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Buongiorno, dopo il post di lunedì scorso sulla mostra “Padova, la differenza di essere primi” (leggi quì) anche per quest’oggi vi propongo un post sul tema ambiente.

In particolare volevo segnalarvi una lodevole iniziativa del Comune di Padova di avviare una campagna di incentivazione all’installazione di impianti fotovoltaici. Proprio qualche tempo fa avevo visto una puntata su questo tema della trasmissione “Presa diretta” di Riccardo Iacona (intitolata Sole, vento, alberi che consiglio di vedere cliccando quì) che mi aveva molto colpito perchè illustrava un’imbarazzante ritardo del nostro paese nei confronti della Germania e non solo per quanto riguarda le energie pulite come il fotovoltaico e l’eolico. La trasmissione ha mostrato come in Germania questo delle energie rinnovabili sia un settore strategico dal punto di vista economico in grado di creare moltissimi posti di lavoro ad alto valore aggiunto oltre che dal punto di vista ambientale rendendo possibile una riduzione drastica delle emissioni di co2 nell’atmosfera e ahinoi ha mostrato come invece in Italia ciò non avvenga e come diverse aziende soffrano la crisi.

Su questo fronte dunque, quello delle energie rinnovabili la città di Padova dimostra concretamente di volersi impegnare. So dell’intenzione da parte dell’amministrazione pubblica di installare pannelli fotovoltaici in vari luoghi pubblici della città, sulle pensiline delle fermate del tram e sulla copertura dello Stadio Euganeo. Con il progetto “Padova solare” si vuole incentivare l’installazione di almeno 500 impianti fotovoltaici, su immobili di cittadini privati, residenti nel territorio del Comune di Padova. In particolare, il progetto prevede che, il cittadino che aderisce all’iniziativa, possa realizzare il proprio impianto beneficiando degli incentivi statali “Conto Energia” e del “Conto Scambio”.

Per ulteriori informazioni vi rimando al sito de “Il Gestore dei Servizi Energetici (GSE)” che promuove in Italia lo sviluppo delle fonti rinnovabili attraverso l’erogazione di incentivi e con campagne di informazione per un consumo di energia elettrica responsabile e compatibile con lo sviluppo sostenibile.

Dal sito “Padovanet” si legge che “il cittadino riceve da uno degli istituti di credito aderenti all’iniziativa, un finanziamento che copre un “pacchetto” comprendente:
– l’espletamento delle pratiche istruttorie ed autorizzatorie (al Comune, all’Enel per l’allaccio dell’impianto, al Gse – Gestore servizi energetici – per la richiesta e l’erogazione degli incentivi statali),
– i sopralluoghi per valutare la fattibilità,
– la progettazione,
– la realizzazione, 
– l’installazione dell’impianto,
– la manutenzione per i primi tre anni e la garanzia dell’inverter per 20 anni.
L’istituto di credito si ripaga del finanziamento erogato con gli incentivi statali del Gse, assicurati per 20 anni”.

pannelli_solari.jpgSempre in tema impianti fotovoltaici a Padova si sta lavorando per costruire il più grande impianto fotovoltaico su tetto del mondo (vedi foto a sinistra presa dal sito http://www.blogeko.it/). Il luglio dello scorso anno fu infatti sottoscritto un accordo con il leader italiano del settore per costruire questo impianto che sarà realizzato presso l’Interporto di Padova si estenderà su una superficie di 250 mila metri quadrati e sarà costituito da circa 67.500 moduli fotovoltaici, si può considerare, ad oggi, il più importante a livello mondiale e per potenza e supererà di oltre 3 MWp quello installato a Saragoza, in Spagna. Questo impianto produrrà in un anno tanta energia quanta quella comunemente consumata da 5000 famiglie. E, passando ai numeri a favore dell’ambiente, risparmierà l’emissione nell’atmosfera di ben 9 mila tonnellate l’anno di CO2, pari a circa 3200 tonnellate di petrolio.

Come sempre i commenti sono i benvenuti. Che ne pensate di queste iniziative, siete potenzialmente interessati ad alloggiare magari sui tetti delle vostre case dei pannelli solari? Dite la vostra, ciao!

 

 

P1020593.JPGCiao a tutti e buon lunedì! Quest’oggi vi parlerò di “Padova, la differenza di essere primi”, una mostra che sarà visitabile presso il centro culturale Altinate fino al 25 aprile. Si tratta di una mostra tramite la quale il Comune di Padova ed il gruppo AcegasAps vogliono comunicare ai cittadini il loro impegno quotidiano sul fronte molto importante della gestione dei rifiuti, della raccolta differenziata e sensibilizzare i visitatori su questi temi decisivi per la tutela dell’ambiente, ambiente che rappresenta uno dei fattori più importanti della qualità della vita di una città ed ovviamente del nostro stesso pianeta ormai sotto sforzo e sofferente per via delle nostra cattive abitudini e stili di vita. Nel pieghevole che viene consegnato sono anche fornite informazioni e spiegato l’effetto serra e suggeriti dieci consigli per produrre meno rifiuti. Questa è la chiave infatti secondo me. Utilizziamo troppo imballaggi a adottiamo comportamenti ambientalmente impattanti perchè siamo abituati a farlo e spesso senza rendercene conto. E’ necessario però che ognuno di noi si soffermi un attimo e provi a modificare certe abitudini per produrre meno rifiuti.

P1020590.JPGLa mostra, allestita nella piazza del centro Altinate, è costituia da una serie di box colorati, (vedi foto sopra) ciascuno dei quali dedicato ad un argomento ben preciso, all’interno del quale si possono vedere interviste e video su questo tema. Comunicazione istituzionale e sensibilizzazione dei cittadini dunque, ecco perchè immagino che saranno diverse le scolaresche che verranno a visitare questa mostra con l’obiettivo di spiegare ai più piccoli l’importanza di non gettare la carta delle caramelle per terra e fornire loro un codice comportamentale tale da iniziare fin da subito a far di loro dei modelli cittadini. Ma non solo…uno dei box più curiosi ed interessanti, almeno per me, è il box giallo dedicato alla storia dell’igiene urbana di Padova.

