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Dopo aver letto questo articolo sul quotidiano “La Repubblica” ed aver capito che oltre il 30% degli under 34 desidera aprire un agriturismo (io ne faccio parte) ho deciso che era arrivato il momento di parlare di un argomento che avevo in mente da un po’: l’agricoltura a km 0 e i mercati contadini. Dato che amo le tematiche “green” cosa ci poteva essere di più green dell’agricotlura a km 0 e i mercati contadini?

Sono nata nella Bassa Padovana, in mezzo alla nebbia (ahimé) ma direi una bugia se dicessi che non “mi manca” il verde, i Colli Euganei e i nostri rustici paesini ogni volta che me ne vado via.
Due settimane fa mi sarebbe piaciuto essere a Cernobbio per il “XII Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione” organizzato da Coldiretti, del quale ho avuto l’occasione di ascoltare su Radio Rai 1 gli argomenti della  prima giornata. L’incontro prevedeva temi come la  crisi economica ed comportamenti di consumo alimentare da parte degli italiani, il valore del Made in Italy e  la contraffazione delle nostre eccellenze conosciute in tutto il mondo. Si percepisce il desiderio di un ritorno alle origini con il tema dell’agricoltura a Km 0 poiché è determinante accorciare la filiera in termini di qualità e salubrità, di riduzione dell’inquinamento e di risparmio economico.

SCAMBIO.jpgIl termine filiera corta è nato in Veneto nel 2006, con lo scopo di stabilire sia una relazione diretta tra chi consuma e chi produce – tramite la costituzione di mercati contadini locali e itineranti  – che consentire all’agricoltore di ottenere un profitto maggiore saltando gli intermediari. Questo sistema agricolo per poter esistere e salvaguardare l’ambiente deve fare convivere concetti come sostenibilità e produttività, i quali sicuramente portano molti vantaggi per l’ambiente riducendo il consumo di petrolio, la Co2 emessa, l’energia sprecata per il trasporto di merce – si pensi che a volte un pasto arriva a “viaggiare” 1900 chilometri – inquinamento e riscaldamento globale. Secondo Coldiretti, per fortuna, si sta assistendo ad un fenomeno contrario dove i consumatori pongono maggiore fiducia sui prodotti di stagione, e pur di acquistarli e consumarli freschi sono disposti a spendere anche più del prezzo della GDO.

Il mercato dei contadini “non è un semplice mercato, ma una risorsa per il territorio” è questo il titolo del seminario, organizzato da Veneto Agricoltura, Mercoledì 14 Novembre a Monselice presso la Biblioteca del Castello – Aula Businaro – dalle ore 9.00.

L’obiettivo del Seminario é quello di valorizzare il territorio, di creare momenti di educazione e confronto con i consumatori e altri operatori economici,  far percepire che la costituzione di questi mercati è anche una possibile attrazione turistica e in taluni casi un elemento di riqualificazione urbana.

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Alle ore 11.30 ci sarà l’intervento della Presidente del GAL Bassa Padovana e GAL Patavino sul Progetto di Cooperazione Interterritoriale denominato “Città Storiche e Mercati Rionali e contadini tra Piazze, corti e Barchesse” chiamato anche con l’abbreviazione Open Market.

Vi chiederete (come ho fatto io!) ma cos’è il GAL? Ecco, spiegarlo in poche parole è davvero complicato, ma ci proverò. Gal è l’acronimo di Gruppo di Azione Locale, ossia una società pubblico/privata che ha l’obiettivo di realizzare politiche di sviluppo rurale attraverso l’utilizzo di fondi comunitari.

Il Seminario è finanziato dal PSR (Piano di Sviluppo Regionale) 2007-2013 ed io cosa ho fatto fin dall’inizio in quest’ufficio? Ho letto e cercato di studiare la programmazione di sviluppo locale (PSL 2007-2013), la quale è certamente una Bibbia per il GAL, un documento programmatico, una linea guida dove esistono le strategie per lo sviluppo rurale dell’area.
Tra le differenti attività previste dal PSL c’è anche quello di cooperazione che vede la collaborazione/scambio tra territori e comunità sia nazionali che comunitari, ampliandone dl’orizzonte e migliorando le strategie locali.

Uno di questi progetti di cooperazione è appunto il progetto Open Market, ossia la costituzione di mercati rionali e contadini con lo scopo di incrementare l’offerta turistica rurale dei territori partner, la realizzazione di eventi ad essi correlati calandoli in contesti ad elevata componente evocativa come piazze, ville e barchesse.

Il programma completo e la possibilità di iscriversi si trovano sul sito di Veneto Agricoltura, cliccando su questo link  entro e non oltre il 12 Novembre.
Una cosa del programma che mi ha colpito è che dopo le 15.00 si potranno anche visitare realtà come il Mercato Agrimons, e invece per alleggerire il tutto, dalle 16.00 alle 18.00 il pubblico sarà animato da una rappresentazione teatrale degli attori di“Koiné – teatro sostenibile” i quali ci mostreranno una nuova frontiera dell’educazione alimentare.

Se a Monselice non potrete esserci, vi suggerisco di rileggervi questo post di Agosto, scritto da Alberto, che vi indica i nuovi farmer’s market situati nei quartieri di Padova.

Salute!

S.

 

 

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Il ritmo frenetico di tutti i giorni, la caoticità del traffico urbano e il desiderio di respirare aria sana a contatto con la natura mi ha portato, Sabato 20 Ottobre, a trascorrete la mattinata al Forum della Sostenibilità, sul versante nord occidentale del Parco Regionale dei Colli Euganei.

Bastia di Rovolon è una frazione del Comune di Rovolon a vocazione vinicola situata ai piedi del Monte Cereo. La location scelta per l’evento era l’edificio attualmente ristrutturato accanto alla torre medioevale denominata “Colombara”.

Negli ultimi anni, Rovolon ha fatto piccoli importanti passi, che le hanno permesso di migliorare la qualità della vita dei cittadini creando e valorizzando il territorio attraverso iniziative “green” come: passeggiate, gite in bicicletta, iniziative enogastronomiche a Km 0 e proposte quali il primo forum della sostenibilità e la presentazione del progetto Bastia Sostenibile. All’appuntamento, oltre ai rappresentanti delle Istituzioni del luogo, erano presenti associazioni, giornalisti ed esperti del settore dell’edilizia i quali hanno coinvolto i presenti su temi quali la sostenibilità in termini di benessere psicofisico, socialità, salubrità e risparmio economico, qualità della vita, architettura sostenibile e valorizzazione del territorio dei Colli Euganei.

