jpg_1866851.jpgE’ notizia recente quella del voto positivo (mentre scrivo non so se all’unanimità) in consiglio comunale per procedere con la proposta di candidare la Cappella degli Scrovegni (cerchiata di rosso nella foto a destra presa dal sito de “Il Mattino di Padova“, in blu il progetto dell’auditorium) a sito “Patrimonio dell’umanità Unesco.

Accade infatti che da turisti ammiriamo in giro per il mondo le bellezze locali ma accade forse più spesso di non considerare se non di snobbare le bellezze di casa nostra. Nel caso della Cappella degli Scrovegni, credo che il parere dei padovani sia unanime: tutti riconosciamo il valore della piccola cappella affrescata da Giotto (di cui ho scritto sul mio post “Giotto e Padova“, inserito nella categoria dei personaggi illustri ovviamente) ma forse non tutti sanno che Padova è una delle città, se non la città, con la maggior superficie affrescata d’Italia. Affreschi del Trecento in particolare quando la Signoria dei Carraresi permise alla nostra città di brillare di luce propria e di giocare il ruolo di capitale italiana delle scienze, delle arti e della letteratura attirando docenti e artisti e letterati del calibro di Petrarca, per nominarne il più noto così come Giotto. Se Giotto fu il genio, il precursore, poi ci furono gli artisti cosiddetti “giotteschi” perchè al suo stile si conformarono e ne furono i seguaci come Guariento, Altichiero, Giusto de Menabuoi tutti in grado di regalare capolavori visitabili nella nostra città, dalla Basilica del “Santo” al Battistero del Duomo, dalla Reggia Carraresi all’Oratorio di S. Giorgio. Periodo quello della Signoria dei Carraresi, particolarmene caro anche all’assessore alla cultura Andrea Colasio alla cui centralità per la città di Padova vuole organizzare la proposta culturale della prossima estate senza dimenticare il grande progetto che è quello del recupero del Castello dei Carreresi, conosciuto a Padova per essere state le carceri della città fino a qualche anno fa (leggi il post intitolato “Il Castello di Padova” nonchè primo post di questo mio blog).

1171122664.jpgDunque Padova, città dell’affresco; ecco perchè l’idea del presidente della commissione cultura Giuliani Pisani sarebbe quella di tutelare l’intero centro storico padovano proponendone nella sua interezza il riconoscimento di sito Patrimonio dell’Umanità anche se prima si proverà con la sola Cappella degli Scrovegni (vedi immagine a sinistra), già nota in tutto il mondo che speriamo, dopo l’Orto Botanico (di cui ho già parlato nel post “Un’altra perla di Padova: l’orto botanico“), riesca ad ottenere il prestigioso riconoscimento.

Sarà istituità un’apposita commissione che avrà il compito di far eseguire un’approfondita indagine su tutta l’area della Cappella, cosa che non è mai stata fatta finora e questo a seguito dell’allagamento della zona lo scorso settembre. La Cappella con i suoi affreschi è un monumento particolarmente delicato che qualcuno nei mesi scorsi ha sollevato il dubbio, sul rischio che la costruzione del nuovo auditorium di Klaus Kada (di cui ho parlato quà e là in vari miei post passati in particolare in quello intitolato “Sorvolando l’auditorium in mongolfiera…“, vedi immagine quì sotto) nella vicina zona di Piazzale Boschetti possa portare a scompensi idrogeologici e minacciare così il capolavoro degli Scrovegni.

