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Se ne parla da una settimana e più ed il dibattito sul tema della nuova “geografia istituzionale”, che la revisione delle Province ha generato, è destinato a continuare ancora per molto così come lo “scontro” tra chi sostiene le ragioni dell’amministrazione comunale di Padova nella richiesta di aderire alla città metropolitana di Venezia e chi invece vuole preservare l’unità tra tutti i comuni padovani e, piuttosto, unirsi ad un’altra provincia. Ho voluto quindi esprimere la mia opinione su un tema che mi appassiona molto e per cui ho lavorato un paio d’anni ad un progetto comunitario presso l’ufficio di “Governance Metropolitana” della Regione Emilia-Romagna. Si trattava di un progetto promosso da Metrex, la rete delle città ed aree metropolitane europee. Inizialmente pareva dovesse essere la Provincia di Rovigo ad essere inglobata da quella di Padova mentre l’ultima decisione del governo indica quella di Treviso. Il Comune di Padova, dopo il Si all’ingresso della città metropolitana di Venezia incassato nell’ultimo consiglio comunale, insiste e continua a premere per la costruzione di questo nuovo ente metropolitano che comprenda Padova e possibilmente la maggioranza dei comuni padovani e trevigiani che vorranno aderirvi realizzando, in “qualche modo”, l’idea di quella Pa-Tre-Ve di cui si parla da vent’anni almeno.

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Ho inserito tra virgolette che questa unione metropolitana avverrebbe “in qualche modo” perchè secondo la mia opinione i tempi rapidi, una comunicazione ed una spiegazione ai cittadini non proprio completa, delle prospettive e delle conseguenze di questo passaggio, ed una legge nazionale rischiano di offuscare un’operazione a mio avviso sacrosanta e che guarda al futuro in modo ambizioso, suggerendo linee di sviluppo organico ed una gestione dei servizi integrata di un’intera area che si porrebbe tra le più ricche ed economicamente forti d’Italia. Il vicensindaco di Padova Ivo Rossi nonchè promotore ai suoi tempi di quella che fu battezzata “Grande Padova”, spiega (“Il Mattino di Padova”, 3/11/’12 pag.4)  che “L’obiettivo finale è una città metropolitana che coinvolga Padova, Venezia e Treviso. In fondo la sfida dei prossimi anni non è tra Vicenza, Verona o Treviso ma con Monaco con l’area Mi-To, (Milano-Torino). Dobbiamo uscire dal provincialismo dei campanili”. Prosegue il vicesindaco “Secondo uno studio sommando le ditte che fanno esportazioni l’area di Padova e Venezia diventa la quinta in Italia. Per questo abbiamo in programma anche un incontro con le categorie economiche coì come continuano le trattative per fusioni sul fronte della mobilità tra Aps e Actv”.

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Condivido questa visione di Ivo Rossi ma nominando una certa legge nazionale mi riferivo ovviamente alla l.42/2009, che all’art.23, indica tra le città metropolitane Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Napoli e Reggio Calabria, preferita proprio a Padova. Quest’esclusione generò parecchi malumori in città proprio perchè Padova con i suoi comuni che la circondano di fatto è un chiaro esempio di area metropolitana, nata con la crescita urbana e demografica dei comuni della cintura a discapito del calo demografico del comune capoluogo. Con questa legge pare che l’unico modo di gestire l’area metropolitana tra Padova e Venezia (e anche Treviso) sia il confluire di Padova nella città metropolitana di Venezia, scontentando i padovani che chiedono un rapporto alla pari tra Padova e Venezia all’interno di un nuovo ente di coordinamento. Quantomeno in questi giorni non c’è stata chiarezza sui rapporti di forza all’interno di questo nuovo ente o almeno io non li ho capiti. Anche la storia e l’identità di una città sono importanti e, se l’idea della Pa-Tre-Ve, almeno nel nome, dava l’idea di un’unione alla pari, non altrettando garantisce l’ingresso di Padova nella città metropolitana di Venezia, a maggior ragione se si pensa allo storico “venezianocentrismo” ancora diffuso in laguna,  contro un attaccamento ed un senso di appartenenza che a Padova non è troppo pronunciato. Senza le dovute garanzie, senza una spiegazione dei termini di questa unione, con i tempi rapidi che si stanno chiedendo, è comprensibile che ci possa essere malcontento a Padova quando invece, di per sè, un ente di coordinamento è assolutamente necessario e, finalmente, ambizioso. Insomma un’idea positiva e lungimirante che si sta provando a concretizzare però con un’iniziativa un po’ “acrobatica”, sfruttando i ristretti margini di manovra che il governo consente, con tutti i pro e contro che questo comporta.

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Il titolo dice “Padova e le sue aree metropolitane”. Infatti Padova, rientra nell’area metropolitana compresa tra i Colli Euganei e la laguna e poi su fino a Treviso, ma è anche comune principale di una sua area metropolitana. Perchè sono cosi importanti le aree metropolitane? Il dibattito sulle aree metropolitane si è fatto più vivace anegli ultimi anni, da un lato, il moltiplicarsi del numero delle metropoli nel mondo ha evidenziato che si sta creando una nuova organizzazione urbana a un ritmo molto rapido (la popolazione urbana nel mondo supera attualmente i 3 miliardi di persone e oltre 400 metropoli hanno più di un milione di abitanti, mentre un secolo fa non si contavano che 16 città di tali dimensioni) mentre dall’altro, il riconoscimento del legame esistente fra lo sviluppo economico, sociale ed ambientale delle grandi metropoli e la Strategia di Lisbona dell’Unione Europea (che individua nelle città e nelle aree metropolitane gli attori fondamentali per gli obiettivi di crescita, di occupazione, di coesione sociale) ha contribuito ad alimentare questo dibattito. Sono aree urbane dove si concentrano opportunità e anche minacce ma è su questa scala che i territori più avanzati competono per attrarre investimenti, imprese, centri di ricerca e sviluppo, lavoro ed è su questa scala che si devono razionalizzare i servizi per dare ai cittadini e gli utenti di queste aree una migliore qualità di vita e di lavoro. D’altra parte i punti deboli di uno sviluppo equilibrato delle aree metropolitane risiedono nella mancanza di identità e nell’assenza di una governance adeguata ed è di questo che si dovrà discutere anche da noi. Su wikipedia una ricca pagina dedicata alle aree metropolitane e alla loro classificazione in Italia: noterete come Padova sia quasi sempre citata.

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Un coordinamento tra l’area urbana di Padova e quella di Venezia è quindi necessario a maggior ragione se si pensa ad un futuro ambizioso, in cui quest’area può effettivamente diventare quel polo forte a nord-est così come Torino e Milano lo sono a nord-ovest. A proposito di ambizione, mi chiedo quanto lo siano Padova ed i padovani rispetto alla loro città. Dal mio punto di vista, purtroppo, molto poco. Concetti “immateriali” quali orgoglio civico, senso di appartenenza ad una comunità, in occasioni come queste, possono sostenere idee e progetti coraggiosi ed ambiziosi quando invece in loro assenza forse risulta più comodo “volare bassi”, guardare al proprio orticello, scegliere di non scegliere, lasciarsi trasportare dagli eventi e dai tempi, ignorando il fatto che i territori ed i mutamenti in atto andrebbero governati con un occhio al presente ma con un altro rivolto al futuro. Paragonare l’unione tra province al nuovo soggetto della Città Metropolitana non ha senso visto che quest’ultima avrà molti più poteri mentre alle province resteranno competenze molto limitate.

