venetospmi.jpegInizia domani sabato 30 ottobre la seconda edizione del festival “Veneto. Spettacoli di mistero” che per tutto il mese di novembre imperverserà con moltissimi eventi organizzati in modo diffuso in tutta la Regione. Dal sito ufficiale riporto la presentazione: “L’edizione 2010 vedrà in oltre cento località – nelle piazze, nelle ville, le aie, i teatri, i castelli, i giardini, gli scorci naturali – la rivisitazione delle antiche leggende del territorio, spesso provenienti direttamente dalla tradizione orale, in una infinita teoria di fascinazione e di scoperta. Promosso dalla Regione Veneto, il Festival del Mistero è organizzato dalle Pro Loco aderenti all’UNPLI, che daranno vita a oltre duecentocinquanta eventi: storie di streghe e di demoni, di folletti dispettosi e di fate generose, di antichi tiranni la cui vita sanguinaria è circonfusa di leggenda e di mille fantasmi pronti ad essere evocati per raccontare i segreti più nascosti.
Le modalità saranno le più varie: spettacoli teatrali, serate di racconto, visite guidate, rievocazioni in costume e cene a tema, mostre di fotografie o di disegno, proiezioni e presentazioni di libri, passeggiate in mezzo alla natura o tra i borghi, performance artistiche, concerti, musical, ricostruzioni storiche e giochi per i più piccoli, in un’offerta pensata per accontentare tutti e per rendere indimenticabile ogni singola esperienza che si deciderà di vivere.

1025343510.jpgUn’offerta a tutto tondo che promette, nella riscoperta delle tradizioni e degli aspetti più nascosti, di mostrare l’incredibile eredità della tradizione veneta, delle sue credenze, delle sue figure fantastiche e della sua essenza più profonda, che affonda le radici alle origini della Storia. Ma soprattutto di diventare una grande festa di piazza lunga un mese, destinata a trasformarsi in stimolo per un turismo più curioso e consapevole e creare conoscenza e interesse attorno ai luoghi”.

D’altronde basta ricordare lo slogan del Festival: il Veneto…

In corrispondenza con la festività di Ognissanti e di quella dei morti torna quindi un festival che torna a parlare di tradizioni e leggende locali altrettanti suggestive a tradizioni di altri paesi importate recentemente a scopi “consumistici”. Il riferimento è ad Halloween ovviamente anche se, come per le origini irlandesi di questa festa anche per le nostre ricorrenze di questi giorni ci sono elementi comuni che si rifanno alla ciclicità delle stagioni e ai ritmi della natura.

streghe.jpegDa virgiliosapereSecondo la cultura tradizionale di molte località italiane, la notte del Giorno dei Morti le anime dei defunti tornerebbero dall’aldilà effettuando delle processioni per le vie del borgo. In alcune zone, conformemente a quanto avviene nel mondo anglosassone in occasione della festa di Halloween, era tradizione scavare e intagliare le zucche e porvi poi una candela all’interno per utilizzarle come lanterne” per cui non è vero che questa festa di origine celtica sia totalmente estranea alla nostra tradizione ed è comprensibile che il Cattolicesimo abbia tentato in tutti i modi di cancellare vecchi miti di origine precristiana. Per cui non capisco e non approvo tutto questo astio contro Halloween…semmai critico lo sfruttamento consumistico ma quale festività anche cristiana non è sfruttata in questo senso?

Tornando al festival visitate il bellissimo sito http://www.spettacolidimistero.it/ dove potrete trovare il programma dei moltissimi eventi e le proposte turistiche. Date inoltre un’occhiata alla galleria immagini e alla video gallery con filmati che vi introducono agli eventi. Per quanto riguarda Padova potrete scoprire la leggenda della Madonna e il gatto di Carceri. Se il mondo dei miti, delle leggende vi affascina potrete approfondire la cosa iscrivendovi al gruppo facebook “Veneto. Spettacoli di mistero”.

strighe-03-big.JPGVi ricorderò per tutto il mese di novembre questo post e il sito ufficiale di questo evento nel post dedicato alle proposte per il fine settimana. Per iniziare ne approffito per elencarvi i primissimi appuntamenti nel territorio padovano del prossimo fine settimana, eventi elencati  anche dal portale Padova Eventi.

Sabato 30 ottobre

ESTE
Castello di Este, ore 18.00
Sabato 30 ottobre, 6 e 20 novembre
PADOVA
Prato della Valle, ore 10.30
MASSANZAGO
Istituto Comp. G. Tiepolo, ore 20.45

Domenica 31 ottobre
SACCOLONGO
Il cavaliere misterioso tra mito e realtà
Chiesetta di Santa Maria del Carmine Borgo di Creola, dalle ore 15.00

Sabato 30 ottobre per le vie del centro di Padova ci sarà inoltre la “Padova Halloween Parade”, una sfilata organizzata dal  Centro studi Forcole d’Oro, in collaborazione con la Fondazione Antonveneta. Un corteo mascherato, con 45 grandi zucche di Halloween, percorre il centro cittadino fino a raggiungere piazza Cavour, preceduto dall’esibizione della banda di Selvazzano Dentro. Le autorità cittadine accolgono e salutano il corteo in piazza Cavour. Moltissime associazione e comunità di volontariato cittadine coinvolte nella preparazione della giornata di festa compresi ovviamente i ragazzi e le ragazze dei centri diurni. Il corteo sarà formato da 300 persone, 14 gruppi mascherati e 45 pittoresche zucche illuminate!! Buon divertimento!

 

hw.jpegN.B: Per finire vi ricordo la pagina fan su facebook di questo blog, un luogo dove interagire e dire la vostra, fare proposte, commenti e lanciare argomenti di discussione. Iscrivetevi e fate iscrivere! Uuuuuhhhuuhu e se non lo fate el Massariol viene di notte a tirarvi le dita dei piedi! Uahahaha uhahahah 😉

Il blog di Padova

Promote your Page too

immagine-social-network.jpgRicordo anni fa quando mi chiedevo del perchè l’Italia fosse uno dei leader mondiali nella vendita e diffusione dei telefonini cellulari. Perchè siamo dei gran chiaccheroni e ci piace comunicare? O per una questione di status symbol…per molti forse avere il telefonino dell’ultima generazione è una questione di moda o una passione per le nuove tecnologie introdotte nel mercato. Mah, onestamente la risposta non la conosco ma le cose non sembrano essere cambiate se attualmente l’Italia è uno dei primi paesi al mondo nella diffusione delle connessioni veloci (parliamo di internet) ed in assoluto il primo paese in Europa nella diffusione degli smartphones: circa 15 milioni, 11 dei quali vengono usati quotidianamente per navigare in internet ed utilizzare i social network, dato ragguardevole se si pensa che la tiratura quotidiana di giornali nazionali e locali è di 4,5 milioni di copie. L’e-commerce non sarà così diffuso come in altri paesi ma l’ultimo anno ha raggiunto un volume d’affari pari a 6.5 miliardi di € mentre sono 16 milioni gli utenti di facebook più della somma delle prime 15 città italiane (meno di 10 milioni). Un bacino di utenza, quindi, di consumatori, di potenziali clienti o partner commerciali che inizia ad essere interessante.

DEM.JPGDirei quindi che internet ed in particolar il web 2.0 e i nuovi sviluppi legati alle nuove tecnologie che riguardano sempre di più il “mobile” e le sue applicazioni hanno un peso tale che non rappresentano più solo un fenomeno di costume o un cambiamento negli stili di vita delle persone ma anche e soprattutto delle opportunità e nuovi spazi di mercato tali da non poter più essere trascurati dalle aziende.

