1981256387.jpgBuongiorno a tutti!
Avvolta dalla nebbia milanese, sento il bisogno di colore, dolci e feste di carnevale ed è per questo motivo che il web mi è d’aiuto per scoprire tante belle novità del nostro territorio. Che cosa significa per voi la parola Carnevale? Su wikipedia: “espressione del bisogno di un temporaneo scioglimento dagli obblighi sociali e dalle gerarchie per lasciar posto al rovesciamento dell’ordine, allo scherzo ed anche alla dissolutezza.” Secondo me: “casa, sorrisi, divertimento, crostoli e frittelle! 

Oltre a Cromatica 2013, il Carnevale a Padova, ben descritto da Alberto in questo post,  l’altro giorno sono incappata in questo sito: http://www.carnevaledelveneto.it/, che con piacere mi fa scoprire, la festa di Carnevale di Casale di Scodosia, un comune della Bassa Padovana, il quale si svolgerà nei giorni Domenica 3 e 10 e Martedì 12 Febbraio (Martedì Grasso).

Carnevale padova, carnevale veneto, casale di scodosia, veneto, padova, blogi di padova, crostoli, padova carnevale, frittele padova, padova favette, blog di padova, padova eventiCasale di Scodosia si trova esattamente nella zona della Bassa Padovana, vicino alla bellissima Montagnana, dove è possibile visitare anche il Museo Etnografico. Anche quest’anno il comune di Casale presenterà un variegato contenitore di divertimento, offrendo a piccoli, giovani, adulti ed anziani, la 65° edizione del Carnevale più grande del Veneto, caratterizzato dalla presenza di carri allegorici, bancarelle di antiquariato e artigianali (tra cui quelle gastronomiche), e per non fare mancare nulla, ad intrattenere il pubblico ci saranno spettacoli e tantissime sorprese.

Novità di quest’anno nei giorni di Domenica 3 e 10 Febbraio, per le vie del centro sarà costruita la Mercatopoli a cielo aperto, ossia oltre ai coloratissimi carri ci sarà la possibilità di acquistare ai mercatini dell’antiquariato e dell’artigianato, curiosare tra i banchi vintage di abbigliamento e di arredamento, dell’etnico e molto altro.

Tantissime attività, soprattutto per i più piccoli: oltre al concorso di poesia, scaduto il 25 Gennaio, entro il 1 Febbraio c’è la possibilità di esprimersi attraverso la pittura e la fotografia partecipando al concorso “ Il Carnevale è sorridere, gioia e felicità”.

Tra le tante possibilità di svago, il 2 Febbraio, ci sarà anche la possibilità di fare sentire la propria voce, attraverso il concorso canoro “voci nuove” arrivato alla 45° edizione quest’anno con un Presidente d’eccezione: il maestro Pitteri, ex insegnante di Amici, di Ti lascio una canzone ed Io Canto. Per partecipare cliccate sul modulo apposito che troverete a questo link.

Ho notato, con piacere, che si fa abbastanza leva su un importante caratteristica: la fruibilità gratuita dell’evento: poiché Il carnevale è la festa di tutti, la festa delle famiglie, dei più piccoli ed è per questo che a differenza di altri importanti carnevali, a Casale di Scodosia non si paga per entrare e per divertirsi. 

Dulcis in fundo…

Carnevale padova, carnevale veneto, casale di scodosia, veneto, padova, blogi di padova, crostoli, padova carnevale, frittele padova, padova favette, blog di padova, padova eventiHo lasciato la mia parte migliore alla fine di questo post, ossia quella dedicata ai dolci di Carnevale, sì perché anche se la Befana tutte le feste porta via, di sicuro i dolci non finiscono dopo la calzetta! Tra tutti amo i classici e “leggeri” crostoli, fritti in padella e con una spolverata di zucchero a velo diventano eleganti. Aggiungo le frittelle ripiene di crema o di cioccolato, e vado matta per le favette o castagnole magari ricoperte di miele. Concludo, poiché la vera bontà non si Carnevale padova, carnevale veneto, casale di scodosia, veneto, padova, blogi di padova, crostoli, padova carnevale, frittele padova, padova favette, blog di padova, padova eventimaschera, con la meravigliosa focaccia artigianale “Veneziana” creata dalla Pasticceria del Carcere
di Padova.

Lo so, vi sto facendo ingrassare solamente leggendo, ma a Carnevale ogni promessa vale.. anche quella di tornare in palestra e digiunare! J

Salute!

S. 

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Ci sono molti modi per promuovere e far conoscere una città o un territorio. Tra di questi, usufruire di un importante spazio all’interno di una trasmissione televisiva specializzata in turismo come è Sereno Variabile, è senz’altro uno dei più efficaci perchè è possibile raggiungere un ampio pubblico interessato e perchè se le immagini non sempre parlano da sole, accompagnate dalle parole, dai racconti di chi vive e conosce bene una determinata destinazione, riescono spesso a suscitare quelle emozioni e suggestioni in modo diretto.

padova,veneto,turismo padova,turismo veneto,blog di padova,padova blog,sereno variabile,osvaldo bevilacqua,università degli studi di padovaVedendo la puntata di Sereno Variabile di sabato scorso (26/01/’13) mi son detto che il buon Osvaldo Bevilacqua (nell’immagine di apertura in visita alla Cappella degli Scrovegni) “stava lavorando” anche per il blog di Padova facilitandoci questo primo post della settimana. Grazie Osvaldo! Che senso aveva infatti trovare un altro tema, un altro argomento di cui parlare quando era appena andata in onda una puntata che promuove benissimo la nostra città in tutta Italia? Ed eccoci infatti a presentarvi la trasmissione che, con bellissime immagini, servizi, interviste svela una parte importante della cultura, della storia e dell’identità della nostra città. Trovate il video della puntata di sabato a fondo pagina! 

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A far da guida ad Osvaldo Bevilacqua un gruppo di studenti dell’Università di Padova appartenenti alla Goliardia (nella foto a fianco omaggiano il conduttore della trasmissione con la gallina padovana) conducendolo a passeggio tra la storia, l’arte, le tradizioni di Padova e ad intervistare voci cittadine autorevoli.Si inizia con un’intervista ad Alberto Grinzato dell’Osteria all’Anfora, in cui si parla del bollito e delle “colazioni” degli ambulanti delle piazze, della gallina padovana con le simpatiche gag delle Bronse Querte.

padova,veneto,turismo padova,turismo veneto,blog di padova,padova blog,sereno variabile,osvaldo bevilacqua,università degli studi di padovaUno spaccato sulla padova popolare, quindi, con il folklore e  i prodotti tipici per poi passare all’eccellenza della cultura rappresentata dall’Università, una delle più antiche d’Europa e la secondo d’Italia, e al suo prestigio con l’intervista al rettore Giuseppe Zaccaria (vedi foto a sinistra). E’ stata mostrata anche la città da una visuale “a pelo d’acqua”, navigando lungo i canali con gli Amissi del Piovego , di un percorso legato al “mistero” e alla massoneria e molto altro ancora ma soprattutto bellissime e spettacolari riprese dei luoghi simbolo della città come il Prato della Valle, la Cappella degli Scrovegni, il Caffè Pedrocchi, l’Aula Magna del Palazzo del Bo (sede del’Università). 

padova,veneto,turismo padova,turismo veneto,blog di padova,padova blog,sereno variabile,osvaldo bevilacqua,università degli studi di padovaLe riprese dirette dal regista Flavio Zennaro e durate due giorni hanno coinvolto tutti i principali enti ed istituzioni cittadini e visto la collaborazione di Comune di Padova, Università di Padova, Provincia di Padova e Veneranda Arca di S. Antonio. La presenza della troupe in città è sempre stata supportata dal personale di Turismo Padova Terme Euganee, l’azienda speciale della Provincia, competente per l’intero territorio di Padova e Provincia in materia di accoglienza, assistenza, informazione e promozione turistica (leggi quì la mission e le competenze), a rischio “chiusura” in seguito al recente decreto di revisione delle province e ai tagli dalla Regione. A TPTE (dalla cui pagina facebook ho preso alcune immagini) il merito per aver portato, questa volta come in altre occasioni, in tv piuttosto che sulla stampa specializzata, le immagini della nostra città nelle case di molti italiani nella speranza che in tanti vengano presto a trovarci! 🙂 

 

Alberto Botton

Mail to: vpadovablog@virgilio.it 

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Buongiorno a tutti! padova blog,padova,colli euganei,provincia di padova,turismo padova,veneto,turismo veneto,enogastronomia,turismo enogastronomico,mangiare a padova
Eccomi! Pensavate di esservi liberata di me eh?

Ma no tranquilli, lascerò in pace in pace i vostri stomaci, e mi concentrerò su un argomento che parla sempre di territorio, ma stavolta in versione 2.0. Ho utilizzato quest’immagine di Reteattiva poichè l’ho trovata molto adatta all’argomento.
Veniamo a noi, vi chiederete, perché ho pensato di abbandonare l’argomento culinario per questa volta? Beh, diciamo per due motivi: 1. Perché ingrasserete abbastanza durante il Carnevale Padovano e, 2. Perché la rubrica Enogastronomia e Terrirorio prevede che io parli anche dei luoghi che circondano voi e che circondano me (oramai virtualmente!)

