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27/01/2010
Coppa d'Africa a Padova!
Ciao a tutti! Piaccia o non piaccia il gioco del calcio è per eccellenza lo sport più popolare da queste parti. Negli Stati Uniti d'America di maggior seguito godono il football americano, il baseball, il basket, in Irlanda è più seguito il rugby e gli sport gaelici, nei paesi del Commonwealth è molto seguito il cricket e così via ma il calcio è diffuso in tutto il mondo.
Questa la premessa per parlarvi di quanto da qualche settimana si può notare in zona Stazione FS a Padova. Ebbene da quando è iniziata la Coppa d'Africa in Angola, in occasione delle partite, un sempre più cospicuo gruppo di nuovi cittadini africani si raduna davanti al punto Snai, tra Mc Donald's e Blockbusters, per seguire le gesta delle loro nazionali. All'esterno della ricevitoria, in vetrina, sono infatti posizionati alcuni schermi che trasmettono corse di cavalli ed uno più grande che trasmette le partite della competizione africana.
Non voglio certo parlare di un tema importante e serio come quello della società multiculturale in un unico post ma questo può essere un piccolo quadretto che fa vedere bene come la società multietnica sia già, allo stato attuale, una realtà ineludibile. Scendendo alla fermata del tram "Stazione FS" ho quindi deciso di avvicinarmi e di seguire alcuni minuti della partita Egitto-Camerun di lunedi pomeriggio (vedi la mia foto anche se qualitativamente pessima). Poco dopo ho trovato Amal, un ragazzo egiziano con cui ho lavorato da interinale anni fa come smistatore di merce di un corriere, di notte. Lavoro duro ma ricordo che almeno con Amal si riusciva a parlare ed il tempo passava meglio...Gol del Camerun! Esultanza da parte di una minoranza di sostenitori dei Leoni indomabili ma Amal che dice "Vinciamo noi, il mio nome vuole dire "speranza"! Tra me e me ho pensato che sì la speranza a lui non deve mancare di certo viste le difficoltà che ha dovuto e che sta affrontando da migrante così come molti altri le cui storie, diverse, hanno per forza di cose la speranza come minimo comun denominatore. Non si lascia il proprio paese se non si ha coraggio e speranza di migliorare il proprio avvenire. Quando poi all'indomani ho visto che l'Egitto aveva vinto 3-1 (seppur con un aiutino arbitrale) ho pensato che aver speranza premia..a volte, quantomeno aiuta a vivere anche se mio nonno direbbe "chi visse sperando morì...(la frase completatela voi)".
Da quando ho scritto la mia tesi di laurea nel 2002 sul tema immigrazione il numero degli immigrati nel nostro paese è cresciuto moltissimo. Abbiamo superato la fase dell'emergenza, ora molti degli immigrati arrivati a fine anni '90 e nei primi anni del 2000 si sono integrati o comunque la loro integrazione è cresciuta molto, questo con i dovuti distinguo. In Veneto l'integrazione è migliore ed è avvenuta per lo più tramite l'inserimento lavorativo, in particolare nei piccoli centri del Veneto centrale, vicino ai capannoni del miracolo del Nord Est. Padova, è stata e, credo lo sia tutt'ora il primo luogo di approdo degli immigrati che risalgono l'Italia dal Sud in cerca di lavoro, dallo stesso meridione che, con il recente caso, drammatico,di Rosarno racconta una storia diversa. Da quì poi, aiutati anche dai connazionali, dalle cosiddette catene migratorie, una volta trovato il lavoro tendono a spostarsi vicino al luogo di lavoro che difficilmente sono in Padova città, visto che in città non ci sono fabbriche. Padova semmai offre agli immigrati un tipo di lavoro diverso, in particolare quello legato alla cura della persona come quello delle badanti.
Poi senz'altro, mi risulta che sempre i fenomeni migratori abbiano portato con loro anche una componente di criminalità che comunque deve essere combattuta in tutti i modi dalle autorità preposte così come il tentativo di ridurre l'immigrazione clandestina, senza però MAI venir meno al rispetto dei diritti umani.
La paura dello straniero è comprensibile perchè la diffidenza nasce tra persone che non si conoscono e questa paura non deve, a mio avviso, essere sottovalutata dalle istituzioni ma nemmeno utilizzata strumentalmente a fini elettorali. Sullo spazio urbano delle città, anonimo e privo di relazioni con le persone che lo attraversano, la paura è più facilmente trasmissibile rispetto ad un contesto di maggior relazionalità, di contatto e quindi di conoscenza dei piccoli centri. Il passo che si fatica a fare a livello nazionale è quello relativo ad un dibattito sul modello di multiculturalismo da adottare (sulla sinistra la copertina di un libro di fotografie: "Verso una soceità multiculturale. Immagini di un nuovo paese"). E' tutta una battaglia politica a colpi di slogan e buoni propositi.
Un gruppo di africani che guardano la partita, la comunità dei filippini che si ritrova tra il Municipio e il Caffè Pedrocchi, le badanti ai giardini dell'Arena, radunandosi assieme si mostrano e mostrano la loro presenza alla gente che passa (alla faccia di chi li vorrebbe vedere sparire una volta finito il turno di lavoro) e, forse incosciamente, chiedono di essere considerati parte della città e non un problema di sicurezza.
E voi su questa tema così "leggero" che ne pensate? Intanto chissà chi vincerà la Coppa d'Africa. Domani si giocheranno le semifinali e sicuramente al punto Snai ci sarà un bel po' di gente. Alle 17 ci sarà Ghana-Nigeria mentre alle 20,30 Algeria-Egitto. Ciao e alla prossima! ;)
08:30
Scritto da : VirgilioPadova
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| Tag: padova, immigrazione, società multietnica, coppa d'africa, egitto-camerun | OKNOtizie |
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