eug.jpegLa frase di presidente Marcello Cestaro alla presentazione della squadra al Caffè Pedrocchi secondo la quale il buon presidente dice di aver chiesto un preventivo dei costi necessari per un importante intervento di sistemazione dello Stadio Euganeo non è passata inosservata alle orecchie dei tifosi e degli appassionati del Calcio Padova.

Non si preoccupi il presidente (sotto nella scorsa edizione di Appiani in Festa mentra calcioaun pallone verso i tifosi e nel riquadro con “le mani avanti”) come egli stesso ha fatto intendere mettendo le mani avanti, i tifosi non si illudono di scorgere uno spiraglio per la questione stadio anche se certamente ci sperano e incrociano le dita, a maggior ragione ora che anche il presidente sembra essersi convinto che un miglioramento dell’impianto di viale Nereo Rocco sia utile alla società, ai tifosi e alla città stessa mi permetto di aggiungere io.

1251390443943_1ilpresidentemarcellocestarocalciadalpalcoilpallonefirmatodallasquadra.jpgBrevemente per chi non conosce il tema ricordo che lo Stadio Euganeo ha sostituito il caro e vecchio Stadio Appiani (rileggi “L’Appiani, tempio della vecchia Padova”) andato in pensione nel 1994 ospitando il Padova della serie A ma che pian piano dimenticato l’entusiamo della massima serie, una volta vuoto di tifosi, di colore e di passione ha manifestato tutte le sue lacune in termini di accoglienza e piacevolezza, direi, nel partecipare ad un evento sportivo considerata in primis la distanza delle tribune dal campo di gioco per via della pista d’atletica utilizzata una volta all’anno per il Meeting (vedi sotto la distanza tra campo di gioco e curva). Gli spettatori, i tifosi in una partita di calcio vogliono partecipare, sentirsi vicini ai proprio beniamini, scorgerne da vicino il gesto atletico e l’abilità e non dover immaginare tutto questo da una distanza siderale, in particolare dalle curve. Il calore, la passione popolare, il tifo, risultano inoltre dispersive in un’impianto troppo grande per il calcio e l’Euganeo, per quanto sia uno stadio sicuro dal punto di vista dell’ordine pubblico, e che sia perfettamente in regola da questo punto di vista non corrisponde perfettamente ai criteri di classificazione degli stadi Uefa, principalmente proprio per via della pista d’atletica.

5bc063c5b350147ff08b8f2774993d37.jpegNel corso degli anni i tifosi hanno chiesto più volte a ondate di pensare ad un restauro dell’impianto, ricordo il “Comitato per una curva  bordo campo per un tifo a vecchio stampo” e la loro richiesta di considerare per lo meno l’installazione di una curva in tubi innocenti sulla scia di quanto già realizzato altrove come Cagliari e Mantova per esempio. Se ne parla nei forum, in particolare in “Padovanità” si legge una discussione in cui vengono presentati i nuovi progetti di stadi italiani (leggi quì). Tuttavia la posizione della pubblica amministrazione, manifestate anche nel corso di una recente trasmissione televisa su telenuovo, secondo cui non si può chiedere alla collettività una spesa di denaro pubblico per un impianto ancora piuttosto nuovo e per il quale di quattrini se ne sono già spesi molti, credo possa essere compresa da tutti. E’ chiaro che il tifoso vorrebbe uno stadio migliore o un bel restauro dell’Euganeo ma almeno per quanto riguarda me, capisco benissimo che prima di spendere  denaro pubblico una giunta debba pensarci 100 volte e a maggior ragione quando l’opera in questione non è così urgente.

map.jpegA dare uno spiraglio di luce è senz’altro il disegno di legge Crimi ancora in discussione in parlamento nato per agevolare le società che con denaro privato volessero restaurare o costruire ex novo stadi proprietà sul modello di altri paesi europei. Per favorirli, si prevede un abbattimento degli interessi dovuti, tramite l’Istituto di Credito Sportivo, previo ovviamente parere favorevole di apposito Comitato costituito. Nel progetto dell’impianto deve essere previsto il raggiungimento, tramite la gestione dello stesso, di un equilibrio economico-finanziario, oltre che il miglior posizionamento possibile dello spettatore e la costruzione di appositi locali come palestre e altri centri di svago, così da vivere lo stadio anche negli altri giorni della settimana, oltre a quello della partita. Paleste, sale congressi, negozi quindi a servizio della città e del quartiere. Spero che anche in Italia si possa un giorno giungere ai livelli di Inghilterra e Germania con impianti di qualità e confortevoli e questa legge aiuterebbe anche le società minori nel fare questo investimento e questo si che avvicinerebbe l’Italia all’Europa altro che tessera del tifoso!

jpg_2056328.jpgSarà che il tema è molto discusso e che in molte città si sta discutendo di questa opportunità e che già  più società hanno intrapreso i primi passi concreti in questa direzione, sarà che anche Vicenza realizzerà uno stadio nuovo con questi criteri ma sembra effettivamente che anche il nostro presidente ci stia facendo un pensierino a rendere l’Euganeo  di calcio decente (simile a quello della pianta riportata a sinistra dal sito, ufficiale palesamente  non conforme alla realtà, visto che nella mappa le tribune appaiono vicine al campo e la pista non compare). Credo che l’Euganeo non debba essere visto positivamente solo per la funzione che riesce a svolgere e cioè garantire partite in sicurezza, pure fondamentale, ma se è vero che il calcio, come sport più popolare nel mondo, può anche veicolare l’immagine della città è anche vero che una città e una società come il Padova potrebbero prefissarsi obiettivi ambiziosi come ho scritto nel post del centenario “100 di questi anni Calcio Padova! Anzi no..solo di quelli migliori!” e lo Stadio Euganeo non lo vedo come una struttura adeguata.

img004l.jpgAccettare Lo stadio Euganeo senza pianificare e progettare un’alternativa o un restauro anche sul medio periodo secondo me significa non volere bene al Padova e accettarne un suo declino. Padova è una delle città principali del Nordest, per molti la vera capitale economica e del terziario e secondo me, dovrebbe essere normale anche nel calcio puntare ad obiettivi ambiziosi e magari un giorno arrivare a partecipare a competizioni europee come fa l’Udinese, come ha fatto il Chievo. Perchè il Padova no?

