18_padova_ghetto.jpgPer la categoria “Le strade di Padova” quest’oggi ho pensato di parlarvi di via San Martino e Solferino, la via principale di quello che era il ghetto di Padova. A pochi giorni dalla giornata delle memoria (27 gennaio) ho pensato di scrivere riguardo a quello che era l’esempio più evidente nelle città delle segregazione e della discriminazione di una comunità nei confronti di un’altra.

P1050981.JPGRicordo che l’idea della categoria del blog “Le strade di Padova” mi è venuta dal libro di Giuseppe Toffanin, “Le strade di Padova” e di cui potete leggere quì. Sempre quando devo parlare di una via leggo la voce sul libro di Toffanin e vi riporto dei brani come il seguente. “Il nome di via San Martino e Solferino è una celebrazione di una sanguinosa battaglia tra le forze austriache e i franco-piemontesi che si combattè il 24 giugno 1859 e sancì la fine della seconda guerra d’indipendenza. In precedenza la via era suddivisa in Strada Sirena (da un’insegna di una bottega), strada Urbana (per la Chiesa di S.Urbano) e via Casin Vecchio (esistendovi nell’ex palazzao Buzzacarini un circolo di nobili). Il primo tratto, a levante, comprende l’ex ghetto, istituito nel 1603. Quando i francesi nel 1797 abbatterono le porte dichiarando l’uguaglianza degli ebrei, via Serena prese il nome di via Libera.  Più avanti, oltre l’intersezione con via dei Fabbri, laddove la strada si allarga formando una piccola piazzola c’era la Chiesa di S. Urbano dei monaci benedettini di Praglia; un chiostro del monastero (protendendosi fino a Piazza delle Erbe) è ancora rimasto in parte ed è visibile  all’interno di un portone d’angolo. Demolita la chiesa si aprì l’albergo delle Animette, popolare nell’Ottocento e di modeste pretese, mentre nell’edificio d’angolo con via Soncin c’era il Caffè Gobbato poi Osteria delle Anemette, ritrovo di studenti e scariolanti del vicino mercato delle erbe. Ancora si vedono due medaglioni (vedi la foto a sinistra) con Tiziano  e Raffaello: Luigi Gobbato era appassionato d’arte, e li volle, ma subito gli studenti ribattezzarono i ritratti “Gobbato e sua moglie”.

P1060006.JPG“Il ghetto, “Loco stabile et separato, deputato agli Ebrei; né alcun cristiano in quello possi star, overo tegnir botéga”, come diceva un avviso del 1603, era chiuso di notte da quattro porte sorvegliate ciascuna da un ebreo e da un cristiano, pagati dalla Comunità Ebraica: quella settentrionale in via delle Piazze, poco a sud di San Canziano; quella orientale, la porta di Santa Giuliana, fatta costruire dal podestà e dal gran consiglio, in via San Martino e Solferino un tempo via Sirena, vicino allo sbocco in via Roma; quella occidentale nella stessa strada, prima dell’incontro con via dei Fabbri; quella meridionale in via dell’Arco, dove confluisce in via Marsala (ho indicato con dei trattini neri le porte sulla mappa a fondo pagina!). Queste porte impedivano l’uscita degli ebrei dopo le due di notte; nel 1797 furono abbattute e gli ebrei vennero chiamati a far parte della municipalità. Rimangono tracce dei cardini presso il lato occidentale della Chiesa di S. Canziano e presso una parete di un edificio all’incrocio di via S. Martino e Solferino con via Roma (vedi i cardini segnalati con le freccine in giallo, foto che ho fatto ieri pomeriggio), dove due lapidi, una in latino e l’altra in ebraico, ricordavano agli ebrei di ritirarsi all’interno del loro quartiere al tramonto.

P1050997.JPGNel ‘600 quasi tutti gli Ebrei d’Italia sono ormai rinchiusi nei ghetti. Nessun ebreo può abitare fuori del ghetto, né uscirne senza il “segno giudaico” (rotella gialla o bianca e rossa, o cappello giallo, o con nastri gialli o velo giallo). Soltanto la Repubblica Veneta permetteva agli Ebrei di passaggio di girare tre giorni senza. Nel ‘600 nel Ghetto vi erano ben 63 frequentatissime botteghe in cui si vendeva di tutto. Gli ebrei esercitavano però soprattutto l’arte della “strazzeria”, il piccolo commercio di cose usate, con le loro botteghe assai frequentate. Molti si dedicarono all’industria degli argentieri da loro iniziata e portata a grande sviluppo, fino al 1777 quando la Repubblica Veneta permise di esercitare il solo mestiere della “strazzaria”. Visto che non erano ammessi presso le corporazioni di Arti e Mestieri, praticavano il prestito del denaro, attività vietata ai cristiani e che garantì a molti prestatori il diritto di residenza grazie all’intercessione dei Signori feudali, che avevano sempre la necessità di procurarsi rapidamente il denaro per mantenere le proprie milizie. Ai loro “banchi” ricorrevano studenti e professori per prestiti e pegni. Il primo banco ufficiale gestito da un ebreo risale al 1372 preso ponte Molino; un altro cominciò la sua attività nel 1369 in piazza delle Legne (attuale Piazza Cavour), dove pare sorgesse anche una sinagoga. Pian piano le loro attività cominceranno a gravare intorno alla zona dove sorgerà successivamente il ghetto” (fonti: www.padovanet.it).

P1050995.JPGDato che agli ebrei era vietato risiedere altrove, come a Venezia, le case del quartiere, eterogenee e spesso ricche di elementi di recupero, si sono sviluppate in altezza e, nonostante le trasformazioni e i rifacimenti, conservano ancora l’impianto romanico. Di particolare interesse le quattro colonne con capitelli tutti diversi in via San Martino e Solferino, di fronte all’imbocco di via dell’Arco. In via dell’Arco si trova l‘Hotel Toscanelli, un tempo sede dell’Accademia Rabbinica, di cui oggi conserva ancora un caminetto con lo stemma della famiglia Salom.

Image00018689.jpegSempre in via dell’arco, all’incrocio con via Spirito Santo e via Marsala si possono ancora osservare le case-torri sopraelevate, tipiche del quartiere ebraico. Palazzo Strozzi, al n. 37 di Via S. Martino Solferino, fu sede delle attività economiche dell’esule fiorentino Palla Strozzi che nel 1434 giunse a Padova. Si narra che il vecchio mercante controllasse i suoi garzoni che tenevano un banco in Piazza delle Erbe dal balconcino sotto il portico. Poco oltre, attraverso un sottoportico, si raggiunge la Corte Lenguazza, con loggetta e ruderi della vecchia Sinagoga. In passato costituiva l’animato centro sociale e religioso del quartiere: qui vi si potevano acquistare gli azzimi e la carne preparata secondo i rigidi precetti ebraici. Nella foto a sinistra, sopra a quella delle case-torri di via dell’Arco la sinagoga rimasta in funzione con la lapide commemorativa della shoah che vedete sulla destra.

P1060002.JPGVerso est, in Via delle Piazze, sorgeva la prima grande Sinagoga di rito tedesco (ora nota come Palazzo Antico Ghetto, vedi il palazzo rosa sulla destra) che fu inaugurata nel 1525 e che nel 1943 venne distrutta da un incendio. Il suo restauro è stato terminato nel 1998.

mostra.jpegAl pianterreno del Palazzo dell’Antico Ghetto di via delle Piazze è aperta fino al 13 febbraio la mostra di  pittura (sulla sinistra particolare di un’opera preso dal sito) di Marta Czok intitolata “I bambini nella guerra e nella Shoah” organizzata dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Padova con il Patrocinio della Comunità Ebraica di Padova. Leggi la dichiarazione dell’artista in merito a questa sua esposizione e a quanto vuole trasmettere. Di seguito un breve brano della dichiarazione. “… Si dice che dovremmo imparare dalla storia ma l’unica lezione che la storia ci insegna realmente, e a fondo, è che non impariamo niente – così le guerre continuano e le loro vittime principali sono sempre i bambini. Pertanto il mio tema, pur avendo avuto inizio mezzo secolo fa nel mio paese d’origine, comprende tutte le giovani vittime, chiunque siano, dovunque siano e, tristemente, dovunque saranno.[…]” – Marta Czok.

ghetto.jpegIntervenuta l’emancipazione degli ebrei nel 1797 e apertosi il quartiere, le bottegucce rimasero tali, modestissime se non misere: rigattieri, alimentari, rimesse. Ora la zona chiamata Ghetto è una delle più belle e caratteristiche di Padova. La bellezza del ghetto sta nelle sue vie anguste, nelle suggestive facciate di alcuni palazzetti, nelle altissime abitazioni, nelle piccole botteghe d’antichissima tradizione, che si sono diffuse anche nelle vie circostanti dopo la soppressione del Ghetto. Oggi in questa suggestiva zona si concentrano molte enoteche e localini tipici così come diverse botteghe di stampe e libri antichi e di antiquariato. Molti edifici sono stati restaurati mantenendo però il loro originario aspetto. Nella via ha sede lAssociazione “In Ghetto” nata 15 anni per promuovere culturalmente e commercialmente un’area ancora poco conosciuta tra i padovani stessi dal cui sito potete leggere questo itinerario corredato da immagini. Antonio Ciscato, negli “Ebrei in Padova” descrisse cosa doveva essere il ghetto: “Lavoro lungo e dispendioso fu quello di ridurre le case in modo che potessero accogliere una popolazione così varia per censo e numero di componenti…L’aspetto del quartiere era miserevole, becnhè vi sorgessero anche case comode e grandi. Le quattro vie che lo attraversavano erano anguste e tortuose, le case alte impedivano al sole di battervi liberamente…Che le condizioni igieniche fossero assai tristi è facile pensare; il soverchio agglomeramento di persone in case umide e tetre favoriva il diffondersi di malattie epidemiche e contagiose”. Sema Cuzzeri, nel 1684, in suo poemetto diceva:

 

“Sorge, nel mezzo della gran cittade

di Padova ver la piazza angusto il Ghetto

ed apron quattro porte a quattro strade

tanto l’uscita altrui quanto il ricetto

mentre sopra le porte angusto regna

glorioso leon veneta insegna”

 

ghetto.pd.jpeg

 

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Ciao a tutti, ed eccoci al post del venerdì dedicato alle proposte per il fine settimana.

