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28/11/2011

Statue anti-degrado in stazione + "Padovani illustri" snobbati nelle statue della città!


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Ciao a tutti, quest'oggi due post in uno, nel senso che  nonostante vi parlerò di statue, i due post possono essere assolutamente indipendenti l'uno dall'altro. Ha fatto parecchio discutere in città il proposito da parte dell'amministrazione comunale di bandire una gara per l'installazione di due grandi statue a complemento dei lavori di riqualificazione del piazzale della stazione. "La bellezza salverà la stazione" sostiene il vicesindaco, moltissimi cittadini, da quel che si legge nei social network e nei commenti agli articoli sui quotidiani locali on line, sono scandalizzati per una spesa pubblica di 150.000 euro in un momento di così grave crisi economica e come "soluzione" ad un problema di degrado in cui versa la zona della stazione. Sono posizioni lontane senza contare poi la difficoltà nello scegliere il soggetto da raffigurare e lo stile artistico, argomenti che alimentano ancor di più la discussione. 

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Gianni Trivellato, giornalista del Mattino di Padova degli anni passati, che ricordo con piacere come giornalista sportivo al seguito del Calcio Padova (e che pure ha commentato sul mio post  dedicato all'Appiani, "Stadio Appiani, tempio della vecchia Padova")) sul sito "PadovaOggi" del 3 novembre ha pubblicato un simpatico post "Statue in Piazzale stazione. "Proposte dal...cielo" e così anch'io ho pensato di scrivere qualche riflessione sull'argomento, non facile...padova,statue in piazzale stazione,padovani illustri,statue di padova,il blog di padova,nereo rocco,cultura popolare,vecchia padova,turismo 

Prima riflessione, sull'idea delle statue anti-degrado. Personalmente non sono contrario a priori alle statue e all'idea che un'area bella e curata e con la presenza pure di elementi artistici possa essere utile a combattere il degrado, anzi...Il principio secondo il quale le aree belle stimolano la cura e la difesa di chi le frequenta mi vede sostanzialmente d'accordo...dipende dalla civiltà delle persone. E quì casca l'asino perchè al momento attuale penso che certi frequentatori della zona non siano molto sensibili al gusto artistico o alla qualità urbana della zona, penso a molti sfaccendati, tossicodipendenti e spacciatori vari bazzicano intorno (problema comune a molte città comunque...) ma anche a giovani che con le loro bombolette spray non si fanno problemi ad imbrattare muri, statue e pannelli illustrativi per turisti.  padova,statue in piazzale stazione,padovani illustri,statue di padova,il blog di padova,nereo rocco,cultura popolare,vecchia padova,turismo

Che tristezza se tutta questa "bellezza" venisse ignorata! E' vero, secondo il mio parere, che la qualità urbana di una zona favorisce la frequentazione di cittadini e gente di passaggio e magari l'espulsione "spontanea" dalla zona dei frequentatori più molesti ma è chiaro che prima bisogna preoccuparsi dell'abbellimento di tutto il piazzale così come di una continua operazione sul fronte delle sicurezza da parte delle forze dell'ordine, cosa che mi pare stia avvenendo. In questo quadro il progetto delle statue rappresenterebbe la "ciliegina sulla torta" ma il problema è che non è stato presentato in modo chiaro un piano organico di riqualificazione della zona anche dal punto di vista della sicurezza e forse per questo la spesa di 150.000 euro, in questo periodo storico di gravissima crisi economica, seppure decisa qualche anno fa, ha lasciato perplessi in molti, me compreso. Successivamente il vicesindaco Ivo Rossi ha spiegato come la riqualificazione preveda non solo le statue ma bar, pleateatici, una migliore illuminazione per fare del piazzale una vera e propria piazza. Leggi l'articolo de il "Mattino di Padova" da dove ho preso la foto sulla sinistra.