Sono stato settimana scorsa a visitare questa mostra (le immagini di questa pagina sono mie foto) e mi sono soffermato a vedere tutto il video del box giallo, quello storico. Si inizia a parlare delle drammatiche condizioni igieniche del Medioevo che generavano epidemie e malattie varie passando alle prime ditte specializzate nella gestione dei rifiuti e agli appalti a queste concesse da metà dell’Ottocento fino ai giorni nostri.

P1020599.JPGLeggendo dal pieghevole: “6 aprile 1624: comparsa Bortola Massara (denunciata per aver lanciato in strada immondizia e sporcato un passante). “..contra la forma de proclami s’habbi fatto lecito gettar giù dalle finestre scoazze, espurchezzi, et altre immondizie, causando fetore per la estrada, et in hora di gettarle a dosso delle persone, come in particolare è successo il giorno predetto al signor Alvise Carraio…havendoli gettato adosso dell’acqua et altre immondizie per il che fu restato ruinato il tabaro, capello, et le calze onde l’istesso Alvise fece istantia..”

Mi fa immaginare una sorta di East End londinese, quella zona di Londra in cui agiva Jack lo Squartatore, o un’atmosfera quasi dickensiana, quella Padova di metà ‘800 in cui ancora era uso comune gettare in strada immondizie varie, e le viuzze erano quasi delle latrine a cielo aperto. Mi immagino cosa dovevano essere i vecchi quartieri medioevali, tipo la zona del ghetto e il quartiere S. Lucia (oggi purtroppo scomparso e sventrato in epoca fascista proprio per risanare la zona lasciando spazio a quella che oggi chiamiamo Piazza Insurrezione e dintorni)in cui moltissimi padovani vivevano in condizioni di promuscuità e di sovraffolamento con tutta questa sporcizia fuori casa. Nella mostra ci sono foto della vecchia Padova, con i primi operatori ecologici che si spostavano con carri trainati da cavalli, immagini davvero suggestive. A me la storia piace molto ed in modo particolare la storia popolare delle gente comune e delle città più che la storia delle battaglie. Davvero sarebbe bello venisse realizzata una mostra o, meglio ancora, un museo della città e della sua storia un po’ come quello che ho visto nel centro civico di Glasgow e chiamato non a caso People’s Palace, come proposto anche da Luigi Nardo, studioso della cultura veneta e della cultura popolare, di cui ho parlato tempo fa. E sulla nostra città, ce ne sono un sacco di cose da dire e raccontare, per interesse dei cittadini e di chi viene a visitare la città.

 

testata_gfp2009.jpegNon prima di essermi scusato per questo titolo ed aver salutato chi legge inizio a parlarvi di questo primo fine settimana interamente primaverile e dei suggerimenti su come trascorrerlo.

Il titolo, ovviamente, voleva essere un gioco di parole assai sempliciotto per annunciarvi le Giornate FAI di primavera 2010 (sabato 27- domenica 28). Grazie a questa iniziativa del Fondo per l’Ambiente Italiano (sotto l’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica) sarà possibile visitare in oltre 200 città italiane 590 siti culturali molti dei quali normalmente chiusi perchè appartenenti a privati o per altre ragioni. I visitatori possono avvalersi anche quest’anno di guide d’eccezione, sono oltre 12.000 gli “apprendisti Ciceroni”: giovani studenti che illustrano aspetti storico-artistici dei beni.

Per quanto riguarda Padova la visita è incentrata sui Carraresi e sulla loro straordinaria eredità in termini architettonici, artistici e culturali in genere (leggi quì il programma dell’iniziativa FAI a Padova). Quella del Trecento e della signoria dei Carraresi (di cui ho parlato più volte in questo blog compreso il post “Il Castello di Padova“) ” è un epoca che si vuole molto valorizzare poichè in quegli anni Padova era davvero una delle capitali europee della cultura in grado di attrarre artisti, letterati che molte altre corti ci invidiavano. Per rimanere solo sul tema dell’affresco è grazie a quel fiorente periodo se oggi possiamo definire Padova come città dell’affresco visto che siamo forse la città d’arte con la maggiore superficie affrescata d’Italia.

Particolarmente interessante sarà la visita a Palazzo Anselmi che conserva nel suo cortile interno le vestigia di parte della Reggia Carraresi (oggi il corpo centrale è la scuola galileiana di via dell’Accademia, dietro al duomo) e il particolare di quello che era il cosidetto “traghetto” e cioè un passaggio fortificato e sopraelevato che metteva in comunicazione la Reggia con il Castello dei Carraresi, utile soprattutto in caso di emergenza o pericolo per i signori.

 

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Week-end di Primavera si è detto. Come da qualche venerdì a questa parte anceh oggi ci tengo a ricordarvi il “contenitore” degli eventi primaverili di città e provincia presentati nel sito Padova Eventi denominato “Tutte le feste di bella stagione (padovana) da marzo a maggio 2010“. Ovviamente l’iniziativa FAI sopra presentata rientra in questo contenitore così come è rientrata la giornata di ieri dell’Annunciazione, in occasione della quale si poteva entrare gratuitamente nella Cappella degli Scrovegni, forse il luogo di maggiore interesse culturale e turistico della nostra città per via degli affreschi di Giotto. Tuttavia potrebbe interessare, soprattutto a chi fosse intenzionato a venire a visitare Padova, il fatto che da marzo la Cappella sarà aperta 7 giorni su 7 dalle ore 9 alle 22 (i lunedi dalle 9 alle 19) e che il monumento rientra nel circuito degli ingressi gratuiti per i possessori della PadovaCard.

Sempre molto primaverile ed inserita nel programma di Padova Eventi è la giornata di domenica 28 in ghetto. Per le vie storiche della zona del ghetto ci sarà la mostra mercato di giardinaggio denominata “Il Ghetto si mostra. Fiorir di primavera“. Vedi il sito ufficiale della manifestazione giunta alla sua VIII edizione da cui è presa la foto a destra.