LOGO.jpgParto subito con la partita del Padova poichè sabato 29 gennaio si celebra il 101° anno del club biancoscudato. Al termine dell’anno del Centenario ricco di celebrazioni ed anche assai emozionante dal punto di vista sportiva la società Calcio Padova vuole festeggiare questa ricorrenza invitando tutta la cittadinanza allo Stadio Euganeo che per l’occasione sarà vestito a festa con la coreografia che i tifosi allestiranno e le molte bandiere dsitribuite agli ingressi. Per l’occasione i biglietti saranno venduti in prevendita alla simbolica cifra di 1 euro (leggi le informazioni sull’evento e sulla prevendita). Dopo il rocambolescao pareggio di Livorno (3-3) il Padova si trova con un’interessante classifica a ridosso dalla zona playoff e sabato affronta il Modena (ore 15). Venite tutti a festeggiare il compleanno del Padova e sostenere la squadra della città! Buon compleanno Padova!

Per le serate del fine settimana, per la musica dal vivo, i concerti, i club delego al sito PadovaByNight. Non senza segnalarvi il sito dell’Unwound club, locale culto dell’underground cittadino che propone ogni fine settimana serate a tema “musicale” e concerti di qualità e anche quello del Fishmarket che propone concerti tutti i venerdì sera, la storica serata erasmus il mercoledì sera e quest’anno la novità del cinema il sabato sera dalle 22,30 prima di scatenarsi e ballare in pista. Cinefish che proporrà film a tema ovviamente musicale… sabato 28 c’è “High Fidelity” (Stephen Frears, 2000). Cult che più cult non si può. Dall’acclamato romanzo di Nick Hornby, la storia tragicomica della vita sociale e amorosa di un malato di musica, classificatore compulsivo (le celeberime “top five” di qualsiasi cosa…), proprietario di uno sfigatissimo negozio di dischi e circondato da bizzari personaggi. Con un grande John Cusack e un grandissimo Jack Black.

Per gli appassionati di jazz è on line il programma di gennaio e febbraio della rassegna “Storie di jazz”, nei fine settimana ma non solo.

Alice-nel-paese.jpgSabato 29 presso il Gran Teatro GEOX ci sarà un altro di quegli spettacoli di qualità che la Zed sta portando in città e di cui ho accennato nel post “Gran Teatro GEOX. Ma quanti spettacoli!” e che vi ricordo settimana per settimana. Sabato è la volta di “Alice nel Paese delle Meraviglie“. La favola di Alice in un family show per adulti e bambini, che unisce la poesia del mondo infantile ai significati simbolici più profondi. Suggestioni di luci e colori, costumi spettacolari e effetti visivi di grande impatto. Lo spettacolo sarà al Gran Teatro Geox di Padova il 29 gennaio e arricchisce una programmazione già molto attenta alle famiglie e per i più piccoli. A indossare le vesti del Cappellaio Matto il Mago Casanova, la cui scanzonata figura si adatta alla perfezione al personaggio di Carroll. Ma il cast è veramente molto ricco: Roberta Faccani (ex Matia Bazar) sarà la Regina di Cuori, Gabriele Foschi il Coniglio Bianco, Laura Galigani interpreterà Alice grande, Marco D’Alberti vestirà i panni del Bruco, Diego Casalis e Nicola Ciulla saranno Priccio e Sticcio e Angelica Cinquantini, Elena Idini, Zoe Nochi e Mariliana Petruzzi saranno Alice piccola. Alice nel paese delle meraviglie porta in scena la favola nel suo aspetto più onirico e fiabesco: quello dell’immaginario dei bambini. Sul palcoscenico la poesia del mondo infantile e la magia della fiaba in un family show pronto a coinvolgere ed emozionare grandi e piccoli rendendoli parte di un’avventura che difficilmente potranno dimenticare. Per info clicca quì!

padovainvisibile.jpegVi ricordo una bella iniziativa partita da qualche settimana e che continuerà fino al 6 marzo. Mi riferisco alle domeniche in bicicletta per visitare la “Padova invisibile”. Una serie di appuntamenti per scoprire Padova in bicicletta, proposti dall’associazione “Amici della bicicletta” e promossi dall’Assessorato alla cultura del Comune di Padova. I percorsi previsti sono facili e di circa 10 km ciascuno, l’iniziativa è rivolta a tutti ed è gratuita. I percorsi si snodano in città. L’edizione 2011 è all’insegna dei Carraresi, per scoprire e riscoprire i luoghi degli antichi signori di Padova, potendo visitare alcuni celebri monumenti e musei: Castello dei Carraresi, sotterranei Palazzo della Ragione, Scoletta del Carmine, Specola. Gli appuntamenti alla scoperta di Padova sono in collaborazione con: Biblioteca civica di Padova, Comitato Mura di Padova, associazione Lo squero, Italia nostra, Legambiente e Associazione italiana di ecologia umana. Per tutti gli appuntamenti il punto di partenza è Prato della Valle, di fronte all’ex Foro Boario partenza ore 9.30, ritorno ore 12.30. Domenica 30 gennaio è prevista la visita intitolata “Padova navigatrice di Astri, Da Pietro d’Abano a Galileo” all’Interno Orologio di Piazza dei Signori a cura di Gabriele Righetto (Aieu – Associazione italiana ecologia umana).

345430805.jpgDa oggi, venerdì 28 gennaio, a conclusione del restauro durato oltre due anni,  la Torre e l’Orologio astronomico di Piazza dei Signori a Padova saranno aperti al pubblico dai volontari di Legambiente Salvalarte, grazie ad una convenzione con l’Assessorato alla Cultura – Settore Musei e Biblioteche del Comune di Padova. Ogni venerdì e sabato per tutto il 2011 sarà possibile avvicinarsi ai meccanismi dell’Orologio, che ha ripreso a funzionare dopo circa trent’anni di inattività. Gruppi di massimo dieci persone saranno accompagnati all’interno della Torre alle 10.00, 10.30, 11.00 e 11.30. Il Palazzo dell’Orologio si affaccia su Piazza dei Signori. La torre fu costruita nel 1428 sulla base della porta orientale della reggia Carrarese. La facciata fu rifatta in pietra d’Istria da Giovanni Maria Falconetto nel 1532. L’orologio astronomico che domina la piazza è la ricostruzione dell’originale costruito da Jacopo Dondi nel 1344 e distrutto da un incendio. Avevo dedicato un post a restauro dell’orologio avvenuto dal titolo “La notte del tempo, l’orologio restaurato e Giovanni Dondi”. Dell’astrario dell Torre avevo poi parlato in occasione della presentazione dell’orologio Astrario prodotto dalla Morellato nel post “Padova nel mondo con l'”Astrario” da polso!“. Per maggiori informazioni e prenotazioni: tel. 049/8561212. Ingresso gratuito. Clicca qui per maggiori informazioni sulla Torre e sull’Orologio.

A volte mi ripeterò un po’ per dare informazioni anche a chi capita la prima volta in questo spazio come nel caso della seguente comunicazione ad eventuali turisti. Per i turisti e chi verrà da fuori a trascorrere un week end o più piuttosto che una giornata in città e/o provincia segnalo il sito Turismo Padova Terme Euganee, e la pagina dei pacchetti speciali del Consorzio di promozione turistica Welcome Padova di cui ho scritto qualche post fa (Welcome Padova, il marketplace del turismo padovano!) e dulcis in fondo il sito della PadovaCard che consente numerose agevolazioni, moltissimi ingressi gratuiti a musei e monumenti, riduzioni per mostre ed esposizioni varie. Per conoscere tutti gli eventi in programma vi consiglio di consultare come sempre il sito di Padova Eventi dove potete leggere le proposte e le iniziative organizzate su tutto il territorio provinciale anche quelle che io dimentico di ricordarvi…

Buon fine settimana!

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Giornata.jpg“La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, “Giorno della Memoria”, al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati.” (Legge n. 211 del 20 luglio 2000).

Auschwitz-2.jpgQuest’oggi dedico il post a quest’importante giornata. Bombardati 24 ore su 24 da messaggi, rumori, distrazione da internet, dalla tv,dalla pubblicità e da quanto le nostre città e la nostra vita ci mettono davanti ho pensato di concentrare l’attenzione per valorizzare lo scopo di questa giornata e cioè il ricordo di una delle più grandi tragedie dell’umanità, un attimo di riflessione ed un pensiero alle vittime del genocidio del popolo ebraico e, aggiungo di tutti gli altri genocidi e massacri che hanno visto l’uomo ergersi a dispensatore di morte e nel ‘900 ce ne sono stati molti, basti pensare a quello armeno, alle vittime del terrore sovietico, a quello nel Rwuanda.

41605_39207247972_3165_n.jpgIl “Giorno della memoria” è stato istituito per il 27 gennaio di ciascun anno. La data commemorativa è quella dell’abbattimento dei cancelli del campo di Auschwitz, ma la data vuole ricordare più in generale una serie di eventi. Insieme alla Shoah vengono commemorati tutti coloro che sono stati vittima delle leggi razziali, tra cui gli italiani che hanno subito la deportazione, la prigionia, la morte e quanti, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio e a rischio della propria vita hanno protetto i perseguitati come Giorgio Perlasca e i Giusti delle nazioni cui è dedicato il Giardino dei Giusti del Mondo (di cui ho parlato in questo post). Quest’anno ricorre il centenario della nascita di Giorgio Perlasca e nel programma legato alle celebrazioni del 27 gennaio sono comprese anche iniziative pensate per rendere omaggio e per promuovere il suo esempio. C’è anche un gruppo facebook molto attivo che riporta la vita di Giorgio Perlasca e le iniziative della fondazione.

