P1030609.JPGCome lo scorso anno! Quando sembra spacciato il Calcio Padova risorge dalle sue ceneri! Tre settimane fa la squadra biancoscudata sembrava quasi già retrocessa in Lega Pro dopo un solo anno di B e invece no, per fortuna, grazie a 3 vittorie consecutive abbiamo conquistato la possibilità di giocarci la permanenza in serie B tramite lo spareggio dei play-out.

“Abbiamo conquistato” ho scritto. Mai come nella partita di ieri, infatti, il pubblico ha partecipato e tifato alla grande trascinando la squadra alla vittoria! Nel post di venerdì auspicavo proprio questo, un grande pubblico che per una domenica rinunciasse ad andare al mare e si riversasse nello stadio Euganeo, a patire anche il caldo (vedi nella foto sotto a sinistra i giocatori che approffittano del getto d’acqua partito da solo nel corso della partita). Compresi i 2400 bresciani, venuti a Padova per conquistarsi la serie A, e considerata la promozione, gli sconti e le varie gratuità superare le 14.000 presenze di questi tempi non è così semplice ed è stato davvero bello vedere tutto quello sventolio di bandiere biancoscudate, quell’entusiasmo popolare e l’esplosione di passione dopo il primo gol di Di Nardo e dopo quello di Matias Cuffa.

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Come per gli altri post inseriti nella categoria Calcio Padova 1910, infatti, non voglio parlare di calcio giocato e di aspetti tecnici. A scrivere di calcio ci pensano già i giornalisti sportivi (guarda gli highlights dal tgpadova) mentre in questo mio blog volevo ancora una volta sottolineare l’aspetto che più mi interessa e cioè quella della gente, del pubblico e della passione sportiva per la squadra della città. Che volete farci? Ho studiato sociologia e certi concetti quali identità, senso di appartenenza, orgoglio civico sono concetti di cui ho letto associati non solo al tifo calcistico ma anche al tema delle città e delle iniziative delle amministrazioni pubbliche nella stesura di piani strategici, nella comunicazione istituzionale e nell’organizzazione di grandi eventi (leggi l’intervento al centro culturale Altinate, lo scorso anno, dell’ex sindaco Maragall sindaco di Barcellona quando questa organizzò le Olimpiade del 1992).  Dopo il primo gol (a destra  nella foto Di Nardo festeggiato dai compagni dal sito de “Il Mattino di Padova”) ho visto gente impazzita di gioia, anche in tribuna est, che negli anni dietro era considerata “freddina” mentre oggi mi ha fatto tornare alla memoria un vecchio video che vi avevo segnalato nel post “Padova e Archivio storico dell’Istituto luce” (categoria Vecchia Padova (cultura popolare)) in cui si sente il cronista dell’istituto Luce dire dopo un gol del Padova contro il Milan del 1951 al mitico Stadio Appiani una frase retorica quanto significativa e cioè “Gol del Padova: esplode la Santa Barbara dell’entusiasmo popolare!” (vedi il video).

shapeimage_2.jpegNulla ancora è stato fatto: ora ci sono i play-out da giocare e vincere! Comunque bella vittoria oggi del Padova dopo che venerdì sera nel palcoscenico dell’indimenticato Stadio Appiani (rileggi il post “L’Appiani, tempio della vecchia Padova!“) Matteo Menapace ha presentato il suo documentario “Appiani: ricostruire un’emozione” (clicca quì per vedere il trailer)(vedi a destra la locandina) che ha mostrato ai tifosi accorsi le diverse fasi della lavorazione del plastico del Vecchio Appiani, presente ora al “Padova museum“(clicca quì per andare al museo in versione virtuale) e realizzato in scala 1:87 da 4 tifosi. Documentario in cui le diverse fasi di lavorazione del plastico sono intervallate da immagini storiche, interviste a protagonisti quali il capitano Zanon del Padova anni ’50 e di Pino Lazzaro capitano negli anni ’70 e autore del libro La Fossa dei Leoni.

Insomma dal ricordo del mitico Appiani a quello del grande Paron Nereo Rocco il passo e breve così come è breve passare al sentitissimo derby con la Triestina con la quale il Padova si giocherà i play-out. Triestina e Padova erano infatti le squadre del Paron Rocco e chissà cosa direbbe oggi a vedersele una di fronte all’altra per una sfida così drammatica (sportivamente parlando ovviamente…!).

Il gioco di calcio, per quanto mi riguarda, non è certo tutto. Ci sono mille altre cose ma è lo sport popolare per eccellenza e io seguo il Padova perchè è la squadra della mia città, e perchè ho iniziato a seguirlo da bambino accompagnato da mio padre e da mio zio, è un legame tra generazioni. Insomma non condivido lo snobismo con cui i tifosi sono etichettati dai non tifosi. Insomma per certi aspetti, mi identifico con Nick Hornby ed il suo “Febbre a 90” anche se la sua malattia è forse più grave della mia!

Quindi venerdì, mi raccomando, tutti all’Euganeo per tifare Forza Padova e riconquistare la serie B!

PS. Se qualcuno non gradisse l’inquadratura nella foto in alto a destra mi scriva a vpadovablog@virgilio.it e provvederò a rimuovere la foto o ad oscurare immediatamente il volto dell’interessato. Grazie.

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prato-della-valle-padova-106-1.jpgCiao e ben trovati al post del venerdì, quello dedicato alle proposte per il fine settimana. Come già detto settimana scorsa è arduo selezionare un evento o una manifestazione da proporvi perchè le proposte sono davvero tante molte delle quali assai interessanti.