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v2_313x203_thumb_22784_after.jpgPer concludere non poteva mancare almeno un concerto musicale così vi segnalo il concerto di questa sera, venerdi 26, degli Afterhours (foto a destra da 5gig.it) al Gran Teatro di Padova. Un concerto con arrangiamenti “teatrali” ma senza rinunciare alla grinta e all’attitudine rock, un misto di ruvidezza e dolcezza, che la band di Manuel Agnelli offre sempre al suo pubblico. A detta della band lo spettacolo della band sarà “un mix completo di canzoni, letteratura e teatro con molti ospiti provenienti dai più svariati ambiti, nel quale l’ossatura del progetto sarà naturalmente la musica degli Afterhours”.

Buon fine settimana, ciao!

 

 

1208528580662tappotg1_hq-319x274.jpgQuest’oggi volevo parlare di un fatto spiacevole accaduto qualche giorno fa ormai e cioè il servizio su Padova che il tg1 ha mandato in onda in prima serata e che dipinge la nostra città come prigioniera del traffico di droga dovuta alla presenza di 70.000 studenti che costituirebbero il grosso della domanda. Leggi la notizia dal sito de “Il mattino di Padova” dal titolo “Droga a Padova. Il servizio del tg1. Rossi: “Minzolini offende la città” e guarda il video.

Questo servizio (immagine del logo presa dal sito del tg1) ha mandato su tutte le furie il vicesindaco Ivo Rossi che ha denunciato il fatto anche con una nota su facebook sostenendo che “In un minuto di servizio, senza nemmeno il pretesto di uno specifico fatto di cronaca, il TG1 ha messo alla berlina una città, la sua Università (i cui studenti sono stati fatti passare per ragazzotti dediti alle più diverse sostanze stupefacenti), e le forze dell’ordine, mostrando una sorta di area franca dello spaccio“.

Continua il vicesindaco Rossi. “Con il servizio di sabato sera il TG1 ha dato un durissimo colpo alla città e alle attività commerciali che aspettavano le festività pasquali per un ritorno del turismo e degli affari. Con poche battute è stato buttato al vento il lavoro dell’azienda di promozione turistica, del Comune, della Provincia e delle associazioni dei Commercianti che ogni giorno sono impegnate a restituire alla città un’immagine corrispondente al vero e non allo stereotipo che può far comodo per pura propaganda politica“.

L’indignazione che traspare dal messaggio sopracitato è la mia indignazione perchè se è vero che il problema della droga c’è è anche vero che non c’è stato un fatto di cronaca tale da giustificare questo servizio e che, se di giornalismo d’inchiesta si tratta, avrebbero comunque dovuto spendere parole per lo sforzo delle forze dell’ordine nell’arginare il fenomeno e le iniziative dell’amministrazione per contenerlo. Iniziative anche controverse ed impopolari come la chiusura anticipata di alcuni bar delle piazze o come il tentativo di spostare dal centro e delocalizzare il rito dello spritz in modo tale da evitare la concentrazione di giovani che tanto attira malavitosi che a questi si mischiano.

Mi chiedo del perchè di un tale servizio e per giunta adesso che si avvicinano le vacanze pasquali: un “servizio” di certo non per Padova e per i padovani, men che meno per gli operatori del commercio e del turismo.  Si tratta di un problema quello dello spaccio che riguarda moltissime città, non solo Padova, ma c’è modo e modo per affrontarlo. D’altra parte le persone non sono stupide e sanno che di queste situazioni è pieno il mondo. Girate per la turisticissima Barcellona di sera, lungo le ramblas o nelle lalerali di queste e mi saprete dire…E comunque Barcellona rimane sempre piena di turisti. Se alla lunga il fatto potrà andare nel dimenticatoio, nel breve periodo però queste diffamazioni possono costare caro ad un luogo che si pone anche come destinazione turistica.

piazza erbe spritz.jpgPochi giorni fa, nel mio post dedicato al rito dello spritz (leggi “Lo spritz e la vita notturna”) avevo considerato il punto di vista degli studenti enfatizzando la loro esigenza di divertimento e di trovare luoghi pubblici di socializzazione così come l’esigenza di una città di essere viva anche nelle ore serali, vissuta da molte persone ed in grado di offire una vita notturna vivace a residenti e turisti. Il giorno dopo vedo il tg1 che mi rovina di fatto il mio “post” nel senso che ha dipinto come malavitoso, pericoloso e malato un luogo che io definivo allegro, gioioso e vivo nonostante i problemi che evidentemente ci sono. A questo punto mi chiedo quale sia l’obiettivo? Vogliamo il coprifuoco? L’esercito che controlli le piazze? A quel punto si che avremo piazze deserte ed in mano esclusiva delle peggior gentaglia e i giovani non padovani magari sceglieranno di andare a studiare in altre città, così come sempre meno studenti Erasmus sceglieranno di venire..Si perchè i giovani fanno anche di queste scelte e oltre allo studio pensano anche al divertimento e alla socialità. Poco strano e tanto vero, direi. Mi dispiace ma non sono d’accordo con l’informazione terroristica che non fa altro che aumentare la percezione di insicurezza. I giovani devono restare in centro, le occasioni di divertimento e di socializzazione non devono mancare mai e lo spaccio di droga va combattuto senza militarizzare la città o meglio le città, visto che quanto detto, vale non solo per Padova.

Per cui “grazie molte” dott. Minzolini la invito a mandare in onda un servizio riparatorio che faccia vedere la bellezza della gioventù universitaria padovana e la componente sana di questa e che mostri anzichè gli spacciatori come l’associazionismo culturale ed il terzo settore sia molto forte in città piuttosto che le bellezze artistiche che fanno di Padova, una delle città d’arte italiane più apprezzate. Il presidente dell’Ascom, Ferdinando Zilio denuncia il fatto che contrariamente a questo tipo di notizie mandate in onda  in prima serata, iniziative di promozione della città come una cena nel bellissimo scenario del Prato della Valle fu mandata in onda alle 7,35 del mattino.

Io da padovano che ama la propria città mi sento abbastanza oltraggiato ed invito tutti a Padova, a passeggiare per le vie del centro, a frequentare le sue piazze e visitare le mostre allestite in questo periodo, i musei e le bellezze artistiche. Di sera, girano molti giovani nelle piazze, specie il mercoledì sera, serata universitaria per eccellenza, e credo che ne gradirete dla vivacità. Per le offerte e le proposte turistiche del territorio di Padova e provincia invito tutti a visitare il sito di Turismo Padova Terme Euganee e il sito Padova Eventi per dare un’occhiata a tutte le manifestazioni culturali, enogastronomiche e agli eventi vari organizzati in città e provincia.