Scrivo per questo blog da Settembre ormai, ho avuto diverse soddisfazioni, una tra tante: la possibilità di farmi conoscere potendo argomentare su prodotti tipici, territorio, vino, eventi enogastronomici e di qualche locale particolarmente apprezzato. E sempre grazie al mio contributo in questo spazio offertomi da Alberto, ho avuto la possibilità di conoscere meglio la città di Padova, di partecipare a qualche incontro formativo sul Social Media Marketing, oppure l’ultima occasione di seguire una lezione universitaria organizzata dall’Università di Padova: Facebook in tourism.
La rete mi sta dando davvero molte soddisfazioni, ultimamente, questo mi fa semplicemente pensare che le potenzialità che essa offre siano paragonabili ad una grossa ragnatela, un groviglio di relazioni, che se ben strutturate può diventare davvero solide. 

Per puro caso, stavo facendo delle considerazioni su come i comuni, le amministrazioni pubbliche e i cittadini fanno sentire la proprio presenza sui social network e Google mi ha dato la sua gentile risposta così: una ricerca dettagliata di sistemasusio srl. ovviamente la ricerca si è concentrata soprattutto nel Triveneto e ho trovato davvero interessanti questi dati, raccolti tra l’altro dalla professoressa Claudia Zarabara, conosciuta durante un convegno organizzato dal Consorzio Terme Euganee Abano Montegrotto, e con la quale ho avuto modo di scambiare due chiacchiere in merito all’utilizzo degli strumenti social in ambito business tourism. I dati sono chiari, se scorrete a pagina 24 del file in pdf, potrete leggere com’era la situazione un anno fa su Padova.

padova,colli euganei,turismo padova,turismo veneto,veneto,enogastronomia a padova,enogastronomia colli euganei,dolci di sant'antonio,mangiare a padova,fior d'arancio dei colli euganeiAd oggi, la situazione è decisamente migliorata sia per Padova che per noi de il Blog di Padova. Se si digita su Google “Blog Padova” si può notare, che il secondo risultato nelle serp siamo proprio noi e Mr. Google significa che ci pensa affidabili. Ci supera Padova Eventi con il blog dedicato meramente agli eventi, dal quale a volte attingo molte informazioni, per poter completare le mie descrizioni.

Con grande piacere ho notato che da Dicembre i nostri likers e followers sono davvero cresciuti e questo è tutto merito della credibilità dei contenuti, dell’interesse a mettere in luce la nostra città e un pizzico di ironia e simpatica nel lavoro di squadra che io, Alberto Botton e Giuseppe Bettiol stiamo svolgendo. Grazie per aver dimostrato il vostro interesse nel seguirci in questo post.

A tal punto mi sono chiesta, quanti di voi vorrebbero parlare, partecipare e commentare il proprio territorio, la propria città e creare relazioni tra i cittadini, studenti, turisti all’interno di un unico contenitore? Credo ci sia davvero del fermento dietro a questa necessità e sono davvero curiosa di sapere il vostro parere. Per questo motivo , oltre alla pagina dedicata al Blog di Padova , ho creato la community patavina all’interno di Google Plus (altro social in piena espansione) dove è possibile partecipare e dire la vostra opinione. we-are-citizen-journalism.jpg

Oggi il consumatore è diventato “consumATTORE” quindi vuole usufruire delle esperienze direttamente e creare una sorta di giornalismo partecipativo, come tutte le esigenze, tutto questo verrà prima o poi soddisfatto, me lo sento e vi lascio sia con un po’ di suspance che con  un filmato sul giornalismo partecipativo.

 

Salute!

S.

http://about.me/silviatiberto

 

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Ciao a tutti! Il tema di oggi è il carnevale, una ricorrenza amata un po’ da tutti, da grandi e piccini che, specie di questi tempi di ristrettezze e di problemi economici per molti, ci viene incontro proponendoci la sua carica di leggerezza, di allegria e di voglia di fare un po’ baldoria! Nel nostro Veneto, oltre al più famoso carnevale di Venezia, ci sono molte altre manifestazioni carnevalesche organizzate localmente: tra i più importanti il “Carnevale del Veneto” di Casale di Scodosia giunto alla sua 65° edizione e celebre per la sua grande sfilata di carri mascherati! Quest’oggi però vi presenterò “Cromatica”, la novità del Carnevale 2013 in Veneto che viene proprio da Padova!

padova,veneto,turismo padova,turismo veneto,carnevale,carnevale di padova,cromatica 2013,cromatica carnevale padova,carnevale padova,2013,blog di padova,padova blog,padova eventi,padova culturaSi tratta della prima edizione di Cromatica. Il Carnevale a Padova”. Si tratta di un’iniziativa tramite la quale il Comune vuole proporre un  carnevale “alternativo” rispetto a quelli tradizionali. Un modo di vivere uno dei periodi più ricreativi e popolari dell’anno in modo essenziale, sobrio ed accurato, senza rinunciare al valore culturale di questa ricorrenza. Dal nome “Cromatica” si intende l’importanza ed il ruolo centrale che la manifestazione vuol dare al colore! 

 

padova,veneto,turismo padova,turismo veneto,carnevale,carnevale di padova,cromatica 2013,cromatica carnevale padova,carnevale padova,2013,blog di padova,padova blog,padova eventi,padova culturaDa martedi 5 a martedi 12 febbraio, Cromatica proporrà un susseguirsi di eventi ed iniziative pensati per proporre il Carnevale come una nuova ricorrenza nel costume e nella vita sociale della cittadinanza:  un percorso innovativo e stimolante, che segua la tradizione ma anche una concezione  creativa e contemporanea del carnevale. Il centro storico verrà suddiviso, idealmente e non solo, in 4 aree colorate corrispondente a 4 diverse esperienze sensoriali. Giallo (stimolante, creatività, allegria, scintilla), Rosso (energizzante, emozioni, passione, energia), Verde (equilibrio, natura, riutilizzo, bio), Blu (rilassante, relax, riflessione, armonia). In questo modo ciascuna area pedonale sarà connotata con specifici percorsi cromatico-tematici, che interagiranno con le attività commerciali e le infrastrutture cittadine.

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Un carnevale pensato per stimolare positivamente il pubblico con un nuovo spirito di rinascita collettiva attraverso l’uso del colore, e coinvolgere turisti, visitatori, cittadini ed esercentiOgnuno seguendo la propria fantasia, il proprio spirito, il proprio umore, la propria intraprendenza potrà quindi interpretare questa settimana di carnevale a proprio piacimento con l’obiettivo comune di colorare Padova. 

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Total-look o piccoli dettagli colorati che con poco sforzo potranno consentire al turista, al cittadino, all’esercente di essere protagonista di Cromatica. Un carnevale accessibile ed accattivante per chiunque voglia vivere questa festa a costo zero, valorizzando la propria creatività. Come? I cittadini e i turisti, indossando i colori ad esempio! In modo semplice, moderno ed elegante e facendo quindi affidamento alla propria inventiva oppure ricorrendo a costumi e mascheramenti tradizionali. Gli esercenti potranno aumentare la loro visibilità allestendo i propri spazi in linea con lo spirito colorato e gioioso dell’evento, oltre a proporre piccoli eventi e promozioni. Agli esercenti che vorranno essere protagonisti del network di Cromatica consiglio di cliccare qui per tutte le informazioni! 

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Il nuovo carnevale padovano vuole elaborare un network di realtà già presenti nel territorio, affiancandole ad un ricco programma di eventi creati ad hoc, un contenitore multidisciplinare coordinato da un’offerta culturale mirata a soddisfare qualsiasi pubblico: bambini, famiglie, giovani e adulti. Tra gli eventi in programma mi piace segnalare ill minitour per Padova assieme a Paola Tellaroli, autrice del libro “101 cose da fare a Padova almeno una volta nella vita” di cui anche noi abbiamo parlato, le commemorazioni dell’8 febbraio  1848 (giornata importante per Padova in cui popolani e studenti dettero vita ad una dei primi moti risorgimentali europei contro i soldati del’Impero Austro-Ungarico) da parte della goliardia, la vita notturna nei clubs della città come la serata al Fishmarket dedicata al Rocky Horror Picture Show, gli aperitivi, i dj-set, i concerti jazz, gli appuntamenti con Sugarpulp e la  letteratura di genere noir, pulp, thriller, il concerto “Cromatica live” di domenica 10 in piazza dei Signori con gli Ska-J, le performance, il teatro…insomma davvero tanta roba! Mi sembra una bella idea, un’iniziativa molto carina questa Cromatica!

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E voi siete pronti a partecipare e a tirare fuori tutta la vostra creatività e fantasia? Come vi cromatizzerete?? Ai turisti che saranno a Padova la prossima settimana suggerisco la Padovacard, uno strumento che vi consentirà di visitare la città e le sue attrazioni culturali in modo molto vantaggioso!