Sarà la colonna sonora del film “Schindler’s List”, composta da John Williams, a ricordare Giorgio Perlasca, Giusto delle Nazioni, e tutte le vittime della Shoah. Il concerto, che si svolgerà il 30 gennaio prossimo al teatro Altaforum di Campodarsego, rientra nel programma della 21esima edizione dell’International Music Meeting, organizzato dall’associazione Orchestra Giovanile del Veneto. Ad eseguire la musica di John Williams sarà la Silver Symphony Orchestra, diretta da Fabrizio Castania. Violino solista: Gabriele Bellu.

Il prezzo del biglietto è di 10 euro. I proventi della serata saranno devoluti all’AVO (Associazione Volontari Ospedalieri) Regionale Veneto. Le prevendite saranno aperte dal 14 gennaio, a Padova da Coin Ticketstore (in via ALtinate) e da Zin (cavalcavia Chiesanuova), e a Campodarsego alla Tabaccheria Andriolo (i via Antoniana) e al Ristobar La Fontana.

Guarda il video di presentazione del concerto!

Un dovere civico quello di ricordare così come quello di trasmettere sentimenti di solidarietà e di apertura tra i popoli perchè sebbene certe tragedie possano oggi sembrarci irripetibili l’animo e l’imperfezione umana sono tali da non poterci lasciare dormire sonni tranquilli e i valori quali la tolleranza tra i popoli, il rispetto dei diritti umani, la democrazia devono essere sottolineati quotidianamente anche attraverso la partecipazione di ognuno a questi momenti.

Per l’occasione sono state organizzati eventi culturali, spettacoli teatrali, convegni e cerimonie commemorative. Leggi il programma di tutti gli eventi organizzati a Padova e il programma degli eventi in Provincia.

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P1050959b.JPGCiao e buon lunedì, quest’oggi ritorna la rubrica dedicata “Le strade di Padova” che ho creato nel luglio scorso ispirandomi al libro di Giuseppe Toffanin, “Le strade di Padova” e di cui potete leggere quì. Dopo avervi scritto di via Roma, un paio di settimane fa, non potevo non riprendere da via Umberto I che è il naturale prolungamento di via Roma in direzione del Prato della Valle.

Via Umberto I infatti si estende dal Ponte delel Torricelle fino alla famosa piazza padovana. La via è dedicata a re Umberto I (Torino 1844- Monza 1900) che successe a Vittorio Emanuele II nel 1878. Re Umberto fu diverse volte in visita a Padova ma l’aneddoto più curioso riguarda la regina Margherita secondo il quale il 15 settembre 1876 (ancora principessa) le fu offerta una colazione all’Orto Botanico e, attorniata dalle autorità, le fu presentata dal pasticcere Vianello una torta di sua produzione, la torta “Margherita”. Alla sera un ricevimento in Palazzo Papafava.

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Si tratta di una delle più eleganti vie di Padova, ( sulla sinistra un’immagine dei primi del ‘900 prima che i portici sulla destra venissero abbattutti per  allargare la strada) con i caratteristici portici sul lato destro della strada (partendo dal Ponte delle Torricelle) e bei palazzi come Casa Valmarana con un lato sul canale, casa Olzignani (1466) (vedi la casa nell’immagine in alto a destra) dell’architetto Pietro Lombardo che costituisce “uno dei più graziosi episodi di architettura padovana del quattrocento”, così disse Guadienzo.  Percorrendola verso Prato della Valle troviamo sulla destra Via Rogati, dove nacque Andrea Palladio, come ricorda una lapide infissa nella casa al civico n. 8; Palazzo Genova, attribuito ad Annibale Maggi (1500) l’elegante palazzo che vediamo sulla destra, con facciata “a bugnato”, è ora sede del Collegio Barbarigo.

P1050956b.JPGIl palazzo che più di tutto risalta alla vista è il Palazzo feudale Emo Capodilista (a destra), con merlatura e alta torre medioevale, una delle poche costruzioni duecentesche rimaste in città. Splendidi la facciata romanica con una trifore balconata e lo scalone interno del XVII secolo. Nell’atrio del Palazzo è conservata la lapide funeraria di Tito Livio, morto a Padova nel 17 d.C., con un’epigrafe incisa su un grosso blocco di ruvida trachite euganea. All’interno del palazzo la sala decorata da Francesco Zugno. Si tratta di una delle numerose case-torri, abitazioni tipiche dela famiglie nobili e che in centro storico erano assai numerose come si può vedere nella celebre veduta della Padova medievale di Giusto de Menabuoi nella cappella Belludi della Basilica di Sant’Antonio come quella di Palazzo Zabarella. Di fronte al Palazzo c’è il casino Capodilista (1781), costruito su un progetto di G.B Novello.

795256391.JPGSul lato sinistro della strada si trova la Chiesa di S. Daniele, eretta in onore del martire padovano copatrono della città. Di fronte la casa Da Zara (vedi sulla sinistra), un tempo della famiglia Beolco dove visse Angelo Beolco meglio noto come Ruzzante,  commediografo padovano principe dei vernacolisti pavani che creò la macchietta appunto del Ruzzante, ovvero del brontolone e di cui ho scritto nella categoria dei personaggi illustri lo scorso anno nel post “Ruzzante e Padova, un autore davvero importante e fonte di ispirazione per molti come ad esempio il nostro Premio Nobel Dariò Fò.

ruz.jpegMorì a soli 40 anni, nel 1542 e venne sepolto nella chiesa di San Daniele. Vedi la casa nell’immagine a fianco con la lapide commemorativa nel riquadro che recita “Questa fu la casa della Famiglia Beolco onde uscì all’Italia il “Ruzzante”, il più geniale autore comico prima del Goldoni.

 

P1050953b.JPGCasa Da Zara appartenne al patriota Paolo Da Zara (1818-1895) che, nel 1867, ospitò Giuseppe Garibaldi. Carlo Leoni così descrisse quella visita (sul palazzo c’è pure una lapide che segnala il passaggio di Garibaldi su questa casa): “L’onda popolare trascinò il cocchio a casa di Paolo Da Zara. Questo generoso ebreo aveva fatte infinite pratiche per albergarlo, e già mesi gli approntava una stanza da letto tutta ad oro con tricolore veramente principesca. Appena smontato l’eroe e salutata la folla, che pigiata e convulsa lo acclamava, con queste parole rispose “Vi ringrazio della cara accoglienza, mi sembrate gente più di fatti che di parole” ed una voce avendo gridato “A Roma con le baionette”, soggiunse: “A Roma ci andremo, Roma non ce la prende manco il diavolom Roma è nostra. Addio di nuovo”. Quadretto storico notevole e colorato che ho pensato si inserire visto che anche Padova si appresta a celebrare il 150° anniversario dell’Unità d’Italia e che ci ricorda come l’entusiasmo popolare così come la posizione della cittadinanza fosse all’epoca a favore della nascita di questo nuovo paese, nonostante qualcuno lo metta in dubbio.

P1050950b.JPGPercorrendo la via, arrivati ad un certo punto e guardando in avanti, già si vede lo spazio che si aprirà al Prato della Valle, una delle piazza più famose d’Italia e tra le più grandi d’Europa. Palazzo Angeli, dove visse Andrea Memmo, Provveditore della Serenissima e progettista del Prato della Valle che, nel ‘700, era ancora una zona paludosa e maleodorante con i resti dell’antico Teatro Romano, fa angolo tra via Umberto I e la piazza. Quì è ospitata una delle più interessanti e curiose collezioni ed esposizioni museali della città vale a dire il Museo del Precinema Minici-Zotti che ho presentato tempo fa nel post “Al Museo del Precinema, spettacoli di lanterne magiche!”. Si tratta di una delle più importanti collezioni del mondo di lanterne magiche che, in epoca vittoriana, hanno segnato l’inizio degli spettacoli legati all’immagine che poi ha portato al cinema. Biglietto ridotto per i possessori della PadovaCard. Ingresso dal lato che dà su Prato della Valle.

Per l’attuale Via Umberto I passava l’antica strada romana chiamata via Annia, sulla qualche è in corso un importante progetto di recupero e valorizzazione del tracciato che collegava Aquileia, attraversando i territori di Padova Altino e Concordia, ad un capolinea meridionale che gli studiosi ancora discutono se individuare in Adria o Bologna (leggi sul “progetto via Annia” e leggi un po’ di storia su Patavium e la via Annia). Giungendo a Padova da Adria o da Este, a seconda delle diverse ipotesi in discussione, l’Annia, dopo aver attraversato l’area di Prato della Valle, proseguiva in direzione del centro della città seguendo la direttrice oggi ricalcata da via Umberto I, nota per il rinvenimento di sepolture preromane, che testimonierebbero l’esistenza di un tracciato stradale con lo stesso orientamento dell’Annia in un’epoca precedente la romanizzazione di Padova (approfondisci su la via Annia nel cuore di Padova, arteria portante in simbiosi con il fiume). La strada romana entrava in città superando, presso l’attuale chiesa di San Daniele, un ponte che attraversava un canale formatosi nel corso dell’evoluzione dell’ansa occidentale del Meduacus. Da qui doveva proseguire per l’attuale ponte delle Torricelle (presso il quale venne trovato un tesoretto forse legato alle persecuzioni operate contro i patavini da Gaio Asinio Pollione nel 43 a.C.), a occidente e in parallelo al corso del Meduacus, mantenendo quindi un rapporto stretto in termini urbanistici con il fiume e con le attività commerciali che lo caratterizzavano. Sotto l’attuale via Roma sono stati riconosciuti numerosi tratti della strada romana, sulla quale si affacciavano edifici di una certa importanza che dovevano in qualche modo correlarsi al fiume, forse anche con degli approdi.

Ciao e a risentirci con la prossima strada di Padova!

via umberto.it.jpegPS:Come sempre lo spazio commenti è aperto per dire la vostra e commentare. Ricordo inoltre la pagina facebook “Il blog di Padova” sulla quale potete interagire, esprimere opinioni su quanto avviene in città e postare foto o video che la riguardano. Basta cliccare su “like” nello spazio “fb” a fondo pagina.

