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Ciao e buon lunedì! Con questo post volevo segnalare che da oggi e fino 23 gennaio riaprirà la vendita di “12° IN CAMPO“, il voucher elettronico con un pacchetto comprensivo di 10 biglietti per seguire le 10 partite che il Calcio Padova  giocherà allo Stadio Euganeo nel girone di ritorno, il tutto a prezzo notevolmente vantaggioso. “12° in campo” è la novita di questo campionato, si tratta di una sorta di “membership card” che consente a tutti di acquistare una sorta di abbonamento per le partite casalinghe dei biancoscudati, uno per il girone d’andata ed uno per il ritorno, prima opportunità offerta solo ai possessori della Tessera del Tifoso, iniziativa del Miinistro Maroni tanto discussa e contestata anche dal sottoscritto. Tra i vantaggi di “12° in campo” anche la possibilità di fare acquisti presso il Padova Store di via 8 febbraio (di fronte al Caffè Pedrocchi presso lo spazio Superflash della Banca del Veneto) a prezzo scontato.

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La stagione del Padova è, come al solito, piuttosto burrascosa e, dopo l’avvicendamento in panchina tra Fulvio Pea e il mister Franco Colomba stiamo assistendo in questi giorni di mercato e di sosta dal calcio giocato, al cambio di diversi giocatori. Personalmente non condivido e non mi piace troppo la “politica” del buon Cestaro troppo precipitoso questa volta come in passato nel fare e disfare tutto a seconda dei risultati. La novità quest’anno è stata che il pubblico stesso aveva accettato di fare un campionato non proprio di vertice per far crescere i giovani nell’ottica di costruire un Padova vincente nell’arco di progetto di due, tre anni mentre il presidente, visti i risultati poco soddisfacenti e più probabilmente per un rapporto mai decollato con Mister Pea, ha deciso di cambiarlo con le conseguenze che l’arrivo del nuovo allenatore ha comportato e cioè cambio tattico ma anche tecnico e probabile rivoluzione nella squadra, sempre con occhio al bilancio…almeno così mi voglio augurare. Tant’è, siamo tifosi del Padova e a queste cose siamo abituati e, in quanto tifosi, continueremo a tifare per i nostri colori, sperando che i giocatori che stanno arrivando siano seri professionisti e diano il 100% di impegno per il bene loro e della squadra!

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Coloro che sono già  titolari di un Voucher “12° IN CAMPO”, avendo sottoscritto le prime 10 partite del campionato possono passare in Sede del calcio Padova presso lo Stadio Euganeo, viale Nereo Rocco 60 sotto alla Tribuna Ovest  dal lunedi al venerdi dalle ore 15 alle ore 18,30 e il sabato dalle 10 alle 12,45. Oppure acquistare le seconde 10 partite direttamente tramite il sito www.ticketone.it

Per chi la acquista per la prima volta, la card ha un costo di 5,00 € e non è acquistabile separatamente dal pacchetto di partite ed è strettamente personale, quindi non cedibile ad altri. “12° in campo” ha validità per la stagione in corso 2012/2013 e non è valido come Tessera del Tifoso. Per ulteriori informazioni sui prezzi settore per settore clicca quì! 

Forza Padova!

Alberto Botton

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Come sapranno già i tifosi più attenti, dopo il deludente finale della scorsa stagione c’è stato un notevole giro di vite al Calcio Padova e una rivoluzione a livello societario e tecnico. Come direttore sportivo è arrivato Fabrizio Salvatori, come allenatore Fulvio Pea che tanto bene aveva fatto lo scorso anno a Sassuolo mentre la nuova figura forte a livello societario è il manager Luca Baraldi. Per come si sono presentati, per le dichiarazioni fatte e soprattutto per la mentalità che ci sta dietro, e per quanto si sta facendo nel calcio mercato e non solo devo dire che sono molto soddisfatto di quanto sto vedendo.

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Da tempo i tifosi del Padova sanno che questa sarà una stagione per cui il generoso presidente Cestaro avrebbe tirato decisamente i cordoni della borsa e così sta avvenendo. Stanno infatti arrivando tanti giovani di belle speranze  e di prospettiva affiancati da qualche giocatore più esperto: un mix di esperienza e gioventù che comunque appare essere di assoluta qualità per cui rimane lecito aspettarci un buon gioco da questa squadra, senza però l’assillo della scorsa stagione di dover per forza raggiungere play-off o promozione. Si parte quindi con un obiettivo di un campionato più sereno, più defilati nel ranking delle squadre da battere ma comnuque con tanta voglia di fare bene e di onorare la maglia biancoscudata. I reduci del Padova delle scorse stagioni si contanto sulle dita di una mano e più di qualcuno storce il naso per la mancata riconferma di due giocatori molto amati come Cano e Cuffa. Dispiace anche a me ma non credo che i tifosi possano interferire più di tanto in scelte tecniche ponderate anche dal nuovo allenatore.

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Venerdì sono state presentate le maglie ufficiali, si sono riuniti i giocatori che hanno poi iniziato il ritiro precampionato sui campi di allenamento del Centro Sportivo Euganeo di Bresseo. Niente montagna quindi ma si rimane in città anche per rimanere più vicini ai tifosi che così potranno seguire la preparazione della loro squadra. Dicevo prima di dichiarazione che mi erano piaciute…Come quelle di Pea secondo il quale il Padova è dei tifosi e della città per cui gli allenamenti non verranno più fatti a porte chiuse, dichiarazione seguita dall’intento della società di giocare qualche amichevole allo Stadio Appiani (già programmate 3 date) così come l’idea, finalmente, di mettere grandi tabelloni pubblicitari della campagna abbonamenti in centro città (a destra in Riviera Ponti Romani all’altezza di Porta Altinate). Insomma, dopo lo store in via VIII febbraio, altri segnali forte per sottolineare come il Calcio Padova debba riappropriarsi della città e tornare ad esserne un elemento distintivo.

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Riguardo alle maglie, che dire? Che la Joma, sponsor tecnico del Calcio Padova per la seconda stagione, ancora una volta ha fatto un ottimo lavoro puntando ancora sulla tradizione, aspetto importante per una società come il Padova, per i cui tifosi è molto importante l’aspetto del senso di appartenenza, l’identità e la continuità con la storia del proprio club. Non vinceremo scudetti o trofei internazionali ma i veri tifosi del Padova tengono anche a questi valori con i quali ci si identifica. A parte la terza maglia “gialla” che fa sempre storcere il naso a qualcuno, la prima e la seconda maglia sono semplicemente strepitose!

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Entrambe ricordano le maglie da gioco degli anni Quaranta-Cinquanta. La prima, semplicemente biancoscudata, tutta bianca con colletto rosso ovviamente e lo scudo sul petto…anche se lo sponsor Famila sarebbe stato meglio stamparlo in nero piuttosto che in arancione. Notevole il particolare dei laccetti sul colletto così come strepitosa la seconda maglia rossa con le maniche bianche, così come è stata veramente tra gli anni Quaranta e Cinquanta…vedete l’immagine a destra di capitan Gastone Zanon di quegli anni. Qualcuno che già l’aveva paragonata a quella dell’Arsenal dovrà quindi ricredersi…non abbiamo copiato proprio nulla! Tutte le informazioni sulla campagna abbonamenti le trovate a questo link: http://www.padovacalcio.it/dettaglio-news.php?id=4805&page=1 così come ulteriori informazioni all’interno del sito ufficiale. 