Che stia cambiando aria anche a Padova? Che il presidente riesca davvero, assieme al socio l’ingegner Antonio Cetera (leggi una sua intervista dello scorso anno riportata dal sito di un tifoso La Padova bene), titolare dell’impresa di costruzioni Sicea, in questa impresa e a mettere a punto un progetto di questo tipo mettendo mano ai propri portafogli. Dal blog di un tifoso della Curva Fattori “La Padova Bene” (leggi il post) prendo il ritaglio di giornale dell’articolo di domenica scorsa scritto da Davide D’attino in cui si riporta proprio le dichiarazioni del presidente e la conferma di Cetera che l’argomento verrà probabilmente discusso nella prossima riunione dei soci. Cetera sostiene che il piano sarebbe ambizioso e che le tribune in tubi metallici sarebbero solo un passo iniziale mentre la tribuna est dovrebbe, secondo la sua idea, ospitare negozi, palestre e luoghi di svago.

A quel punto però, il Comune di Padova, che, nella persone del vicesindaco Ivo Rossi, si è detta disponibile a parlarne, dovrebbero assecondare e agevolare l’iniziativa privata in tutti i modi  per poi realizzare in Prato della Valle una statua del presidente Cestaro, vicentino per caso, padovano per scelta! 🙂 Senza illusioni ma con tanta speranza incrociamo le dita!

 

giappo.jpegPS1: Spero in una Padova con Auditorium, Castello dei Carraresi, ampliamento Orto Botanico, Museo della Medicina e con un “nuovo” Euganeo perchè non di sola cultura si vive…e anche il nuovo ospedale perchè prima di tutto viene la salute! 🙂

PS2: Sul tema dell’immagine e la qualità di un impianto faccio presente che il calcio è così popolare in Europa e nel mondo da aver parlato sugli spalti dell’Euganeo con una famiglia svedese giunta in Veneto per il carnevale di venezia per poi cogliere l’occasione per venire a vedere una partita del Padova.

La scorsa settimana un turista giapponese, U Suzawa (dal suo twitter suzaworld) in viaggio in Italia, ha raccontato nel suo blog (vedi a destra l’home page del blog e leggi quì) Padova-Novara scandalizzandosi del fatto che non ci fossero mezzi pubblici che lo riportassero in stazione dove avrebbe dovuto prendere l’ultimo treno per Venezia (consiglio un traduttore automatico anche se non funzionano molto bene). Insomma lo stadio, un luogo della città che dovrebbe essere accogliente per tutti, residenti, persone di passaggio, tifosi, turisti, tutti! e non un luogo della perdizione da tenere nascosto e isolato dal resto del contesto urbano e magari vessarndo chi  ne usufruisce fecendo pagare per parcheggi non custoditi!!

 

 

 

 

weekendpadova.jpegCiao a tutti, eccoci all’ultimo fine settimana d’agosto e il post con qualche idea su come trascorrerlo!

Se volete trascorrere una bella serata tranquilla passeggiando per il centro, mangiandovi un gelato in compagnia con chi volete voi un’idea potrebbe essere quella di recarvi all’Arena Romana e vedervi un bel film all’aperto. Della rassegna Arena Romana Estate avevo già parlato nel mio blog all’inizio dell’estate (rileggi il post) ma comunque cliccando quì potete leggere il programma completo che prosegue fino al 25 settembre! Questo fine settimana sono in programma dei film molto interessanti e belli sui quali posso dire la mia sui 2 film che ho visto vale a dire “Il concerto”di Radu Mihaileanu, in programma stasera e “Shutter Island” di Martin Scorsese, in programma sabato. Due film molto diversi ma a me sono piaciuti entrambi. Domenica sera un film su uno degli eroi più amati vale a dire “Robin Hood“, film di Ridley Scott.

castello_valbona_2.jpgCome la scorsa settimana anche per questo week-end vi consiglio i Notturni d’Arte. Se la scorsa settimana avete potuto visitare il Castello di S. Pelagio e quello di S. Martino della Vaneza (rileggi il post) questo pomeriggio, venerdì 27, alle ore 18 è prevista la visita al Castello carrarese di Valbona (immagine da www.padovamedioevale.it) mentre sabato 28 presso Palazzo Zuckerman, proprio di fronte all’Arena Romana, a partire dalle ore 21 ci sarà la possibilità di ammirare la collezione delle ceramiche medioevali al museo d’arti applicate e decorative (bottacin) con una “conversazione” con Francesca Veronese che parlerà di “Vasai e boccalari padovani in epoca medioevale” e una visita al museo Bottacin per vedere le monete e le medaglie di epoca carrarese. Per il programma completo dei Notturni che proseguiranno fino al 4 settembre clicca quì!

Per chi ama la musica, in particolare l’opera, venerdì 28 agosto è in programma presso il Teatro Comunale Magnolia di Abano Terme, per la rassegna Abano Lirica 2010 “Il barbiere di Siviglia, un evento di sicuro interesse anche per i turisti termali ma per tutti gli amanti dell’opera.

non-solo-sport-race-logo-3.jpegNelle scorse settimane ho parlato di bicicletta come mezzo di trasporto urbano e come attività sportiva. Sabato 28, alle ore 11 da via 8 Febbraio, parte l’82° edizione del Giro del Veneto. Un’occasione per vedere la partenza e i ciclisti che partiranno alla volta di Castelfranco Veneto, arrivo in Piazza Giorgione. Sempre per gli sportivi, questa volta per chi ama praticare lo sport attivamente, domenica 29 c’è la “Non solo sport Race“, gara non competitiva a scopo benefico. I proventi dell’iscrizione (5 euro) saranno infatti devoluti a favore della fondazione della Città della Speranza. Sicchè iscrivetevi, soprattutto voi che vi allenate tutte le sere sull’argine scaricatore. Una bella corsa di 10 km in notturna. La partenza è fissata infatti alle ore 20,00 dal Prato della Valle dove è previsto pure l’arrivo. Per info ed iscrizioni ecco il modulo di iscrizione on line dove potete vedere anche il percorso e leggere il programma dell’evento che prevede altre iniziative collaterali. Per entrambi gli eventi ho preso informazioni e locandine dal sito del comune Padovanet.

Insomma un programma vario e per tutti i gusti, no? Ora sta a voi rendere ancora più interessante il vostro week-end! 🙂

Buon fine settimana!


imultimages.jpegCiao a tutti, quest’oggi ho pensato di affrontare un tema nuovo che ho affrontato solo in modo marginale finora. In questo mio spazio ho scelto di “raccontare” la città di Padova da diversi punti di vista. Avrei potuto concentrarmi su un singolo aspetto e scrivere, ad esempio, riguardo a storia e cultura e luoghi di interesse turistico piuttosto che di attualità o altro invece ho scelto di raccontare la mia città a tutto tondo scrivendo di come sta cambiando, raccontando curiosità relativa alla sua storia popolare e notizie riguardanti la sua squadra di calcio perchè è questo che mi affascina delle città e cioè il fatto che siano un concentrato di dinamiche anche in contraddizione tra loro, lo spazio dove un incrocio di energie e di relazioni generano una continua trasformazione pur mantenendo una continuità che le identifica.