Relatori 1.jpgAd introdurre i lavori e a moderare gli interventi era presente Maurizio Melis, giornalista scientifico e conduttore della trasmissione Mr. Kilowatt su Radio 24. Ad accompagnarlo, l’architetto Roberto Ervas – vicepresidente dell’Associazione Italiana di Ecologia Umana, Giorgio Osti – professore di Sociologia dell’ambiente e del Territorio dell’Università di Trieste, Matteo Civiero – docente all’Università Ca’ Foscari di Venezia ed infine il geometra Luciano Baccarin e Francesco Migotto, rappresentati dell’Associazione Ca’ Filiera i quali hanno presentato il progetto Bastia Sostenibile in un’ottica di scelte ed attività costruttive trasparenti.

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Questo incontro è stato la giusta occasione per presentare un progetto ambizioso, denominato Bastia Sostenibile ideato dall’Associazione Ca’ Filiera e volto a creare un complesso residenziale che vuole essere profondamente vicino alla comunità di Bastia di Rovolon e alle zone limitrofe, mirando alla trasparenza e certificando tutto il processo costruttivo fornendo una vera e propria Carta d’Identità, garantendo così ogni investimento effettuato. Il piano di lavoro prevede l’integrazione di termini come ecologia, tecnologia ed economia e mira ad una “co-alizione” tra gli attori: progettisti, produttori, finanziatori e persone/consumatori con lo scopo di trasmettere il concetto di “vivere di qualità”.

Sono rimasta colpita da concetti come “Ecoquartiere e Co-ndivisione”. Concetti non nuovi, ma che mettono al centro l’individuo e le persone che gli vivono accanto, creando sinergie e condizioni ottimali secondo i valori espressi tramite i concetti chiave di co-abitare, co-ltivareco-mobilitare (condividere l’auto), co-llaborare e co-working.

Il Comune di Rovolon è uno dei comuni più attivi dei Colli Euganei e riesce ad offrire occasioni di incontro e poli attrattivi sia per giovani, sia per gli sportivi e i turisti.

Lo ammetto, se Bastia Sostenibile prenderà presto forma, mi informerò sul costo delle case.

Salute!

S.

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A Padova il monumento più maestoso è anche quello meno conosciuto. Il paradosso riguarda infatti le mura rinascimentali di Padova che si estendono per oltre 11 km, tra le più estese mura rinascimentali del mondo con tutti gli originari bastioni, grandi e piccoli, e sei delle otto porte, a cui vanno aggiunti consistenti brani delle mura comunali con due porte, e ancora torri e altre vestigia della cittadella e del soccorso, il castello carrarese e i resti del traghetto che lo collegava alla reggia dei signori da Carrara. Nel corso degli anni, le mura sono state a lungo abbandonate, vi si sono costruiti edifici davanti, dietro e persino di sopra, sono state nascoste dalla vegetazione e rovinate dall’incuria e per forza di cose hanno perso via via il loro legame con la città, un legame che invece è sempre stato forte e che va di pari passo con le acque della città. Mura e canali erano un tratto distintivo della Padova che fu. Grazie al lavoro e alla passione di varie associazioni questo monumento è stato in passato il più possibile tutelato se non salvato mentre oggi si punta ad un salto di qualità, segnale tangibile di una nuova attenzione, che vada al di là del riuso di pochi spazi, sempre gli stessi, ma consideri invece le mura come un unico grande monumento, anzi, come un organismo complesso al quale ridare vita in tutte le sue articolazioni. 

Riguardo alle mura di Padova ho già scritto ricordando spesso le visite guidate organizzate dal Comitato Mura di Padova, a proposito del cui sito mi sono già espresso molto positivamente sulla ricchezza dei contenuti e degli approfondimenti, ed in occasione della presentazione del progetto Padova sotterranea, che il Comitato Mura sta portando avanti con il Gruppo Speleologico Padovano -CAI e di cui ho scritto nel post “Padova sotterranea, da progetto di ricerca a suggestiva attrazione turistica?” che vi invito a leggere se volete saperne di più.

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Il post di quest’oggi è dedicato nello specifico ad un’iniziativa in programma domenica 9 settembre pensata come ulteriore proposta per far conoscere di più le mura di Padova ai padovani e ai visitatori. La giornata, intitolata “Le mura disvelate” è un evento promosso dall’Assessorato alla Cultura, a cura del Comitato Mura di Padova e con la collaborazione di TAM Teatromusica ed è un primo momento di una serie di iniziative che interesseranno le mura nel corso del 2012 e del 2013.  Nove gli spazi interessati dalla manifestazione, scelti fra quelli meno noti e quelli invece più frequentati. Nei diversi luoghi toccati dal percorso di parole e suoni, oltre alle spiegazioni che verranno fornite dalle guide e dagli attori, saranno disponibili materiali illustrativi specifici. Il percorso fra suoni e parole dentro, sopra e intorno alle mura è libero, ma è articolato in modo da poter esser seguito per intero, secondo un ordine ben preciso. Scopri sulla pagina di Padova Cultura il programma completo della giornata! 

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Una giornata anche per sensibilizzare l’opinione pubblica attorno al tema del Parco delle Mura, l’anello verde che dovrebbe accompagnare le mura già previsto nel piano regolatore del 1954 ed oggetto di dibattiti, studi e proposte che, pur nella generale concordia di intenti, non si sono ancora concretizzati in un progetto definito. Considerata la difficile congiuntura economica si tratta di un progetto impegnativo ma attuabile per stralci, secondo l’opinione e la speranza del Comitato Mura. Non solo: questa nuova attrazione nel suo complesso (mura più parco) potrebbe essere in grado di attrarre nuovi flussi turistici aggiungendo una nuova offerta culturale ai visitatori e un’area a disposizione dei cittadini in grado di migliorarne la qualità della vita.

Alberto Botton
Mail to: vpadovablog@virgilio.it

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E’ stato presentato ieri, presso la sede di Life Tree Mobility Srl (via Matteotti, 7 Padova), il Segway PT (Personal Transporter), il nuovo mezzo di trasporto ecologico che potrà essere utilizzato da padovani ma anche dai turisti come nuovo modo per scoprire la città e non solo. Visitare Padova sarà ancora più originale e grazie aquesto nuovo mezzo, il Segway PT, per l’appunto. Si tratta di un divertente mezzo di trasporto elettrico monoposto a due ruote autoequilibrante, che sfrutta un’innovativa combinazione di meccanica, elettronica ed informatica. Il Segway PT è una specie di monopattino intelligente, silenzioso ed ecologico, che non ha alcun impatto in termini di inquinamento sull’ambiente.

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“Non un semplice mezzo di trasporto” ha dichiarato il Presidente di Life Tree Mobility, Luigi Tiene, “ma una vera e propria filosofia per la mobilità in città. ECO perché è a impatto zero sull’ambiente. SMART perchè sfrutta un’innovativa combinazione di meccanica, elettronica e informatica. COOL perchè è un modo originale e divertente per visitare la città”. Ecco quindi che aumentano le proposte di mobilità sostenibile in città, un’altra opportunità per spostarsi con un mezzo che non abbisogna di benzina o gasolio. Un’iniziative privata da sottolineare e da premiare che va a costituire un altro tassello in aggiunta a tutte le iniziative e gli investimenti “verdi” del Comune di Padova in questi anni. Recentemente vi parlato del bike sharing, che spero, possa partire al più presto e del Triclò, il risciò per il trasporto della merce all’interno del centro storico (rileggi il post) così come dell’apertura del mobility center (rileggi il post).