Questa premessa per presentarvi un workshop di sicuro interesse per pmi, piccole aziende, esercizi ed attività commerciali sulle opportunità che la rivoluzione digitale offre per sviluppare il proprio business. Si tratta di LocalèDigitale ( come e perché il successo commerciale passa per l’innovazione), un workshop, appunto, sperimentale e organizzato nella sua formula innovativa per la prima volta a Padova con l’intento di spiegare come le PMI locali possono guadagnare grazie alla rivoluzione digitale. La presentazione infatti, di poco più di un’ora circa, ha lo scopo di fornire alcuni dati di scenario ed esporre in modo semplice e coinvolgente quali strumenti digitali sono a disposizione degli imprenditori per le loro esigenze di comunicazione commerciale.

Pensate ai vostri contatti facebook, agli esercizi commerciali, ai locali notturni, ai ristoranti, agli alberghi che utilizzano le pagine fan per promuoversi e mantenere una buona relazione con i propri clienti. L’uso di skype per tagliare le spese telefoniche, l’uso del geotagging, delle mappe digitali ed il gps nel settore del turismo. Le mille applicazioni e i nuovi social network giusto per dare un’idea anche perchè pure io non ho in mente un quadro complessivo della realtà attuale. Insomma un vero e proprio “mondo” di strumenti a disposizione da conoscere per massimizzare al meglio le potenzialità del proprio business.

sn.jpegIl workshop si articolerà in alcune sezioni, ognuna delle quali si rifà ad alcuni storici programmi televisivi, attraverso la sigla e l’utilizzo di un certo linguaggio da parte dello speaker (Andrea Boscaro esperto di e-business per la PMI, autore del libro “Tecniche di e-marketing”). L’altro intervento sarà quello di Alessandro Petrella, Responsabile di IoPubblicità di Matrix Spa (gruppo Telecom Italia). Partner dell’evento sono “IoPubblicità” del gruppo Telecom Italia, Il Corriere della sera.it, La Repubblica.it, il 12-54, TIM e il portale Virgilio.it.

La location del workshop sarà Villa Italia in via S. Marco, vicino all’ikea per intenderci, e l’inizio è previsto per le ore 18,00. Per partecipare è necessario registrarsi quì. Io l’ho appena fatto! 😉

My Twitter: albertobotton

Il blog di Padova

Promote your Page too

go2.wordpress.com.jpegLo scorso venerdì sera ho visto in tv su telenuovo la trasmissione “Il Sindaco e la città”, un talk show condotto da Mario Zwirner con la presenza di vari ospiti tra cui ospite fisso è il sindaco Zanonato. Si affrontano temi di interesse per la città con la possibilità di intervenire da casa e la scorsa puntata ha affrontato un argomento che è sulle prime pagine della stampa locale in queste settimane vale a dire la protesta ed il malumore delle commesse di fronte alle aperture domenicali esploso con l’idea di alcuni centri commerciali cittadini di tenere aperto anche il giorno di S. Stefano.

Con questo post volevo dire la mia e spero che anche voi che leggete vogliate esprimere la vostra opinione nello spazio commenti. Secondo me la posizione del sindaco in quella trasmissione è non solo condivisibile ma persino scontata per chi deve amministrare e fare l’interesse di una città intera e mi spiego. Innanzitutto bisogna distinguere l’idea di Ipercity e Centro Brentelle di tenere aperto il giorno di S. Stefano e le aperture domenicali (non obbligatorie) dei negozi del centro storico. Sono fermamente contrario all’apertura dei centri commerciali il giorno di S. Stefano e se le commesse di questi scioperano hanno tutto il diritto e la mia solidarietà. Anch’io lavoro in un centro di quel tipo e ho un contratto nel commercio e non esiste un’apertura il giorno di S. Stefano in un centro commerciale della periferia.

tuffati.jpegSono invece favorevole alle aperture domenicali in centro storico perchè l’interesse va oltre il profitto privato di un unico imprenditore e riguarda l’interesse e la promozione dell’intera città nel settore del turismo e che può generare ricchezza ed indotto  e anche occupazione in città.  Nell’era della globalizzazione le città sono in competizione tra loro nell’attrazione di investimenti dall’esterno e anche nell’attrazione di turisti che vengono in città, visitano i musei, le mostre e fanno talvolta acquisti e che senz’altro apprezzano di più destinazioni turisticeh in grado di fornire servizi e un atmosfera piacevole e vivace piuttosto che un centro chiuso con tutte le serrande abbassate. I turisti sono potenziali clienti in più e tenere chiuso significa perderli forse per questo anche i piccoli commercianti che faticano a garantire il turnover delle domeniche ai propri dipendenti vogliono comunque tenere aperto. Senz’altro la gente può fare acquisti tutta la settimana ma non sta a me o alle commesse dirlo visto che chiunque quando va in vacanza in una località turistica magari fa visita al negozietto del posto e qualche acquisto lo fa e quindi perche  mai anche a Padova non dovrebbe essere così? Una città, un centro storico come quello di Padova che vuole proporsi come destinazione turistica deve essere aperto e offire più servizi possibili a cittadini e visitatori, specie in questo momento di crisi  e il concetto vale per il negozio come per la città in senso ampio visto che il servizio al cliente è tutto e, se non è adeguato ,il passaparola negativo può far si che si perdano clienti e turisti potenziali per il futuro. Per cui negozi aperti ma non solo. Tutti i venerdì vi parlo degli eventi e delle proposte per animare il centro città nel fine settimana e questo sforzo è sia rivolto ai cittadini sia ai visitatori dal resto della provincia, della regione e anche per chi viene da più lontano e magari pernotta in una delle strutture alberghiere. Il progetto “Tuffati nel cuore di Padova” va in questa direzione così come le mostre e la ricchezza di offerte culturali in città così come le visite guidate , i giri in battello etc etc. Immaginate se ognuno chiudesse e si rifiutasse di lavorare la domenica…magari anche certi marchi dell’abbigliamento potrebbero scegliere di aprire altrove e portare occupazione in un altra città!

domenica-a-padova.jpegDurante la trasmissione di venerdì sera si elencavano le categorie di lavoratori abituate a lavorare la domenica dagli impiegati nel turismo,     nella ristorazione e negli alberghi, ai tutori dell’ordine pubblico, ai giornalisti, ai medici ed infermieri piuttosto che ai vigili del fuoco e molti altri. In tutto il mondo le grandi città sono aperte 24h su 24h e senza arrivare a certi eccessi anche una Padova aperta e piena di gente la domenica penso possa essere maggiormente apprezzata da cittadini e visitatori, a maggior ragione se le aperture domenicali sono cosa accettata regolarmente non solo nelle altre città della regione ma anche nei centri minori della provincia. L’assessore al commercio Dalla Vecchia faceva notare come comunque molte festività siano state rispettate e che negozi e servizi siano stato sospesi lo scorso 25 aprile, il giorno di Pasquetta ed il 1° maggio cosa non scontata visto che proprio il 1° maggio scorso sono arrivati in città una quarantina di ragazzi/e da tutta Italia, fan degli u2 per un ritrovo nazionale (vedi il mio post “U2place a Padova: Il baccanale veneto!“). Il fatto di aver trovato il tram non funzionante li stupì molto perchè nel bel mezzo di un “ponte” in cui il turismo dovrebbe essere promosso bloccare totalmente il servizio pubblico forse è stato un autogol…non per il “folparo” di piazza della frutta che ha fatto buoni affari grazie a questo gruppo di turisti.