P1020563.JPGCiao e buon inizio settimana!

Quest’oggi volevo parlarvi di un’opera editoriale in uscita già da qualche settimana in edicola. Effettivamente avrei dovuto parlarvene prima ma penso si possibile in qualche modo ordinare le uscite precedenti. Da venerdì scorso è infatti in edicola il 4° volume dei “Veneti“, un’opera in 5 volumi sulla storia dei Veneti e del Veneto dall’arrivo dall’Asia Minore degli “Enetoi” (così chiamati da Omero), in fuga dopo la guerra di Troia, fino alla caduta della Serenissima e all’occupazione dei Francesi e degli Austriaci (1797-1815) nelle varie riprese fino al tenativo di riscatto di Daniele Manin e la sua Repubblica (1848).

Si tratta di una collana di 5 volumi illustrati da oltre mille immagini storiche, tratte da dipinti, affreschi, stampe, incisioni e fotografie. Cinque volumi storici illustrati e mai pubblicati prima. A soli 9.90 euro oltre il prezzo del giornale, con il Mattino di Padova, la Tribuna di Treviso e la Nuova Venezia e Mestre.

L’opera è stata curata dal prof. Giulio Felisari con la collaborazione di Alessandra Artale, Ernesto Brunetta, Marilia Ciampi Righetti, Luigi Robuschi con contributi di vari esperti in ciascun volume.

Ho quì a portata di mano i miei 3 volumi (vedi foto in alto a destra-oggi andrò a prendere il 4°) e devo dire che si tratta di un’opera di qualità. I volumi di grande formato, belli cartonati, solidi, e sfogliandoli si apprezzano la qualità delle immagini, delle fotografie oltre ovviamente l’interesse delle notizie contenute. Ritengo possa essere uno strumento utile anche per guide turistiche della nostra regione che quì potranno acquisire nuove informazioni, aneddoti e curiosità da trasmettere ai nostri ospiti e lo stesso vale per tutti i cittadini interessati a riscoprire la storia della nostra regione.

Nel suo “Bestiario Veneto” Marco Paolini sostiene l’importanza dell’identità di ciascuno di noi e di un territorio anche e soprattutto nell’operazione di confronto con chi viene da fuori ed ancora non ci conosce, sia esso un turista ma anche e soprattutto un nuovo abitante proveniente da terre lontane. Nell’epoca della globalizzazione, infatti, locale e globale rimandano in continuazione scambi e confronti ed è per questo che la ricchezza di un territorio, la sua cultura, la sua storia deve essere valorizzata.


pp-verdecasa.jpgCiao e buon venerdì 19 a tutti! Inizia il week-end ci porterà verso il primo giorno di primavera! Non dirò luoghi comuni come “non esistono più le mezze stagioni” (ops, l’ho detto…) ma speriamo di lasciarci alle spalle la stagione più fredda dell’anno. Tanti auguri a tutti i papà e anche a me visto che oggi è il mio compleanno.

Come ho gà detto per lo scorso fine settimana, PadovaEventi propone nel suo sito e ci informa su tutti gli eventi di questa primavera padovana all’interno del “contenitore” “Feste di bella stagione (padovana) in arrivo…” cliccando il quale potete leggere di tutte le manifestazioni e feste in programma.

Tra di queste c’è “Verdecasa” (immagine ritagliata da locandina di PadovaFiere), la terza edizione della rassegna di idee verdi per la casa, il giardino e il benessere. Dal 19 al 21 marzo a verdecasa troverete proposte e soluzioni per ogni casa, per ogni esigenza, per chi ama fiori e piante, a chi cerca nuovi spazi per l’abitare quotidiano. Per info vi rimando al contenitore di Padova Eventi di cui ho parlato sopra. Cliccate quì.

Anche l’ente turistico della provincia, vale a dire Turismo Padova Terme Euganee, da il benvenuto alla primavera suggerendo iniziative e comunicando le varie proposte del territorio ad uso ed interesse di turisti, escursionisti e anche per chi vive in città, anche per il periodo pasquale. Clicca quì per leggere direttamente dal sito.

Per la serata di stasera così come per quelle di sabato sera il denominatore comune è la musica! Ho pensato infatti di proporvi alcuni concerti che si terranno in città nella speranza che almeno uno di questi tre sia consono ai vostri gusti musicali. Poi mi farete sapere quali sono e la recensione del concerto che andrete a vedere…se ci andrete e se lo vorrete.

Bob_Stroger_2.jpgStasera, venerdì 19 marzo, al Fishmarket club di via Paolo Sarpi suonerà una leggenda della musica blues vale a dire il bassista e cantante Bob Stroger & his blues band ( a sinistra l’immagine del bluesman di Chicago),  da alcuni definito l’autentico erede di Willie Dixon. Plurivincitore di Blues Awards, ultimo tra cui il premio della celebre Blues Foundation come “Miglior Bassista Blues del 2008”. Presente nel prossimo film di Spike Lee “The Perfect Era of Rock and Roll” insieme a Pinetop Perkins, Willie Big Eyes Smith, Hubert Sumlin e Sugar Blue. Potete avere un assaggio della sua musica dalla sua pagina myspace cliccando quì. Per gli amanti della musica blues (e per gli amanti della buona musica in generale) è un evento assolutamente da non perdere!

Sempre stasera c’è Enrico Ruggeri al Gran Teatro di Padova. Sicchè potreste scegliere tra un concerto di Bob Stroger e quello di Ruggeri, vedete voi…Enrico Ruggeri non ha certo bisogno di presentazioni. Dal sito del Gran Teatro “Il tour, che toccherà le principali città italiane, segue l’uscita del nuovo album, “La ruota”. Il concerto parte ovviamente da qui, ossia da un materiale musicale enorme, soprattutto grazie ad un talento multiforme ed ineasauribile, che negli anni ha prodotto numerosi grandi successi. La ruota perchè, come nel 1993, il tour di Mistero, i pezzi in scaletta verranno sorteggiati dal pubblico stesso tramite una ruota elettronica. Questo permetterà ad ogni concerto del tour di essere unico!