Parlando di città nel loro insieme, quindi, e della città di Padova nello specifico (e come molte altre), non si può raccontarle non affrontando il tema della società multiculturale senza avvertire un senso di incompletezza e così eccomi quì ad inaugurare una nuova categoria (ci sto prendendo gusto! :D) che ho pensato di chiamare “Padova a colori”. Nello scegliere il nome della categoria ho preso spunto della storica e fortunata trasmissione rai “Un mondo a colori” ideato e condotto da J.L Touadi (primo parlamentare straniero), la prima e a tutt’oggi una delle poche trasmissioni televisive deputate a parlare di immigrazione e multiculturalismo. Se la popolazione straniera è il 6, 5 quanto più utile sarebbe scremare certi personaggi televisi nostrani per lasciar spazio a volti nuovi rappresentativi delle nuove comunità italiane? A mio avviso molto…!!

jpg_1732141.jpg

L’Italia ormai è diventato paese di immigrazione (immagine a sinistra di un paio d’anni fa da “Il Mattino di Padova”, immigrati in coda per il permesso di soggiorno) da circa vent’anni e il tema, a mio avviso, è stato trattato per troppo tempo solo ed esclusivamente come “emergenza invasione” ritardando un dibattito politico serio su quale modello di multiculturalismo scegliere, su come organizzare e pensare le regole di convivenza tra residenti italiani e nuovi “protocittadini”, visto che non possono ancora votare. La politica dovrebbe sentire la responsabilità di costruire una società capace di gestire e risolverei conflitti culturali tra comunità differenti, una società in grado di scongiurare discriminazioni razzistiche e capace di dare opportunità anche e soprattutto ai figli degli immigrati, i ragazzi della “seconda generazione”, gli stessi protagonisti delle famose rivolte (vedi le rivolte nelle banlieu parigine, Inghilterra e Germania) esplose laddove i paesi di accoglienza non sono riusciti ad inserirli completamente, spesso in conflitto con la cultura dei genitori ma non ancora accettati nel paese di nascita e spesso protagonisti nelle famigerate “baby gang”. Il tutto mentre da noi in Italia c’è chi vede il tema immigrazione solo come una questione di sicurezza/insicurezza o di sfida “kebab vs panin col saeame”.

Il Veneto è la terza regione italiana come numero di immigrati e all’interno della regione la provincia di Padova viene dopo quella di Treviso, Verona e Vicenza. Poi bisogna saper leggere i dati e distinguere tra numero assoluto e percentuale raffrontata al resto della popolazione residente. Per una panoramica sulla popolazione di immigrati in Veneto clicca quì al sito di VenetoImmigrazione per leggere i dati al 31/12/2008. Inoltre bisogna considerare la vocazione economica dei vari territori e città e i dati dicono che la presenza di immigrati è mediamente superiore nei paesi del Veneto centrale laddove i distretti economici del mitico nordest hanno maggior bisogno di manodopera. Non a caso, considerando la provincia di Padova, è maggiore l’incidenza di stranieri nel Camposampierese rispetto a Padova mentre Cittadella è poco sotto, così come in provincia di Vicenza, Arzigano è il comune con più immigrati, segno che per la maggioranza dei casi si stabiliscono e si integrano vicino alle fabbriche in cui lavorano. Città del terziario come Padova e Verona, pure attraggono stanieri ma presentano una situazione diversa. Innanzittutto, nelle città più grandi è “più facile” trovare una sistemazione e moltri stranieri che vivono in città poi si spostano e vanno a lavorare altrove. Gli impieghi in città del terziario sono diversi e più vari e vanno dalla cura della persona, a cooperative di servizi vari, di pulizia, al commercio. Crescente è anche l’attività autonoma degli immigrati. A Padova molti sono gli studenti che storicamente sono stati i primi immigrati in città. Senz’altro ci saranno anche più occupati nel settore impiegatizio tra gli stranieri ma non conosco i dati. Nelle città più grandi maggiore è anche il tasso di criminalità, sintomo di una fallita integrazione. Le città vivono un cambiamento non solo dal punto di vista strutturale e fisico ma anche di tipo “sociale”, cambiamento che si riflette anche sullo scenario urbano e risulta visibile ad occhio nudo camminando per le vie della città. Call center, ristoranti etnici, kebab, alimentari, parrucchiere africane, macellerie kasher, moschee si incontrano normalmente nelle città ed è giusto regolamentare il fenomeno così come abitudini e costumi differenti garantendo diritti e facendo rispettare i doveri a chiunque.

584135960.jpgQuesti i “freddi” dati. Nella società reale un mondo che in un tempo relativamente breve ci è entrato in casa e che, secondo me, facendo appello alla storia del Veneto e al nostro modo di essere, siamo chiamati ad accogliere. Agli amministratori il compito , impegnativo, di favorire lo scambio culturale, la reciproca conoscenza per intraprendere una convivenza il più possibile pacifica., amche con iniziative come la Festa dei popoli (vedi locandina dell’edizione di quest’anno). Sarò retorico ma è quello che penso ed è senz’altro più opportuno di sfruttare la “comprensibile” paura dello straniero per fini elettoralistici. Conoscere gli altri per arricchirci noi stessi, è il monito che esce da questo video tratto da una trasmissione di qualche anno della nota trasmissione radiofonica “Il ruggito del coniglio”.

Un tema che divide ma che su cui sarebbe utile iniziare un dibattito politico costruttivo sul cui tema si cimentano molti tra i più noti studiosi contemporanei. E voi?

cena-medievale.pngCiao e  tutti e benritrovati con questo post del venerd’ dedicato come (quasi) sempre alle proposte per il fine settimana. In realtà se leggete spesso questo blog dovreste aver capito dove andare a cercarvi gli eventi e le manifestazioni organizzate in città e provincia. Innanzitutto il portale PadovaEventi che vi presenta per categorie tutto quanto avviene nel territorio padovano e poi, per quanto riguarda quest’estate, il programma del grande contenitore di eventi l’Estate Carrarese 2010 (clicca quì per scaricare il programma completo), al cui interno figurano già manifestazioni, feste e sagre tradizionalii che si ripetono da anni. Tra di queste, innanzitutto, i Notturni d’Arte. Clicca quì per leggere il programma. Eventi e contenitori di cui già vi avevo parlato nelle settimane e nei mesi scorsi , ormai,  visto che siamo ad agosto!