E a chi verrà in Veneto ed in particolare a Padova, dalle regioni più lontane della nostra bella Italia suggerisco i voli low cost su expedia e di cromatizzarsi per l’occasione! Dai che “ne faremo di tutti i colori!” 🙂 

Visitate il sito ufficiale! http://www.carnevalepadova.com/

 

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Alberto Botton

Mail to: vpadovablog@virgilio.it 

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Come avevo preannunciato al termine del post dello scorso lunedì, quello dedicato al conflitto “residenti vs Padova e la sua vita notturna” (fra parentesi un record per me di visite e di condivisioni, leggi qui, a testimonianza di quanto la questione sia sentita), quest’oggi spazio ad una realtà nuova che si sta proponendo come protagonista attiva nell’intento non solo di risolvere il problema ma anche di avviare progetti ed iniziative per valorizzare e migliorare la città.

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Sto parlando del Movimento del Buonsenso, nato grazie all’iniziativa di Elisabetta Beggio, in seguito ad uno spiacevole fatto capitato la scorsa estate quando una studentessa spagnola, in Italia per il progetto Erasmus, è stata ferita in seguito ad una rissa in Piazza dei Signori. Da questo fatto è partita una raccolta firme per chiedere la sospensione dell’ordinanza del sindaco di chiusura dei locali del centro a mezzanotte, affinchè bar e locali con la loro clientela possano funzionare anche da “presidio sociale” contro quella microcriminalità (sia quella vera sia quella percepita) che tanta insicurezza genera connotando così lo spazio pubblico del centro storico in modo positivo, e favorendo la vitalità della città anche nelle ore più tarde. Per la cronaca la raccolta firme è giunta a 4740 ed è possibile continuare a firmare presso i locali aderenti (leggi riguardo alla petizione e i locali dove è possibile firmare) che sostengono questa richiesta.

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Nel corso dei mesi, il Movimento del Buonsenso ha raccolto lungo il proprio percorso singoli, esercenti, studenti disponibili e volenterosi a mettere la propria firma, collaborare e a dare il proprio appoggio alle iniziative del movimento. Molte delle firme sono state raccolte anche tra gli stessi residenti delle piazze che, piuttosto di vedere la propria città rischiare di finire nel degrado e lasciare campo libero allo spaccio, preferiscono un po’ di rumore o qualche schiamazzo durante la sera, più facilmente controllabile con la collaborazione dei gestori dei locali, delle forze dell’ordine padovane e con la sensibilizzazione degli stessi giovani. Dopo vari incontri è nata l’idea del progetto Agorà che va ben oltre l’iniziale richiesta di prolungamento dei permessi di apertura dei locali ma che, in modo propositivo, vuole rappresentare un’offerta di partecipazione, di cultura, di eventi a beneficio della città, dei residenti, degli studenti, dei turisti e di chiunque frequenta la città.

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Mi trovo in uno dei locali aderenti al progetto Agorà assieme ad Elisabetta Beggio, la portavoce del Movimento del Buonsenso, e ne approfitto per chiedere direttamente a lei di che si tratta. Ciao Elisabetta, vuoi parlarci del progetto Agorà, di come nasce e con quali obiettivi?

“Ciao Alberto. Certo! Da sempre i caffè, poi divenuti bar, poi pub, poi più semplicemente locali, sono punto di riferimento per darsi appuntamento, per bere qualcosa in compagnia o soli con i propri pensieri…Ispirandosi quindi al concetto del “caffè senza porte” e dell’agorà dell’antica Grecia, il Movimento del Buonsenso ha messo a punto un progetto che ha la volontà di coinvolgere i locali del centro in un contesto sociale. Abbiamo immaginato le nostre Piazze, nate come veri e propri salotti, che si fondono con i locali creando un unico luogo di sana aggregazione. Cittadini che s’incontrano con lo scopo di stare insieme, di chiacchierare, di confrontarsi. Essendo una scrittrice, la mia mente è terreno fertile per fantasia e immaginazione. Sono convinta che sognare non sia mai sbagliato, poiché talvolta i sogni si avverano. E il mio sogno è quello di vivere, e di regalare a mia figlia, una realtà che sia frutto di un cambiamento radicale che nasce dal cuore della gente”. 

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Quindi tu che opinione ti sei fatta di questi giovani? A me sembra che a volte vengano  raccontati in modo grottesco, da una parte come i “bravi ragazzi” che studiano e lavorano (i più “fortunati”) e magari partecipano ad attività di volontariato e dall’altra come persone prive di valori e la cui unica forma di divertimento pare sia il bere in compagnia, finendo spesso per esagerare e arrecare disturbo alla quiete pubblica.
 
“Qualcuno ha affermato che questa generazione è bruciata! Beh, io non lo credo; credo invece che sia indispensabile metterla nelle condizioni di dare. I giovani hanno competenze, fantasia, talento, volontà, spirito di sacrificio. Certo, talvolta cadono nell’esagerazione concedendosi serate al limite, ma Vi garantisco che sono più “genio” che “sregolatezza”, la quale è solo frutto di frustrazione o semplice necessità di evasione da ritmi serratissimi. Il mio sogno è che la città diventi un corpo unico guidato dalla potenza innovatrice dei giovani e dalla saggezza di chi giovane non lo è più”.
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Condivido! Da questa visione nasce quindi il Progetto Agorà….
 
“Si, ecco che nasce questo progetto, grazie al quale ho conosciuto diversi giovani universitari e sono pronta a scommettere su di loro. Il Progetto Agorà, si articola in modo semplice e fruibile per tutti. I locali che vi aderiscono decidono in piena autonomia giorni e orari da dedicare al Progetto. In pratica, si tratta di destinare il locale o parte di esso, un’ora o più a settimana in cui sia possibile sedere senza obbligo di consumazione. “Caffè senza porte” dunque, a disposizione di chiunque abbia voglia di scambiare opinioni, leggere un libro, proporre un argomento su cui dibattere, studiare, chiacchierare e conoscersi. Un modo nuovo di stare insieme dunque. Immaginate giovani e anziani che si scambiano idee, che si raccontano aneddoti, ragazzi e ragazze che si corteggiano guardandosi negli occhi seduti a un tavolino, musica rilassante in sottofondo, parole di cultura ed esperienza che si combinano dando vita a una ricchezza inestimabile. Immaginate la piazza che entra nel bar e il bar che entra nella piazza, creando uno spazio non immaginario ma concreto in cui la città si mescola, vive e si arricchisce con lo scambio di parole vere.
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Nell’era di facebook, di blog, di sms, riscoprire la comunicazione verbale propositiva è certo una sfida, ma dal passato bisogna saper cogliere e i caffè letterari sono un esempio cui attingere. I gestori dei locali (sulla destra un’immagine da un pub letterario di Dublino) cui ho proposto l’iniziativa hanno aderito con entusiasmo poiché ne hanno immediatamente colto lo spirito: tacciati troppo spesso di essere coloro che si “approfittano” dei giovani avventori, hanno intuito l’opportunità per dimostrare il loro desiderio di contribuire a migliorare la nostra meravigliosa città, proponendosi come collaboratori fattivi di un’azione sociale vera a propria. Pensate che moltissimi studenti non sono a conoscenza che la Sala Verde del Pedrocchi è da sempre a disposizione di chiunque senza obbligo di consumazione! Questo mi ha stupita veramente”. 
 
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Mi permetto di aggiungere che oltre all’allargamento dello spazo pubblico questa “rete” di locali ospiterà anche eventi culturali molto variegati e stimolanti, proprio con l’intento di dare alternative a chi fruisce questi locali, in particolare a quei giovani abituati a “fare serata” chiaccherando e bevendo ad oltranza…dico bene? 
 
 “Assolutamente si! Il 31 gennaio, presso il RistoCaffè “Nero di seppia” di via S. Francesco, taglieremo il nastro con il pittore Alessandro Canini che si esibirà nell’atto di dar vita a un ritratto presso uno dei locali Agorà. Guardate qui l’evento su facebook denominato “Una serata tra le Chine al Caffè”! Questa è la prima tappa di un lungo percorso che porterà l’arte, in ogni sua espressione ed eventi culturali di vario genere (reading, performance, magari piccoli concerti in acustico) nei locali del centro storico proprio con l’intento di vivacizzarlo e dare alternative a chi troppo spesso eccede con il consumo di alcohol. Il sogno è ora realtà”. 
 
Visitando il sito del Movimento del Buonsenso risultano ben chiari gli obiettivi (nell’immagine qui sotto a destra Elisabetta Beggio e Davide Favero nel corso di una presentazione presso il caffè Pedrocchi). Quest’oggi abbiamo segnalato la raccolta firme relativa al progetto “Libertà al centro” e il progetto Agorà ma altre sono le iniziative ideate che state portando avanti; tra di queste il progetto “Vivere il verde pubblico” ed il progetto “Aurora: un futuro possibile” un’interessante proposta a sostegno dell’autoimprenditorialità giovanile. 
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“Si certo, gli obiettivi che ci siamo dati rispecchiano il desiderio che la nostra città diventi un esempio da imitare, un luogo in cui cittadini, turisti, studenti, sentano il loro cuore legato per sempre alle sue piazze, ai suoi monumenti, alla sua storia, al suo stile di vita che deve essere a misura d’uomo, che si tratti di bambino, giovane o anziano. Padova ha un’enorme potenzialità, data dal prestigioso Ateneo e dalla cultura che si respira in ogni angolo; dalle sue tradizioni e dalla voglia che ognuno di noi ha di dare il meglio. Anzi, vorrei cogliere l’occasione di questo spazio per invitare quelle persone di “buonsenso” che volessero dare il loro contributo a contattarci (eccovi la pagina dei contatti del Movimento del Buonsenso). Siamo ancora un movimento giovane  ed abbiamo bisogno dell’entusiasmo e delle idee di chi vuole concretamente fare qualcosa per la nostra città. L’invito è esteso anche ad artisti, scrittori, poeti o associazioni che fossero interessare ad organizzare assieme a noi i prossimi eventi presso i locali aderenti al progetto, una “rete” di locali che via via aumenta sempre di più!”