Sabato 20 marzo, invece, a salire sul palco del Gran Teatro sarà il grande Renzo Arbore, un pezzo di storia della tv e della musica in Italia, concerto che terrà assieme all’Orchestra Italiana! Quello tra Arbore e la musica italiana è un rapporto amoroso che dura da decenni e che passa attraverso il jazz, la canzone italiana e quei geniali prodotti televisivi che furono “Quelli della notte” e “Indietro tutta”.

Le info sui concerti le trovate cliccando sul nome degli artisti. Scrivete, commentate pure, compresi gli articoli passati e buon fine settimana!



 

erbe.jpgLo spritz per Padova è diventato un’icona della città universitaria, dei giovani, della spensieratezza e della voglia di stare assieme e divertirsi. L’aperitivo di derivazione austroungarica si è diffuso nel “Veneto, nel Friuli Venezia Giulia e nell’Istria, in particolare nelle aree di Padova, Venezia, Trieste e Pola (si veda la bevanda austriaca Spritzer, a base di vino e soda o vino e limonata, molto popolare anche in Germania con il nome di Gespritzter o Weinschorle). Nella sua forma originaria era ottenuto dalla semplice mescolanza fra acqua e vino frizzante (in prevalenza bianco), viene tuttora comunemente consumato in tutto il Triveneto” (da Virgilio Sapere). Nel corso degli anni sono state create alcune varianti e quella che ha preso maggior piede è senz’altro quella padovana e cioè a base di Aperol, l’aperitivo creato dai Fratelli Barbieri a Padova cnel 1919 e presentata alla Fiera Campionaria di Padova, la prima in assoluto nel suo genere in Italia.  Pochi anni fa, una campagna televisiva dell’Aperol a livello nazionale ha sancito la padovanità dello spritz, almeno di quello a base d’Aperol!

logo spritz tour.jpegDicevo di Padova città universitaria. Si, perchè, gli studenti hanno adottato da tempo questo aperitivo, diventato in alcuni bar, un vero e proprio cocktail dalla gradazione piuttosto alta, facendolo diventare un occasione di incontro, di convivialità. Se nei paesi anglosassoni si chiacchera con una pinta di birra la pub, se a Napoli ci si incontra davanti ad una tazzina di caffè, è indubbio che a Padova “ci si vede per uno spritz”. Tanto questa bevanda è diventata identificativa della città che lo spritz è stato usato in slogan e iniziative di promozione turistica vedi le proposte week-end di “Padova, una città che sprizza” (vedi immagine a sinistra dal sito www.welcomepadova.com). Spritz.it è anche il nome di una frequentatissima community di giovani padovani su internet che tra le varie cose organizza feste ed eventi vari! Tanto lo spritz si identifica con le piazze che Piazza delle Erbe è stata ribattezzata “Piazza degli Spritz” dai giovani avventori. In particolare modo il mercoledì sera, serata universitaria per eccellenza, in cui i giovani studenti e non solo, si riversano nelle piazze per un rito collettivo partecipato da una moltitudine di persone, un po’ come il fenomeno del “botellon” spagnolo, che negli ultimi anni è stato trattato come problema di ordine pubblico.

Negli anni lo spritz a Padova è diventato, infatti, un problema di ordine pubblico e come tale è stato trattato. Quì si potrebbe aprire una categoria apposita di questo blog tanto ci sarebbe da dire. Indubbiamente, il fatto che tantissimi giovani si concentrino in una zona piuttosto circoscritta a bere può diventare un problema nel senso che posso capire il fastidio dei residenti nel sentire rumore fino a tarda serata, scoprire maleducati fare i propri bisogni davanti ai portoni di casa e soprattutto, disagio maggiore, trovarsi la zona piena di spacciatori che si mischiano alla folla per i loro loschi traffici. Insomma ci sono degli eccessi da monitorare, i malavitosi da reprimere, ma cercando comunque di trattenere in tutti i modi i giovani nelle piazze perchè sono una ricchezza per la città, soprattutto in termini di vivacità. I giornali con la primavera e la bella stagione (così come a settembre quando gli studenti tornano in città) iniziano a titolare sul fenomeno Spritz. L’attuale amministrazione ha preso anche provvedimenti restrittivi (vedi chiusure anticipate etc) nei confronti di diversi bar e decretato ordinanze per arginare il fenomeno. Il tema è entrato da tempo nel dibattito politico. Una sentenza del TAR di un paio d’anni fa ha comunque riconosciuto il problema e la legittimità dei provvedimenti adottati dall’attuale amministrazione (leggi quì l’articolo de “Il Mattino di Padova”, “Spritz, fenomeno pericoloso”).

spritz-originale.jpgNegli anni si sono provate iniziative per delocalizzarlo in modo da limitarne la concetrazione MA una cosa mi sento di dire in modo netto e cioè che I GIOVANI (E LO SPRITZ) NON SONO UN PROBLEMA MA UNA RISORSA!!! E’ per questo motivo che allontanare dal centro i giovani non mi pare una grande idea, nonostante riconosca la difficile soluzione della questione. Ricordo qualche anno fa quando anch’io frequentavo assiduamente le piazze per lo spritz, bei tempi! E ricordo con piacere un’episodio. Fui avvicinato da un paio di ragazze australiane (!) che si trovavano a passeggio per Padova con le loro famiglie e dopo una breve richiesta di informazione loro e i loro genitori si sono lasciati andare manifestando tutto il loro positivo stupore per quella piazza così piena di giovani. Si sono fermati loro stessi, mi hanno anche offerto da bere perchè ho loro raccontato di quel fenomeno, di Padova, dell’Universitaria e mi avevano pure invitato a cena solo che a malincuore sono dovuto andare al lavoro. Mi dissero che Padova era bellissima di sera, con tutta quella gioventù e che era la prima volta in Italia che vedevano qualcosa di simile!!