Potete seguire tutte le novità, gli aggiornamenti dal Calcio Padova sul sito ufficiale:  http://www.padovacalcio.it/, sul blog: http://www.calciopadova1910.com/, sulla pagina facebook: http://www.facebook.com/padovacalcio e tramite twitter: https://twitter.com/padovacalcio/.

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Ciao a tutti, quest’oggi ho pensato di scrivervi riguardo ad un libro che ho acquistato da poco e appena finito di leggere. Si tratta de “Il cameriere di Rocco”, l’ultimo libro di Furio Stella, scrittore e giornalista de “Il Mattino di Padova” che i tifosi del Padova conoscono bene per via che da tanti anni racconta le vicende dei biancoscudati con professionalità, arguzia e con la fantasia e l’estro che lo contraddistinguono a tal punto che, se fosse un calciatore, probabilmente sarebbe un giocatore della tipologia “genio e sregolatezza”.

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Avrete capito quindi che il Rocco del cui cameriere si parla nel libro (edizioni La Torre, euro 10,00) non è Rocco Siffredi e neanche Rocco Papaleo ma di Nereo Rocco, aka (as known as) il “mitico” Paron, l’allenatore triestino, guarda caso proprio come l’autore del libro Furio Stella, che dopo i successi con Triestina e con il grande Padova del finire degli anni Cinquanta-inizio Sessanta che per 5 o 6 anni era diventato una tra le “grandi” del calcio italiano, divenne famoso in tutta Italia come l’allenatore del Milan e forse ingiustamente etichettato come emblema del calcio difensivo visto che il Padova del 1958 portò 6 giocatori offensivi (nel gioco e non nello sproloquio) ai mondiali di calcio. Nereo Rocco che il 20 maggio prossimo avrebbe compiuto 100 anni e che, per questa ricorrenza la città di Trieste gli sta dedicando una mostra (vedi http://www.mostranereorocco.it/).

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Furio Stella qualche tempo fa ha conosciuto una signora, una tifosa del Padova, Nadia Seresin, il cui padre era appunto il cameriere di Rocco, quel cameriere che serviva lui e la squadra nella storica e popolare Trattoria Da Cavalca di via Daniele Manin, a due passi da Piazza delle Erbe, in quell’angolo in cui ci starebbe bene uno statua di bronzo del Paron che cammina assieme al capitano Scagnellato…Scusate le divagazioni ma è da lì, da questo incontro con questa signora che è nata l’idea di questo libro, un romanzo leggero e divertente che omaggia la città di Padova, le sue curiosità più nascoste, il suo lato più popolare di cui anche la squadra di calcio fa parte. Guardate questa foto sulla destra che ho trovato su una delle varie pagine dedicate al Calcio Padova (le immagini di questa pagina le ho utilizzate per contestualizzare la storia raccontata nel libro): sulla sinistra ovviamente Nereo Rocco, al cui fianco siede il capitano Aurelio Scagnellato e più in là il bomber Sergio Brighenti, seduti a tavola, sciuramente Da Cavalca e alle spalle di Rocco si vede un cameriere in camicia bianca e cravatta nera che parla con il “capitano”. Che sia proprio lui, il nostro cameriere di Rocco? 

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Per questo alla presentazione erano presenti molti tifosi e tra di loro anche due grandi giocatori del Padova di Rocco, il difensore Gastone Zanon ed Humberto Rosa: due istituzioni per il Calcio Padova. L’autore, nella presentazione del 18 aprile scorso, ha raccontato con la sua solita “verve” questo suo “progetto letterario”, quest’intreccio tra realtà quotidiana, con i suoi problemi e i suoi scazzi ed “illusione”, per non dire “magia”, illusione e magia che la suggestione di certi luoghi può provocare. Quasi uno spettacolo, un “reading” a cui hanno partecipato la sorella dell’autore, l’affermata attrice teatrale Carla Stella e anche l’ottantenne Humberto Rosa che con la sua proverbiale simpatia ha letto un brano del libro, quello in cui si descrive proprio un suo goal all’Appiani contro la Juventus, partita tra le più importanti del Padova e momento topico del libro (vedi qui sopra a sinistra l’immagine del gol di Rosa presa da “Lo sport illustrato” del 27 febbario 1958, reperito nel mercatino dell’antiquariato di Prato della Valle qualche tempo fa. Rosa è quello al centro in maglia bianca ovviamente mentre in primo piano, di spalle con il numero 7 il grande campione svedese Kurt Hamrin).blog di padova,padova blog,"il cameriere di rocco",furio stella,nereo rocco,calcio padova,padova popolare,padova libri,edizioni la torre,stadio appiani,trattoria da cavalca 

Padova popolare, Calcio Padova, cameriere della storica trattoria “Da cavalca”…potevo non acquistare questo libro? Certo che no!!..e anche farmelo autografare da Humberto Rosa che da allenatore del Padova, negli anni Sessanta, ci portò anche in finale di Coppa Italia…persa malauguramente contro il Milan, per un rigore che non si sa se ci fosse…e ovviamente la dedica dell’autore che è quella che vedete quì a fianco “Al gurmè Alberto. Grazie e bon appetit!”. Non lo sapeva ma gliel’ho detto io che se fossi stato il protagonista del libro sarei finito a mangiare con il Paròn, visto che mi ritengo una buona forchetta, più che un gourmet”!

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Furio Stella  (vedi foto a sinistra) scrive bene e questo libro ne è evidenza. Un libro ben scritto che si legge tutto d’un fiato e che porta il lettore ad immergersi in un’atmosfera a tratti surreale come del resto il narratore che, passeggiando per Padova e raccontandoci aneddoti e curiosità legate alla città, si trova a vivere flashback e ritorni al passato causati da forze misteriose ma forse più semplicemente dalla suggestione che certi luoghi della città provocano in chi queste suggestioni le sa cogliere.

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Suggestioni che funzionano come un vero e proprio “stargate” in grado di condurre il protagonista in un’altra dimensione temporale e a rivivere da spettatore, a bordo campo all’Appiani, quella mitica partita del 1958 tra il Padova di Rocco, Scagnellato, Humberto Rosa, Brighenti ed Hamrin e la Juventus di Boniperti, Charles, Stacchini (nella foto sulla destra Aurelio Scagnellato e Gianpiero Boniperti si tringono la mano prima della partita). Un po’ come Midnight in Paris, uno degli ultimi anni di Woody Allen in cui uno scrittore in cerca di ispirazione a Parigi si ritrova catapultato in altre epoche e a conversare con Hemingway, Scott Fitzgerald, Picasso e tutto il milieu culturale del tempo. Camminando per Padova, in certi luoghi, in certi momenti e sopratutto se si ha una certa sensibilità e si sa ascoltare la propria città certe suggestioni si possono vivere e quindi il ristorante, ora chiuso, alle piazze, può torna ad essere la trattoria Da Cavalca, aperta e con la squadra del Padova che pranza prima di andare a giocare la sua partita, con il cameriere di Rocco che sistema le fioriere all’ingresso, se si passa davanti all’Appiani si può immaginare che un ragazzino vada a recuperare un lenzuolo spinto via dal vento dopo che i coniugi Zotti, l’avevano steso, assieme alle divise dei giocatori del Padova, sulle gradinate dello stadio affinchè asciugassero prima e molte altre ancora che l’autore si terrà per il prossimo libro! 