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Ciao a tutti, ed eccoci al post del venerdì che come i lettori più affezionati sanno è quello dedicato alle proposte per il fine settimana.

A volte mi ripeterò un po’ per dare informazioni anche a chi capita la prima volta in questo spazio come nel caso della seguente comunicazione ad eventuali turisti. Per i turisti e chi verrà da fuori a trascorrere un week end o più piuttosto che una giornata in città e/o provincia segnalo il sito Turismo Padova Terme Euganee, e la pagina dei pacchetti speciali del Consorzio di promozione turistica Welcome Padova di cui ho scritto qualche post fa (Welcome Padova, il marketplace del turismo padovano!) e dulcis in fondo il sito della PadovaCard che consente numerose agevolazioni, moltissimi ingressi gratuiti a musei e monumenti, riduzioni per mostre ed esposizioni varie. Per conoscere tutti gli eventi in programma vi consiglio di consultare come sempre il sito di Padova Eventi dove potete leggere le proposte e le iniziative organizzate su tutto il territorio provinciale anche quelle che io dimentico di ricordarvi…per chi non potrà venire potrà vedere Padova in tv, Sabato 22, RAIDUE su Sereno Variabile verrà “illustrata” la Padova dell’800 con luci puntate sullo storico Caffè Pedrocchi e la Mostra “Da Canova a Modigliani. Il volto dell’800”.

Iniziamo. Conclusa la rassegna RAM ed in attesa dell’apertura di nuove mostre ed esposizioni, ci sarà ancora tempo (fino al 16 gennaio) per visitare “Giorgione a Padova. L’enigma del carro” presso i musei civici. Sarà invece aperta fino al 27 febbraio la mostra “Da Canova a Modigliani. Il Volto dell’800 presso Palazzo Zabarella. E’ stata prolungata l’apertura della mostra “Novecento al museo” presso il Palazzo della Ragione. Per avere una panoramica completa delle mostre in programma e scoprire le prossime mostre che apriranno a Padova vi rimando a questa pagina dal portale Padova Eventi.

748391288.jpegPer le serate del fine settimana, per la musica dal vivo, i concerti, i club delego al sito PadovaByNight. Non senza segnalarvi il sito dell’Unwound club, locale culto dell’underground cittadino che propone ogni fine settimana serate a tema “musicale” e concerti di qualità e anche quello del Fishmarket che propone concerti tutti i venerdì sera (questo venerdì Chiara Luppi Pietro Taucher Carmine Bloisi e Scott Steen sul palco per dar vita ad una serata che è già tutta nel nome della band. Soul. Soul Soul (La band si chiama infatti “the soul”) con la esse maiuscola. Musica nera che più nera non si può, come i nostri quattro sanno fare da veri maestri), la storica serata erasmus il mercoledì sera e quest’anno la novità del cinema il sabato sera dalle 22,30 prima di scatenarsi e ballare in pista. Cinefish che proporrà film a tema ovviamente musicale… sabato 22 c’è “Standing in the shadows of Motown” (paul Justman, 2002), interessantissimo e toccante documentario del 2002 sui Funk Brothers, la band “residente” della Motown dal ’59 al ’72. Un gruppo di musicisti sconosciuti ai più, che arrangiarono e suonarono in quasi tutte le produzioni della casa di Detroit, collezionando più numeri uno in classifica di Beach Boys, Rolling Stones, Elvis e Beatles messi assieme. Per gli appassionati di jazz è on line il programma di gennaio e febbraio della rassegna “Storie di jazz”, nei fine settimana ma non solo, mentre per gli appassionati di musica classica riprende la stagione concertistica all’auditorium Pollini ma il clou questo fine settimana è il programma della rassegna Porsche Live “Pensieri e altri suoni” dedicata alla musica e alla cultura brasiliana di cui vi ho parlato mercoledì con questo post. In particolare ricordo le street parade per le vie di Abano Terme (venerdì 21 gennaio) e di Padova (sabato 22 gennaio) con la Scuola di percussioni brasiliane Bloko B.U.M. (Bloko Maravilha) ma guardate il sito per scoprire tutti gli appuntamenti.

disneych.jpegGià da mercoledì 19 e fino a domenica 23 ci sarà presso il PalaFabris (il nuovo palazzetto di S. Lazzaro) uno spettacolo che senz’altro i bambini ameranno e cui vorranno partecipare e cioè “Playhouse Disney Live!” , un altro di quegli spettacoli di qualità che la Zed sta portando in città e di cui ho accennato nel post “Gran Teatro GEOX. Ma quanti spettacoli!” e vi ricordo settimana per settimana. Per la prima volta arriva in Italia lo show PLAYHOUSE DISNEY LIVE!, che sarà a Padova come l’ unico appuntamento in Veneto questa volta al Palafabris (e non al Gran Teatro) ospiterà nove repliche, con spettacoli mattutini e pomeridiani il sabato e la domenica. Sarà quindi l’occasione per vedere i personaggi Disney. Prendendo il nome dal canale televisivo prescolare leader della pay tv in Italia, Playhouse Disney, lo spettacolo “Playhouse Disney Live!” porterà in scena gli episodi delle quattro famose serie tv preferite dai bambini: “Winnie The Pooh”, “La Casa di Topolino”, “Manny Tuttofare” e “Little Einsteins”. 
Nelle storie dei personaggi – grazie alle quale ci si può divertire imparando – ci sono avventure emozionanti, ricche di musica, amicizia, sorprese, e tantissime cose da vedere e da fare. Non mancheranno all’appuntamento con i numerosissimi fan italiani le più celebri “icone” dell’universo Disney, su tutti, il simpatico orsetto Winnie The Pooh, i sempre più amati Topolino, Minnie, Paperino, Pluto, e i loro amici. per ulteriori info clicca quì! NB: I bambini fino a 8 anni dei Comuni alluvionati della Provincia di Padova potranno accedere gratuitamente allo spettacolo Playhouse Disney Live! che andrà in scena il giorno 19 presso il Palafabris di Padova Per Maggiori informazioni.

nudi e crudi.jpeg

Per Sabato 22 ore 21 vi propongo lo spettacolo del Teatro de  Linutile. Al posto dello spettacolo La Camera, inizialmente previsto, andranno  invece in scena con le loro surreali serie di gags, in un nuovo esilarante spettacolo dal titolo “Nudi e Crudi“,  Adolfo Margiotta e Massimo Olcese, ben noti al pubblico grazie a Zelig e ai personaggi Ciquito e Paquito. Esperti improvvisatori, Margiotta e Olcese portano in scena uno spettacolo alternando canzoni, monologhi e duetti comici, stralunati e spiazzanti, utilizzando tutto il loro ricco bagaglio di attori e autori, senza mai cedere all’ammiccamento volgare, ma accompagnando il pubblico nel proprio percorso.Nel nuovo spettacolo – che mixa sapientemente sketch e improvvisazione, comicità senza orpelli con personaggi nuovi o rinnovati, i due comici genovesi riprendono il filo sconnesso della loro comicità, partita alla fine degli anni ’80 da Genova e sbarcata sulle tv nazionali con programmi cult come Avanzi (1992), Tunnel (1993), Pippo Chennedy Show (1996). Sono gli stessi artisti genovesi a descrivere così la nuova fatica: “uno spettacolo scritto e riscritto più volte, talmente riscritto che non siamo mai riusciti a provarlo. Data l’età, anche la memoria è quella che è, aggiungete che come al solito non riusciamo a metterci d’accordo su niente e capirete perché assicuriamo che ogni serata sarà unica. Soprattutto irripetibile”. Data Unica. Biglietto 11 euro. Per info e prenotazioni: Teatro de Linutile, via Agordat, 5 -35138. Padova Tel 049/2022907.

padovainvisibile.jpegVi ricordo una bella iniziativa partita la scorsa settimana e che continuerà fino al 6 marzo. Mi riferisco alle domeniche in bicicletta per visitare la “Padova invisibile”. Una serie di appuntamenti per scoprire Padova in bicicletta, proposti dall’associazione “Amici della bicicletta” e promossi dall’Assessorato alla cultura del Comune di Padova. I percorsi previsti sono facili e di circa 10 km ciascuno, l’iniziativa è rivolta a tutti ed è gratuita. I percorsi si snodano in città. L’edizione 2011 è all’insegna dei Carraresi, per scoprire e riscoprire i luoghi degli antichi signori di Padova, potendo visitare alcuni celebri monumenti e musei: Castello dei Carraresi, sotterranei Palazzo della Ragione, Scoletta del Carmine, Specola. Gli appuntamenti alla scoperta di Padova sono in collaborazione con: Biblioteca civica di Padova, Comitato Mura di Padova, associazione Lo squero, Italia nostra, Legambiente e Associazione italiana di ecologia umana. Per tutti gli appuntamenti il punto di partenza è Prato della Valle, di fronte all’ex Foro Boario partenza ore 9.30, ritorno ore 12.30. Domenica 23 gennaio è prevista “Memorie urbane del Risorgimento”– visita ai sotterranei al Palazzo della Ragione,( di cui vi ho raccontato nel mio post “I sotterranei del Palazzo della Ragione e la (mia) immaginazione”. A cura di Vittorio Dal Piaz del Comitato Mura di Padova. Per info sul programma clicca quì!

Buon fine settimana!

PS:Come sempre lo spazio commenti è aperto per dire la vostra e commentare. Ricordo inoltre la pagina facebook “Il blog di Padova” sulla quale potete interagire, esprimere opinioni su quanto avviene in città e postare foto o video che la riguardano. Basta cliccare su “like” nello spazio “fb” a fondo pagina.

