Risotto-pIatto-640x480-300x225.jpgI Colli Euganei sono senz’altro una punta di diamante del territorio della nostra provincia. In piena pianura padana, si ergono queste colline di origine vulcanica che il famoso poeta inglese Shelley descrisse come “isole senza mar”. Al di là delle suggestioni poetiche che questo territorio ha nel corso dei secoli suggerito a scrittori e poeti, un’altra vocazione è senz’altro quella enogastronomica.

Per la categoria “Enogastronomia” del nostro nuovo blog (www.blogdipadova.it), Silvia Tiberto ci parla di primavera e soprattutto delle erbette spontanee che crescono sulle pendici dei nostri Colli, da sempre raccolte come rimedio naturale a vari malanni di salute e come ingrediente a ricette per piatti tipici del territorio. In particolare a me piace il risotto ai “carlini” e non solo. Ora vi lascio al coloratissimo e primaverile post di Silvia sul nostro nuovo blog www.blogdipadova.it! [continua a leggere].

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Buongiorno a tutti, formaggio padova, villa formaggio, padova formaggio, villa formaggio padova, blog di padova, formaggio blog

quest’oggi vi parlerò di un evento che non si terrà a Padova, ma non mancherò nel menzionare una delle poche aziende padovane produttrici di formaggio  che esporranno i loro prodotti nei 3 giorni del cacio a Formaggio in Villa 2013 (2-4 marzo 2013).

Domenica 3 marzo avrò modo di conoscere e gustare un mondo a me ancora sconosciuto, che per motivi lavorativi e di piacere dovrò studiare, e quando si tratta di andare agli eventi enogastronomici per me risulta sempre un piacere poter approfondire le mie conoscenze.

Formaggio in Villa 2013 organizzato da Alberto Marcomini “il Signore dei Formaggi” e il free press Carta da Formaggio è giunto alla terza edizione e vedrà protagonisti le maggior aziende casearie d’Italia, all’interno delle splendida cornice di Villa Braida a Mogliano Veneto (TV).

formaggio padova, villa formaggio, padova formaggio, villa formaggio padova, blog di padova, formaggio blogLo slogan dell’edizione di quest’anno è “Il formaggio italiano al 100% protagonista in cucina” quindi solamente quel formaggio realizzato con solo latte e caglio italiano e che riesce ad arricchire numerosi e gustosi piatti della gastronomia italiana. All’evento potranno partecipare tutte le persone interessante al mondo del cheese, che vogliono conoscere i produttori, partecipare alle degustazioni guidate, ascoltare i consigli degli esperti del settore ed anche imparare quale formaggio abbinare ad una determinata tipologia di vino o ad una birra artigianale.

Quest’anno a differenza degli altri anni, si potrà sia degustare il formaggio al naturale, ma anche assistere al cooking show e percepire, imparare, capire il modo migliore di utilizzarlo in cucina.

All’evento della durata di tre giorni si susseguiranno chef del territorio di fama nazionale che realizzeranno dal vivo dei piatti squisiti che, ovviamente, potranno essere degustati dal pubblico della manifestazione una volta realizzati.

Un’altra gustosa novità sarà l’area della pizza, poiché lì si potranno trovare i migliori pizzaioli italiani che nelle loro creature utilizzeranno il formaggio e successivamente si potranno degustare.

L’obiettivo della manifestazione è quello di riportare in scena questo ingrediente in quanto non deve essere considerato un semplicemente sfizio di fine pasto, ma entrare nel concetto più ampio di ingrediente complementario.

Tra i produttori presenti ci sarà anche un’azienda di Due Carrare (PD): I fratelli Cecconello i quali desiderano, attraverso il loro lavoro trasferire la vera passione per prodotti unici per qualità e sapore, ponendosi una mission: diffonderli in quei locali e gastronomie che fanno dell’eccellenza della materia prima una delle priorità del loro lavoro.

Sul sito internet http://www.formaggioinvilla.it potete scaricare tutto il programma della manifestzione e la cosa che ho trovato più interessante è la sezione relativa ai laboratori, la quale consiglio vivamente di consultare a questo link.

 

formaggio padova, villa formaggio, padova formaggio, villa formaggio padova, blog di padova, formaggio blogVi ho fatto venire voglia di partecipare a Formaggio in Villa 2013 e non potete muovervi da Padova? Mi sento in obbligo di consigliare due ottimi posticini dove degustare ottimi formaggi abbinandoli ad un ottimi vini, quindi perché non proporvi la formaggeria del Tirabuchon, oppure La Goumetteria di via Zabarella?


Ed infine vi ricordo che si sta per concludere l’avventura del blog di Padova, ma solo sulla piattaforma di virgilio.it, eh sì perché Il nostro e vostro Blog di Padova continuerà a raccontarvi la città di Padova ed il suo territorio su www.blogdipadova.it ! Alberto, io e Giuseppe vi diamo appuntamento a lunedì per il primo post di benvenuto sul nuovo sito!


Salute!

S. 

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Colli-Euganei-in-Veneto.jpg

Buongiorno a tutti, 

vi siete dimenticati di me? mi auguro di no! Sono di nuovo carica e pronta per saziare le vostre menti e i vostri stomaci raccontandovi un’altra puntata enogastronomica all’interno della rubrica di cui mi occupo da ormai più di 6 mesi, la quale continuo a ripetere, mi sta dando grosse soddisfazioni poiché riesco a tenermi legata (virtualmente) a casa tramite la scrittura e a quello che amo di più: i dolcissimi declivi  dei Colli Euganei.