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Un mezzo di trasporto che, in una città come Padova, assume anche una valenza turistica proprio come nuova attrazione a disposizione dei turisti. “Come in molte altre metropoli anche a Padova è arrivato dunque il Segway PT, un nuovo mezzo di trasporto ecologico, facile e sicuro per scoprire i luoghi più belli e suggestivi” ha commentato il Presidente di Turismo Padova Terme Euganee, Flavio Manzolini. “Un tour davvero coinvolgente, dimenticando traffico e fatica e potendo apprezzare al meglio la città e anche gli splendidi paesaggi dei vicini Colli Euganei”.

segway pt,life tree mobility,blog di padova,padova blog,mobilità sostenibile,turismo sostenibile,turismo padova terme euganee,turismo venetoLa Life Tree Mobility propone infatti 3 itinerari per scoprire Padova utilizzando il Segway che prevedono il giro turistico della città, differenziandosi per la loro durata e per i luoghi di interesse storico-artistico visitati ed anche un tour sulla Strada del Vino attraverso i Colli Euganei (vai al sito della Strada del Vino dei Colli Euganei)!

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Ogni tour parte dalla sede di Life Tree Mobility, previa spiegazione teorico-pratica sull’utilizzo del mezzo. In pochi minuti il turista sarà già in grado di utilizzarlo e di muoversi e di provare l’ebbrezza di effettuare un fantastico TOUR accompagnato dai “drivers” della squadra del Seway Padova, attraverso le vie del centro storico che si trasformeranno improvvisamente in un magico tappeto rotante.  Scopri i dettagli del tour “Fast Green”, del tour “Easy Green”, del tour “Full Green”, del tour “Green Hill

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Grazie all’intesa con Turismo Padova Terme Euganee e ad un accordo di collaborazione ai possessori di Padova Card viene riservato uno sconto speciale. I turisti potranno quindi sperimentare una nuova formula di visita che unisce storia e cultura a mobilità a impatto zero e tecnologia.
La società Life Tree Mobility propone con l’accompagnamento di esperti drivers tre itinerari specifici ha proseguito l’Amministratore di Life Tree Mobility, Andrea Migliorini “i primi due percorsi prevedono il giro turistico della città di Padova, differenziandosi per la loro durata e per i luoghi di interesse storico-artistico visitati. Il terzo è invece un itinerario più particolare e libero attraverso i suggestivi Colli Euganei. Prima di ogni tours è comunque prevista una breve spiegazione teorico-pratica sull’utilizzo del Segway PT”. Oltre a mezzo turistico il Segway si presta ad altri servizi che la società Life Tree Mobility offre ad aziende e cme strumento di comunicazione e pubblicità. Leggi quì.  Life Tree Mobility ed il Segway sono anche su facebook e su twitter! Per tutte le info, le tariffe, i servizi e i vari eventi visitare il sito ufficiale: http://www.lifetreemobility.it/ ed il sito http://www.segway.it/ dove potete approfondire la conoscenza del mezzo e vedere i tour esistenti in varie città italiane.

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Ciao e bentrovati al post di questo fine settimana padovano! Finalmente la primavera sembra essere sbocciata e le ultime sono state bellissime giornate di sole: speriamo lo siano anche per il weekend!

In tutto il territorio del Nordest è in corso la 5° edizione del Festival delle Città Impresa che vi ho presentato nel post di mercoledì scorso così come la Notte Verde del Nordest. Proseguirà il calendario di Universi Diversi che in settimana si è arricchito anche del programma del Macello Festival, il festival di musica indie e rock in programma negli spazi dell’ex macello di via Cornaro che vi ho presentato nel post di lunedì e molto altro ancora.

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20 città per 1 notte. Le idee, i protagonisti, le esperienze che compongono la Green Valley del Nordest uniti in una eco-maratona che candida la metropoli diffusa a laboratorio di innovazione. Cultura e impresa, istituzioni e cittadini, in un percorso tra best practices e futuro. Il Comune di Padova aderisce all’evento “Notte Verde del Nordest”, promosso da Nordesteuropa, Sette Green, Ansa, Radio 24 e IcMoving Channel nell’ambito della V edizione del Festival Città Impresa, in programma il 5 maggio 2012.

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Padova la manifestazione si articola in due giorni (4 e 5 maggio) (leggi il programma!) e affronta il tema della sostenibilità ambientale nelle sue molteplici forme attraverso: convegni, dibattiti e workshop, presentazione di progetti, mostre, performance artistiche, laboratori per bambini e adulti… e tanto altro ancora. Molto ricco è il programma così gli eventi collaterali a questa Notte Verde. Tra di questi, domenica 6 maggio è in programma “Yes, we bike”, una giornata dedicata alla bicicletta Bicinarte, percorsi guidati alla scoperta di Padova (Mostra-mercato di biciclette; Viaggi a tema due ruote!; Stand Istituzionali e delle associazioni; Percorsi di mountain bike e BMX; Stand gastronomici) Novità 2012: “BICinARTE” visite guidate in bicicletta alla scoperta di Padova: partenza e arrivo delle biciclettate, con itinerari dai 5 ai 15 km, in Prato della Valle lato Palazzo Angeli.

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Dal 4 al 13 maggio è in programma nel centro storico di Padova, il Festival della Cittadinanza , il festival del terzo settore, sottointitolato quest’anno “Economia di Corresponsabilità”. Responsabile è chi risponde. Risponde delle proprie azioni, dal momento che si ritiene capace di scegliere, di distinguere il bene dal male, il giusto dall’ingiusto. Ma risponde anche alle azioni degli altri, sia quando sono azioni giuste, sia quando sono azioni ingiuste, sia quando sono azioni che chiedono giustizia. La responsabilità non finisce mai nel foro della propria coscienza, si estende alla vita di relazione. Siamo responsabili in quanto viviamo con e per gli altri. Possiamo parlare dunque di responsabilità condivisa, di corresponsabilità. Scarica quì il programma completo del festival o scoprilo qui all’interno del sito e visita il sito ufficiale per tutte le informazioni! Segui il Festival della Cittadinanza su facebook! 