Come sempre per avere il quadro completo degli eventi organizzati in città e provincia consiglio il sito PadovaEventi così come consiglio il sito Turismo Padova Terme Euganee in particolar modo ai turisti che possono così avvantaggiarsi di consigli, proposte, promozioni e pacchetti vari pensati per loro. Oltre al sito in cui potrete trovare i riferimenti per la PadovaCard, le audioguide e gli itinerari in gps, una delle novità è il pacchetto Padova week-end.

Travaglio-promemoria-247x300.jpgFino al 13 giugno, festa di S. Antonio, continueranno la serie di eventi e manifestazioni di “Tuffati nel cuore di Padova” quindi negozi aperti anche la domenica, eventi, mostre, spettacoli di tutti i tipi, visite guidate ed escursioni gratuite in battello! Parallalelamente a questo, inizia oggi il Giugno Antoniano (28 maggio-30 giugno), una serie di eventi religiosi e culturali che affiancano il pellegrinaggio dei giovani, la rievocazione storica dell’ultimo viaggio di Antonio morente e la tradizionale processione. Per chi è interessato alle proposte culturali consiglio di visitare PadovaCultura. Ricordo inoltre che fino a domenica con “Cantine Aperte” siamo in piena “settimana del vino“. Rileggi il post di lunedì dedicato a quest’occasione (El Cantòn del cogo e la settimana del vino sui Colli Euganei).

Questa sera, venerdì 28, lo spettacolo di Marco Travaglio inaugura la tradizionale manifestazione estiva “Arena Romana 2010“. Un viaggio di parole e musica nell’Italia da tragicommedia dal titolo “Promemoria – 15 anni di storia italiana ai confini della realtà… aggiornamento!”, con musiche dal vivo. Lo spettacolo è realizzato dalla Promovies in collaborazione con l’Assessorato alla cultura del Comune di Padova. Ovviamente lo spettacolo avverrà all’interno dell’arena romana. Per info clicca quì.

irene_grandi.jpgDomani sera, sabato 29, un’idea potrebbe essere il concerto di Irene Grandi (foto teamworld.it) al Gran Teatro, per chi ama la sua musica, ovviamente. Il 2010 è l’anno del ritorno per la rocker toscana: dopo essere tornata sul palco di Sanremo ed aver pubblicato il settimo disco di inediti della sua carriera, Alle Porte del sogno, Irene torna anche a calcare le scene dei principali teatri italiani.

Per gli amanti della vita notturna, delle discoteche, dei club underground, della musica dal vivo e dei giardini estivi già aperti consiglio PadovabyNight.

n123910360971851_3714.jpgPer domenica 30 la mia proposta non può essere che quella di approfittare tutti delle promozioni, degli sconti (50%) e delle gratuità (donne e giovani sotto i 25 anni e amici di abbonati) per venire allo Stadio Euganeo per l’ultima delicatissima partita del Calcio Padova (leggi quì tutte le informazioni sul biglietti). Gli ultimi 90° minuti in cui la squadra biancoscudata si giocherà la possibilità di salvarsi e mantenere la serie B (duramente conquistata lo scorso anno) anche per la prossima stagione contro il Brescia, una squadra fortissima che invece si giocherà il tutto per tutto per guadagnarsi la serie A. Insomma una “chiamata alle armi” la mia, nella speranza che i padovani rispondano presente e sostengano a gran voce la squadra della città (che ricordo non senza una vena polemica non è l’Inter, ne il Milan o la Juventus) e cioè l’A.C Padova 1910. L’invito è di venire tutti con una t-shirt bianca e di rispolverare vecchi bandiere e sciarpe per colorare lo stadio e Forza Padova!

 

Buon fine settimana a tutti!

 

P1050740.JPGLa scorsa settimana ho letto con stupore e meraviglia l’articolo de “Il Mattino di Padova” dal titolo “Tartarughe abbandonate nel laghetto. A rischio l’ecosistema del Parco Iris” (leggi l’articolo). Ho così pensato di andare a vedere di persona queste tartarughe così come ho fatto tempo fa per i conigli di Padova est (leggi “Gli intrepidi conigli di Padova est”) perchè trovo interessante ed affascinante anche come la natura sia in grado di proliferare ed alzare le proprie difese anche in ambienti che potrebbero sembrare ad essa ostili. (Guarda le altre foto). Nella fattispecie i conigli di Padova est e le tartarughe non si sono certo moltiplicate in mezzo al cemento ma comunque in zone di verde che sono di fatto delle riserve naturali (il pezzo di campo dietro al Palasport) e artificiali (il parco iris con il suo laghetto) in mezzo alla città, a strade trafficate e rumorose.

P1050707.JPGLo scorso agosto avevo anche raccontato di un paio di episodi che ebbero per protagonisti dei pitoni, “docili” animali domestici in fuga verso la libertà e che preoccuparono non poco i proprietari ed i vicini. Ricordate? (leggi “Python Euganeus Euganeus“..scusate il titolo demenziale). Già in quell’occasione Luigi Cusin dell’ENPA, rappresentanti dell’associazioni animalisti come Paolo Mocavero di 100% Animalisti denunciavano il comportamento di chi prima acquista dei graziosi animaletti domestici, magari su richiesta di bambini, e poi quando questi crescono e divengono più difficilmente gestibili se ne liberano gettandoli nei fiumi e nelle fogne provocando rischi maggiori. Il titolo Python Euganeus Euganeus per l’episodio dei pitoni l’avevo dato scherzosamente ipotizzando che se il cattivo comportamento di acquistare animali esotici per poi mollarli in natura dovesse aumentare davvero forse un domani ci potremo ritrovare con nuovi specie di animali autoctoni anche pericolosi…altro che nutrie!!