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Ciao a tutti! Questo lunedì di nuovo un post dedicato al Calcio Padova 1910 da inserire nello spazio “guest blogger”! A scrivere infatti non sarò io ma Ampelio Padovan e Lisa “Cilender” che ci presentano la community dei Biancoscoppiati. In un calcio assediato da interessi e giochi di denaro allucinanti e da un tifo spesso troppo esasperato, rispondere con l’ironia e con il sorriso è altamente salutare! Anche se per tutti i tifosi del Padova le ultime sono state giornate piuttosto “difficili”, il post dei Biancoscoppiati cade giusto al momento giusto per sdrammatizzare un po’ e non c’è argomento su cui non si possa sdrammatizzare. Ciao!

I Biancoscoppiati sono una piccola comunità (ma non di recupero) nata da qualche mese e che trova “sede” (attualmente, in futuro si vedrà…) in facebook, nell’omonima pagina, e su twitter. Facciamo dell’ironia e della dissacrazione calcistica (di matrice biancoscudata) il nostro credo e cresciamo di giorno in giorno, anche fuori confine padovano (e, incredibile, senza dover ricorrere a bustarelle, ricatti e minacce!).

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Perchè biancoscoppiati? Beh, lo dice il nome stesso. Come per Lisa Cilender (guardatela a sinistra assieme a Davide Succi) ognuno di noi, per il solo fatto di tifare Padova, dimostra di essere “scoppiato”: la sintomatologia, soprattutto nei week–end, consiste in mal di testa, turbe allo stomaco, aerofagia, tachicardia e ascelle pezzate, che mettono in serio pericolo anche la salute mentale. Il tifoso padovano è un martire del calcio italiano, è perennemente destinato a soffrire ed è uno che nella sua vita ha masticato talmente tante delusioni da usare il Maalox al posto del chewing gum; tutto ciò però nel nome di uno sconfinato amore per la propria squadra… qualsiasi cosa accada 

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A Padova il tifoso medio si suddivide in più specie:

  • Lo sfegatato: animale curioso, segue con passione costante tutte le vicende della sua squadra 365 giorni l’anno e, dopo il termine della stagione, passato un mese in preda a crisi d’astinenza per la mancanza di partite, si ritrova assieme al suo branco, agli albori di agosto, per spingersi verso i pascoli montani a seguire il ritiro estivo; da lì subisce la prima metamorfosi cominciando il suo personale calvario che poi prosegue inesorabile e senza sosta fino a metà giugno ( la via crucis biancoscudata);
  • Il saltuario: presente in numerosi esemplari, fa capolino solo a volte, dato che il Padova è in aggiunta alle squadre “a strisce”; 
  • Il polemico: segue solo per dare sfogo alla propria inclinazione di rompipall…one (e a cui, fondamentalmente, non va bene nemmeno la moglie);
  • infine il peggiore di tutti: il tifoso occasionale (nome scientifico “macaco occasionalis”), capace di proclamarsi il più grande tifoso padovano… ma solo in caso di traguardi insperati;
  • e da oggi una nuova specie: il tifoso biancoscoppiato, colui che si erge tra i tormenti del rapporto squadra-città, dalle continue polemiche e tensioni che sono all’ordine del giorno e spesso vengono messe in risalto più delle imprese sportive, usando l’ironia, la creatività e facendo leva sull’impronta goliardica tutta patavina… insomma una medicina contro il logorio della vita moderna!

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Decisiva è stata la partita di play-off a Varese della scorsa stagione, che ha dato il via al progetto, partorito dalle menti di Matteo Galesso, Lisa “Cilender” Reschiglian e Ampelio Padovan. Orfani del primo ( cui però va un doveroso ringraziamento per la sua mente fuori dal comune, indispensabile alla riuscita del progetto), attualmente il tutto è spritzosamente e amorevolmente curato da:
Lisa Reschiglian, conosciuta dai più con il nome di battaglia “Cilender” per via del cognome impronunciabile. Si avvicina al mondo del calcio nel lontano 1988 ma comprende la regola del fuorigioco solamente durante i mondiali USA ’94. Ora la sa spiegare meglio di Biscardi, ma solo perchè riesce ad utilizzare tutte le 21 lettere dell’alfabeto. Arruolata in tribuna ovest per abbassare la media d’età, il suo sogno è quello di vedere le panchine dell’Euganeo sotterrate, assieme allo stadio intero, scoprire cosa si nasconde dietro il mistero del parrucchino di Conte e riuscire a scrivere un libro sul calcio e le donne (senza dover ricorrere all’aiuto della Clerici).
Ampelio Padovan: già noto ai bar del centro, è uscito da un uovo covato amorevolmente da una gallina ruspante padovana; cresciuto frequentando le elementari dell’ Appiani, è poi approdato all’ Itis Euganeo. Dietro gli occhiali da sole e il bicchiere di spritz, si nasconde un muso giallo sorridente: non è una paresi, è che gli piace prendere le cose col sorriso… merito del Prozac e dei consigli del suo psicanalista (lo stesso di Cottafava dopo il tunnel di Cuffa a Trieste nel ritorno playout). Il suo sogno? Il Padova in alto, molto in alto… tipo in ritiro sulla Marmolada;

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La nostra pagina si propone unicamente di sorridere con il tifo… ma non con il colera! Troverete una barzelletta la mattina (perché è giusto cominciare col piede giusto) e una alla sera (concilia il sonno), le notizie del tg biancoscoppiato, l’introduzione al nostro avversario del sabato (“Voyager, alla conoscemenza del prossimo avversario”), le pagelle alternative, i prodotti del “biancoscoppiati shop”, i sondaggioni ed altre rubriche, tra cui la “squola biancoscoppiata” e naturalmente le foto della gente scoppiata: insomma poche righe, qualche idea scanzonata, qualche freddura… e , ben inteso, il tutto senza voler offendere nessuno (così ci ha suggerito di dire il nostro avvocato)!
Noi biancoscoppiati crediamo di avere una grande fortuna, cioè il riuscire ad improvvisare e cogliere il lato comico delle cose, ma soprattutto sapere che una nostra cazzata può far sorridere qualcuno ci rende quotidianamente molto orgogliosi. Sono spesso le idee stesse a raggiungerci, senza bisogno di cercarle, e ognuno di noi ha un campo in cui riesce meglio…

Insomma, noi abbiamo detto sì (oltre che a Valsoia) anche alla biancoscoppiatomania e abbiamo detto basta a chi si lamenta perché c’è poca gente allo stadio, perché si gioca male, perché chi viene si lamenta…
Ma quello che a noi preme sottolineare è che i Biancoscoppiati non sono solo due persone: tutti quanti siamo biancoscoppiati dentro, e non possiamo quindi far a meno di ringraziare tutti quelli che ogni giorno ci suggeriscono battute, barzellette e quant’altro ma soprattutto che ci ispirano: i giocatori, il presidente Cestaro (soprattutto lui!), i nostri avversari, i giornalisti, i tifosi…
E’ vero che le sconfitte lasciano dentro un sacco di amaro in bocca (non quello da bere!) ma abbiamo scoperto che spesso riderci sopra aiuta a conciliare il sonno, a distendere le rughe e a vivere più sereni, quindi… biancoscoppiate anche voi, vi aspettiamo!