La seconda riflessione riguarda il rischio che l'installazione di due statue o sculture alte 16 metri una e 6 metri l'altra può comportare. Innanzittutto per due opere artistiche così imponenti mi chiedo se siano sufficienti 150.000 euro...Non so, non conosco il valore di mercato delle statue e poi mi chiedo "E se dovesse vincere la gara un'opera "bruttina" piuttosto che una ciofeca di statua? L'arte ed il gusto artistico sono opinabili, per carità, ma considerato il fatto che il piazzale stazione è pur sempre il primo impatto, il primo biglietto di visita della città considero importante che questo impatto sia il più positivo possibile, a maggior ragione si parliamo di due opere imponenti. Ho letto che a Belluno una scultura di Giò Pomodoro è talmente orribile che il sindaco la vuole vendere....

La terza riflessione riguarda i soggetti da scegliere e qui potremo discuterne per ore. Secondo me dovrebbe essere una scultura, magari astratta raffigurante la città di Padova o comunque un soggetto che ben descriva l'identità della città a 360°. Tra i commenti sul sito del Mattino ho letto di Falcone e Borsellino o di esempi di grande civismo italiano. Niente da dire su Falcone e Borsellino ma questi è giusto vengano ricordati in piazza e strade, nei luoghi del potere, nelle università ma nel caso del piazzale della Stazione la "comunicazione" che le statue dovrebbero esprimere, secondo il mio parere, è relativo alla città in sè, alla sua storia, alla sua identità come benvenuto a chi arriva da fuori. S. Antonio va bene secondo me per una terza statua più piccola ma non si può sempre legare a Padova solo il Santo...Padova non è solo il Santo, è molto di più! Per due opere così imponenti (come detto, di 16 e 6 metri d'altezza!) non vedo personaggi illustri padovani così maggioritari rispetto agli altri per questo pensavo ad un'opera di arte comtemporanea più astratta ma anche in questo caso il rischio di cui alla seconda riflessione è alto...

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La quarta ed ultima riflessione nonchè ipotetico post a se stante, "Padovani illustri" snobbati nelle statue della città!" riguarda le statue presenti in città e ai personaggi illustri padovani che (non) le raffigurano.  Ce ne sono varie in giro per la città ma le statue più famose di Padova sono senz'altro quelle del Prato della Valle. Nella maggior parte dei casi si tratta infatti di professori universitari, artisti, condottieri o ex governanti della città. La prima statua realizzata fu nel 1775, per prova, una statua di Cicerone, che fu velocemente rimossa per l'assenza di legame tra il personaggio e Padova; fu sostituita con l'attuale statua di Antenore offerta alla città dallo stesso Andrea Memmo. L'ultima delle statue originali fu quella di Francesco Luigi Fanzago collocata nel 1838. Le statue raffigurano tutte personalità maschili; l’unica eccezione è quella del busto della poetessa Gaspara Stampa collocato ai piedi della statua dedicata ad Andrea Briosco. Vi rimando al seguente sito dove potete scoprire la mappa di tutte le statue del Prato della Valle e tutti i personaggi raffigurati.

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Si tratta di padovani illustri che appartengono però ad un passato piuttosto remoto mentre la storia va avanti e anche tutto l'Ottocento ed il Novecento meriterebbero attenzione e una maggiore valorizzazione, non a caso, nel mio piccolo, ho pensato di creare la categoria "Vecchia Padova. Cultura popolare" e molti padovani illustri così come alcuni episodi storici meriterebbero una statua mentre invece sembrano avvalorare la teoria secondo la quale "nemo propheta in patria est".  Qualche tempo dopo un post nella categoria "personaggi illustri", sono stato contattato per un'intervista radiofonica all'interno della trasmissione "Il geco di città" in onda su radiodue durante l'estate scorsa e mi sono state fatte domande relativamente ad un grande personaggio, Giovanni Belzoni, (rileggi il mio post "Giovanni Battista Belzoni, l'Indiana Jones padovano!") padovano del portello,primo egittologo, esploratore, archeologo (fu colui che recuperò la colossale statua di Ramesse II, oggi al British Museum di Londra) che visse una vita avventurosa tale da ispirare il personaggio Indiana Jones (si, avere capito bene!). A Belzoni è stata dedicata la sala egizia al Pedrocchi dall'amico Jappelli, ci sono degli spazi espositivi all'interno dei Museo civici degli Eremitani ma quanti padovani conoscono Belzoni e la sua vita? Forse conoscono di più l'istituto tecnico che da lui prende il nome.

