soprattutto bellissime e spettacolari riprese dei luoghi simbolo della città come il Prato della Valle, la Cappella degli Scrovegni, il Caffè Pedrocchi, l’Aula Magna del Palazzo del Bo (sede del’Università). 

padova,veneto,turismo padova,turismo veneto,blog di padova,padova blog,sereno variabile,osvaldo bevilacqua,università degli studi di padovaLe riprese dirette dal regista Flavio Zennaro e durate due giorni hanno coinvolto tutti i principali enti ed istituzioni cittadini e visto la collaborazione di Comune di Padova, Università di Padova, Provincia di Padova e Veneranda Arca di S. Antonio. La presenza della troupe in città è sempre stata supportata dal personale di Turismo Padova Terme Euganee, l’azienda speciale della Provincia, competente per l’intero territorio di Padova e Provincia in materia di accoglienza, assistenza, informazione e promozione turistica (leggi quì la mission e le competenze), a rischio “chiusura” in seguito al recente decreto di revisione delle province e ai tagli dalla Regione. A TPTE (dalla cui pagina facebook ho preso alcune immagini) il merito per aver portato, questa volta come in altre occasioni, in tv piuttosto che sulla stampa specializzata, le immagini della nostra città nelle case di molti italiani nella speranza che in tanti vengano presto a trovarci! 🙂 

 

Alberto Botton

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Ciao a tutti! Il tema di oggi è il carnevale, una ricorrenza amata un po’ da tutti, da grandi e piccini che, specie di questi tempi di ristrettezze e di problemi economici per molti, ci viene incontro proponendoci la sua carica di leggerezza, di allegria e di voglia di fare un po’ baldoria! Nel nostro Veneto, oltre al più famoso carnevale di Venezia, ci sono molte altre manifestazioni carnevalesche organizzate localmente: tra i più importanti il “Carnevale del Veneto” di Casale di Scodosia giunto alla sua 65° edizione e celebre per la sua grande sfilata di carri mascherati! Quest’oggi però vi presenterò “Cromatica”, la novità del Carnevale 2013 in Veneto che viene proprio da Padova!

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padova,veneto,turismo padova,turismo veneto,carnevale,carnevale di padova,cromatica 2013,cromatica carnevale padova,carnevale padova,2013,blog di padova,padova blog,padova eventi,padova culturaDa martedi 5 a martedi 12 febbraio, Cromatica proporrà un susseguirsi di eventi ed iniziative pensati per proporre il Carnevale come una nuova ricorrenza nel costume e nella vita sociale della cittadinanza:  un percorso innovativo e stimolante, che segua la tradizione ma anche una concezione  creativa e contemporanea del carnevale. Il centro storico verrà suddiviso, idealmente e non solo, in 4 aree colorate corrispondente a 4 diverse esperienze sensoriali. Giallo (stimolante, creatività, allegria, scintilla), Rosso (energizzante, emozioni, passione, energia), Verde (equilibrio, natura, riutilizzo, bio), Blu (rilassante, relax, riflessione, armonia). In questo modo ciascuna area pedonale sarà connotata con specifici percorsi cromatico-tematici, che interagiranno con le attività commerciali e le infrastrutture cittadine.

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Un carnevale pensato per stimolare positivamente il pubblico con un nuovo spirito di rinascita collettiva attraverso l’uso del colore, e coinvolgere turisti, visitatori, cittadini ed esercentiOgnuno seguendo la propria fantasia, il proprio spirito, il proprio umore, la propria intraprendenza potrà quindi interpretare questa settimana di carnevale a proprio piacimento con l’obiettivo comune di colorare Padova. 

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Total-look o piccoli dettagli colorati che con poco sforzo potranno consentire al turista, al cittadino, all’esercente di essere protagonista di Cromatica. Un carnevale accessibile ed accattivante per chiunque voglia vivere questa festa a costo zero, valorizzando la propria creatività. Come? I cittadini e i turisti, indossando i colori ad esempio! In modo semplice, moderno ed elegante e facendo quindi affidamento alla propria inventiva oppure ricorrendo a costumi e mascheramenti tradizionali. Gli esercenti potranno aumentare la loro visibilità allestendo i propri spazi in linea con lo spirito colorato e gioioso dell’evento, oltre a proporre piccoli eventi e promozioni. Agli esercenti che vorranno essere protagonisti del network di Cromatica consiglio di cliccare qui per tutte le informazioni! 

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Il nuovo carnevale padovano vuole elaborare un network di realtà già presenti nel territorio, affiancandole ad un ricco programma di eventi creati ad hoc, un contenitore multidisciplinare coordinato da un’offerta culturale mirata a soddisfare qualsiasi pubblico: bambini, famiglie, giovani e adulti. Tra gli eventi in programma mi piace segnalare ill minitour per Padova assieme a Paola Tellaroli, autrice del libro “101 cose da fare a Padova almeno una volta nella vita” di cui anche noi abbiamo parlato, le commemorazioni dell’8 febbraio  1848 (giornata importante per Padova in cui popolani e studenti dettero vita ad una dei primi moti risorgimentali europei contro i soldati del’Impero Austro-Ungarico) da parte della goliardia, la vita notturna nei clubs della città come la serata al Fishmarket dedicata al Rocky Horror Picture Show, gli aperitivi, i dj-set, i concerti jazz, gli appuntamenti con Sugarpulp e la  letteratura di genere noir, pulp, thriller, il concerto “Cromatica live” di domenica 10 in piazza dei Signori con gli Ska-J, le performance, il teatro…insomma davvero tanta roba! Mi sembra una bella idea, un’iniziativa molto carina questa Cromatica!