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Per quanto riguarda l’offerta culturale ed artistica della città vi segnalo il sito di Padova Cultura dove troverete tutti gli eventi e le rassegne comprese in Universi Diversi, il format della primavera culturale padovana. All’interno di questo rientra anche la rassegna dedicata al mondo della danza, denominata Prospettiva Danza Teatro il cui titolo dell’edizione 2012 è “Dance is life”, danza come energia, vitalità, momento di condivisione. Per Prospettiva Danza Teatro, sabato 5 maggio alle ore 20,45, presso il Teatro Comunale G. Verdi ci sarà lo spettacolo “Coppelia”, messa in scena dalla Compagnia Junior BallettO di ToscanA, scuola diretta da Cristina Bozzolini, con i suoi giovanissimi danzatori è riconosciuta in tutta Italia come fucina di talenti capaci di possedere una tecnica rigorosa e di affrontare la scena con efficienza artistica, qualità di movimento e interpretazione di alto livello. I diciotto elementi eseguono con maestria la nuova coreografia di Fabrizio Monteverde, uno dei maggiori coreografi italiani, rinnovando con grande energia ed entusiasmo un capolavoro classico. 

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Torno a segnalarvi la grande mostra “De Chirico, Fontana e i grandi maestri del Novecento. Un secolo tra realtà e immaginario” che già con largo anticipo vi avevo presentato quì con un mio post. Capolavori di grande valore sono esposti per la prima volta a Padova nell’evento più importante del panorama culturale della nostra città che presenta circa 120 opere fra le più belle e preziose dell’arte contemporanea italiana presso il prestigioso Salone di Palazzo della Ragione .Circa sessanta artisti, il cui enorme valore è riconosciuto a livello internazionale: tra questi, Giorgio De Chirico, Carlo Carrà, Ottone Rosai, Luigi Veronesi, Filippo De Pisis, Massimo Campigli, Mario Sironi, Giuseppe Capogrossi, Virgilio Guidi, Lucio Fontana, Ennio Morlotti, Giò Pomodoro, Piero Manzoni, Enrico Baj. Gruppo Icat, agenzia di comunicazione e marketing di Padova ne cura l’organizzazione in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Padova. Per info su orari e biglietti clicca quì! Ingresso agevolato per i possessori della PadovaCard! 

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Al Gran Teatro GEOX, sabato 5 maggio ci sarà il concerto dei Tangerine Dream! Con le loro opere, mistiche e visionarie, i Tangerine Dream hanno contribuito a fondare la “musica cosmica” e rivoluzionato per sempre l’elettronica. Aprendo la strada al synth-pop degli anni 80 e anticipando di due decenni la stagione della new age, la band tedesca rimane una delle più importanti ed influenti degli ultimi decenni. Guardate il video-trailer dell’evento! Arrivano a Padova con una tappa del loro “The Electric Mandarine Tour”!  

Per chi in questo weekend vuole invece scatenarsi in discoteca, partecipare alle serate di pub e locali e per la vita notturna, in genere delego a PadovaByNight ma non dimenticate il programma del Macello Festival!!

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Per domenica 6 maggio propongo i consueti appuntamenti per scoprire Padova con attività all’aria aperta, sperando sia una bella giornata di sole! Ultimo appuntamento con le  Visite guidate alle mura di Padova.  Le visite sono organizzate e riservate ai soci del Comitato Mura ma è possibile iscriversi al momento. Per info sul tesseramento leggi quì. Da Porta Molino al Castello. Ritrovo presso Porta Molino, commiato in riviera Paleocapa presso il ponte di ferro. Ma molte altre sono le opportunità per conoscere ed apprezzare il territorio e le sue bellezze, sia in città sia in provincia e sui Colli Euganei.blog di padova,padova blog,festival della città impresa,notte verde del nordest,notte verde,padova weekend,padova cultura,turismo veneto,turismo padova terme euganee,padovacard,macello festival,tangerine dream,festival della cittadinanza 

Tra di queste, sempre per domenica 6, vi segnalo “Navigando sul fiume Bacchiglione a Padova”. L’antica grandezza della città rivive lungo il percorso attorno alle antiche mura e bastioni, durante la piacevole e tranquilla navigazione si potranno ammirare da una prospettiva privilegiata i monumenti che ne segnarono la storia tra il XV e XX secolo, proseguendo lungo il Fiume Bacchiglione si andrà alla riscoperta della più antica via per Vicenza e del territorio circostante fino al confine, andando indietro nel tempo ed indagando attraverso interventi sulla storia, l’archeologia e la natura legati al Fiume. Per informazioni dettagliate sul programma della giornata, costi e prenotazioni clicca quì!

Grazie a PadovaEventi scopri tutte le altre manifestazioni ed iniziative in programma a Padova e sul territorio provinciale per venerdì 4, sabato 5 e domenica 6

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Segnalo inoltre, come di consueto due riferimenti utili per i turisti e per chiunque stia pensando di trascorrere un week end a Padova e provincia: il sito Turismo Padova Terme Euganee  e il sito della PadovaCard che consente numerose agevolazioni, moltissimi ingressi gratuiti a musei e monumenti, riduzioni per mostre ed esposizioni varie!

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Qualche giorno fa mi è capitato di leggere un articolo dedicato ai parchi urbani e all’importanza che il verde ha per le città e sopratutto per i suoi abitanti. Puliscono l’aria, stimolano l’attività fisica, facilitano le relazioni sociali. I parchi urbani, secondo nuovi studi, allungano l’aspettativa di vita e abbassano il tasso di mortalità per le malattie cardiovascolari. Di città ci si può ammalare, e morire: è vero. Per l’inquinamento dell’aria, per gli incidenti che coinvolgono sempre più pedoni e ciclisti, per le strade senza marciapiedi che impediscono di camminare, per la discarica sotto casa. Ci si ammala non solo per la chimica e l’asfalto, ma anche per il brutto, la fretta, la rabbia che ti prende a vivere in una città inospitale. Eppure di città si può vivere e prosperare, rifiorire addirittura. Se il quartiere in cui si vive è ricco di parchi e aree gioco, se marciapiedi e piste ciclabili ben separati dalle strade consentono di muoversi quotidianamente con le proprie gambe, e se le case si alternano a negozi, spazi pubblici, cinema e uffici in quartieri gradevoli, e vivi a tutte le ore. 

padova,padova verde,parco basso isonzo,verde pubblico padova,parchi a padova,padovanetUn gruppo di sociologi e urbanisti olandesi ha proposto di chiamare questo nuovo ricostituente urbano “Vitamina V”, dove V sta per verde. E indica un insieme di servizi pubblici di cui, per la prima volta nella storia, si studiano in modo quantitativo i possibili effetti sulla salute fisica e psichica degli abitanti. Di fatto, una buona architettura e una buona urbanistica possono rappresentare una nuova medicina, in un certo senso, fondata sulla nuova scienza della città sostenibile che si sta facendo strada fra i pianificatori europei che da centralità agli interventi di sanità pubblica e recupero urbano, che dovrà riportare al centro alberi e biciclette, e avere la forza di moderare o addirittura fermare il traffico privato ai confini delle metropoli, attraverso un piano Marshall di investimenti dedicati al potenziamento del trasporto pubblico. Sono diversi gli studi che mostrano come le aree verdi, ripulendo l’aria, incentivando l’attività fisica e riducendo i livelli di stress, hanno effetti benefici sulla salute respiratoria, cardiaca e psichica della popolazione.

