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Quest’oggi spazio “guest blogger” aperto a Cristina Vascon (ritratta in questa bella fotografia qui sotto) che già si era presentata ai lettori di questo mio blog con il bel post dedicato ai Colli Euganei e alla loro poesia (rileggi “La poesia dei Colli Euganei”). Quest’oggi il tema è altrettanto interessante visto che Cristina ci parlerà degli emigranti veneti in Brasile a partire proprio dai suoi parenti.

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Spinti sulle navi alla fine dell’Ottocento dal disperato bisogno di un lavoro, gli italiani do Brasil sono oggi amati, rispettati e ben inseriti nell’apparato produttivo del Paese.
 
La stessa Indagine promossa dall’Ateneo di Treviso, nel febbraio del 1878, sulle origini della grande emigrazione verso “la Mèrica”, accerta che gli emigranti non sono né oziosi, né viziosi. Anzi, tre quarti delle risposte concordano sul fatto che “partirono i più intelligenti, onesti, laboriosi”.  Anche “qualche cattivo soggetto, ma la maggior parte era gente laboriosa e senza vizi”, “talvolta illetterati, ma mai ignoranti”. 
 
Nel 1988, ultimo tra i Paesi della terra, il Brasile abolì la schiavitù e le braccia iniziarono a scarseggiare. Nelle regioni del Nord-Est d’Italia, allora, si faceva veramente la fame e il miraggio di una nuova “terra promessa” portò oltreoceano frotte di veneti, trentini e lombardi; il Governo brasiliano cedeva infatti le terre del suo estremo sud a prezzi stracciati. 
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Il mio stesso bisnonno Gio.Batta – Giovanni Battista Vascon detto Giovanni – partì per il Brasile all’età di 44 anni, insieme alla moglie Luigia (35 anni) e ai loro figli: Antonio di 11 – futuro bisnonno della ritrovata cugina Silmara e famiglia – Giuseppe di 8 – mio futuro nonno (con la nonna nell’ultima foto a fondo pagina) – e Sante Maria di 4; il loro quarto figlio, Oreste (vedi foto a destra), nascerà invece in Brasile qualche anno più tardi. Lasciarono il loro piccolo paese – Valle San Giorgio in provincia di Padova – arroccato sui nostri amati Colli Euganei, per imbarcarsi, verso la fine dell’ottobre del 1892, a Genova sul “Michele Lazzaroni”. Sbarcarono, dopo 36 giorni di duro viaggio, a Santos, il 20 novembre dello stesso anno. La loro storia è quella di tutti coloro che decisero, con grande coraggio e sfida, di emigrare alla ricerca di una vita migliore: unastoria commovente e piena di energia e forza di cui non si può non esser orgogliosi e fieri, da cui non si può non esser profondamente colpiti. 

Gli immigrati in Brasile dovettero adattarsi a ogni tipo di lavoro e in pochi riuscirono veramente a far fortuna. Ma con grande caparbietà e coraggio non si dettero per vinti e oggi gli taliàni sono riconosciuti e ben affermati in molti settori, tra cui, un esempio per tutti, quello enologico: uno dei motori trainanti dell’economia del Paese.

I primi coloni, poco propensi a mescolarsi tra di loro, fondarono comunità autonome (linhas) dotate di dialetti propri, i quali subirono un durissimo colpo durante la Seconda Guerra Mondiale, quando Vargas, alleato degli USA,vietò l’uso dell’italiano e del tedesco. Ma nessuna legge, neppure la più severa e dura, può riuscire a cancellare la memoria delle proprie radici, e la lingua degli immigrati, e il taliàn, un mix di veneto e portoghese, riuscì miracolosamente a sfuggire sia alla dittatura sia alla globalizzazione.

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A San Paolo – la “Little Italy” – dove vivono mia cugina Silmara Vascon, suo marito Kazuya (emigrato a 2 anni in Brasile dal lontano Giappone) e la loro famiglia, si stima che gli oriundi italiani siano circa sette milioni: una metropoli che trasuda italianità. I richiami al Bel Paese sono praticamente ovunque, a partire dalla raccolta del Memorial do Imigrante per proseguire con la gastronomia e con l’accento del portoghese parlato in città. Se non bastasse, a San Paolo da oltre cent’anni si pubblica il Fanfulla, settimanale della comunità italiana. 


 

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La Mèrica

Da l’Itàlia noi siamo partiti/Siamo partiti col nostro onore./Trenta sei giorni di màcchina e vapore,/ 

E in Amèrica siamo arrivà./ A l’Amèrica noi siamo arrivati/Non abbiam trovato né paglia, né fieno/

Abbiam dormito sul nudo terreno/Come le bèstie abbiamo riposà./ 

Mà la Mèrica, l’è lunga e l’è larga/E circondata da monti e da piani/E con l’Indùstria dei nostri italiani/

Abbiam formato paesi e cità./

(Angelo Giusti, da Poemas de um imigrante italiano)

 

Cristina Vascon


Grazie a Cristina per questo spaccato di storia del nostro paese  e sopratutto di storia della gente veneta ed italiana emigrante un po’ in tutto il mondo fino a pochi decenni fa. Per approfondire segnalo questo sito: http://www.emigrazioneveneta.com/ ed inoltre il sito dei “Veneti nel mondo” della Regione Veneto.

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Ciao a tutti. Quest’oggi spazio ad una band padovana ed in particolare ad una band che, oltre all’anima rock, ha testa poichè da molto importanza alle parole e a quanto comunica con le sue canzoni. Non a caso definiscono la loro musica “rock pensante”. Spazio “Guest blogger” aperto per i “Maieutica”. Leggiamo e conosciamo questa nuova realtà musicale padovana!

I Maieutica rappresentano una realtà affermata nel panorama musicale locale e non solo, con all’attivo concerti effettuati in tutta la penisola e ottimi riconoscimenti a concorsi di livello nazionale. La scelta del nome non è casuale: ispirandosi all’arte della levatrice socratica, il gruppo usa la forma-canzone come mezzo per comunicare, senza imporre una propria visione del mondo, ma con lo scopo di far emergere i pensieri dell’ascoltatore. Un progetto nato dall’unione di cinque menti differenti che con un lavoro di ricerca musicale e testuale sono riuscite a creare un sound originale basato soluzioni formali, progressioni armoniche e melodiche vicine all’attitude prog/art rock nella sua accezione più pura, ovvero come ‘progressione’, evoluzione di idee.