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E qui mi chiedo perchè il progetto della Grande Padova è stato accantonato? Se la legge l.42/2009 avesse riconosciuto Padova come città metropolitana, l’esigenza di cogliere al balzo quest’opportunità di entrare in quella di Venezia, sfruttando i tagli alle Province, forse non sarebbe stata avvertita ma dire no a questa possibilità così come il no alla Grande Padova meriterebbe comunque una spiegazione. Secondo il mio punto di vista la grande Padova andrebbe riproposta subito con l’adesione di tutti i comuni aderenti al Pati e questo a prescindere se passerà l’unione delle province tra Padova e Treviso o l’ingresso dei comuni di questo territorio nell’città metropolitana veneziana. Ci sono studi fatti a livello europeo che suggeriscono l’aggregazione di Padova con Venezia (paragonando l’asse Padova-Venezia a quello bipolare Glasgow-Edinburgo o a quello Liverpool-Manchester),  ma altri che fanno altrettanto con l’area metropolitana di Padova, suggerendo una Padova da 500.000 abitanti, in particolare lo studio delle aree metropolitane fatto da Espon (vedi tabella qui sotto)!

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Un’esigenza, ovviamente sempre secondo la mia opinione, quella di unire il territorio di Padova e dei suoi comuni della cintura, che è quella di rafforzare la massa critica (i numeri contano e proporsi come città da 400.000 abitanti è diverso dal porsi come città da 200.000 anche solo per comunicare una percezione corretta della città e delle sue dinamiche) ma anche quella di dare aria ad un territorio che è denso e privo ormai di spazi. Il solo comune di Padova ha un’estensione di 92 kmq, il 24° comune veneto come superficie, più piccolo di Longarone, Feltre, Eraclea, Cavarzere, ed ovviamente quello con la maggiore densità abitativa!! Una città più ampia ed unita, oltre ad avere un’unica area industriale, potrebbe avere a disposizione maggiori spazi per distribuire anche in zone più esterne alcune funzioni, forse si sarebbe potuto individuare un’area più ampia per il nuovo ospedale così magari si sarebbe potuto pensare ad un grande parco urbano ricompreso tra porzioni di due o più comuni, oggi separati.

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Ora stiamo a vedere quali saranno gli sviluppi, se verranno unite le province di Padova e Treviso o se invece il comune di Padova e gli altri che lo vorranno, entreranno nella città metropolitana di Venezia. Il mio auspicio in ogni caso è che nel futuro il comune di Padova possa assorbire i comuni della cintura urbana per avere maggior forza nelle relazioni con gli altri centri vicini e per esprimere una nuova identità più corrispondente alla città reale. La Padova da 200 mila e poco più abitanti e cioè il comune di Padova, è solo una parte della Città di Padova e rappresenta una dimensione che non spiega le dinamiche sociali ed economiche in atto, anzi contribuisce a diffondere una percezione della città non corretta sia all’esterno sia all’interno, tra quei padovani che non riconoscono alla propria città l’importanza che merita e le sue potenzialità.

 

PS: Su Padova, il turismo e la governance rileggi “Superemo mai certi vecchi vizi per il bene della città? A proposito di Padova e del suo futuro…”

Alberto Botton
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Quest’oggi vi propongo semplicemente qualche considerazione da cittadino che legge quotidianamente la stampa locale e che rimane spesso quantomeno perplesso alla lettura di alcune notizie riguardanti la gestione del territorio e la sua promozione. Chi legge questo blog, interamente dedicato a Padova (foto Padova24ore.it) avrà capito che nutro un certo interesse per tematiche legate al turismo, alla cultura e alle varie iniziative messe in campo per valorizzare il nostro territorio, interesse nato da studi fatti in passato e da qualche esperienza lavorativa.
Con il post di oggi, che inserisco nello spazio “la città che cambia”, a partire da alcuni “vizi” duri da sconfiggere, mi sono lasciato prendere la mano provando ad esprimere qualche mia riflessione su temi che riguardano si il turismo ma più generalmente lo sviluppo ed il futuro della città, sperando di non risultare troppo banale al giudizio di persone più esperte e professionalmente preparate sull’argomento. 
 
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Quali sono queste notizie che  ancora non riesco a digerire? Quelle che certificano il fatto che determinati problemi, vizi e abitudini non si riescano a superare…E’ di qualche settimana fa la grave dichiarazione del sindaco di Montegrotto contro l’attività dell’ente turistico Turismo Padova Terme Euganee, reo secondo il sindaco Bordin, di gravare sul bilancio della collettività. Una dichiarazione assurda se pensiamo all’importanza dell’attività di un ente turistico in una località che di turismo ha sempre vissuto come l’area termale, attività che dovrebbe essere quantomeno rispettata. Altra questione i tagli da parte della Regione che mettono a rischio molti posti di lavoro degli addetti agli uffici turistici di informazione. Su questo tema avevo scritto questo post, qualche mese fa: “Turismo è accoglienza. Gli uffici turistici vanno migliorati, non chiusi!”. Anche qui, sappiamo delle difficoltà economiche del nostro paese ma la professionalità di chi lavora in un settore “chiave” come il turismo dovrebbe essere forse maggiormente tutelata. Altra questione la continua litigiosità tra diversi enti territoriali, magari divisi da opposti schieramenti politici che bloccano progetti ed iniziative utili per il territorio. Qui mi direte che scopro l’acqua calda, che si sa che in Italia funziona così etc etc ma nonostante questo ogni tanto mi vien da pensare che non sia normale. Da quanto tempo Comune e Provincia sono in conflitto per via del nuovo Ospedale e ancor di più per il Centro Congressi? La scorsa estate c’è stata l’Europeade, il festival del Folklore, e pure questo ha destato polemiche, perchè pare che una fazione politica debba necessariamente, e a prescindere, mettere in cattiva luce chi sta dall’altra parte. Ora non voglio dire che si debba bloccare l’esercizio della democrazia ma se le iniziative, i progetti fossero più partecipati ed orientati ad un progetto più ampio, forse ci sarebbero meno occasioni di conflitto.
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Tutta questa premessa per tirare fuori vecchi ragionamenti o concetti di cui molti amministratori del territorio sembrano riempirsi la bocca in occasione dei vari momenti istituzionali o davanti alle telecamere. Quali sono? Sempre quelli! “E’ necessario mettere a sistema le nostre eccellenze (non mi piace il tono spesso autoreferenziale di questa espressione)”, piuttosto che parlare di rete o governance. Per carità ci sono le buone pratiche, le eccellenze e le buone iniziative ci mancherebbe, sono processi difficili da mettere in atto, ma a questo punto mi chiedo se ci sia la volontà di superare questa frammentazione, questa dispersione di energie ed obbiettivi. Ho infatti la sensazione (sono anche un po’ sarcastico) che come sistema territoriale non ci sia una “vision” condivisa dai vari attori del territorio verso cui tendere obiettivi, risorse ed energie. Non voglio fare il saputello che ha studiato sui libri e non conosce la realtà concreta di come funzionino le cose ma continuo a chiedermi perchè non emerga e non venga comunicato un piano, un’idea di città futura. Pensare che questo possa essere utile al territorio è solo una mia idea strampalata? Non credo… Si vuole puntare sul turismo ad esempio? Credo di si! ma allora perchè un sindaco della zona termale se ne esce con certe battute? Perchè si deve attendere così tanto per il centro congressi? Perchè l’accoglienza ed il servizio degli uffici turistici deve essere trattato quasi come un servizio “superfluo”? Sono domande le mie…
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Ed è un peccato perchè secondo me Padova ed il suo territorio avrebbero enormi potenzialità da esprimere ma forse, a questo punto, riuscire a creare queste condizioni non è una priorità per tutti. Dal punto di vista della cultura e dei giovani, avverto una gran voglia di fare, partecipare, sentirsi protagonisti. 
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Giovani dell’università con il progetto CAM (Con Altri Mezzi) hanno pubblicato un volume dal titolo “La città dei senza” (a destra il vicesindaco Ivo Rossi impegnato a leggerlo) in cui hanno interrogato molti esponenti della cultura padovana, abbiamo visto lo scorso weekend il successo di un evento come il Vintage Festival, il prossimo weekend ci sarà il festival della letteratura noir e pulp nata da una bellissima realtà tutta padovana, quella di Sugarpulp. Appassionati di fotografia trovano associazioni ed opportunità per esprimersi come Arte laterale, Padova Fotografia oltre agli storici fotoclub, idem per quelli che amano il teatro (Teatro de Linutile, TAM) e la danza, la formazione, la consulenza, la produzione in materia di audiovisivi e new media di AntennaLab e molte altre realtà interessanti e dinamiche. Notevolissimo il lavoro fatto in questi anni anche dall’assessorato alla cultura nel proporre format di eventi sempre accattivanti ed in linea con l’identità mutevole della città come RAM, Universi Diversi, Estate Carrarese, etc etc.
 