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E Padova? Per chi viene a Padova da turista e gira per il centro storico forse non avrà la sensazione di una città particolarmente verde, anche perchè la caratteristica di Padova è proprio quella dei giardini privati nelle corti interne dei vari palazzi chiaramente non visibili dall’esterno, se escludiamo ovviamente i “landmark” più conosciuti ed evidenti come il Prato della Valle, l’Orto Botanico dell’Università, e i Giardini dell’Arena, prossimi ad una delle più grandi attrattive del turismo culturale padovano e cioè la Cappella degli Scrovegni con gli affreschi di Giotto. Ma…Osservando più attentamente, ci sono parecchi parchi e giardini appena fuori dal centro storico (come ad esempio il nuovo Parco d’Europa in zona Stanga con il Giardino di Cristallo che ospita una ricca collezione di piante grasse e di cui potete vedere un’immagine quì sopra con i due cagnolini. Foto di Sergio Vollono, Arte Laterale) e filari alberati lungo il Bacchiglione e i canali cittadini così come lungo le mura. A proposito di mura, ricordo l’area golenale di via S. Massimo dove spesso vengono organizzate varie manifestazioni e quello che sarà il nuovo parco delle mura, ampliato in seguito alla nuova strada che conduce al nuovo cavalcaferrovia Sarpi-Dalmazia. Per avere però una visione completa dei parchi, dei giardini e dei percorsi fluviali di Padova (di cui ho già parlato per via del loro valore turistico e di scoperta del territorio, oltre che sportivo) scopritene il “patrimonio verde”!

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Entrando nella sezione “Padova Verde” del comune su padovanet si può avere una panoramica completa anche riguardo agli eventi, iniziative ed attività e a tutto quanto concerne l’attività dell’assessorato competente compresi tutti i riferimenti con le tematiche ambientali. Tra le iniziative proposte segnalo in particolare le visite guidate al Parco Treves (vedi un’immagine quì a fianco), un giardino romantico che è davvero un gioiello forse poco conosciuto anche ai padovani stessi e il roseto di S. Giustina. Oltre alla cura e all’incremento del patrimonio, infatti, sono numerose e importanti le manifestazioni realizzato a partire da “Vivi il parco” che dal 1 maggio al 28 settembre scorso ha coinvolto 50mila persone e la tre giorni di Arbord day, manifestazione che ha trasformato Padova nella capitale italiana della cura degli alberi con grande soddisfazione dell’assessore al Verde Andrea Micalizzi. A fine marzo ci sarà inoltre VerdeCittà, evento che si propone di valorizzare il paesaggio urbano attraverso azioni orientate alla creatività e all’attenzione per l’ambiente. Molto articolata è stata l’attività del settore Verde nel 2011: dai parchi giochi ai giardini, dal patrimonio arboreo alle rotatorie, dai parchi di quartiere ai concorsi, agli orti urbani, all’inventario informatizzato delle aree verdi, al coinvolgimento dei volontari per la sicurezza nei parchiLeggi quì un resoconto sull’attività svolte nel 2011! Leggi un ulteriore approfondimento!

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Tra le sezioni del sito c’è la gallery fotografica con immagini un po’ datate a dir la verità e la sezione video con le presentazioni di alcune opere realizzate come il Giardino di Cristallo, la nuova piazza Azzurri d’Italia all’Arcella e il Parco Basso Isonzo (guarda il video). Il “Campo dei Girasoli” rappresenta il primo stralcio del parco del Basso Isonzo, il primo parco agricolo di Padova ed il più grande parco pubblico del Veneto. Il parco del Basso Isonzo, situato tra il Bacchiglione ed il quartiere della Sacra Famiglia, risulta il più importante polmone verde della città. Con una vasta area dedicata all’agricoltura e al mantenimento delle coltivazioni, delle specie naturali e del paesaggio della campagna veneta, oltre ad un’area dedicata alle attività ricreative, il parco rappresenta un importante patrimonio culturale per la conservazione della biodiversità in città.

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Non avremo in città una grandissimo polmone verde (sperando lo possa diventare il Parco del Basso Isonzo), come il Phoenix Park di Dublino, come la Forêt de Soignes di Bruxelles o i grandi parchi limitrofi alla città di Praga ma ritengo che anche Padova abbia un importante patrimonio di verde pubblico e valide sono le iniziative dell’amministrazione per incrementarlo e valorizzarlo. Quello di un grande parco urbano con boschi e colonie di animali allo stato brado d’altra parte è giusto un sogno che però, temo, non sarebbe rappresentativo del territorio padovano. Senza contare che quello che oggi identifichiamo come corrispondente all’area metropolitana, è spezzettato in troppi comuni e ciò non ha consentito negli anni una pianificazione omogenea e coerente del territorio. Avere un vasto polmone verde al di là della necessità dei piccoli giardini di quartiere, avrebbe un utilità non solo paesaggistica visto che “Foreste urbane di dimensioni adeguate svolgono un’eccellente azione di filtro acustico e sugli inquinanti dell’aria, oltre ad abbassare di qualche grado la temperatura nelle isole di calore urbane”, spiega Barbara Maher del Lancaster Environment Centre.  Secondo una ricerca della Columbia University di New York, per ogni 350 nuovi alberi piantati per chilometro quadrato gli attacchi d’asma si riducono di un quarto. Sulla sinistra il logo della giornata nazionale dell’albero 2011 introdotto proprio per sensibilizzare l’opinione pubblica all’importanza che hanno gli alberi per la salute dell’uomo!

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padova,comune di padova,progetto "south east european mobility management scheme,mobility manager,mobility center,turismo padova terme euganee,mobilità sostenibile

In attesa della partenza del nuovo servizio di bike sharing (di cui ho parlato il mese scorso in questo post), da un paio di settimane in stazione è attivo il nuovo servizio front office del Mobility Center. Collocato all’interno dell’ufficio turistico IAT (gestito da Turismo Padova Terme Euganee), il nuovo sportello “Mobility Center” offre informazioni sulla mobilità integrata a Padova e nello stesso tempo vuole trasmettere cultura sulla mobilità sostenibile proponendo tutte le modalità di spostamento rispettose dell’ambiente che l’amministrazione mette a disposizione di cittadini e turisti.

Si tratta di una prima iniziativa frutto del progetto comunitario “South East European Mobility Management Scheme” (SEE MMS) di cui il Comune di Padova Settore Mobilità e Traffico è partner assieme ad altre città dell’Unione Europea sud-orientale il cui obiettivo principale è comunicare in modo efficace come un cittadino o un turista, possa spostarsi velocemente e in sicurezza, usando i mezzi pubblici. Presso il front office del mobility center un operatore dà informazioni complete sulla mobilità, sugli spostamenti delle persone con i mezzi alternativi all’auto, sulla criticità temporanee della viabilità a causa di lavori o manifestazioni. Ma il servizio è anche web grazie al sito: mobilitycenter.comune.padova.it.