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Nati a Padova il 25 novembre 2007, dopo soli 7 mesi dalla formazione i Maieutica registrano il loro primo demo autoprodotto Soffoco (giugno 2008) contenente 7 brani. Contemporaneamente iniziano a suonare dal vivo sia in locali di Padova e del Veneto, sia partecipando a numerosi concorsi che, nel bene o nel male, portano al gruppo nuove esperienze e danno spunti di riflessione su cui lavorare. In particolare vengono selezionati per il Concorso Sanremo Rock (Modena) e si qualificano tra i finalisti del Concorso Emergenti Live (Bergamo, diretta televisiva su Sky). Negli anni i Maieutica continuano una vasta attività live che li porta ad esibirsi in molte città italiane ed a collezionare ottimi riconoscimenti in concorsi nazionali. A gennaio 2011 vincono la finale provinciale padovana del Veneto Rock Contest e a marzo esce il loro primo album “Ego Pe(n)sante” dal quale hanno registrato tre videoclip (Cielo. Fine trasmissioni, Occhio narcotico e Ospitalità apparente). A fine 2011 vengono scoperti dal produttore Mirko Defox Galliazzo con cui iniziano a collaborare per l’uscita del loro nuovo album Logos (DeFox Records / Heart of Steel Records, giugno 2012) che vanta anche la collaborazione per registrazione e mixaggio del grande chitarrista Alex De Rosso (Dokken, King of Balance, Joseph Williams, Headrush..). Frutto di un anno di lavoro “Logos” è l’album che lancia il loro Rock Pensante, come i Maieutica provocatoriamente definiscono il loro particolare genere musicale. Il 1 giugno 2012 esce “Sinestetica apparenza”, primo singolo estratto, accompagnato dall’ottimo videoclip realizzato dal giovane regista emergente Riccardo Melato con la collaborazione del collettivo Cantiere Cinema.

Il nuovo album “Logos” è un concept di riflessioni firmato dall’originale sound dei Maieutica che unisce all’energia del rock una introspettiva profondità lirica. Dieci tracce di Rock Pensante che puntano a smuovere gli ingranaggi di menti anestetizzate dal mainstream. L’intenzione è dichiarata fin dalla copertina: immergersi nel mare delle idee per far scaturire il pensiero più profondo che alberga dentro il proprio ego, senza condizionamenti o imposizioni esterne. Le idee, come i pesci, navigano in acque più o meno profonde: più si scende negli abissi e più i pesci sono forti, puri ed astratti. Uno spunto di riflessione che vuole arrivare a tutti, starà all’ascoltatore scegliere quanto in profondità spingersi in questo tuffo nel pensiero. Risultato di un lavoro di ricerca musicale e testuale, Logos mischia ad un rock elettrico shakerato con effluvi metallici, appunti prog e pathos dark wave, testi rigorosamente in italiano che tentano di condurre l’ascoltatore alla riflessione e all’introspezione. 

NDR: Una band molto interessante, vero?? Grazie ai Maieutica per essersi presentati ai lettori questo mio spazio. Per concludere guardate di seguito il videoclip del primo singolo “Sinestetica apparenza” davvero molto bello e girato nel territorio padovano! Sotto al video trovate la “pensante” presenza dei Maieutica nella rete con il sito internet e i social network tramite i quali potete interagire con loro ed essere aggiornati sulle loro iniziative e la programmazione dei loro “live”!

I Maieutica sono: 

Thomas Sturaro – vocals
Matteo Brigo – lead giutar, rhythm guitar, saz
Roberto Guarino – rhythm guitar
Luca Serasin – bass
Mirco Zilio – drums

I Maieutica sono presenti sul web ai seguenti indirizzi
Official Website www.maieutica.info
MySpace www.myspace.com/maieuticapadova
Facebook www.facebook.com/profile.php?id=100000909034848
Youtube www.youtube.com/user/Maieuticapadova
Twitter https://twitter.com/#!/Maieutica
Google+ https://plus.google.com/116773196637000372859
LinkedIn http://it.linkedin.com/pub/maieutica/44/450/811

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Torna quest’oggi la rubrica Padova Creativa con questo articolo curato da Laura Sicolo, dal 1983 appassionata talent scout di nuove idee e creatività all’ombra del Santo. Si tratta di un’intervista riguardante una realtà culturale di una grande città europea che potrebbe ispirare e dare un contributo al dibattito sulla gestione degli spazi culturali anche di Padova e che ho deciso di pubblicare in quanto “richiesta di sostegno” rivolta alla società civile e al mondo della cultura italiana.

Intervista a Barbara Fragogna, curatrice del Tacheles 

Siamo nel cuore di Berlino, più precisamente a Mitte, all’interno del Tacheles, uno dei maggiori centri culturali ed artistici della capitale tedesca. Ogni centimetro di mura di questo “cantiere creativo di 4 piani” racconta qualcosa: un pezzetto di vita di un artista, un’emozione diventata colore o un progetto onirico fatto di una combinazione di forme che – anno dopo anno, tag dopo tag – vive ormai di vita propria. 
Sono spesse le mura del Tacheles e a raccontarcele è proprio la curatrice del centro Barbara Fragogna, che da 4 anni organizza e gestisce le mostre e gli eventi di uno dei centri artistici più amati di Berlino e che – purtroppo – rischia la chiusura definitiva.

Originaria di Venezia, Barbara (quì sotto a sinistra assieme a me) è entrata nel Tacheles come pittrice e – come gli altri artisti del centro – ha trasformato uno dei 30 studi dell’edificio nel suo atelier e spazio espositivo, dove l’ho conosciuta ed intervistata e dove abbiamo parlato anche di Padova.

IMG_5425.jpgBarbara ci racconti un po’ com’è il Tacheles?
“Al Tacheles ci sono tra 50 e 80 artisti. Si tratta per lo più di visual artists, performers, musicisti e pittori. Lo stabile ha un totale di 30 studi e 2 spazi collettivi per lo più dedicati alle esposizioni artistiche internazionali. Nel 2011 abbiamo risposto all’appello del Direttore del Cam di Casoria Antonio Monfredi ed abbiamo ospitato in uno di questi spazi MAYBE 2011, una esposizione di denuncia che mirava a sensibilizzare sul tema della camorra nel sud italiano. Il progetto rischiava di non trovare nessun polo culturale pronto ad ospitarlo, visto il tema delicato e “scomodo” diciamo. Abbiamo così contattato Antonio Monfredi e messo a disposizione i nostri spazi e siamo davvero felici di averlo fatto perché la mostra ha avuto molto successo”.

Come sarebbe Berlino senza un centro così dinamico e creativo come questo?
“Berlino è oggi come era New York negli anni ’80, Londra negli anni ’60 e Parigi negli anni ’20, tutte città che hanno saputo attrarre artisti e creativi diventando dei veri e propri centri pulsanti di nuove concezioni culturali e correnti artistiche.
In queste metropoli è poi subentrata la speculazione: locali, affitti e vita in generale sono diventati più costosi, costringendo così questa classe creativa a spostarsi in altre città più accessibili e sostenibili per le proprie tasche. Ora queste città vivono delle eco di quello che erano in passato.
Allo stesso modo, tra 10 anni la gente probabilmente verrà a Berlino e vivrà l’eco dell’atmosfera underground e così alternativa che viviamo in questo momento.”