Detto questo capisco perfettamente le commesse che si sentano eccessivamente sfruttate e che, se costrette a lavorare la domenica hanno maggiori difficoltà in termini di relazioni con familiari, marito,morosi, figli con cui vorrebbero trascorrere questa giornata. Ma come detto sopra non è la domenica il problema (pure io, mentre scrivo, sono appena tornato dal lavoro..come non lo è per le altre catogorie che lavorano la domenica) ma il problema c’è laddove manca un turnover, la possibilità di avere una, due, tre domeniche libere al mese o comunque che non ci sia l’obbligo di lavorare tutte le domeniche. La protesta di sindacati e commesse, quindi, sempre secondo la mia modesta opinione,  non dovrebbe essere rivolta ad Ascom ,Confesercenti o al Comune ma a quei commercianti che tengono aperto, nonostante non siano obbligati, senza essere in grado di garantire ai dipendenti un turn over. E se si tratta di una strategia per far fronte alla crisi, (leggi dal sito di tgpadova l’intervista a Nicola Rossi, presdiente Confesercenti) specie per i piccoli negozi dove il rapporto tra datore di lavoro e dipendente è caratterizzato dalla stima e fiducia reciproca credo sia più facile con un sforzo da ambe le parti accettare e fare qualche sacrificio in più purchè questo non vengo percepito come una mancanza di scelta ed un obbligo. Personalmente accetterei più di buon grado un sacrificio, uno sforzo aggiuntivo se coinvolto maggiormente, se mi venisse chiesto, se mi sentissi valorizzato e rispettato come collaboratore più che come due braccia da lavoro senza esigenze e sensibilità. Secondo me è questo il nodo da sciogliere. Si alle domeniche aperte ma con il rispetto del diritto dei lavoratori ad avere almeno una domenica libera al mese e non esiste, come mi pare aver sentito da qualche telefonata in trasmissione su telenuovo, che il turno domenicali sia un turno straordinario obbligatorio in aggiunta alle ore settimanali: insomma è obbligatorio un giorno di riposo la settimana! mica vorremo tornare alla servitù della gleba, no? Spero quindi che questo malcontento venga preso in considerazione non per fermare il progetto delle aperture domenicali ma per collegarlo alla capacità dei commercianti aperti di garantire una turnazione delle domeniche lavorative tra i propri dipendenti.

E voi che ne pensate?

PS. Con l’occasione vi ricordo la pagina fan su facebook “Il blog di Padova” dove potete interagire e postare sulla bacheca quello che volete riguardo a quanto avviene in città, postare le vostre foto e commentare i post del blog. Se vi va basta cliccare su “like”! Alla prossima!

polpo.jpegSarà che da queste parti luglio e agosto fanno spesso rima con afa ma io l’autunno lo preferisco alla tipica estate padana. L’autunno e la primavera sono le mie stagioni preferite, le mezze stagioni, quelle che non ci sono più. L’autunno mi piace perchè unisce il clima mite ad un’atmosfera quasi magica in cui tradizioni locali, prodotti della terra, profumi sono esaltati anche dai colori del paesaggio per lo meno laddove questo è ancora tutelato. La vendemmia, l’attesa del vino nuovo, le castagne, il frescolino la sera e l’erba bagnata sotto ai piedi sono alcuni flash di un periodo dell’anno che mi suggestiona molto più di altri ed è questo un periodo secondo me ottimo per visitare borghi e paesi che in queste settimane fervono dei preparativi di feste, sagre e fiere di origine contadina, come di origine contadina siamo tutti noi veneti fatti salvo i nobili.

safol.jpegQuesta la premessa per presentarvi l‘Antica Fiera d’Autunno (dal 22 al 26 ottobre) meglio nota come Sagra del Folpo a Noventa Padovana, una delle più antiche fiere che si tengono tutt’oggi in una zona che va da “cerniera” tra la città di Padova e la Riviera del Brenta., zona caratterizzata dalla presenza di molte ville venete. Se oggi le sagre sono anche e soprattutto un momento di condivisione e di divertimento per la comunità, un tempo erano infatti occasioni per fare affari, vendere ed acquistare capi di bestiame per esempio. Da virgilio sapere “La fiera d’autunno è di tradizione seicentesca, come dimostrano i documenti storici del periodo. Lo storico Andrea Gloria nel manoscritto Territorio Padovano illustrato del 1862 riporta che proprio a Noventa “frequentatissima v’è la fiera annua in ottobre della quale Girolamo Vendramin ottenne la conferma il 1758, trasferita dalla seconda all’ultima domenica di ottobre per la Ducale 11 settembre 1776”. La fiera infatti cadeva nella domenica della Madonna del Rosario, festa molto sentita dagli abitanti del tempo e favoriva l’economia agricola locale, ampliando il mercato di bestiame e prodotti della terra. La Serenissima concesse infatti una franchigia dai dazi per le merci commerciate nella sagra di Noventa. Non mancava tuttavia la componente del diventimento: i cittadini erano intrattenuti da attosi girovaghi e dalle bancarelle con i prodotti gastronomici locali. Oggi, d’altra parte, la fiera ruota attorno all’artigianato locale, alle attrazioni per bambini e ai folpari, ossia i venditori di polpi caldi“.

Oggi quindi inizia la sagra del folpo come la conosciamo noi, quella dei “folpetti e del torbioin” e che attrae decine di migliaia di persone ogni anno sarà anche per questo che il Comune di Noventa ha predisposto un piano del traffico in queste giornate come si legge dal sito del tgPadova di telenuovo (vedi quì). Sagra che rientra in quelle Feste del gusto di cui io stesso ho parlato a partire dal mese di settembre in questo mio spazio. Da Padova Eventi “Il Comitato ha curato come ogni anno gli aspetti dell’accessibilità all’area fieristica, garantendo con trenini navetta il trasporto gratuito dei frequentatori da e per Noventana, Ponte di Brenta e Camin, contribuendo in tal modo ad alleggerire la morsa del traffico.

amissi piovego.jpegPer chi viene a Noventa da Padova sarà piacevole fare una gita in battello lungo il Piovego e, una volta scesi, ritrovarsi già in zona Fiera. Il servizio costa solo 1€, ma bisogna prenotarsi“. Insomma andare alla sagra del folpo in battello mi pare un’ottima cosa specialmente se esagerate col “torbioin” ma occhio a non cascare in acqua! 😉 Il numero per prenotarsi il battello  è quella della Delta Tours ed è 0498700232. Fa simpatia leggere nel volantino che la prenotazione è necessaria “per la partenza e l’eventuale ritorno”..heeh mettono le mani avanti per voi. Le info sui moli di partenza li trovate sul volantino. Cliccate quì per scaricarvi il volantino e quì per il programma completo che prevede ovviamente stand enogastronomici, musica, anche live per i giovani, una mostra fotografica, la fiera mercato e per domenica mattina la Gara di Voga alla Veneta con Maschere (tipo di imbarcazione non mascherati) organizzata dagli Amissi del Piovego e dall’Associazione Remiera Noventa Padovana. Per tutte le giornate funzionerà il luna park finchè martedì alle ore 23,00 sarà lo spettacolo pirotecnico a chiudere la festa.

In provincia l’altra fiera franca e precisamente la  Tradizionale Fiera Franca di Cittadella. Tornando in città ricordo l’opportunità straordinaria di farsi una scorpacciata di mostre e di esposizioni per gli appassionati d’arte di cui ho già parlato nei post precedenti. A palazzo Zabarella, infatti, continua la mostra “Il volto dell’800. da Canova a Modigliani”. Presso i musei civici “Giorgione e l’enigma del carro” mentre in giro per la città le proposte di RAM, il contenitore dedicato all’arte contemporanea.