Grazie Elisabetta e buon lavoro dunque affinchè questo gruppo di persone così volenterose riesca a concretizzare i propri propositi a tutto vantaggio della città!
 

Alberto Botton

Mail to: vpadovablog@virgilio.it 

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padova.jpgBuon venerdì a tutte e tutti! Passata bene la settimana o tra lavoro e impegni personali vi sentite più simili a dei ghiaccioli in piena estate sotto il sole e il massimo sforzo che ritenete accettabile è spostarvi dal letto al divano per poi tornare rovinosamente a letto? Spero veramente non siate in queste condizioni perchè anche questo fine settimana, da venerdì 18 a domenica 20 gennaio, è veramente pieno di appuntamenti imperdibili. Vi dirò di più! Quando ho visto il numero di eventi, ero tentato di convincere Alberto a farmi scrivere questo post a puntate, tipo Beautiful (a dire il vero ho provato subdolamente a non scriverlo proprio, ma questo rimane un segreto tra noi e voi. Non diteglielo!). In ogni caso, sia che vi sentiate delle amebe sia che abbiate l’energia di un leone, uscite di casa e godetevi questo week end. Sono certo che non ne rimarrete delusi.

de-nittis-nuovo-t5-piccolo.jpgCominciamo accontentando gli appassionati d’arte che potranno visitare, a partire da sabato 19 gennaio la mostra dedicata al pittore di origine pugliese Giuseppe De Nittis, il più grande insieme a Boldini degli Italiens de Paris, a Palazzo Zabarella. Ulteriore tappa del progetto decennale sulla pittura dell’Ottocento italiano, l’esposizione vanta la presenza di 120 capolavori provenienti dai più prestigiosi musei e collezioni pubbliche italiane e francesi. Nato a Barletta ma pariginino d’adozione, Giuseppe De Nittis, nella sua purtroppo breve carriera artistica – muore infatti a soli 38 anni-  ha saputo «far proprie le novità della pittura macchiaiola e poi degli amici Impressionisti ma anche gli influssi dell’arte giapponese, metabolizzando il tutto alla luce della sua particolare sensibilità. Paesaggista sensibile ed unico nel tradurre gli effetti ed i contrasti di luce del suo paese natale come i cieli brumosi dell’Île de France, o le nebbie londinesi, con Manet e Degas, è uno dei primi a sperimentare la tecnica del pastello nelle opere di grande formato, assieme alle suggestioni del giapponismo pittorico». Per approfondimenti vi rimando al post di Alberto su questo blog. 

Solas no mas.jpgMolti appuntamenti interessanti anche per gli amanti del Teatro. Venerdì 18 gennaio alle 21.00 il Teatro Asincrono porta in scena al Centro Culturale Altinate San Gaetano un testo inedito per l’Italia, scritto da tre drammaturghi argentini, Jorge Acebo, Javier Daulte y Matìas Herrera: “Non più sole (Solas no mas)”, con Anna Bortolato, Anna Di Stefano, Marco Maguolo per la regia di Eva Coscia. Alessandra e Clara convivono con la loro solitudine nell’attesa di un appuntamento al buio con il quale sperano di vincere la monotonia della loro vita quotidiana.  Sempre venerdì la compagnia Teatro Fuori Rotta sarà invece sul palco del Piccolo Teatro di Via Asolo con lo spettacolo “Spirito Allegro” di Noel Coward. Una coppia di coniugi affiatati, una serata dagli eventi imprevedibili. Un gioco, le cui regole sono dettate da fili nascosti in luoghi impensabili.

Il Teatro Sociale di Cittadella propone una serata dedicata al baletto con la Compagnia “Under 21” della Scuola del Balletto di Toscana, impegnata in “Coppelia”. Le musiche sono di Leo Délibes, mentre coreografia drammaturgia e regia sono ad opera di Fabrizio Monteverde. Nelle parole del regista «Coppelia non è altro che il punto di partenza per un viaggio che ha come meta la ricerca dell’altro, ovvero, l’Amore. E’ solo con questo indispensabile ingrediente che il sangue e la vita riescono a fluire dentro ad un corpo e a dare un senso all’esistenza. La ricerca disperata di voler donare la vita è semplicemente la necessità di amare».

Anna Zago in Bolle.jpgUn inno alla vita, una gustosa ricetta fatta di leggerezza e sostanza, di forza e fragilità, di ricordi e realtà è invece tema portante dello spettacolo “Bolle” al circolo culturale Carichi Sospesi sabato 19 gennaio alle 21.30. La coraggiosa protagonista – interpretata da Anna Zago diretta da Piergiorgio Piccoli –  ricorda la sua infanzia proprio nel momento in cui, dentro di sé, è costretta a nascondere un segreto difficile da esternare e impossibile da accettare. Il presente si intreccia con tutti questi ricordi in una sequenza di immagini, colori, profumi, odori, sapori, sensazioni e nostalgie che, a loro volta, si mescolano tra loro in un delicato intreccio di considerazioni e domande, a volte profonde, a volte puerili, ma con la freschezza di linguaggio e di logica tipica del mondo infantile.

inutile.jpgDopo la la pausa natalizia riprende, sabato 19 gennaio, anche la programmazione del Teatro de Linutile con lo spettacolo “Miles Gloriosus, ovvero morire di uranio impoverito”, commedia scritta, diretta e interpretata dal giovane attore e autore Antonello Taurino, con musiche eseguite dal vivo da Orazio Attanasio. Attraverso il pretesto della farsa teatrale e con la vena dell’ironia e della tragicommedia, in scena prende vita la storia di quell’“Ustica degli anni 2000” che ha portato con sé misteri, vittime, colpe e tribunali. Al termine dello spettacolo verrà presentato il libro, edito da Scienza Express, di Antonello Taurino – con una prefazione di Franca Rame – da cui è stato tratto lo spettacolo.
Una storia che ha del paradossale, con tantissime vittime, ma che è veramente accaduta nel nostro Paese.


grease_box.jpgLa data da segnare in agenda, per i musical maniaci, è quella di venerdì 18 gennaio quando al Gran Teatro Geox andrà in scena la seconda recita di “Grease” che, a 15 anni di distanza dal suo debutto, ha conquistato quasi 1.500.000 spettatori in tutta Italia in più di 1.000 repliche. A Padova il ruolo di Danny è affidato a Riccardo Simone Berdini, mentre protagoniste femminili troviamo Serena Carradori (Sandy) e Floriana Monici (Rizzo). Un appuntamento imperdibile per chi sente nostalgia del rock ‘n’ roll e le atmosfere da fast food, i pigiama party e i motori truccati delle vecchie auto, i giubbotti di pelle e le gonne a ruota, il ciuffo alla Elvis e la brillantina.

haselboeck-martin.jpgPassando dal musical alla musica propriamente detta c’è solo l’imbarazzo della scelta. Due sono gli appuntamenti che vedranno a vario titolo coinvolta questo fine settimana l’Orchestra di Padova e del Veneto. Venerdì 18 gennaio alle 20.45 all’Auditorium Pollini il noto Direttore d’Orchestra Martin Haselböck guiderà l’OPV nell’esecuzione della Sinfonia K 297 “Pariser” delle Danze K 600 n. 1 e n. 5, K 605 n. 3, K 537, K 534, K 607 e della Serenata e Marcia K 320 “Posthorn” di Wolfgang Amadeus Mozart. Mentre sabato 19 doppio appuntamento con “OPV Families&Kids” dedicato ai bambini e alle famiglie alle 10.00 e alle 17.00 in collaborazione con gli Amici dell’OPV. In programma due divertentissimi “atti unici” comici del Settecento: Il maestro di Cappella di Domenico Cimarosa e Il maestro di scuola di Georg Philipp Telemann, che sarà presentato nella coinvolgente forma di “gioco scenico” ideata dal regista Marco Bellussi. Protagonisti Federico Guglielmo, Primo violino e concertatore, il Baritono Marco Filippo Romano e il Coro di voci bianche “Cesare Pollini” diretto da Marina Malavasi.

Domenica 20 gennaio 2013 alle ore 17.00 alla Chiesa di Sant’Antonio Abate, (Collegio Universitario Don Mazza, via Savonarola, 176) è protagonista, infine, la musica sacra e strumentale del concerto “Il Barocco in Germania”. Il Gruppo vocale Caterina Ensemble e l’orchestra da camera Società musicale eseguiranno brani  di Buxtehude, Telemann, Haendel e Bach.  Il ricavato del concerto verrà destinato al progetto Taereshi dell’associazione Bashù onlus, per la costruzione di un pozzo solare in Eritrea.

