26838_1395395175389_1547507002_30945358_2907361_n.jpgQuest’oggi il post più doloroso e difficile che mai avrei immaginato di scrivere e cioè il ricordo di un amico tragicamente scomparso assieme alla sua bellissima famiglia.

Pensando ad Alessio, infatti, ora non riesco ad immaginarlo separatamente da Silvia e dal piccolo Nicholas. La rabbia per il comportamento sciagurato di un balordo ubriaco al volante è tanta ma passa in secondo piano rispetto al dolore perchè non c’è niente e nessuno che possa rimettere le cose com’erano e ridare la vita a questi meravigliosi ragazzi con il loro pargoletto biondo di appena 18 mesi. Se c’è un qualche disegno superiore responsabile di aver consegnato questo terribile destino a questi ragazzi non lo capiamo proprio.

Alessio, amico e collega, aveva molto dentro da dare ancora a se stesso, a Silvia, a Nicholas, a tutti. Lo si può vedere dallo sguardo quanta ricchezza interiore avesse questo ragazzo. Lo sanno i familiari, gli amici e i colleghi di lavoro, volevo lo sapeste tutti. Era un ragazzo buono, e sereno, solare, allegro e socievole con tutti e quando ci si trovava per uscire a pranzo o a cena con quegli altri “jandoni” dei colleghi ci si faceva sempre delle grasse risate, come anche al lavoro del resto. Un flash che mi viene in mente , uno dei tanti, è quello del nostro gruppetto storico di colleghi ikea, dopo aver pranzato al porto di Chioggia poco più di un mese fa, correre e spingere un camper in panne per farlo ripartire! Era una corsa  tra mille risate, scherzi e cazzate varie di cui noi eravamo dei gran maestri…tra di noi bastava davvero poco per divertirci e ti ricorderemo così, scanzonato e pronto allo scherzo.

Silvia l’avevo conosciuta quando era ancora incinta di Nicholas e la ricordo sorridente e gentile in occasione della festa nell’appartamento dell’Arcella prima che partiste per Vienna. Un’appartamento pieno di amici pronti a festeggiare e a brindare a voi due innamorati e al vostro futuro assieme: una famiglia che stava nascendo e attendeva con gioia la nascita del figlioletto.

Per questa sera, giorno del tuo compleanno, volevamo farti la festa a sorpresa su idea di Silvia che aveva chiamato a raccolta  i tuoi amici, quelli conosciuti all’Università e quelli conosciuti al lavoro, invece oggi saremo a Borno, il tuo paesino in provincia di Brescia, di cui tanto bene ci parlavi, per darvi l’ultimo saluto.

Un abbraccio ai genitori e nonni, a tutti gli amici di Padova, di Borno, agli amici di Silvia, e tutti quelli che piangono per questa  tragedia.

Ciao Alessio, ciao Silvia, ciao Nicholas, tutti assieme aiutate da lassù i vostri cari ad affrontare questo momento. Vi ricorderemo con tanto affetto e rimarrete per sempre nei nostri cuori!

castello_ok.jpgLo sapevate che Padova ha un castello? No? Non preoccupatevi, non è grave: nemmeno molti padovani lo sanno. In realtà a Padova un castello c’è eccome solo che come sempre capita ai popoli sconfitti in guerra il rischio è che al vinto gli si neghi il diritto di esistere con la propria identità, i propri simboli e che i luoghi del potere vengano occultati, distrutti e sfregiati nella loro dignità. E’ quanto successo alla Padova dei Carraresi e al suo castello quando Padova fu sconfitta dalla Serenissima nel 1405. Nel 1797, poi, Napoleone invase la Repubblica e con i trattati di Campoformido la cedette all’Austria. Dopo la sconfitta definitiva di Napoleone, l’Impero Austriaco fondò una Provincia di Venezia sulla circoscrizione del Dipartimento Adriatico. E’ con la dominazione austriaca infatti che il castello diventa prima caserma militare e poi carcere e questo fino agli anni ’90. Il carcere è un luogo chiuso per eccellenza e separato dal resto della città ed è per questo che nei secoli i padovani hanno perso la memoria e il ricordo di questo monumento.

Oggi, dopo anni di lotte in parlamento, (il castello-carcere apparteneva al Ministero della Difesa)e grazie alla passione di un nutrito numero di cittadini e intellettuali guidati dall’on. Andrea Colasio il castello è tornato alla città e a questa si appresta ad essere restituito dopo un lavoro di restauro che sarà inevitabilmente lungo e faticoso. La struttura infatti lasciata all’incuria e al degrado cadeva a pezzi ma ora la si sta mettendo in sicurezza e grazie ai volontari del FAI molti padovani hanno potuto visitare il castello il giorno 19 aprile scorso ed io ero tra questi.

Esiste un sito internet del castello molto bello con dei video che presentano il piano e mostrano le condizioni attuali della struttura e le iniziative organizzate per farlo conoscere. Nel sito c’è anche il link al servizio del TGR Veneto-Buongiorno su castello. Il giorno prima, il 18 aprile, nella prestigiosa sala del Palazzo della Ragione, era stato presentato il progetto di recupero del castello e presentate alcune proposte di utilizzo ed il 19 le visite guidate organizzate dai volontari del FAI.

avatar blog padova_ok.jpgCarissimi padovani e non, carissimi studenti fuori sede e pendolari, carissimi turisti che avete visitato questa città o che avete pensato di visitare, benvenuti in questa nuova piazza virtuale.

Questo spazio vuole rappresentare un ritrovo in cui si potrà discutere di attualità, di eventi, di storia e di cultura, di cui Padova è particolarmente ricca, e non solo: mi ripropongo infatti di affrontare e approfondire temi che Voi lettori mi vorrete segnalare.

Mi chiamo Alberto, ho 33 anni e da sempre vivo a Padova. Cosa faccio nella vita? Diciamo che sono uno dei tanti che fino a questo momento non è riuscito compiutamente a realizzarsi e a valorizzare anni di sacrifici fatti di studio e di lavori di qualsiasi tipo per poterseli permettere. Ma sono anche una persona che non si abbatte facilmente e che continuerà a darsi da fare per raggiungere i propri obiettivi.

La passione per i temi che ho approfondito nei miei studi (sviluppo e promozione del territorio, dal punto di vista turistico e non solo) così come l’attaccamento alla mia città credo sono aspetti che sicuramente traspariranno dai miei post ma come detto all’inizio mi ripropongo di ascoltare i vostri suggerimenti e di affrontare quei temi che emergeranno come i più interessanti.

Mi piacerebbe infatti che questo diventasse uno spazio collettivo in cui ognuno si possa sentire libero di fare le proprie proposte e di esprimere le proprie opinioni senza pregiudizio alcuno e in cui io di volta in volta proporrò argomenti che spero possano risultare di interesse.

A presto,

Alberto