676718577.jpgE sul tema auditorium ci addentriamo in un argomento delicato tant’è che un cittadino penso abbia delle difficoltà a farsi un’idea a riguardo viste le prese di posizioni contrastanti, gli argomenti portati e le polemiche su quest’opera. Polemiche che in particolare riguardano la scelta dell’area, decisa da parte dell’attuale amministrazione che comunque prima di procedere vuole giustamente essere sicura di non correre nessun rischio. Non credo Zanonato voglia essere ricordato come il sindaco che ha fatto crollare la Cappella degli Scrovegni. All’opposizione sono contrari sulla scelta dell’area, sull’opportunità di accorpare Auditorium e Sala Congressi in un unica struttura. Gli ambientalisti e l’associazione degli Amissi del Piovego sono contrari perchè secondo loro con questo auditoroum si andrebbe ad urbanizzare una zona di pregio ambientale lungo il corso del canale Piovego andando contro alla visione dell’urbanista Piccinato che voleva mantenere quella zona verde. Insomma una babele di opinioni e di prese di posizione diverse. Tuttavia decidere e agire di conseguenza è l’unico modo per portare a termine un’opera di cui si sente parlare da decenni. Per cui che fare? Agire e realizzare questa opera di architettura moderna dell’architetto Kada (che potrebbe essere per Padova un po’ quello che è stato il Museo Guggenheim per Bilbao) oppure ridiscutere tutto il che significherebbe perdere ancora anni così come il rischio di perdere l’occasione per realizzare quest’opera? Io preferisco la prima opzione e voi che ne pensate?

Nel dubbio vi lascio con delle certezze e cioè con Padova città dell’affresco, ricchezza questa che sicuramente interesserà gli appassionati d’arte e ai turisti culturali che potrebbero decidere di venire a visitare la nostra città, nonchè ai padovani stessi. All’interno del sito dell’ente turistico provinciale Turismo Padova Terme Euganee, oltre che a trovare le informazioni sugli eventi e le proposte di questo periodo dell’anno, potrete leggere i vantaggi che la carta PadovaCard garantisce a chi vuol venire a visitare Padova e le varie opportunità, anche tecnologiche, per scaricarsi i vari itinerari. Su questo sito cliccando quì potete leggere la presentazione di Padova, città dell’affresco e cliccando quì leggere su Giotto ed i Giotteschi. Sul sito di giscover c’è l’itinerario proposto per vedere tutti gli affreschi con partenza dalla Cappella degli Scrovegni ed arrivo all’Oratorio del Redentore: per visualizzare l’itinerario con tanto di mappa cliccate quì.

Ciao e buon fine settimana a tutti!

 

parole-vocabolario.pngTutte le iniziative per sensibilizzare la cittadinanza e per incentivare le imprese ad adottare un comportamento orientato alla sostenibilità e alla responsabilità ambientale, sociale ed economica sono iniziative positive e apprezzabili purchè nel budget speso per il progetto venga inclusa la comunicazione e la diffusione dell’iniziativa stessa che, se poco conosciuta, perderebbe la propria ragion d’essere. Opinione personale ovviamente. Al di là del fatto che la Responsabilità Sociale d’Impresa possa essere vista anche come uno strumento di comunicazione di un’impresa ai suoi stakeholders e ai suoi clienti finali ed indirettamente (ma neanche tanto) come strumento di marketing, l’importante è che si diffondano questi concetti virtuosi a vantaggio di tutta la comunità.

Con il post di oggi volevo rendere nota l’iniziativa di oltre 100 tra privati cittadini, associazioni ed imprese nata per far conoscere e diffondere la cultura della sensibilità e a stimolare la partecipazione con piccoli gesti quotidiani alla trasformazione della società, la realizzazione del progetto Il territorio padovano per la Sostenibilità & Responsabilità“, promosso da Confservizi Veneto in collaborazione con Camera di Commercio di Padova e con il riconoscimento del Comitato Nazionale DESS dell’UNESCO, progetto al quale hanno partecipato AcegasAps, ETRA, Bacino Padova 2 e APS Holding, con la collaborazione di Gaiares, PR Consulting e il coordinamento del project manager Vittorio Baroni.