Menphis experience.jpgNumerosi sono anche i concerti dedicati al blues e al Jazz. Al Terminal Live Music di Padova (Via Palestro), venerdì 18 gennaio è di scena una delle figure storiche del blues italiano, il cantante  e chitarrista padovano Claudio Bertolin con la sua Blues Band. Il repertorio live spazierà dal Blues delle origini al blues elettrico tipico della scena musicale di Chicago fin dagli anni ’40 e ’50. Sabato saranno invece i Memphis Experience, con il loro concerto-tributo alla regina del soul Aretha Franklin a condurci in un viaggio musicale nel South America degli anni ’60 con una scelta muysicale accattivante e ricca di groove, con fiati, assoli e voci corpose e ricche di sfumature. Chiude la programmazione del fine settimana, domenica 20 gennaio l’Aquila-Padova Crossing 4tett, nuova formazione che vanta però al suo interno musicisti affermati sulla scena padovana e aquilana: Leonardo Mezzini alla chitarra, Emanuele Pellegrini al pianoforte, Marco Storti al contrabbasso e Stefano Cosi alla batteria. Partendo dalla musica jazz tradizionale, la arricchiscono con esperienze artistiche molto disparate, dalla musica colta europea dall’800 all’hip hop contemporaneo, unite alla capacità di interagire e condividere idee melodiche ed armoniche proposte in tempo reale da ciascuno dei musicisti.

OMBREdiJAZZ_2012_small.jpgVenerdì 18 gennaio al Fishmarket di via Sarpi concerto rock con il blues virtuoso del chitarrista Enrico Crivellaro, in trio con l’organista Raphael Wressnig all’Hammond e il batterista Silvio Berge, mentre sabato 19 gennaio riprende alla Risorta Osteria del Refosco la rassegna “Ombre di Jazz”, ideata e diretta dal batterista e compositore jazz Tommaso Cappellato. Sul palco della Risorta salirà il Vicentrio formato da Paolo Birro al pianoforte, Federico Malaman al contrabbasso e Mauro Beggio alla batteria. Vicentini di nascita e strumentisti di fama internazionale daranno vita ad un concerto speciale, fiore all’occhiello della rassegna. La centralità del ritmo sarà il punto di partenza per la costruzione di un inedito repertorio e l’esplorazione di ambiti inconsueti su cui improvvisare.

Il laboratorio elettro-acustico della Piccola Bottega Baltazar farà da colonna sonora venerdì 18 gennaio ai Carichi Sospesi. Alla Mela di Newton è invece di scena sabato 19 gennaio i minimalismi elettroacustici di progetto: kevlar.

dimitri.jpgSe il vosto desiderio è invece quello di scatenarvi nella danza vi segnalo che venerdì 18 gennaio al Q-Bar di Piazza Insurrezione è ospite Dimitri From Paris, uno dei DJ più famosi della gloriosa scuola del cosiddetto “French Touch” capace di creare un groviglio elettronico che miscela funky, pop e nu disco post ‘80. Il Big Club propone in questo fine settimana venerdì 18 gennaio la serata ”The Best Of… Disco Revival” dedicata ad inediti video d’annata e pezzi dance che forse alcuni di noi hanno dimenticato. Sabato 19 sarà, invece “Afro Remember”, musica «Old afro funky electro Brasil» rigorosamente in vinile. Infine domenica appuntamento con i balli latino-caraibici di “Karibe Urbano”.

apriti-sesamo-battiato-586x511.jpgUn grande fine settimana all’insegna della musica non può che concludersi con un grande concerto. Live al Gran Teatro Geox, domenica 20 gennaio il maestro Franco Battiato con il tour che segue l’uscita dell’album “Apriti sesamo”. Il concerto sarà un viaggio nelle molteplici personalità musicali di uno degli artisti più raffinati della canzone italiana; Battiato si muove con leggerezza tra pop e arrangiamenti classici, tra elettronica e lirica, tra citazioni colte e ironia. Compositore forbito, cantautore-filosofo, nobile ma mai snob, Franco Battiato ha saputo meglio di tutti coniugare l’anima più avanguardistica e quella più popolare della musica italiana.

Eccoci arrivati anche questa settimana alla fine della nostra carellata degli eventi del fine settimana. Prima di salutarci volevo però segnalarvi un paio di eventi dedicati espressamente ai più piccoli. Oltre agli appuntamenti con la musica di OPV Families&Kids, domenica 20 gennaio 2013 al Teatro Rex di Padova si terrà lo spettacolo “Ciclo, riciclo, triciclo” con la compagnia “Gli Alcuni”. L’obiettivo dello io-riciclo-triciclo.jpgspettacolo è mostrare come dei semplici gesti quotidiani potrebbero tornare estremamente utili per un diverso approccio con il nostro futuro. Si avvale della collaborazione e della partecipazione del pubblico che ritma, con i suoi interventi, l’andamento della narrazione. Sempre domenica, alle 15.30 al Castello di San Zeno a Montagnana, secondo appuntamento con “Domeniche al museo… con mamma e papà!”. Gli operatori didattici dell’Associazione Culturale Murabilia condurranno bambini e adulti alla scoperta della millenaria arte della ceramica e li trasformeranno in artigiani per un giorno. Con “A bottega dal vasaio: decoriamo a graffito” i partecipanti impareranno la tecnica del graffito su ingobbio usata in tempi lontani e con un po’ di argilla, ingobbio e tanta fantasia riusciranno a realizzare la loro opera d’arte. E’ gradita la prenotazione. Per informazioni info@montagnanamurabilia.it.

Direi che a questo punto, dopo aver accontentato grandi e piccini, non mi rimane che augurarvi un bel fine settimana.

A venerdì prossimo

Giuseppe Bettiol
finesettimana@giuseppebettiol.it


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Buongiorno a tutti! padova blog,padova,colli euganei,provincia di padova,turismo padova,veneto,turismo veneto,enogastronomia,turismo enogastronomico,mangiare a padova

Eccomi di nuovo, con un nuovo post in pieno stile culinario, a farvi venire l’appetito e chi lo sa…farvi sperimentare nuove ricette e provare nuovi locali Padovani. 

Tra le mie verdure preferite c’è sicuramente il fiore invernale:  il radicchio, che vorrei mangiare tutto il tempo dell’anno, ma purtroppo e per fortuna deve rispettare una stagionalità, pena: la non freschezza.

Ne esistono svariate specie,  coltivate in tutta la regione Veneto, di Indicazione Geografica Protetta (IGP): il più famoso è certamente il radicchio rosso di Treviso, il radicchio di Castelfranco, il radicchio rosa di Chioggia, il radicchio di Verona e last but not least il radicchio bianco Fior di Maserà.

Il Radicchio Fior di Maserà appartiene alla famiglia delle Composite, del genere Cichorium della specie Intybuse e deriva dal radicchio variegato di Castelfranco, il qualche viene sottoposto ad una tecnica particolare – spiegata molto bene qui – di imbianchimento, inventata negli anni ’20 dagli agricoltori della zona. I cenni storici raccontano che questa prelibatezza amara si affermò nella produzione locale tra il 1860 e il 1870. In quegli anni, inoltre, le piccole aziende traevano da esso grandi profitti che portavano quindi all’aumento della manodopera e quindi all’accrescimento del benessere della popolazione.

padova blog,padova,colli euganei,provincia di padova,turismo padova,veneto,turismo veneto,enogastronomia,turismo enogastronomico,mangiare a padovaLa sua forma e colori sono abbastanza particolari: è caratterizzato da cespi di foglie larghe e tondeggianti, con variegatura di colore di lievi tonalità: dal giallino al verde, screziato di marrone, rosso porporato e viola. La forma ricorda quella di una rosa o di una orchidea (foto: radicchio orchideo). Questa tipologia di radicchio ha un sapore delicato, leggermente dolce , ma con un fondo amarognolo. Le proprietà sono molteplici: depurative, diuretiche, toniche e lassative, facilita la digestione ed è tollerato da tutti gli stomaci. Infine è particolarmente indicato per chi ha problemi di pelle, artrite e di reumatismi e.. quando lo acquistate prestate attenzione alle foglie, le quali non devono essere appassite o troppo bagnate.

Come non festeggiare questa risorsa culinaria per il territorio? Eccovi accontentati! per chi fosse amante e passasse per Maserà, vi informo che Sabato 19 e domenica 20 gennaio 2013, dalle 10.00 alle 19.00 presso la Piazza del Municipio di  Maserà di Padova si svolge l’annuale edizione di “Radicchio in festa”. L’ingresso è libero e ci sarà la mostra mercato dei radicchi padovani e dei prodotti tipici locali. Non potrà di certo mancare l’organizzazione di eventi, spettacoli e la degustazione del risotto con radicchio bianco “Fior di Maserà”.