Oggigiorno le città o quantomeno quelle con una certa importanza e ambizione turistica vivono 24 ore su 24. Non dico di arrivare agli eccessi della città spagnole ma allungare la vita della città secondo me sarebbe auspicabile. Come faranno i residenti di Barcellona o Madrid? Ricordo che la Notte Bianca non fu più riproposta perchè si era creata troppa confusione e caos fino a tarda sera  e che i chioschetti lungo il fiume Piovego non si faranno più per le proteste dei residenti del Portello. Non ci sono locali aperti fino a tarda sera in centro, non c’è musica dal vivo se non nei locali con la tessera collocati tutti al di fuori delle mura (e so per certo che molte band padovane lamentano delle difficoltà a reperire locali dove poter suonare e si devono spostare fuori provincia), il nuovo Banale è monitorato dai residenti dell’Arcella, dopo una certa ora si fa fatica a trovare ristoranti aperti se non in pochi casi.

L’idea sarebbe quella che i servizi della città dovrebbe essere indirizzati a molte tipologie di persone poichè in una città del terziario avanzato qual è Padova molte sono le tipologie di persone che la fruiscono. Non ci sono solo i residenti padovani, evidentemente. Abbiamo i pendolari, lavoratori e studenti, gli studenti fuori sede, uomini di affari, turisti culturali, visitatori che vengono in occasione di mostre, in una parola city users, e quindi secondo me si dovrebbe pensare ad una città in grado di soddisfare le esigenze di tutta questa varietà di persone. In poche parole pensare a Padova come destinazione di turismo urbano, tema che ho affrontato lo scorso anno con una tesi di master, intervistando molti “opinion leader” della città (se vuoi leggere l’abstract e riferimenti su questa tesi clicca quì)..

Qualche settimana fa, e concludo, ho visto in tv un’intervista (leggi cliccando quì) Ferdinando Zilio, presidente di Ascom, che proponeva l’idea di creare un distretto del divertimento, associato al commercio e alle nuove tecnologie al posto dell’attuale Fiera (da spostare in una piattaforma più a est) un po’ sul modello del Sony Center di Berlino. Una proposta molto coraggiosa ma meno male che ogni tanto queste proposte vengono fuori. Personalmente sono pienamente d’accordo per un distretto legato al divertimento perchè secondo me Padova dovrebbe posizionarsi nel mercato turistico anche come città giovane perchè ne avrebbe potenzialità. Non che adesso sia una città per vecchi, intendiamoci, ma si potrebbe fare di più, specie se consideriamo Padova come una città di una certo rilievo e attrattiva. Ad esempio molto sta facendo la ZED sul fronte concerti anche se la musica underground oppure le grosse band di fama internazionale sono con maggior frequenza in altre città quali Bologna per esempio, oltre che alle solite Roma o Milano.

E dopo questo lunghissimo post cedo a voi la parola, non fate i timidi. Che ne pensate della vita notturna padovana? Del rapporto giovani-residenti del centro storico e della proposta di Zilio sopra presentata?

gnocchi_b.jpgCiao e buon lunedì a tutti!

Quest’oggi rinnovo l’appuntamento con la rubrica “El Cantòn del Cogo”, l’angolo di VirgilioPadova dedicato alla tradizione culinaria veneta e padovana in particolare. Il territorio della provincia di Padova, infatti, dal punto di vista della tradizione enogastronomica è molto vario ed è influenzato anche dalla tradizione delle province vicine. Nella zona verso est la ricca e particolare cucina veneziana ha lasciato una certa eredità così come altrove è più viva la tradizione legata alla cucina “povera” di campagna.

A Padova, così come altrove nella pianura padana, sono molto diffusi i piatti a base degli animali da corte. Il principale piatto padovano, di cui non ho ancora parlato, è infatti il “gran bollito alla padovana”, vari sono i piatti preparati con la carne di oca, anatra, faraona, fagiano, oltre che di gallina o cappone. Si tratta di piatti considerati un tempo piatti dei “dì” di festa, piatti della domenica e quando li si trovava sul piatto era chiaro che si trattava di una domenica o di un’altra giornata festiva. A casa mia, pure, è sempre stato così e fin da bambino, la mia povera nonna si dedicava con grande passione alla preparazione di questi piatti, faraona in particolare, che era la sua grande passione. Questi animali da corte avevano, nella tradizione, e hanno ovviamente tuttora un “sottoprodotto” molto apprezzato vale a dire i “fegatini” (figadini in veneto). Il fegato, il cuore, le animelle erano le parti migliori per fare deliziosi risotti. Il risotto con i fegatini era proprio un “must” per i dì di festa.

Vedete, il tema culinario è molto interessante non soltanto per i gourmet e i buongustai ma anche per approfondire la conoscenza di un territorio dal punto di vista turistico. Il successo di questi anni del turismo enogastronomico è proprio questo: conoscere un territorio attraverso la cultura, le tradizioni, il lavoro e anche la cucina, spesso povera, perchè povere erano le nostre zone ma ricche di dignità e di sapienza popolare. Ecco perchè questa categoria “El cantòn del cogo” ha una valenza anche turistica. Chi viene a Padova e vuole conoscere ed assaggiare cibi locali, ovviamente non va al Mac Donald’s o al ristorante indiano (che pure ci sta eh, non prendetemi per un talebano. A mia volta quando vado in vacanza o mi faccio una gita fuori dalla città mi piace molto scoprire le tradizioni culinarie locali) che potete assaggiare ovunque ma magari informarsi prima tramite enti o siti internet come quello dei Ristorantori Padovani o quello, già presentato, della Strada del vino del Colli Euganei e comunque sempre il sito dell’ente turistico provinciale Turismo Padova Terme Euganee per conoscere le offerte e tutte le proposte per turisti ed escursionisti.

La ricetta d’oggi riguarda quindi gli animali da corte e nella fattispecie l’anatra. Quest’oggi la ricetta, presa dal sito della Strada del Vino dei Colli Euganei (dal cui sito ho preso anche al foto in alto a destra), è Gnocchi di patate al ragù d’anatra.

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Ingredienti per gli gnocchi:
1 kg di patate a pasta bianca tipo “Bologna”
200 gr di farina tipo 00
100 gr di farina fecola
1 uovo intero e 2 tuorli
noce moscata
50 gr di grana grattugiato
sale q.b.

Ingredienti per il ragù:
½ anatra muta
½ cipolla bianca
1 carota
1 costa di sedano
1 rametto di rosmarino
3 chiodi di garofano
1 bicchiere di vino Colli Euganei Bianco
olio extra vergine dei Colli Euganei
brodo vegetale
sale e pepe q.b.