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Nonostante tutto questo, alla città forse manca ancora una certa coscienza di sè. Forse alla domanda, com’è Padova, quali sono i tratti distintivi della città, si farebbe fatica a trovare un accordo perchè è una città dalle mille identità. D’altra parte forse manca proprio un progetto, una visione a lungo termine che possa anche trasmettere sia all’esterno sia ai cittadini un’immagine più omogenea della città stessa. Padova avrà mai un suo “brand” unitario per proporsi proprio come “prodotto” ai visitatori e ai potenziali investitori così come un po’ tutte le città del mondo stanno cercando di fare? Quando uno sta tanto sui libri come il sottoscritto, certi argomenti gli rimangono in testa ed il tema del Turismo Urbano a Padova è stato l’oggetto della mia tesi di Master in Governance delle Risorse Turistiche Territoriali qualche anno fa (della mia tesi si parla qui in un mio vecchio blog ancora on line Scarica qui la presentazione in powerpoint della mia tesi) che ho avuto l’opportunità di presentare con mia grande soddisfazione al centro culturale Altinate- S.Gaetano in un convegno organizzato dall’associazione “La Specola delle Idee”, incentrato proprio sul tema dell’immagine di Padova.
 
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Una prima domanda che mi incuriosirebbe fare ai padovani sarebbe proprio questa “Come vedi la tua città?”. All’esterno, da uno studio fatto qualche anno fa da Espon, un importante progetto europeo sul tema della “visione” territoriale comunitaria, Padova viene vista come una città che accoglie funzioni di livello “trasnazionale” e caratterizzata da un’economia diversificata. Il dimensionamento ottimale viene fatto coincidere con una popolazione di 506.000 abitanti, numero superiore a quello del totale dei comuni dell’attuale Conferenza Metropolitana afferenti al Pati. Altro che i 210.000 abitanti del comune di Padova: secondo questo studio i comuni della cintura dovrebbero essere accorpati in un’unica grande Padova. Se non altro, forse, la si smetterebbe di pesare certi problemi della città come stessimo parlando di una “cittadina”. Tutti temi attinenti al progetto di ricerca “Free writing” promosso dalla Fondazione Menato nato per creare in maniera condivisa il futuro della città di Padova, delineando le traiettorie di sviluppo, cambiamento e crescita dell’area metropolitana.
Mi piacerebbe, insomma, vedere iniziative volte a favorire uno sviluppo omogeneo e condiviso nel medio-lungo periodo. Insomma aggregare tutte le energia che emergono verso un obiettivo comune per valorizzare al meglio le potenzialità e le vocazioni della città, potenzialità ed opportunità che in passato sono state forse perse. Non tutti sanno, ad esempio che Padova è stata un luogo importante per la nascita dell’industria automobilistica italiana e che la Fiat avrebbe potuto insediarsi da queste parti come scrive Gianni Trivellato in questo suo post.

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Ciao a tutti e buon lunedì! Quest’oggi volevo segnalarvi un’iniziativa del comune di Padova che ritengo valida e cioè l’istituzioni di nuovi mercatini agricoli nei quartieri. Dopo l’istituzione di quello più centrale di piazza De Gasperi avvenuta nel 2010, l’Amministrazione comunale, in collaborazione con le associazioni di categoria maggiormente rappresentative, ha istituito nuovi mercati degli imprenditori agricoli. L’iniziativa mi sembra ottima per almeno due ragioni fondamentalmente. La prima è che si facilita in questo modo l’incontro tra domanda ed offerta di prodotti di qualità provenienti dal nostro territorio; la norma del Regolamento sui mercati degli imprenditori (che definisce le regole e le modalità di gestione di tali mercati in città, e il Piano dei mercati, stabilendo che gli stessi devono essere presenti in tutti i quartieri in modo da garantirne la massima diffusione), prevede che il fondo lavorato debba avere sede nel territorio regionale, crea il presupposto per la distribuzione a chilometro corto di prodotti coltivati localmente. Per i potenziali acquirenti inoltre, l’istituzione di questi mercati non solo rappresenta un momento di incontro diretto con il produttore ma è anche l’occasione per la riscoperta del mondo dell’agricoltura. La seconda è che questa mercatini danno vivacità e vitalità agli spazi pubblici, alle piazza dei quartieri, fanno uscire ed incontrare le persone, creano quindi relazioni sociali utili a migliorare la qualità della vita nei quartieri, e favorendo l’appropriazione di questi spazi da parte dei residenti, rappresentano un utile strumento contro il senso di insicurezza che in zone mal frequentate e degradate è senz’altro più avvertito.