Buon fine settimana!

My Twitter: albertobotton

246402084.jpgIl Veneto, si sa, è la prima regione turistica italiana e deve questo suo primato all’attrattività e all’interesse diffuso di moltissime destinazioni che, seppur differenti tra loro, o forse proprio per l’ampiezza e la diversità dell’offerta, sono molto apprezzate da turisti italiani e stranieri ed ovviamente dai veneti stessi.

Anche la città di Padova e il suo territorio provinciale, sebbene il turismo non rappresenti ad esclusione dell’area termale la voce primaria del’economia locale, manifestano l’intenzione di puntare su questo settore dell’economia che può creare occupazione e che, stimolando il miglioramento dell’accoglienza, necessaria per proporsi come destinazione turistica, qualifica anche il valore del territorio stesso, la sua accessibilità, la sua forza comunicativa, il suo appeal.

terramadre1.jpegOccuparsi di turismo, mettere in rete gli attori e gli stakeholders di un territorio, costruire politiche per valorizzare un’area e la sua economia, richiedono professionalità di alto profilo poichè fare di una città o di un territorio una destinazione turistica di successo, con le complessità e le contraddizioni presenti all’interno di essi, non è un impegno che si improvvisa. Da diversi anni in città e provincia si nota un certo fermento da parte delle istituzioni preposte alla valorizzare turistica del territorio padovano: l’azienda speciale istituita dalla provincia nel 2003, Turismo Padova Terme Euganee, il piano strategico del turismo, le campagne di comunicazione, quelle di “Padova, terra madre di…” e la padovacard, l’impegno delle associazioni di categoria e dei vari operatori del settore. Ulteriore stimolo, ritengo lo stia dando l’assessore alla cultura Andrea Colasio, con la sua buona “fissazione” con il Castello dei Carraresi e la signoria trecentesca con l’obiettivo di valorizzare si, il grande patrimonio artistico ed architettonico, ma anche far riscoprire alla città ai suoi abitanti alcuni elementi perduti della propria identità, valore immateriale per molti forse impercettibile ma che, secondo me, è alla base dell’offerta territoriale: senza identità tutti i luoghi sarebbero uguali, giusto per semplificare. Per non parlare dei nuovi spazi quali il centro culturale Altinate-S. Gaetano, forse non ancora utilizzato al massimo delle sue potenzialità e i grandi “sogni” che spero si concretizzino dell’Auditorium di Klaus Kada e del Castello Carrarese restaurato e aperto alla città oltre al tanto atteso quanto discusso (vedi le polemiche  e le difficoltà di dialogo tra i vari attori del territorio, in particolare tra Comune e Provincia) centro congressi poichè il turismo congressuale in città è altrettanto importante rispetto a quello culturale, viste le funzioni economiche della città in grado di attrarre meeting e comunque lavoratori da altre città, oltre che per la fiera.

turi.jpegQuest’oggi volevo parlarvi del Master in Governance delle Risorse Turistiche Territoriali giunto alla sua IV edizione e che io ho conseguito nella sua 1° edizione (quì ho inserito l’abstract della mia tesi). Il master si ripropone di formare professionisti ed esperti proprio dei temi di cui sopra proponendo un equilibrato mix di lezioni frontali e di ore di laboratorio e project work in modo tale da integrare le competenze teoriche con quelle pratiche. Il Master è articolato nelle seguenti sezioni: Didattica frontale: 314 0re; Laboratorio: 40 ore; Stage: 275 ore; Elaborato finale: 150 ore. I corsi, tenuti da docenti dell’Ateneo padovano ma non solo, e da professionisti del settore sono suddivisi in 3 aree tematiche: l’area culturale ed ambientale, l’area economico-aziendale e giuridica, l’area della comunicazione. Ma per i dettagli e per vedere l’elenco dei corsi, vi rimando al sito ufficiale del master. La novità di quest’anno è che ci si può iscrivere per frequentare anche corsi singoli così che professionisti, occupati nel settore turistico potrebbero essere interessati a frequentare corsi specifi e mirati su alcuni temi in particolare. Per info clicca quì mentre per il bando di iscrizione clicca quì.

La sede del master dove si terranno le lezioni è il bel palazzo Cà Emo a Monselice dotato di una nuova sala computer con nuovissimi Mac! Ma ho scelto di parlarvi oggi di questo master per presentarvi l’opportunità della prossima settimana. Il Master in Governance delle Risorse Turistiche Territoriali sarà infatti “ospite” dello showroom dedicato al parco Regionale dei Colli Euganei all’interno della corte di Palazzo Zabarella di via S. Francesco (angolo via Zabarella), dove prosegue la mostra “Il volto dell’800. Da Canova a Modigliani” e di cui ho parlato qualche post fa. Tra il 25 e il 31 ottobre durante la settimana, dalle 10 alle 17, saranno presenti il tutor del Master e alcuni allievi ed ex-allievi che forniranno indicazioni sulle attività formative del Master, ma soprattutto racconteranno la loro esperienza di studio e di stage. Nello spazio di corte Zabarella si terrà anche un ciclo di seminari aperto a tutti dal titolo “Turismo e turismi. I cambiamenti del mercato e la differenziazione del Prodotto”.

Lunedì 25 ottobre
Ore 10.00 Dott. Stefan Marchioro, I cambiamenti del mercato e la differenziazione del Prodotto
Ore 11.30 Dott. Manuela Allegro, Terme e Gourmet. Quando il territorio si gusta
Martedì 26 ottobre
Ore 10.00 Dott. Elisa Bortolotto, Easy Activities alle Terme Euganee. La vacanza attiva per scoprire il territorio
Mercoledì 27 ottobre
Ore 14.00 Dott. Davide Avanzo, Le card turistiche come strumento di gestione della destinazione
Ore 15.30 Dott. Valeria Franco, Metodi per la valorizzazione turistica nelle piccole realtà
Giovedì 28 ottobre
ore 10.00 Dott. Jasmine Tramarin, Terme e famiglia. Ospitalità a misura di bambino
PER INFORMAZIONI:
D.ssa Simonetta Pirredda, tel. 049.8274615
e-mail: simonetta.pirredda@unipd.it
Per concludere vi mostro il breve spot che gli allievi del Master 2009 hanno ideato e realizzato. Si tratta di quattro spot d’immagine per la promozione del ricco e variegato patrimonio museale presente nel territorio del Parco Regionale dei Colli Euganei. Gli spot sono frutto della collaborazione con il regista patavino Antonello Belluco, docente per il Master del laboratorio di “Valorizzazione e promozione turistica del patrimonio ambientale e storico-artistico attraverso i media”, e di alcuni professionisti del settore. La loro realizzazione è stata resa possibile dalla disponibilità di tutti i direttori e conservatori dei Musei e grazie al sostegno dell’Ente Parco Regionale dei Colli Euganei, che anche in questa occasione non ha fatto mancare il suo appoggio al comitato scientifico del Master e ai suoi allievi.

PS blog. Novità. Iscriviti alla pagina facebook del blog e partecipa, esprimi la tua opinione, proponi idee per i posts su Padova e quanto avviene in città!