Per spiegare il perchè dell’estate carrarese dovrebbe bastare rendere noto il fatto, per chi non ne fosse a conoscenza, che la Padova del Trecento, quella della Signoria dei Carraresi, era una vera capitale culturale d’Europa che attraeva artisti, letterati, scienziati da tutta Europa. Riconoscendo il merito all’assessore alla cultura del comune di Padova  Andrea Colasio per questa idea, l’intento è quello di restituire ai padovani in primis e ai turisti la memoria e l’identità della Padova di quel periodo grazie alla quale oggi la città si può presentare come una fra le più attraenti città d’arte italiane. riscoprire, comunicare e trasmettere la grandezza della Padova dei Carraresi e, questo lo aggiungo io, con l’obbiettivo di uscire da un certo provincialismo che ci contraddistingue, recuperando anche l’orgoglio e l’affetto per la nostra città. Questa del recupero della memoria carrarese di Padova è un progetto che piace molto anche a me non a caso il primo post di questo mio spazio, scritto lo scorso anno, lo dedicai proprio al Castello di Padova e al suo piano di recupero (leggi “Il castello di Padova”).

101917-800x543-500x339.jpgPer i Notturni d’Arte questa sera, venerdì 20 agosto è prevista un’interessantissima serata incentrata su una cena medioevale presso il Castello di S. Pelagio sede del Museo dell’Aria a Due Carrare (da dove partì Gabriele D’Annunzio per il suo Volo su Vienna: leggi il mio post “Gabriele D’Annunzio e Padova“, terra d’origine dei Carraresi, in programma alle ore 20,00. La cena costa 28 euro ed è necessaria la prenotazione. Non so se i posti siano andati tutti esauriti ma potete sempre chiedere (tel. 049 9126167). La cena sarà spiegata da Gabriele Sanguin che dal sito del TgPadova di Telenuovo da una prima anticipazione sulla cena.

“Una cena composta da ”cinque servizi”, così si chiamavano all’epoca le nostre portate tutte con ricette rispettose del periodo in gran parte ricavate da un ricettario di anonimo veneto del ‘300, oggi conservato nella Biblioteca casanatense.

Si incomincia con un “primo servizio” di frutta fresca di stagione e vino dolce – pesche, albicocche, angurie – erano la frutta anche del tempo, per passare poi ad un “secondo servizio” che insieme a dei funghi saltati alle spezie propone una “Zuppa dei Cavalieri Templari” (caspiterina i templari pure quì!! Direttamente dalla trasmissione Voyager? :D), ricavata dai “tacuina sanitatis” della regola dei templari. Un Arrosto di maiale con salsa camelia o salsa pevarada insieme a un pollo nomade e a una insalseggiata coi cappari compone il “terzo servizio”. Ad esso segue il quarto servizio con del cacio con miele pepato o fichi e zenzero per finire con il quinto servizio, una Torta zonclada ricavata da una antica ricetta trevigiana, ma ancor oggi proposta da qualche raffinata pasticceria della capitale della Marca.

Una cena con un menù rispettoso dei costumi e delle ricette del tempo ma ancor oggi di grande gusto. Sarà, invece, poco rispettoso delle posaterie dell’epoca, prevista infatti forchetta e coltello come ai nostri giorni”.

Se malauguratamente non doveste trovar posto sulla tavola imbandita potrete comunque andare al Castello (foto presa dal sito de il Concorso fotografico nazionale Comuni-italiani.it ed.2009) per le ore 21,00, orario di inizio della visita al castello e alla torre medioevale. Biglietto visita al Castello e alla torre medievale. Acquisto, fino ad esaurimento, presso i Musei Civici agli Eremitani, piazza Eremitani, 8 – tutti i giorni dalle 9,00 alle 17,00. Il biglietto unico di € 3,00, per la singola serata, se ancora disponibile, potrà essere acquistato anche durante la serata stessa. Info: 049/8204536 – 01- 02

4721322057_56d580e686.jpgSempre per i Notturni sabato 21 agosto alle ore 18,00 al parco “Città dei bambini” di via S. Eufemia ci sarà uno spettacolo teatrale dedicato ai bambini a cura dell’associazione culturale I fantaghirò dal titolo “I Carraresi e l’ultima ruota del carro”. Gli adulti potranno partecipare solo se accompagnati  da minori di 12 anni.

In serata presso il Castello di S. Martino della Vaneza di Cervarese S. Croce (dove ogni anno si svolge il Palio dello Sparviero, vedi foto presa dal bellissimo photostream Flickr di XirimiásX) alle ore 21,00 ci sarà la visita al castello con una conversazione dal titolo “Il sistema fluviale e difensivo all’epoca dei Carraresi” con l’Associazione Comitato Mura di Padova.

Due serate pe due visite a due castelli del territorio padovano. Anche Padova e provincia hanno infatti numerosi castelli, alcuni meglio conservati di altri, alcuni ora adibiti ad altre attività ma sicuramente interessanti per comprendere la geografia “politica” di epoche passate, a chi piace la storia e quella medioevale in particolare. Cliccando quì vi rimando ad una directory in cui trovate l’elenco ed i riferimenti di castelli, ruderi e manieri della provincia, dal bellissimo sito di Magico Veneto che consiglio di guardare.

Questo fine settimana vi ho presentato il programma dei Notturni d’Arte per farlo conoscere di più a chi ancora non ne ha sentito parlare. Ma guardando tra i siti indicati all’inizio del post potrete trovare molte altre alternative come ad esempio la Fiera di San Bartolomeo a Battaglia Terme (dal 21 al 28 agosto). In Prato della Valle quest’oggi dalle 15,30 alle 22,00 ci sarà l’ultima giornata del XIV Padova Gran prix di pattinaggio.

Buon fine settimana!

 

 

P1040157.JPGSi sono svolte oggi (ieri per voi che leggete) in città le commemorazioni delle vittime della rappreseglia nazifascista del 17 agosto 1944. Il giorno precedente fu ucciso il colonnello fascista Bartolomeo Fronteddu e la responsabilità fu attribuita ai partigiani  (in seguito fu accertata la responsabilità di tre sicari fascisti assoldati da un ufficiale tedesco che si era invaghito dell’amante di Fronteddu) ed il giorno seguente inesorabile è scattata la decimazione della rappresaglia sicchè 10 prigionieri partigiani prelevati dall carcere dei Paolotti (in via Belzoni dove ora ci sono strutture dell’università) furono barbaramente uccisi. 7 di questi partigiani, Primo Barbiero, Pasquale Muolo, Cataldo Pressici, Antonio Franzolin, Ferruccio Spigolon, Saturno Bandini, Luigi “Dante” Pierobon (comandante della Brigata Stella) furono uccisi nei pressi della Caserma di Chiesanuova (chiamata poi Caserma Pierobon dal nome di una di queste vittime) mentre gli altri 3 furono impiccati in centro città (vedi foto sotto a sinistra dal sito dell’ANPI padovano) in via S. Lucia dove c’è una lapida commemorativa, all’altezza della vecchia casa di Ezzelino da Romano. Erano Clemente “Pino” Lampioni (commissario politico della Brigata Stella), Ettore Calderoni ed il più famoso dei 10 il medico comunista Flavio Busonera.

foto1.jpgL’episodio ovviamente lasciò scossa la città e i padovani anziani che hanno vissuto quegli anni ricordano senz’altro hanno fatto il loro dovere di raccontare e di trasmettere il dramma di quella giornata che più di altre facevano trasparire la follia dela guerra civile in cui connazionali si combattevano e uccidevano chi per la libertà chi per fedeltà ad un’idelogia, quella nazifascista, che ha procurato milioni di morti. Ed è per questo che il racconto degli anziani, così come i libri e la rappresentazione cinematografica (ho recentemente visto “L’Uomo che verrà” di Giorgio Diritti sulla strage di Monte Sole, film che consiglio) così come le commemorazioni devono continuare ad arricchire la partecipazione della società civile.