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La possibilità quindi di acquistare prodotti ortofrutticoli (a sinistra un “farmer’s market” a New York), salumi, formaggi, miele e vino sotto casa senza necessariamente recarsi in centro città o spostarsi in auto verso i centri commerciali, un’alternativa che farà senz’altro bene alla vita dei quartieri senza contare che scegliendo prodotti stagionali provenienti dal proprio territorio di riferimento si fa anche del bene all’ambiente e all’economia locale: insomma una scelta concreta di sostenibilità sul piano ambientale, economico e sociale, un’alternativa alla grande distribuzione e all’economia globalizzata che tanto costa all’ambiente e che troppi sacrifici chiede ai produttori locali. Non voglio fare il talebano della situazione ma è bello poter scegliere e cercare il più possibile di farlo responsabilmente..poi le birre irlandesi o del belgio sono buone ed è giusto consumarle così come ci si può concedere della frutta esotica, ci mancherebbe…questa la mia opinione…

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Ad oggi i mercati agricoli sono stati istituiti in quattro aree del Comune di Padova:

  • piazza de Gasperi (referente CIA di Padova)
    il venerdì dalle 9:00 alle ore 14:00
    raggiungibile con il tram, fermata Trieste, vedi mappa 
    Volantino
  • via Tartaglia, 6 – zona Cave (referente COLDIRETTI di Padova)
    il mercoledì dalle 7:30 alle 12:30
    raggiungibile con l’autobus linee 6 e 10, vedi mappa
  • piazzale Cuoco – zona Guizza 
    (referente CIA di Padova)
    il sabato dalle 8:00 alle 13:00
    raggiungibile con il tram, fermata capolinea sud, vedi mappa
    Volantino
  • parcheggio del centro “Il Borgo” – zona Mandria 
    (referente Coldiretti di Padova)
    il mercoledì dalle 15:00 alle 19:00
    raggiungibile con il bus n. 22, vedi mappa 
    Volantino
  • piazza S. Salvatore – zona Camin
    (referente CIA di Padova)
    il giovedì dalle 8:00 alle 13:00
    raggiungibile con l’autobus n. 15, vedi mappa
    Volantino

Su come partecipare (per gli imprenditori agricoli) e i contatti per  avere tutte le informazioni vi rimando alla pagina dedicata su padovanet

 

Alberto Botton

 

 

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Un articolo della scorsa settimana uscito poco dopo il parere espresso da Beppe Grillo sulla movida notturna non è passato inosservato al sottoscritto e senz’altro da molti altri, giovani e meno giovani che da anni stanno seguendo la storia infinita e le polemiche legate alla questione spritz e vita notturna in centro storico. Se Beppe Grillo se ne è uscito cercando (e credo trovando molte critiche tra i suoi stessi estimatori e ricevendo come risposta una lettera dai Subsonica) di lanciare una crociata proibizionista contro locali notturni, vendita di alcolici e la cosiddetta movida milanese e non solo, a Padova, sperimentati questi metodi in questi ultimi anni, c’è qualcuno che pare stia facendo marcia indietro cambiando idea in merito a queste scelte.

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L’articolo in questione è stato pubblicato in data 2 agosto ed è intitolato “Centro poco sicuro, i residenti: vogliamo i locali aperti di notte”. Sottotitolo: “Dopo le 24 le piazze sono terra di nessuno». Firme e comitati per chiedere che i bar chiudano all’una. Lo stop dell’assessore Carrai: “Non comandano loro””. Appena letto questo articolo mi è scappato un mezzo di ghigno di commiserazione…Mi dispiace ma senza voler generalizzare, da troppi anni, il “residente del centro storico medio” si è distinto come colui che considera il centro storico come l’estensione del proprio salotto. Capisco benissimo l’esigenza di chi vive in centro storico di voler dormire di notte e chi si lamentava  di quei maleducati incontinenti che, da ubriachi, facevano i loro bisogni sotto i portici ma non per questo un centro storico di una città che vuole proporsi come città turistica deve diventare un quartiere dormitorio con locali chiusi a mezzanotte, senza contare come è cambiata la città negli ultimi anni, con la chiusura della quasi totalità dei cinema del centro, con la riduzione drastica di locali con musica dal vivo. Attiriamo in città i turisti e i convegnisti e poi non permettiamo loro di godersi la città qualche ora in più di notte?? Negli anni ricordo lo straordinario successo dell’unica vera Notte Bianca organizzata in città e fatalità mai più riproposta causa il “degrado” che ne sarebbe derivato, termine super-abusato per chiunque  voglia esprimere in modo politically correct la propria intolleranza a chiunque voglia vivere maggiormente la vita notturna in città.

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Nel corso degli anni, dalle pagine dei giornali, al ritorno degli studenti universitari in città si lanciava il “problema spritz” e di come gestire la loro presenza. Ci hanno provato due amministrazioni comunali diverse, spostando, trasferendo “il popolo degli spritz” in vari luoghi decentrati, è partita l’idea dei Navigli, ripresa quest’anno dopo una ferma di qualche stagione,  cercando di controllare lo spaccio di droga, provando a disencentivare l’abuso di alcohol anche con i controlli della polizia, multando gli esercenti, anticipando la chiusura dei locali, insomma gestendo il tutto come un problema. Spesso i residenti sono quelli che telefonano alle 11 di sera ai vigili perchè la musica è troppo alta, alcuni di questi lo scorso autunno hanno “denunciato” attività storiche come quella di Duilio in piazza della Frutta poichè il fumo nel cucinare le caldarroste disturbava…Senza generalizzare ricordo che un residente del cento storico, se si può permettere e possiede un appartamento in piazza della Frutta, non vuole il fumo delle castagne, non tollera la musica, non vuole giovani che schiamazzano, si lamenta del degrado che certe iniziative provocherebbe, può sempre vendere e comprarsi una casa in periferia poichè permettersi di vivere in centro città è pur sempre un privilegio.

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Una città va vissuta ed ovunque nel mondo la tendenza è quella di cercare di farla vivere e di renderla attraente per più ore possibili ed attrattiva non solo come area residenziale e commerciale, attrattiva anche per i giovani, per i turisti e per chiunque si trovi in città, non solo durante la giornata, comprese le domeniche (e fin quì le iniziative non mancano di certo), ma anche una volta calate le tenebre…Ecco perchè sono per l’apertura dei locali almeno fino all’1,00 e mi piacerebbe che ce ne fosse qualcuno in più predisposto ad ospitare musica dal vivo. Dicevo della chiusura dei cinema del centro storico, avvenuta nel corso degli ultimi 20 anni per via del successo dei multisala, faccio notare come il Teatro Verdi attiri un certo target mentre un’offerta culturale più popolare è da anni espulsa dal perimetro delle mura storiche, salvo qualche rara eccezzione…Da qui anche la nascita ed il successo del gruppo di promotori de “Salviamo il Cinema Altino”.

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Non che la presenza di spacciatori non sia un problema così come quello del consumo di alcohol da parte dei giovani ma che soluzione è chiudere una città a mezzanotte? Il problema forse era l’eccessivo assembramento di gente che si può vedere nelle foto sopra, risalenti a qualche anno fa, ma ora non credo che allungare di un’ora l’apertura dei locali possa cancellare una certa dispersione avvenuta con gli anni. Si può anche pensare di insonorizzare gli ambienti, le abitazioni, si può essere un po’ più tolleranti, si può interpretare la cosidetta “movida” come espressione di vitalità della città e non come “problema”. Si possono cercare compromessi perchè a quanto pare la situazione attuale accontenta sempre meno gente. Questa è la mia opinione ovviamente…Insomma ora, in piena estate, con gli universitari fuori sede lontani da Padova o i giovani che affollano l’area dei Bastioni o del lungo Piovego, i residenti si sentono insicuri poichè saltano maggiormente all’occhio presenze inquietanti di persone dedite al malaffare…Oggi c’è chi inizia a chiedere una maggiore vita notturna in centro storico perchè ha paura ed ha capito che locali aperti con la loro clientela funzionano già come presidio di zona e di vigilanza attiva…D’inverno sarà ancora peggio perchè dopo le 20,30, complice anche la crisi, ho la sensazione che ci sarà ancora meno gente in giro tranne quella indesiderata…E voi che ne pensate??