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All'angolo tra via Cesare Battisti e via 8° febbraio davanti al Caffè Pedrocchi, c'è una statua di cui ignoro il significato. Sul palazzo del Bo all'angolo in alto c'è una targa dedicata all'8 febbraio 1848, data storica per Padova e di cui ho scritto più volte, giornata dell'insurrezione degli studenti e dei popolani contro i soldati dell'impero austro-ungarico. Fu la prima rivolta della stagione del '48 da cui nasce il detto "fare un quarantotto". Non ci stava meglio una statua dedicata all'8 febbraio? questo avvenimento? Quanti padovani conoscono queste vicende? L'8 febbraio si sa che festeggiano i goliardi dell'università ma i motivi si conoscono? (rileggi il mio post "Gaudeamus Igitur!") Non sarebbe già questo un luogo della memoria per raccontare la città e la sua storia anche ai turisti?

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Padova era nota come città d'acque per via dei suoi canali che la attraversava in città così come sul territorio provinciale e per l'attività dei barcari, mestiere scomparso di cui vi ho parlato nel post "L'ultimo dei barcari"  scritto dal giornalista Francesco Jori e Riccardo Cappellozza, il protagonista e vero ultimo barcaro, insignito nel 2008 del premio padovano eccellente anche per la sua creazione, il bellissimo e significativo "Museo della Navigazione" di Battaglia Terme. Perchè non installare una statua lungo le riviere dedicata all'ultimo dei barcari? Già ci sono i pesciolini azzurri in via Anghinoni verso piazza Cavour quasi a testimoniare il luogo dove c'erano le pescherie...

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Ho la fissazione della storia e della cultura popolare, lo ammetto, perchè mi piacciono i luoghi autentici, con personalità, con un'identità marcata...Padova spesso sfugge a questo. Io penso che anche personaggi "popolari", amati dalla gente semplice, come un allenatore di calcio, anche se poi questo divenne uno dei più grandi allenatori della storia calcistica italiana ed internazionale, possano rappresentare un elemento dell'identità di una città. Mi riferisco ovviamente a Nereo Rocco. Perchè non una statua raffigurante Nereo Rocco che passeggia assieme ad Aurelio Scagnallato verso la vecchia Trattoria Cavalca  (posizionandola nell'angolo di Piazza delle Erbe verso via Manin), protagonista del mitico Padova degli anni Cinquanta vicini più a volte a vincere uno scudetto ma soprattutto vicini al cuore della gente. Qualche anno fa ricordo la proposta dell'assessore Boldrin relativamente alla Gaetana, donna malata di elefantiasi, famosa a Padova negli anni ’40, oggetto di sbeffeggiamenti da parte dei monelli e soggetto di Tono Zancanaro. Perchè no? L'identità di una città è anche questa non solo la cultura "alta".