P1040164.JPGTornando alla memoria degli anziani ricordo con affetto quando mia nonna mi raccontò del suo 17 agosto 1944. Lei lavorava per una ditta di sartoria che in quegli anni era obbligata a lavorare per i tedeschi ai quali rammendavano e pulivano le divise e mi raccontò di come, dopo l’uccisione del militare fascista, ci fosse paura e preoccupazione per una temuta rappreseglia. Mi disse di come SS e fascisti giravano armati per la città e di come l’aria, già pesante, si fece irrespirabile. Era una Padova spopolata visto che in molti cittadini si  spostarono da amici e parenti nella periferia e soprattutto nelle aree rurali della città visti anche i bombardamenti come quelli del dicembre 1943 e del marzo ’44 che colpirono il cuore della città. E’ in questi bombardamenti che viene colpito il Duomo e la Chiesa degli Eremitani distruggendo l’opera di Mantegna ed è in bombardamenti di inizio anno che morirono in 189 tra i padovani che si erano riparati all’interno del Bastione Impossibile  così come in altre zone colpite. Mi raccontò anche, quel giorno, quasi per caso, seguendo la gente che si dirigeva in via S. Lucia vide con i suoi occhi l’impiccagione di Busonera e degli altri due partigiani e di come ne rimase inorridita.

Ieri mattina, dunque, presso la Caserma Pierobon, si è svolta la cerimonia religiosa in onore ai caduti con deposizione di una corona di alloro. Sul palco gli interventi del col. Felice Cofini, comandante della caserma e di Flavio Zanonato, sindaco di Padova e il discorso celebrativo di Pietro Piovan, Comitato esecutivo della Federazione italiana volontari della libertà. Alle 18 invece, la commemorazione presso l’altro luogo dove si consumò l’eccidio e cioè in via S. Lucia presso la Lapide commemorativa (quì a destra).  Alla presenza ovviamente delle varie sezioni ANPI e dei partigiani  che con i loro gonfaloni non mancano mai di ricordare i loro compagni morti 66 anni fa per la libertà che noi oggi abbiamo e che quasi quasi diamo per scontata, sbagliando, a mio avviso, in modo imperdonabile. Non è mancata la polemica e un po’ di tensione tra il rappresentante della Provincia Riolfatto e alcuni dei presenti quando l’oratore nell’intento di  spiegare come la società di oggi e quella di allora sia percorsa da varie anime e correnti di  pensiero “è scivolato”a dir poco nel dire che anche “molti partigiani avrebbero portato l’Italia nell’orbita del Patto di Varsavia” offendendo di fatto quelli che sono stati dei veri patrioti, confendedo tra le altre cose la loro  “appartenenza politica”. Parole che hanno scatenato l’ira spontanea di diversi tra i presenti e senz’altro nei giornali di oggi leggerete dell’accaduto, tra cui anche ex partigiani e familiari dei caduti nella lotta di liberazione, che hanno iniziato una contestazione al grido di “fascista!” e “vergogna”! Parole più sagge e condivise quelle dell’assessore del comune di Padova  Di Masi che ha  preceduto l’intervento di Riolfatto e sottolineato come la Carta Costituzionale sia la garanzia delle libertà fondamentali ottenute anche grazie al sacrificio di uomini come quelli che si sono ricordati oggi e di come la Costituzione debba rappresentare un valore da trasmettere alle nuove generazioni. Aggiungo non solo alle nuove generazioni visto che ho visto passare li di fianco persone di tutte le età che si chiedevano cosa stesse accadendo completamente ignare della commemorazione in atto. Parole di riconosenza sono state pronunciate per  i combattenti padovani e ricordato come anche l’Università di Padova sia stata premiata con una medaglia d’oro al valor militare nella lotta di liberazione. Ha chiuso la commemorazione l’orazione celebrativa di Floriana Rizzetto (vedi istantanea in alto a destra), segreteria provinciale Associazione nazionale partigiani d’Italia.

———————————————————————————————————————————————————————-

Immagine.jpegA questo post aggiungo la mia segnalazione del sito dell’IVSREC, l’Istituto Veneto per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea. dove si possono vedere alcuni manifestei della Repubblica Sociale Italiana (clicca quì) ed un filmato che riguarda proprio il 17 agosto 1944 (clicca quì). Segnalo il seguente post (leggi quì) di un blog che ho trovato e che parla della lapide commemorativa all’interno della Caserma Pierobon che allora si chiamava semplicemente “nord”, lapide che porta la firma “Il  5° REGG. ARTIGLIERIA C.A. “ FOLGORE” A RICORDO”  e ove sta inciso il seguento testo: “Col mutar degli uomini né delle cose muta la Patria nel volto dei morti – PER L’ITALIA CADDERO” !L’autore, Silvio Cecchinato, dice che si tratta di una lapide mistificatrice poichè divide la memoria mettendo sullo stesso piano le due parti che si combatterono e cosa ben più grave, aggiungo io, sono inscritti i nomi dei partigiani fucilati il 17 agosto 1944 così come i 3 sicari fascisti fucilati dopo essere stati riconosciuti colpevoli dell’assassinio di quel Bartolomeo Fronteddu per il quale sono stati giustiziati gli stessi partigiani. Segnalo inoltre questo post (leggi quì) del blog Microstorie, la memoria dimenticata di Teresa Maria Rauzino in cui si parla della lapide messa lo scorso maggio sulla casa di Adolfo Zamboni via Sanmichieli dove avvenne il primo incontro clandestino per l’organizzazione militare della Resistenza.

ivsrec

images.jpegCiao a tutti e benritrovati con questo post dedicato al week-end ferragostano! Quelli dell’azienda turistica Turismo Padova Terme Euganee fanno sapere che a Padova è “Aperto per ferie” per far sapere che cittadini e turisti troveranno in città e provincia musei aperti, mostre e molte iniziative per festeggiare questa ricorrenza che come tradizione culminerà il 15 agosto in Prato della Valle per lo spettacolo dei fuochi che ogni anno attirà decine di migliaia di persone (vedi foto da corrieredelveneto.corriere.it).