copertina-vocabolario-padova-sostenibile-responsabile.pngGovernare le trasformazioni è però compito difficile sicchè i promotori del progetto avranno ben pensato di partire dall’ABC. Sicchè il primo risultato di questo progetto è stata la creazione del Vocabolario per Padova Sostenibile e Responsabile. Dal blog Nordest creativo si legge che “il vocabolario ha coinvolto diverse realtà padovane come ad esempio la Fondazione Città della Speranza, l’Associazione Down, il Comune e la Provincia di padova, l’Antica Trattoria Ballotta dalla quale è nata la proposta dei prodotti a “Km0″. In un’ottica d’impresa 2.0 e utilizzando quindi social media come il blog (che consiglio di visitare e di sottoscriverne il feed per i più interessati), YouTube, Slideshare, Wordle e Facebook, hanno individuato insieme  21 parole utili a promuovere nel territorio un percorso di sensibilizzazione e diffusione dei concetti e dei valori chiave della Sostenibilità e della Responsabilità sociale: Ambiente, Benessere, Cittadinanza, Diritti, Equilibrio, Formazione, Governance, H2O, Innovazione, Limiti, Mobilità, Non profit, Opportunità, Partecipazione, Qualità, Responsabilità, Sostenibilità, Territorio, Unesco, Valutazione, Zero”.

Il vocabolario sarà diffuso su supporto cartaceo, dal tg di Telechiara ma anche in digitale. Sono stati realizzati infatti video su youtube che potete vedere sul canale di Sostenibile & Responsabile (potete anche cercare e chiedere il contatto su facebook a Sostenibile Responsabile). L’idea successiva rispetto al vocabolario è quella di di coinvolgere i comuni del territorio serviti dalle aziende a loro associate. Visto il buon esito della recente esperienza, l’azione di promozione sarà sempre condotta utilizzando gli strumenti del web 2.0.

Come sempre potete dire la vostra sul tema e proporre eventuali approfondimenti. Benvenuti sono suggerimenti, notizie e segnalazioni che potrebbero tornare utili per successivi post di questo blog. Sicchè non formalizzatevi, siete liberi di partecipare o meglio, come diceva il grande Gaber, “libertà è partecipazione”! Ciao, alla prossima! 😉

 

 

ACQUAVIVA_Sagra lumache e spiedini.jpgCiao a tutti e buon inizio settimana!

Con questo post volevo riprendere le fila del discorso con la rubrica culinaria “El Cantòn del cogo“. La cucina padovana è essenzialmente cucina veneta e ogni zona risente dell’influenza delle vicine province pur avendo delle tipicità originali. Il territorio dei Colli Euganei è particolarmente prezioso per le erbette spontanee usate per deliziosi risotti, per i funghi, le marmellate di more, i bigoli oltre che per i vini. Una particolarità è quella delle lumache, in umido o fritte. Personalmente non le ho mai mangiate perchè l’idea di mangiare questi esserini mi da un po’ di ribrezzo, un po’ come l’idea di mangiare le rane. Forse si tratta un tabù culinario che per altro non so da dove mi derivi visto che ho mangiato di tutto compreso l’haggis, il piatto tradizionale scozzese che consiste in un insaccato di interiora di pecora, tabù che mi riprometto di sfatare comunque per conoscere e degustare piatti del territorio ritenuti particolarmente prelibati e gustosi.

Il sito della strada del vino dei Colli Euganei, che vi consiglio di visitare, propone itinerari, ricette tipiche, degustazioni in cantina ed eventi vari attraverso i quali è possibile e soprattutto piacevole conoscere il territorio collinare, la sua cultura, la sua enogastronomia. Da questo sito ho preso la ricetta delle lumache in umido che di seguito vi propongo.

996218274.jpg

Ingredienti per 4 persone:

600 gr di lumache spurgate e sgusciate
4 spicchi d’aglio
1/2 bicchiere di olio extravergine d’oliva dei Colli Euganei
2 bicchieri di vino bianco secco
1 gambo di sedano
4 cucchiai di passata di pomodoro
3 foglie d’alloro
prezzemolo q.b.
sale e pepe.

 

 

Procedimento: Tritare l’aglio, il prezzemolo e il sedano finemente, quindi mettere il tutto in un tegame. Irrorare con l’olio, unire l’alloro, le lumache e coprire con il vino. Mettere sul fuoco a fiamma bassa e lasciare sobbollire per circa quattro ore. A metà cottura aggiungere il sale, il pepe e il pomodoro. Aggiungere acqua all’occorrenza.