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E voi siete pronti a partecipare e a tirare fuori tutta la vostra creatività e fantasia? Come vi cromatizzerete?? Ai turisti che saranno a Padova la prossima settimana suggerisco la Padovacard, uno strumento che vi consentirà di visitare la città e le sue attrazioni culturali in modo molto vantaggioso!

E a chi verrà in Veneto ed in particolare a Padova, dalle regioni più lontane della nostra bella Italia suggerisco i voli low cost su expedia e di cromatizzarsi per l’occasione! Dai che “ne faremo di tutti i colori!” 🙂 

Visitate il sito ufficiale! http://www.carnevalepadova.com/

 

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Alberto Botton

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Buon lunedì a tutti! Che TRISTEZZA! Per uno che ama la propria città, aprire il giornale come ho fatto qualche giorno fa e leggere articoli come questo dal titolo “Dormire è un diritto. Il Ghetto insorge contro lo spritz”, fa male, molto male! (foto sulla destra presa da “Il Mattino di Padova” online) Può sembrare esagerato ma vi assicuro non lo è…E’ più forte di me, sono cose che mi fanno proprio male. Padova è una città universitaria vissuta da moltissimi giovani e questa è una ricchezza, anche se qualcuno di questi giovani eccede nell’alcohol e quindi eccede nella maleducazione. Padova potrebbe essere una città con una vitalità molto più accentuata, attrarre più turismo, offrire servizi e opportunità per uno stile di vita da città europea invece di tanto in tanto escono fuori queste lamentele da paesotto…

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Intendiamoci, posso capire il disagio di questi residenti con le finestre che danno su vicoli stretti del ghetto dove il rumore si propaga e rimbalza contro le pareti delle case-torri e si propaga (foto a sinistra dall’account flickr di Simosprizz) ma leggendo questi articoli pare che la soluzione prospettata o la richiesta velata sia quella di anticipare ancor di più la chiusura costringendo gli esercenti a chiudere definitivamente. Fatemi capire cari residenti, sarebbe questa la soluzione? Chiudere il centro e lasciarlo in mano agli spacciatori? Personalmente riterrei più sensato pensare a qualche progetto tramite il quale fossero i giovani stessi ad essere responsabilizzati, ferma restando una maggior tolleranza da parte dei residenti di un centro storico, non di un quartiere dormitorio o di una zona di campagna.

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BASTA!!! Da cittadino padovano, non residente in centro storico, sono esasperato almeno quanto questi miei concittadini che non riescono a dormire. Sono anni, troppi anni che leggo di proteste dei residenti che hanno di fatto portato solo ad una crescente desertificazione del centro storico il cui effetto è stato quello di attirare presenze decisamente meno rassicuranti. Insomma ho quasi il timore che molti di questi residenti o forse, più probabilmente, qualcuno di particolarmente influente, consideri il centro storico come un’estensione del proprio salotto! No, non funziona così. IL CENTRO STORICO NON APPARTIENE AI RESIDENTI così come non appartiene a giovinastri/e che non reggono l’alcohol e non sanno comportarsi civilmente!

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Ovunque, nel mondo, una città che vuole proporsi anche come città turistica come mi pare voglia fare Padova, oltre ad offrire bellissime attrazioni culturali da visitare, organizzare mostre ed eventi, valorizzare i prodotti enogastronici dal territorio, cerca di offrire anche qualcosa in termini di divertimento, spettacoli, vivacità e vitalità serale/notturna. Io da padovano, amante della mia città, sarei felice se la mia città offrisse di tutto e di più, se i turisti, se le persone che vengono a lavorare qui, se gli studenti fuori sede, gli erasmus, se la gente di passaggio testimoniasse e toccasse con mano una Padova aperta, dove la sera, dopo aver lavorato o studiato, si possa uscire in tutta serenità, cenare anche tardi, ascoltare un po’ di musica dal vivo, chiaccherare e ricaricare le energie per ripartire il giorno dopo (nella foto sulla sinistra una mia foto di un concerto presso “La Mela di Newton”, circolo Arci ed uno dei pochi locali del centro storico che propone musica dal vivo)

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Sempre dalle pagine de “Il Mattino di Padova”, l’assessore Marco Carrai (immagine da padovanet), ovviamente a conoscenza di questi problemi dice “Con la nuova normativa nazionale i bar possono tenere aperto 24 ore su 24, sempre. Tutti i giorni. Noi stiamo difendendo con i denti l’ordinanza che impone la chiusura a mezzanotte che ci sta costando diversi ricorsi al Tar“(leggi l’intero articolo). Ma val la pena difendere questa ordinanza contro una normativa nazionale? Aggiunge Carrai  “Capiamo l’esigenza dei ragazzi di trovarsi la sera, non possiamo di certo impedire che restino a chiacchierare oltre l’orario di chiusura del bar ma invece siamo intransigenti con chi fa il furbo e somministra bevande oltre la mezzanotte. Mi pare un buon equilibrio“. 