Cliccando quì potete leggere direttamente dal sito di PadovaEventi tutte le iniziative in programma a Padova e Provincia.

173173284.jpgPer chi sceglierà Padova sarà un’occasione per girare per le strade e le piazze della città e conoscerne il ricco patrimonio artistico (vai all’elenco dei musei aperti) attraverso i suoi musei compresa la Cappella degli Scrovegni. Per chi è interessato a mostre ed esposizione ce ne sono alcune di davvero interessanti come (vai all’elenco delle mostre e delle esposizioni) ad esempio la mostra “Studi d’artista. Padova e il Veneto nel Novecento” oppure “16 gioielli per Jacopo da Bassano” e altre.

Questa sera come tutti i venerdì e i mercoledì ci saranno le escursioni in battello, Sabato 14 sono previste visite guidate in centro storico. Per info su visite guidate e tutte le varie iniziative per scoprire la città di Padova e la sua provincia clicca quì!

Sabato 14, per gli amanti del cinema, c’è la tradizionale maratona cinematografica all’Arena Romana dedicata quest’anno al regista livornese Paolo Virzì. Clicca quì per leggere il programma dei film in proiezione.

Uscendo fuori dal comune di Padova, questa sera venerdì 13 ad Abano Terme c’è “La notte della danza”, in cui le vie della cittadina termale saranno animate da performance delle Compagnie di Danza Venete, dai negozi aperti, musica ed intrattenimenti vari.

Per chi cerca un alternativa alla serata di ferragosto con i fuochi in città segnalo due iniziative in provincia e cioè la “Cena di una notte di mezza estate” a Monselice ed il concerto dei Calicanto ad Este, in Piazza Maggiore alle ore 21,15. I Calicanto, gruppo di musica tradizionale veneta presenterà il suo disco “Isole senza mar” dedicato ai Colli Euganei. Sui Calicanto e sulla loro musica garantisco io visto che ho già visto diversi loro concerti compreso l’ultimo bellissimo e suggestivo a Villa Beatrice d’Este qualcehe settimana fa all’interno dell’Euganea Film Festival (clicca quì e poi quì e poi quì per vedere le foto del concerto e quì per leggere il post dell’altro mio blog che aggiorno di rado però).

bannerferragosto.jpeg

L’evento clou del 15 agosto padovano è però “Ferragosto in Prato” con i tradizionali fuochi da ammirare nella splendida cornice del Prato della Valle. Radio Company e Radio 80 cureranno l’animazione prima dei fuochi sicchè musica, tanta musica, da ballare e da ascoltare. Quest’anno ci saranno “artisti” come Valerio Scanu, Finley, Sonohra, e anche i Lost, band per lo più apprezzata dai ragazzini o meglio dalle ragazzine. Personalmente “non amo molto” la musica di queste band, preferisco i Dari che pure suoneranno e mi sembrano più interessanti e mi fa piacere che band emergenti come Ma.La.Vita e Versus abbiano la possibilità di salire sul palco e di farsi conoscere.

Anche la solidarietà sarà protagonista di questo evento. Dal sito PadovaEventi riporto: “L’evento “Company Contatto” è abbinato ad “Abbraccio Company”, il progetto sociale dell’Associazione onlus Spirit in Dance, del Centro Missionario Francescano, di Radio Company e Radio 80, il progetto si chiama “Save Guinea” e il nuovo obiettivo sarà quello di portare in Guinea Bissau due fuoristrada allestiti ad ambulanza, due fuoristrada per le missioni, un camion 4×4 da cantiere e un piccolo autobus per il trasporto scolastico, così da aiutare la popolazione e le missioni francescane della Guinea Bissau. Tutte le informazioni sui progetti di “Abbraccio Company” e le indicazioni per partecipare attivamente alle numerose iniziative nel sito www.abbracciocompany.com“.

Vai al programma completo della serata.

Buon ferragosto a tutti!

P1040143.JPGMe ne sono accorto pochi giorni fa della scritta sotto al nuovo viadotto di Padova est, che di fatto è la nuova porta di Padova, almeno per chi arriva via autostrada da est e da Venezia (l’ingresso ad ovest è molto più anonimo). Ebbene ques’opera, utile per la città e apprezzabile per il suo design, inaugurata 3 anni fa, credo “verrà battezzata” con il nome di “Ponte Darwin“, questa almeno la scritta che si vede campeggiare sotto alla pancia del ponte.

Manca ancora l’ufficialità per cui credo la mia sia un’anteprima. (.eheh) ma la grande scritta con lo stemma del Comune di Padova non lascia dubbi.  Un’opera utile che ha sancito la chiusura dell’anello delle tangenziali e che dalla sua apertura permette  agli automobilisti di girare attorno alla città limitando così ancor di più il traffico di attraversamento, già ridotto nel corso degli anni grazie proprio alle tangenziali. L’amministrazione ha infatti voluto sottolineare l’importanza dell’opera che permette di correre via verso la parte nord della provincia con questo manifesto con il ghepardo:

cuore-del-veneto.jpgLa scritta dedicata a Darwin, il famoso scienziato celebre per la sua teoria sull’evoluzione della specie, è corredata anche dall’immagine che raffigura proprio i vari stadi dell’evoluzione umana (vedi sopra). Non so chi abbia avuto l’idea di scegliere proprio Darwin, forse dal vicesindaco Ivo Rossi e assessore alla mobilità, forse Luisa Boldrin assessore ai lavori pubblici, ma senz’altro verrà spiegata la scelta e la “ratio” di questa iniziativa, almeno lo spero. Forse l’idea viene dal voler comunicare l’immagine di Padova, come città della scienza.

3010659536_b8a7675071.jpgNon discuto della scelta caduta su Darwin ma approvo il fatto di aver dato il nome a questo ponte. Si tratta di un’opera ingegneristicamente pregevole. E’ molto bella e significativa con i suoi 3 archi alti 30 m che di sera si illuminano.  Basta cercare sul social network Flickr per  trovare moltissime foto dedicate al Ponte Darwin, apprezzato molto anche dai fotografi, specie in notturna. La foto a destra che mi sono permesso di pubblicare è di Sergio Vollono presidente dell’associazione fotografica Arte Laterale di cui ho già parlato in queto blog. Tuttavia secondo me sarebbe giusto che le nuove opere, in particolare i ponti,  venissero personalizzate.Tangenziali, ponti come questo vengono attraversate tutti i giorni, in velocità, il paesaggio fuori dal finestrino a volte non aiuta a riconoscere gli spazi della città. Certo dare il nome ad un ponte non sarà una rivoluzione ma secondo me è giusto personalizzarle proprio per favorire una certa identificazione e riconoscibilità ed instaurare una relazione con i luoghi in cui sono inserite.