Come già detto da Alberto, l’opportunità di poter parlare della nostra città e dei dintorni su questa piattaforma sta per svanire. Essa verrà dismessa e la maggior parte dei contenuti vecchi e nuovi la potrete ritrovare direttamente sul nostro nuovo sito: blogdipadova.it, indicativamente a Marzo. Il tutto ci sta tenendo un bel po’ impegnati, ma si sa.. senza sacrifici non si ottiene nulla.

Ritorno su un post scritto da me settimane fa in merito alle relazioni che si possono creare attraverso la rete, continuo a crederci costantemente e vivamente, la rete è un’infrastruttura che riesce a mettere in collaborazione tante teste e ogni giorno mi fa conoscere persone decisamente interessanti. Intatti, grazie alla community patavina di Google Plus, gestita da me ed Alberto ogni giorno riceviamo diverse interazioni con differenti soggetti: il turista, il ragazzo che è stato a Padova per l’esperienza Erasmus, alla piccola media impresa che pubblica i propri contenuti. E’ proprio su Google plus che ho conosciuto Letizia, lei si occupa della community Umbria 2.0 e la stessa mi ha raccontato della splendida iniziativa denominata “Umbria for #winelovers” l’evento per tutti i bloggers amanti del vino che in occasione della festa di San Valentino si sono riuniti a Terni per scoprire e far conoscere il nettare umbro. Sempre su Google plus mi è stato chiesto di provare ad immagine un viaggio attraverso il gusto, quindi pensare ad un periodo ed associarlo al piacere degustativo.

Lunedì mattina mi è venuta un’ottima idea, mentre mi allontanavo dal mio paesino in provincia di Padova e guardavo la pianura, perché non raccontare attraverso un contest un viaggio sui Colli Euganei? E la cosa che ha incrementato l’idea è stata la partecipazione alla Social Media Week a Milano, specificatamente ad un intervento sull’utilizzo dei Social Media applicato al settore food!

giuggiole_38543.jpg

I gotha del settore enogastronomico (giornalisti, critici enogastronomici, blogger) hanno dichiarato di amare facebook come utenti personali, ma per la professione trovano davvero interessante instagram. Quando ho sentito nominare il mio social preferito mi sono illuminati gli occhi, poiché instagrammare è uno dei miei hobby preferiti e siccome solitamente catturo su instagram cibo, vino e birra, non potevo che pensare di proporre a qualche azienda sui Colli Euganei e non solo di attivare un contest in un’ottica futura, ad esempio durante un evento come Cantine Aperte 2013. Ho già partecipato ad un contest organizzato da Alessandro Callegaro durante la Festa della Giuggiola ad Arquà Petrarca (foto AbanoMontegrottoSi) durante il quale ho anche vinto il famosissimo “giuggiolino” dell’azienda Agricola Scarpon (l’unica azienda sui Colli Euganei autorizzata a raccogliere flora spontanea) e produce olio extra vergine, il brodo di giuggiole e l’estregone: l’infuso di erbe officinali.

Tutta questa bella trafila di strane idee nella mia mente, per dirvi che nel nostro nuovissimo blogdipadova.it potrete trovare sia una sezione in cui continuerò ad occuparmi di enogastronomia con tutte le relative sottosezioni inerenti il territorio euganeo sia una sezione all’interno della quale potranno trovare spazio varie iniziative tra cui contest instagram dedicati alla nostra città e al paesaggio circostante.

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Mi auguro veramente di riuscire a coinvolgere le diverse realtà che ci circondano, poiché esse meritano una reale visibilità, e non c’è niente di meglio che il mondo social per realizzare tutto questo.

 


Salute!

S. 

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Buongiorno a tutti, padova blog,padova,colli euganei,provincia di padova,turismo padova,veneto,turismo veneto,enogastronomia,turismo enogastronomico,mangiare a padova

come ben sapete, sono a Milano e in questa
lucente giornata – contrariamente da quanto si pensa, Milano,  sa essere soleggiata – , mi è venuta voglia di primavera. La primavera è la mia stagione preferita: poiché tutto rinasce, si risveglia, ricominciamo a sentire profumi, vedere i primi fiori e i primi colori. E quali sono i colori che ci vengono in mente in questo periodo? Noi del Blog di Padova ci cromatizziamo con il rosso, il giallo, il blu ed il verde di Cromatica 2013 – Il Carnevale di Padova – . Padova si colora e offre un carnet di eventi a dir poco entusiasmanti.

In questo post, data la pertinenza con la mia rubrica “enogastronomia e territorio” era giusto mi concentrassi sugli eventi green theme, e poi, lo ammetto è uno dei miei colori preferiti! Gli eventi all’interno del contenitore verde sono davvero molteplici, io vi parlerò solo di quelli che frequenterò e ovviamente racconterò, “instagrammerò”.. dopo averli vissuti e degustati, poiché essi sono di carattere enogastronomico e di promozione territoriale. (I miei preferiti, ma non ditelo a nessuno!)

padova blog,padova,colli euganei,provincia di padova,turismo padova,veneto,turismo veneto,enogastronomia,turismo enogastronomico,mangiare a padovaCon amarezza non potrò essere presente al Centro Culturale San Gaetano dove ci sarà un vero e proprio elogio-presentazione a/di Gene Gnocchi, il fuoriclasse della comicità Italiana ci racconta  che musica ascolta, cosa legge e soprattutto cosa mangia, poiché alla Trattoria Paccagnella e alla Trattoria Dante alle Piazze ci sarà il menu cromatizzato personalmente dal comico e guardate un po’, come primo ha scelto proprio i tortelli alle erbette. E dunque, io mi chiedo, si tratterà di erbette dei Colli Euganei  .