Ebbene lo stesso sembra sia accauduto con le tartarughe dalle orecchie rosse (Trachemys Scripta Elegans) nel parco Iris. Abbandonate alcune nel laghetto hanno accresciuto rapidamente la loro comunità non incontrando nessun ostacolo alla loro crescita ed anzi danneggiando l’ecosistema visto che queste bestiole davvero voraci, si cibano di tutto.La tartaruga dalle orecchie rosse è originaria dal sud degli Stati Uniti d’America ed è giusto che lì stia perchè quì da noi, anche al parco Iris provoca una moria di animali e pregiudica quello che è l’ecosistema. “Proprio per questo, dal 24 ottobre 2001, ne sono vietate le importazioni a tutela della tartaruga palustre europea, l’Emys orbicularis, minacciata dalla presenza della famelica cugina”. Clicca quì al sito dell’Associazione Animali Esotici (AEE) per sapere di tutto di più su questa tipologia di tartarughe, sul cui sito cliccando quì potete trovare i contatti per far adottare animali che non volete più tenere!

P1050726.JPGInsomma la scorsa settimana mi sono recato al Parco Iris munito della mia fotocamera e man mano che mi avvicinavo al laghetto mi chiedevo quanto ci avrei messo per scovare queste tartarughe e se ci avrei perso molto tempo. Appena arrivato sono rimasto basito nel vedere almeno una quindicina di queste bestiole prendere il sole sui sassi in riva al laghetto e ancora più basito dal fatto che queste erano davvero grosse. Pensavo di trovarne di appena più grandi delle tartarughine che si trovano nelle fiere, invece guardate voi stessi le foto anche se forse queste non rendono l’idea; ce n’erano di varia pezzatura ma le più grandi arrivavano sui 30 cm di lunghezza! man mano che mi sono avvicinato, la maggioranza si sono buttate in acqua e facendo il giro del laghetto ho visto come fossero in tante sia lungo la riva sia a nuotare a pelo d’acqua (sporca)!

P1050744.JPGE allora che fare? Da “Il Mattino di Padova” ho letto che l’amministrazione ha segnalato un laghetto a Rubano dove potrebbero vivere in pace (mi chiedo se l’ecosistema di quella zona sia adatto..mah). So che esistono in Italia dei centri specializzati che raccolgono e accudiscono tutti gli animali e le bestiole di cui non volete più disporre e nella fattispecie delle tartarughe ho sentito parlare del centro Carapax di Massa Marittima (GR), in Maremma, (che tra le altre raccoglie le tartarughe americane) che però sta vivendo un periodo molto burrascoso e che è stato chiuso perchè le acque di uno dei laghetti presentavano salmonellosi di cui le stesse tartarughe sono portatrici. Per avere maggiori informazioni consiglio anche il gruppo su facebook “Carapax” ed un paio di altri gruppi-petizione contro la chiusura del centro “Carapax” (vedi quì e quì). Il centro Carapax versa in difficoltà estreme, purtroppo, come si legge dal loro sito dove potete leggere il loro punto di vista nella disputa con il Comune di Massa Marittina. Tra le altre cose si legge che:

logo-Caraopax-by-Andrea.jpg“Infatti le associazioni italiane ed europee che sostengono il CARAPAX, hanno deciso di traslocare e allo stesso momento di dividere il CARAPAX secondo le sue 3 funzioni principali: 1.stazione biologica di riproduzione, ricerca e reintroduzione di tartarughe mediterranee ed altra fauna: cicogne, erpetofauna toscana; 2.centro di recupero di tartarughe ed erpetofauna italiana ed esotica in generale, in questi ultimi anni principalmente (80%) di tartarughe d’acqua americane; 3. centro CITES per il recupero di rettili ed anfibi tropicali, ma principalmente tartarughe”.

Per chi, singolo o associazione, volesse aiutare il centro Carapax, c’è una raccolta fondi in atto. Per info vedi la home page del sito.

Una realtà davvero importante il Carapax con centri studi, visite guidate, un gran numero di turisti tutto l’anno e soprattutto la cura degli animali. Dire che sia un peccato che un centro così valido venga anche ostacolato anzichè aiutato, tutelato e valorizzato è limitativo: è   davvero triste!

 

 

presentazione.jpegPrima di iniziare a scrivere questo blog e a documentarmi quindi sulle proposte culturali, sportive e alle varie manifestazioni organizzate sul territorio non credevo che l’offerta fosse così ricca a tal punto da mettermi un po’ in crisi nel momento di mettermi a scrivere e scegliere quindi qualche evento da proporvi.

Innanzitutto vi ricordo che fino a domenica in Prato della Valle c’è la Festa dei Popoli giunta alla sua 20 °edizione e di cui vi ho già parlato nel post di mercoledì (leggi “XX Festa dei popoli. We are the world we are the people“) e, sempre fino a domenica in Fiera c’è la storica Fiera Campionaria giunta invece alla 91° edizione (la più antica campionaria italiana!).

Come sempre quandio parlo di proposte per il fine settimana mi rivolgo ai padovani ma anche e soprattutto a chiunque, da qualunque luogo, voglia venire a trascorrere una giornata, un fine settimana o più, a Padova e provincia e quindi raccomando il sito Turismo Padova Terme Euganee (ai turisti segnalo le vantaggiose promozioni di Padova weekend) e il sito PadovaEventi in cui potete trovere tutti ma proprio tutti gli eventi organizzati sul territorio. Segnalo inoltre il contenitore di eventi “Tuffati nel cuore di Padova”, progetto nato per mantenere vivo il centro storico comprese le domeniche, in cui i negozi saranno aperti ed ogni settimana prevede un calendario di manifestazioni e spettacoli per tutti i gusti, per grandi e piccini, comprese visite guidate ed escursioni in battello!