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brasil.jpegCiao! Ho iniziato questa settimana intervistando Stefan Marchioro, direttore dell’azienda speciale Turismo Padova Terme Euganee. Ma quali le ragioni per venire a Padova da turisti o per essere contenti di viverci a Padova? Beh uno di questi motivi è l’offerta assai ricca di eventi culturali di ogni genere. Ok, Padova non sarà Milano o Roma e magari neanche Bologna, come sottolineano certi concittadini forse un po’ “snob”, ma anche la nostra città sa essere vivace ed offrire varie opportunità di divertimento. Opportunità di trascorrere serate piacevoli come sarà possibile grazie a questa seconda edizione della rassegna di musica e teatro “Porsche Live. Le notti. – Pensieri e altri suoni”, promossa dalla Scuola di Musica Gershwin , dalla Porsche Italia e dall’Assessorato alla Cultura. Tema portante di questa edizione sarà il Brasile, terra di incontri, così ricca di contaminazioni e travolgenti ritmi, frutto dell’unione delle musiche di tutto il mondo. Quest’anno la rassegna supporterà l’Associazione ONLUS Casa Priscilla, che opera a Padova a sostegno dei bambini e le loro famiglie in gravi difficoltà economiche. Si tratta di una rassegna che rientra nel programma dell’edizione 2011 di Storie di Jazz.

brasil4.jpegLa rassegna dedicata quindi alla musica, alla danza e ai ritmi brasiliani è partita ieri sera, 18 gennaio, al “Q Restaurant Lunge Bar ” (il locale ricavato nell’ex cinema Quirinetta) e proseguirà fino a domenica 23 gennaio con eventi organizzati in varie sedi tra Padova ed Abano Terme. Tra queste il Q appunto, il Centro Porsche, il Caffè Pedrocchi ed il Teatro Verdi dove si terranno gli unici spettacoli/concerti a pagamento (5 euro). E’ possibile acquistare i biglietti presso la biglietteria del teatro Verdi (telefono 049 87770213), lunedì dalle 15:00 alle 18:30; da martedì a venerdì dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 18:30; sabato dalle 10:00 alle 13:00; la sera dello spettacolo dalle ore 20:00. Vendita biglietti anche online collegandosi al sito www.teatrostabileveneto.it. Tutte le altre sedi sono ad ingresso libero fino a ad esaurimento dei posti disponibili. Si consiglia la prenotazione. Leggi tutte le info sul programma dal sito di Padova Eventi.

Un occasione quindi per apprezzare e godere dei ritmi della musica brasiliana che saprà senz’altro colorare e dare allegria a queste giornate padovane, un po’ grigie e oscurate dal “caligo” (nebbia ndr). Brasile, terra di incontri dunque. L’enorme patrimonio sonoro e letterario di questo paese verrà presentato in diversi appuntamenti: da incontri a reading sulla letteratura brasiliana a concerti di altissimo livello , fino ad esibizioni spettacoliari di danze tipiche come samba, forrò e capoeira. Tra i concerti ne cito uno e cioè quello di Stefano Bollani, nome senz’altro noto tra gli amanti del jazz, giovedì sera al Verdi con i Convidados. Il grande evento di questa stagione sarà una street parade per le vie di Abano Terme (venerdì 21 gennaio) e di Padova (sabato 22 gennaio) con la Scuola di percussioni brasiliane Bloko B.U.M. (Bloko Maravilha), cosa che a me piace un sacco. Più di qualche volta ho seguito questi cortei di percussionisti quando hanno fatto degli spettacoli per Padova e davvero sono in gradi di trascinare chiunque in ritmi furibondi. Molto divertente!

brasil2.jpegParlando di Brasile in questo periodo torna slla memoria il caso Battisti, l’assassino-terrorista che il presidente brasiliano Lula ha deciso di non estradare in Italia affinchè possa pagare il proprio debito con la giustizia. Con l’occasione volevo esprimere solidarietà al signor Adrian Sabbadin, figlio di una delle vittime di Battisti che, dopo aver inviato, tramite le pagine del Corriere del Veneto, un accorato appello alla presidente brasiliana Dilma Rousseff perché Cesare Battisti venga consegnato alla giustizia italiana ha ricevuto tramite una lettera anonima minacce di morte (leggi l’articolo).

Dopo questa parentesi triste e tornando alla Rassegna Porsche Live non mi resta che augurarvi “bom divertimento”!! 😉

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stefan.jpegCiao a tutti e buon lunedì! Quest’oggi novità assoluta per il blog che state leggendo e cioè la prima intervista. Nei post che scrivo tengo sempre in considerazione la componente turistica dell’offerta cittadina perchè a vivere la città non ci sono solo i residenti ma anche chi a Padova ci viene per lavorare, studiare, seguire qualche convegno, prendere parte a qualche evento, vedere una mostra o assistere ad un concerto e chi come turista culturale. Una città come Padova, quindi, se vuole essere attrattiva nei confronti di tutti i suoi “fruitori” e non solo dei suoi residenti deve offrire il miglior livello di servizi possibili a tutte queste tipologie di popolazione urbana.

Ho pensato quindi di fare una breve intervista a Stefan Marchioro, direttore di Turismo Padova Terme Euganee, l’agenzia speciale della Provincia che dal 13 gennaio 2003 ha preso il posto dell’ex APT. L’azienda si occupa di curare l’informazione e l’accoglienza turistica (attraverso 3 uffici IAT a Padova, 2 alle Terme e 6 nei punti turisticamente rilevanti della provincia), l’assistenza di operatori turistici, giornalisti ed addetti all’attività di comunicazione, la promozione e la valorizzazione dei tesori culturali, artistici e naturalistici del territorio padovano, la raccolta e elaborazione dei dati statistici sugli arrivi e le presenze nelle strutture ricettive della zona di competenza e collabora con gli enti locali e con gli organismi rappresentativi degli imprenditori nell’organizzazione di altre attività di interesse turistico.

pdterra.jpegSono stato quindi ricevuto nel suo ufficio di Riviera dei Mugnai dove il dr. Marchioro ha cortesemente risposto alle mie domande. 8 anni da direttore in Turismo Padova Terme Euganee: quali sono state le sfide vinte e le maggiori soddisfazioni nel quotidiano impegno per rilanciare il turismo a Padova e quali le maggiori difficoltà che sta incontrando lei personalmente e che la città stessa deve superare per raggiungere il massimo delle sue potenzialità in questo settore?

“Sono stati 8 anni intensi , densi di impegni e di soddisfazioni. Le difficoltà fanno parte di ogni lavoro e attività dell’uomo, l’importante è riuscire sempre a ripartire. Il punto più alto è stato forse quello di essere riusciti, per un certo periodo, a garantire la sempre difficile governance di un settore come quello turistico molto frammentato di suo in una regione come il Veneto in cui questa frammentazione è accentuata da una legislazione particolarmente farraginosa. Il Progetto Strategico del turismo ha consentito di rilanciare Padova attraverso un’immagine coordinata con il claim “Padova Terra Madre di” e “Abano e Montegrotto Terra Madre di…”, di essere molto presenti sulla stampa e i media nazionali ed internazionali attraverso un’intensa attività di affiancamento e assistenza a giornalisti e radiotelevisioni nel raccontare il nostro territorio, l’avere istituito l’Osservatorio Provinciale del Turismo per meglio conoscere le dinamiche del settore e, appunto, la Governance intesa come “Pensare Turismo” quando si amministra (dalla programmazione degli eventi culturali all’urbanistica) oltre che come coordinamento del settore. La maggior difficoltà oggi? Riprendere in modo unitario le fila di questo coordinamento per non vanificare quanto è stato fatto negli anni precedenti…”

da_canova_a_modigliani_mostre_padova.jpgE la situazione attuale? Com’è stato il 2010 per il turismo padovano?

Il 2010 è stata un’annata positiva. Dopo le difficoltà congiunturali del 2009, in cui comunque il turismo padovano aveva tenuto bene, il 2010 è stato un anno decisamente positivo. Ebbene, per la città di Padova abbiamo registrato un record storico poichè per la prima volta abbiamo abbondantemente superato i 500.000 arrivi e il milione di presenze dati che posizionano Padova sulla scia delle altre principali città d’arte del Veneto, Venezia e Verona. L’aumento della ricettività in città grazie agli investimenti e alla capacità imprenditoriale sono sicuramente risultato dell’operato del sistema turistico e dell’offerta culturale e turistica della città. Buona è stata l’affluenza ai musei e alle mostre grazie ai format ideati dall’ass. Colasio come “L’estate carrarese”, “RAM”, e il “Grande Natale a Padova” appena concluso e l’effetto traino dei maggiori eventi espostivi come la mostra Da Canova a Modigliani. Il volto dell’800, aperta presso le sale di Palazzo Zabarella fino al 27 febbraio 2011. Proprio la scorsa settimana (12 gennaio 2011) sono stati presentati i dati statistici raccolti nel corso della mostra che delineano il profilo turistico dei visitatori che per ben il 13%, scelgono la città patavina per un “short break” o vacanza breve adatto agli amanti della cultura e dell’arte, binomio particolarmente interessante in occasioni di grandi mostre ed eventi culturali. L’indagine statistica è completata con il confronto tra l’attuale mostra aperta a Padova e le precedenti grandi mostre dedicate a Telemaco Signorini e la pittura in Europa, 2009/2010,Mantegna e Padova, 2006/2007  confermando l’andamento positivo del turismo a Padova legato a grandi eventi culturali. Il successo del turismo culturale in città è dimostrato anche da un ulteriore record di questo 2010 e cioè quello della vendita delle PadovaCard, acquistate principalmente per le convenzioni e gratuità nella visita delle attrazioni culturali della città. Ne sono state vendute 13.381, un + 8,50% rispetto allo scorso anno (per info http://www.padovacard.it/). Altra curiosità il ritorno dei tedeschi in città, al primo posto tra gli ospiti stranieri.

La prossima domanda verte su un tema di grande attualità in città. Mi riferisco al centro congressi come strumento per sfruttare le potenzialità del turismo congressuale. Al di là delle polemiche politiche tutti sembrano essere d’accordo sulla necessità di dotarsi di questa infrastruttura.

