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08/08/2012

Patavium ed il recupero dell'Arena Romana!


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Negli ultimi anni Padova sta riscoprendo e proponendo il suo ricchissimo patrimonio culturale  eredità della sua epoca d'oro, quella della Signoria dei Carraresi, che hanno fatto di Padova uno dei centri più importanti della cultura europea. Si parla decisamente di meno della città antica e delle sue orgini così come della Patavium romana, forse semplicemente perchè è rimasto decisamente di meno di visibile anche perchè gli scavi svolti e le tracce in evidenza sono all'interno di proprietà private e anche perchè molti degli edifici sono stati distrutti per ricavarne materiale per successive costruzioni come ad esempio l'Arena Romana, di dimensioni imponenti, pari a quelle dell'arena di Verona, utilizzata proprio come "cava" per reperire materiale costruttivo e testimonianza principale dell'importanza della Patavium augustea. Senza contare che non sempre le testimonianze esistenti sono valorizzate a sufficienza per essere proposte al grande pubblico anche se qualcosa sembra stia cambiando come testimoniano ad esempio le visite guidate ai sotterranei del Palazzo della Ragione dove si può vedere, tra le varie cose, il perimetro di una "domus" romana. 

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Molto praticamente da wikipedia si apprende che "a partire dal 226 a.C. gli antichi patavini strinsero un'alleanza con Roma contro i Galli Cisalpini, alleanza poi confermata più volte, in particolare al tempo della Battaglia di Canne (216 a.C.) e della guerra sociale (91 a.C.), quando Padova e altre città transpadane combatterono al fianco dei romani. Dal 49 a.C. divenne un municipium romano, e in età augustea entrò a far parte dellaX Regio, della quale costituiva uno dei centri più importanti. Durante l'epoca imperiale la città divenne molto ricca grazie alla lavorazione delle lane provenienti dai pascoli dell'altopiano di Asiago. Dalla città passavano (o partivano) numerose strade che la congiungevano con i principali centri romani dell'epoca: la via Annia (al centro di un importante progetto di valorizzazione),  che la congiungeva con Adria e Aquileia, la via Medoaci che portava alla Valsugana e all'altopiano di Asiago, la via Astacus che la congiungeva con Vicentia, la via Aurelia che portava ad Asolo, la via Aponense che la collegava ai centri termali dei Colli Euganei. Sia a nord che a sud della città vi erano estese centuriazioni. In epoca romana, Padova fu patria di Tito Livio, insigne storico romano (nello stesso periodo, diede pure i natali ai letterati: Gaio Valerio Flacco, Quinto Asconio Pediano, Trasea Peto (nella foto a sinistra la statua a lui dedicata in Prato della Valle), di cui vi è ancora ricordo nella toponomastica cittadina)". 

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Tra i "landmark" principali della Patavium romana, ci sono senz'altro il Ponte S. Lorenzo che incrocia via S. Francesco con Riviera Tito Livio, costruito per attraversare il Medoacus, l'antico Brenta, che attraversava la città solcando le attuali riviere. Ormai diverso tempo fa, quasi all'inizio di questa mia esperienza da "local blogger" ne avevo parlato nel post "Patavium e il ponte S. Lorenzo", il teatro Zairo le cui tracce della fondamenta sono visibili in parte solo quando la canaletta attorno all'Isola Memmia di Prato della Valle viene dragata, come nella foto sulla destra, presa dal bel sito http://www.pratodellavalle.org/ al quale ho di seguito linkato gli approfondimenti seguenti. Da questo sito apprendo che in epoca romana la zona del Prato pare venisse identificata con il nome di Campus Marcius ("Campo Marzio" o "Campo di Marte"). In esso sorgevano alcuni imponenti edifici pubblici come il Tempio della Concordia, il Circus e il Teatro Romano detto Zairo). D'altra parte il "landmark principal" della Padova romana, in quanto il più visibile è ovviamente l'Anfiteatro o Arena Romana.

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Qualche mese fa, ed arriviamo all'argomento principale di questo post, è stato annunciato un restauro dell'Arena Romana e dell'area di riferimento. Grazie alla Soprintendenza, e alle Acciaierie Venete che finanzieranno con 100mila euro il primo intervento di restauro potrà iniziare al più presto. "Subito dopo l'estate daremo il via allo scavo che porterà alla luce il primo gradino della gradinata nord dell'anfiteatro romano, accanto alla Cappella degli Scrovegni, dice l'assessore all'Edilizia monumentale Luisa Boldrin. Poi a tutela dell'area sarà realizzata una grande cancellata che raccoglierà l'arena e la Cappella e si congiungerà con il museo. L'anfiteatro romano non sarà ricomposto fisicamente, ma evidenzieremo i segni di un manufatto che presenta un'insolita forma a ellisse e che le dimensioni indicano come molto importante". "Con questo progetto intendiamo iniziare una collaborazione con l'Amministrazione perché ci sembra importante contribuire all'immagine della nostra città e il progetto dell'arena è certamente di gran pregio" ha spiegato Alessandro Banzato proprietario delle Acciaierie Venete.

Questo intervento potrebbe dare il via alla riscoperta di un altro pezzo importante della storia e dell'identità cittadina, dopo quanto si è fatto e si sta facendo per la Padova Carrarese, quello appunto della Patavium romana, per lo meno con un primo e semplice intervento di installazione di appositi pannelli informativi tipo quelli Mirabilia, oggetto purtroppo delle attenzioni di qualche vandalo bimbominkia  che non sa come passare il tempo. Nel frattempo visitate il Museo Archeologico! ;)

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