Procedimento per gli gnocchi: Lessare le patate e passarle allo schiacciapatate. Lasciare raffreddare e poi unire le farine e impastare il tutto con l’uovo e i 2 tuorli, la noce moscata, il sale e il grana grattugiato fino a formare una palla. Coprire con un canovaccio umido e lasciare riposare per mezz’ora. Stendere la pasta su una spianatoia infarinata, formando dei rotoli dello spessore di un dito, quindi, con un coltello, tagliare tanti pezzettini da 1 cm., passare poi ogni gnocco sul retro di una grattugia premendo leggermente con il pollice. Far cadere un po’ di gnocchi per volta in abbondante acqua salata in ebollizione. Cuocere mescolando con molta delicatezza e, quando gli gnocchi vengono a galla, tirarli su con la schiumarola, disporli su una padella antiaderente pronta con il ragu’ di anatra. Spadellare velocemente e condire con abbondante formaggio grana.
Servire immediatamente.

Procedimento per il ragù: Pulire l’anatra dalle interiora, fiammeggiarla per togliere i residui di penne, disossarla e tritare la carne. Tritare le verdure e in un tegame mettere l’olio extra vergine d’oliva con il rosmarino, aggiungere le verdure tritate e lasciare soffriggere per alcuni minuti. Aggiungere la carne d’anatra e lasciare asciugare a fuoco vivo. Unire poi il bicchiere di vino e cuocere lentamente aggiungendo un po’ di brodo vegetale ogni volta che ce ne sia bisogno. Regolare di sale e pepe; al termine della cottura il sugo dovrà essere morbido e denso.

Il vino consigliato è un Colli Euganei Rosso giovane e la ricetta è proposta dall’Hotel Ristorante Piccolo Marte.

Buon appetito e buona settimana a chi legge!

99635460_052ec5a6eb.jpgOrmai ci stiamo avvicinando alla primavera anche se mentre scrivo vedo ancora la neve fuori casa, scesa in questi gelidi giorni di marzo. L’immagine quì a destra è emblematica, no? Un po’ in tutta Italia nei scorsi scorsi ha fatto parecchio freddo, c’è voglia di primavera ma chissà quanto dovremmo aspettare. Mah..comunque non è così importante, no? sarà quel sarà! Sarà forse anche per il clima che ho pensato ad un week-end frizzante, di certo l’aria lo è!

Per iniziare a proporvi qualche evento o manifestazione di questo week-end ho pensato di parlarvi di un nuovo contenitore presentato dal sito Padova Eventi e cioè “Feste di bella stagione (padovana) in arrivo…”. In attesa delle ricche kermesse estive,padova Eventi presenta le principali manifestazioni che animeranno il nostro bel territorio di città e provincia nei prossimi mesi: fiere, eventi, iniziative e mercatini all’aria aperta. Cliccando quì potete infatti scorrere tutte le principali manifestazioni in programma da questo fine settimana fino a maggio.

batimarso.jpgIl primo appuntamento delle Feste di bella stagione (padovana) è previsto per questo fine settimana, venerdì 12 e sabato 13 marzo. Si tratta del “Bati Marso”. Molti di voi si chiederanno di cosa sia ‘sto “batimarso” e ammetto di averlo scoperto io stesso poco tempo fa. Leggendo le varie categorie di questo blog e come potete vedere sulla destra vi accorgerete che ho un certo interesse per la cultura popolare: non a caso una di queste categorie è chiamata “Vecchia Padova (cultura popolare)”. Ebbene “lo spirito che sottende la manifestazione del “Bati Marso” è proprio quello di riscoprire l’antica tradizione veneta che consiste nel passare attraverso le vie del paese battendo su bidoni vuoti, su barattoli di latta, o utilizzando strumenti particolari ed ingegnosi, per produrre un forte baccano in grado di “svegliare la primavera” e richiamarla a ravvivare gli animi dopo il lungo torpore dei mesi invernali” (da Padova Eventi). Su facebook sono “amico della cultura veneta” e leggendo una nota dal suo creatore Gianfranco Cavallin ho scoperto che le origine sono davvero antichissime. Per i celti o per le popolazioni pre-romane il capodanno veniva festeggiato il 1° di marzo, non a caso settembre è il settembre mese da marzo, ottobre l’ottavo, novembre il nono, dicembre il 10. Furono i romani a portare al 1 gennaio l’inizio dell’anno nuovo per far coincidere l’anno nuovo con l’insediamento dei consoli che stavano in carica per un anno. La Repubblica veneta, al momento della caduta dell’impero, tornò a festeggiare il nuovo anno il primo di marzo e come dice Cavallin “poiché i mesi di gennaio e di febbraio per i Veneti erano l’undicesimo e dodicesimo dell’anno vecchio, usavano scrivere nei documenti “more veneto” ossia “secondo il costume veneto”. Per esempio lo scorso 28 febbraio per i non veneti è 28 febbraio 2010, per i Veneti è 28 febbraio 2009 “more veneto”.

“Ecco perché in molti paesi del Veneto, a marzo, si usa festeggiare il “bati marso” (batti, colpisci, marzo): la sera dell’ultimo giorno di febbraio, gruppi di ragazzi corrono lungo le strade tirando lunghe file di barattoli battendoli con dei bastoni. É il modo di festeggiare la fine dell’anno vecchio e l’arrivo della primavera e con i bastoni cacciano via, a bastonate” (G.Cavallin). Se l’ultimo giorno di febbraio è stato il il giorno dello sbattimento dei barattoli e quant’altro, la manifestazioni proseguono in vari comuni della provincia da questo week-end all’ultimo di marzo. Leggi quì.

enrico_brignano.jpgCambiando decisamente argomento e tono, un’altra proposta per questo fine settimana è relativa alla programmazione del Gran Teatro di Padova. Tra l’altro, dopo averlo recentemene elogiato qualche post fa per la ricca programmazione per tutti i gusti e le tasche, ho scoperto che questa struttura pare essere destinata a chiudere e trasferire tutta la sua programmazione al nuovo Palasport S. Lazzato (ora PalaFabris). Spero che tutti gli eventi siano organizzabili al palazzetto e che l’organizzazione Zed non debba ridurre la propria ambizione sulla programmazione a Padova. D’altra parte c’è da dire che l’accordo con il Comune era chiaro e la concessione dell’area era limitata nel tempo.