3087026196_ac4f97a5d9.jpgA questo proposito penso si debba dare dei nomi anche alle varie passerelle che si stanno costruendo, in particolare quelle sul Bacchiglione. Scrivendo questo post mi è venuta in mente Dublino, una delle città che amo di più, e  i suoi ponti sul fiume Liffey che prendono il nome da attribuzioni popolari (half’penny bridge) o dai protagonisti della storia irlandese e ai suoi più noti esponenti nel campo della letteratura (ad esempio O’Casey bridge). Tornando a Padova in particolare mi riferisco alla passerella azzurra (foto a sinistra) sul fiume Bacchiglione che collega l’argine scaricatore alla Guizza e quella bianca che collega il Basso Isonzo alla Paltana. Come le chiamiamo? Passerella bianca e passerella azzurra?  No dai, io le personalizzerei in qualche modo! Al di là del fatto che a me sarebbe piaciuto fossero entrambe azzurre per creare una certa uniformità nel colore visto che gli altri ponti in successione sono azzurri (Ponte Quattro Martiri e Voltabarozzo) così che l’intero lungargine potesse essere identificato con i ponti azzurri. Non sono un esperto di urban design ma penso ci possa stare come ragionamento…no? anche se l’importante alla fine è che pedoni e biciclette possano attraversare il fiume, eheh.

Come sempre esprimete pure la vostra opinione. Vi piace il nome Ponte Darwin? E le due passerelle sul Bacchiglione, come le chiamereste?

 

 

50x70 easy bike.jpgDopo aver parlato settimana scorsa della bicicletta come mezzo di trasporto in città (leggi “Pedalare in città“) quest’oggi ho pensato di completare il discorso parlando delle opportunità che il territorio padovano offre a tutti gli amanti della bicicletta come mezzo per fare sport e anche turismo. Il cicloturismo infatti conta sempre più appassionati che amano conoscere un territorio, attraversarlo e goderselo in sella ad una due ruote.

Nel mio post “Città d’acque, sport e molto di più“, scritto lo scorso anno, avevo inserito links che rimandano a itinerari cicloturistici anche in provincia, anch’essa impegnata nell’allestire numerosi km di piste ciclabili, e ad anelli fluviali attorno alla città. Potete scaricarvi gli itinerari cicloturistici in gps in città e provincia che vi suggeriranno diverse idee per fare un bel giro su tutto il territorio provinciale. Esiste inoltre un collegamento su strada asfaltata che da Padova permette di giungere a Ferrara lungo la direttrice Nord-Sud intrapresa da molti turisti del Nord-Europa che con bici cariche di borse e bagagli sono diretti verso il centro sud Italia. Il collegamento sfiora i Colli Euganei, passa vicino a Monselice e Rovigo, permettendo deviazioni per il Parco Regionale del Delta del Po’ per poi proseguire verso Ferrara e Bologna. Un’alternativa alla ‘Ciclopista del Sole’ che segue l’Adige da Trento a Verona e poi il Mincio verso Mantova. Clicca quì per il collegamento ciclopedonale Padova-Ferrara.

ciclo turismo padova.jpgNel sito dell’ente turistico provinciale Turimo Padova Terme Euganee è presentata l’offerta per la vacanza attiva sui Colli Euganei, un modo per vivere il territorio euganeo facendo attività sportive quali il cicloturismo, l’escursionismo lungo i sentieri e il nordic walking. Pensate anche per il turista delle Terme Euganee ma non solo sono anche le “easy activities, attività motorie per tutti per trascorrere piacevole ore all’aria aperta seguiti da personale qualificato. Il programma dal 23 agosto (per il quale bisogna quindi attendere ancora un po’) fino al 29 ottobre prevede:

Tutti i LUNEDI’ alle 16 dallo iat di Montegrotto le escursioni gratuite di Nordic Walking per le vie san pietrine.
Tutti i VENERDI’ alle 16 dallo iat di Abano le escursioni gratuite di Nordic Walking cittadino per le vie aponensi.
A € 15 sono inoltre disponibili:
Tutti i MERCOLEDI’ alle 14.30 con transfer dallo Iat di Abano e un quarto d’ora dopo da quello di Montegrotto il Nordic Walking sui colli Euganei.
Tutti i GIOVEDI’ l’easy bike ludico e light tra dolci pendii euganei con ritrovo alle 14.30 dallo Iat di Abano e 15’ dopo dallo Iat di Montegrotto. Bici e road maps sono fornite dall’organizzazione.
Si consiglia abbigliamento a cipolla e scarpe tipo running.

In merito all’easy bike guarda il video così come tutti gli altri video del canale youtube di Mrsgioia 71. Segnalo il canale ufficiale youtube di Turismo Padova Terme Euganee ed il sito Thermae Sport. Cliccando quì, inoltre, vi rimando al canale di AbanoMontegrottoSì, il sito ufficiale del centro prenotazione degli albergatori di Abano e di Montegrotto Terme.

Avete voluto la bicicletta? E adesso pedalate! 😉

 

2063542043.jpgPost del venerdì e quindi week-end alle porte. Con questo post, quindi, ecco alcune proposte per trascorrere in città e provincia un piacevole fine settimana.

Questa sera, venerdì 6 agosto, è la musica rock la protagonista con due concerti di spessore. Non ricordo a Padova due concerti con band di questo livello in un’unica serata tanto è vero che più di qualcuno, come me, sarà indeciso tra l’una e l’altra opzione. Presso il Parco S. Elena di Battaglia Terme (il paese dei barcari e del signor Cappellozza di cui vi avevo parlato nel post “L’ultimo dei barcari“) arrivano i Simple Minds per il loro secondo concerto in territorio padovano di quest’anno (vai alla pagina dell’organizzazione zed). La band scozzese, che ho avuto modo di apprezzare più volte (l’ultima nel live dello scorso inverno presso Il Gran Teatro di Padova, clicca qui per leggere il mio racconto su quel concerto), in particolare nelle persone del frontman Jim Kerr e del chitarrista Charlie Burchill amano molto il nostro paese tanto che ci vivono per gran parte dell’anno. Anche quì scenario molto suggestivo all’interno di un parco alle pendici dei Colli Euganei…si sentiranno un po’ a casa inmmersi così nel verde Kerr e soci e presenteranno il loro ultimo lavoro Graffitti Soul oltre, ovviamente, suonare i loro storici cavalli di battaglia.

afterhours.jpgAd Este, nell’ultima serata del Festival Este 2010, ci saranno infatti gli Afterhours (foto da musicaitalianablog.it), una delle band underground più longeve e apprezzate (18 euro il costo del biglietto). La location è particolarmente suggestiva e cioè l’anfiteatro all’interno del castello di Este, un’occasione per chi viene da fuori di visitare anche la cittadina della bassa padovana, ricca di storia e di cultura. Per chi arriverà ad Este nel pomeriggio potrà anche sfruttare l’occasione della promozione pensata dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici del Veneto (leggi quì) e visitare il Museo Nazionale Atestino che si trova proprio a lato dell’ingresso principale al castello pagando 1 euro soltanto!