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Il post di oggi rientra nella categoria “la città che cambia” all’interno della quale raccolgo gli articoli dedicati al cambiamento urbano, sociale e alle innovazioni introdotte in città. In particolare, con questo post riprendo le fila con un progetto di fatto già iniziato, già pensato e di cui ho parlato io stesso diverso tempo fa e precisamente nell’ottobre 2009 nel post “Eremitani; cresce la zona pedonale”

Si tratta di un progetto di riqualificazione di una parte del centro storico pensato per creare un nuovo percorso di interesse turistico-commerciale che unisca il nuovo parcheggio-silos dell’area ex Cledca vicino a Piazzale Boschetti alla Basilica di Sant’Antonio, percorrendo via Porciglia, piazzale Eremitani, via dell’Osservatorio, via Altinate, via Zabarella e via del Santo. Si tratta di un percorso oggi considerato “secondario” rispetto al’asse Prato della Valle, via Umberto, via Roma, via VIII febbraio ma che si vuole valorizzare per dare nuovo slancio all’economia delle attività commerciali lungo queste vie così importanti anche dal punto di vista culturale e turistico, visto che su piazzale Eremitani insiste l’ingresso dei Musei Civici agli Eremitani e visto che il nuovo centro culturale Altinate è nelle vicinanze così come l’auditorium Pollini. 

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Da IPadovaOggi si legge che: “Entra nel vivo la riqualificazione dell’asse Porciglia-Prato della Valle, destinato a diventare la nuova via dello shopping padovano. Si comincerà con la pedonalizzazione di via Porciglia e di piazza Eremitani e, a seguire, col ripensamento di pavimentazioni, illuminazione e passaggi pedonali e ciclabili del triangolo che collega la viabilità di via Morgagni a via Trieste, dando qualità agli spazi antistanti l’ingresso ai giardini dell’Arena. Il progetto è stato illustrato alla città dall’Ascom presente il vicesindaco Ivo Rossi e l’assessore al Commercio Marta Dalla Vecchia. “I lavori partiranno a inizio 2013, e cambieranno il volto a quest’angolo della città, ha affermato il vicesindaco, Piazzale Boschetti si sta avviando al degrado e partiremo da lì per collegare anche in senso estetico la porzione moderna di città al centro storico. E’ importante ripensare e rilanciare questo asse perché Interventi come questi possono garantire nuovo slancio per le attività e permettere ai cittadini di godere a pieno del centro”. D’accordo anche il presidente Ascom Zilio che ha sottolineato l’importanza di contribuire a cambiare le abitudini nell’utilizzo degli spazi del centro storico. “La pedonalizzazione di alcuni punti focali del centro storico, ha affermato, è un passo fondamentale perché vie e piazze tornino a diventare motivo d’attrazione anche per quei grandi marchi che attualmente guardano con maggiore interesse a città come Padova e che possono costituire un volano nel portare visitatori in città”.

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Dal mio post del 2009 ad oggi sono uscite delle proposte progettuali concrete in oltre un anno di incontri fra l’Ascom Confcommercio di Padova e gli operatori del commercio della direttrice Porciglia – Prato della Valle e, soprattutto, queste idee sono state sviluppate. Da qui la soddisfazione per la concretezza del lavoro fin qui svolto che si evidenzia in vari progetti che daranno il via, già alla fine dell’anno, ad importanti lavori di riqualificazione soprattutto dell’area a ridosso dei parcheggi dell’ex-Cledca e Boschetti, in Via Porciglia e Piazza Eremitani.

Un progetto, quindi, pensato e portato avanti cercando la partecipazione degli operatori economici delle aree interessate ma anche, mi risulta, dei cittadini con l’obiettivo di rendere queste vie maggiormente attrattive dal punto di vista commerciale e turistico creando così una nuovo percorso “forte” che conduce all’interno del centro storico, una nuova porta d’accesso che con i lavori previsti si mostrerà più accogliente a cittadini e visitatori.

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E’ stato presentato ieri, presso la sede di Life Tree Mobility Srl (via Matteotti, 7 Padova), il Segway PT (Personal Transporter), il nuovo mezzo di trasporto ecologico che potrà essere utilizzato da padovani ma anche dai turisti come nuovo modo per scoprire la città e non solo. Visitare Padova sarà ancora più originale e grazie aquesto nuovo mezzo, il Segway PT, per l’appunto. Si tratta di un divertente mezzo di trasporto elettrico monoposto a due ruote autoequilibrante, che sfrutta un’innovativa combinazione di meccanica, elettronica ed informatica. Il Segway PT è una specie di monopattino intelligente, silenzioso ed ecologico, che non ha alcun impatto in termini di inquinamento sull’ambiente.

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“Non un semplice mezzo di trasporto” ha dichiarato il Presidente di Life Tree Mobility, Luigi Tiene, “ma una vera e propria filosofia per la mobilità in città. ECO perché è a impatto zero sull’ambiente. SMART perchè sfrutta un’innovativa combinazione di meccanica, elettronica e informatica. COOL perchè è un modo originale e divertente per visitare la città”. Ecco quindi che aumentano le proposte di mobilità sostenibile in città, un’altra opportunità per spostarsi con un mezzo che non abbisogna di benzina o gasolio. Un’iniziative privata da sottolineare e da premiare che va a costituire un altro tassello in aggiunta a tutte le iniziative e gli investimenti “verdi” del Comune di Padova in questi anni. Recentemente vi parlato del bike sharing, che spero, possa partire al più presto e del Triclò, il risciò per il trasporto della merce all’interno del centro storico (rileggi il post) così come dell’apertura del mobility center (rileggi il post).

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Un mezzo di trasporto che, in una città come Padova, assume anche una valenza turistica proprio come nuova attrazione a disposizione dei turisti. “Come in molte altre metropoli anche a Padova è arrivato dunque il Segway PT, un nuovo mezzo di trasporto ecologico, facile e sicuro per scoprire i luoghi più belli e suggestivi” ha commentato il Presidente di Turismo Padova Terme Euganee, Flavio Manzolini. “Un tour davvero coinvolgente, dimenticando traffico e fatica e potendo apprezzare al meglio la città e anche gli splendidi paesaggi dei vicini Colli Euganei”.

segway pt,life tree mobility,blog di padova,padova blog,mobilità sostenibile,turismo sostenibile,turismo padova terme euganee,turismo venetoLa Life Tree Mobility propone infatti 3 itinerari per scoprire Padova utilizzando il Segway che prevedono il giro turistico della città, differenziandosi per la loro durata e per i luoghi di interesse storico-artistico visitati ed anche un tour sulla Strada del Vino attraverso i Colli Euganei (vai al sito della Strada del Vino dei Colli Euganei)!