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Nel corso degli ultimi anni è stato evidente, almeno per me, come il tema della mobilità sostenibile sia stato sviluppato e promosso concretamente in città. Basti pensare alla flotta degli autobus Aps a metano (a proposito, avete visto i nuovi display con la segnaletica dei tempi di arrivo alle fermate degli autobus? finalmente il gps anche a bordo dei bus!) al grosso investimento del tram, servizio apprezzato e largamente utilizzato in città (nonostante qualche problemino di troppo) che nei prossimi anni si amplierà grazie a nuove linee, la realizzazione di piste ciclabili, l‘ufficio mobilità ciclabile del comune che negli anni ha dato contributi ed incentivi per l’acquisto di bici a pedalata assistita o elettriche, servizi di custodia, noleggio e marcatura delle bici, iniziative culturali e ludiche come “alla scoperta della Padova invisibile in bicicletta“. E’ recente anche l’introduzione del servizio di car pooling e di car sharing, grazie al quale si può avere a disposizione un’auto senza spese di gestione e manutenzione e, come detto all’inizio il servizio di bike sharing, GoodBike , che sarà attivo a partire da marzo. Tutte proposte di mobilità sostenibile rivolti ai cittadini e a chi frequenta la città alle quali vanno aggiunte quelle a supporto dell’economia cittadina per il trasporto merci come l’introduzione da diversi anni ormai dei mezzi elettrici o a metano CityPorto e il recentissmo Triclò, il triciclo per la consegna merci in centro storico di cui pure ho scritto in questo post.

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Tornando al Mobility Center le principali prestazioni sono le seguenti:
– fornire un nuovo servizio informativo per il turismo e per chiunque deve muoversi a Padova;
– sviluppare nei cittadini la coscienza dell’utilizzo della mobilità sostenibile;
– riequilibrare i modi degli spostamenti della persone attraverso i vari servizi di mobilità alternativi all’auto;
– informazioni relative al traffico nella tangenziale e nella rete autostradale locale.

Il Mobility Center si distingue dagli altri servizi informativi esistenti per le seguenti caratteristiche fondamentali:
– concentrazione delle informazioni di tutti i servizi esistenti per la mobilità e fornitura di elementi di comparazione e di integrazione fra i vari servizi;
– inserimento in rete internazionale con conseguente arricchimento di esperienze e di best practices;
-strumento di diffusione per servizi innovativi e comportamenti virtuosi.

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Il Mobility Center è aperto dal lunedì al sabato dalle 9 alle 14 e in occasione di alcune feste: 06 gennaio, 19 febbraio, 8,9 e 25 aprile, 1 maggio e 13 giugno (festa di S.Antonio)

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padova,mobilità sostenibile,bike sharing,goodbye padova,triclò

Che a Padova la bicicletta sia un mezzo di trasporto piuttosto diffuso è risaputo, per spostarsi quotidinamente in città così come attività sportiva e turistica (rileggi i post “Cicloturismo a Padova lungo fiumi e canali” , il post “Pedalare in città“). Padova nel 2008 è stata premiata come città amica della bicicletta “perchè è la città che, in proporzione agli abitanti, ha investito di più sulla bicicletta, anche attraverso la riqualificazione di zone degradate come con il progetto AsfaltArt”. Dal sito del comune si legge “115 km di piste ciclabili è il risultato che si sta raggiungendo tra il lavoro già fatto e quello in programma nei prossimi mesi. In tre anni sono stati realizzati 40 km di percorsi nuovi” (clicca quì per vedere le mappe). Esiste una pagina di Padovanet dedicata alla bicicletta, agli incentivi per l’acquisto, con i link agli uffici competenti per la mobilità ciclabili, ai progetti in corso d’opera, alle opportunità di custodia e noleggio e alle varie iniziative ed eventi (come ad esempio “Yes, we bike” dello scorso maggio).

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La scorsa settimana è stato presentato il Triclò, il risciò per la consegna merci che già ha iniziato a funzionare all’interno del centro storico. Si tratta  di furgoncini a pedali per la consegna e la distribuzione in massimo 2 ore (o su prenotazione) di pacchi e documenti nel centro storico e Zone a Traffico Limitato. Ad oggi se ne contano 5, ma il comune punta ad acquistarne una decina. Il servizio è rivolto a tutti coloro che vivono e lavorano dentro le mura della città: privati cittadini, ristoranti, commerciati, uffici, hotel, pubblica amministrazione e che hanno la necessità di gestire le proprie consegne in modo semplice, veloce e personalizzato. La proposta à stata accolta in modo favorevole dall’Amministrazione comunale, in particolare dal vicesindaco, e assessore alla Mobilità, Ivo Rossi: “Un sistema innovativo. Questi furgoncini a pedali sono importanti sia sotto il profilo della sostenibilità ecologica sia della responsabilità sociale”. Per informazioni 049.8844411. Guarda il video.

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A fine gennaio partirà anche il servizio di bike sharing già annunciato qualche mese fa. GoodBike Padova è il nuovo servizio di bike sharing che sarà attivo in città entro marzo (leggi l’articolo da Il Mattino di Padova). Per la fine di gennaio saranno installate le prime sei postazioni e poi man mano si aggiungeranno le altre per un totale di 28 postazioni, 3 delle quali, realizzate dal Parco La Fenice, alimentate da pannelli fotovoltaici. Ogni postazione sarà formata da 15 colonnine e dotata di 10 biciclette. In totale saranno a disposizione 280 biciclette 50 delle quali a pedalata assistita; saranno lontane tra loro tra 300 e 500 metri in modo da favorire il ricambio, motivo per cui l’uso entro la mezz’ora sarà gratuito.

padova,mobilità sostenibile,bike sharing,goodbye padova,triclòIl servizio di bike sharing è stato fortemente voluto dal vicesindaco assessore alla Mobilità Ivo Rossi: “Lo slogan GoodBike Padova sintetizza la predisposizione della nostra città e dell’Amministrazione nei confronti dell’uso di un mezzo di trasporto quale la bicicletta perché crediamo che, oltre ad essere ottima per la salute individuale e collettiva, la bici sia di grande aiuto alla mobilità sostenibile – ha detto il vicesindaco presentando l’iniziativa alla stampa -. Ringrazio il nostro “main sponsor”, vale a dire la Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, che con il suo contributo ha consentito la realizzazione del progetto”. 
Il progetto, a costo zero per l’Amministrazione nella fase di realizzazione, è finanziato con 213mila euro dalla Fondazione Cariparo, 167mila dall’Europa, 40mila dal ministero dell’Ambiente e 30mila dalla Camera di Commercio di Padova. “Una sinergia importante che dà valore al territorio – ha spiegato Antonio Finotti, presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo – Quanto l’iniziativa ci è stata sottoposta ha immediatamente suscitato la nostra attenzione perché la Fondazione pone tra i suoi obiettivi la promozione della salute e della cura dell’ambiente quindi un servizio di bike sharing ci è parso importante anche rispetto alle migliaia di studenti che vivono a Padova”. Soddisfatto anche il presidente della Camera di Commercio Roberto Furlan: “Si tratta di un sistema innovativo che porta al superamento del mezzo privato, ma soprattutto ci consente di dare valore aggiunto all’offerta turistica individuale”.