No, secondo me no, non è un buon equilibrio…è vero gli studenti fuori sede ed i turisti non votano ma le poliche urbane di una città come Padova dovrebbe includere tutti i city users della città per cui a mio avviso l’ordinanza di chiusura anticipata dei locali a mezzanotte è troppo penalizzante per la città! Parlando con alcuni baristi del centro storico ho scoperto che capita di mandare via, non senza imbarazzo immagino, compagnie o gruppetti di turisti italiani e anche stranieri che si sarebbero trattenuti oltre la mezzanotte…

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Si parla e si vuole, giustamente, valorizzare il turismo congressuale con la realizzazione del nuovo centro convegni dietro la Fiera e poi è questa l’accoglienza che riserviamo a chi viene in città da tutta Italia e da tutto il mondo? Gli impediamo di bere una birra oltre la mezzanotte? Non gli facciamo trovare locali che facciano musica dal vivo in centro storico? Mi pare ce ne siano pochini…Non credo che la città ne ricavi una buona immagine…Come evidenzia la tabella sulla sinistra (da N. Leotta “Città multifunzionale per una domanda multimotivata”) i “consumatori urbani” o city users o semplicemente i fruitori di una città non sono solo i residenti e quindi turisti culturali, convegnisti, lavoratori, studenti esprimono una domanda di servizi che a volte indipendente rispetto a quella dei residenti ma che andrebbe comunque soddisfatta.

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Mauro Cinefra, responsabile Fiepet della Confesercenti, ha scritto una lettera aperta ai residenti del ghetto ricordando come la Confesercenti sia “ il punto di riferimento per un numero rilevante di baristi del centro storico di Padova e del ghetto. Cercano da sempre una pacifica convivenza con i residenti.Collaborano con la nostra mediazione a cercare le buone prassi che permettano la quadratura del cerchio ovvero la redditività economica delle loro aziende e il diritto sacrosanto dei residenti di vivere e dormire in Ghetto.

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Ricorda inoltre Cinefra che gli esercenti hanno dovuto accettare moltissime limitazioni e restrizioni nell’esercizio delle loro attività tali da far desistere più di qualcuno nel proseguire la propria attività e comunque da mettere in seria difficoltà chi continua ad alzare le serrande del proprio locale. Conclude Cinefra “Siamo disponibili al dialogo ma a tutto c’è un limite, l’emorragia culturale, economica, di vivibilità di una zona delicata di Padova deve essere arrestata. Un centro, un ghetto vuoto di residenti, di attività economiche, di manifestazioni musicali, culturali, di mercati, non ha senso. E’ pronto per la consegna alla delinquenza occasionale o organizzata locale o di importazione. Non ce lo possiamo permettere, nessuno di noi. Le assunzioni di responsabilità ce le siamo prese tutte e ribadendo la disponibilità al dialogo e condannando infrazioni e inciviltà che consigliamo ai residenti di denunciare, non possiamo tollerare la morte del ghetto e del suo indotto (centinaia di persone e famiglie che vivono di questo). Continuiamo a collaborare con il Comune di Padova per trovare un giusto equilibrio che permetta a chi la fruisce residenti city users e turisti di trovarla viva e attrattiva. No invece a un suicidio assistito del ghetto perchè il silenzio che verrà quello si sarà per sempre.

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Come non essere d’accordo? Ma ci rendiamo conto che in centro storico si possono contare sulle dita di una mano i locali che propongono musica dal vivo, (a destra un’immagine del concerto per la festa del ventennale dell’Anfora di via dei Soncin) e si avanzerebbero probabilmente delle dita? Ci sono molti eventi, molte iniziative organizzate a Padova che noi stessi di questo blog nel nostro piccolo cerchiamo di promuovere, ma la regola è che a mezzanotte chiude tutto e che da ben prima il centro storico inizia a svuotarsi ed è nella desertificazione che i luoghi, le vie, le piazze possono essere occupate da gente con intenzioni malavitose a danno delle percezione di sicurezza degli stessi residenti del centro storico. 

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Quest’estate in seguito ad un’aggressione in Piazza dei Signori ad una studentessa spagnola a Padova per l’Eramus, una madre ed una cittadina, Elisabetta Beggio, residente in centro storico ha deciso di impegnarsi in prima persona dando vita al “Movimento del buonsenso” con l’intento di proporre, con un atteggiamento costruttivo, iniziative concrete per contribuire alla soluzione dei problemi e al miglioramento della città (leggi qui). Ebbene, da quest’estate il “Movimento del buonsenso” ha, ad esempio, promosso una raccolta firme per chiedere l’annullamento dell’ordinanza di chiusura ancicipata a mezzanotte dei locali o quantomeno posticipata raccogliendo il sostegno di molti esercenti. La raccolta firma è giunta a quota 4740 ma la petizione continua. La richiesta nasce proprio dalla consapevolezza del ruolo di presidio sociale che esercizi e clienti possono rappresentare a favore della sicurezza di chiunque viva la città. Non solo raccolta firme comunque…Il Movimento del Buonsenso ha inoltre ideato e, assieme agli esercenti che hanno aderito, sta portando avanti il progetto “Agorà”, un’iniziativa grazie alla quale si vuole allargare lo spazio pubblico anche all’interno dei locali (permettendone la frequentazione ad orari e giorni stabiliti senza obbligo di consumazione), spazio pubblico inteso come luogo di dialogo, di incontro perchè è proprio dall’incontro e sopratutto dal confronto tra persone anche le più diverse tra loro che possono nascere idee, collaborazioni, stimoli che non sono possibili se ognuno si ritirasse sempre nella propria abitazione. Il progetto Agorà non si ferma certo quì. Il Movimento del Buonsenso, anche con la collaborazione di persone incontrate lungo il cammino, come il sottoscritto, vuole portare all’interno di questi locali eventi, cultura e divertimento e tutto quanto si riuscirà ad organizzare per ravvivare il centro storico e per offrire delle alternative a quei giovani che si sono adeguati a far serata solo bevendo in compagnia, alcuni dei quali eccedendo con il tasso alcolico, sono senz’altro tra i responsabili degli schiamazzi che tanto disturbano i residenti. Abbiamo già messo tanta carne al fuoco in questo post ma del Movimento del Buonsenso e delle sue iniziative parlerò in modo più approfondito la prossima settimana! 