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Ogni tour parte dalla sede di Life Tree Mobility, previa spiegazione teorico-pratica sull’utilizzo del mezzo. In pochi minuti il turista sarà già in grado di utilizzarlo e di muoversi e di provare l’ebbrezza di effettuare un fantastico TOUR accompagnato dai “drivers” della squadra del Seway Padova, attraverso le vie del centro storico che si trasformeranno improvvisamente in un magico tappeto rotante.  Scopri i dettagli del tour “Fast Green”, del tour “Easy Green”, del tour “Full Green”, del tour “Green Hill

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Grazie all’intesa con Turismo Padova Terme Euganee e ad un accordo di collaborazione ai possessori di Padova Card viene riservato uno sconto speciale. I turisti potranno quindi sperimentare una nuova formula di visita che unisce storia e cultura a mobilità a impatto zero e tecnologia.
La società Life Tree Mobility propone con l’accompagnamento di esperti drivers tre itinerari specifici ha proseguito l’Amministratore di Life Tree Mobility, Andrea Migliorini “i primi due percorsi prevedono il giro turistico della città di Padova, differenziandosi per la loro durata e per i luoghi di interesse storico-artistico visitati. Il terzo è invece un itinerario più particolare e libero attraverso i suggestivi Colli Euganei. Prima di ogni tours è comunque prevista una breve spiegazione teorico-pratica sull’utilizzo del Segway PT”. Oltre a mezzo turistico il Segway si presta ad altri servizi che la società Life Tree Mobility offre ad aziende e cme strumento di comunicazione e pubblicità. Leggi quì.  Life Tree Mobility ed il Segway sono anche su facebook e su twitter! Per tutte le info, le tariffe, i servizi e i vari eventi visitare il sito ufficiale: http://www.lifetreemobility.it/ ed il sito http://www.segway.it/ dove potete approfondire la conoscenza del mezzo e vedere i tour esistenti in varie città italiane.

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Inizia oggi mercoledì 2 maggio la V° edizione del Festival delle Città Impresa, una settimana di incontro e confronto a livello europeo per confrontare idee, proposte e modelli per rinnovare il tessuto produttivo e affermare una nuova fase di sviluppo sostenibile nel Nordest d’Italia. Ideatore e promotore di questa iniziativa è infatti la rivista NordestEuropa che da anni propone contenuti ed occasioni per unire e valorizzare le parti migliori del territorio, quel territorio che guarda all’Europa e all’innovazione e non più al campanile: non a caso in questo territorio nasce l’idea della candidatura del Nordest a capitale europea della cultura.

Da oggi e fino a domenica 6, protagoniste del Festival saranno le aziende che innovano, che puntano sulla creatività e/o su rinnovate sapienze artigiane; protagoniste del Festival saranno quelle città che producono idee, che creano luoghi, spesso all’interno di antichi stabilimenti industriali, dove le idee si incontrano e si scambiano, dove il rapporto tra cultura, creatività ed impresa crea contaminazioni e produce nuove suggestioni. Lo sviluppo di un nuovo tessuto economico è centrale nella nuova fase di crisi che l’intera società occidentale sta affrontando. Il Nordest, in particolare, una delle aree industriali europee più evolute, sta vivendo una svolta epocale che va accompagnata da una profonda trasformazione del sistema territorio e delle imprese, per vincere la sfida competitiva. Nel segno delle idee, della creatività, della cultura, dell’innovazione e della sostenibilità.

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L’edizione 2011 del Festival delle Città Impresa si era concentrata sul tema delle infrastrutture per “far viaggiare le idee”, segnalando la necessità di realizzare un sistema di trasporti metropolitano, un completamento dell’Alta Velocità, una infrastrutturazione digitale a Banda Larga. Rimane centrale anche quest’anno l’idea che la candidatura di Venezia con il Nordest a «Capitale Europea della Cultura 2019» di cui avevo parlato anch’io diverso tempo fa in questo post, possa essere l’evento-scadenza per trasformare radicalmente questo territorio: con l’edizione 2012, il Festival si pone l’obiettivo di far emergere e valorizzare “le fabbriche delle idee” che già stanno percorrendo queste nuove strade e che rappresentano il futuro di quest’area.

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Vi invito a visitare il sito ufficiale del Festival della Città Impresa dal quale potete vedere il programma e scoprire quali sono le sedi nelle quali è dislocato il programma degli eventi e le sezioni tematiche. Tra gli eventi di spicco, il Premio Città Impresa assegnato a “1.000 fabbricatori di idee” , imprenditori, giovani, lavoratori, amministratori pubblici, e la Notte Verde del Nordest, che per la prima volta mobiliterà in contemporanea un’area vasta tra Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige sul tema della green economy. Un programma, un festival ricco di contenuti di alto valore grazie al comitato scientifico della manifestazione. Scarica il programma in formato pdf!

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Riguardo alla Notte Verde del Nordest,  per la prima volta un’area così vasta si mobilita attorno ai temi della sostenibilità e della green economy, in un evento partecipato e plurale, votato all’informazione, al confronto e all’innovazione, che mira a creare sinergie tra i protagonisti e i progetti all’avanguardia presenti a Nordest. La prima edizione della Notte Verde candida questo territorio a diventare laboratorio per un nuovo modello di sviluppo, evidenziando la trasformazione di intelligenza e sensibilità che sta avvenendo nelle imprese, nella P.A. e nei comportamenti dei cittadini.

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Anche questa iniziativa è stata ideata da Nordesteuropa.it,e promossa con la collaborazione di Sette Green e la media partnership di Radio 24 e Ansa. La notte del 5 maggio sarà un’iniziativa su scala metropolitana. Molte infatti sono le città che si accenderanno di verde, contemporaneamente: nelle piazze, negli impianti industriali, nei luoghi culturali del Nordest, sono attese 200.000 persone, per dare vita alla più grande manifestazione europea nel suo genere. Dibattiti e workshop, presentazione di progetti e prodotti, performance artistiche ed esposizioni, degustazioni di prodotti biologici o a km 0, laboratori per adulti e bambini, animeranno le città del Nordest, per esplorare le migliori esperienze sostenibili: tecnologie pulite ed energie alternative, mobilità e gestione dei rifiuti, bio-architettura e design, smart city, agricoltura, paesaggio, formazione.

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”Lanciamo la notte verde su scala metropolitana perchè i temi ambientali si possono affrontare solo su scala di dimensioni di questo genere, come per esempio quando si parla di polveri sottili o di mobilità.” Spiega Filiberto Zovico, direttore del Festival delle Città Impresa ed editore di Nordesteuropa.it, e aggiunge: ”Quest’evento rischia di diventare la più grande manifestazione europea del settore. Saranno coinvolte almeno un migliaio di aziende, ci saranno 2/300 mila cittadini partecipanti. Attualmente 15 comuni hanno aderito, ma contiamo di coinvolgerne almeno 20 o 30”.

A Padova la manifestazione si articola in due giorni (4 e 5 maggio) e affronta il tema della sostenibilità ambientale nelle sue molteplici forme attraverso: convegni, dibattiti e workshop, presentazione di progetti, mostre, performance artistiche, laboratori per bambini e adulti… e tanto altro ancora.

Un’iniziativa di grande interesse con la speranza che questo festival possa riuscire a stimolare le energie dal territorio e a far si che queste possano essere preziose in ottica di sviluppo dell’intero sistema territoriale: non più ognun per sè ma strumento per concretizzare una visione il più possibile condivisa.

Aggiornamenti quotidiani sulla pagina Facebook e sul profilo Twitter di Nordesteuropa.