E ricorda, se non sei un biancoscoppiato… non sei un biancoscoppiato!!

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PS: 😀 Molto divertenti i biancoscoppiati, vero?? Il post mi è stato mandato qualche giorno prima rispetto alla triste vicenda dello 0-3 a tavolino contro il Torino per via del black out ma anche riguardo a questa vicenda i Biancoscoppiati non rinunciano alla loro “verve”: guardate quì e anche quì! 🙂

PS: Sto cercando di far crescere la pagina facebook che ha raggiunto comunque il considerevole numero di oltre 1100 “fans” o amici. Mi date una mano? Si dai! Bastano due click! Il primo sul seguente link “Il blog di Padova” per entrare nella pagina e il secondo sul “mi piace” che trovate all’interno. Se ne avete voglia condividete pure questo post così come tutti quelli che pensate possano interessare ai vostri amici cliccando sull’icona di facebook e/o twitter sopra al titolo! 😉

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Ne avevo parlato due settimane prima e, manco a farlo apposta, giovedì scorso dopo una lunga attesa è stato finalmente inaugurato il Padova Store in pieno centro storico. Nel post intitolato “In attesa del Calcio Padova store, indossa i colori della città, vesti biancoscudato!” auspicavo questa apertura perchè da quanto il Padova ha lasciato il mitico stadio Appiani di fatto è uscito dal centro città quasi a certificare una lontananza tra città e squadra di calcio che negli anni si è un po’ troppo acuita secondo me. In città senz’altro ci sono tifosi del Calcio Padova così come in provincia ma il sogno mio così come quello di molti tifosi è che si possa tornare ad una maggior sintonia tra la città e la sua squadra così come era sempre stato in passato poichè come avevo scritto nel post di cui sopra se ami la tua città, se la senti tua, se alla domanda da dove vieni rispondi con una certa punta di orgoglio non puoi non amare per prima cosa la squadra della tua città.

blog di padova,il blog di padova,padova store,calcio padova,calcio padova 1910,biancoscudati,store del calcio padova,cultura popolare,padova,serie bwinDopo il post e i complimenti molto graditi da parte della vicepresidente Barbara Carron per quanto scritto c’è stato l’annuncio dell’inaugurazione avvenuta proprio giovedì scorso. Aveva iniziato a parlarne il responsabile marketing della società biancoscudata Gianni Potti ormai più di un anno fa e tra problemi vari e ritardi lo store del Calcio Padova aveva assunto contorni mistici da qui l’ironia dei Biancoscoppiati (una community su facebook di tifosi molto simpatica che vive il calcio ed il tifo sportivo in modo dissacrante ed ironico) che potete vedere nell’immagine a fianco. Ovviamente  ho partecipato a quest’inaugurazione e con me molta gente, molti tifosi che hanno colto l’occasione per incontrare alcuni giocatori, l’allenatore Dal Canto, il presidente Cestaro e la sua vice Barbara Carron, il ds Rino Foschi.   

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Si tratta di un negozio all’interno del quale si trovano in vendita , maglie ufficiali, polo, felpe, cappellini, materiale e gadget vari del merchandising ufficiale del Calcio Padova (per farti un’idea e vedere il merchaindising visita lo shop on line del Calcio Padova) ma, al di là delle vendite o meno, che è inutile sperare diversamente, varieranno a seconda dei risultati della squadra (salvo i tifosi più appassionati, il padovano è così, si avvicina di più al Padova quando va bene salvo poi distaccarsi un po’ quando vanno meno bene) la cosa che più mi premeva dell’apertura di questo spazio era ed è la sua funzione “strategica” di marketing e di comunicazione oltre alla valenza simbolica. Di fatto, con questo store, ricavato all’interno dello spazio SuperFlash della Cassa di Risparmio del Veneto, il Calcio Padova torna in città e Padova, a sua volta, recupera un pezzo importante della sua identità più popolare rappresentata proprio dalla squadra di calcio… E lo fa alla grande, visto che questo negozio è stato aperto proprio in un luogo nobile della città, tra Piazza Cavour e via VII Febbraio, proprio di fronte al Caffè Pedrocchi!! Non poteva esserci posizione più felice!

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In questo modo, molta più gente, a passeggio lungo il liston, potrà vedere, potrà notare la sua vetrina (vedi immagine) ma soprattutto lo stemma del Calcio Padova ed i messaggi che verranno trasmessi attraverso lo schermo al plasma. arà facilmente visibile da turisti, dai lavoratori e dagli studenti fuori sede, dai padovani, anche quelli che seguono abitualmente le squadre della serie A come Milan, Inter o Juventus e snobbano la squadra della città. Nel corso del loro andirivieni lungo l’area pedonale principale della città non potranno non notare la vetrina qui a fianco così come lo schermo multimediale che immagino e spero possa essere utilizzato per le comunicazioni del Calcio Padova alla città, la promozione delle partite, per far vedere immagini evocative del Padova del passato come quelle dei giorni nostri. Insomma un vero e proprio faro biancoscudato nel cuore della che speriamo possa contribuire, assieme ai risultati della squadra, a far avvicinare anche i padovani più tiepidi alla passione per il Padova!

blog di padova,il blog di padova,padova store,calcio padova,calcio padova 1910,biancoscudati,store del calcio padova,cultura popolare,padova,serie bwinPer la maggioranza dei tifosi sarà semplicemente un negozio dove andare ad acquistare maglie, cappellini, sciarpe, cuffiette per l’ipod e moltissime altre cose griffate Calcio Padova (all’inagurazione c’era anche una bellissima mountain bike, vedi a destra la vicepresidente Barbara Carron e il direttore del marketing Gianni Potti che posano sulla bici). “E’ stupendo avere in pieno centro un negozio dove comprare maglie e prodotti ufficiale della proria squadra del cuore”, ha aggiunto il capitano Vincenzo Italiano. “Il Padova Store è uno spazio in divenire da costruire e arricchire assieme ai nostri tifosi, ha chiosato Gianni Potti, scriveteci i vostri i consigli e le osservazioni alla casella di posta elettronica marketing@padovacalcio.it. I consigli più azzeccati verranno vagliati assieme al presidente Cestaro e alla vice presidente Carron”, consigli che darò senz’altro anch’io. In effetti lo spazio è ancora un po’ spoglio e forse quello di aggiungere un po’ di colore in più potrebbe essere il primo consiglio. Qualche poster o gigantografia, qualche bandiera in più che possa essere vista attraverso le vetrine. 