Tacheles_2.JPGCome nasce un polo culturale così diverso rispetto ai classici musei?
“Il Tacheles nasce 22 anni fa con la caduta del muro. In quel periodo interi edifici venivano abbandonati dai berlinesi che si spostavano nella parte ovest della città, rimanendo così inoccupati. In uno di questi stabili si è insediata una serie di artisti che ha iniziato ad utilizzare gli spazi come studi e laboratori. Con il passare del tempo parte dell’area ed anche lo stesso Tacheles sono stati venduti a privati e – dopo ulteriori passaggi burocratico-finanziario – sono di proprietà di una banca che chiede ora lo sgombero dell’edificio.
Il quartiere è oggi puntellato di tanti caffè, di locali alla moda ed eleganti palazzi ed il Tacheles è rimasto lì dove era, con il suo via-vai di artisti, creativi e turisti. E’ l’inevitabile processo di gentrification, la zona è ormai un quartiere alla moda ed il nostro stabile è considerato un pugno nell’occhio da eliminare”.

Continuando il colloquio, il tono di Barbara si fa più acceso. Racconta così degli appelli, delle speranze e della paura, perché ogni giorno potrebbe essere l’ultimo, lì al Tacheles.
“Abbiamo raccolto 175 mila firme contro lo sgombero ed ora stiamo attivando anche una raccolta di fondi tramite il nostro sito e la piattaforma di crowdfounding IndieGoGo (http://www.indiegogo.com/) per acquistare lo stabile e creare una fondazione pubblica che possa conservare il centro e la sua arte con lo spirito che li contraddistingue, vale a dire un luogo fatto dalla gente per la gente. Insieme a Claudia di Giacomo ci stiamo attivando anche a livello internazionale con delle campagne paese per paese, primi fra tutti Italia, Spagna ed Argentina, dove abbiamo molti contatti ed associazioni che ci sostengono.
Padova è stata tra le prime città a rispondere al nostro appello ed a rendersi parte attiva della campagna di sensibilizzazione. Alle associazioni della città che si dimostrate interessate invieremo un kit “speciale” contenente una serie di foto che ci sono arrivate tramite il nostro sito. In tutti gli scatti ci sono persone di ogni parte del mondo con in mano una cartolina con scritto I support Tacheles. Agli organizzatori dell’evento chiederemo di fare altrettante foto e di inviarcele perché verranno poi utilizzate in una mega installazione fotografica che faremo qui nel centro il prossimo Agosto. E’ poi a discrezione dell’associazione decidere se attivare durante la serata una raccolta di fondi o devolvere parte dell’incasso alla causa.”

Il 22 giugno ci sarà la sentenza del tribunale che renderà ufficiale ed esecutivo lo sgombero del Tacheles ma vi sono ancora delle speranze che le cose possano cambiare. Se volete anche voi sostenere la causa potete partecipare alle due serate di raccolta fondi che verranno organizzate questo mese a Padova: la prima si è tenuta il 6 Giugno ai Carichi Sospesi ed una seconda sarà organizzata durante il Festival di Radio Sherwood (leggi dal sito di sherwood.it). 

Sito: http://super.tacheles.de/cms/
Pagina Facebook: http://www.facebook.com/pages/Kunsthaus-Tacheles-Berlin/116751221717217
Per organizzare un evento di supporto al Tacheles: Barbara Fragogna amarantola@yahoo.it

Articolo curato da Laura Sicolo  

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Quest’oggi “spazio guest blogger” aperto a Cristina Vascon con un post che vuole essere un omaggio ai Colli Euganei (foto Danesin sulla destra) che si ergono sulla pianura padana quasi come delle isole senza mare.blog di padova,padova blog,poesia,colli euganei,poesia dei colli euganei Un omaggio ai Colli Euganei e alla terra natia di Cristina che nasce a Este, in provincia di Padova, ai piedi di quei colli, dove poeti come Byron e Shelley amavano soggiornare in una villa a pochi passi da casa sua. Nonostante lasci presto la propria cittadina – prima per studio (si laurea in Economia Aziendale a Ca’ Foscari – Venezia) e poi per lavoro (impegnata a far carriera in una importante multinazionale leader mondiale), Colli e poeti non la abbandoneranno mai. Oggi, dopo essere diventata mamma, è tornata a vivere ai piedi dei suoi amati Colli, ed è completamente dedita alle proprie passioni: collabora e scrive per Domus Aureawww.edizionirendi.it – in qualità di caporedattrice, poetessa e fotoreporter (i suoi reportage di viaggio sono disponibili in rete) e si dedica allo sviluppo dell’ultima nata delle proprie aziende di famiglie: quella agricola. Di seguito leggerete due poesie di Cristina che ho deciso di pubblicare proprio per l’amore per la propria terra che traspare da questi versi, un omaggio al paesaggio collinare euganeo che tanti poeti hanno ispirato, il più famoso dei quali è senz’altro Francesco Petrarca.blog di padova,padova blog,poesia,colli euganei,poesia dei colli euganei 

Miei cari Colli

Miei cari Colli
Sui cui pendii tanto giocai, lessi e dipinsi;
Tanto mi immersi, corsi e vagai;
Miei cari Colli
Che rappresentaste la più spensierata e dolce
Adolescenza mia e infanzia;
La verde bandiera
A cui volger lo sguardo
Nei momenti più difficili e bui;
Il dolce lenimento
Che tanta cura si prese
Delle mie più audaci
Abrasioni e ferite;
Ferite incise a fuoco caldo
Su sensibile, calpestata,
Fragile anima
Di farfalla e bimba;blog di padova,padova blog,poesia,colli euganei,poesia dei colli euganei
Miei cari Colli,
Quante volte
Le vostre farfalle,
I vostri fiori,
La vostra preziosa,
Coraggiosa e paziente anima,
Si fece dipinto
Nel mio talvolta malinconico e triste canto
… In un pensiero e cuore rotto …
… In un incedere lento e spesso inciampo …
Rendendolo meno truce,
Rendendolo meno incredulo, sparuto,
Assurdo e grigio;
Quante volte i vostri silenzi
S’involarono su quell’animo
sempre più, ahimè, solitario ed etereo:

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Lui
Ritrovato e sperso,
Nella sua costante ricerca
Di un quid diverso …
Miei cari Colli,
Che vi faceste mia prima veste,
Mia prima scuola,
Mia prima musica e arte,
Che mi infondeste l’abc della dolcezza,
Della sensibilità,
Della più pura e candida meraviglia;
Miei cari Colli,
Com’è invero assai ardua e dura
La vita quaggiù
Tra gli uomini!

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Galleggianti case e colline

Profumi di tigli
Su visioni d’orizzonti aperti;
Per menti che diventano campi,
Su campi che s’involano in cieli,
Per nidi che raccolgono menti,
Visioni e campi.