Sabato 9 Febbraio, dalle 18.30, il contenitore green si fa ancora più interessante, si parte con l’aperitivo presso il Bar “lo sfizio” accompagnato dalla mostra fotografica da Giovanni Stecca “questione instagram”, un’esposizione che vuole essere un invito a distinguere le fotografie scattate da uno smartphone da quelle scattate da una macchina, un aperitivo critica? O un aperitivo costruttivo/ev

olutivo? Lo scopriremo insieme!

Nello stesso orario, ci si può immergere in un’atmosfera bohèmienne: “uno stile di vita espresso attraverso rapporti sessuali extramatrimoniali, frugalità e povertà volontaria”… ecco no, limitiamoci ad assaporare la poesia del gusto e soddisfiamo i sensi con l’aperitivo dei poeti alla Caffetteria Pane e Miele di Riviera Tito Livio e proviamo l’assenzio servito alla francese, flambè o bohèmienne.

padova blog,padova,colli euganei,provincia di padova,turismo padova,veneto,turismo veneto,enogastronomia,turismo enogastronomico,mangiare a padovaE volete davvero immergervi nello charme francesce a 360° andate al Sogno d’Incanto, vicino a Prato della Valle, dove troverete promettenti abbinamenti (definiti tali da una vera degustatrice: Stefania Pompele) di pralineria francese e macarons accompagnati da birre artigianali belghe.

Domenica 10, invece, l’obiettivo e la parola d’ordine è: qualità e da non perdere è  l’esposizione/ manifestazione Bella Italia – il progetto organizzato da Explicom e dal Comune di Padova al quale parteciperanno cento operatori del settore per il sesto anno consecutivo nella più grande e suggestiva piatta Patavina: il Prato della Valle. 

Salute!

 

S.

 

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1981256387.jpgBuongiorno a tutti!
Avvolta dalla nebbia milanese, sento il bisogno di colore, dolci e feste di carnevale ed è per questo motivo che il web mi è d’aiuto per scoprire tante belle novità del nostro territorio. Che cosa significa per voi la parola Carnevale? Su wikipedia: “espressione del bisogno di un temporaneo scioglimento dagli obblighi sociali e dalle gerarchie per lasciar posto al rovesciamento dell’ordine, allo scherzo ed anche alla dissolutezza.” Secondo me: “casa, sorrisi, divertimento, crostoli e frittelle! 

Oltre a Cromatica 2013, il Carnevale a Padova, ben descritto da Alberto in questo post,  l’altro giorno sono incappata in questo sito: http://www.carnevaledelveneto.it/, che con piacere mi fa scoprire, la festa di Carnevale di Casale di Scodosia, un comune della Bassa Padovana, il quale si svolgerà nei giorni Domenica 3 e 10 e Martedì 12 Febbraio (Martedì Grasso).

Carnevale padova, carnevale veneto, casale di scodosia, veneto, padova, blogi di padova, crostoli, padova carnevale, frittele padova, padova favette, blog di padova, padova eventiCasale di Scodosia si trova esattamente nella zona della Bassa Padovana, vicino alla bellissima Montagnana, dove è possibile visitare anche il Museo Etnografico. Anche quest’anno il comune di Casale presenterà un variegato contenitore di divertimento, offrendo a piccoli, giovani, adulti ed anziani, la 65° edizione del Carnevale più grande del Veneto, caratterizzato dalla presenza di carri allegorici, bancarelle di antiquariato e artigianali (tra cui quelle gastronomiche), e per non fare mancare nulla, ad intrattenere il pubblico ci saranno spettacoli e tantissime sorprese.

Novità di quest’anno nei giorni di Domenica 3 e 10 Febbraio, per le vie del centro sarà costruita la Mercatopoli a cielo aperto, ossia oltre ai coloratissimi carri ci sarà la possibilità di acquistare ai mercatini dell’antiquariato e dell’artigianato, curiosare tra i banchi vintage di abbigliamento e di arredamento, dell’etnico e molto altro.

Tantissime attività, soprattutto per i più piccoli: oltre al concorso di poesia, scaduto il 25 Gennaio, entro il 1 Febbraio c’è la possibilità di esprimersi attraverso la pittura e la fotografia partecipando al concorso “ Il Carnevale è sorridere, gioia e felicità”.

Tra le tante possibilità di svago, il 2 Febbraio, ci sarà anche la possibilità di fare sentire la propria voce, attraverso il concorso canoro “voci nuove” arrivato alla 45° edizione quest’anno con un Presidente d’eccezione: il maestro Pitteri, ex insegnante di Amici, di Ti lascio una canzone ed Io Canto. Per partecipare cliccate sul modulo apposito che troverete a questo link.

Ho notato, con piacere, che si fa abbastanza leva su un importante caratteristica: la fruibilità gratuita dell’evento: poiché Il carnevale è la festa di tutti, la festa delle famiglie, dei più piccoli ed è per questo che a differenza di altri importanti carnevali, a Casale di Scodosia non si paga per entrare e per divertirsi. 