Le postazioni saranno realizzate nei luoghi che generano maggior traffico come: stazione, residenze Esu, facoltà e mense universitarie, ospedale, parcheggi scambiatori. Le prime sei postazioni saranno realizzate alla Stanga, alla Fiera, in stazione, in via Sarpi, a Brusegana, in via Giustiniani. Bello, no? 😉
 

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padova,padovacard,turismo veneto,turismo padova terme euganee,expo bici,padova in bici,cicloturismo,padova città d'acque,turismo in biciclettaCiao! Quest’oggi ultimo giorno di Expo Bici, la fiera per gli appassionati di bicicletta che si sta svolgendo da sabato e che sta attirando molto pubblico (vedi il programma della giornata). Come scritto nel post di venerdì, in cui ho sommariamente presentato l’appuntamento, bicicletta intesa non solo come mezzo di trasporto sostenibile e salutare per chi lo pratica come attività sportiva ma anche come modalità per scoprire luoghi, attraversare territori più o meno vasti, in una parola fare cicloturismo scegliendo di trascorrere le proprie vacanze spostandosi sulle due ruote.

Anche il territorio di Padova e provincia si presta molto ad essere esplorato e conosciuto in bicicletta perchè è piuttosto vario per essere un territorio della pianura padana. Infatti oltre ai noti Colli Euganei il territorio della provincia di Padova è solcato da un discreto numero di corsi d’acqua, fiumi e canali che negli anni passati costituivano un reticolo di collegamenti fluviali. Padova era nota come città  d’acque per i molti canali che la attraversavano ma anche la provincia non è da meno…

Nei mesi e nei due anni precedenti in questo blog ho già dedicato spazio a questi temi. Senz’altro nel post “L’ultimo dei barcari” in cui ho presentato il libro di Francesco Jori e Riccardo Cappellozza ho parlato dell’antica professione dei barcari, tradizionale a Padova, del Museo della Navigazione di Battaglia Terme, ma in altri post come “Città d’acque, sport e molto di più” ,  “Pedalare a Padova”“Cicloturismo a Padova e provincia” ho scritto di cicluturismo e di itinerari da seguire in bicicletta.

Oggi, ho colto l’occasione di Expo Bici appunto per segnalare come, dopo la scheda cicloturistica dedicata all’Anello dei Colli Euganei, Turismo Padova Terme Euganee (da cui ho preso le immagini di questa pagina) ha realizzato una nuova scheda dedicata all’Anello Fluviale di Padova che consente di vedere Padova da un angolo di visuale suggestivo lontano dai consueti itinerari turistici e dai rumori della città. Infatti seguendo l’anello fluviale della città si potranno ammirare le mura, i bastioni, le varie fortificazioni fino ad arrivare al Castello dei Carraresi, i ponti sul Naviglio Interno e ce ne sarebbero stati molti di più se la stragrande maggioranza dei canali non fosse stato tombinato sin dagli inizi del Novecento fino a completare l’opera negli anni Sessanta.

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Ho pensato di segnalarlo anche perchè rispetto ai mie post precedenti il portale di Turismo Padova Terme Euganee è cambiato e migliorato molto nella sua usabilità e proprio in tema di cicloturismo presenta una sua “costola” denoninata “Padova in bici(www.padovainbici.it. ), una vera e propria sezione dedicata del portale turistico della provincia. Ogni percorso quì proposto è completo di descrizione, foto, dati tecnici e materiale turistico che si può downlodare gratuitamente in formato PDF. Tutti i materiali cicloturistici di Turismo Padova Terme Euganee sono realizzati in collaborazione con la FIAB e con il Dipartimento TeSAF dell’Università di Padova.

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Tornando all’anello fluviale di Padova, la scheda ha il formato standard dei road-book cicloturistici, formato ideale per l’inserimento nella sacca da manubrio così da permettere la consultazione anche mentre si pedala. Una breve descrizione illustra le caratteristiche principali del percorso, fornendo alcune brevi informazioni sui principali luoghi di interesse e completando ove necessario la cartografia. La mappa evidenzia il tracciato riportando la tipologia del fondo stradale, le eventuali pendenze, i tratti con traffico, ed indicando i siti di interesse storico artistico o naturalistico, i punti di assistenza biciclette e gli uffici turistici.
Nei box degli indirizzi e delle informazioni utili vengono riportati gli uffici turistici, l’intermodalità, i parcheggi e i siti dedicati al cicloturismo.
L’itinerario si snoda seguendo la fitta trama di fiumi e canali che da sempre caratterizzano la storia di Padova in un suggestivo percorso di 54 chilometri ricchi di arte e natura.
La scheda è in 4 versioni monolingue (Italiano, Inglese, Francese, Tedesco) ed è in distribuzione gratuita presso tutti gli uffici IAT (Informazione ed Accoglienza Turistica) di Turismo Padova Terme Euganee.

padova,padovacard,turismo veneto,turismo padova terme euganee,expo bici,padova in bici,cicloturismo,padova città d'acque,turismo in bicicletta All’interno del sito di Padova in bici potete trovare altre proposte di escursioni e itinerari all’interno della provincia di Padova ma anche in altre province. C’è l’itinerario denominato “Il cammino di sant’Antonio”, c’è il “Giro delle città murate“, l’itinerario “Lungo il Bacchiglione. Padova rurale” così come le “Ciclovacanze”, 5 percorsi lineari che partendo da (o attraversando) Padova conducono alle principali mete turistiche del Veneto sfruttando così la posizione baricentrica di Padova rispetto al territorio veneto circostante. Insomma per gli appassionati di bicicletta un sito da guardare con estremo interesse.

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A chi ama la bicicletta e svolgere un po’ di attività sportiva all’aria aperta, anche durante le proprie vacanze segnalo inoltre il consorzio Thermae Sport con la sua offerta della easy activities week (fino al 28 ottobre!) a tutti i turisti dell’area termale-euganea. Si tratta di “attività facili”, un calendario settimanale di attività fisica all’aria aperta (mountain bike, nordi walking, escursioni) condotto da personale qualificato e svolto in forma divertente e leggera, salutare appuntamento con il territorio per scoprire i gioielli dei Colli Euganei ed il bacino termale che li circonda. Ne ho parlato più volte anch’io di questa bella proposta per turisti e padovani, ad esempio nel post “Riprendono le “easy activities” sui Colli Euganei e sul Bacino termale!” Thermae Sport ha anche una pagina su facebook (Terme Sport) dove potete ricevere informazioni, commentare e raccontare la vostra esperienza nelle “easy activities”, postare foto e video, dare consigli e è suggerimenti allo staff. Thermae Sport è anche su Flickr, il social network dedicato alla fotografia! 