Ed è dai tetti
Di queste galleggianti
Distese case
Che scorgo,
Al di là del mare,
I dolci profili e timidi
Dei miei più profondi e amati
Interiorizzati Colli:
Rigogliosi e forti,
Generosi e saggi,blog di padova,padova blog,poesia,colli euganei,poesia dei colli euganei
Buoni.
I miei Colli,
Da cui, in punta di piedi,
Sul cocuzzolo per me più alto,
Io, piccolo fiordaliso azzurro e biondo
– Testina di girasole,
Allungata verso il cielo –
Scrutavo curioso,
Al di là del mondo,
Pur di scorgerne la laguna
E il suo più profondo ed ammaliato sfondo;
Ove le case galleggiavano come culle,
Ove le acque canticchiavano le loro ninnenanne,
Ove l’oro e argento
Baluginavano in un girotondo
D’infuocato fulgore e sogno;

Proprio come erano soliti raccontarmi 
Allora
Gli affetti a me più dolci e cari,
Mentre affrontavamo insieme quella salita 
Per me sì eterna e ripida;blog di padova,padova blog,poesia,colli euganei,poesia dei colli euganei
Uccellino io che saltellavo avanti e indietro
Inseguendo farfalle e fiori;
Io che desideravo regalare
Un tocco di magia e colore
A quei grandi
Che avanzavano invece lenti, lenti
Su per la china di quell’immensa collina;
Loro che conoscevano già tutto,
Mentre io non conoscevo che il nulla;
Quel Nulla che così tanto rimpiango
Io bambina ora ahimè adulta
E dai miei Colli così terribilmente lontana.

Dopo queste belle poesie di Cristina Vascon volevo segnalare alcuni siti internet dedicati ai Colli Euganei oltre a quelli fondamentali del turismo padovano vale a dire quello di Turismo Padova Terme Euganee e di PadovaCard. Segnalo il sito della Strada del vino dei Colli Euganei, il sito di Terme Sport, che propone attività sportiva per tutti e le easy activities per i turisti, il sito del Parco Regionale dei Colli Euganei , il sito di EuganeaMente, dedicato a manifestazioni, sagre ed eventi, il sito di Magico Veneto, nella sezione dedicata ai Colli Euganei, per informazioni naturalistiche e sentieri, il sito del Museo della Navigazione fluviale di Battaglia Terme, ai piedi dei Colli, il sito del Museo Nazionale Atestino, il museo dei Veneti Antichi, ma poi ovviamente ce ne sono altri dedicati a luoghi di interesse specifici tra di questi vi segnalo quello del bellissmo Castello di Monselice.

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Ciao, torna quest’oggi la rubrica Padova Creativa con questo articolo curato da Laura Sicolo, dal 1983 appassionata talent scout di nuove idee e creatività all’ombra del Santo.

/ Facebook / Linkedin / Segnala un evento o progetto (mail a Laura Sicolo).

Dopo l’ultima tappa di Firenze, arriva anche a Padova lo Storming Pizza, il format lanciato dal venture capital di Treviso H-FARM dedicato ai giovani imprenditori ed aspiranti startupper
L’appuntamento è solo uno fra le tante iniziative che stanno animando la città risvegliandola dal torpore invernale. Sono eventi che – come nel caso di StartCup Veneto – mirano a premiare studenti, giovani ed ambiziosi startupper che vogliono scommettere sui propri progetti o – come nel caso del RIE Forum – danno la possibilità di approfondire temi quali l’innovazione scientifica e il mondo della ricerca.
Il prossimo appuntamento con l’innovazione sarà così Mercoledì 11 Aprile alle 18.30 presso il Palazzo Santo Stefano il quale ospiterà lo Storming Pizza ed i suoi partecipanti che discuteranno di temi come web, startup, mobile e business digitale.blog di padova,padova blog,padova creativa,storming pizza,h-farm,padova,startup,innovazione digitale,palazzo santo stefano,rie forum,startcup veneto,veneto

L’evento è aperto al pubblico (basta iscriversi qui) e gli aspiranti imprenditori ed i giovani startupper possono partecipare semplicemente inviando la propria idea di business.  
I candidati i cui progetti saranno giudicati interessanti avranno la possibilità di presentare la propria idea alla platea formata da investitori e partner di H-FARM e di entrare a far parte del suo famoso ecosistema di digital startup. Per la tappa di Padova saranno selezionati 3 team, ciascuno dei quali avrà 6 minuti a disposizione per presentare la propria idea e 15 minuti per rispondere alle domande del pubblico convincendolo della bontà del proprio progetto.

Se volete presentare la vostra idea imprenditoriale o semplicemente conoscere più da vicino il mondo delle startup non perdetevi dunque lo Storming Pizza dell’11 Aprile.
Tutte le informazioni le trovate nel sito ufficiale.

Di seguito il video-intervista a Vladimiro Mazzotti, mentor e frontman di H-Farm, che risponde ad alcune domande inerenti lo Storming Pizza.

PS: Sto cercando di far crescere la pagina facebook che ha raggiunto comunque il considerevole numero di oltre 1200 “fans”. Mi date una mano? Si dai! Bastano due click! Il primo sul seguente link “Il blog di Padova” per entrare nella pagina e il secondo sul “mi piace” che trovate all’interno. Se ne avete voglia condividete pure questo post così come tutti quelli che pensate possano interessare ai vostri amici cliccando sull’icona di facebook e/o twitter sopra al titolo! 😉

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Ciao a tutti! Anche quest’oggi sono ben contento di aprire lo spazio “guest blogger” e dare così il mio piccolo contributo affinchè sia conosciuta una delle realtà più fresche ed interessanti della città. Si tratta del Primo Lunedì e senz’altro qualcuno di voi già conosce questo gruppo di giovani che, da ormai 3 anni, si danno appuntamento ogni primo lunedì del mese per discutere di tematiche che li/ci riguarda/no. Non solo agli spritz pensano i giovani a Padova! Una realtà davvero stimolante ed è per questo motivo che ho chiesto a Domenico Bisceglia, uno tra gli ideatori e promotori, di presentarci e di raccontarci del Gruppo Primo Lunedì. 

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Che cos’è il Primolunedì? Se qualcuno passasse dall’Antonianum, in Prato della Valle, un qualsiasi primo lunedì del mese, verso le 8 di sera, vedrebbe un’ottantina di persone sedute in cerchio che parlano, ascoltano, pensano, alzano la mano, intervengono. Insomma un “gruppone” di persone con qualcosa da dire. Arianna, che a questi incontri va da ottobre non ha dubbi, è un social media in carne ed ossa! Un terreno fertile dove nascono idee, nuovi progetti, amicizie, collaborazioni.
L’idea, che qualcuno chiama già format, viene a un gruppetto di amici che, circa 3 anni fa, decidono di incontrarsi una volta al mese per confrontarsi e parlare su diversi tema. Le prime persone curiose.
Gente che, molto semplicemente, voleva conoscere, capire, approfondire…e condividere.
Invitano ospiti che hanno un’esperienza specifica sul tema e che per una sera si mettono a disposizione per rispondere alle domande di altre persone curiose.

padova,blog di padova,padova blog,padova creativa,padova networking gruppo primo lunedì,primo lunedìLe parole chiave del gruppo sono:
UBUNTU | Io sono ciò che sono per merito di ciò che siamo tutti.