My Facebook: Alberto Botton

My Twitter: albertobotton


 

 


 

 

72117_1619920985302_1454737676_1623675_4750414_n.jpgCiao a tutti! Il post di oggi è dedicato ai tifosi e a tutti gli sportivi padovani che sono legati alla storia e alla memoria sportiva della loro città. In attesa del “derby” di stasera tra Padova e Cittadella (tutti all’Euganeo a gridare Forza Padova!) voglio ricordarvi l’appuntamento di domani 19 ottobre presso tutte le edicole dove, assieme a “Il Mattino di Padova” potrete trovare il dvd di “Appiani. Ricostruire un’emozione”, il film documentario che il film maker padovano Matteo Menapace (che vedete nella foto sotto a sinistra) ha realizzato lo scorso anno per documentare l’impresa di un eroico manipolo di tifosi che sono riusciti a realizzare una fedelissima riproduzione in scala 1:87 del mitico e glorioso stadio di via Carducci (esattamente 86 anni dopo la sua inaugurazione il 19 ottobre 1924).

66600_1621269779021_1454737676_1626444_6906295_n.jpgIl plastico dell’Appiani così come questo dvd rientrano nelle iniziative nate per celebrare i 100 anni del Calcio Padova e per forza di cose questo post è inserito nella categoria “Calcio Padova 1910” ma è inserito anche nella categoria “Vecchia Padova (cultura popolare)” per quello che l’Appiani e il Calcio Padova hanno rappresentato e rappresentano per i padovani: una passione, un attaccamento che, anche se non acceso e fanatico come in altre città, è indubbiamente molto sentito e continua ad essere trasmesso di generazione in generazione, dagli gloriosi dell’era Nereo Rocco e dei panzer negli anni ’50, ai ruspanti anni ’80, alla rinascita degli anni ’90 fino ai giorni nostri superando anche gli anni della decadenza dei precedenti 12 anni.

Sempre per celebrare il Centenario, pure io ho dedicato alcuni post al Calcio Padova e al suo stadio. “L’Appiani, tempio della Vecchia Padova” e il post “100 di quest’anni Calcio Padova! anzi no…solo di quelli migliori” per dire che se gli scorsi 100 anni ci hanno regalato quache anno di soddifazione in mezzo a tanti di “sofferenza”…sportiva ovviamente per i prossimi 100 anni vorremo tutti invertire la cosa! 😉

86630215.jpgDa domani quindi, con soli 5 euro in più, potrete, acquistando “Il Mattino di Padova” portarvi a casa questa edizione della produzione di Matteo Menapace che da facebook fa sapere sarà più ricca rispetto a quella che molti tifosi hanno potuto vedere il 28 maggio scorso  presso il campo Appiani nella sua serata di “premiere”. Dal comunicato stampa scritto in occasione di questa uscita in edicola riporto “Si è scelto il 19 Ottobre quale data per la pubblicazione visto che lo stesso giorno del 1924 l’Appiani fu inaugurato con la partita Padova Andrea Doria, vinta dai biancoscudati per 6-1. In edicola si troverà una versione rinnovata rispetto alla “PRIMA” proiettata il 28 Maggio all’interno dell’affascinante cornice dello stadio APPIANI. Particolarmente di rilievo la sezione fotografica all’interno del documentario. Inedite e esclusive immagini dello stadio Appiani e del Padova Calcio nella stagione d’oro di Rocco, l’annata 1957/1958. Tale contributo di immagini e’ poi stato ripreso in uno speciale EXTRA contenuto nel DVD, nel quale si racconta con un ulteriore ricco filmato i successi raggiunti da quella storica formazione. A tutto questo si vanno ad aggiungere esclusive foto della tifoseria Biancoscudata targate anni ’80 e ‘90, gli ultimi anni d’oro della storia dell’Appiani.

309832572.jpgNei già citati EXTRA troveremo,inoltre,le interviste integrali a Gastone Zanon e Pino Lazzaro (autore del libro “La fossa dei leoni” del quale potete vedere la copertina a sinistra). Questa edizione è stata resa possibile dal collaborazione con due importanti sponsor: l’azienda EL.MO di Padova e il  CLUB VECIA PADOVA”. Nel dvd troverete anche le interviste a due amici, Marzo Zanchin e Nicola Gabrieli del Comitato Pro Appiani che si sono battuti per dire no all’abbattimento della gradinata dello Stadio Appiani o quantomeno per la sua tutela come “memoria storica cittadina” così come un’intervista al mitico giornalista Furio Stella, forse l’ultimo di quei giornalisti che provano a raccontare il calcio alla Gianni Brera facendolo trasparire per quello che è o dovrebbe essere secondo me e cioè un semplice gioco capace però di folkloristiche suggestioni popolari…e ovviamente il racconto di come questi ragazzi hanno costruito la fedele riproduzione del plastico (vedi il blog diario che per mesi ha raccontato la loro avventura).

Un film documentario quindi con immagini d’epoca, video, interviste per trasmettere le emozioni di ciò che è stato e non sarà più, un dvd da conservare, una storia da ricordare e di cui parlare come abbiamo fatto il 29 gennaio scorso, 100° compleanno del Calcio Padova, giorno in cui è stato inaugurato il Padova Museum dove lo Stadio Appiani in miniatura fa bella mostra di sè. Ricordare per poi continuare ad appassionarci alle vicende del Padova di oggi, di quest’anno e del futuro come senz’altro faranno i tifosi biancoscaudati.

Forza Padova!

PS Riflessione. Questo film documentario va di pari passo con quello presentato la scorsa settimana e che purtroppo non ho potuto vedere (spero di poter rimediare) sul documentario dedicato alla Saimp, una delle storiche fabbrica cittadine, custodi della memoria operaia di tante persone e della città stessa, come l’Appiani. Continuo ad immaginare come sarebbe bello un museo o comunque un’esposizione permanente sulla Padova del Novecento, sulla storia della città e della sua gente, sugli eventi storici di rilievo così come sulla vita quotidiana dei suoi abitanti sul modello del People Palace di Glasgow! Magari potrebbe essere un’idea per il Castello dei Carraresi! eheh

PS: Novità. Iscriviti alla pagina facebook del blog e partecipa, esprimi la tua opinione, proponi idee per i posts su Padova e quanto avviene in città!

My Facebook: Alberto Botton

My Twitter: albertobotton


 

 


 

 

544907543.jpgCiao a tutti, eccoci al post del venerdì dedicato alle proposte per il fine settimana! Questa sera riparte la stagione del Gran Teatro (quest’anno sponsorizzato dalla Geox) per cui in queste pagine troverete informazioni riguardo a spettacoli, concerti, musical e quant’altro venga proposto da quelli della Zed al Gran Teatro (purchè di mio gradimento, eheh). Zed a cui Padova, a mio avviso, deve molto perchè sta portando molti artisti e offrendo a padovani e non un buon calendario di eventi. Personalmente mi piacerebbe che venisse maggiormente considerata anche la domanda un po’ meno “pop” e più rock, se non undeground proprio, visto che in città ci sono molti giovani interessati a concerti di questo tipo e magari qualche star internazionale in più…magari gli U2! Stasera si apre quindi.

gt.jpegVenerdì 15 ottobre al Gran Teatro ore 21 spettacolo del comico Giuseppe Giacobazzi, direttamente dallo Zelig.”Nei suoi spettacoli Giacobazzi racconta vicende di vita quotidiana con la sua mimica e il suo umorismo irripetibili analizzando le donne e gli stereotipi del romagnolo. Uno show che offre il meglio di quella comicità semplice che ha fatto di Giacobazzi uno degli artisti più ammirati e seguiti di Zelig” per info e prevendite clicca quì.

mattelliott_2.jpgPer i concerti live, le feste, i party nelle discoteche, i club per scatenarsi nella vita notturna ricordo il sito Padova By Night che propone per stasera Venerdi 15 il live dell’alternative folk made in uk di Matt Elliott all’Unwound club (tessera ARCI) di via Dalmazia, angolo via Fowst, il vero club underground di Padova. Personalmente venerdì 15 sarò al Conamara Irishland di Torre per festeggiare il compleanno di Beppe, chitarrista dei Velvet Dress, nota ed apprezzatissima tribute band degli U2. Sarò lì con vari amici uniti dalla comune passione per la musica degli u2 ad ascoltare le note dei VD quasi a rivevere le emozioni di tanti concerti, amici iscritti alla community u2place “responsabile” di questo spettacolo durante il concerto di Roma che ha chiuso il tour europeo dei 4 irlandesi. Di loro avevo già scritto in occasioni di due raduni a Padova che hanno portato in città molti fans da tutta Italia (rileggi il post dell’ultimo raduno). Tanti auguri Beppe!