Spero così di avervi dato qualche nuovo spunto per poter organizzare le vostre uscite! Avete voluto la bicletta? E ora pedalate!! 😉

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padova,orti urbani,ambiente,agricolturaDa anni se ne parla in Europa e stanno prendendo sempre più piede. Si tratta di quelli che in Italia chiamiamo “orti urbani” (immagine a destra presa dal sito del Nation Geographic Italia) mentre all’estero si chiamano Kleingarten (Gemania), Allotment garden (Inghilterra), Huerto marginales (Spagna) e sono progetti delle amministrazioni pubbliche locali che segue una tendenza spontanea diffusa di chi, per varie esigenze, sfrutta il più piccolo spazio su balconi, terrazze, minuscoli appezzamenti di terra per coltivare prodotti per l’autoconsumo. Un’attività sana e salutare quella del prendersi cura e di coltivare almeno un piccolo appezzamento che risponde a varie funzioni: una funzione sociale perchè permette di socializzare con i vicini di appezzamento, aiutarsi e confrontarsi tra piccoli “contadini” e tra diverse generazioni di contadini, senza contare il permettere ai pensionati un’attività che li mantenga attivi quotidianamente, una funzione ambientale, ovviamente, una funzione culturale, poichè i saperi legati al mondo agricolo, non si perdano nell’aree urbane e in società in cui ci si è abituati ad acquistare i prodotti della terra, una funzione economica, visto il periodo di crisi, coltivare per se stessi permette di risparmiare sulla propria spesa mensile, e svolgono anche una funzione terapeutica.

padova,orti urbani,ambiente,agricolturaDa tempo è attivo il progetto “orti urbani” del Comune di Padova e qualche giorno fa ha annunciato che verranno messi a disposizioni dei richiedenti aventi titolo altri piccoli 500 orti urbani in aggiunta ai 130 già esistenti. Sugli aventi titolo per richiedere un lotto c’è un’importante novità. Non più soltanto, come avveniva finora, gli over 55, bensì tutti i cittadini maggiorenni residenti a Padova e le Associazioni di volontariato purchè regolarmente iscritte all’Albo. Viene richiesta la compilazione di un apposito modulo che gli interessati potranno scaricare on line dal sito www.padovanet.it o trovare in distribuzione nella sede del settore verde del Comune in via Zamboni, negli uffici anagrafe dei quartieri, nell’ufficio  relazioni con il pubblico di Palazzo Moroni.

Si arricchische, quindi,  il progetto del settore verde pubblico dell’amministrazione comunale rivolto ai propri cittadini,  proponendo altre 500 nuove aree verdi che vanno ad aggiungersi ai 130 orti già esistenti. “Con questa iniziativa – spiega l‘assessore Andrea Micalizzi – Padova si colloca come eccellenza tra le città che nel nostro Paese hanno scelto di investire in ambiente  e territorio.

padova,orti urbani,ambiente,agricolturaE’ un progetto che punta sulla passione per la natura e per i prodotti della terra che si rivolge a tutti e a tutte le fasce d’età, a grandi e piccini, con l’obiettivo di migliorare sia la qualità della vita che gli spazi del nostro territorio. Ricordo  – aggiunge l’assessore – che c’è tempo fino al 30 giugno per inoltrare  richiesta per ottenere un lotto di orto urbano. Da settembre, prima pertanto di novembre che scandisce l’inizio dell’anno agricolo, procedereno all’assegnazione degli appezzamenti. Se posso dare un consiglio: affrettatevi! Solo oggi, primo giorno utile per presentare le domande, abbiamo registrato circa una sessantina di richieste di cui una trentina da parte di giovani interessati. E la partecipazione dei ragazzi è un buon segnale che premia la nostra intuizione di ampliare le fasce d’età”. Caratteristiche del piano sono la localizzazione diffusa dei nuovi orti su tutto il territorio, compatibilmente con la disponibilità di aree verdi di proprietà comunale e della vicinanza alle aree residenziali in modo da favorirne l’accessibilità anche pedonale e soprattutto per rafforzare il vincolo di appartenenza all’orto da parte dei cittadini. Non manca inoltre la collocazione di orti urbani anche all’interno di aree pubbliche attrezzate quali i parchi, i plessi scolastici, gli impianti sportivi, spazi dove  sicurezza e livello di infrastrutturazione complessivo sono maggiori.

Il primo stralcio del progetto prevede 8 nuove aree pubbliche da destinare ad orti: il Giardino degli Aceri, nel quartiere 6, uno spazio dove sono previsti 67 appezzamenti; il Parco Milcovich, nel quartiere 2, con 31 orti; l’area verde di via Mamiani nel quartiere 3 in zona Stanga con 68 orti; l’area di via Bonardi al Forcellini con 24 lotti; via Pizzamano in località Voltabarozzo con 44 orti; il Parco dei Salici in zona Guizza con 30 appezzamenti; il Parco Basso Isonzo con 65 orti; l’area verde di via Madonnina in località Mandria con 36 orti. “Con gli orti di via Mamiani – precisa l’assessore Micalizzi – trasformiamo un area verde in un parco, uno spazio dedicato ad ospitare 68 appezzamenti. E questo è senza dubbio un buon esempio di come si possa recuperare e riqualificare un’area con la passione e l’impegno dei cittadini. E così anche per lo spazio di via Bonardi dove gli orti si inseriscono all’interno di un’area verde scolastica, o per l’area nel Parco dei Salici che amplia il parco esistente vicino all’impianto sportivo riportanto peraltro la tradizione dell’agricoltura in una zona della città già dedita, nel passato, a questa attività”.

padova,orti urbani,ambiente,agricolturaUn’ottima iniziativa quindi. Si affidano aree verde ai cittadini che hanno tutto l’interesse di prendersene cura e di tutelarli dal punto di vista ambientale affinchè i propri prodotti crescano il più sani possibile ed un modo per dare libero sfogo a questo desiderio di ritornare ad occuparsi di agricoltura, per quanto gestendo piccoli fazzoletti di terra. Per tutte le informazioni sul progetto e sul bando di assegnazione degli orti urbani clicca quì! Che dire? Approvo, approvo, approvo e lo dice uno che ha la fortuna di avere la fortuna di avere una bella porzione di terra dietro casa dove mio nonno prima e mio padre (vedi nella foto sopra a destra!) ora hanno sempre coltivato verdura e anche frutta di stagione. Una soddisfazione per loro raccogliere prodotti dai campi e portarli a tavola o regalarli ad amici e parenti e risparmiare non poco dal fruttivendolo!

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