Per le serate di sabato 7 e domenica 8 consiglio di considerare la programmazione delle manifestazioni che già vi ho presentato. Innanzitutto la programmazione dell’Estate carrarese 2010, il contenitore di tutte le manifestazione e degli eventi in città e provincia (clicca quì per scaricare il programma completo). All’interno del post “Week -end. Che fare?” ho inserito i link alla programmazione del cinema all’aperto per esempio. La scorsa settimana nel post “Iniziano i Notturni d’Arte” ho parlato di una delle più apprezzate manifestazioni culturali dell’estate padovana. Vi invito a consultare il programma.

979832139.jpgQuesto fine settimana sarà anche il week-end di chiusura del Portello River Festival (leggi il post) che chiude con concerti di qualità di musica espressione di commistioni culturali e di desiderio di unire e far conoscere tradizioni musicali provenienti da parti del mondo solo apparentemente lontane. Domenica 8 in particolare, il concerto-evento dedicato ad Instanbul, capitale europea della cultura 2010. L’evento intitolato “Dal Zeybek al Zeibekiko. I suoni che uniscono le due sponde dell’ egeo”. Concerto con Ali Fuat Aydin e Cenk Güray. Leggi la presentazione.

Buon fine settimana a tutti! Ciao! 😉

C_1_Immagini_5679_Immagine.jpgPadova è una delle città italiane in cui la bicicletta gode di maggior successo come mezzo di trasporto quotidiano. In città la bici è molto amata  specie da chi vive in centro storico e da chi vi si deve recare per lavorare o fare la spesa e dagli studenti. Quando parlo con amici, tuttavia, mi trovo spesso a prendere le difese dell’amministrazione comunale perchè anche per loro, come per molti cittadini c’è sempre qualcosa di cui lamentarsi e si tende sempre ad evidenziare le lacune piuttosto che gli aspetti positivi. E’ giusto far notare le criticità che ci sono con l’obiettivo però di segnalarle affinchè si risolvano i problemi ma non lamentarsi tanto per il “gusto” di farlo anche perchè bisogna riconoscere che si sta facendo parecchio ora e negli anni passati per favorire chi sceglie questo mezzo di trasporto ecologico e poco impattante sul traffico cittadino.

E’ stato infatti realizzato il Bici Masterplan 2010-2015, il piano per la ciclabilità urbana che individua gli interventi fattibili negli anni dal 2010 al 2015, ma contiene previsioni di più lungo periodo ed è strutturato in modo da poter essere aggiornato e modificato nel tempo. L’obiettivo finale è rendere ciclabili tutte le strade urbane della città, rendendole sicure per i ciclisti. “L’intero Progetto è scaricabile in formato .pdf; alcuni file sono di grandi dimensioni e il tempo di download dipende dalla velocità di connessione. E’ possibile prendere visione del Progetto anche presso l’Ufficio per le relazioni con il pubblico di palazzo Moroni, l’Albo pretorio (presso la segreteria generale di palazzo Moroni, II piano, via del Municipio, 1) e presso il Settore Mobilità e Traffico.

ciclabileviaIsonzo.jpgPadova nel 2008 è stata premiata come città amica della biciclettaperchè è la città che, in proporzione agli abitanti, ha investito di più sulla bicicletta, anche attraverso la riqualificazione di zone degradate come con il progetto AsfaltArt”. Dal sito del comune si legge “115 km di piste ciclabili è il risultato che si sta raggiungendo tra il lavoro già fatto e quello in programma nei prossimi mesi. In tre anni sono stati realizzati 40 km di percorsi nuovi” (clicca quì per vedere le mappe). Esiste una pagina di Padovanet dedicata alla bicicletta, agli incentivi per l’acquisto, con i link agli uffici competenti per la mobilità ciclabili, ai progetti in corso d’opera, alle opportunità di custodia e noleggio e alle varie iniziative ed eventi (come ad esempio “Yes, we bike” dello scorso maggio) per promuovere l’uso delle due ruote. Sul sito del vicesindaco con delega alla mobilità Ivo Rossi potete leggere riguardo ai progetti in essere e alle inaugurazioni delle varie opere come ad esempio il nuovo percorso ciclopedonale lungo il canale Brentella. Quindi dal punto di vista della promozione e della comunicazione bisogna riconoscere che il comune non è di certo fermo, anzi…

Un “incubo” a Padova per i ciclisti è senz’altro quello del furto di biciclette, una vera “piaga”. Un nuovo film “ladri di bicilette” potrebbe essere girato nella nostra città. Sarà che Padova è città universitaria con molti giovani che usano la bici per spostarsi in centro e quindi la domanda è alta e che a volte ci si accontenda di bici vecchie fatto sta che chiunque potrebbe raccontare aneddoti legati a furti di bici anche plurimi. Anni fa un tizio stava sempre davanti ad una mensa universitaria a proporre una bici per 30 mila lire…giusto per dirne una. Per combattere questo problema e per dare più sicurezza ai ciclisti è stato predisposto un nuovo strumento e cioè la marcatura della bici che permette di rintracciare nei casi di ritrovamento del mezzo il legittimo proprietario.

badge 8554 DEF.jpgLa bicicletta però non è solo un mezzo ecologico di mobilità urbana ma anche un modo per fare attività sportiva e turismo attraversando e scoprendo il territorio. Quella del cicloturismo è un’attività che gode di molti appassionati in città e fra i turisti che vengono, soprattuto tra quelli “termali” che vengono ad Abano e Montegrotto, ma della bici come mezzo turistico parlerò in un post della prossima settimana.

Per concludere segnalo due esempi che dimostrano come la bicicletta sia amata in città e cioè l’associazione Amici della bicicletta, un punto di riferimento per i cicloamatori padovani che organizza anche gite e viaggi davvero belli ed interessanti. Un anonimo amante della bicicletta tiene e aggiorna anche un blog dedicata all’uso della bici a Padova e all’anello fluviale da percorrere rigorosamente pedalando. Il blog si chiama proprio così : l’anello fluviale in bici.

Esprimete pure la vostra opinione nello spazio commenti e non solo se trovate questo post su facebook per stimolare una discussione. Vi spostate in città con la bici? Come vi trovate? Dite pure la vostra e buona pedalata! 😉