Iniziamo da stasera. Per gli amanti dela musica leggera italiana il Gran Teatro di Padova ospita Fiorella Mannoia e scusate se è poco. Non occorre che un blogger neofita si prenda la briga di presentare una delle voci più amate della musica italiana. Un concerto evento in cui la passione di Fiorella Mannoia incontra la musica dei più grandi autori della canzone italiana, da Renato Zero ai Negramaro.

Carraresi01.jpgHo selezionato inoltre un evento particolare da mettere in primo piano che ritengo davvero interessante e simpatico. Per chi ama la cultura, vuole scoprire e approfondire la storia di Padova, o semplicemente trascorrere la serata (nottata) di sabato e la domenica in modo assolutamente diverso e con la possibilità di imparare giocando e divertendosi segnalo “Alla ricerca dei Carraresi perduti: giochi urbani alla riscoperta di Padova”. Si tratta di un “gioco a squadre ideato dal FAI Fondo Ambiente Italiano, Delegazione di Padova, realizzato in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Padova, grazie al contributo di Freesport, e con l’aiuto di Tucano Urbano e di RCE Foto. Il gioco a premi arriva il 22 e 23 maggio a Padova e coinvolgerà giovani e famiglie, studenti, turisti di passaggio e cittadini, chiamati a contendersi gli infiniti palcoscenici urbani, sulle tracce della storia e della cultura della città. Centinaia di giocatori saranno chiamati a risolvere enigmi e quiz, prove fotografiche e test, interagendo con la città e con i suoi protagonisti. Clicca quì per leggere il programma completo e scoprire anche in cosa consiste il ricco montepremi collegato al gioco!

Informazioni e iscrizione obbligatoria (€ 20,00 per ogni squadra minimo 2 persone massimo 5 persone) presso il Punto FAI oggi venerdì 21 dalle ore 16.00 alle 19.00 e sabato dalle ore 15.30 alle 23.00 al gazebo in Piazza Pedrocchi!

C_1_Immagini_4509_Immagine.jpgBeh, mi sembra un’idea carina no? Il tema della signoria dei Carraresi (leggi la storia della signoria) sta diventando sempre più centrale nella promozione del turismo culturale padovano anche grazie alle intuizioni dell’assessore Colasio che ha pensato bene di far riscoprire a padovani l’epoca in cui Padova era una delle capitali culturali d’Europa e cioè il Trecento, epoca in cui fu chiamato presso la corte padovana Francesco Petrarca e l’epoca in cui, grazie alle ricchissime committenze, la città è stata abbellita da straordinari affreschi, da Giotto e i pittori detti Giotteschi quali Altichiero, Giusto dei Menabuoi, Guariento e Jacopo Avanzi a tal punto che oggi Padova può essere definita città dell’affresco. La riscoperta dei Carraresi e del periodo d’oro di Padova è iniziata tempo fa quando è iniziata l’opera, lunga e faticoso del recupero del Castello di Padova (vedi a destra una foto dall’alto presa dal sito padovanet) che nemmeno molti padovani sapevano/sanno esista per via che le dominazioni successive di veneziani ed austriaci ne hanno cancellato la memoria storica facendolo diventare semplicemente il carcere di Padova anche se i toponimi avrebbero dovuto aiutare, visto che il carcere si trovava in “piazza Castello”. La torre del castello è nota come Specola, poi diventata osservatorio astronomico, per chi ancora non avesse capito a quale castello mi riferisca. Sul Castello di Padova ho dedicato il primo post di questo blog, ormai quasi un anno fa (leggi “Il Castello di Padova”). Lo scorso anno fu aperto alla cittadinanza per alcune visite guidate di presentazione dei primi lavori di messa in sicurezza e restauro e io ci sono stato (guarda le foto).

Sempre i Carraresi sono al centro dell’offerta culturale programmata per l’estate 2010 che questa sera verrà presentata alle ore 20,45 presso il salone del Palazzo della Ragione con un evento che prevede la proiezione del video “Estate Carrarese 2010“. Durante la serata, ad accompagnare la presentazione, jazz, tango e sfilata di moda dal ‘300 Carrarese al terzo millennio. la programmazione dell’Estate Carrarese sarà on line sul sito di PadovaEventi dopo la presentazione ufficiale.

Buon fine settimana!

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P1030390.JPGLe piogge continue dei giorni scorsi ed in particolare la pioggia “monsonica” di mercoledi sera (le foto le ho fatte io tra la Paltana e Voltabrusegana) stanno mettendo al centro dell’attenzione il problema idrico e quello della gestione delle acque nella nostra città.

Per chi legge da fuori città riporto parte dell’articolo de “Il Mattino di Padova” (14 maggio) che dice “Pioggia e grandine rovesciate su Padova da un improvviso nubifragio, mercoledì verso sera, hanno provocato il caos totale: città paralizzata, con il traffico in tilt ancora tre ore dopo, interi quartieri allagati, dalla zona degli ospedali al Portello, da Forcellini alla Stanga, automobilisti in crisi nell’impossibilità di raggiungere le proprie abitazioni. Cinque milioni di metri cubi d’acqua caduti su Padova in 50 minuti: dalle 18.20 alle 19.10 di mercoledì scorso. Con il risultato di danni per milioni di euro: cantine, garage e negozi allagati, automobili da buttare, strutture inagibili. La conta dei danni andrà avanti per giorni. I cittadini alluvionati dovranno mandare una lettera, con foto e stima dei danni, a Comune e AcegasAps”.

Una media di 55 millimetri d’acqua caduti in tutta la città. Che sparsi sui 92 chilometri quadrati del territorio comunale fanno quasi 5 milioni di metri cubi. Per fare un paragone la quantità d’acqua consumata in un giorno da tutti i rubinetti dei padovani è di 100 mila metri cubi, 50 volte meno. Davvero tanta acqua! Vedi il filmato da youreporter.it! (clicca quì).