Non potendo essere presente alla sagra sopracitata, poiché tornerò nella mia amata città solo a fine mese, ho già deciso di organizzare una cena con gli amici presso un nuovo e curioso locale situato in via Zabarella n. 23 a Padova, denominato simpaticamente Gourmetteria. Ne ho saputo dell’esistenza da un mio contatto Instagram, il quale a sua volta ha Instagrammato una foto di una birra descrivendola così: “la giusta alchimia e il perfetto equilibrio tra luppolo e radicchio trevigiano. Color ambra rosso,  ha un gusto fresco, connotato da un lieve retrogusto amarotico e inconfondibile.”

padova blog,padova,colli euganei,provincia di padova,turismo padova,veneto,turismo veneto,enogastronomia,turismo enogastronomico,mangiare a padovaSecondo voi potrò fare a meno di provarla? 
Certamente no!

Ovviamente, fanatica dei social a 360°, ho girovagato nel webbi ottenendo alcune simpatiche info su questo localino, sia su TripAdvisor che su Foursquare è ben quotato e i tips sono positivi: “Più che un wine bar é un vero ristorante – libreria con una ricca selezioni di vini. Scoperto per caso alla fine del mio soggiorno a Padova, offre un ambiente molto gradevole, piatti tutti espressi e molto curati ad un prezzo molto contenuto e, last but no least, un personale efficiente e simpatico.” Insomma, se capitate lì, lasciate un commento in più anche voi, io farò log-in con l’account foursquare del Blog di Padova.


Salute!
S.

silviatiberto@gmail.com
@la_tibby 

 

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Buon lunedì a tutti! Che TRISTEZZA! Per uno che ama la propria città, aprire il giornale come ho fatto qualche giorno fa e leggere articoli come questo dal titolo “Dormire è un diritto. Il Ghetto insorge contro lo spritz”, fa male, molto male! (foto sulla destra presa da “Il Mattino di Padova” online) Può sembrare esagerato ma vi assicuro non lo è…E’ più forte di me, sono cose che mi fanno proprio male. Padova è una città universitaria vissuta da moltissimi giovani e questa è una ricchezza, anche se qualcuno di questi giovani eccede nell’alcohol e quindi eccede nella maleducazione. Padova potrebbe essere una città con una vitalità molto più accentuata, attrarre più turismo, offrire servizi e opportunità per uno stile di vita da città europea invece di tanto in tanto escono fuori queste lamentele da paesotto…

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Intendiamoci, posso capire il disagio di questi residenti con le finestre che danno su vicoli stretti del ghetto dove il rumore si propaga e rimbalza contro le pareti delle case-torri e si propaga (foto a sinistra dall’account flickr di Simosprizz) ma leggendo questi articoli pare che la soluzione prospettata o la richiesta velata sia quella di anticipare ancor di più la chiusura costringendo gli esercenti a chiudere definitivamente. Fatemi capire cari residenti, sarebbe questa la soluzione? Chiudere il centro e lasciarlo in mano agli spacciatori? Personalmente riterrei più sensato pensare a qualche progetto tramite il quale fossero i giovani stessi ad essere responsabilizzati, ferma restando una maggior tolleranza da parte dei residenti di un centro storico, non di un quartiere dormitorio o di una zona di campagna.

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BASTA!!! Da cittadino padovano, non residente in centro storico, sono esasperato almeno quanto questi miei concittadini che non riescono a dormire. Sono anni, troppi anni che leggo di proteste dei residenti che hanno di fatto portato solo ad una crescente desertificazione del centro storico il cui effetto è stato quello di attirare presenze decisamente meno rassicuranti. Insomma ho quasi il timore che molti di questi residenti o forse, più probabilmente, qualcuno di particolarmente influente, consideri il centro storico come un’estensione del proprio salotto! No, non funziona così. IL CENTRO STORICO NON APPARTIENE AI RESIDENTI così come non appartiene a giovinastri/e che non reggono l’alcohol e non sanno comportarsi civilmente!

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Ovunque, nel mondo, una città che vuole proporsi anche come città turistica come mi pare voglia fare Padova, oltre ad offrire bellissime attrazioni culturali da visitare, organizzare mostre ed eventi, valorizzare i prodotti enogastronici dal territorio, cerca di offrire anche qualcosa in termini di divertimento, spettacoli, vivacità e vitalità serale/notturna. Io da padovano, amante della mia città, sarei felice se la mia città offrisse di tutto e di più, se i turisti, se le persone che vengono a lavorare qui, se gli studenti fuori sede, gli erasmus, se la gente di passaggio testimoniasse e toccasse con mano una Padova aperta, dove la sera, dopo aver lavorato o studiato, si possa uscire in tutta serenità, cenare anche tardi, ascoltare un po’ di musica dal vivo, chiaccherare e ricaricare le energie per ripartire il giorno dopo (nella foto sulla sinistra una mia foto di un concerto presso “La Mela di Newton”, circolo Arci ed uno dei pochi locali del centro storico che propone musica dal vivo)

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Sempre dalle pagine de “Il Mattino di Padova”, l’assessore Marco Carrai (immagine da padovanet), ovviamente a conoscenza di questi problemi dice “Con la nuova normativa nazionale i bar possono tenere aperto 24 ore su 24, sempre. Tutti i giorni. Noi stiamo difendendo con i denti l’ordinanza che impone la chiusura a mezzanotte che ci sta costando diversi ricorsi al Tar“(leggi l’intero articolo). Ma val la pena difendere questa ordinanza contro una normativa nazionale? Aggiunge Carrai  “Capiamo l’esigenza dei ragazzi di trovarsi la sera, non possiamo di certo impedire che restino a chiacchierare oltre l’orario di chiusura del bar ma invece siamo intransigenti con chi fa il furbo e somministra bevande oltre la mezzanotte. Mi pare un buon equilibrio“. 

No, secondo me no, non è un buon equilibrio…è vero gli studenti fuori sede ed i turisti non votano ma le poliche urbane di una città come Padova dovrebbe includere tutti i city users della città per cui a mio avviso l’ordinanza di chiusura anticipata dei locali a mezzanotte è troppo penalizzante per la città! Parlando con alcuni baristi del centro storico ho scoperto che capita di mandare via, non senza imbarazzo immagino, compagnie o gruppetti di turisti italiani e anche stranieri che si sarebbero trattenuti oltre la mezzanotte…

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Si parla e si vuole, giustamente, valorizzare il turismo congressuale con la realizzazione del nuovo centro convegni dietro la Fiera e poi è questa l’accoglienza che riserviamo a chi viene in città da tutta Italia e da tutto il mondo? Gli impediamo di bere una birra oltre la mezzanotte? Non gli facciamo trovare locali che facciano musica dal vivo in centro storico? Mi pare ce ne siano pochini…Non credo che la città ne ricavi una buona immagine…Come evidenzia la tabella sulla sinistra (da N. Leotta “Città multifunzionale per una domanda multimotivata”) i “consumatori urbani” o city users o semplicemente i fruitori di una città non sono solo i residenti e quindi turisti culturali, convegnisti, lavoratori, studenti esprimono una domanda di servizi che a volte indipendente rispetto a quella dei residenti ma che andrebbe comunque soddisfatta.

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Mauro Cinefra, responsabile Fiepet della Confesercenti, ha scritto una lettera aperta ai residenti del ghetto ricordando come la Confesercenti sia “ il punto di riferimento per un numero rilevante di baristi del centro storico di Padova e del ghetto. Cercano da sempre una pacifica convivenza con i residenti.Collaborano con la nostra mediazione a cercare le buone prassi che permettano la quadratura del cerchio ovvero la redditività economica delle loro aziende e il diritto sacrosanto dei residenti di vivere e dormire in Ghetto.

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Ricorda inoltre Cinefra che gli esercenti hanno dovuto accettare moltissime limitazioni e restrizioni nell’esercizio delle loro attività tali da far desistere più di qualcuno nel proseguire la propria attività e comunque da mettere in seria difficoltà chi continua ad alzare le serrande del proprio locale. Conclude Cinefra “Siamo disponibili al dialogo ma a tutto c’è un limite, l’emorragia culturale, economica, di vivibilità di una zona delicata di Padova deve essere arrestata. Un centro, un ghetto vuoto di residenti, di attività economiche, di manifestazioni musicali, culturali, di mercati, non ha senso. E’ pronto per la consegna alla delinquenza occasionale o organizzata locale o di importazione. Non ce lo possiamo permettere, nessuno di noi. Le assunzioni di responsabilità ce le siamo prese tutte e ribadendo la disponibilità al dialogo e condannando infrazioni e inciviltà che consigliamo ai residenti di denunciare, non possiamo tollerare la morte del ghetto e del suo indotto (centinaia di persone e famiglie che vivono di questo). Continuiamo a collaborare con il Comune di Padova per trovare un giusto equilibrio che permetta a chi la fruisce residenti city users e turisti di trovarla viva e attrattiva. No invece a un suicidio assistito del ghetto perchè il silenzio che verrà quello si sarà per sempre.

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Come non essere d’accordo? Ma ci rendiamo conto che in centro storico si possono contare sulle dita di una mano i locali che propongono musica dal vivo, (a destra un’immagine del concerto per la festa del ventennale dell’Anfora di via dei Soncin) e si avanzerebbero probabilmente delle dita? Ci sono molti eventi, molte iniziative organizzate a Padova che noi stessi di questo blog nel nostro piccolo cerchiamo di promuovere, ma la regola è che a mezzanotte chiude tutto e che da ben prima il centro storico inizia a svuotarsi ed è nella desertificazione che i luoghi, le vie, le piazze possono essere occupate da gente con intenzioni malavitose a danno delle percezione di sicurezza degli stessi residenti del centro storico. 