Si, senz’altro. Il turismo congressuale è rilevante tanto quanto il turismo culturale nella consapevolezza che, per quanto il settore turistico non rappresenti per Padova la voce principale dell’economia cittadina, può concretamente, come esternalità positiva, qualificare l’offerta dei servizi della città determinandone una maggiore attrattività a tutti i livelli. Nel corso degli anni sono di molto aumentati i posti letto in città che ha portato la ricettività cittadina a superare i 7000 posti letto (oltre 23.000 in tutta la provincia). Nonostante l’incremento di arrivi e presenze, il tasso di occupazione e la redditività delle aziende turistiche risente, talvolta negativamente, di questo forte incremento di posti letto sicchè è necessario cercare di attrarre altre tipologie di clienti rispetto ai turisti culturali. Considerato il ruolo della città e le funzioni economiche che esprime, Padova senz’altro ha tutte le carte in regola per proporsi come destinazione di turismo congressuale. E’ necessario però essere veloci e dotarsi di un convention bureau oltre che di un centro congressi tenendo conto che la tendenza è quella di centri congressi urbani, inseriti nel cuore delle città, di medie dimensioni e non di enormi cattedrali nel deserto. Il fattore “tempo”, però, è determinante perchè il mercato delle destinazioni attrezzate ad ospitare importanti convegni e convention si sta saturando.

pdcard.jpegValorizzare un territorio è un’attività complessa perchè complesso è il territorio stesso, fatto di molteplici componenti, attraversato da molte dinamiche e interessi su cui sono molti gli attori che interagiscono. Mi par di capire dalla risposta alla prima domanda che le difficoltà nel valorizzare un territorio dal punto di vista turistico siano ancora maggiori per via proprio della frammentazione del sistema turistico in molti enti i cui ruoli a volte si sovrappongono. Oltre al Piano Strategico del Turismo state pensando anche ad altre iniziative o a dotarvi di nuovi strumenti per poter migliorare la governance territoriale turistica?

All’orizzonte si intravedono delle importanti novità come la legge regionale con la quale il Veneto vuole rivedere l’organizzazione turistica. Tra le proposte più interessanti quella che prevede il presidio delle destinazioni turistiche attraverso un coordinamento strategico che, almeno nelle destinazioni principali, dovrebbe assumere la forma di DMO (Destination Marketing Organization), un ente o un nuovo consorzio in grado di assorbire gli consorzi di promozione turistica così come le aziende quali Turismo Padova Terme Euganee, e di gestire in modo unitario una destinazione assumendosi la responsabilità di tutte le decisioni strategiche, organizzative, operative prese per gestire il processo di definizione, promozione e commercializzazione del prodotto turistico. A Padova, anche grazie allo studio di Josep Ejarque, uno dei massimi esperti in destination marketing,  commissionato dalla Camera di Commercio, ci si sta convincendo di intraprendere la strada della creazione di una DMO, scelta in cui ho sempre creduto.  Il 2011 sarà un anno di transizione in cui cercheremo di preparare la strada per questa nuova organizzazione del sistema turistico padovano cercando delle soluzione a quelle che, al momento, sono ancora questioni aperte. Tra di queste i tempi e le modalità con le quali sciogliere l’Azienda (TPTE) e deterninare se sciogliere o meno anche i due consorzi (città e bacino termale) di promozione turistica ( il che presuppone il consenso dei rispettivi soci) per farli confluire nella DMO piuttosto che far diventare soci i Consorzi stessi e in questo caso la DMO cofinanzierebbe i due consorzi separatamente per la parte non sostenuta dalla Regione. Altra questione quella su come porsi rispetto alla rete di uffici informazioni attualmente esistente e rispetto alle risorse economiche, organizzative e umane per farla funzionare. Problematiche che possono apparire astruse ai non addetti ai lavori ma che sono cruciali per dotare il territorio di una macchina organizzativa più agile ed in grado di coordinare al meglio gli attori pubblici e gli operatori privati impegnati nella valorizzazione e promozione turistica della destinazione turistica padovana. In una parola uno strumento importante per la governance territoriale.

thumb.inc.php.jpegA proposito di governance da qualche anno l’Università degli Studi di Padova organizza un master proprio su questi temi in cui leì  partecipa come membro del comitato scientifico e docente.

Si infatti, si tratta del Master in Governance delle Risorse Turistiche Territoriali. Il 21 gennaio chiudono le iscrizioni per la 4° edizione. Per informazioni guardate il sito ufficiale del master. Un master che è cresciuto negli anni e in cui crediamo molto poichè riteniamo fondamentale la formazione di professionisti in grado di approcciarsi al turismo a partire dal territorio e dalle sue specificità come avevi già spiegato tu tramite questo tuo spazio nel post intitolato “Turismo e Formazione: il Master in Governance delle Risorse Turistiche Territoriali”. Per avere tutte le informazioni contattare la D.ssa Simonetta Pirredda, tel. 049.8274615 e-mail: simonetta.pirredda@unipd.it.

Grazie a Stefan Marchioro per la disponibilità. Spero abbiate compreso di più il valore di Padova come destinazione turistica al di là del turismo religioso legato al culto per S. Antonio e che questo settore merita la giusta considerazione come opportunità per far fronte all’attuale crisi economica. Sapere inoltre che sempre più persone apprezzano la nostra città dovrebbe essere motivo di orgoglio dei padovani stessi che forse snobbano un po’ il patrimonio culturale della propria città quando invece conoscerlo in prima persona e trasmetterlo a turisti e ad amici di passaggio potrebbe essere un apprezzato gesto di accoglienza. Ciao e alla prossima! 😉

PS:Come sempre lo spazio commenti è aperto per dire la vostra e commentare. Ricordo inoltre la pagina facebook “Il blog di Padova” sulla quale potete interagire, esprimere opinioni su quanto avviene in città e postare foto o video che la riguardano. Basta cliccare su “like” nello spazio “fb” a fondo pagina.

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Ciao a tutti, siamo di nuovo già a venerdì ed io quì a darvi qualche dritta sulle opportunità che la città offre per trascorrere un buon fine settimana ferma restando che sono le persone, le compagnie e le persone che frequentiamo che possono rendere speciali le nostre giornate perchè se non si condividono certi momenti non è la stessa cosa, no? Dopo un anno e mezzo di blog ho pensato che i post del venerdì li chiamerò tutti allo stesso modo e cioè “Buon weekend a Padova!” con le date fra parentesi e la medesima immagine quì a fianco a fare da “logo” per rendere riconoscibili i posts.

A volte mi ripeterò un po’ per dare informazioni anche a chi capita la prima volta in questo spazio come nel caso della seguente comunicazione ad eventuali turisti. Per i turisti e chi verrà da fuori a trascorrere un week end o più piuttosto che una giornata in città e/o provincia segnalo il sito Turismo Padova Terme Euganee, e la pagina dei pacchetti speciali del Consorzio di promozione turistica Welcome Padova di cui ho scritto qualche post fa (Welcome Padova, il marketplace del turismo padovano!) e dulcis in fondo il sito della PadovaCard che consente numerose agevolazioni, moltissimi ingressi gratuiti a musei e monumenti, riduzioni per mostre ed esposizioni varie. Per conoscere tutti gli eventi in programma vi consiglio di consultare come sempre il sito di Padova Eventi dove potete leggere le proposte e le iniziative organizzate su tutto il territorio provinciale.

994965527.JPGIniziamo. Conclusa la rassegna RAM ed in attesa dell’apertura di nuove mostre ed esposizioni, ci sarà ancora tempo (fino al 16 gennaio) per visitare “Giorgione a Padova. L’enigma del carro” presso i musei civici. Sarà invece aperta fino al 27 febbraio la mostra “Da Canova a Modigliani. Il Volto dell’800 presso Palazzo Zabarella. Per avere una panoramica completa delle mostre in programma e scoprire le prossime mostre che apriranno a Padova vi rimando a questa pagina dal portale Padova Eventi.

Lunedì scorso ho scritto un post-resoconto sulla Visita ai sotterranei di Palazzo della Ragione che ho fatto personalmente sabato mattina scorso. Anche per questo sabato (dalle 10 alle 12) potete prenotare la vostra visita: per avere un’idea di cosa troverete sotto ed avere le informazioni del caso vi invito a leggere il mio resoconto nel post “I sotterranei di Palazzo della Ragione e la (mia) immaginazione!

Per le serate del fine settimana, per la musica dal vivo, i concerti, i club delego al sito PadovaByNight. Non senza segnalarvi il sito dell’Unwound club, locale culto dell’underground cittadino che propone ogni fine settimana serate a tema “musicale” e concerti di qualità e anche quello del Fishmarket che propone concerti tutti i venerdì sera, la storica serata erasmus il mercoledì sera e quest’anno la novità del cinema il sabato sera dalle 22,30 prima di scatenarsi e ballare in pista. Cinefish che proporrà film a tema ovviamente musicale… sabato 15 c’è “Across the universe(Julie Taymor, 2007), coloratissimo musical sulla controcultura sixties con brani dei Beatles rivisitati. Colonna sonora strepitosa, ambientazioni psychedeliche e bohemien, attori sconosciuti ma bravissimi, prelevati dalle migliori produzioni di Broadway. Con qualche cameo decisamente illustre, come Bono Vox e Joe Cocker.

opv.jpegPer gli appassionati di jazz è on line il programma di gennaio e febbraio della rassegna “Storie di jazz”, nei fine settimana ma non solo, mentre per gli appassionati di musica classica riprende la stagione concertistica all’auditorium Pollini. Stasera si ripete il concerto di ieri sera che ha sancito il  debutto con l’Orchestra di Padova e del Veneto. Il pianista Davide Cabassi sotto la direzione di Philipp von Steinaecker eseguiranno un programma incentrato su musiche di fine Ottocento e primo Novecento, dalla Carmen di Georg Bizet al Concerto per pianoforte di Maurice Ravel. Riconosciuto come uno dei migliori pianisti italiani, Davide Cabassi ha intrapreso una brillante carriera internazionale esibendosi in veste di solista con le maggiori orchestre e importanti direttori, affrontando repertori che spaziano dal Barocco al primo Novecento. Sotto la direzione di Philipp von Steinaecker ha debuttato con l’OPV ieri giovedì 13 e stasera venerdì 14 gennaio. Vedi la scheda. Biglietti concerto: intero € 20, ridotto € 16, ridotto speciale giovani fino a 30 anni € 8. Per informazioni: http://www.opvorchestra.it, tel. 049 656848.