P1030422.JPGQuali le cause di tali danni per eventi che iniziano a farsi assai frequenti? Innanzitutto il fatto che il clima sta cambiando ed il riferimento alle piogge “monsoniche” non è così azzardato visto che sempre più il nostro clima pare assomigliare a quello tropicale ed eventi di questo tipo che un tempo potevano verificarsi una volta ogni 50 anni rischiano di tornare a ripetersi molto più spesso. Sicuramente i residenti delle zone più colpite ricorderanno un analogo nubifragio il settembre scorso. La rete fognaria è inoltre sottodimensionata ed è calcolato che vada in tilt per precipitazioni di 25 millimetri in mezzora oppure 40 millimetri in 3 ore. Secondo l’assessore alle manutenzioni Umberto Zampieri “Dire che questo problema sia azzerabile è fare propaganda – spiega Zampieri – Ci sono interventi che possono limitare i danni: il completamento della rete, lo scolmatore Limenella e la manutenzione delle caditoie. AcegasAps è già impegnata in questi lavori”. Palazzo Moroni adesso punta il dito contro il Genio civile e il Consorzio di bonifica, che sono gli enti gestori del ciclo delle acque. Sempre l’assessore Zampieri dice “Tutta l’acqua di Forcellini finisce sul canale Scaricatore attraverso l’idrovia “Intervento 10” – spiega l’assessore – Da tempo chiediamo di collettare la rete fognaria sul canale San Gregorio, ma il Genio civile non ci vuole autorizzare. E il Consorzio da anni ha in progetto di potenziare “ Intervento 10””.

Detto che oggi è previsto un vertice sulla sicurezza idraulica della città ricordo che il sindaco si sta attivando e promette di riconoscere il più rapidamente possibile a tutti il rimborso dei danni. Qualche sera fa nel consueto talk show di telenuovo alla presenza del sindaco Zanonato e dell’assessore Zampieri, il presidente di PadovaFiere Ferruccio Macola ha chiesto se sia possibile collegare la rete fognaria all’idrovia Padova-Venezia, nel tratto già realizzato. Il sindaco si è detto possibilista facendo capire che ci sarebbe proprio la necessità di invasi o di corsi d’acqua per smaltire tutta quest’acqua che altrimenti, vista la cementificazione selvaggia portata avanti negli anni e la conseguente impermealizzazione del terreno, verrebbe semplicemente spostata ma non smaltita. Anche in zone di campagna come la mia molti fossi sono stati ridotti quando non proprio chiusi, spesso i fossi sono diventati ora piste ciclabili (che sono una buona cosa), a tal punto che mi chiedo se la situazione in città sarebbe migliore se non fossero stati tombinati tutti i canali interni o se piuttosto il rischio di esondazione degli stessi avrebbe creato problemi maggiori. Chissà cosa ne pensano quelli degli Amissi del Piovego, l’associazione culturale che si batte per la riscoperta e la valorizzazione della memoria storica di Padova come città d’acque.

Ogni padovano potrebbe raccontare la propria esperienza, di strade blocccate per sottopassi (molti sottopassi sono stati realizzati e stanno per essere realizzati in questi giorni) allagati, garage ridotti a vasche, case e laboratori invasi dalle acque con danni gravissimi ad abitazioni private ed attività (potete caricare le foto e discutere degli allagamenti nella vostra zona nel forum di CittadiniAMO, il social network dei cittadini di Padova di cui vi ho parlato quì) ma la soluzione? Che ne pensate? Che idea vi siete fatti? A voi la parola…

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padova_big_02.jpgCiao a tutti e benritrovati per il post del venerdì, quello dedicato alle proposte per il week-end! Questo fine settimana è particolarmente ricco di proposte ed eventi organizzati sul territorio, come del resto è così da tempo, sperando che la pioggia ed il maltempo siano passati (niente più che una speranza, raramente seguo le previsioni).

Per iniziare volevo ricordarvi l’iniziativa “Tuffati nel centro di Padova” che in queste giornate di pioggia e allagamenti potrebbe essere equivocato come l’invito a tuffarsi letteralmente in una delle molte pozze d’acqua. Invece “L’Assessorato al Commercio e alle Attività Produttive, in collaborazione con la Camera di commercio di Padova e le Associazioni di Categoria vuole rilanciare la vita nel centro di Padova, animare la domenica nel centro storico, una giornata altrimenti caratterizzata da passeggiate senza meta e negozi chiusi. Le vie, le piazze ed i negozi diventeranno, infatti, un palco dove operatori commerciali e cittadini avranno un ruolo attivo e fondamentale, proprio come gli attori in un teatro”. Il sito ufficiale con il programma che, ricordo, comprende eventi nel fine settimana , la tanto discussa apertura domenicale dei negozi, spettacoli, visite guidate ed escursioni in battello (!!) è http://www.apadova.it/.