RETE | Più reale che virtuale. Interconnessi con nodi sensibili alla nostra irrequietezza.

MOVIMENTO | Siamo curiosi in movimento, in costante ricerca dentro e fuori. Ma con i piedi per terra.

FUSIONE | Un crogiolo di persone per creare nuovi legami.

DIVERTIMENTO | Ci piace divertirci mentre raggiungiamo i nostri obiettivi. Ci divertiamo quando ci mettiamo alla prova.

FIDUCIA | Se tu mi presenti una persona di cui ti fidi, allora so che anch’io mi potrò fidare di lei.

padova,blog di padova,padova blog,padova creativa,padova networking gruppo primo lunedì,primo lunedìQueste parole chiave, a distanza di 3 anni da quei primi incontri, sono ancora il motore di un esperimento di partecipazione sociale che è stupefacente. Scusa Domenico, mi inserisco un attimo per far sapere a chi legge che Il Primo Lunedì di marzo, avete fatto il botto: più di 100 persone (vedete la foto sulla sinistra?!) si sono incontrate per parlare di “Sogni e desideri: istruzioni per l’uso”, per ragionare sui Sogni, sul mete da raggiungere, obiettivi, “vision” e soprattutto hanno imparato poche semplici strategie per passare dalla teoria alla pratica.  

Si, la serata del 5 marzo c’è stata una partecipazione eccezzionale! Ai nostri incontri c’è chi ha voglia di costruire qualcosa insieme: un progetto, una nuova mentalità, una nuova società o, semplicemente esprimere, le proprie idee.
Un’occasione per cambiare se stessi, migliorarsi, vivere meglio partendo da quello che abbiamo intorno.

Gli incontri… al minuto 1 entri e pensi: “ma dove sono finito?!”, al minuto 2 stai già chiacchierando con qualcuno.
Quando inizia la serata vera e propria, sei catturato dai relatori e all’uscita hai sicuramente un nuovo progetto in testa e una voglia matta di condividerlo con il mondo intero carico di entusiasmo!

Il Primolunedì, dunque, parla alle persone e parla di loro: niente conferenze, le domande vogliono prima di tutto la risposta di chi partecipa alla serata.

E dal 2009 tante idee si sono declinate in progetti ed iniziative (profit, no profit, gruppi, eventi). Tutti con un minimo comune denominatore: energia contagiosa.
Provare per credere!

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Vi starete chiedendo il tema del prossimo “PrimoLunedì” immagino…Eccovi accontentati. Lunedì 2 aprile alle ore 20.00 presso il C/O Sala Antonianum, Prato della Valle 56 Padova ci sarà l’incontro dal titolo “MOLLO TUTTO E ME NE VADO!”…interessante e curioso, no?  Quante volte abbiamo detto questa frase??! Almeno io si…Mollare tutto e cambiare vita: Espatriare, trasferirsi ai tropici, lavorare all’estero, tresferirsi all’estero, vivere al caldo tutto l’anno, mollotutto e cambio vita! Per cui, persone curiose, non prendete impegni per il 2 aprile! 😉

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Ciao a tutti! Questo lunedì di nuovo un post dedicato al Calcio Padova 1910 da inserire nello spazio “guest blogger”! A scrivere infatti non sarò io ma Ampelio Padovan e Lisa “Cilender” che ci presentano la community dei Biancoscoppiati. In un calcio assediato da interessi e giochi di denaro allucinanti e da un tifo spesso troppo esasperato, rispondere con l’ironia e con il sorriso è altamente salutare! Anche se per tutti i tifosi del Padova le ultime sono state giornate piuttosto “difficili”, il post dei Biancoscoppiati cade giusto al momento giusto per sdrammatizzare un po’ e non c’è argomento su cui non si possa sdrammatizzare. Ciao!

I Biancoscoppiati sono una piccola comunità (ma non di recupero) nata da qualche mese e che trova “sede” (attualmente, in futuro si vedrà…) in facebook, nell’omonima pagina, e su twitter. Facciamo dell’ironia e della dissacrazione calcistica (di matrice biancoscudata) il nostro credo e cresciamo di giorno in giorno, anche fuori confine padovano (e, incredibile, senza dover ricorrere a bustarelle, ricatti e minacce!).

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Perchè biancoscoppiati? Beh, lo dice il nome stesso. Come per Lisa Cilender (guardatela a sinistra assieme a Davide Succi) ognuno di noi, per il solo fatto di tifare Padova, dimostra di essere “scoppiato”: la sintomatologia, soprattutto nei week–end, consiste in mal di testa, turbe allo stomaco, aerofagia, tachicardia e ascelle pezzate, che mettono in serio pericolo anche la salute mentale. Il tifoso padovano è un martire del calcio italiano, è perennemente destinato a soffrire ed è uno che nella sua vita ha masticato talmente tante delusioni da usare il Maalox al posto del chewing gum; tutto ciò però nel nome di uno sconfinato amore per la propria squadra… qualsiasi cosa accada 

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A Padova il tifoso medio si suddivide in più specie:

  • Lo sfegatato: animale curioso, segue con passione costante tutte le vicende della sua squadra 365 giorni l’anno e, dopo il termine della stagione, passato un mese in preda a crisi d’astinenza per la mancanza di partite, si ritrova assieme al suo branco, agli albori di agosto, per spingersi verso i pascoli montani a seguire il ritiro estivo; da lì subisce la prima metamorfosi cominciando il suo personale calvario che poi prosegue inesorabile e senza sosta fino a metà giugno ( la via crucis biancoscudata);
  • Il saltuario: presente in numerosi esemplari, fa capolino solo a volte, dato che il Padova è in aggiunta alle squadre “a strisce”; 
  • Il polemico: segue solo per dare sfogo alla propria inclinazione di rompipall…one (e a cui, fondamentalmente, non va bene nemmeno la moglie);
  • infine il peggiore di tutti: il tifoso occasionale (nome scientifico “macaco occasionalis”), capace di proclamarsi il più grande tifoso padovano… ma solo in caso di traguardi insperati;
  • e da oggi una nuova specie: il tifoso biancoscoppiato, colui che si erge tra i tormenti del rapporto squadra-città, dalle continue polemiche e tensioni che sono all’ordine del giorno e spesso vengono messe in risalto più delle imprese sportive, usando l’ironia, la creatività e facendo leva sull’impronta goliardica tutta patavina… insomma una medicina contro il logorio della vita moderna!