Alberto Botton

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IMG_0276.JPGBuon venerdì! Preferisco non chiedervi com’è andata la prima settimana di rientro dopo le feste natalizie visto che, molto probabilmente, non riceverei altro che mugugni ed insulti. Spero comunque che abbiate avuto modo, tra un panettone e una sciata, anche di riposarvi un po’ per tornare belli tonici per questo fine settimana che va da venerdì 11 a domenica 13 gennaio. Se è vero infatti, come ci siamo detti venerdì scorso, che l’”Epifania tutte le feste porta via” a vedere gli eventi in programma per questo week end a Padova e Provincia verrebbe proprio da esclamare “e per fortuna!”. La città sta riprendedo i suoi ritmi abituali, risvegliandosi dal letargo festivo, e ricominciando ad offrire quel ricco carnet di eventi a cui siamo affezionati e di cui abbiamo sentito la mancanza nelle due settimane passate.

solo duo.jpgCoinciamo con la musica classica che in questo fine settimana propone tre appuntamenti di spessore. Si comincia venerdì 11 gennaio alle 20.45 all’Auditorium Pollini con gli Amici della Musica di Padova che propongono il concerto “Solo Duo” con Matteo Mela e Lorenzo Micheli alla chitarra. Partendo da Les guitares bien tempérées op.199 di Mario Castelnuovo-Tedesco, i due virtuosi delle sei corde proporranno un raro repertorio a due- Rossini, Debussy, Giuliani- e  importanti brani solistici di De Falla e Britten dedicati a Debussy e John Dowland.

Nell’ambito della XX Stagione Concertistica Internazionale 2012-2013, domenica 13 gennaio 2013 alle 16.00 a Palazzo Zacco Armeni (Prato della Valle 82), l’Associazione AGIMUS di Padova offre, il recital pianistico di Sasha Grynyuk. Il pianista, vincitore del Primo Premio BNDES International Piano Competition di Rio di Janeiro, e primo premio al Grieg International Piano Competition (Norvegia), eseguirà musiche di Bach, Busoni, Haydn, Beethoven, Gulda, Stravinskye Agosti.

Tchaikovsky e il suo immortale “Lago dei Cigni” sono invece protagonisti al Gran Teatro Geox venerdì 11 gennaio 2013 alle 21.15. Sul palco della struttura di Corso Australia salirà il Balletto di San Pietroburgo, diretto da Kirill Šmorgoner, coreografo, Artista Emerito di Russia, maitre-de-ballet, vincitore di numerosi concorsi di balletto internazionali. Al momento ci sono ancora biglietti disponibili.

zerocalcalre.jpgSempre dal Geox partiamo per la nostra carrellata dei concerti di musica leggera del fine settimana. Sabato 12 gennaio è il turno di Alice, affascinante e poliedrica voce della musica italiana che presenterà al pubblico padovano “Samsara”, nuovo album di inediti prodotto da Steve Jansen, Francesco Messina e Marco Guarnerio.
Molti sono gli spazi e i locali che riprendono la loro attività in questo fine settimana. A cominciare dal C.S.O Pedro che propone venerdì e sabato due appuntamenti decisamente interessanti. L’11 gennaio alle 21.00 si terrà in via Ticino 5 la presentazione del nuovo fumetto, edito da Bao Publishing, “Un Polpo alla Gola” di ZeroCalcare, artista che vanta prestigiose collaborazioni con il quotidiano Liberazione, il settimanale Carta e il mensile XL di Repubblica. A partire dalle 23.30 U.Net & DJ Stile (RomeZoo) presentano “Louder Than a Bomb” esperimento letterario e musicale, mix tra una lezione di storia hip hop e uno spettacolo teatrale. Un viaggio attraverso le origini e l’esplosione dell’hip hop, quando da cultura underground radicata nell’ambiente urbano divenne un fenomeno mainstream con largo seguito nelle aree suburbane. Cambio di genere musicale per sabato 12 dicembre con la “Padova Reggae Dancehall Connection”, gigantesco dj set a base di Ska, Rocksteady, Roots, Rub A Dub, Dancehall e Hip-Hop. Tutto da ballare.

cipria.pngInteressante esperimento di clubbing night al femminile quello proposto sabato 12 gennaio al Fishmarket con la prima serata di “Cipria”. Al dancefloor, che ospiterà il producer e dj californiano Baptiste Zimmer, si alterneranno un’atmosfera da salotto pomeridiano, con cupcakes e marshmallow per tutti, un punto d’instant styling, l’esposizione della collezione di una giovane fashion designer-“Passato Imperfetto” di Maria Cristina Cerulli– e l’allestimento a tema “Mirror Mirror” a cura delle Cornacchie della Moda. “Non è la festa della donna– assicura l’organizzazione- quindi gli uomini sono ben accetti”. La sera prima, venerdì 11, sempre il Fishmarket ospiterà Madaleine, progetto electro-rock del cantante dei Nomadi Cristiano Turato.