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Tifosi ma non solo…Sono piuttosto sicuro infatti che molti gadget e souvenir griffati Calcio Padova verrebbero acquistati anche dai turisti stranieri se è vero che di appassionati di pallone ce ne sono molti in tutto il mondo così come è vero che il turista cerca di portarsi a casa un po’ della città che sta visitando. Uno spazio così in vista lo meriterebbe anche l’ufficio turistico! La squadra di calcio locale, infatti, così come i prodotti tipici del territorio ed il patrimonio culturale “alto” rientra nell’identità della città. A partire da quanto detto, un’idea di prodotti da realizzare e mettere in vendita potrebbe essere ispirata proprio al rapporto tra città e squadra di calcio così come ho visto in diverse città europee e alla storia del Calcio Padova con la realizzazione di stampe di personaggi storici del club biancoscudato come il giovane Silvio Appiani, l’aviatore Monti, il capitano “Aurelio Scagnellato e la squadra dei panzer”, il paron Nereo Rocco, Gildo Fattori etc etc.

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Bene quindi, andate a visitare questo negozio, fatevi incuriosire ed iniziate ad a guardare con maggior simpatia la squadra della nostra città, una società dal passato glorioso che lo scorso 29 gennaio ha compiuto ben 102 anni (visita lo spazio virtuale del Calcio Padova Museum!) e di cui, anche se non siamo in lotta per trofei nazionali o internazionali, i padovani dovrebbero andar maggiormente orgogliosi!

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Quest’oggi ho pensato di scrivere di città e di calcio ma non di calcio giocato, per questo già ci sono molti giornalisti sportivi che ne parlano fin troppo. Il calcio è lo sport,  o il gioco, storicamente più popolare nel nostro paese e questo, nonostante le distorsioni, i problemi, gli scandali vari. Riguardo al tifo per una squadra di calcio se ne potrebbero dire di ogni ma mi limito a questa mia teoria. Se ami la tua città non puoi non amare per prima cosa la squadra della tua città. Molti padovani seguono le grandi squadre nazionali come l’Inter, la Juve o il Milan, molti altri seguono una di queste ed anche il Padova, pochi sono orgogliosamente tifosi solo del Padova ma per tutti credo valga la stessa cosa e cioè che, in quanto padovani, almeno un po’ siamo tutti affezionati alla squadra della nostra città, almeno spero…Guarda la mappa che ho realizzato su MapTalks dal titolo “Padova ed il Calcio Padova” su cui ho segnato i luoghi più importanti della città legati al club biancoscudato.

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E’ giusto una questione di “affezione” per la gente visto che la squadra di calcio è comunque un legame tra generazioni di appassionati che, spesso, ci porta a ricordi piacevoli e ad un sentimento malinconico allo stesso tempo, magari di quando da bambini, si andava allo stadio assieme al proprio papà o quando ricordando vecchi campioni e partite del passato si ricorda in realtà quando eravamo più giovani. Come dice il famoso “novelist” britannico Nick Hornby, nel suo romanzo “Febbre a 90°”, per un tifoso le sorti della propria squadra accompagnano la sua vita. E’ anche una questione di identità per la città, visto che, nel mondo, pochi sono gli elementi rappresentativi di una città, di una comunità come la squadra di calcio locale. In qualche viaggio all’estero, in particolare nel Regno Unito, adulti e ragazzini indossano i colori della propria squadra anche quando vanno a passeggiare in centro città, come elemento distintivo della loro appartenenza ad una comunità, quella dei tifosi della propria squadra, che li rappresenta, li fa sentire parte di un mondo di cui andare orgogliosi.

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Padova è una città poco orgogliosa di se stessa e ho la netta sensazione che per il padovano medio l’erba del vicino sia sempre più verde. Invece no, un padovano può benissimo essere orgoglioso della propria città. Ci possono essere dei problemi come ovunque ma mi pare che si snobbi un po’ troppo quanto abbiamo: il patrimonio artistico con Giotto in primo piano, la storica università che l’altro giorno ha celebrato l’inizio di un anno accademico, la Padova, città della scienza e le mille Padova a rappresentanza delle molte identità che questa città esprime. Tra questi elementi distintivi c’è il Calcio Padova 1910, piaccia o meno a certi concittadini un po’ “snob”, ne rappresenta una parte dell’anima più popolare, più autentica, nel bene e nel male.

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Vedete, non parlo di calcio giocato, del momento un po’ di difficoltà della squadra allenata da Mister Dal Canto, non scrivo di prossime sfide impegnative, degli infortuni da assorbire e del ritorno del grande bomber Succi e della sua voglia di dare il suo contributo in campo a suon di gol ma parlo dell’affezione nei confronti di una società di calcio che ha appassionato generazioni di padovani e che negli anni ha saputo regalare grandi emozioni. Non siamo squadra da scudetto, sebbene negli anni ’50 lo abbiamo sfiorato più volte nell’ormai mitica “Era” del Paron Rocco”, da competizioni internazionali, ma la squadra della nostra città è nata 102 anni fa (29 gennaio 1910 la data della fondazione. Leggi la storia della società) ed è radicata in provincia come in città, una squadra di calcio che ha visto cambiare una città mantenendo ferma però la propria maglia bianca con il grande scudo sul petto. Ecco perchè i tifosi del Padova continuano ad amarla questa maglia! Perchè ne sono affezionati e questo esserne affezionati va oltre il mero risultato sportivo. Si può perdere o vincere, si può giocare in serie A o in serie C ma il Padova resta comunque con tutto quello che, da oltre un secolo, rappresenta e ha rappresentato per i padovani!

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Ormai da parecchio tempo si sente parlare di uno “store” del Calcio Padova in centro storico ma, per via di varie complicazioni ancora non ha potuto aprire. Uno “store” per vendere gadget biancoscudati, magliette, cappellini, sciarpe, bandierini, poster, spille e tutto quanto possa far veicolare i colori del Calcio Padova, i colori della città. Ma non solo “negozio al dettaglio”, uno store del Calcio Padova, in pieno centro storico, possibilmente lungo l’asse di maggior frequentazioni, Liston – via Roma.padova,calcio padova,calcio padova 1910,padova shop,padova store,calcio padova store,calcio padova shop,calcio padova e-commerce,turismo padova terme euganee,patavinitas,blog di padova,padova blog,urban blog,identità di padova

Si tratterebbe del  giusto omaggio che la città dovrebbe/potrebbe fare alla sua squadra che, dopo la chiusura dell’Appiani è, di fatto, uscita dal centro città quando invece una maggiore visibilità in centro città merita di averla, magari a fianco di un nuovo ufficio di informazioni turistiche, perchè il Padova, così come Giotto, Galileo ed i famosi “3 senza” è Padova. Un omaggio ma senz’altro anche un segno distintivo, un voler dire  che ci troviamo a Padova e non in un’altra città del mondo. E sono piuttosto sicuro che molti gadget e souvenir verrebbero acquistati anche da molti turisti stranieri se è vero che di appassionati di pallone ce ne sono molti in tutto il mondo così come è vero che il turista cerca di portarsi a casa un po’ della città che sta visitando.

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Lungi da me promuovere uno stile di vita consumistico ma se amate Padova, ogni tanto esibitelo qualche piccolo segno biancoscudato addosso: un berretto di lana, una spilla, una maglia. Nella speranza che possa aprire presto lo “store”, è attivo e funzionante lo shop on line del Calcio Padova con la nuova linea di merchandising lanciata ad inizio anno e con il materiale ufficiale firmato dallo sponsor tecnico Joma. Già avevo parlato della nuova maglia del Padova ad inizio stagione nel post “La nuova maglia del Padova ed i suoi tifosi!”