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Quest’estate in seguito ad un’aggressione in Piazza dei Signori ad una studentessa spagnola a Padova per l’Eramus, una madre ed una cittadina, Elisabetta Beggio, residente in centro storico ha deciso di impegnarsi in prima persona dando vita al “Movimento del buonsenso” con l’intento di proporre, con un atteggiamento costruttivo, iniziative concrete per contribuire alla soluzione dei problemi e al miglioramento della città (leggi qui). Ebbene, da quest’estate il “Movimento del buonsenso” ha, ad esempio, promosso una raccolta firme per chiedere l’annullamento dell’ordinanza di chiusura ancicipata a mezzanotte dei locali o quantomeno posticipata raccogliendo il sostegno di molti esercenti. La raccolta firma è giunta a quota 4740 ma la petizione continua. La richiesta nasce proprio dalla consapevolezza del ruolo di presidio sociale che esercizi e clienti possono rappresentare a favore della sicurezza di chiunque viva la città. Non solo raccolta firme comunque…Il Movimento del Buonsenso ha inoltre ideato e, assieme agli esercenti che hanno aderito, sta portando avanti il progetto “Agorà”, un’iniziativa grazie alla quale si vuole allargare lo spazio pubblico anche all’interno dei locali (permettendone la frequentazione ad orari e giorni stabiliti senza obbligo di consumazione), spazio pubblico inteso come luogo di dialogo, di incontro perchè è proprio dall’incontro e sopratutto dal confronto tra persone anche le più diverse tra loro che possono nascere idee, collaborazioni, stimoli che non sono possibili se ognuno si ritirasse sempre nella propria abitazione. Il progetto Agorà non si ferma certo quì. Il Movimento del Buonsenso, anche con la collaborazione di persone incontrate lungo il cammino, come il sottoscritto, vuole portare all’interno di questi locali eventi, cultura e divertimento e tutto quanto si riuscirà ad organizzare per ravvivare il centro storico e per offrire delle alternative a quei giovani che si sono adeguati a far serata solo bevendo in compagnia, alcuni dei quali eccedendo con il tasso alcolico, sono senz’altro tra i responsabili degli schiamazzi che tanto disturbano i residenti. Abbiamo già messo tanta carne al fuoco in questo post ma del Movimento del Buonsenso e delle sue iniziative parlerò in modo più approfondito la prossima settimana! 

Alberto Botton

Mail to: vpadovablog@virgilio.it 

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IMG_0276.JPGBuon venerdì! Preferisco non chiedervi com’è andata la prima settimana di rientro dopo le feste natalizie visto che, molto probabilmente, non riceverei altro che mugugni ed insulti. Spero comunque che abbiate avuto modo, tra un panettone e una sciata, anche di riposarvi un po’ per tornare belli tonici per questo fine settimana che va da venerdì 11 a domenica 13 gennaio. Se è vero infatti, come ci siamo detti venerdì scorso, che l’”Epifania tutte le feste porta via” a vedere gli eventi in programma per questo week end a Padova e Provincia verrebbe proprio da esclamare “e per fortuna!”. La città sta riprendedo i suoi ritmi abituali, risvegliandosi dal letargo festivo, e ricominciando ad offrire quel ricco carnet di eventi a cui siamo affezionati e di cui abbiamo sentito la mancanza nelle due settimane passate.

solo duo.jpgCoinciamo con la musica classica che in questo fine settimana propone tre appuntamenti di spessore. Si comincia venerdì 11 gennaio alle 20.45 all’Auditorium Pollini con gli Amici della Musica di Padova che propongono il concerto “Solo Duo” con Matteo Mela e Lorenzo Micheli alla chitarra. Partendo da Les guitares bien tempérées op.199 di Mario Castelnuovo-Tedesco, i due virtuosi delle sei corde proporranno un raro repertorio a due- Rossini, Debussy, Giuliani- e  importanti brani solistici di De Falla e Britten dedicati a Debussy e John Dowland.

Nell’ambito della XX Stagione Concertistica Internazionale 2012-2013, domenica 13 gennaio 2013 alle 16.00 a Palazzo Zacco Armeni (Prato della Valle 82), l’Associazione AGIMUS di Padova offre, il recital pianistico di Sasha Grynyuk. Il pianista, vincitore del Primo Premio BNDES International Piano Competition di Rio di Janeiro, e primo premio al Grieg International Piano Competition (Norvegia), eseguirà musiche di Bach, Busoni, Haydn, Beethoven, Gulda, Stravinskye Agosti.

Tchaikovsky e il suo immortale “Lago dei Cigni” sono invece protagonisti al Gran Teatro Geox venerdì 11 gennaio 2013 alle 21.15. Sul palco della struttura di Corso Australia salirà il Balletto di San Pietroburgo, diretto da Kirill Šmorgoner, coreografo, Artista Emerito di Russia, maitre-de-ballet, vincitore di numerosi concorsi di balletto internazionali. Al momento ci sono ancora biglietti disponibili.

zerocalcalre.jpgSempre dal Geox partiamo per la nostra carrellata dei concerti di musica leggera del fine settimana. Sabato 12 gennaio è il turno di Alice, affascinante e poliedrica voce della musica italiana che presenterà al pubblico padovano “Samsara”, nuovo album di inediti prodotto da Steve Jansen, Francesco Messina e Marco Guarnerio.
Molti sono gli spazi e i locali che riprendono la loro attività in questo fine settimana. A cominciare dal C.S.O Pedro che propone venerdì e sabato due appuntamenti decisamente interessanti. L’11 gennaio alle 21.00 si terrà in via Ticino 5 la presentazione del nuovo fumetto, edito da Bao Publishing, “Un Polpo alla Gola” di ZeroCalcare, artista che vanta prestigiose collaborazioni con il quotidiano Liberazione, il settimanale Carta e il mensile XL di Repubblica. A partire dalle 23.30 U.Net & DJ Stile (RomeZoo) presentano “Louder Than a Bomb” esperimento letterario e musicale, mix tra una lezione di storia hip hop e uno spettacolo teatrale. Un viaggio attraverso le origini e l’esplosione dell’hip hop, quando da cultura underground radicata nell’ambiente urbano divenne un fenomeno mainstream con largo seguito nelle aree suburbane. Cambio di genere musicale per sabato 12 dicembre con la “Padova Reggae Dancehall Connection”, gigantesco dj set a base di Ska, Rocksteady, Roots, Rub A Dub, Dancehall e Hip-Hop. Tutto da ballare.

cipria.pngInteressante esperimento di clubbing night al femminile quello proposto sabato 12 gennaio al Fishmarket con la prima serata di “Cipria”. Al dancefloor, che ospiterà il producer e dj californiano Baptiste Zimmer, si alterneranno un’atmosfera da salotto pomeridiano, con cupcakes e marshmallow per tutti, un punto d’instant styling, l’esposizione della collezione di una giovane fashion designer-“Passato Imperfetto” di Maria Cristina Cerulli– e l’allestimento a tema “Mirror Mirror” a cura delle Cornacchie della Moda. “Non è la festa della donna– assicura l’organizzazione- quindi gli uomini sono ben accetti”. La sera prima, venerdì 11, sempre il Fishmarket ospiterà Madaleine, progetto electro-rock del cantante dei Nomadi Cristiano Turato.

1000Brasili2.jpgDoppio appuntamento con la musica anche al Circolo La Mela di Newton di via della Paglia. Venerdì 11 gennaio Andrea ‘Enea’ Rigato e Francesco Mattarello presentano “1000 Brasili”, un viaggio nelle musiche popolari del paese sudamericano con brani di musica Sertaneja, Caipira, Gauchesca, di Baião, di Forró, riarrangiati e, a volte, tradotti. Sabato 12 gennaio sarà invece la volta del folk singer italiano Vincent Casanova in arte “The Man and The Lake”. Suggestive atmosfere a base di chitarra, banjo, mandolino e ukulele.

Se la vostra passione è invece il Fado non potete mancare venerdì 11 gennaio ai Carichi Sospesi di vicolo Portello 12. Luisa Erano alla voce e Guido Rigatti alle chitarre, violoncello e liuto portoghese, ci riempiranno dello “stupore, malinconia, commozione improvvisa e apparentemente immotivata, visioni, percezione del proprio battito cardiaco” provocati da questa musica nata a Lisbona e Coimbra per poi diffondersi, in maniera quasi virale, in tutto il mondo.