I moltissimi eventi di cui vi parlavo li potete trovare riassunti come sempre nel sito PadovaEventi, sito rinnovato con una concezione più “social” e maggiormente interattiva. Potrete trovare tutti gli appuntamenti in città e provincia sotto il link “Eventi, feste e sagre di bella stagione“, “Tutti gli eventi enogastronomici“, “Le domeniche in centro a Padova“, “Tutte le rievocazioni storiche e medioevali“, “Grandi concerti: un’estate da vivere“, “Padova: città di mostre“, “Visite guidate a Padova e provincia“. Uno dei più interessanti è “La Rocca in fiore” (14-16 maggio) a Monselice (PD).

camp.jpgTra gli eventi in programma sicuramente va celebrata l’apertura della tradizionale Fiera Campionaria. La storica fiera gratuita, che è anche la più visitata del Nordest, è la più antica campionaria d’Italia. Con la prima edizione del 1919 nasce anche la Fiera di Padova (leggi la storia). Come sempre, anche quest’anno l’occasione per vedere le ultime novità, per assistere agli spettacoli e ai concerti in programma, per mangiare qualcosa di sfizioso come farò io. Io ci andrò per questo motivo, per la musica dal vivo e per gli standi turistici che se non posso viaggiare e girare il mondo almeno lo faccio con la fantasia! Una presentazione riassuntiva della manifestazione la potete trovare al sito di PadovaEventi (cliccate quì).

biondi.jpegPer concludere vi segnalo i concerti de “Il Gran Teatro” che ha ottenuto la concessione per continuare la propria missione di organizzare concerti e spettacoli in città e di cui mi compiaccio. Ebbene il 14 ed il 15 maggio ci sarà niente popò di meno che il grandissimo Mario Biondi, il Barry White siciliano ma è ingeneroso paragonarlo ad altri grandi della musica soul perchè Mario Biondi non è certo un clone ma un artista vero, internazionale, che mette d’accordo amanti del soul e del jazz,il cui “live ricorda le indimenticabili performance di Sinatra, o la simpatia di Bublè, ma con un tocco inconfondibile di Sicilia”. Dal sito de “Il Gran Teatro” riguardo al suo ultimo album di inediti “If”, il nuovo album si legge che “L’album è caratterizzato da un respiro sonoro internazionale: è stato registrato tra Roma e Rio de Janeiro, masterizzato a New York e con il prezioso contributo degli archi registrati a Londra dalla Telefilmonic Orchestra London. Il concerto è una raffinata costruzione di sonorità jazz e soul attorno ad una voce capace da sola di creare atmosfera: i paragoni con artisti come Barry White sono ormai banali, ma al di là della indiscussa qualità musicale di Biondi e degli artisti che lo accompagnano, va riconosciuto all’artista catanese il merito di avere ridato vita ad un genere che nel nostro paese era pressoché scomparso”. Per info clicca quì!

Buon relax e buon divertimento a tutti dunque! Raccontatemi come avete intenzione di trascorrere il vostro fine settimana, ciao! 😉

Alberto

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UNIVERSITA-BO--03.jpgGià da qualche anno si sente parlare di Ateneo veneto e della proposta di costruire un’università di eccellenza mettendo assieme in federazione gli attuali atenei per meglio competere a livello nazionale ed internazionale nella didattica e nella ricerca.

In questo blog cerco di raccontare a modo mio la città scrivendo di svariati argomenti per lo più quelli che catturano maggiormente il mio interesse come cittadino e come persona. Parlando di città, lo sviluppo di queste dal punto di vista sociale, urbano, turistico etc etc, e nella fattispecie di Padova talvolta scelgo argomenti che possano testimoniare le trasformazioni in atto e i cambiamenti che sono comuni in tutte le città, spontanee piuttosto che promosse ed attuate come strategia per meglio rispondere ai processi di globalizzazione. Raccolgo questi post nella categoria “la città che cambia“.

Quest’oggi ho pensato di approffittare della notizia uscita in questi giorni riguardo alla riunione tra i rettori delle università venete (fissata per il 1° giugno prossimo presso l’ateneo padovano, vedi a destra il Palazzo del Bò) per parlarvi di un cambiamento già in atto e cioè quello della fusione (in vari stadi ed in modo federato) delle attuali università del Veneto, prima, con l’obiettivo poi di allargare la “federazione” alle altre università del nordest (Trentino e Friuli-Venezia Giulia). La proposta era già stata avanzata dall’ex rettore padovano Vincenzo Milanesi nel 2007 (leggi quì), proposta che via via ha ottenuto sempre più consensi e sostegni anche dal mondo politico e che di fatto è figlia della sempre più sentita esigenza di “fare sistema”, o “governance territoriale”, di non chiudersi nel proprio orticello ma di costruire reti in grado di sfruttare le economie di una maggiore scala per poter meglio competere con le altre università internazionali piuttosto che farci la concorrenza all’interno di un sistema territoriale che di fatto è già interdipendente. In occasione dell’inaugurazione dell’anno accademico in corso (il 788esimo) l’attuale rettore Giuseppe Zaccaria ha lanciato la Fondazione delle Università del Nordest (leggi quì).

Hack_Zaccaria.jpgLe Università coinvolte, l‘Università di Padova, lo IUAV e l‘Universtià Cà Foscari di Venezia, l’Università di Verona dovranno far nascere un “nuovo organismo in grado di assumere le sembianze di un circuito universitario che racchiuda in sè i quattro atenei, presieduto da un direttivo regionale e una Fondazione universitaria con compito di coordinamento volto a mantenere le specificità di ciascun ateneo. Un modo per permettere la mobilità di studenti e docenti su tutto il territorio  e potersi sedere al tavolo della contrattazione istituzionale forte di numeri da capogiro: al grido di “l’unione fa il risparmio” le singole Università hanno scelto di fare quadrato di fronte ai tagli imposti dal ministero” (da Il mattino di Padova, articolo di Fabiana Pesci, del 11/05/2010, pag.10) e, aggiungo io, al fatto che finanziamenti a pioggia a tutti non favoriscono di certo una gestione virtuosa.

Si tratta di un inizio di un progetto rispetto al quale, credo e spero, non si può tornare indietro ma semmai potrebbe stimolare una sorta di “desiderio di emulazione” secondo una visione futura di un Veneto e di un Nordest sempre meno campanilistici e sempre più organizzati come una rete di città e territori. Si tratta della stessa visione della candidatura di Venezia (ma si legge Nordest) alle Olimpiadi del 2020 e del Nordest come capitale europea della cultura, una nuova regione aperta all’Europa e al mondo, ecco perchè lo “scherzoso” titolo in inglese.