1000Brasili2.jpgDoppio appuntamento con la musica anche al Circolo La Mela di Newton di via della Paglia. Venerdì 11 gennaio Andrea ‘Enea’ Rigato e Francesco Mattarello presentano “1000 Brasili”, un viaggio nelle musiche popolari del paese sudamericano con brani di musica Sertaneja, Caipira, Gauchesca, di Baião, di Forró, riarrangiati e, a volte, tradotti. Sabato 12 gennaio sarà invece la volta del folk singer italiano Vincent Casanova in arte “The Man and The Lake”. Suggestive atmosfere a base di chitarra, banjo, mandolino e ukulele.

Se la vostra passione è invece il Fado non potete mancare venerdì 11 gennaio ai Carichi Sospesi di vicolo Portello 12. Luisa Erano alla voce e Guido Rigatti alle chitarre, violoncello e liuto portoghese, ci riempiranno dello “stupore, malinconia, commozione improvvisa e apparentemente immotivata, visioni, percezione del proprio battito cardiaco” provocati da questa musica nata a Lisbona e Coimbra per poi diffondersi, in maniera quasi virale, in tutto il mondo.

Guido Rigatti2.jpgSabato 12 gennaio sarà, invece, l’ultimo appuntamento con la rassegna Teatro per Amore dedicata alle compagnie non professioniste. Sul palco dei Carichi Sospesi la compagnia Teatronexus porterà in scena Salt Lake City, “amara buffonata” in 2 atti, di Marco Silvestrini. Sette storie, collegate fra loro, di sette ragazzi, fra studenti e lavoratori, della provincia americana che per una ragione o per l’altra, vogliono recarsi a Salt Lake City, punto di partenza o di arrivo di una vita pronta a decollare o ad atterrare definitivamente. Uno spettacolo “per gli anni ’70, dagli anni ’70, dedicato agli anni ’70. Non è uno spettacolo SUGLI anni ’70. I fatti che li riguardano prendono vita nel 1972, ma è un tempo arbitrario, perché come eterne e senza definizioni sono le pulsioni che muovono questi personaggi, allo stesso modo senza limiti è il tempo che scorre, avanti e indietro. In questo senso la pièce è un viaggio nei concetti e nei fatti precedenti e successivi a questa epoca”.

verdi.jpgE’ ripresa, dopo la pausa natalizia, anche la stagione teatrale del Teatro Verdi. In cartellone questo fine settimana la piece “Oscura Immensità”, tratta dal romanzo “L’oscura immensità della morte” di Massimo Carlotto, con Giulio Scarpati e Claudio Casadio e la regia di Alessandro Gassmann. Nel romanzo Carlotto racconta un tragico fatto di cronaca, avvenuto nella provincia del nord-est italiano, mettendo a confronto vittima e carnefice, entrambi lacerati da rispettivi drammi personali. “Chi deve perdonare colui che ha commesso un delitto e che sta scontando una pena detentiva o è rinchiuso nel braccio della morte? I familiari della vittima o lo Stato? O entrambi?” si chiede l’autore- La ragione, la politica, la religione, la filosofia non sono ancora riuscite a dare una risposta esauriente e in grado di soddisfare coloro che hanno sofferto il danno irreparabile della perdita di un loro caro, per mano assassina, perché prevalgono sentimenti ancestrali che offuscano, accecano, trasformando l’esistenza in una oscura immensità”.

occidente-solitario.jpgAl Teatro Mpx la Compagnia Gli Ipocriti mette in scena, venerdì 11 gennaio 2013 alle 21.00 “Occidente Solitario” di Martin McDonagh con Claudio Santamaria e Filippo Nigro. Regia di Juan Diego Puerta Lopez. “Una commedia nera, concentrata in una stanza, dove delirio e stravaganza s’incontrano con umorismo e cinismo, confessioni senza salvezza si alternano a suicidi e vecchi omicidi di famiglia.– questa la sinossi del regista-  La crudeltà si sottrae alla morale e si manifesta come gioco, ritmo, energia e se i personaggi aprono bocca è per insultare, rivendicare o compiangersi. La giusta chiave di lettura di questo testo ce l’ha indicata Samuel Beckett quando ha affermato: “Non c’è niente di più comico dell’infelicità”.

Mostra Madagascar_AAC1786.jpgChiudo questa lunga panoramica segnalandovi l’apertura, a partire da sabato 12, della mostra fotografica di Massimo BrancaMadagascar. Une belle vie, une belle mort” al Sottopasso della Stua in largo Europa. Massimo Branca e Riccardo Bononi raccontano il rituale del Famadihana nel cuore rurale del Madagascar. Ogni tre anni le famiglie dei malgasci si riuniscono attorno alle tombe, riesumano gli antenati e per tre giorni e tre notti ballano con loro, bevono insieme rum artigianale, mangiano a sazietà, parlano con loro e li aggiornano su quanto è successo al villaggio. Dalle fotografie emerge il rapporto con la morte di un popolo, la commistione temporanea tra vivi e morti, con un’attenzione all’alterità che si riflette anche nelle immagini, tra movimenti di massa, terra rossa, band musicali e sacrifici di zebù.