Questa sera Sergio Cammariere in concerto. “Il Gran Teatro ospita il nuovo raffinato tour dell’artista che ha conquistato l’Italia con le sue melodie e la delicatezza dei suoi testi. Carovane, il nuovo album uscito a inizio novembre, segna una svolta nel sound dell’artista, che si allontana dal jazz per inseguire sonorità più mediterranee e internazionali”.

Sabato 13 (ore 21) e Domanica 14 (ore 17) sarà in scena con il suo spettacolo “Sono romano ma non è colpa mia”, Enrico Brignano (vedi foto a destra dal sito Padovaincoming)uno dei comici più amati degli ultimi anni. “Brignano riflette ad alta voce e dà corpo ai ricordi di famiglia ma di una famiglia allargata, che risalendo di nonno in nonno, arriva fino a nonno Romolo, primo re di Roma”.

Poi comunque, al di là di quando proposto quà sopra, sta a voi rendere “frizzante” il vostro week-end! Ciao e buon fine settimana!

C_1_Immagini_3111_Immagine.jpgCiao a tutti, buon lunedì e buona festa a tutte le donne!

Quest’oggi ho pensato di parlarvi di un luogo della città dall’alto valore morale ed in quanto tale educativo per le nuove generazioni e non solo considerato il fatto che sono le “vecchie” generazioni ad educare le “nuove”.

Mi riferisco al Giardino dei Giusti del Mondo, in zona Terranegra lungo il corso del fiume Bacchiglione. Dal sito Padovanet (da cui ho preso anche la foto a destra) si legge “Dal 5 ottobre 2008, la città di Padova, attuando un progetto avviato nel novembre del 1999, ospita un giardino in cui si onorano i Giusti di tutti i genocidi a partire dal XX secolo. A differenza degli altri Giardini dove si commemorano i Giusti legati a uno specifico genocidio (Shoah a Gerusalemme, genocidio armeno a Erevan, bosniaco a Sarajevo), Padova ha voluto creare una Casa (Padua – Home of the Righteous) che ricordi le persone che, nelle varie parti del mondo, si sono opposte ai genocidi. In questo senso il Consiglio Comunale di Padova ha approvato all’unanimità il progetto Padova – Casa dei Giusti e il relativo Giardino dei Giusti del Mondo. Il Giardino dei Giusti del Mondo celebra ciascun Giusto con una pianta, proprio perché l’idea di piantare un albero, e quindi il concetto di generare una vita, riprende quella di aver dato la possibilità a un uomo di salvarsi, di poter vivere, di poter testimoniare il bene ricevuto davanti alle successive generazioni. Il luogo che ospita il Giardino dei Giusti del Mondo confina con un argine. Il Giardino continuerà lungo questo argine e, seguendo il corso del fiume Bacchiglione, punterà a raggiungere il Mare Adriatico dando così vita a una Via dei Giusti.

giardino-dei-giusti.jpgIl progetto, che è sotto l’alto Patronato del Presidente della Repubblica e gode dei patrocini di Regione del Veneto, Provincia di Padova e Ufficio scolastico regionale del Veneto, prevede anche la realizzazione di un centro di documentazione che accoglierà la storia dei Giusti per tenere vivi e trasmettere la memoria e i valori del loro operato, e di idonei spazi per esposizioni e per la promozione di attività rivolte in particolare agli studenti. La selezione dei Giusti è operata dal Comitato scientifico, insediatosi nel febbraio 2008. Lo presiede il Sindaco ed è composto da Giuliano Pisani (vicepresidente), Vartan Giacomelli, Mario Jona, Renato Pescara e Simona Pinton. La scelta avviene dopo un’attenta istruttoria, in collegamento anche con istituzioni, comitati e organizzazioni operanti sugli stessi temi in qualunque parte del mondo”.

In questo giardino, impreziosito anche da un’opera scultorea dell’artista Elio Armano (vedi immagine a sinistra dal blog http://gianlucagaudenzio.wordpress.com) gli alberi sono dedicati ai Giusti di 4 genocidi

  • per il genocidio armeno: Armin Theophil Wegner, Giacomo Gorrini e Ayse Nur Zarakolu, Hasan Amca, Jacob ed Elisabeth Kunzler
  • per la Shoah: Carlo Angela, Placido Cortese e il suo gruppo (tra cui le sorelle Lidia, Carla Liliana e Teresa Martini, Delia Fasolato Mazzucato, Franca Decima, Milena Zambon, Parisina Lazzari, Delfina e Maria Borgato), Giovanni Palatucci, Giorgio Perlasca, Pietro e Giuliana Lestini, Suor Marguerite Bernes, Padre Antonio Dressino, Gertrud Luckner, Giovanni e Regina Bettin, Varian Mackey Fry
  • per il genocidio ruandese: Pierantonio Costa, Jacqueline Mukansonera, Zura Karuhimbi
  • per il genocidio bosniaco: Lazar Manojlovic, Ivanka Šucur, Ðuro Ivkovic, Dragan Andric.

Il più famoso di questi è senz’altro Giorgo Perlasca anche perchè, sebbene nato a Coma, crebbe in provincia di Padova e perchè forse il genocidio ebraico e la divulgazione ad esso connessa è stata maggiore rispetto a quella degli altre tragedie criminali nel mondo. La vita e l’esempio di Giorgio Perlasca sono state anche raccontate in una fiction sulla Rai che ha ottenuto un grande successo con Luca Zingaretti nel ruolo di Perlasca.

Sempre dal sito di Padovanet potete vedere diversi contributi filmati a partire da quello relativo alla cerimonia di messa a dimora delle piante dei Giusti lo scorso 18 ottobre e l’incontro il giorno successivo dei Giusti della Bosnia e del Ruanda con gli studenti delle scuole superiori presso il Centro Culturale Altinate. Per vedere i filmati cliccate quì!

Un luogo da visitare in raccoglimento. Storie di vite di persone comuni da tutto il mondo in grado però di ergersi ad esempio di moralità e di coraggio e quindi per questo vite dall’alto valore educativo.