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Non dico di far diventare Padova un grande bazar di statue, questo no,  ma noto la mancanza di interesse per ciò che rappresenta la patavinitas e la storia della città. Non è localismo, è valorizzazione della storia e dell'identità di una città, principio che vale a Padova, a Glasgow, a Cadice come nell'ultimo villaggio del Burkina Faso. Sarà che io quando visito una città mi piace scoprire la sua storia e mi piacerebbe facessero lo stesso i turisti che vengono in città, oltre ai padovani che la propria città la snobbano...Io ho citati qualche soggetto ma la lista potrebbe essere molto lunga. A maggior ragione se pensiamo che in due capitali europee come Bruxelles e Dublino, le statue più famose sono quelle di un bambino che fa la pipì (Manneken Pis) e una popolana, pescivendola ambulante, di facili costumi (Molly Malone) (foto a sinistra), da personaggi della cultura popolari a vere e proprie "icone" della città vendute a turisti sotto forma di mille gadget, cartoline e souvenirs vari, senz'altro anche la nostra Gaetana, il "barcaro" delle riviere piuttosto più che Nereo Rocco ci potrebbero stare benissimo...e non mi venite a dire che all'estero sfruttano questi personaggi perchè non hanno personaggi storici della politica e delle arti etc etc da mettere in mostra perchè semplicemente non è vero!

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Commenti

Molto interessante sia il post che il blog. A proposito della bizzarra decisione del comune di riversare €150.000 in due statue monumentali per ovviare al degrado di uno dei più pericolosi luoghi della città, invece di prendere provvedimenti di diversa e più efficace natura, sarà interessante vedere quali artisti verranno "beneficati" da tanti soldi. Così, tanto per capire....

Scritto da: Francesca Diano | 03/01/2012

Grazie Francesca! Staremo a vedere... Come ho scritto nel post le statue credo siano solo il completamento di un lavoro di riqualificazione della zona, che non è detto vengano realizzate...Insomma non se ne è più parlato dopo le polemiche che ne sono uscite...Non per fare l'avvocato difensore dell'amministrazione ma sempre Zanonato ha detto che per combattere la microcriminalità degli spacciatori immigrati ci vogliono sia la repressione sia iniziative per favorire l'inclusione sociale degli stranieri...Le statue darebbero un tocco di bellezza in più per fare del piazzale della stazione un luogo più bello e si sa che i luoghi belli invogliano alla frequentazione...Speriamo che a lavori completati si possa andare a prendere un caffè o un aperitivo anche seduti fuori in piazzale stazione senza paura di essere importunati da nessuno...a quel punto anche i cittadini occupando questi spazio aiuterebbero a rendere questi luoghi migliori...

Scritto da: vpadova | 03/01/2012

Beato Zanonato che è convinto di poter tirar fuori dal suo cilindro delle iniziative "per favorire l'inclusione sociale" delle bande rivali di spacciatori che si scannano in diretta per il controllo del territorio di un traffico che rende ben più di qualunque iniziativa edificante del Comune.
Se il progetto delle statue è stato abbandonato mi fa piacere. Forse le polemiche li hanno intimoriti. Non credo che posare qualche altro obbrobrio (non ho ancora digerito l'assemblamento di legni marci nel cortile del Bo) concorra ad accrescere la bellezza. Magari però in futuro ci si potrà prendere un caffè all'aperto sotto un bell'ombrellone ammirando le cariche di polizia contro le bande di spacciatori. Sempre meglio di un talk show in TV.

Scritto da: Francesca Diano | 04/01/2012

Come già detto non devono difendere nessuno ma tu mi sembri un po' prevenuta...comunque ogni ha le sue idee ci mancherebbe e dopo 20 anni che la politica si scanna sulla questione della sicurezza piuttosto che sulla questioni immigrati non mi stupisce che questi temi vengano spesso affrontati alla maniera del tifo calcistico. Per me, un piccolo segnalo, un passo avanti importante sono state le elezioni cui hanno partecipato lo scorso mese gli immigrati regolari...E' proprio un piccolo segnale di inclusione sociale per dire che le persone in regola, chi lavora e paga le tasse ha diritto di essere trattato come un normale cittadino mentre agli altri, quelli che delinquono, che spacciano, che creano problemi sono sotto le attenzioni del questore. D'accordissimo su questo.

Scritto da: vpadova | 04/01/2012

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