Che altro dirvi? Mi auguro che passiate un piacevole weekend nella nostra bellissima città. Se siete qui di passaggio vi ricordo i siti del Consorzio di Promozione Turistica di Padova e del Turismo Padova Terme Euganee. Nonchè il portale Padova Cultura, dove potete trovare tutti gli eventi che mi fossi eventualmente dimenticato di segnalare

Ci rivediamo venerdì prossimo.

Buon fine settimana

Giuseppe Bettiol
finesettimana@giuseppebettiol.it

 

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Ciao e  bentrovati nell’anno nuovo. Buon 2013 a tutti!

Come primo post dell’anno ho pensato di segnalarvi 3 grandi appuntamenti con l’arte e la cultura che Padova proporrà nei prossimi mesi. Visitando il sito Padova Cultura è possibile sapere quali sono le mostre aperte al momento (la rassegna RAM di arte contemporanea continua per tutto gennaio ed oltre) e restare aggiornati sugli eventi in programma e sulle esposizioni che verranno inaugurate prossimamente. Tra di queste ce ne sono alcune che spiccano e che rappresentano senz’altro delle vere e proprie mostre-evento in grado di attirare l’attenzione e soprattutto molti visitatori..almeno questo è nelle aspettative di chi le sta organizzando.

Sto parlando della mostra di De Nittis promossa dalla Fondazione Bano che aprirà presso Palazzo Zabarella il 19 gennaio, della mostra della ricca collezione d’arte di Pietro Bembo, dedicata al Rinascimento, dal 2 febbraio, alla quale sarà collegato un nuovo premio, il Premio Pietro Bembo, rivolto alle Associazioni culturali che operano in città, con l’obiettivo di realizzare delle produzioni artistiche in onore di questo illustre letterato, stimolando così le forze attive a partecipare alle proposte culturali e agli eventi realizzati nel territorio. Non solo. In Aprile, presso nel prestigioso Salone del Palazzo della Ragione, aprirà anche l’interessantissima mostra dedicata ai Veneti Antichi, un viaggio alla riscoperta della nostra storia! Non male direi! Che ne dite?

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Dal 19 gennaio al 26 maggio, Palazzo Zabarella ospiterà quindi un grande evento e cioè la mostra di De Nittis che porterà a Padova 120 capolavori provenienti dai più prestigiosi musei e collezioni pubbliche italiane e francesi che costituiranno il percorso espositivo della più importante mostra mai realizzata su uno dei protagonisti assoluti della pittura dell’Ottocento europeo. 

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La rassegna, curata da Emanuela Angiuli e Fernando Mazzocca, è promossa dalla Fondazione Bano di Padova e dalla Fondazione Antonveneta, ed è un’ulteriore tappa del progetto decennale sulla pittura dell’Ottocento italiano, che in passato ha già rivolto l’attenzione, tra gli altri, su Hayez, Boldini, Signorini, i Macchiaioli, il Simbolismo in Italia. Si tratta di un’artista di statura internazionale, essendo De Nittis il più grande insieme a Boldini degli Italiens de Paris, poichè riuscì a reggere il confronto con Manet, Degas e con gli Impressionisti con cui ha condiviso, pur nella diversità del linguaggio pittorico, l’aspirazione a rivoluzionare l’idea stessa della pittura promuovendo quell’autonomia dell’arte che sta alla base della modernità. E come i francesi, ha affrontato gli stessi temi: il paesaggio, il ritratto e la rappresentazione della vita moderna, catturata nel caso di De Nittis nelle strade delle due metropoli che erano in quegli anni le grandi capitali dell’arte e della mondanità: Parigi (a fianco il dipinto “Rue de Paris with Carriages”) e Londra. Un grande artista dunque che non si è mai negato alla mondanità, anzi, in virtù del suo fascino e della sua capacità di intrattenere, fece della sua casa parigina un punto d’incontro di intellettuali e artisti, tra i quali Zola, Oscar Wilde, Daudet, Dumas figlio, i Goncourt, Manet, Degas.

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Dal 2 febbraio al 19 maggio, presso il Palazzo del Monte di Pietà ci sarà la grande mostra “Pietro Bembo e l’invenzione del Rinascimento” che la Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo dedicherà al Bembo, letterato e mecenate, nonchè inventore del Rinascimento, e alla sua ricca collezione di opere d’arte, ora dispersa in numerosi musei internazionali. Dopo la Padova di Giotto, di Donatello e Mantegna, si apre una fiorente stagione in cui la città patavina è baricentro della cultura artistica internazionale: è la Padova di Pietro Bembo, inventore della lingua volgare, e della sua famosa residenza situata nell’attuale via Altinate che, all’epoca, fu denominata “la Casa delle Muse” o “Musaeum”, precursore del moderno museo. La mostra ospiterà dipinti di Bellini, Giorgione, Tiziano e Raffaello provenienti dal Louvre, da Budapest, Vienna, dal British Museum di Londra e dalla National Gallery of Art di Washington, sculture antiche, gemme, bronzetti, manoscritti miniati, monete rare e medaglie conservati originariamente nella dimora del Bembo.