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Ne avevo parlato due settimane prima e, manco a farlo apposta, giovedì scorso dopo una lunga attesa è stato finalmente inaugurato il Padova Store in pieno centro storico. Nel post intitolato “In attesa del Calcio Padova store, indossa i colori della città, vesti biancoscudato!” auspicavo questa apertura perchè da quanto il Padova ha lasciato il mitico stadio Appiani di fatto è uscito dal centro città quasi a certificare una lontananza tra città e squadra di calcio che negli anni si è un po’ troppo acuita secondo me. In città senz’altro ci sono tifosi del Calcio Padova così come in provincia ma il sogno mio così come quello di molti tifosi è che si possa tornare ad una maggior sintonia tra la città e la sua squadra così come era sempre stato in passato poichè come avevo scritto nel post di cui sopra se ami la tua città, se la senti tua, se alla domanda da dove vieni rispondi con una certa punta di orgoglio non puoi non amare per prima cosa la squadra della tua città.

blog di padova,il blog di padova,padova store,calcio padova,calcio padova 1910,biancoscudati,store del calcio padova,cultura popolare,padova,serie bwinDopo il post e i complimenti molto graditi da parte della vicepresidente Barbara Carron per quanto scritto c’è stato l’annuncio dell’inaugurazione avvenuta proprio giovedì scorso. Aveva iniziato a parlarne il responsabile marketing della società biancoscudata Gianni Potti ormai più di un anno fa e tra problemi vari e ritardi lo store del Calcio Padova aveva assunto contorni mistici da qui l’ironia dei Biancoscoppiati (una community su facebook di tifosi molto simpatica che vive il calcio ed il tifo sportivo in modo dissacrante ed ironico) che potete vedere nell’immagine a fianco. Ovviamente  ho partecipato a quest’inaugurazione e con me molta gente, molti tifosi che hanno colto l’occasione per incontrare alcuni giocatori, l’allenatore Dal Canto, il presidente Cestaro e la sua vice Barbara Carron, il ds Rino Foschi.   

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Si tratta di un negozio all’interno del quale si trovano in vendita , maglie ufficiali, polo, felpe, cappellini, materiale e gadget vari del merchandising ufficiale del Calcio Padova (per farti un’idea e vedere il merchaindising visita lo shop on line del Calcio Padova) ma, al di là delle vendite o meno, che è inutile sperare diversamente, varieranno a seconda dei risultati della squadra (salvo i tifosi più appassionati, il padovano è così, si avvicina di più al Padova quando va bene salvo poi distaccarsi un po’ quando vanno meno bene) la cosa che più mi premeva dell’apertura di questo spazio era ed è la sua funzione “strategica” di marketing e di comunicazione oltre alla valenza simbolica. Di fatto, con questo store, ricavato all’interno dello spazio SuperFlash della Cassa di Risparmio del Veneto, il Calcio Padova torna in città e Padova, a sua volta, recupera un pezzo importante della sua identità più popolare rappresentata proprio dalla squadra di calcio… E lo fa alla grande, visto che questo negozio è stato aperto proprio in un luogo nobile della città, tra Piazza Cavour e via VII Febbraio, proprio di fronte al Caffè Pedrocchi!! Non poteva esserci posizione più felice!

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In questo modo, molta più gente, a passeggio lungo il liston, potrà vedere, potrà notare la sua vetrina (vedi immagine) ma soprattutto lo stemma del Calcio Padova ed i messaggi che verranno trasmessi attraverso lo schermo al plasma. arà facilmente visibile da turisti, dai lavoratori e dagli studenti fuori sede, dai padovani, anche quelli che seguono abitualmente le squadre della serie A come Milan, Inter o Juventus e snobbano la squadra della città. Nel corso del loro andirivieni lungo l’area pedonale principale della città non potranno non notare la vetrina qui a fianco così come lo schermo multimediale che immagino e spero possa essere utilizzato per le comunicazioni del Calcio Padova alla città, la promozione delle partite, per far vedere immagini evocative del Padova del passato come quelle dei giorni nostri. Insomma un vero e proprio faro biancoscudato nel cuore della che speriamo possa contribuire, assieme ai risultati della squadra, a far avvicinare anche i padovani più tiepidi alla passione per il Padova!

blog di padova,il blog di padova,padova store,calcio padova,calcio padova 1910,biancoscudati,store del calcio padova,cultura popolare,padova,serie bwinPer la maggioranza dei tifosi sarà semplicemente un negozio dove andare ad acquistare maglie, cappellini, sciarpe, cuffiette per l’ipod e moltissime altre cose griffate Calcio Padova (all’inagurazione c’era anche una bellissima mountain bike, vedi a destra la vicepresidente Barbara Carron e il direttore del marketing Gianni Potti che posano sulla bici). “E’ stupendo avere in pieno centro un negozio dove comprare maglie e prodotti ufficiale della proria squadra del cuore”, ha aggiunto il capitano Vincenzo Italiano. “Il Padova Store è uno spazio in divenire da costruire e arricchire assieme ai nostri tifosi, ha chiosato Gianni Potti, scriveteci i vostri i consigli e le osservazioni alla casella di posta elettronica marketing@padovacalcio.it. I consigli più azzeccati verranno vagliati assieme al presidente Cestaro e alla vice presidente Carron”, consigli che darò senz’altro anch’io. In effetti lo spazio è ancora un po’ spoglio e forse quello di aggiungere un po’ di colore in più potrebbe essere il primo consiglio. Qualche poster o gigantografia, qualche bandiera in più che possa essere vista attraverso le vetrine. 

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Tifosi ma non solo…Sono piuttosto sicuro infatti che molti gadget e souvenir griffati Calcio Padova verrebbero acquistati anche dai turisti stranieri se è vero che di appassionati di pallone ce ne sono molti in tutto il mondo così come è vero che il turista cerca di portarsi a casa un po’ della città che sta visitando. Uno spazio così in vista lo meriterebbe anche l’ufficio turistico! La squadra di calcio locale, infatti, così come i prodotti tipici del territorio ed il patrimonio culturale “alto” rientra nell’identità della città. A partire da quanto detto, un’idea di prodotti da realizzare e mettere in vendita potrebbe essere ispirata proprio al rapporto tra città e squadra di calcio così come ho visto in diverse città europee e alla storia del Calcio Padova con la realizzazione di stampe di personaggi storici del club biancoscudato come il giovane Silvio Appiani, l’aviatore Monti, il capitano “Aurelio Scagnellato e la squadra dei panzer”, il paron Nereo Rocco, Gildo Fattori etc etc.

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Bene quindi, andate a visitare questo negozio, fatevi incuriosire ed iniziate ad a guardare con maggior simpatia la squadra della nostra città, una società dal passato glorioso che lo scorso 29 gennaio ha compiuto ben 102 anni (visita lo spazio virtuale del Calcio Padova Museum!) e di cui, anche se non siamo in lotta per trofei nazionali o internazionali, i padovani dovrebbero andar maggiormente orgogliosi!

PS: Sto cercando di far crescere la pagina facebook che ha raggiunto comunque il considerevole numero di oltre 1100 “fans” o amici. Mi date una mano? Si dai! Bastano due click! Il primo sul seguente link “Il blog di Padova” per entrare nella pagina e il secondo sul “mi piace” che trovate all’interno. Se ne avete voglia condividete pure questo post così come tutti quelli che pensate possano interessare ai vostri amici cliccando sull’icona di facebook e/o twitter sopra al titolo! 😉

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Ciao, quest’oggi vi volevo segnalare con un certo anticipo un evento molto simpatico e divertente che si terrà sabato 17 marzo. Un mese fa avevo scritto il post “#PADOVACHECAMBIA, fotografiamo il cambiamento urbano con l’iphone” Si trattava di un post dedicato al contest fotografico degli Instagramers Padova dedicato al cambiamento urbano della città, pensato in seguito all’incontro tra l’associazione Arte Laterale e gli Instagramers Padova, una community di appassionati di fotografia con l’iphone ed in particolare con l’applicazione Instagram, un’app che da la possibilità di applicare filtri “vintage”, e non solo, alle proprie foto. Incontro che sono contento di aver propiziato in prima persona unendo interessi e passioni comuni.