Ciao a tutti e forza Padova!

PS: E chi va all’Euganeo, ci vada con l’intento di tifare per il Padova per tutti i 90 minuti di gioco! Se uno fischia al primo errore, sembra che venga allo stadio con questo intento…e allora se ne stia a casa piuttosto. Da che mondo e mondo, una tifoseria matura, contesta alla fine dopo aver incitato la propria squadra per tutta la partita!

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Ciao a tutti!! Quest’oggi volevo parlarvi di una vicenda dura ma allo stesso tempo che vale la pena raccontare. Seguendo spesso il Telegiornale di Telenuovo ed in particolare la rubrica sportiva di Martina Moscato sono venuto a conoscenza della vicenda di uno sfortunata bambina, Silvia, affetta da un grave ritardo psicomotorio e di come da un anno, attraverso un’associazione da loro fondata, i suoi genitori stiano portando avanti una lotta quotidiana per aiutare la loro piccola. L’associazione si chiama Silvia Bambina Occhi Cielo, proprio per il blù dei suoi occhi e si ripropone di aiutare tutti i bambini con ritardo psicomotorio e i loro genitori a cui è stato consigliato di rassegnarsi. Pensate un po’…la scienza, forse con cinismo e fredda razionalità riconosce di avere dei limiti, finora, ma di certo dei genitori non possono rassegnarsi all’idea di non fare tutto il possibile anche di più per i propri figli. Di certo Jessica e Fabrizio, i genitori di Silvia non si sono rassegnati ed  è grazie a loro, oltre che alla volontà della bambina e al prezioso aiuto di Alice, l’educatrice, che stanno vedendo dei miglioramenti. Leggete la storia di Silvia!

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L’Associazione Silvia Bambina Occhi Cielo naturalmente vive di donazione e della solidarietà delle persone ed è per questo che sono state organizzate feste per aiutare l’associazione nella raccolta fondi, anche per finanziare anche delle sedute di fisioterapia in una clinica specializzata in Florida, la Therapie4kids di Fort Lauderdale, leader mondiale nei programmi di fisioterapia per bambini con disturbi neorologici. Grazie a due mesi di queste terapie, Silvia ha iniziato a stare in piedi e secondo i genitori proseguendole, la bambina potrebbe incominciare a camminare ma per via dei costi molto alti hanno dovuto interromperle…

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Ma torniamo ai tifosi del Padova e ai club, in particolare ai club Elisir biancoscudato e il club Santa Rita scudata che in questi mesi si sono prodigati per dare una mano alla famiglia di Silvia, organizzando anche la Festa “Scudati per Silvia”, nella cui occasione la bambina è pure salita sul cavallo del cavaliere biancoscudato. Nella festa del 1° anno dell’associazione ha partecipato anche il giocatore del Padova, il simpaticissimo Wilfred Osuji. Guardate il servizio del tg Padova su telenuovo ma l’ultima chicca è la canzone del Cavaliere Biancoscudato, (quelli della pagina facebook “Si, alla mascotte del Calcio Padova”),  il video natalizio  di 3 simpatiche sagome del tifo biancoscudato con tanto di coro da parte di un’ensemble di tutto rispetto guidate da Barbara Carron, la vicepresidentessa del Calcio Padova! Guardate il simpatico video e tanti auguri a tutti!

Per chi volesse aiutare Silvia, la sua famiglia e l‘Associazione Silvia Bambina Occhi Cielo:

IBAN  IT89P0622512120100000004160 Per info clicca quì

Guardate il trailer! 😀 

E ora la canzone del Cavaliere Biancoscudato! Buon Natale a Silvia, alla sua famiglia e a tutti i tifosi del Padova!! 🙂

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padova,calcio padova,joma,maglie,calcio seriebwin,biancoscudati,biancoscudo,calcio padova 1910Ciao a tutti! Siamo in piena estate ed in questo periodo dell’anno l’attenzione degli appassionati di calcio è concetrata sul mercato e sui trasferimenti di quei giocatori che nelle speranze dei tifosi possono far “sognare” per la prossima stagione. Il calcio in Italia è lo sport più popolare anche se è ormai opinione quasi unanimente condivisa che il business, i troppi soldi e gli interessi che girano attorno a questa mondo abbia rovinato quello che veniva definito il gioco più bello del mondo relegando ai margini il suo lato più “ludico”, sportivo e passionale, per non parlare degli scandali che ciclicamente consegnano un’immagine poca pulita di questa realtà.

padova,calcio padova,joma,maglie,calcio seriebwin,biancoscudati,biancoscudo,calcio padova 1910Per ritrovare quel calcio che i non più giovani appassionati ricordano con nostalgia bisogna quasi tornare indietro di vent’anni almeno e ripensare magari alle trasmissioni televisive come 90° minuto che tenevano incollati ai televisori, tutte le domeniche, milioni di italiani, se non più indietro agli articoli del compianto Gianni Brera che con la sua retorica inconfondibile descriveva una partita di calcio come un momento quasi poetico. Era un calcio più povero ma più autentico e che sapeva unire gli appassionati di tutte le classi sociali e le varie generazioni di tifosi. Oggigiorno, l’Italia del pallone attraversata dai soliti vecchi scandali, con gli stadi tra i più vuoti d’Europa sa ancora regalare esempi di passione, attaccamento alla propria squadra e ai propri beniamini? Quà e là sì, se ne possono ancora ritrovare e non necessariamente tra i grossi club, anzi.
Si tratta di situazioni che solo i tifosi “da stadio” possono capire, dalla serie A alla serie inferiori, quei tifosi, ormai specie quasi in via di estinzione, che mal digeriscono il calcio da pay-tv o comunque da salotto e che sono attratti da quelle emozioni che solo vissute “live” allo stadio hanno per loro un senso. “E’ una malattia che non vuole andar via” cantano i tifosi del Toro, è una passione che unisce e che, nel bene e nel male, ha unito generazioni e che oggi il grande business mette a dura prova. Quello dei campioni che cambiano squadra ogni anno al seguito del miglior offerente, dei presidenti che non badano a spese per accappararsi i migliori giocatori, degli sponsor, delle tv e degli orari impossibili di inizio delle partite, delle tessere del tifoso, delle trasferte che una volta sono concesse, altre volte no, con criteri e logiche incomprensibili.

padova,calcio padova,joma,maglie,calcio seriebwin,biancoscudati,biancoscudo,calcio padova 1910In una realtà come questa c’è ancora un certo spazio per alcuni pochi “romantici” del calcio e ogni tanto salta all’occhio qualche esempio. A Padova dopo un anno e più di proteste, i tifosi hanno ottenuto una piccola ma significativa vittoria e cioè che il logo della squadra, modificato in occasione del Centenario del club biancoscudato e per esigenze di marketing, tornasse per la prossima stagione ad essere quello tradizionale e cioè il grande scudo che sin dagli anni ’20 identifica le maglia del Calcio Padova. Idem con  le maglie da gioco. Via linee crociate, traverse, ricurve o ghirigori sulle maniche ma il ritorno ad una casacca che strizza l’occhio alla tradizione (salvo la scritta degli sponsor, quelli ormai intoccabili).