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Come preannunciato, contemporanemente alla mostra di Bembo, lAssessorato alla Cultura del Comune di Padova, in collaborazione con la Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, nell’ambito degli interventi tesi a favorire la crescita culturale della propria comunità e, nel contempo, a incentivare l’attenzione verso una straordinaria stagione che la presenza del Bembo ha generato nella nostra città, promuove il “Premio Pietro Bembo”Il Premio è rivolto alle Associazioni culturali che operano in città, con l’obiettivo di realizzare delle produzioni artistiche in onore di questo illustre letterato, stimolando così le forze attive a partecipare alle proposte culturali e agli eventi realizzati nel territorio. Le associazioni culturali della città sono invitate a ideare e sviluppare delle produzioni artistiche in onore di Pietro Bembo”: dramma, commedia, satira, recital, reading . Le idee dovranno pervenire all’Assessorato alla Cultura entro il 28 gennaio. Entro il 15 febbraio si darà esito dei progetti pervenuti, con l’assegnazione del Premio. La mise en espace dei progetti vincitori sarà entro il 3 marzo 2013Scarica il regolamento del concorso: http://www.fondazionecariparo.net/wp-content/uploads/2012/12/Premio-Pietro-Bembo.pdf.

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Dal 6 aprile al 17 novembre presso il Palazzo della Ragione, altro grande evento che questa volta ci porta alle origine della nostra storia. Sto parlando della mostra “VENETKENS. Viaggio nella terra dei Veneti Antichi”, una mostra che si annuncia dal grande fascino! Da “IPadovaOggi” apprendo che i Veneti antichi erano “un popolo da sempre circondato da un alone di mistero, al pari di altre genti dell’Italia preromana. I reperti più importanti trovati nel corso di più di un secolo di ricerca e alcune straordinarie novità dagli scavi archeologici, presentati attraverso un allestimento ad alta tecnologia, con ricostruzioni di grande impatto emotivo.  Una sorta di grande sintesi aggiornata di tutte le conoscenze, che farà luce su questa popolazione che si affermò nell’Italia nord-orientale al volgere del secondo millennio prima di Cristo e che proprio a Padova costituì uno dei suoi insediamenti principali. Promossa e organizzata da Assessorato alla Cultura del Comune di Padova, Soprintendenza per i Beni Archeologici del Veneto e Gruppo Icat, la mostra è dunque un’occasione per vedere riuniti, in un percorso espositivo concepito come un viaggio nel tempo – l’intero I millennio a.C. – e nello spazio – dal Delta del Po alle alture pedemontane e alpine – duemila reperti, materiali solitamente dislocati in luoghi diversi o non visibili al pubblico”.

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Nel corso della presentazione l’assessore alla cultura Andrea Colasio ha detto “per la prima volta viene presentata la civiltà degli antichi Veneti in modo articolato ed esaustivo, una grande storia che attraversa un millennio; finora è stata raccontata a pezzi, ora lo faremo a livello globale e sistemico. L’esposizione farà capire al grande pubblico che abbiamo una storia da raccontare pari a quella di altre popolazione antiche, come gli Etruschi”. Assolutamente si, dico io, e spero che un giorno si riesca a costruire un percorso espositivo dedicato alla storia di Padova nella sua interezza, anzi, a me piacerebbe che a Padova trovasse posto un museo dedicato alla storia di Padova, dalla fondazione ad oggi. Tornando ai Veneti, Questa mostra -ha affermato il soprintendente per i Beni archeologici del Veneto Vincenzo Tinèdà giustizia ai Veneti, che non hanno niente da invidiare ad altri popoli a loro contemporanei, più conosciuti al grande pubblico. Rende evidente che nel mosaico culturale che è all’origine dell’Europa i Veneti hanno giocato un ruolo importante; per questo pensiamo che potrà essere proposta anche all’estero, diventando una mostra itinerante. Saranno esposti i pezzi più famosi, dalla situla Benvenuti alla dea Caldevigo e le nuove scoperte“. Approfondisci ulteriormente leggendo quì.

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Davvero grandi mostre in grado di interessare moltissime persone sicchè ritengo che le aspettative affinchè questi eventi riescano ad attirare visitatori e turisti da fuori città siano senz’altro ben motivate dalla qualità della proposta! Come sempre in questi casi segnalo siti di interesse per visitatori e turisti quali quello della PadovaCard per approfittare di sconti e promozioni (nonchè molte gratuità), per visitare la città e le sue attrazioni turistiche ed anche le mostre di cui ho parlato oggi risparmiando, il sito di Turismo Padova Terme Euganee, ed il sito di Padova Cultura.


Enjoy Padova!


Alberto Botton

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Questo è uno dei periodi dell’anno che non amo particolarmente, anche perché essendo a Milano appena da due settimane, devo ammettere di avere un po’ di nostalgia di casa. Quella malinconia che risolveresti con un abbraccio, un buon bollito alla Padovana o meglio ancora con tanti dolciumi: biscotti, panettoni, torte possibilmente realizzati dai maestri pasticceri Padovani. E siccome, non mi faccio mai mancare qualcosa di zuccherato nemmeno dopo un qualsiasi pranzo o cena, in questo post ho deciso di ammorbidirvi (dato che sarà un “postone weekend” in stile Giuseppe) raccontandovi le deliziose specialità padovane, passando dai zaleti a tutti i dolci di Sant’Antonio realizzati dalla pasticceria Artigianale del Carcere di Padova.