Dulcis in fundo…

Carnevale padova, carnevale veneto, casale di scodosia, veneto, padova, blogi di padova, crostoli, padova carnevale, frittele padova, padova favette, blog di padova, padova eventiHo lasciato la mia parte migliore alla fine di questo post, ossia quella dedicata ai dolci di Carnevale, sì perché anche se la Befana tutte le feste porta via, di sicuro i dolci non finiscono dopo la calzetta! Tra tutti amo i classici e “leggeri” crostoli, fritti in padella e con una spolverata di zucchero a velo diventano eleganti. Aggiungo le frittelle ripiene di crema o di cioccolato, e vado matta per le favette o castagnole magari ricoperte di miele. Concludo, poiché la vera bontà non si Carnevale padova, carnevale veneto, casale di scodosia, veneto, padova, blogi di padova, crostoli, padova carnevale, frittele padova, padova favette, blog di padova, padova eventimaschera, con la meravigliosa focaccia artigianale “Veneziana” creata dalla Pasticceria del Carcere
di Padova.

Lo so, vi sto facendo ingrassare solamente leggendo, ma a Carnevale ogni promessa vale.. anche quella di tornare in palestra e digiunare! J

Salute!

S. 

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Buongiorno a tutti! padova blog,padova,colli euganei,provincia di padova,turismo padova,veneto,turismo veneto,enogastronomia,turismo enogastronomico,mangiare a padova
Eccomi! Pensavate di esservi liberata di me eh?

Ma no tranquilli, lascerò in pace in pace i vostri stomaci, e mi concentrerò su un argomento che parla sempre di territorio, ma stavolta in versione 2.0. Ho utilizzato quest’immagine di Reteattiva poichè l’ho trovata molto adatta all’argomento.
Veniamo a noi, vi chiederete, perché ho pensato di abbandonare l’argomento culinario per questa volta? Beh, diciamo per due motivi: 1. Perché ingrasserete abbastanza durante il Carnevale Padovano e, 2. Perché la rubrica Enogastronomia e Terrirorio prevede che io parli anche dei luoghi che circondano voi e che circondano me (oramai virtualmente!)

Scrivo per questo blog da Settembre ormai, ho avuto diverse soddisfazioni, una tra tante: la possibilità di farmi conoscere potendo argomentare su prodotti tipici, territorio, vino, eventi enogastronomici e di qualche locale particolarmente apprezzato. E sempre grazie al mio contributo in questo spazio offertomi da Alberto, ho avuto la possibilità di conoscere meglio la città di Padova, di partecipare a qualche incontro formativo sul Social Media Marketing, oppure l’ultima occasione di seguire una lezione universitaria organizzata dall’Università di Padova: Facebook in tourism.
La rete mi sta dando davvero molte soddisfazioni, ultimamente, questo mi fa semplicemente pensare che le potenzialità che essa offre siano paragonabili ad una grossa ragnatela, un groviglio di relazioni, che se ben strutturate può diventare davvero solide. 

Per puro caso, stavo facendo delle considerazioni su come i comuni, le amministrazioni pubbliche e i cittadini fanno sentire la proprio presenza sui social network e Google mi ha dato la sua gentile risposta così: una ricerca dettagliata di sistemasusio srl. ovviamente la ricerca si è concentrata soprattutto nel Triveneto e ho trovato davvero interessanti questi dati, raccolti tra l’altro dalla professoressa Claudia Zarabara, conosciuta durante un convegno organizzato dal Consorzio Terme Euganee Abano Montegrotto, e con la quale ho avuto modo di scambiare due chiacchiere in merito all’utilizzo degli strumenti social in ambito business tourism. I dati sono chiari, se scorrete a pagina 24 del file in pdf, potrete leggere com’era la situazione un anno fa su Padova.

padova,colli euganei,turismo padova,turismo veneto,veneto,enogastronomia a padova,enogastronomia colli euganei,dolci di sant'antonio,mangiare a padova,fior d'arancio dei colli euganeiAd oggi, la situazione è decisamente migliorata sia per Padova che per noi de il Blog di Padova. Se si digita su Google “Blog Padova” si può notare, che il secondo risultato nelle serp siamo proprio noi e Mr. Google significa che ci pensa affidabili. Ci supera Padova Eventi con il blog dedicato meramente agli eventi, dal quale a volte attingo molte informazioni, per poter completare le mie descrizioni.

Con grande piacere ho notato che da Dicembre i nostri likers e followers sono davvero cresciuti e questo è tutto merito della credibilità dei contenuti, dell’interesse a mettere in luce la nostra città e un pizzico di ironia e simpatica nel lavoro di squadra che io, Alberto Botton e Giuseppe Bettiol stiamo svolgendo. Grazie per aver dimostrato il vostro interesse nel seguirci in questo post.

A tal punto mi sono chiesta, quanti di voi vorrebbero parlare, partecipare e commentare il proprio territorio, la propria città e creare relazioni tra i cittadini, studenti, turisti all’interno di un unico contenitore? Credo ci sia davvero del fermento dietro a questa necessità e sono davvero curiosa di sapere il vostro parere. Per questo motivo , oltre alla pagina dedicata al Blog di Padova , ho creato la community patavina all’interno di Google Plus (altro social in piena espansione) dove è possibile partecipare e dire la vostra opinione. we-are-citizen-journalism.jpg

Oggi il consumatore è diventato “consumATTORE” quindi vuole usufruire delle esperienze direttamente e creare una sorta di giornalismo partecipativo, come tutte le esigenze, tutto questo verrà prima o poi soddisfatto, me lo sento e vi lascio sia con un po’ di suspance che con  un filmato sul giornalismo partecipativo.