padova,calcio padova,joma,maglie,calcio seriebwin,biancoscudati,biancoscudo,calcio padova 1910Non ci sono giudizi estetici o valutazioni di marketing (o forse si potrebbe parlare di un tipo particolare di marketing) che tengano quando si parla di simboli (per quanto nel corso dei decenni ci siano state alcune modifiche), il cui “compito” è proprio quello di dare continuità ad una storia lunga 101 anni e che unisce e mette d’accordo generazioni di appassionati padovani. Quelli di una certà età che possono raccontare degli anni Cinquanta, del Padova del Paron Rocco, che per diversi  anni primeggiava in Italia (vedi sopra un’immagine storica che mostra Humberto Rosa, il fuoriclasse argentino che incontro spesso per le piazze e in qualche bar, che esulta dopo un gol alla Roma vicino a Sergio Brighenti…),e che dava più di qualche giocatore alla nazionale italiana, fino a chi da ragazzino frequentava il mitico Stadio Appiani (guarda questo video) nei “ruspanti” anni ’80 e ’90 per arrivare ai più giovani che hanno conosciuto solo lo Stadio Euganeo…poveretti! eheh. Dalle maglie della Lotto degli scorsi anni con il cerchioscudo, si è passati quindi alle nuove maglie Joma. Grazie all’azienda spagnola, la maglia del Padova per il prossimo campionato sarà simile a quella del Padova degli anni ‘60, tutta bianca con i bordi rossi e soprattutto un grande scudo sul petto con la sigla ACP, quell’Associazione Calcio Padova nata il 29 gennaio 1910 presso il bar Borsa che si trovava nell’attuale Piazzetta delle Garzerie. Gioire per queste cose è roba da pochi, quasi da fanatici, ma penso che tutti o quasi i tifosi di calcio ne siano convinti, una passione che talvolta può portare ad eccessi, una malattia che il “novelist” britannico Nick Hornby ha raccontato nel suo romanzo di qualche anno fa “Febbre a 90°”, un titolo scelto non a caso evidentemente.

Ora non ci resta che attendere l’avvio della nuova stagione con il raduno della squadra che avverrà domani prima di partire per il ritiro precampionato in Folgaria e dare la meritata fiducia al direttore sportivo Rino Foschi per questo calcio mercato. A proposito di questo, è stata molto significativa la manifestazione d’affetto e stima dei tifosi nei confronti del portiere Andrea Cano, non tanto o quantomeno non solo per meriti sportivi (per quanto rimanga un ottimo portiere, eh!) ma come esempio di correttezza e professionalità e di attaccamento a questa squadra e a questa città.

padova,calcio padova,joma,maglie,calcio seriebwin,biancoscudati,biancoscudo,calcio padova 1910La felicità di questi tifosi “solo” per una maglia da gioco, un logo e l’attestato di stima nei confronti di un giocatore per le sue doti morali sono esempi di come per molti tifosi certi valori nel calcio vengano ancora apprezzati e che non tutto si può ridurre allo showbusiness. Ahh…gli ultimi “romantici” del football nostrano!

(Il post in cui parlo di maglia e di simbolo del Calcio Padova non può che essere dedicato, a 3 dalla sua comparsa, ad “Aurelio “Lello” Scagnellato (immagine a fianco) il “capitano” per eccellenza del Calcio Padova, quello  dei “panzer” del ’57-’58 che conquistarono il terzo posto in serie A, quello di Brighenti, Rosa, Hamrin e del Paron Rocco e poi dirigente.

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calcio padova,padova,acp 1910,serie bwin,serie b,cestaro,dal canto,vincenzo italiano,stadio euganeo,biancoscudati,forza padovaOk, il sogno della serie A si è infranto proprio sull’ultimo ostacolo ma squadra, società e tifoseria possono guardare a questo campionato con orgoglio per aver dato il massimo e compiuto comunque un’impresa sportiva impensabile fino a 3 mesi fa quando a tutto si pensava tranne che ad una finale play-off. “A testa alta” quindi, come ha detto il capitano Italiano a fine partita così come mi par di aver visto dicesse sotto la curva dei tifosi biancoscudati quando a partita conclusa si è messo a sventolare una nostra bandiera mentre i compagni di squadra piangevano per la delusione. Nel frattempo i tifosi del Calcio Padova non smettevano di cantare il proprio orgoglio tributando i giusti onori a questo gruppo di ragazzi che hanno fatto sognare una città intera nell’ultimo mese mentre a pochi metri di distanza, uno stadio, una città, Novara, festeggiava la comunque meritata promozione in serie A.

calcio padova,padova,acp 1910,serie bwin,serie b,cestaro,dal canto,vincenzo italiano,stadio euganeo,biancoscudati,forza padovaPer quanto ci riguarda e per quanto possa essere difficile ci riproveremo l’anno prossimo ma ricorderemo senz’altro con piacere quest’annata davvero rocambolesca ed emozionante, ricca di partite spettacolari che entreranno di diritto nella storia del Calcio Padova: la vittoria con il Livorno, la vittoria a Torino, il 3-3 a Varese e anche i 4 gol rifilati ai vicentini ma ricorderemo con piacere anche gli interpreti e principali protagonisti che spero possano essere con noi anche il prossimo anno. L’unico di cui ora sembra certo l’addio è il giovane “faraone” Stephan El Sharaawy, il piccolo fenomeno che farà senz’altro una carriera di livello internazionale e che un giorno potremo dire di averlo visto nella sua prima stagione da professionista (in bocca al lupo Stephan e quando sarai in una grossa squadra ricordati di noi!).

calcio padova,padova,acp 1910,serie bwin,serie b,cestaro,dal canto,vincenzo italiano,stadio euganeo,biancoscudati,forza padovaIn questo momento ho ancora davanti l’immagine descritta all’inizio, un’immagine esteticamente bella per quanto bella possa essere una sconfitta. La squadra in lacrime davanti alla propria curva di tifosi che non smette di osannare i propri beniamini in un tripudio di bandiere, cantando con tutta la propria voce che noi siamo il Padova, che possiamo anche perdere, possiamo anche non andare in A ma ci saremo sempre a portare in alto i colori della squadra e della città e che in questo modo si vince anche perdendo come cantavano gli Statuto nella canzone “I campioni siamo noi”.