Ancora musica classica, questa volta a Rubano. Con la direzione artistica del Maestro Giorgio Pressato, prendono il via i “Concerti d’inverno”, importante appuntamento della stagione invernale rubanese. I concerti, ad ingresso libero, si svolgono il 14, il 21 e il 28 gennaio presso l’Auditorium dell’Assunta, a Rubano, con inizio alle ore 21,00. Si inizia venerdì 14 gennaio con un concerto per duo di pianoforte eseguito da Matteo Franco e Martino Fedini.

1757041665.jpegSabato 15 e domenica 16 presso il Gran Teatro Geox c’è un altro grande show, uno dei quegli spettacoli di qualità che la Zed porterà in città nei prossimi mesi e di cui ho accennato nel post “Gran Teatro GEOX. Ma quanti spettacoli!” Questo fine settimana c’è Jesus Christ Superstar (vedi il trailer dello spettacolo!) l’opera rock più amata del mondo che festeggia i 40 anni e torna nei teatri italiani con una nuova, attesissima edizione di Massimo Romeo Piparo. In inglese, nella versione originale di Andrew Lloyd Webber e Tim Rice, con l’Orchestra dal vivo e trenta artisti sul palco, lo spettacolo prodotto dalla Planet Musical porta in scena un cast di grande livello artistico, con Mario Venuti nel ruolo di Pilato, Simona Bencini (indimenticabile voce dei Dirotta su Cuba) la Maddalena, Matteo Becucci, (vincitore di XFactor 2, al suo debutto in teatro) nella parte di Giuda. Gesù è Paride Acacia. Nel numeroso cast spiccano anche affermati talenti del Musical italiano come Massimiliano Giusto (Hannas), Cristian Ruiz (Simone), Ciccio Regina (Caifa).

padovainvisibile.jpegUn’interessante iniziativa è partita la scorsa settimana e continuerà fino al 6 marzo. Mi riferisco alle domeniche in bicicletta per visitare la “Padova invisibile”. Una serie di appuntamenti per scoprire Padova in bicicletta, proposti dall’associazione “Amici della bicicletta” e promossi dall’Assessorato alla cultura del Comune di Padova. I percorsi previsti sono facili e di circa 10 km ciascuno, l’iniziativa è rivolta a tutti ed è gratuita. I percorsi si snodano in città. L’edizione 2011 è all’insegna dei Carraresi, per scoprire e riscoprire i luoghi degli antichi signori di Padova, potendo visitare alcuni celebri monumenti e musei: Castello dei Carraresi, sotterranei Palazzo della Ragione, Scoletta del Carmine, Specola. Gli appuntamenti alla scoperta di Padova sono in collaborazione con: Biblioteca civica di Padova, Comitato Mura di Padova, associazione Lo squero, Italia nostra, Legambiente e Associazione italiana di ecologia umana. Per tutti gli appuntamenti il punto di partenza è Prato della Valle, di fronte all’ex Foro Boario partenza ore 9.30, ritorno ore 12.30. Domenica 16 gennaio è prevista “I ponti nascosti”, la visita dedicata al Ponte San Lorenzo, il ponte romano, unico (parzialmente) visibile. Si tratta del ponte in Riviera Ponti Romani, all’altezza della Tomba di Antenore (di fronte alla Feltrinelli). A cura di Adriano Verdi del Comitato Mura di Padova. Per info sul programma clicca quì!

Buon fine settimana!

PS:Come sempre lo spazio commenti è aperto per dire la vostra e commentare. Ricordo inoltre la pagina facebook “Il blog di Padova” sulla quale potete interagire, esprimere opinioni su quanto avviene in città e postare foto o video che la riguardano. Basta cliccare su “like” nello spazio “fb” a fondo pagina.

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P1050682.JPGCon il post di oggi torno a scrivere qualcosa sulle vie di Padova ed aggiungere quindi un altra “capitolo” alla categoria del blog “Le strade di Padova” che ho creato nel luglio scorso ispirandomi al libro di Giuseppe Toffanin, “Le strade di Padova” e di cui potete leggere quì.

Al libro di G. Toffanin attingo a piene mani per girare a voi notizie storiche, aneddoti, curiosità relativamente alle vie della città. La via di oggi è la centralissima via Roma, che, dal Canton del Gallo, formato dall’incrocio tra via S. Francesco, S.Canziano e via 8 febbraio 1848, arriva fino al Ponte delle Torricelle. Il tratto successivo, via Umberto I di cui parlerò, forse, la prossima volta conduce in Prato della Valle come tutti i padovani sanno.

via roma.jpegChe dire di via Roma? Che senz’altro è una delle più vivace e conosciute del centro città e che ora, come il liston fa parte del percorso dello “struscio” che vede, specie nei fine settimana un gran numero di persone percorrerla per i suoi negozi, i suoi bar e perchè collega due zone fondamentali del centro storico e cioè via Umberto I e il Prato della Valle alla zona pedonale, alle piazze che corrispondono al cuore commerciale di Padova e ne rappresentano gran parte della sua anima per quanto la città sia cambiata nel corso degli anni. Come lo era in passato. Durante la Fiera del Santo dai Servi in giù si aggiungevano bancarelle di ogni genere. In via Roma c’erano i negozi e i magazzini più conosciuti: persino la prima Upim aprì in via Roma perchè centro del passaggio dei padovani. Poi ci fu il periodo di decadenza. Divenuta via a senso unico, occupata dai posteggi dei frontisti, era una via di traffico locale. Così me la ricordo io da ragazzino. Ricordo però anche quando iniziarono i lavori di pedonalizzazione della via e le lamentele dei commercianti che temevano, con la pedonalizzazione, di perdere quei clienti abituati a parcheggiare la propria auto davanti al negozio, evidentemente…I tempi sono cambiati e si sono resi conto che quell’operazione, così come l’allargamento generale dell’area pedonale, rendendo più piacevole la passeggiata favorisce anche il commercio della stessa area.

Prima del riordino toponomastico del 1900 che ha portato molte vie e strade a vedersi cambiare il nome per rendere omaggio ad eroi e personaggi o eventi storici legati all’Unità d’Italia via Roma si suddivideva in via S. Apollonia, via S. Giuliana, via dei Servi, via S. Egidio. “Tutte e quattro le brevi strade prendevano nome da chiese, delle quali resta solo quella dei Servi. Le prime due dalla Chiesa di S. Giuliana o S. Apollonia, che i padovani in realtà chiamavano in realtà S. Uliana: era parrocchiale, aveva cinque altari, andò perdendo importanza quand osi aprì il ghetto e si ridusse conseguentemente il territorio di sua competenza. Ospitava la fraglia degli orefici e andò demolita dopo il 1810: dapprima magazzino, quindi sede della tipografia Salmin che abbe fama per aver stampato libriccini microscopici, usando il carattere corpo 3, tra cui nel 1878 il Dantino cioè la più piccola edizione che si conosca della Divina Commedia misurando millimetri 38 per 21!!

P1050658.JPGLa Chiesa dei Servi (S. Maria dei Servi) (vedi foto a destra) risale alla fine del XIV secolo; affidata ai Padri Serviti o Servi di Maria, aveva retrostante il convento soppresso nel 1806. Le colonne ottagonali del portico sono quelle che sostenevano la primitiva cappella del Santo nella basilica di S. Antonio. All’interno il barocco altare dell’Addolorata, il Crocifisso miracoloso (secondo la tradizione nel 1512 sudò sangue) , pale ed affreschi di pregevole esecuzione.Aveva annessi i due oratori della Fraglia dei Sarti e della confraternita di S. Maria del Parto. La Chiesa di S. Egidio era nella piazzola quasi di fronte ai Servi e sino a qualche decennio fa si conservava la facciata. Ospitò la Fraglia dei fabbri e quella dei merciai” Questa Chiesa una volta andata soppressa fu usata per molti scopi e, agli inizi del secolo scorso, fu una delle prime sale cinematografiche della città, L’Hesperia”.  Palazzo Samonà (1974), sede della Banca d’Italia, dal nome dell’architetto che l’ha costruito Giuseppe Samonà, considerato uno fra i maggiori del Novecento,  sostituisce un palazzo ottocentesco dove sino al 1920 si trovava la Banca Veneta, importante istituto di credito cittadino che però ebbe fine non gloriosa  per dissesti provocati  da irregolarità amministrative. Ora nella galleria al pianterreno è stato ricavato uno spazio (Sala Samonà) per esposizioni temporanee, laddove fino ai primi anni ’90, ricordo, si ritrovavano sotto a quegli archi i metallari della città quando ancora le compagnie giovanili si formavano e si distinguevano in base ai gusti musicali e alle mode a questi ispirate (vedi la prima foto in alto a destra con Sala Samonà ricavata sotto agli archi). La via termina all’altezza del Ponte delle Torricelle che è del 1500 e sorge su probabili strutture romane. Il nome è dovuto al fatto che esistevano due piccole torri che fiancheggiavano la porta duecentesca. Da qui il naviglio si biforcava e un ramo (ora interrato), attraverso l’attuale riviera dei Ponti Romani, andava alle Porte Contarine, l’altro ramo, chiamato Canale di Santa Chiara lambisce Sant’Antonio e si unisce all’Alicorno ai giardini Treves.