 

Salute!

S.

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Buongiorno a tutti! padova blog,padova,colli euganei,provincia di padova,turismo padova,veneto,turismo veneto,enogastronomia,turismo enogastronomico,mangiare a padova

Eccomi di nuovo, con un nuovo post in pieno stile culinario, a farvi venire l’appetito e chi lo sa…farvi sperimentare nuove ricette e provare nuovi locali Padovani. 

Tra le mie verdure preferite c’è sicuramente il fiore invernale:  il radicchio, che vorrei mangiare tutto il tempo dell’anno, ma purtroppo e per fortuna deve rispettare una stagionalità, pena: la non freschezza.

Ne esistono svariate specie,  coltivate in tutta la regione Veneto, di Indicazione Geografica Protetta (IGP): il più famoso è certamente il radicchio rosso di Treviso, il radicchio di Castelfranco, il radicchio rosa di Chioggia, il radicchio di Verona e last but not least il radicchio bianco Fior di Maserà.

Il Radicchio Fior di Maserà appartiene alla famiglia delle Composite, del genere Cichorium della specie Intybuse e deriva dal radicchio variegato di Castelfranco, il qualche viene sottoposto ad una tecnica particolare – spiegata molto bene qui – di imbianchimento, inventata negli anni ’20 dagli agricoltori della zona. I cenni storici raccontano che questa prelibatezza amara si affermò nella produzione locale tra il 1860 e il 1870. In quegli anni, inoltre, le piccole aziende traevano da esso grandi profitti che portavano quindi all’aumento della manodopera e quindi all’accrescimento del benessere della popolazione.

padova blog,padova,colli euganei,provincia di padova,turismo padova,veneto,turismo veneto,enogastronomia,turismo enogastronomico,mangiare a padovaLa sua forma e colori sono abbastanza particolari: è caratterizzato da cespi di foglie larghe e tondeggianti, con variegatura di colore di lievi tonalità: dal giallino al verde, screziato di marrone, rosso porporato e viola. La forma ricorda quella di una rosa o di una orchidea (foto: radicchio orchideo). Questa tipologia di radicchio ha un sapore delicato, leggermente dolce , ma con un fondo amarognolo. Le proprietà sono molteplici: depurative, diuretiche, toniche e lassative, facilita la digestione ed è tollerato da tutti gli stomaci. Infine è particolarmente indicato per chi ha problemi di pelle, artrite e di reumatismi e.. quando lo acquistate prestate attenzione alle foglie, le quali non devono essere appassite o troppo bagnate.

Come non festeggiare questa risorsa culinaria per il territorio? Eccovi accontentati! per chi fosse amante e passasse per Maserà, vi informo che Sabato 19 e domenica 20 gennaio 2013, dalle 10.00 alle 19.00 presso la Piazza del Municipio di  Maserà di Padova si svolge l’annuale edizione di “Radicchio in festa”. L’ingresso è libero e ci sarà la mostra mercato dei radicchi padovani e dei prodotti tipici locali. Non potrà di certo mancare l’organizzazione di eventi, spettacoli e la degustazione del risotto con radicchio bianco “Fior di Maserà”.

Non potendo essere presente alla sagra sopracitata, poiché tornerò nella mia amata città solo a fine mese, ho già deciso di organizzare una cena con gli amici presso un nuovo e curioso locale situato in via Zabarella n. 23 a Padova, denominato simpaticamente Gourmetteria. Ne ho saputo dell’esistenza da un mio contatto Instagram, il quale a sua volta ha Instagrammato una foto di una birra descrivendola così: “la giusta alchimia e il perfetto equilibrio tra luppolo e radicchio trevigiano. Color ambra rosso,  ha un gusto fresco, connotato da un lieve retrogusto amarotico e inconfondibile.”

padova blog,padova,colli euganei,provincia di padova,turismo padova,veneto,turismo veneto,enogastronomia,turismo enogastronomico,mangiare a padovaSecondo voi potrò fare a meno di provarla? 
Certamente no!

Ovviamente, fanatica dei social a 360°, ho girovagato nel webbi ottenendo alcune simpatiche info su questo localino, sia su TripAdvisor che su Foursquare è ben quotato e i tips sono positivi: “Più che un wine bar é un vero ristorante – libreria con una ricca selezioni di vini. Scoperto per caso alla fine del mio soggiorno a Padova, offre un ambiente molto gradevole, piatti tutti espressi e molto curati ad un prezzo molto contenuto e, last but no least, un personale efficiente e simpatico.” Insomma, se capitate lì, lasciate un commento in più anche voi, io farò log-in con l’account foursquare del Blog di Padova.


Salute!
S.

silviatiberto@gmail.com
@la_tibby 

 

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Buongiorno a tutti! 

Bentornati dalle vacanze e dalle abbuffate, due settimane fa, Alberto mi ha chiesto di non parlarvi di cibo e vino e di variare tenendovi compagnia con un post dedicato a Padova e a quello che amo della città Patavina. Questa volta non ho resistito, stuzzicherò il vostro immaginario parlandovi delle zone vitivinicole padovane, e chi lo sa, magari vi porterò a passare la primavera tra le nostre splendide colline e non.

Nel padovano sono presenti 5 zone vinicole i cui prodotti sono riconosciuti dal disciplinare della produzione DOC: Colli Euganei, Bagnoli di Sopra, Vini Doc della Riviera del Brenta, Merlara, Corti Benedettine.