Guido Rigatti2.jpgSabato 12 gennaio sarà, invece, l’ultimo appuntamento con la rassegna Teatro per Amore dedicata alle compagnie non professioniste. Sul palco dei Carichi Sospesi la compagnia Teatronexus porterà in scena Salt Lake City, “amara buffonata” in 2 atti, di Marco Silvestrini. Sette storie, collegate fra loro, di sette ragazzi, fra studenti e lavoratori, della provincia americana che per una ragione o per l’altra, vogliono recarsi a Salt Lake City, punto di partenza o di arrivo di una vita pronta a decollare o ad atterrare definitivamente. Uno spettacolo “per gli anni ’70, dagli anni ’70, dedicato agli anni ’70. Non è uno spettacolo SUGLI anni ’70. I fatti che li riguardano prendono vita nel 1972, ma è un tempo arbitrario, perché come eterne e senza definizioni sono le pulsioni che muovono questi personaggi, allo stesso modo senza limiti è il tempo che scorre, avanti e indietro. In questo senso la pièce è un viaggio nei concetti e nei fatti precedenti e successivi a questa epoca”.

verdi.jpgE’ ripresa, dopo la pausa natalizia, anche la stagione teatrale del Teatro Verdi. In cartellone questo fine settimana la piece “Oscura Immensità”, tratta dal romanzo “L’oscura immensità della morte” di Massimo Carlotto, con Giulio Scarpati e Claudio Casadio e la regia di Alessandro Gassmann. Nel romanzo Carlotto racconta un tragico fatto di cronaca, avvenuto nella provincia del nord-est italiano, mettendo a confronto vittima e carnefice, entrambi lacerati da rispettivi drammi personali. “Chi deve perdonare colui che ha commesso un delitto e che sta scontando una pena detentiva o è rinchiuso nel braccio della morte? I familiari della vittima o lo Stato? O entrambi?” si chiede l’autore- La ragione, la politica, la religione, la filosofia non sono ancora riuscite a dare una risposta esauriente e in grado di soddisfare coloro che hanno sofferto il danno irreparabile della perdita di un loro caro, per mano assassina, perché prevalgono sentimenti ancestrali che offuscano, accecano, trasformando l’esistenza in una oscura immensità”.

occidente-solitario.jpgAl Teatro Mpx la Compagnia Gli Ipocriti mette in scena, venerdì 11 gennaio 2013 alle 21.00 “Occidente Solitario” di Martin McDonagh con Claudio Santamaria e Filippo Nigro. Regia di Juan Diego Puerta Lopez. “Una commedia nera, concentrata in una stanza, dove delirio e stravaganza s’incontrano con umorismo e cinismo, confessioni senza salvezza si alternano a suicidi e vecchi omicidi di famiglia.– questa la sinossi del regista-  La crudeltà si sottrae alla morale e si manifesta come gioco, ritmo, energia e se i personaggi aprono bocca è per insultare, rivendicare o compiangersi. La giusta chiave di lettura di questo testo ce l’ha indicata Samuel Beckett quando ha affermato: “Non c’è niente di più comico dell’infelicità”.

Mostra Madagascar_AAC1786.jpgChiudo questa lunga panoramica segnalandovi l’apertura, a partire da sabato 12, della mostra fotografica di Massimo BrancaMadagascar. Une belle vie, une belle mort” al Sottopasso della Stua in largo Europa. Massimo Branca e Riccardo Bononi raccontano il rituale del Famadihana nel cuore rurale del Madagascar. Ogni tre anni le famiglie dei malgasci si riuniscono attorno alle tombe, riesumano gli antenati e per tre giorni e tre notti ballano con loro, bevono insieme rum artigianale, mangiano a sazietà, parlano con loro e li aggiornano su quanto è successo al villaggio. Dalle fotografie emerge il rapporto con la morte di un popolo, la commistione temporanea tra vivi e morti, con un’attenzione all’alterità che si riflette anche nelle immagini, tra movimenti di massa, terra rossa, band musicali e sacrifici di zebù.

Che altro dirvi? Mi auguro che passiate un piacevole weekend nella nostra bellissima città. Se siete qui di passaggio vi ricordo i siti del Consorzio di Promozione Turistica di Padova e del Turismo Padova Terme Euganee. Nonchè il portale Padova Cultura, dove potete trovare tutti gli eventi che mi fossi eventualmente dimenticato di segnalare

Ci rivediamo venerdì prossimo.

Buon fine settimana

Giuseppe Bettiol
finesettimana@giuseppebettiol.it

 

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Buongiorno a tutti! 

Bentornati dalle vacanze e dalle abbuffate, due settimane fa, Alberto mi ha chiesto di non parlarvi di cibo e vino e di variare tenendovi compagnia con un post dedicato a Padova e a quello che amo della città Patavina. Questa volta non ho resistito, stuzzicherò il vostro immaginario parlandovi delle zone vitivinicole padovane, e chi lo sa, magari vi porterò a passare la primavera tra le nostre splendide colline e non.

Nel padovano sono presenti 5 zone vinicole i cui prodotti sono riconosciuti dal disciplinare della produzione DOC: Colli Euganei, Bagnoli di Sopra, Vini Doc della Riviera del Brenta, Merlara, Corti Benedettine.

 

La zona vinicola che spicca per la maggiore è certamente quella dei Colli Euganei, il Consorzio Vini DOC Colli Euganei certifica la qualità di 13 vini a denominazione di origine controllata: Bianco Colli Euganei, Cabernet franc, Cabernet Sauvignon, Chardonnay, Fior d’Arancio diventato nel 2011 DOCG, Merlot, Moscato, Novello, Pinello, Pinot Bianco, Rosso Colli Euganei, Serprino e Tocai Italico.

Un’altra zona che amo particolarmente è quella di Bagnoli di Sopra ai piedi dei Colli Euganei. Il Consorzio Vini D.O.C. di Bagnoli racchiude il territorio anticamente noto come lo “Stradon del Vin Friularo”, dove ancora si preserva il vitigno autoctono Friularo, base per la vinificazione di quasi tutti i rossi e proposto come monovitigno in diverse varianti, tra i miei preferiti il passito friularo: denso, dolce, fruttato e avvolgente come un succo nobile.

Passo poi ai vini della Riviera del Brenta conosciuta in tutto il mondo per le sue antiche ville venete. Essa è costituita da un territorio attraversato dal fiume Brenta che da Padova sfocia nella laguna veneziana. Questa zona ha un’antica tradizione vitivinicola che risale come origine all’impero romano per poi trovare la vera diffusione con la Repubblica di Venezia, che utilizzava le terre della Riviera del Brenta per la produzione del vino sia per uso interno sia per il commercio nelle terre di loro conquista mercantile.

Una zona a me poco conosciuta, anche se più vicina a me, è la zona DOC Merlara, la quale è stata approvata con la vendemmia del 2000. La zona si estende sui comuni padovani di Merlara, Urbana, Castelbaldo, Montagnana, Casale di Scodosia, Masi e sui comuni veronesi di Bevilacqua, Boschi S. Anna e Terrazzo. Il 26 Gennaio 2001 è stato costituito il Consorzio di Tutela.

Ed infine, ma non meno importanti, i vini DOC delle Corti Benedettine, sono invece prodotti nel territorio della Bassa Padovana incuneato tra Venezia e il Polesine, seguendo l’antichissima tradizione della viticoltura mantenuta nella zona grazie all’attività agricola dei monaci del convento di Correzzola.

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Come già detto svariate volta, non sono né laureata in Enologia e né sommelier, ma questo mondo ha iniziato ad affascinarmi da diversi anni. La mia passione è accresciuta dopo aver curato la comunicazione online per due cantine abbastanza conosciute: Ca’ Lustra sui Colli Euganei e Perlage tra le colline di Soligo, nel cuore del Prosecco DOCG di Conegliano – Valdobbiadene.

Vi è mai capitato di trovarmi ad una cena, dove qualcuno conta su di voi sulla scelta di un vino, oppure chiede un vostro parere sulla bontà di esso? A me sì! Ed è anche per questo che ho iniziato ad avvicinarmi all’affascinante mondo di bacco.

Ad oggi, non sono un’esperta, penso di saperne qualcosa, amo riconoscere i profumi del vino e andare alle degustazioni organizzate e scoprire abbinamenti possibili.

Due anni fa, non sapevo molto del vino, conoscevo solo alcuni piccoli dettagli, come ad esempio la sequenza: Vista – Olfatto – Tatto e Gusto. Attualmente sono aspirante sommelier, ma non sono ancora riuscita a frequentare il corso per diventare un’esperta e affinare il mio nasino.

Le opportunità sono svariate per avvicinarsi al mondo del vino: dalle più economiche e “sobrie” alle più professionali e costose.

Le più economiche sono sicuramente quelle tenute all’interno delle cantine, direttamente dall’enologo o della responsabile marketing, ad esempio, mi sento di suggerire il corso di “avvicinamento al vino” tenuto da Francesca Salvan della Cantina il Pigozzo di Due Carrarre, Padova.

Come i neofiti sapranno, esistono ben due associazioni, spesso rivali in termini economici: AIS e FISAR. La delegazione di Fisar Padova ha da pochi giorni attivano il primo livello sommelier, che si terrà presso il Bar New Style di Conselve, anziché nella prestigiosa sede di Arti e Mestieri di Padova.

Infine, gli affollati corsi  di AIS Delegazione di Padova, la quale, da sempre è richiestissimo e la quantità di gente a mio parere non permetterebbe di seguire un buon corso. Se non potete permettervi un corso dal costo esagerato, non c’è niente di più bello che leggersi un libro, viaggiare, scoprire ed annusare, magari come faccio io con  il mio mentore Andrea Fasolo, quasi enologo e “contributor” free lance per la rivista online Lavinium.

Vi lascio con un simpatico video, le basi partono da qui, o quasi… 

 


 

Salute!

S.
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