Poi sono sicuro che più di qualcuno starà aspettando notizie in merito alla “Birra gratis” di cui parlo nel titolo. E’ così vero? Sicuro, lo sapevo io…Ahaahah “gnoccoloni/e! era un’esperimento sociologico o un’iniziativa di web marketing per avere più visite eheehe. Deh he hi ho un blogger che prende in giro i propri lettori! Spero mi sia perdonata la vena scherzosa di oggi! Ahahaah 😀

giorgione_tempest1.jpgPer quanto riguarda tutte le giornate del fine settimana sono quì a ricordarvi tutti i contenitori di eventi, le mostre, le rassegne di cui già ho parlato e dai cui programmi potrete trovare qualcosa di interessante che faccia al caso vostro. Ho parlato della Mostra “Il volto dell’800. Da Canova a Modigliani” (clicca sul link per leggere il post o vai al sito ufficiale della mostra). Domani inizierà invece un’altra mostra di sicuro richiamo vale a dire Giorgione a Padova. L’enigma del carro (fino al 16 gennaio 2011). Dal portale Padova Eventi la presentazione “I Musei Civici Eremitani ospiteranno una grande mostra dedicata ai capolavori del Giorgione, il grande pittore nato a Castelfranco Veneto. La grande mostra intende ricreare il clima di rapporti che Giorgione aveva con la città di Padova e muove da uno dei massimi dipinti: La Tempesta. Nel quadro lo stemma dei Carraresi è visibile sulla porta dipinta dal Giorgione nel suo capolavoro (e presente in mostra), il comitato scientifico interpreta in chiave padovana di alcune opere del Maestro, ricostruisce i rapporti, evidenzia affinità culturali, suggerisce riferimenti iconografici e influenze reciproche tra Giorgione e l’ambiente culturale, artistico e letterario della città tra il XV e XVI secolo”.

Proprio nel post di mercoledì vi ho presentato RAM, la rassegna o contenitore di una serie di moltissime mostre ed appuntamenti dedicati all’arte conteporanea. Leggi/Rileggi il post “RAM, l’arte contemporanea a Padova!” e consulta il programma che troverai all’interno del post così potrai trovarti da solo qualcosa da andare a vedere nel weekend. Devo fare tutto io? Il turismo culturale attira molte persone anche dalle città e dalle regioni limitrofe sicchè l’azienda Turismo Padova Terme Euganee e il consorzio di promozione turistica Welcome Padova propongono pacchetti weekend particolarmente vantaggiosi ed interessanti (clicca quì).

volumi_urbani.jpgPer “Tuffati nel cuore di Padova” vari eventi in centro città tra cui la tradizionale mostra mercato del libro e delel stampe antiche “Volumi Urbani” che si terrà sabato 16 in via S. Francesco (rileggi il post dedicato a questa via nelle categoria “Le strade di Padova”. A far da contorno le visite guidate gratuite in giro per il centro città. Per info su Volumi Urbani e le visite clicca quì.

Domenica 17, soprattutto per i padovani, c’è anzi c’era un’interessante opportunità, credo unica. E cioè quella di fare un’escursione nei sotterranei del Palazzo della Ragione ma sono stati prenotati tutti i posti disponibili :(. Per la conclusione del recente restauro del mercato sotto il Salone di Palazzo della Ragione, infatti, viene organizzata una festa con degustazione delle specialità dei negozianti del Salone e con performance di musica e danza. Io spero che ci sia la possibilità di andare a vedere, ci sarà un sacco di gente! Il restauro, che ha interessato anche l’interrato del Palazzo, consente ora di apprezzare i resti medievali e romani, oltre alla crescita stratigrafica della città. Gli scavi effettuati durante i lavori hanno portato alla luce una struttura organizzata in due gallerie longitudinali ed una trasversale, che fanno emergere le varie sovrapposizioni architettoniche che si sono succedute nel tempo.

C_1_Immagini_6459_Immagine.jpgDomenica 17 importante momento di riflessione e di partecipazione civica. Mi rendo conto che in un post in cui ho scherzato passare a parlare dei Giusti del mondo può sembrare indelicato. Domenica 16, infatti, si terrà la cerimonia di riconoscimento dei Giusti del mondo 2010, in mattinata presso il Giardino dei Giusti (rileggi il mio post dedicato al Giardino) di via Forcellini (zona Internato Ignoto), nel pomeriggio presso il Palazzo della ragione. La giornata commemorativa si divide in due momenti, uno presso il Giardino dei Giusti del Mondo con la messa a dimora delle piante, l’altro a Palazzo della Ragione con la consegna delle pergamene e del sigillo della città ai Giusti. Ricordo che i Giusti del Mondo sono personalità che, in condizioni di imperante ingiustizia, si sono opposti in ogni parte del mondo ai genocidi a partire dal XX secolo. Nel corso della cerimonia viene messa a dimora una pianta in ricordo di ciascuno di loro. Nell’edizione 2010 vengono commemorati altri 10 Giusti, italiani, polacchi, senegalesi, americani, turchi, che vanno ad unirsi ai 36 Giusti e alle 20 piante fino ad oggi presenti. I Giusti celebrati, legati a tre genocidi (armeno, ebraico e ruandese) sono: Hrant Dink (Turchia), Henry Morgenthah (Usa), Giacinto e Maria Alberoni (Italia), Silvio ed Elena Ester Macerani (Italia), Gino ed Elsa Bellio (Italia), Giuditta Drigo (Italia), Elio Gallina (Italia), Jan Karski (Polonia), Ida Lenti Brunelli (Italia), Irena Sendler (Polonia), Mbaye Diagne (Senegal), Antonia Locatelli (Italia).

Con l’occasione viene posta nel Giardino anche la targa donata dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che riporta la scritta:
“Il Presidente della Repubblica al Giardino dei Giusti del Mondo
testimonianza di pace
auspicio di dialogo e riconciliazione fra le genti”

Per chi ne ha, portateci i bambini e spiegate loro di questi grandi esempi del nostro tempo! Buon fine settimana!

PS: Novità. Iscriviti alla pagina facebook del blog e partecipa, esprimi la tua opinione, proponi idee per i posts su Padova e quanto avviene in città!

 

My Facebook: Alberto Botton

My Twitter: albertobotton

Padua bloggers’ Inn

 

 


 

 

RAM-logo.jpgNel post di venerdì presentandovi alcune idee su come trascorrere il fine settimana avevo citato la rassegna d’arte RAM. Ieri sera, mi è giunto tra le mani il libretto con tutto il programma e tornando a casa in tram l’ho sfogliato e ho pensato “Ma che figata!!” sicchè eccomi quì a dedicarvici il post di quest’oggi.