 

La zona vinicola che spicca per la maggiore è certamente quella dei Colli Euganei, il Consorzio Vini DOC Colli Euganei certifica la qualità di 13 vini a denominazione di origine controllata: Bianco Colli Euganei, Cabernet franc, Cabernet Sauvignon, Chardonnay, Fior d’Arancio diventato nel 2011 DOCG, Merlot, Moscato, Novello, Pinello, Pinot Bianco, Rosso Colli Euganei, Serprino e Tocai Italico.

Un’altra zona che amo particolarmente è quella di Bagnoli di Sopra ai piedi dei Colli Euganei. Il Consorzio Vini D.O.C. di Bagnoli racchiude il territorio anticamente noto come lo “Stradon del Vin Friularo”, dove ancora si preserva il vitigno autoctono Friularo, base per la vinificazione di quasi tutti i rossi e proposto come monovitigno in diverse varianti, tra i miei preferiti il passito friularo: denso, dolce, fruttato e avvolgente come un succo nobile.

Passo poi ai vini della Riviera del Brenta conosciuta in tutto il mondo per le sue antiche ville venete. Essa è costituita da un territorio attraversato dal fiume Brenta che da Padova sfocia nella laguna veneziana. Questa zona ha un’antica tradizione vitivinicola che risale come origine all’impero romano per poi trovare la vera diffusione con la Repubblica di Venezia, che utilizzava le terre della Riviera del Brenta per la produzione del vino sia per uso interno sia per il commercio nelle terre di loro conquista mercantile.

Una zona a me poco conosciuta, anche se più vicina a me, è la zona DOC Merlara, la quale è stata approvata con la vendemmia del 2000. La zona si estende sui comuni padovani di Merlara, Urbana, Castelbaldo, Montagnana, Casale di Scodosia, Masi e sui comuni veronesi di Bevilacqua, Boschi S. Anna e Terrazzo. Il 26 Gennaio 2001 è stato costituito il Consorzio di Tutela.

Ed infine, ma non meno importanti, i vini DOC delle Corti Benedettine, sono invece prodotti nel territorio della Bassa Padovana incuneato tra Venezia e il Polesine, seguendo l’antichissima tradizione della viticoltura mantenuta nella zona grazie all’attività agricola dei monaci del convento di Correzzola.

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Come già detto svariate volta, non sono né laureata in Enologia e né sommelier, ma questo mondo ha iniziato ad affascinarmi da diversi anni. La mia passione è accresciuta dopo aver curato la comunicazione online per due cantine abbastanza conosciute: Ca’ Lustra sui Colli Euganei e Perlage tra le colline di Soligo, nel cuore del Prosecco DOCG di Conegliano – Valdobbiadene.

Vi è mai capitato di trovarmi ad una cena, dove qualcuno conta su di voi sulla scelta di un vino, oppure chiede un vostro parere sulla bontà di esso? A me sì! Ed è anche per questo che ho iniziato ad avvicinarmi all’affascinante mondo di bacco.

Ad oggi, non sono un’esperta, penso di saperne qualcosa, amo riconoscere i profumi del vino e andare alle degustazioni organizzate e scoprire abbinamenti possibili.

Due anni fa, non sapevo molto del vino, conoscevo solo alcuni piccoli dettagli, come ad esempio la sequenza: Vista – Olfatto – Tatto e Gusto. Attualmente sono aspirante sommelier, ma non sono ancora riuscita a frequentare il corso per diventare un’esperta e affinare il mio nasino.

Le opportunità sono svariate per avvicinarsi al mondo del vino: dalle più economiche e “sobrie” alle più professionali e costose.

Le più economiche sono sicuramente quelle tenute all’interno delle cantine, direttamente dall’enologo o della responsabile marketing, ad esempio, mi sento di suggerire il corso di “avvicinamento al vino” tenuto da Francesca Salvan della Cantina il Pigozzo di Due Carrarre, Padova.

Come i neofiti sapranno, esistono ben due associazioni, spesso rivali in termini economici: AIS e FISAR. La delegazione di Fisar Padova ha da pochi giorni attivano il primo livello sommelier, che si terrà presso il Bar New Style di Conselve, anziché nella prestigiosa sede di Arti e Mestieri di Padova.

Infine, gli affollati corsi  di AIS Delegazione di Padova, la quale, da sempre è richiestissimo e la quantità di gente a mio parere non permetterebbe di seguire un buon corso. Se non potete permettervi un corso dal costo esagerato, non c’è niente di più bello che leggersi un libro, viaggiare, scoprire ed annusare, magari come faccio io con  il mio mentore Andrea Fasolo, quasi enologo e “contributor” free lance per la rivista online Lavinium.

Vi lascio con un simpatico video, le basi partono da qui, o quasi… 

 


 

Salute!

S.
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Buongiorno a tutti! Ho promesso ad Alberto e a me stessa che oggi non parlerò di cibo e vino, infatti dopo l’abbuffata natalizia sarò più clemente con i vostri stomaci ed ho, in realtà, avuto “carta bianca” e vi racconterò un po’ che cosa penso io della nostra splendida Padova (le foto sono di Christian Padoan).