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Decisiva è stata la partita di play-off a Varese della scorsa stagione, che ha dato il via al progetto, partorito dalle menti di Matteo Galesso, Lisa “Cilender” Reschiglian e Ampelio Padovan. Orfani del primo ( cui però va un doveroso ringraziamento per la sua mente fuori dal comune, indispensabile alla riuscita del progetto), attualmente il tutto è spritzosamente e amorevolmente curato da:
Lisa Reschiglian, conosciuta dai più con il nome di battaglia “Cilender” per via del cognome impronunciabile. Si avvicina al mondo del calcio nel lontano 1988 ma comprende la regola del fuorigioco solamente durante i mondiali USA ’94. Ora la sa spiegare meglio di Biscardi, ma solo perchè riesce ad utilizzare tutte le 21 lettere dell’alfabeto. Arruolata in tribuna ovest per abbassare la media d’età, il suo sogno è quello di vedere le panchine dell’Euganeo sotterrate, assieme allo stadio intero, scoprire cosa si nasconde dietro il mistero del parrucchino di Conte e riuscire a scrivere un libro sul calcio e le donne (senza dover ricorrere all’aiuto della Clerici).
Ampelio Padovan: già noto ai bar del centro, è uscito da un uovo covato amorevolmente da una gallina ruspante padovana; cresciuto frequentando le elementari dell’ Appiani, è poi approdato all’ Itis Euganeo. Dietro gli occhiali da sole e il bicchiere di spritz, si nasconde un muso giallo sorridente: non è una paresi, è che gli piace prendere le cose col sorriso… merito del Prozac e dei consigli del suo psicanalista (lo stesso di Cottafava dopo il tunnel di Cuffa a Trieste nel ritorno playout). Il suo sogno? Il Padova in alto, molto in alto… tipo in ritiro sulla Marmolada;

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La nostra pagina si propone unicamente di sorridere con il tifo… ma non con il colera! Troverete una barzelletta la mattina (perché è giusto cominciare col piede giusto) e una alla sera (concilia il sonno), le notizie del tg biancoscoppiato, l’introduzione al nostro avversario del sabato (“Voyager, alla conoscemenza del prossimo avversario”), le pagelle alternative, i prodotti del “biancoscoppiati shop”, i sondaggioni ed altre rubriche, tra cui la “squola biancoscoppiata” e naturalmente le foto della gente scoppiata: insomma poche righe, qualche idea scanzonata, qualche freddura… e , ben inteso, il tutto senza voler offendere nessuno (così ci ha suggerito di dire il nostro avvocato)!
Noi biancoscoppiati crediamo di avere una grande fortuna, cioè il riuscire ad improvvisare e cogliere il lato comico delle cose, ma soprattutto sapere che una nostra cazzata può far sorridere qualcuno ci rende quotidianamente molto orgogliosi. Sono spesso le idee stesse a raggiungerci, senza bisogno di cercarle, e ognuno di noi ha un campo in cui riesce meglio…

Insomma, noi abbiamo detto sì (oltre che a Valsoia) anche alla biancoscoppiatomania e abbiamo detto basta a chi si lamenta perché c’è poca gente allo stadio, perché si gioca male, perché chi viene si lamenta…
Ma quello che a noi preme sottolineare è che i Biancoscoppiati non sono solo due persone: tutti quanti siamo biancoscoppiati dentro, e non possiamo quindi far a meno di ringraziare tutti quelli che ogni giorno ci suggeriscono battute, barzellette e quant’altro ma soprattutto che ci ispirano: i giocatori, il presidente Cestaro (soprattutto lui!), i nostri avversari, i giornalisti, i tifosi…
E’ vero che le sconfitte lasciano dentro un sacco di amaro in bocca (non quello da bere!) ma abbiamo scoperto che spesso riderci sopra aiuta a conciliare il sonno, a distendere le rughe e a vivere più sereni, quindi… biancoscoppiate anche voi, vi aspettiamo!

E ricorda, se non sei un biancoscoppiato… non sei un biancoscoppiato!!

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PS: 😀 Molto divertenti i biancoscoppiati, vero?? Il post mi è stato mandato qualche giorno prima rispetto alla triste vicenda dello 0-3 a tavolino contro il Torino per via del black out ma anche riguardo a questa vicenda i Biancoscoppiati non rinunciano alla loro “verve”: guardate quì e anche quì! 🙂

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Ciao a tutti, spazio “guest blogger” dedicato alla musica quest’oggi. Lara Aversano ci presenta i Versus, band padovana di indubbio spessore artistico.

Mi è stato proposto di parlare dei Versus, di presentarli a chi non li conosce. Bene, la prima cosa che posso dire è che per me scrivere e parlare dei Versus è sempre un piacere oltre che un onore. Il blog di Padova. Bel nome, mi piace. Il redattore mi ha scritto “chi meglio di te potrebbe parlarne?”. Bhe, devo dire che è bellissimo sentirsi dire una frase simile. In realtà ci sono persone che hanno avuto occasione di scoprirli molto molto tempo fa, parecchio tempo prima di me ovvero fin dalla loro formazione. Tra questi anche Andy Fluon (questo il suo nome d’arte attuale), musicista incredibile che iniziando a suonare a sedici anni fondò con Morgan quelli che poi sarebbero stati gli incredibili Bluvertigo e che ora porta avanti con successo la sua carriera di pittore lanciando in contemporanea il suo nuovo progetto musicale, i Fluon appunto. Quando l’ho intervistato ci siamo detti molte cose ma, parlando di Versus, la prima frase in assoluto che mi ha detto è stata “I Versus sono fantastici”.

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Non a caso per il loro album d’esordio “Retròattivo”, pubblicato a dieci anni dalla loro formazione hanno dato vita a un intreccio geniale tra pop, rock, poesia, modernità e gusto per il “retrò”. Descriverli è davvero difficile ragazzi, solo sentirli può dare davvero l’idea di cosa hanno fatto e di cosa stanno facendo questi quattro musicisti. Daniele Dupuis (conosciuto anche come Megahertz: progetto laterale, elettronica analogica d.o.c.g., nonché alter ego di Daniele. Megahertz ha portato l’artista alla pubblicazione dell’album “Estetica” con Sony Italia – girando l’Italia e non solo in lungo e in largo, riscuotendo ovunque grande successo) ha costruito nel tempo una strada eccezionale fatta di progetti musicali, collaborazioni e produzioni fino a che nel febbraio 2011 ha lanciato con gli altri quello che è ora, a mio avviso, il miglior album pubblicato in Italia negli ultimi anni. Qui, Daniele scrive i testi, suona il basso e canta, con una voce dolce, calda, pulita. Andrea Dupuis alla batteria, l’intensità fatta a persona: basta guardarlo negli occhi mentre suona, guardare il suo viso ascoltando attenti ciò che fa. Sandro Martino, hammond e piano. Si, è un hammond ed è un piano e credo così di aver detto tutto. Francesco Costantino, un chitarrista che, ad occhi chiusi e ad occhi aperti, ti può davvero portare in un altro mondo. In realtà è proprio questo che fanno i Versus: ti sanno portare in un altro mondo, il loro, dal quale una volta entrati non si vuole più uscire. Mai. Sanno fartelo entrare dentro fino al midollo.