RAM quindi, che sta per Ricerche Artistiche Metropolitane, un’idea per far dialogare Padova e i diversi luoghi e linguaggi del contemporaneo. Una serie di mostre, eventi, rassegne espressione di diverse forme artistiche dalla fotografia alla scultura e alla pittura, passando per i new media, il design, i cortometraggi e la musica jazz, in scena in varie zone della città e presso i vari spazi espositivi come il centro culturale Altinate-S. Gaetano, particolarmente vocato all’arte contemporanea e dove avrà luogo una grande mostra, “Percorsi dello sguardo. Arte del ‘900” con opere di grandi artisti contemporanei, al Palazzo della Ragione, all’Oratorio S. Rocco, alla galleria civica di Piazza Cavour dove in questi giorni avrete visto i “graffittari” esibire i loro lavori e dove nello spazio sotterraneo c’è la nostra Art/tube di cui ho parlato venerdì scorso. Mostre ed installazioni anche lungo le mura ed i bastioni cittadini.

Da “Il mattino di Padova” di ieri “La mostra in programma, 250 opere, parte il 30 ottobre e resta in cartello fino al 9 gennaio 2011. Si chiama «percorsi dello sguardo», parte con le sale dedicate alla pittura di Campigli e Sironi. Poi cambiano forme e colori, le speranze in un futuro migliore nella disperata miseria del dopoguerra si condensano in un’arte nuova che ha esponenti come Lucio Fontana ed Enrico Baj».  Fontana, il pittore dei «buchi» disse di aver trovato ispirazione proprio nello splendore del Giotto della Cappella degli Scrovegni di Padova e nelle sculture del Donatello. Si approda alla molteplicità espressiva degli anni Sessanta, al caleidoscopio della Pop Art di Andy Warhol e di Mario Schifano, alle scommesse creative di Christo e Alighiero Boetti, alla raffinata sperimentazione del Gruppo Enne con Alberto Biasi fino ad arrivare ai nuovi protagonisti dell’arte dei nostri giorni” (leggi tutto l’articolo).

immagine-36.pngQuesta manifestazione di arte contemporanea mi fa davvero piacere perchè non dobbiamo solo guardare all’arte “alta” del passato. La nostra città è sempre stata un laboratorio di culture ed espressioni ed è giusto che si confronti anche in questo ambito particolarmente interessante e valorizzato in molte città europee. Con RAM Padova entra nel circuito degli eventi pubblicizzati dalle riviste e dai siti specializzati come Exibart (vedi mostra della scultore Mauro Staccioli) e Artkey che pubblica il comunicato stampa di presentazione della rassegna. Poi mi auguro che questo sia solo l’inizio e che RAM faccia da motore, che si ripeta negli anni in questo modo anche la produzione artistica sarebbe stimolata  e magari chissà magari che tra qualche tempo RAM possa essere anche un festival di richiamo turistico. Intanto clicca quì e vedi nell’articolo “luoghi e opere” le opere inserite nel tessuto urbano cittadino.

Gli appuntamenti da quì a dicembre inoltrato sono talmente tanti che è impossibile presentarveli tutti per cui ricorro come sempre a Padova Eventi che presenta il programma e da cui potrete scaricarvi il libretto di cui vi parlavo all’inizio (clicca quì). Per farvi una rapida idea della vastità dell’offerta scaricatti quì il programma riassuntivo ma poi cerca e leggi le varie presentazioni. Il sito ufficiale è www.rampadova.it (loghi ed immagini presi dal sito).

immagine-81.png

Informazioni, biglietti ed agevolazioni

  • Tessera RAM: ingresso alle mostre (esclusa Percorsi dello sguardo. Arte del ‘900 e oltre e La Biennale del Bronzetto) + ingresso Fiera Arte Contemporanea ArtePadova intero € 5,00 e ridotto € 3,00 (gruppi, studenti, over 65, possessori PadovaCard, Padova Carrarese Eventi).
  • Biglietto singola mostra RAM:

Percorsi dello sguardo. Arte del ‘900 e oltre € 5,00

La Biennale del Bronzetto € 5,00
Art//Tube L’arte alla prova della creatività amatoriale € 3,00
Mauro Staccioli – Lo spazio nudo € 3,00
Peter Skubic – Lo specchio della creatività € 3,00
Malek Pansera – Il recupero creativo € 3,00
Ritiro dei biglietti presso le sedi espositive

PS: Novità. Iscriviti alla pagina facebook del blog e partecipa, esprimi la tua opinione, proponi idee per i posts su Padova e quanto avviene in città!

 

My Facebook: Alberto Botton

My Twitter: albertobotton

Padua bloggers’ Inn

 

 


 

 

110543595.jpgQuest’oggi ho pensato di parlarvi di un luogo non troppo conosciuto ai padovani stessi anzi direi poco conosciuto e che invece meriterebbe senz’altro una visita. A maggior ragione quest’anno. E perchè mai, vi chiederete voi, proprio quest’anno? Quale sarà mai questo luogo? Ve lo dico subito.

Quest’anno piaccia o non piaccia si festeggia il 150° anniversario dell’Unità d’Italia. Dico così perchè mi pare che l’anniversario non abbia riscosso troppo calore popolare, almeno in Veneto. Del resto si sa che in Italia si dice che l’unità nazionale la si riscopre di più quando gioca la nazionale e nei momenti difficili per il paese, nei momenti in cui veniamo colpiti duramente ed è allora che viene fuori la solidarietà e il sentimento nazionale. Come in questi giorni dopo la morte dei 4 soldati alpini in Afghanistan o nei drammi collettivi come il tragico terremoto in Abruzzo. Personalmente ritengo invece che l’anniversario vada celebrato e sottolineato così come sarebbe giusto, secondo me, discutere e pensare ad un eventuale nuova forma di governo federale e secondo la mia modesta opinione è un peccato ed un errore che il tema del federalismo venga lasciato in mano ad un unico partito, considerato anche il fatto che l’Italia è un paese in cui le identità storiche e culturali di vari territori è molto marcato.

548207391.JPGUn modo per ripensare a questo tema a Padova potrebbe essere farsi una visita nel centro città di Padova, in particolare al Museo del Risorgimento e dell’Età Contemporanea al piano nobile dello storico Caffè Pedrocchi di via VIII febbraio. Su via VIII febbraio 1848 ho scritto un post della categoria “Le strade di Padova” ricordando come questa data sia relativa proprio ad un evento storico degno di nota per la storia di Padova e cioè il moto di ribellioni di studenti e cittadini contro l’invasore austriaco. Tutt’oggi all’interno del Caffè si possono vedere i segni della battaglia sul muro bucato da alcuni proiettili. Al Caffè Pedrocchi e a questo fatto avevo pure dedicato il post “Lo storico Caffè Pedrocchi e gli studenti ribelli di Padova!”.