Alla luce di questa visione che sta prendendo sempre più piede, mi riferisco all’idea di NordEst ma per ora possiamo limitarci ad area metropolitana del Veneto che comprende di fatto un’unica area urbana che unisce Padova-Treviso-Venezia (PaTreVe), anche questo blog VirgilioPadova potrebbe permettersi delle escursioni fuori dal territorio provinciale proprio perchè sempre di più Padova-Venezia potrebbero/dovrebbero attuare iniziative per cercare di rendere quest’area fruibile in modo sempre migliore da cittadini che vi si spostano come all’interno di un’unica città.

Alberto

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pollaio.jpegChi ha studiato a Padova, chi ha frequentato le aule studio ed in particolare chi frequentava la zona tra il Portello e quindi gli istituti universitari in via Marzolo, così come l’omonima mensa e la ex ormai e storica casa dello studente Fusinato, sicuramente non potrà cadere nell’equivoco che forse il titolo può generare. Il pollaio in questione, infatti, non ha niente a che vedere con il ricovero dei simpatici pennuti e della famosa gallina padovana e personalmente non conosco progetti in cui studenti siano coinvolti in una gestione di questo tipo.

Il pollaio è, anzi, ormai possiamo dire era un’aula studio (vedi a destra l’ingresso in una foto un po’ creativa presa dal blog dell’asu) e aveva la particolarità di essere autogestita da un gruppo di studenti (per lo più di fisica, credo) che in accordo con il dipartimento hanno gestito questo spazio sin dal lontano 1982. Un aula studio storica, quindi, che io stesso ho frequentato per anni. Per chi è studente e quindi giovane universitario, le aule studio sono un luogo a cui giocoforza ci si affeziona perchè vi si trascorre gran parte del proprio tempo (per chi a casa non riesce a trovare la giusta concentrazione) studiando ma è anche luogo di socializzazione e quindi anche quando si termina il proprio percorso universitario ritengo si possano associare a questi luoghi molti ricordi. Questo vale anche per me e personalmente ricordo il “pollaio” come il luogo della mia “rinascita” da studente. Ero partito male con pochi esami nei primi due anni ma proprio nell’anno in cui ho fatto anche il servizio civile (in un ceod per ragazzi disabili) tirando fuori la mia forza di volontà sono riuscito a rimettermi in careggiata studiando “con veemenza” (!!;)) proprio al pollaio dopo una giornata impegnativa di lavoro all’Iride di Selvazzano D. e ne ho avuto la possibilità perchè l’aula studio era aperta fino alle 23,30 e anche nei week-end, sempre anche nei periodi prenatalizi o durante le vacanze pasquali, quando tutte le altre aule chiudevano/chiudono.

Il “Pollaio” si trovava in un prefabbricato basso ed era adiacente ad un’altra aula chiamata “Acquario” (perchè c’era un acquario) sempre autogestite dagl istessi ragazzi. Era un luogo spartano ma ” quasi intimo” come un salottino di un appartamento di studenti fuorisede. Nell’Acquario ci si poteva fare il tè o il caffè visto che c’era il fornello con alcune tazze e posate, c’erano riviste e giornali ed era l’aula un po’ più “casinara” perchè quì ci si poteva permettere di parlare e di ripetere e preparare l’esame con un compagno/a di corso o scambiare due chiacchere, c’era pure un gatto che viveva lì, mentre il Pollaio era silenzioso e permetteva a tutti di trovare la giusta concetrazione. Le aule potevano ospitare circa 130 persone.

HPIM0112.jpg

volantino-nofip.pngEbbene dal dicembre 2009 il pollaio/acquario è stato chiuso “in modo teatrale” dicono gli autori del blog “Pollaio”. In effetti si sono trovati questo cartello sulla porta dell’aula (vedi foto dal loro blog). Pare che al decisione fosse nell’aria e che ci fossero determinati accordi per proseguire l’autogestione da parte degli stessi ragazzi ma giovedì della scorsa settimana li ho ritrovati davanti al palazzo del Bò verso il Cantòn del Gallo a studiare seduti per terra per protesta per la piega che la situazione ha preso in questi mesi (leggi quanto scritto sul volantino che hanno distribuito-vedi immagine- e la lettera aperta inviata al Magnifico rettore e alle altre autorità accademiche).

E’ stata aperta una nuova aula studio (Paolotti) in via Belzoni ma una come tante altre, aperta in orari ridotti, e chiusa durante le festività (leggi articolo sul free press Leggo) che quasi sempre precedono la sessione degli esami quando le aule si fanno invivibili e stovraffolate (leggi sul free press “Leggo” l’articolo di Tommaso Ferrara). Per conoscere in modo esaustivo la situazione è necessario ascoltare tutte le campane per cui presumo che l’Università avrà avuto i suoi buoni motivi ma a prescindere da questi mi sento di dare il mio sostegno e la solidarietà agli studenti del Pollaio principalmente per due motivi.

AulaFantasma-Gazz-6-5-2010.jpgIl primo perchè il servizio del Pollaio era un’ottimo servizio agli studenti lavoratori e a chi voleva/poteva studiare di sera piuttosto che al sabato pomeriggio o alla domenica e durante le festività natalizie, pasquali etc etc che precedono la sessione d’esami. Un servizio utilissimo se consideriamo il numero degli studenti iscritti all’Unipd e che un offerta “serale” è limitata solo ad un altra aula o due. Il secondo ed il principale è perchè così si svilisce la passione, l’impegno e la voglia di partecipare di studenti volenterosi e che rivendicano il loro ruolo di studenti come parte del mondo di cui fanno parte, quello dell’Università. Tra questi ragazzi c’è chi si impegna come rappresentante degli studenti o all’interno di liste studentesche per il diritto allo studio e all’accessibilità, si informa sulle normative di legge, cerca ed ottiene il dialogo con docenti e amministrativi dell’Università e che quindi vorrebbe essere coinvolto e trattato come soggetto attivo.