Come alcuni di voi già sanno, io non sono una Padovana DOC(g), ma abito al confine tra Padova e Rovigo – qualcuno non me ne voglia, neanch’io non m’intrigo – , mesi fa ho avuto l’opportunità di conoscere Alberto (l’ideatore di questo splendido spazio) che ha captato in me: il bisogno di “esprimermi” attraverso la scrittura, il desiderio di parlare di argomenti che amo, ammiro, assaporo e degusto. Pertanto, con grande piacere, ho accettato questa sfida di scrivere per la rubrica “Enogastronomia e Territorio” di questo blog, una sfida a dir poco positiva, in quanto sono estremamente convinta, che quest’ultima mi abbia portato ad ottenere il lavoro ed il ruolo che da circa un mese ricopro presso lo studio Boraso.com, dove mi occuperò di un futuro portale come community manager.

Per lavoro mi sono trasferita e vivo a Milano da 3 settimane, una città che offre molto sotto ogni aspetto culturale: cinema, teatro, musica, eventi di ogni genere e gusto ma, non offre alcun spazio verde come la nostra splendida città patavina. Mi mantengo attaccata e ben stretta al mio territorio perché non c’è niente di più bello che tornare a casa e vedere i dolci pendii dei Colli Euganei dalla mia finestra, respirare aria pulita, mangiare bene nelle nostre trattorie tipiche e genericamente fare un bel giro tra le nostre piazze e bersi un ottimo spritz alla modica cifra di 2,50 Euro.

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Ho promesso che non parlavo di prelibatezze, ma mi voglio concentrare su Padova, la quale ogni volta che la vedo mi emoziona. E’ una città che offre diverse opportunità di svago e conoscenza, una città che mi da la carica nella sua semplicità, una città universitaria che ti fa tornare giovane e ti arricchisce in qualsiasi momento della giornata. Ahimé, posso parlare solo di un arco temporale giornaliero in quanto, trovo Padova, un po’ deludente dopo la mezzanotte. Sarà perché non conosco abbastanza i posti dove poter andare , ma chi si ritrova in città in orario notturno potrebbe rimanere un po’ deluso, per questo motivo ho aderito al progetto del Movimento del Buonsenso di cui Elisabetta Beggio è portavoce, mettendo anch’io la firma per chiedere alla pubblica amministrazione una proroga per l’apertura dei locali oltre la mezzanotte…e se potete, fatelo anche voi!

Se potessi esprimere un desiderio, sarebbe quello relativo ai trasporti, quanto bello sarebbe lasciare a casa la macchina e poter prendere un mezzo che ti porta in giro tutta la notte? Purtroppo a Padova, come in altre città, non è ancora possibile! Quindi ci si deve accontentare dell’amica Trenitalia – durante il giorno e per chi viene da più lontano – oppure l’alternativa è quella di lasciare la macchina in zona Guizza e da lì prendere il tram, che ti porta direttamente nel fulcro della città, ma state attenti a controllare l’orologio, poiché passa fino a mezzanotte. Se siete coraggiosi – come me – e volete rischiare, spesso di non trovare posto, prendete la macchina è parcheggiate in fondo a Via Milano o pagatevi uno dei costosissimi parcheggi come quello di Piazza Insurrezione, o altrimenti la centralissima Piazza Rabin, vicina al Prato della Valle, il quale prossimamente offrirà anche un park sotterraneo. Infine, se il destino è dalla vostra, potreste parcheggiare anche a  Piazza San Giovanni e poi proseguire a piedi verso il centro.

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Queste piccole negatività, non mi inducono a frequentare meno la mia bella città, anzi, sono fiduciosa essa migliorerà sempre più e saremo in grado di viverla tutti molto meglio, turisti compresi. Per questo motivo ho deciso di stilare una piccola lista di quello che mi aggrada di Padova.

Vorrei fare un lungo elenco delle cose che amo e che ho scoperto di Padova in questi ultimi mesi, ed è in questo spazio che prometto che prima o poi la lista si allungherà sempre più. Preciso che amo l’atmosfera che si respira in tutte le Piazze della città, in particolare Piazza dei Signori e Piazza delle Erbe. Sono affascinata dal via vai delle persone che percorrono i “corridoi” del Sotto Salone, sono felice che Alberto mi abbia fatto conoscere il vino della casa dell’Enoteca Tirabouchon, sono rimasta sorpresa dal racconto sul “canton delle busie” mentre eravamo al chioschetto della Folperia di Max e Barbara davanti ad un invitante piattino di “folpetti, peoci e masenette”. Amo sorseggiare un buon spritz e mangiare il fantastico tramezzino caldo del Nazionale. Adoro sbucare in Prato della Valle e ammirarne l’immensità e le sue statue, viverlo d’estate durante i fuochi d’artificio di Ferragosto…

Nonostante la mia permanenza a Milano, credo sfrutterò Alberto il più possibile, decretato da me ottimo conoscitore della città, per ampliare la mia preparazione sulla Città del Santo.
Vi e mi auguro di vivere Padova a 360° e nel migliore dei modi.

Salute!

S.

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Questo è uno dei periodi dell’anno che non amo particolarmente, anche perché essendo a Milano appena da due settimane, devo ammettere di avere un po’ di nostalgia di casa. Quella malinconia che risolveresti con un abbraccio, un buon bollito alla Padovana o meglio ancora con tanti dolciumi: biscotti, panettoni, torte possibilmente realizzati dai maestri pasticceri Padovani. E siccome, non mi faccio mai mancare qualcosa di zuccherato nemmeno dopo un qualsiasi pranzo o cena, in questo post ho deciso di ammorbidirvi (dato che sarà un “postone weekend” in stile Giuseppe) raccontandovi le deliziose specialità padovane, passando dai zaleti a tutti i dolci di Sant’Antonio realizzati dalla pasticceria Artigianale del Carcere di Padova.