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Ebbene quel contest fotografico chiuderà lunedì 12 ed è quindi ancora possibile partecipare e dare il proprio contributo: basta fotografare il cambiamento urbano di Padova con Instagram e “taggare” le immagini con l’hashtag #padovachecambia. Il post di oggi è per annunciarvi il primo party della community padovana degli appassionati di questo genere di fotografia, gli Instagramers Padova (clicca per entrare nel loro spazio virtuale e clicca quì per accedere alla loro pagina facebook dove potete alcune delle loro foto!)! Una festa aperta a tutti, ad “igers”, a curiosi, agli appassionati della fotografia tradizionale visto che la serata riguarda anche loro, ma soprattutto è una festa aperta a gente simpatica che si vuole semplicemente divertire e conoscere gente nuova!! 🙂 

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L’InstaParty, questo il nome dato alla festa-evento si terrà sabato 17 marzo a partire dalle ore 21,00 presso gli spazi dell’Associazione Zero4 in via settima strada 4, zona industriale di Padova, esattamente dietro la Peroni. Da via delle Grazie, prima del casello autostradale di Padova Est e prima dello svincolo per Corso Argentina, svoltare a destra in Settima Strada. Zero4 è in fondo alla via sulla sinistra.

Vi sarà offerto un aperitivo di benvenuto, prima di passare all’inaugurazione delle due mostre fotografiche che inizieranno a viaggiare in vari locali e spazi di Padova e provincia proprio partendo da quella sera: “Padova che cambia” sarà una mostra focalizzata sul tema del cambiamento urbano della nostra bella città con gli scatti degli igers padovani, selezionati dal contest di cui ho parlato all’inizio, e con quelli dei fotografi dell’Associazione Arte Laterale che mostreranno con una videoproiezione le foto del progetto “Padova, una città in divenire”, in particolare quelle dedicate all’area di Padova Est, progetto pensato dal sottoscritto ma che con questa serata vedrà una sua prima concretizzazione grazie agli amici di Arte Laterale. “Iphoneography” invece ci accompagnerà attraverso gli sguardi di 40 igers da tutto il mondo!
Ci saranno inoltre le premiazioni per i contest legati all’evento di cui troverete i dettagli nei prossimi giorni sul sito e la pagina facebook e balleremo fino a notte fonda con i set dei nostri dj!

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Instagram, come detto, è un’applicazione fotografica per Iphone, ma l’evento è aperto anche a tutti gli appassionati di fotografia, arti visive e gente simpatica in generale!!! Per cui tenetevi liberi e invitate i vostri amici utilizzando anche la pagina evento su facebook!! Spargete al voce, ci vediamo sabato17! 😉

PS: Sto cercando di far crescere la pagina facebook che ha raggiunto comunque il considerevole numero di oltre 1000 “fans” o amici. Mi date una mano? Si dai! Bastano due click! Il primo sul seguente link “Il blog di Padova” per entrare nella pagina e il secondo sul “mi piace” che trovate all’interno. Se ne avete voglia condividete pure questo post così come tutti quelli che pensate possano interessare ai vostri amici cliccando sull’icona di facebook e/o twitter sopra al titolo! 😉

  My facebook: Alberto Botton 

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A Padova, come un po’ in tutto il mondo, c’è un gruppo di appassionati di un genere nuovo di fotografia, quella con l’iphone. Sono gli Instagramers Padova che amano fotografare la propria città e qualsiasi altra cosa utilizzando i filtri dell’applicazione Instagram, una sorta di nuova polaroid per smartphone, e condividendo questa passione con gli membri della community virtuale che diventa però reale ogni qualvolta organizzano momenti di incontro e di socializzazione. E c’è un’associazione di appassionati di fotografia, quella classica, aperti però a progetti ed iniziative nuove ed interessanti in grado di stimolare la creatività dei propri amici e seguaci. Mi riferisco ad Arte Laterale. Ad entrambe lascierò questo spazio aperto per raccontarci di loro e delle loro iniziative future.

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E poi ci sarei io che ho messo in contatto queste due belle realtà, appassionato di città in generale e di Padova in particolare, fotografo della “domenica” ma interessato a tutte le novità che ci danzano attorno, e la mia idea che con Arte Laterale stiamo sviluppando, relativa ad un progetto fotografico denominato “Padova, una città in divenire”. A questo proposito invito chi è interessato a partecipare e a fotografare con noi il cambiamento della città di Padova a contattarmi pure.

Quella che voglio presentare oggi con questo post (che inserisco nella categoria di questo blog denominata “la città che cambia”) è un’iniziativa comune di Instagramers Padova ed Arte Laterale, realtà che ho pensato di far conoscere l’una all’altra per intraprendere un pezzetto di strada in compagnia, per unire le forze, per valorizzare gli interessi comuni ma soprattutto perchè la collaborazione tra realtà diverse è sempre e di per sè arricchente.

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Si tratta di un contest di quelli che il gruppo degli Instagramers Padovani lanciano spesso e che di solito culminano in feste e mostre fotografiche (stay tuned! ;)), gruppo che questa volta invita tutti i propri amici e chiunque ami fare fotografie con l’i-phone ad essere insta-reporter protagonisti dei cambiamenti della nostra città. Da una parte foto di vecchi magazzini industriali in decadenza, manufatti urbani prossimi all’abbattimento, prati verdi destinati a diventare una città (notare la citazione della canzone di Celentano…:)) per fermare il tempo e trattenere qualche traccia della città di una volta prima che venga cancellata del tutto. Dall’altra foto di nuove opere, ponti, viadotti, edifici moderni, nuova viabilità, cantieri in corso di opere che modificheranno per sempre il volto della città e tutto quanto vi rimanda alla nuova Padova! il blog di padova,alberto botton,virgiliocittà,blogger alberto botton,arte laterale,instagram,instagram italia,instagramers padova,#padovachecambia,contest fotografico padova,padova eventi,padovanet,turismo padova terme euganee,foto con i-phone,foto con iphone,padova città in divenire,ivo rossi,trasformazione urbana padova,padova città che cambia

Taggate le vostre foto vecchie e nuove che ritraggono momenti di trasformazione con #padovachecambia e le foto entreranno nel database di immagini che parteciperanno a questo contest. A chi, leggendo, pensa stia scrivendo in arabo, dico di star tranquillo e sereno che è normale. Io pure ho scoperto da poco questo modo simpatico e divertente di fare foto, foto che poi possono essere collocate sulla mappa della città e condivise utilizzando tutti i social network più conosciuti come facebook, twitter e foursquare.

Usiamo Instagram e testimoniamo questa fase di cambiamento urbano della città di Padova! 

PS: Sto cercando di far crescere la pagina facebook che ha raggiunto comunque il considerevole numero di oltre 890 “fans” o amici. Mi date una mano? Si dai! Bastano due click! Il primo sul seguente link “Il blog di Padova” per entrare nella pagina e il secondo sul “mi piace” che trovate all’interno. Se ne avete voglia condividete pure questo post così come tutti quelli che pensate possano interessare ai vostri amici cliccando sull’icona di facebook e/o twitter sopra al titolo! 😉

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My Twitter: albertobotton