calcio padova,padova,acp 1910,serie bwin,serie b,cestaro,dal canto,vincenzo italiano,stadio euganeo,biancoscudati,forza padovaIeri sera davanti al Caffè Pedrocchi, la squadra ed i tifosi  si sono ritrovati prima delle vacanze estive (dei giocatori) e l’immagine si è ripetuta. Tantissima gente ancora piena di entusiasmo e desiderosa di tributare il giusto omaggio alla squadra. Cori per quasi tutti i giocatori per mister Dal Canto, per il capitano Vincenzo Italiano, il presidente e sopratutto gli applausi di incoraggiamento per Cesar, colui che per un errore tecnico ha costretto la squadra a giocare la finale di ritorno in inferiorità numerica e che, più di altri, si sentiva in colpa. Tra tutti giusto e meritato il tributo al portiere Cano e a Roger Rabito, due “bandiere” del Padova, due esempi di professionalità assoluta e di attaccamento ai colori biancoscudati, a Bovo, il generosissimo Bovo che settimana prossima convolerà a nozze (in bocca al lupo!) a Legati, ottimo difensore, al “cabezon” Cuffa…questi ultimi tre che nelle ultime partite finivano sempre col giocare con vistose fasciature alla testa, dcon un’immagine quasi da eroi combattenti! Ancora una volta quindi il pubblico biancoscudato ha mostrato la sua passione e l’attaccamento con cui segue le gesta del nostro Padova. Chissà che dalla ceneri di questo finale di campionato non si sia solidificato un gruppo storico che, come avvenne negli anni ’90, anno dopo anno possa crescere fino al raggiugimento dell’obiettivo serie A, un gruppo cui il pubblico padovano si è già affezzionato.

calcio padova,padova,acp 1910,serie bwin,serie b,cestaro,dal canto,vincenzo italiano,stadio euganeo,biancoscudati,forza padovaE ora si riparte, sperando di superare le solite polemiche che spesso avvengono a Padova, probabilmente con un nuovo direttore sportivo, ma con un bel gruppo di giocatori che (spero possa rimanere) si è creato attorno alla figura di mister Dal Canto e di capitan Italiano, un vero leader, il cui abbraccio tra i due nella partita con il Livorno rimarrà l’immagine simbolo di questo fine campionato, il presidentissimo Cestaro (c’è solo un presidente) e con un punto fermo che ci rappresenta tutti, vale a dire il biancoscudo! Forza Padova!

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padova,calcio padova,calcio,stadio euganeo,tribuna fattori,serie b,serie bwin,sport,padova sport,serie a“Padova, Padova, Padova tu sei il mio grande amore, amore, amore, ti seguiremo sempre per sempre per sempre e per l’Italia intera intera intera, lalaralalà lalaralalà…”. Questo coro è entrato ormai nelle orecchie di tutti i tifosi che hanno seguito fisicamente dallo stadio le sorti del Calcio Padova, bellissimo nuovo coro che i ragazzi della Tribuna Fattori fanno risuonare in ogni dove il Padova giochi e che finora sta portando bene al Padova se è vero che l’impresa è stata compiuta. Guardate la foto quì in basso sulla sinistra. La partita è finita, i giocatori sono corsi sotto al settore ospiti per esultare con i tifosi, si sono già messi in cerchio con Ardemagni al centro a far la scimmia e i tifosi stanno cantanto proprio questo coro e anche i giocatori. Non vedere che tra quella gente ci sono dei maschi grandi e grossi con il viso rigato da qualche lacrima incapaci di trattenere l’emozione e la commozione per questo momento. “Sarà solo calcio ma ci piace!”, ci piace per queste emozioni che ci regala e per la passione di cui probabilmente siamo un po’ tanto padova,calcio padova,calcio,stadio euganeo,tribuna fattori,serie b,serie bwin,sport,padova sport,serie amalati.

Questo post per celebrare la grande impresa del Padova che domenica scorsa, come saprete, ha battuto il Torino nel suo campo e conquistato il diritto a giocarsi i play-off per la serie A! Un’impresa incredibile ed impensabile due mesi e mezzo fa quando mister Dal Canto è subentrato a Calori dopo il disastro di sconfitta nel derby con il Citta. Allora si temeva la retrocessione ed i play-out e Dal Canto pareva dovesse fare una sola partita da allenatore per essere poi essere sostituito da un tecnico più esperto. Siamo arrivati che dopo 7 vittorie e 4 pareggi il Padova ha terminato il campionato al 5° posto e domani sera in un Euganeo che , se non sarà “sold out” (18.000 posti) ci si avvicinerà come non mai, si giocherà la semifinale d’andata contro il Varese. Una squadra che ha stupito tutti anche se si sapeva che avevamo giocatori di grande qualità sicchè per non escluderne qualcuno evito di parlare dei singoli ma semmai sottolineo la compattezza di un gruppo davvero coeso (la foto simbolo di questo finale di stagione, foto memorabile è quella dell’abbraccio tra il capitano Italiano e mister Dal Canto che si abbracciano in ginocchio), giocatori che stanno bene insieme e si divertono: uno stato di grazia che speriamo duri il più a lungo possibile!

padova,calcio padova,calcio,stadio euganeo,tribuna fattori,serie b,serie bwin,sport,padova sport,serie aL’appetito vien mangiando mi viene da dire. Se prima di ragguingere questo primo risultato (perchè sia chiaro, non abbiamo vinto ancora nulla..) si diceva che comunque sarebbe andata sarebbe stato un successo (perchè il Padova della gestione dal Canto ha regalato giù mille soddisfazioni ed emozioni e che tutto sommato l’obiettivo di inizio stagione di fare un buon campionato era raggiunto) ora i giocatori, ci hanno preso gusto ed acquisito la consapevolezza di essere una gran bella squadra sicchè il desiderio è di giocarsi questi play-off al massimo!

padova,calcio padova,calcio,stadio euganeo,tribuna fattori,serie b,serie bwin,sport,padova sport,serie aComunque una cosa voleva dire. Che soddisfazione! Che emozioni regala ai suoi tifosi il Padova! Davvero nel bene e nel male mai il Padova annoia i propri sostenitori con campionati “tranquilli”! E quando arriva quest’euforia in città attorno al Padova i tifosi che c’erano in C-2, in Lega Pro, che ci sono ora come 10 anni fa, nella gioia e nel dolor, godono senz’altro di più di tutti gli altri,  e di chi magari si avvicina al Padova solo ora e che magari di norma segue solo le squadre famose tipo Juventus, Milan o Inter…Insomma il calcio per me è il Calcio Padova  e basta ed andare a vederlo allo stadio, come ho iniziato a fare con mio papà e mio zio all’età di 7 anni quando andavo al mitico Appiani a vedere il Padova di Cerilli, Malizia, Coppola, Giansanti e questa gente quì che ancora ricordo. Tutto il resto è noia! Benvenuti comunque anche agli occasionali anche se  non pochi tifosi storici si sono ritrovati senza biglietto in Tribuna Fattori. Tantissimi spettatori, quindi, a riempire l’Euganeo ma si ricordino costoro che il Calcio Padova merita rispetto e seguito in città sempre e non solo quando ci si gioca gare decisive a fine campionato! Io lo posso dire poichè non sono certo un appassionato dell’ultima ora (rileggi i post della categoria Calcio Padova 1910 per credere).

padova,calcio padova,calcio,stadio euganeo,tribuna fattori,serie b,serie bwin,sport,padova sport,serie aMa bando alla ciance, godiamoci ancora le emozioni che il Padova ci regalerà tifando ancora con orgoglio per la squadra della nostra città, come abbiamo fatto a Torino dove in 2000 abbiamo a tratti sovrastato i 25.000 granata!

Appuntamento domani sera all’Euganeo (calcio d’inizio ore 21) per la semifinale d’andata con il Varese. (vedi pagina evento su facebook) Forza Padova!

 

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