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La grande competenza musicale, la grande passione, l’esperienza maturata nei live, il loro sound, così unico e internazionale, miscela di ascolti anglossassoni intrecciati a minimali interventi elettronici con l’importante presenza di una voce come quella di Antonio DeCurtis che parla… con le loro parole. Il giorno e la notte, il tempo che rincorre se stesso, la superficialità e le cose che fanno male, che fanno arrabbiare, imprecare e poi dire “no, non ci sto! io continuo a lottare perché è giusto così”; tutto quell’amore per la vita, per l’autenticità, l’onestà, per la musica come arte e come cura del mondo, per la bellezza, rara ma esistente perché … è “ovunque” e “negli spazi più nascosti” e dobbiamo saperla cogliere, dobbiamo prendercene cura. Collaboro con loro da circa un anno e mi hanno sconvolto la vita. Lo faranno anche con voi, credetemi. Al di là del fatto che con questa collaborazione ho avuto occasione di conoscerli e di rendermi conto di che splendide creature siano… la loro musica, che è quella che davvero può arrivare a tutti coloro che decideranno di seguire il loro percorso, è come un apeiron dal quale prende vita qualcosa che, ripeto, è difficile spiegare a parole, ma è certamente unico e geniale. Più ascolterete “Retròattivo” e più avrete voglia di ascoltarlo, più li sentirete suonare live e più sarà impossibile farne a meno. Valerio Soave, produttore a capo della Mescal, li ha voluti con se… Morgan, al quale aprono i concerti e col quale suonano per il resto della serata ad ogni live, li vuole con se … addetti ai lavori, appassionati di musica, poeti, persone che li scoprono per caso, persone che li stanno scoprendo ora… tutti, si sono resi conto di cosa possa significare l’espressione “mondo Versus” e chi si avvicinerà a cuore aperto a questo mondo… è certo… li vorrà con se. Ed ora, non vi resta che andarli a sentire.

            Versus sito ufficiale      Versus pagina facebook        Versus canale youtube

“Lara Aversano è nata a Brescia, nell’85. Incontra la musica dei Versus circa un anno fa e da allora collabora con loro come webmaster occupandosi anche della promozione sul web; per passione e perché crede con tutta l’anima nella musica e in questi ragazzi. Scrive, ha un suo blog chiamato “Il Cammino” (http://laracammina.blogspot.com/) (nome scelto dopo una serie di esperienze che l’hanno convinta dell’importanza del percorso più che della meta) in cui pubblica poesie, prose, articoli e interviste (Alberto Fortis, Donatella Rettore, Claudia Endrigo – figlia del grande Sergio – Andy, intervistato per il sito Versus e tanti altri). Varie le pubblicazioni sul web e le collaborazioni. Prosegue il suo cammino con un buon seguito di lettori e continua ad essere attiva nel sostegno della musica di qualità e soprattutto dei Versus. Crede nell’autenticità, vive di poesia e musica e crede fermamente che i sogni si possano realizzare e che sia fondamentale crederci fino allo stremo delle forze e sudare con entusiasmo per poterli rendere realtà.” 

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Ciao! Lunedì 2 gennaio, primo post di questo nuovo anno..Beh tanti auguri a tutti, vi auguro e mi auguro un buon 2012! Niente di sfavillante o di eccezzionale, non mi interessa, non mi ambisco a tanto, e quì parlo per me, ma un anno intenso con qualche soddisfazione in mezzo alle difficoltà e ai problemi cui la vita inevitabilmente ti mette di fronte spero proprio di sì! Con il post di oggi niente bilanci dell’anno passato, quello è appunto passato: preferisco guardare avanti.. Ma neanche oroscopi, quelli li lascio volentieri a Paolo Fox 😀 Buoni propositi? Mah..si!…Ma senza esagerare…;)

In particolare volevo far passare un concetto, un’idea e cioè che questo spazio vorrei fosse il più aperto possibile. Mi spiego. Da quando ho iniziato a curare questo spazio sono passati 2 anni e mezzo e circa 400 posts. Padova è una città molto viva e, come tutte le città, la si può raccontare da mille punti di vista sicchè non mancano certo gli argomenti. Dalle categorie che vedete scritte sulla destra, in arancione, anche chi passa di quì per la prima volta si renderà conto che ho cercato di spaziare parecchio con gli argomenti MA inevitabilmente ho i miei interessi, le mie curiosità, esprimo semplicemente il mio punto di vista. Per evitare il più possibile di risultare noioso e pedante, di essere ripetitivo ma sopratutto per dare maggiore vivacità e ritmo a questo spazio ho pensato di chiedere a tutti voi una mano cercando di aprire il più possibile questo blog tramite la categoria denominata “spazio guest blogger” sotto la quale raccolgo i posts di chi ha già dato il proprio contributo e di chi vorrà darlo. Non conosco tuttologi, ognuno sa qualcosa e può dare il suo contributo. La forza di una community è proprio quella di poter far leva sulla competenza combinata dei suoi membri che permette di fare ciò che non siamo in grado di fare o sapere da soli. L’immagine quì sopra a destra descrive molto bene il concetto.

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Sin dagli inizi di questa esperienza sono diverse le mail che ho ricevuto e le persone che mi hanno chiesto di dare spazio alla promozione di eventi e di iniziative varie organizzate in città alle quali ho cercato di dare la mia disponibilità sicchè ho pensato che singoli, così come associazioni culturali piuttosto che varie realtà del mondo della cultura, dello sport o di qualsiasi cosa, purchè interessanti e costruttive, potrebbero, essere interessati a presentare loro stessi e/o la propria attività in un post che pubblicherei nella categoria “spazio guest blogger”. Insomma se volete promuovere un qualche evento della vostra associazione prima scrivetemi un post di presentazione della stessa e ve lo pubblicherò con molto piacere, compatibilmente con il numero dei post ricevuti.

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Già lo scorso anno Laura Sicolo ha collaborato scrivendo post molto interessanti nella rubrica “Padova creativa” che spero possa arricchirsi di nuovi post quanto prima, mentre Marco Lorenzi ha presentato Padova 21, la prima Mezza Maratona di Padova (rileggi il suo post) e Antonella Meneghel la mostra dedicata al padovano Ippolito Nievo (rileggi il post “Ippolito Nievo: un garibaldino padovano caduto nell’oblio. La mostra agli Eremitani!”). Per il 2012 spero che il numero degli special guest aumenti in modo tale da fare del blog un spazio sempre più vivace ed espressione di diversi punti di vista, un agorà, una piazza, un vero e propio spazio pubblico virtuale! Sicchè fatevi sotto!

Se avete aneddoti, ricordi, materiale fotografico o altro che riguardi la città di Padova o volete condividere un pensiero, una riflessione o quant’altro c’è anche la pagina facebook  de  “Il blog di Padova”. Per chi fosse interessato a scrivere un post su questo spazio mi contatti a: vpadovablog@virgilio.it o mi scriva sulla bacheca della pagina facebook.