P1050659.JPGVia Roma oggi è una via piacevole, quindi, una via dello shopping cittadino ma che, per alcune tracce rimaste, testimonia il carattere della città stessa e dei suoi abitanti o almeno la storia dei suoi abitanti. Mi riferisco alla religiosità rappresentata dalla Chiesa dei Servi e dal fatto che gli oratori di questa chiesa così come in quelle altre non più esistenti fossero sedi delle Fraglie padovane e cioè le corporazioni delle arti e dei mestieri della Padova comunale che rappresentano invece la storia dell’attività commerciale in città, vera vocazione di Padova. In zona potete travare i Panneli Mirabilia (di cui vi ho parlato nel post dell’estate scorsa “L’estate carrarese e i pannelli mirabilia”) su cui trovate alcune informazioni storiche sulle Fraglie presenti in via Roma (vedi immagine). Esistono pannelli mirabilia sparse in varie zone della città per segnalare luoghi di interesse storico, in particolare della Padova dei Carraresi. Il ponte delle Torricelle infine rappresenta la Padova, città d’acque ed ecco che in un’unica via sono presenti diverse delle principali componenti identitarie della città.

P1050685.JPGPer concludere su di un muro un po’ nascosto all’inizio della via c’è pure un murales del writer Kenny Random, il Banksy (famoso writer inglese) padovano di cui mi piacerebbe scrivere una volta 😉

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P1050689b.JPGCiao e buon lunedì! Nel post di venerdì scorso tra le proposte per il fine settimana avevo suggerito anche la visita ai sotterranei di Palazzo della Ragione. Quanti di voi sabato mattina c’erano? Dai…per oggi vi racconto come è stata questa mia visita e quando ci andrete voi scriverete nello spazio commenti le vostre impressioni.

Sabato mattina è stata una mattinata uggiosa come questa domenica, finchè vi sto scrivendo. Una mattina grigia ed umida quindi ma quando si arriva in Piazza delle Erbe l’atmosfera cambia. Tutti i colori dei banchi di frutta e verdura, il vociare della gente che passa a fare la spesa tra le bancherelle e le botteghe sotto al Salone e degli ambulanti regalano un’immagine splendida della nostra città, in particolare di quello che è il cuore di Padova, le piazze ed il Salone o meglio lo splendido Palazzo della Ragione (vedi questo video dedicato al Palazzo della Ragione per capirne il suo valore). Avevo prenotato questa visita perchè da tempo mi incuriosiva l’idea di andare a “sbirciare” nei sotterranei, in uno spazio che per definizione mi evoca sensazioni e suggestioni varie un po’ misteriose perchè abitualmente non si vedono, perchè si va a riscoprire quello che di fatto è stato sepolto dagli eventi e dalla storia e che ci rimanda ad epoche passate e, forse lontanissime da noi e dalla nostra cultura, ma che però, secondo me, rappresentano comunque un filo conduttore per capire l’evoluzione della città dai tempi antichi sino ad oggi e anche della gente che l’ha abitata.

1508348632.jpgQueste visite guidate ai sotterranei sono partite con la festa di fine restauro del Palazzo della Ragione lo scorso 21 ottobre e proseguono fino al 15 gennaio anche se posso già anticiparvi che pare proseguiranno oltre visto il notevole successo che stanno avendo.

P1050204.JPGEbbene sabato mattina ci sono stato e, assieme ad un gruppo di circa 20 persone siamo scesi nei sotterrani e percorsi i cunicoli sottostanti il Salone, il primo grande centro commerciale della città dove da tempi antichissimi sono collocate botteghe che vendono ogni tipo di prelibatezza…Io mi commuovo quando passo là sotto…eheh. Si scende dalla botola aperta nel corridoio centrale di collegamento tra le due piazze, proprio sotto i pannelli che ricordano che in quel punto era collocata la Madonnina dei Lumini tanto cara ai macellai padovani. Il “tour” è durato circa un’ora ed è stato un viaggio nella storia di Padova e soprattutto nella storia della Padova comunale (ma non solo) accompagnati dalla competenza e bravura della guida Antonella di Arc.A.Dia. Chi non è appassionato di archeologia o semplicemente non la capisce tende a volte a snobbarla e, come riferito da persone che lavorano nel settore, capita di incontrare persone che la riducono a “4 pietre” insignificanti. Insignificanti per loro, evidentemente, visto che gli scavi permettono ad archeologi e anche geologi di interpretare e di leggere con cognizione di causa quella che è l’area indagata ricavandone informazioni preziose in grado di riconsegnarci porzioni di una città e di una società che non riconosciamo più. Sotto al Salone si vedono le fondamenta del Palazzo e pietre e terra, cunicoli e ambienti sotterranei che senza la spiegazione e l’interpretazione degli studiosi non sarebbero altro che pietre e terra, cunicoli e ambienti sotterranei. Ecco perchè è grazie a queste spiegazioni ed a un po’ di immaginazione che si può vivere un’esperienza che solo una macchina del tempo potrebbe permettere.

P1050702.JPGSotto al Salone abbiamo capito che, prima della costruzione del Palazzo della Ragione (1218), in epoca medioevale nella zona c’era probabilmente un’altra concetrazione di botteghe come si può intuire dai muretti rimasti che definiscono ambienti “in serie” rivolti ad un’unica strada che fanno pensare proprio a botteghe.

veduta_giusto_santo.jpgE’ inoltre possibile vedere parti di perimetri di due case-torri, le abitazioni nobiliari che sorgevano numerose a Padova come quella di quella di Palazzo Zabarella come si può vedere nelle celebre veduta di di Padova medievale di Giusto de Menabuoi nella cappella Belludi della Basilica di Sant’Antonio (vedi immagine). Case torri medioevali costruite anche con materiali di epoche precedenti, una su tutte quella della Padova romana le cui costruzioni sono state utilizzate come una cava e distrutte per riutilizzare per le nuove costruzioni. Si intuiscono quelle che potevano essere delle strade romane così come un pavimento di una domus romana impreziosita da un piccola porziose di un mosaico visibile da una passerella. Della Padova romana infatti rimane poco. Ricordo che l’antica Patavium era una città molto importante e che l’Arena romana era per lo più delle dimensioni di quella di Verona e di Pola senza contare il maestoso teatro i cui resti si possono vedere nel fondo della canaletta che scorre intorno al Prato della Valle quando viene dragata per i lavori di manutenzione di pulizia. I resti della Padova che fu infatti si possono vedere scavando e ad ogni livello stratigrafico corrisponde a differenti epoche poichè la città si è sviluppata costruendo sopra all’esistente.

P1050716.JPGLa visita di sabato si è conclusa scendendo all’ambiente più suggestivo e cioè quel “cantinone” così chiamato dagli archeologi scoperto casualmente negli anni ’90 dopo alcuni lavori di sistemazione di una bottega in superficie. Una sorta  di galleria con volta a botte posizionata nello spazio visitabile più in profondita lunga 13 metri, buia, ed umida che in realtà nulla aveva a che fare con una cantina ma che probabilmente era un corridoio di passaggio o una cella facente parte del carcere antico che sorgeva sempre in epoca medievale sotto al cosidetto Palazzo delle Debite, il carcere dove, dopo il processo nel Palazzo di Giustizia (il Salone appunto) , finivano i debitori passando attraverso un corridoio pensile che collegava i due edifici. A questo punto in questo spazio tetro illuminati solo da una luce al neon che proiettava le nostre ombre sui pietre che tanta sofferenza e miseria devono aver visto ci sono state raccontati alcuni aspetti della giustizia dell’epoca e dell’amministrazione della città. Per i carcerati all’epoca non c’erano troppi riguardi e solo le famiglie facoltose potevano assicurare un sostentamento ai carcerati che venivano aiutati solo attraverso l’elemosina della gente ma di certo non tutelati da un qualche diritto e rischiavano di morire di fame e di sete e chissà in quali condizioni igieniche vivevano. In questo caso credo basti poca immaginazione per capire come quei luoghi fossero davvero delle anticamere dell’inferno. Ho scoperto sabato che è stato Frate Antonio (si proprio Sant’Antonio) ad insistere ed ottenere che i debitori potessero riscattarsi dai propri reati pagando i propri debiti anzichè marcendo in carcere. Nel Salone del Palazzo della Ragione è visibile la pietra del vituperio, un blocco di trachite su cui i debitori si dovevano sedere tre volte e venivano così messi alla gogna davanti ai propri debitori recitando la formula “Cedo bonis” (rinuncio ai beni) dopo essersi spogliati e rimasti con una veste. Fu così che nacque il detto “popolare” “rimanere in braghe di tela”.

P1050701.JPGAbbiamo appreso inoltre che ci sarebbe la volontà di continuare gli scavi nella zona per portare alla luce testimonianze della Padova Paleoveneta ma il tema quì si fa complesso perchè ci porta a fare considerazioni sui fondi destinati alla cultura, altrove considerata davvero un settore importante anche per il rilancio economico mentre da noi soggetta sempre a innumerevoli tagli. Tant’è penso che il desiderio degli archeologi padovani di consegnare alla città un percorso sotterraneo ampio (un po’ come il percorso della Trento Romana) e completo di tutte le epoche storiche debba essere sostenuto sia per la cultura in senso ampio sia per una sua valorizzazione in campo turistico e quì di parentesi se ne potrebbero aprire a josa come ad esempio la necessità di investire soldi per rendere maggiormente fruibili questi spazi con pannelli illustrativi ad esempio oppure realizzando scenografie in grado di ridare vita ai certi spazi. Pensiamo al carcere  antico e alla sua cella del 1200 con manichini vestiti di stracci e magari legati a catene e con un sottofondo sonoro di lamenti ed inprecazioni…eheh giusto per proiettare il visitatore nell’atmosfera dell’epoca senza fare troppo affidamento all’immaginazione. C’è chi le chiama “americanate” mentre penso che si tratti di un modo intelligente per avvicinare il grande pubblico all’archeologia attraverso un’esperienza emozionale dal valore turistico e non solo culturale…Solo che vista la situazione attuale il tutto sembra rientrare troppo in una dimensione immaginifica, ahinoi.

Con l’occasione faccio i complimenti all’associazione Arc.A.Dia per l’attività che porta avanti (vedere il sito) e per la competenza e la passione delle guide per il loro lavoro che traspare a chi li ascolta. Le visite sono organizzate dall’associazione Arc.A.Dia e vanno prenotate chiamando il 3336799660, numero da chiamare anche per avere info. I giorni di apertura sono martedì, giovedì e sabato mattina.

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