Nella prima giornata del festival della cittadinanza appena concluso ho seguito un’interessante workshop dal titolo “Processi decisionali e partecipazione: i costi del mancato coinvolgimento dei cittadini”. Recentemente è stato lanciato il processo di partecipazione all’iniziativa legislativa europea con il “Libro verde sul diritto d’iniziativa dei cittadini” istituito nell’aggiornato Trattato di Lisbona per cui il diritto alla partecipazione dei cittadini, se il nostro paese vorrà evitare sanzioni da parte dell’UE, non sarà un’opzione ma un obbligo. Allora, mentre seguivo questo workshop ho pensato tra me e me a quanta strada ci sia da fare nella nostra società per arrivare al punto in cui “partecipazione” non sia un contentino per ottenere consenso (nei confronti di una certa amministrazione) o un modo “per controllare i partecipanti” e a come a questi ragazzi sia stata tolta la possibilità di proseguire con la loro attività di gestori dell’aula che, cosa non trascurabile, consentiva alle casse dell’Università un risparmio sul compenso alle guardie giurate che ora vengono impiegate nella nuova aula, risparmio che, un’eventuale autogestione di tutte le aule potrebbe consentire all’Università di impiegare tali risorse per altre attività o spese più utili.

Per concludere spero vivamente venga restituita la possibilità a questi studenti di tornare ad autogestire un’aula com’era il caro e vecchio pollaio, con delle regole precise, in seguito ad accordi e alla supervisione degli organi preposti. Ovviamente se qualcuno vuole aggiungere qualcosa può scrivere sullo spazio commenti. Non ho la presunzione questa pagina venga letta da qualche rapprsentante dell’università ma se così fosse mi piacerebbe ricevere una replica.

Alberto

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P1030202.JPGDa oggi e per tutto il fine settimana nel centro storico ci sarà la seconda edizione del Festival della Cittadinanza, il festival del terzo settore e dell’economia sociale, il naturale erede di Civitas, manifestazione analoga che per diversi anni si è tenuta in fiera.

Lo slogan di quest’edizione è “Tempo di responsabilità“, un richiamo dunque al concetto di responsabilità dei cittadini sulle loro scelte o non scelte in grado di incidere sulla vita della comunità il cui obiettivo è quello di stimolare la partecipazione della cittadinanza attorno alle tematiche di interesse comune suddivise in tre grandi categorie: ambiente e territorio, cultura e creatività, impegno sociale e terzo settore.

Qualche post fa ho presentato un primo strumento che il festival si è dato per cercare di stimolare i cittadini alla partecipazione e cioè il social network “CittadiniAMO“, (rileggi il post “CittadiniAMO, il social network per discutere di cittadinanza“) uno strumento definitivo, che va oltre la durata del festival, e che permette di relazionarsi e conoscere i cittadini iscritti così come le associazioni e dibattere con loro di Padova, di quanto avviene in città sotto vari punti di vista, di rimanere informati sulle iniziative promosse sui temi analoghi a quelli del festival e creare, perchè no?, i presupposti per uno scambio virtuoso di informazioni, di esperienze, di professionalità, un agorà, un punto di incontro che dal virtuale vorrebbe arrivare ad incidere sul reale.

top_festival.jpegSicchè fin da subito vi invito a registrarvi (clicca quì) e a partecipare al forum proponendo discussioni e temi che vi stanno a cuore.

Il programma del festival è molto ricco e prevede convegni, workshop, mostre, laboratori, attività con le scuole, spettacoli  e performances di varia natura e musica. Tutti gli appuntamenti culturali e gli spettacoli avranno luogo in varie zone del centro storico, all’aperto piuttosto che all’interno di teatri, sale e del centro culturale Altinate. Clicca quì per leggere tutto il programma!.

Potrei dilungarmi e parlarvi un sacco di tutta l’offerta culturale del festival e dei momenti di divertimenti, degli spettacoli ma sarebbe davvero inutile per cui vi invito a visitare il sito e a leggere il programma. Sia il Festival della Cittadinanza (clicca) sia CittadiniAMO (clicca) si possono seguire su twitter, lo dico per i più tecnologici e per finire volevo suggerire ai più creativi che leggono un’iniziativa di partecipazione promossa dal Consiglio Regionale del Veneto. Dal sito riporto: “Il Consiglio regionale del Veneto ha scelto la community di creativi di Zooppa.it, la piattaforma di Advertising User Generated, per promuovere il concetto di E-democracy e dare vita ad una nuova modalità di coinvolgimento del cittadino alla vita politica.  Alla base c’è la convinzione che, quando c’è bisogno di grandi politiche e nuove idee, il dialogo e l’interazione con i cittadini possano costituire i fattori determinanti di successo. Il Consiglio Regionale ha deciso di realizzare una campagna di User Generated Advertising dal 20 aprile fino al 16 giugno 2010. Chiunque può partecipare al contest semplicemente iscrivendosi a Zooppa.it (http://zooppa.it/signup) e condividendo le proprie proposte creative con tutta la community. Le tipologie di creatività con le quali gli utenti possono cimentarsi sono grafiche e video, focalizzate sul tema dell’E-democracy.   Il Consiglio regionale ha messo in palio un montepremi di ben € 6.800,00 per ricompensare le migliori creatività che parteciperanno al concorso”.

Ciao e buon festival a tutti! 😉

Alberto

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