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12/04/2010
Nordest capitale europea della cultura 2019?
Buongiorno, quest'oggi scriverò di un tema riferimendomi, anche se solo concettualmente, ad un ambito territoriale più ampio rispetto a quello di Padova e della sua provincia.
Venerdì scorso infatti sono stato ad un convegno tenutosi presso l'aula dell'Archivio Antico del Palazzo del Bò (per i non padovani la sede storica dell'Università di Padova) in cui si è parlato per l'appunto della proposta di candidatura del NordEst a capitale europea della cultura del 2019 (immagine in alto a destra presa dal blog Annoeuropeo). In realtà è da diversi mesi che è stata avanzata la proposta per questa candidatura, proposta che mi fece e mi fa un gran piacere perchè esprime un esigenza e una spinta sempre maggiore ad uscire dalla logica dei campanili e del provincialismo nostrano. Ne avevo parlato anche sul mio blog (che aggiorno molto poco, ancora di meno da quanto scrivo quì) Padua bloggers' Inn (:)) (leggi quì) ricevendo un commento da parte di chi ha voluto da subito portare avanti l'idea presso il consiglio comunale di Padova e cioè l'avv. Gregoria Cavalla.
L'idea è partita dal mensile on line Nordest Europa e dal suo amministratore Filiberto Zunico (ascolta una sua intervista) ed è stata resa pubblica nel corso dell'annuale meeting delle classi dirigenti al CUOA ad Altavilla Vicentina presso la villa Valmarana ancora nel settembre dello scorso anno. Tuttavia dopo poche settimane è stata annunciata la clamorosa candidatura dell'area metropolitana veneta (Padova, Treviso con Venezia capofila) per le Olimpiadi del 2020 (guarda il sito del Comitato Venezia2020) e credevo che l'idea della candidatura per poter diventare capitale europea della cultura fosse stato accantonato.
Niente di tutto questo. Come detto all'inizio venerdì si è discusso di questa candidatura presso l'Università di Padova con l'introduzione di Filiberto Zunico, la presentazione dell'idea progettuale e lo studio su di quello che dovrebbe essere l'evento "Nordest capitale europea della cultura 2019" con dibattito successivo delle autorità presenti tra cui l'assessore alla cultura Andrea Colasio, il sindaco Flavio Zanonato, il rettore dell'Università Giuseppe Zaccaria. Tutto molto interessante e d'effetto come l'idea di suddividere gli eventi in differenti linee tematiche di una "metropolitana culturale" in cui le differenti linee, dedicate alla letteratura, all'architettura, alla pittura etc siano in grado di svilupparsi lungo un percorso in cui le varie città del Nordest, sedi degli eventi, possano fungere da stazioni.
Differenti visioni tra sindaco e rettore, il primo preoccupato che un'area così tanto vasta non sia in grado di consentire un impatto forte, una massa critica sufficiente all'evento stesso e che la dispersione territoriale possa fare dell'evento un evento a bassa intensità, mentre il rettore maggiormente concentrato sui possibili effetti duraturi e l'innesco di processi virtuosi a tutto vantaggio del territorio. Zaccaria da meno improtanza all'evento in sè rispetto al processo che potrebbe dare al Nordest, grazie al lavoro da quì ai prossimi anni, una maggiore capacità di governance, di fare rete, di creare relazioni tra le varie città maggiori e quelli minori. Io stesso ho conseguito un master intitolato Governance delle Risorse turistiche territoriali e quello della governance territoriale è emerso anche dalla mia tesi come il primo problema per lo sviluppo turistico di Padova e provincia (leggi abstract) e questo ragionando solo in ambito provinciale, figuriamoci a livello di Nordest!
Se infatti città come Torino, sede delle Olimpiadi invernali, Genova, capitale europea dell cultura del 2004 sono le città capoluogo di regione, le città maggiori dal punto di vista dimensionale, monocentriche rispetto al territorio circostante, le ex-città tipiche del modello dell'economia fordista, il Veneto è espressione di un altro modello e cioè parte di quella che viene definita Terza Italia, quella dei distretti, dell'economia di rete e del territorio diffuso e ahinoi anche dello sprawl urbano e del consumo di suolo. In Veneto non esiste una città che domina sulle altre anche se si sta delineando quella che è l'area metropolitana del veneto e cioè la famosa PaTreVe che corrisponde all'area tra Padova, Treviso e Venezia, la stessa area da cui è partita la candidatura per le Olimpiadi del 2020.
Nell'era della globalizzazione si sa che i territori sono in competizione tra loro per attrarre investimenti, lavoro e talenti, turismo e quindi per competere con aree vaste quali quella della Ruhr in Germania piuttosto che il sistema metropolitano Glasgow-Edinburgo giusto per citarne un paio è necessario, sopperire ad un'inferiore scala dimensionale con un'organizzazione a rete ed è quello che Nordest Europa propone di fare, anche tramite il progetto di pianificazione strategica "Innovetion valley" sicchè in occasione di certi eventi le singole città quali Padova, Venezia, Vicenza, piuttosto che i vari distretti diventano partners di un unico progetto.
Nordest Europa da qualche anno ha lanciato il Festival delle città impresa, un festival per raccontare le trasformazioni del nordest e per ragionare sul suo futuro, quest'anno dal 21 al 25 aprile con il titolo "La cultura ci fa ricchi". Il festival avrà luogo presso alcune città simbolo della cultura e dell'economia del nordest, cultura ed economia che quando vanno a braccetto hanno le potenzialità per generare eccellenze di livello internazionale. Sedi di questo festival sono quindi Schio, Rovereto, Maniago, Il Camposampierese, Montebelluna-Asolo, Campoformido, città riferimento di altrettanti distretti.
Per concludere spero arrivi il messaggio di fondo al di là della candidatura come capitale europea della cultura o per le Olimpiadi e cioè la necessità per il territorio di organizzarsi a rete in modo tale che i campanili possano diventare un motivo di connessione e non di chiusura e di gretto provincialismo. Tra di noi veneti siamo spesso molto autoreferenziali e ci diciamo quanto siamo bravi ma è giunta l'ora di dimostrarlo all'esterno e per far questo è necessario che all'interno del Veneto e del Nordest si inizi a lavorare in modo congiunto come all'interno di un'unica metropoli, la metropoli Nordest.
Commentate e dite pure la vostra sull'argomento perchè tra le altre cose è importante il coinvolgimento della cittdinanza in progetti ambiziosi come quelli citati ed è giusto che i cittadini attivi ed interessati abbiano modo di sentirsi parte attiva. In tema di cittadinanza, e qui, mi riferisco a Padova, ricordo il mio post di mercoledì "CittadiniAMO, il social network per discutere di cittadinanza" riguardo alla community CittadiniAmo, la piazza virtuale dove cittadini e associazioni possono discutere dei temi di interesse per la città.
08:30 Scritto da VirgilioPadova in la città che cambia | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: padova, nordest, pianificazione strategica, nordest 2019, nordest capitale europea della cultura, festival delle città impresa, nordesteuropa.it, innovetion valley, la città che cambia, alberto botton | OKNOtizie |
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