Ciao e ancora buon 2012 a tutti! 😉

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Ciao a tutti! Lascio spazio ad Antonella Meneghel, operatore didattico museale presso l’assessorato alla cultura del Comune di Padova (la sua prentazione a fondo pagina), che quest’oggi è “guest blogger” di Virgilio Padova e che ci presenterà la mostra dedicata ad Ippolito Nievo. Prima di lasciare la parola ad Antonella mi permetto di segnalarvi il sito della Fondazione Nievo che dal gennaio 2010 si chiama Fondazione Ippolito e Stanislao Nievo, scrittore e viaggiatore, nonchè inventore dei Parchi Letterari (www.parchiletterari.com), marchio registrato della Fondazione Ippolito Nievo, che in tutta Italia li istituisce, li avvia all’attività e ne cura il controllo. Leggi quì un articolo proprio di Stanislao che parla anche di un luogo, tra Veneto e Friuli, lungo il fiume Venchieredo amato dal suo prozio Ippolito e anche da Pasolini. per approfondire guardate anche la puntata de “La storia siamo noi” “Ippolito Nievo: inchiesta sui mille“.

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“Nella notte fra il 4 ed il 5 marzo 1861 il piroscafo Ercole, partito dal porto di Palermo alle ore 12 e 20 minuti e diretto a Napoli, a causa di forze metereologiche avverse, si inabissa trascinando con sé in mezzo ai flutti, oltre al carico, anche il corpo dello sfortunato garibaldino Ippolito Nievo. Nel naufragio periscono anche i suoi uomini di fiducia e tre casse piene di documenti. Tutti i passeggeri periscono, né relitti né cadaveri saranno restituiti alla terra.

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Questa mostra si inserisce fra le iniziative padovane per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia, nel desiderio di cogliere impressioni ed idee sul periodo in cui i veneti parteciparono in maniera consistente all’impresa dei Mille. Fra loro una ventina erano padovani e fra questi il nostro Ippolito.
La Mostra, promossa dal Comune di Padova, presso i Musei Civici Eremitani, si propone di analizzare l’impegno per l’unificazione dell’Italia dello scrittore garibaldino attraverso il suo percorso umano e letterario. La nostra città è la terza sede ospitante, dopo il grandioso successo ottenuto a Roma lo scorso 16 marzo con l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica. Per la prima volta sono esposti in mostra alcune opere in autografo, tra cui il capolavoro Le confessioni d’un Italiano assieme a lettere, appunti, prime bozze di racconti e disegni autografi. Rare prime edizioni e una ricca sezione iconografica completano il percorso espositivo. Fra amori platonici per le cugine, racconti dei villici nei campi di sua proprietà e uno sconfinato e bruciante desiderio di esplorazione connaturato con la sua ribellione giovanile.

Il percorso ci mostra il giovane Ippolito, passato come una meteora nel dispiegarsi della storia risorgimentale italiana e nei nostri libri scolastici, finalmente analizzato con metodo compiuto e corretto nel suo mondo pubblico e privato. Il principio guida di questo progetto espositivo è il concetto che il museo può realmente rappresentare la “memoria attiva” della comunità a cui appartiene solo se viene conosciuto e compreso nella sua molteplice valenza culturale. Perché il presente è frutto del passato e costruisce a sua volta il futuro.padova,padova cultura,ippolito nievo,mostra su ippolito nievo,musei civici agli eremitani,musei civici padova,@italia150,150 anni italia
Ippolito Nievo negli scritti autografi verso l’unità d’Italia
Padova, Musei Civici agli Eremitani, piazza Eremitani, dal 15 ottobre al 13 novembre 2011. Mostra promossa dal Comune di Padova – Assessorato alla Cultura, Musei Civici
Info:
Orario: da martedì a domenica 09:00 – 19:00, chiuso tutti i lunedì non festivi
Ingresso: intero (per mostra, Museo e Palazzo Zuckermann) euro 10.00; cumulativo (mostra, Museo, Palazzo Zuckermann e Cappella degli Scrovegni) euro 12.00; ridotto euro ,8.00, scuole euro 5.00.
musei@comune.padova.it
http://padovacultura.padovanet.it
Per informazioni: Musei Civici di Padova, tel. 049 8204551 – 049 8204508

“Ippolito Nievo narratore e poeta. La fortuna all’estero”
Presso il Centro Porsche Italia (Corso Stati Uniti 35), inoltre, seconda sede della mostra, si possono ammirare una trentina di preziosissimi testi di proprietà della Fondazione Nievo.
Info: Ingresso libero. Orario: da lunedì a venerdì 09:00 –19:00, sabato 09:00-12:00, chiuso la domenica.
www.porsche.it
attivita.culturali@porsche.it”

Antonella Meneghel 

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“Mi chiamo Antonella Meneghel. Ho trentacinque anni e, da dieci, lavoro nel campo dell’arte e della cultura. Sono specializzata nel periodo storico medievale e ottocentesco. Fin dalla laurea, conseguita presso l’Università degli Studi di Padova, ho sentito forte dentro di me il bisogno di comunicare il ” sapere” che avevo appreso nei miei lunghi anni di studio e volevo farlo assolutamente nella mia città. Il Museo Civico è stato il “tempio” della mia formazione professionale e personale, ma mi sono altresì occupata della valorizzazione del patrimonio storico artistico dei monumenti nella Provincia di Padova , scrivendo testi per cataloghi e pubblicazioni per il settore conservativo delle Ville Venete, Villa Pisani e Villa Contarini; il mio percorso culturale non si è fermato alla collaborazione di testi, ma continuo ad esercitare come “ operatore didattico” nella città di Padova creando itinerari storico-artistici per Il Settore Attività Culturali principalmente per monumenti come Palazzo della Ragione, la Cappella degli Scrovegni e il Caffè Pedrocchi. In particolari occasioni, partecipo in qualità di collaboratore della commissione scientifica dell’Assessorato alla Cultura, con conferenze e visite guidate a particolari gruppi di utenti e nelle presentazioni ufficiali delle attività culturali. Faccio parte inoltre, della Commissione scientifica che annualmente si riunisce per scegliere la tematica dei Notturni d’Arte e per ideare i percorsi da presentare ogni estate ai visitatori.
L’amore per il teatro, sviluppato negli anni liceali, mi ha dato inoltre l’occasione per realizzare un laboratorio didattico medievale presso i Musei Civici, imperniato sulla vita quotidiana nella Padova Carrarese, ricreando come costumista, scenografie, abiti originali e oggetti della vita quotidiana, finalizzati ad un uso consapevole delle tradizioni locali padovane e dedicato in special modo agli utenti delle scuole superiori.
Dove mi potete trovare presso il Comune di Padova – progetto Impara il Museo, percorsi attivi fra le collezioni dei Musei e i monumenti della città:

Notturni d‘Arte e Incontra Padova:
http://padovacultura.padovanet.it/

Se desiderate saperne più potete contattarmi alla mia pagina Facebook, lì troverete tutto ciò che mi riguarda e molto di più: http://www.facebook.com/antonella.meneghel 

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