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Mi soffermo brevemente, dato il mio attaccamento ad un frutto piccolo e simpatico come la giuggiola di Arquà Petrarca, a parlarvi di un biscotto simpatico come il “zaleto con le giuggiole” (foto dal blog de “La cucina di Albertone”), citato anche nella commerdia “La buona moglie” di Carlo Goldoni” del 1749. Lo Zaleto in questa versione esclusivamente Padovana è di colore giallo perché realizzato con farina di granoturco, zucchero, uova, pinoli, limone ed imbiancato con zucchero a velo. Da inzuppare in questo caso nello zibibbo oppure accostato ad un buon passito fior d’arancio dei Colli Euganei.

A seguito di una menzione, nella puntata del TG5 della settimana scorsa, sul panettone del Santo realizzato dai ragazzi del Carcere di Padova, mi sembrava doveroso, ricollegarmi ai temi sociali affrontati da Alberto in questo post, parlando appunto di queste mani “sante”, che offrono una vasta scelta di prodotti, tra i tanti il panettone scelto da Papa Benedetto – chissà se si meriteranno una menzione in un tweet da Pontifex_it – .

Vorrei dedicare questo parte di post ad un professore di nome Giorgio (Joio per gli amici) che ha tenuto due lezioni di cucina a me e ai miei ex compagni di corso, presso la prestigiosa Accademia di Arti e Mestieri Alimentari in Via Due Palazzi, a Padova. Voglio dedicarglielo perché ha trascorso parte della sua vita ad insegnare ai ragazzi della pasticceria del Carcere di Padova, dove anche se l’ambiente non è dei migliori, ha avuto delle grandissime soddisfazioni.

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Come potrete osservare sul sito, il primo dolce che viene presentato è la Noce del Santo, appunto perché dopo un’approfondita ricerca storica e un pizzico di creatività, sono partiti dalla noce – frutto caro al Santo che proprio su un albero di noce fece costruire la sua cella a Camposampiero (PD) – e attraverso la realizzazione sono riusciti a conciliare un sapiente equilibrio di ingredienti prendendo il vecchio (noci, nocciole, mandorle, ecc.) amalgamandolo con il nuovo modello di alimentazione del tempo (farina integrale di frumento) e avendo come base la specialità del lievito naturale. Questa raffinata delizia esaltati dallo zucchero di canna e dal miele, ha ricevuto il Premio “Dino Villani” 2010.

Da sempre appassionata di frutti “settembrini” mi sono stupita nel leggere la storia della realizzazione della Corona del Santo, una morbida pasta frolla dai profumi e sapori del Trecento Padovano: con all’interno un cuore di fichi, orzo e zenzero. Dedicato ad un Pellegrino diretto a Sant’Antonio poiché i fichi danno sostegno fisico, ma soprattutto spirituale ed alleviano le sue fatiche con la loro dolcezza. In quegli anni c’era anche l’ascesa della farina bianca, simbolo della Borghesia nel distinguersi da chi utilizzava quella scura, perciò questo dolce è stato realizzato con farina d’orzo integrale per augurare al pellegrino una delle qualità più importanti di ogni cammino: l’umiltà!

Un’immagine molto diffusa è quella di Sant’Antonio, un giovane religioso, con in braccio Gesù bambino che trattiene tra le mani un giglio, simbolo di purezza e virtù. Per questo motivo è stato pensato di realizzare il Giglio del Santo per donare virtù a chi lo mangerà, arricchito di zenzero in quanto in passato si riteneva che curasse molti mali, come la peste che nel ‘600 ha contagiato i padovani, costretti a masticarlo.

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Dei richiami particolari meritano anche i biscotti della vasta gamma di prodotti. I cavalieri (cannella, zenzero e cardamomo che ne conferiscono colore e aroma inconfondibile) dedicati a chi si vuole concedere un piccolo lusso. I contadini (biscottini, già dal nome, dai sapori intensi ma semplici come la nocciola e la castagna) scelti da chi non si ferma alla prima impressione ed infine,  i monaci dal gusto delicato della birra e farine integrali, destinati a loro,  perché figure decisamente importanti per la cultura gastronomica in un’epoca così difficile. 

Meritano una speciale menzione, i panettoni per il sociale: suddivisi in: panettone alla birra il cui ricavato andrà devoluto per la costruzione di infrastrutture, indispensabili alla sopravvivenza, in una zona ancora sconosciuta come Burkina Faso e i panettoni della Fondazione Banco Alimentare Onlus che  recupera e ridistribuisce alimenti ancora ottimi e non scaduti che sarebbero destinati alla distruzione.

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E’ necessario che io concluda questo post con la profumata ed intensa fragranza dei nostri Moscati dei Colli Euganei, il vitigno da cui esso nasce, comprende uve a bacche bianche con grappoli cilindrici, formati da acini sferici di media grandezza e buccia spessa ricoperta da un leggerissimo velo di ” polvere”: la pruina. Questa specie di uva viene appunto denominata Fior d’Arancio ed e’ una D.O.C.G. protetta dal Consorzio. E’ una dolcezza racchiusa nelle bottiglie in versione secca, lo si può bere sia durante i pasti e quindi abbinato ad un buon risotto, nella variante spumantizzata abbinato agli speciali panettoni ed infine passita accostandolo ai biscotti zaetti, cavaliere, monaci e contadini.

Salute!

S.

 

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