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Mi soffermo brevemente, dato il mio attaccamento ad un frutto piccolo e simpatico come la giuggiola di Arquà Petrarca, a parlarvi di un biscotto simpatico come il “zaleto con le giuggiole” (foto dal blog de “La cucina di Albertone”), citato anche nella commerdia “La buona moglie” di Carlo Goldoni” del 1749. Lo Zaleto in questa versione esclusivamente Padovana è di colore giallo perché realizzato con farina di granoturco, zucchero, uova, pinoli, limone ed imbiancato con zucchero a velo. Da inzuppare in questo caso nello zibibbo oppure accostato ad un buon passito fior d’arancio dei Colli Euganei.

A seguito di una menzione, nella puntata del TG5 della settimana scorsa, sul panettone del Santo realizzato dai ragazzi del Carcere di Padova, mi sembrava doveroso, ricollegarmi ai temi sociali affrontati da Alberto in questo post, parlando appunto di queste mani “sante”, che offrono una vasta scelta di prodotti, tra i tanti il panettone scelto da Papa Benedetto – chissà se si meriteranno una menzione in un tweet da Pontifex_it – .

Vorrei dedicare questo parte di post ad un professore di nome Giorgio (Joio per gli amici) che ha tenuto due lezioni di cucina a me e ai miei ex compagni di corso, presso la prestigiosa Accademia di Arti e Mestieri Alimentari in Via Due Palazzi, a Padova. Voglio dedicarglielo perché ha trascorso parte della sua vita ad insegnare ai ragazzi della pasticceria del Carcere di Padova, dove anche se l’ambiente non è dei migliori, ha avuto delle grandissime soddisfazioni.

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Come potrete osservare sul sito, il primo dolce che viene presentato è la Noce del Santo, appunto perché dopo un’approfondita ricerca storica e un pizzico di creatività, sono partiti dalla noce – frutto caro al Santo che proprio su un albero di noce fece costruire la sua cella a Camposampiero (PD) – e attraverso la realizzazione sono riusciti a conciliare un sapiente equilibrio di ingredienti prendendo il vecchio (noci, nocciole, mandorle, ecc.) amalgamandolo con il nuovo modello di alimentazione del tempo (farina integrale di frumento) e avendo come base la specialità del lievito naturale. Questa raffinata delizia esaltati dallo zucchero di canna e dal miele, ha ricevuto il Premio “Dino Villani” 2010.

Da sempre appassionata di frutti “settembrini” mi sono stupita nel leggere la storia della realizzazione della Corona del Santo, una morbida pasta frolla dai profumi e sapori del Trecento Padovano: con all’interno un cuore di fichi, orzo e zenzero. Dedicato ad un Pellegrino diretto a Sant’Antonio poiché i fichi danno sostegno fisico, ma soprattutto spirituale ed alleviano le sue fatiche con la loro dolcezza. In quegli anni c’era anche l’ascesa della farina bianca, simbolo della Borghesia nel distinguersi da chi utilizzava quella scura, perciò questo dolce è stato realizzato con farina d’orzo integrale per augurare al pellegrino una delle qualità più importanti di ogni cammino: l’umiltà!

Un’immagine molto diffusa è quella di Sant’Antonio, un giovane religioso, con in braccio Gesù bambino che trattiene tra le mani un giglio, simbolo di purezza e virtù. Per questo motivo è stato pensato di realizzare il Giglio del Santo per donare virtù a chi lo mangerà, arricchito di zenzero in quanto in passato si riteneva che curasse molti mali, come la peste che nel ‘600 ha contagiato i padovani, costretti a masticarlo.

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Dei richiami particolari meritano anche i biscotti della vasta gamma di prodotti. I cavalieri (cannella, zenzero e cardamomo che ne conferiscono colore e aroma inconfondibile) dedicati a chi si vuole concedere un piccolo lusso. I contadini (biscottini, già dal nome, dai sapori intensi ma semplici come la nocciola e la castagna) scelti da chi non si ferma alla prima impressione ed infine,  i monaci dal gusto delicato della birra e farine integrali, destinati a loro,  perché figure decisamente importanti per la cultura gastronomica in un’epoca così difficile. 

Meritano una speciale menzione, i panettoni per il sociale: suddivisi in: panettone alla birra il cui ricavato andrà devoluto per la costruzione di infrastrutture, indispensabili alla sopravvivenza, in una zona ancora sconosciuta come Burkina Faso e i panettoni della Fondazione Banco Alimentare Onlus che  recupera e ridistribuisce alimenti ancora ottimi e non scaduti che sarebbero destinati alla distruzione.

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E’ necessario che io concluda questo post con la profumata ed intensa fragranza dei nostri Moscati dei Colli Euganei, il vitigno da cui esso nasce, comprende uve a bacche bianche con grappoli cilindrici, formati da acini sferici di media grandezza e buccia spessa ricoperta da un leggerissimo velo di ” polvere”: la pruina. Questa specie di uva viene appunto denominata Fior d’Arancio ed e’ una D.O.C.G. protetta dal Consorzio. E’ una dolcezza racchiusa nelle bottiglie in versione secca, lo si può bere sia durante i pasti e quindi abbinato ad un buon risotto, nella variante spumantizzata abbinato agli speciali panettoni ed infine passita accostandolo ai biscotti zaetti, cavaliere, monaci e contadini.

Salute!

S.

 

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