L’idea di dedicare visibilità a questo museo con questo post mi è venuto leggendo un paio di articoli de “Il Mattino di Padova” nella scorsa settimana in cui si riportava la “denuncia” da parte dell’assessore alla cultura Colasio secondo il quale il Caffè Pedrocchi, trattandosi di monumento, dovrebbe essere maggiormente valorizzato come attrazione turistica e rimanere sempre aperto tutto l’anno, soprattutto in agosto (leggi l’articolo del Mattino). L’altro articolo titolava “La gestione del Pedrocchi non valorizza il museo”. Le prime righe dell’articolo (datato 6 ottobre) spiegano “La Caffè Pedrocchi 2001 srl, che gestisce l’omonimo caffè e monumento cittadino (in foto), «non collabora nella valorizzazione del Museo del Risorgimento», che si trova al piano nobile. Tanto che le presenze sono scese dalle 27.000 del 1997, alle 13.000 del 2003, fino alle 6.500 dello scorso anno.  Ad accendere la miccia in commissione Cultura è stato proprio il direttore dei Musei Civici Davide Banzato, che ha ricordato come «nella convenzione firmata nel 1997 e rivista poi nel 2003, la società gestrice abbia l’obbligo di collaborare nella valorizzazione culturale»” (clicca quì per leggere tutto l’articolo). Sempre dalle pagine del Mattino riporto: “L’assessore alla Cultura Andrea Colasio, d’accordo col professor Giuliano Pisani, ha lanciato l’idea di un «tavolo parallelo» con i gestori per preparare le celebrazioni del 150º anniversario dell’unità d’Italia, che cade assieme ai 180 anni dall’apertura dello «stabilimento» nel cuore di Padova.  Proprio Pisani ha letto l’atto di donazione, datato 1897, di Domenico Cappellato, figlio adottivo di Antonio Pedrocchi, che faceva obbligo «al Comune di Padova di conservare in perpetuo, oltre la proprietà, l’uso dello stabilimento»“. Suggestiva l’idea dell’assessore di proporre anche una rievocazione storica dei fatti dell’8 febbraio 1848 (ricordati anche dai goliardi in una delle loro feste principali (leggi il mio post “Gaedamus igitur!”).

fazzoletto.jpgNel frattempo vale comunque la pena visitare il Museo del Risorgimento e dell’Età Contemporanea, gratis per i possessori della Padovacard, per tutti gli altri ingresso intero 4 euro, ridotto 2,50. Entrata dalla piazzetta del Caffè Pedrocchi. Il museo, a fianco del prestigioso piano nobile dello stabilimento Pedrocchi, documenta attraverso reperti, in alcuni casi unici e rari, eventi e protagonisti di quasi due secoli di storia padovana e nazionale dalla caduta della Serenissima (1797) che ha dato il via alla dominazione straniera (napoleonica ed austriaca) fino ai moti risorgimentali del 1848, come quello dell’8 febbraio che ebbe iniziio proprio all’interno del Caffè Pedrocchi fino alle guerre d’indipendenza, all’annessione del Veneto all’Italia (1866), alle due guerre mondiali e la promulgazione della Costituzione (1848) fino ad arrivare ai giorni nostri. Leggete anche questo articolo in dialetto veneto dal mensile “Quatro ciacoe” (da cui ho preso l’immagine del reperto a destra e cioè questo fazzoletto che raffigura Vittorio Emanuele II ed il figlio Umberto.

Invito quindi tutti, quando passerete per il centro a visitare questo museo e magari di scrivermi le vostra impressioni nello spazio commenti quà sotto! Alla prossima! 😉

 

PS: Novità. Iscriviti alla pagina facebook del blog e partecipa, esprimi la tua opinione, proponi idee per i posts su Padova e quanto avviene in città!

My Facebook: Alberto Botton

My Twitter: albertobotton

Padua bloggers’ Inn

 

 


 

 

647409725.jpgCiao a tutti e bentrovati al post del venerdì, quello dedicato alle proposte per il fine settimana. La scorsa settimana vi avevo presentato l’attesa mostra: “Il volto dell’800. Da Canova a Modigliani” (leggi il post) ma questa mostra non esaurisce senz’altro l’offerta d’arte nella nostra città. Ad esempio, “servendoci” come sempre del portale Padova Eventi e consultando il contenitore “Le grandi mostre a Padova e Provincia” possiamo vedere come ci sia anche “Giorgione a Padova. L’enigma del carro” laddove il carro è l’emblema della Signoria padovana dei Carraresi, mostre che inizierà il 16 ottobre e di cui parlerò più avanti. E “Vivere il design a Padova” di cui ho parlato mercoledì scorso, la mostra collaterale alla fiera Casa su Misura che si concluderà domenica 10.

RAM-logo.jpgOltre alle grandi mostre a Padova e Provincia, la bella zona padovana offre una rassegna di arte e cultura che prende il nome di “RAM. Nel segno della creatività”. Un ambizioso contenitore culturale di eventi e manifestazioni che si svolgeranno nelle diverse sedi espositive e negli spazi pubblici della città, da ottobre a dicembre, per un confronto appassionante e poliedrico incentrato sulle ricerche artistiche dei nostri giorni. Gli eventi di RAM e RAM e dintorni presenteranno una molteplicità di memorie contemporanee dal carattere attivo, raccontando l’opera di artisti affermati, la cui ricerca rappresenta un imprescindibile elemento di ispirazione e confronto per i giovani creativi, accostandaola alle sperimentazioni di alcuni artisti emergenti, i cui linguaggi spaziano dai graffiti della street art ai video, che chiunque può rintracciare in You Tube. Una delle mostre è all’interno della galleria civica sotterraneo di Piazza Cavour ed è denominata appunto Art/Tube.

C_1_Immagini_6442_Immagine.jpgWeekend anche di sport quello che inizia oggi. Domenica 10 ottobre sarà infatti il giorno della XXVI edizione della StraPadova Viva. La corsa non competitiva inizierà alle 9,30 dal Prato della Valle e ci sarà la possibilità di scegliere percorsi di varia lunghezza, dai 2 ai 18 km. Per il programma completo della manifestazione, le informazioni e gli eventi collaterali clicca quì al sito ufficiale della StraPadova Viva. Domenica pomeriggio sarà anche il giorno di Padova-Grosseto. Dopo la sfortunata partita di Piacenza in cui l’11 biancoscudato stava quasi riuscendo a portare a casa l’intera posta in palio ci sarà la possibilità di rifarsi anche se contro una squadra agguerrita come il Grosseto dell’ex attaccante Soncin. Per info sulla prevendita clicca quì. Personalmente consiglio di acquistare il biglietto via internet e di stamparselo a casa propria: si risparmia e si evitano eventuali code.

Non ho parlato di locali notturni, di discoteche o di party alla moda semplicemente perchè sono un po’ estraneo a questo mondo…sono un po’ un tipo da osteria più che da discoteca, eheh e capisco che parlando di fine settimana dovrei fare uno sforzo per informarvi anche sul mondo della notte. Comunque per la vita notturna padovana vi segnalo il sito PadovabyNight dove troverete tutti gli appuntamenti per l’aperitivo, per i concerti e per club e discoteche in città e provincia.

festagiuggiola.jpgDomenica, negozi aperti nel centro città per il contenitore “Tuffati nel cuore di Padova”. Anche durante le domeniche a Padova c’è sempre parecchia gente a passeggio che si rilassa, sta in compagnia e si sofferma a seguire i vari eventi e manifestazioni organizzate in Prato della Valle o nelle piazze del centro.

Per chiudere vi segnalo un evento di sicuro interesse ed appeal, un evento anche parecchio noto. Mi riferisco ad una delle feste del gusto e cioè la tradizionale Festa della giuggiola ad Arquà Petrarca, il 9 e 10 ottobre, giunta alla sua 30° edizione. Un occasione anche per visitare, e quì mi rivolgo ai turisti che non ci sono mai stati, il borgo del poeta Francesco Petrarca di cui si può visitare anche la casa (vai al sito turistico e culturale di Arquà). Bellezze naturalistiche, all’interno del Parco dei Colli Euganei, suggestioni letterarie, prodotti e cucina tipica locale. Che volete di più? 😉

Buon fine settimana!

PS: sul blog “Padua bloggers Inn” trovate il mio resoconto e i link alle foto fatte in occasione del concerto per l’auditorium di lunedi scorso che vista la pioggia si è tenuto all’interno del bellissimo Salone del Palazzo della Ragione. Con l’occasione ricordo i concerti della domenica dei Solisti Veneti al Pollini.

 

 

My Facebook: Alberto Botton

My Twitter: albertobotton

My Flickr: albertthebollix