Vino consigliato: Colli Euganei Cabernet.

I dettagli per i contatti dell’Associazione Strada Del Vino dei Colli Euganei li trovate cliccando quì.

Fatemi sapere se avete mangiato le lumache e che ne pensate di questo piatto. Buon appetito e alla prossima!

locandina2008.jpgCiao a tutti, eccoci di nuovo a scrivere riguardo al fine settimana ormai alle porte.

Questa settimana vi ho parlato dell’ostensione del corpo di Sant’Antonio (leggi quì), vero evento di questo inizio d’anno padovano che fin a ieri aveva già chiamato a raccolta quasi 100.000 persone a tal punto che in queste ore il presidente della Veneranda Arca di Sant’Antonio, Gianni Berno, e probabilmente anche il sindaco Zanonato stanno chiedendo al Vaticano di prolungare l’ostensione di un altra settimana almeno vista il sorprendente interesse da parte dei fedeli. Come avvenne nel 1981 quando da 2 settimane l’ostensione venne prolungata ad un mese attirando 650.000 persone.

Vi ho parlato del Nu FEST 2010 (leggi quì), la 4° edizione del festival di musica elettronica che inizierà proprio oggi con un workshop al Liviano e poi con i concerti al teatro MPX e poi al locale Le Queen club.

Sabato e domenica andrà in scena la manifestazione benefica Cioccolando, la manifestazione di beneficenza organizzata dal Dipartimento di pediatria di Padova, in collaborazione con la fondazione Salus Pueri per raccogliere offerte a favore dell‘Ospedale pediatrico e che avverrà come di consueto nel cortile di Palazzo Moroni, il municipio cittadino. Si comincerà con una Parata inaugurale sabato 20 febbraio 2010 alle ore 15:30, con partenza da piazza Insurrezione, con la partecipazione della Banda cittadina, majorettes e sbandieratori di villa Estense. Sono previsti numerosi spettacoli per le vie del centro di Padova. Con la collaborazione di Comune di Padova, Provincia di Padova, Regione Veneto, Fondazione Salus Pueri.

Si tratta di raccogliere fondi per l’ospedale pediatrico per cui se passate in centro e vi va di prendere qualcosa in bar perchè non andare a Cioccolando a prendersi una cioccolata e aiutare così questa importantissima struttura? anzi meglio se passate in centro e volete prendere qualcosa al bar cambiate idea e andate a Cioccolando!! Sono previsti spettacoli di clown, concerti e se proprio siete golosi cioccolata sappiate che troverete ogni sfiziosità e novità cioccolatose. Per le informazioni dettagliate vi rimando al sito ufficiale di Cioccolando.

luca_e_paolo.jpegPer la serata di sabato un’idea potrebbe essere quella dello spettacolo di Luca e Paolo, i due conduttori delle iene e comici genovesi saranno al Gran Teatro di Padova. Lo spettacolo si chiama “Passione” che vuole essere una “paradossale via crucis tra teatro dell’assurdo e delirio buffonesco” e “uno sguardo dissacrante ma mai blasfemo sul rapporto tra l’uomo e la sua peggiore paura. Mai come stavolta, si sarà seppelliti dalle risate”. Ho inserito le virgolette perchè ho citato la presentazione dal sito del Gran Teatro, presentazione che potete leggere cliccando quì. Insomma si ride si ma in un contesto da spettacolo teatrale più che da gag televisive considerato anche il tema affrontato.

Rimanendo alla programmazione del Gran Teatro ma uscendo dal fine settimana vi segnalo il concerto di Paolo Conte in programma in un giorno insolito e cioè lunedì 22 febbraio. Ovviamente l’artista in questione non ha bisogno della mia presentazione. La presentazione del concerto la trovate sul sito del Gran Teatro come sempre cliccando quì.

Per idee alternative come per le altre volte vi consiglio di leggere i siti e portali da cui io stesso traggo informazioni e cioè Padova Eventi in primis.

3_ILYP4evsaa.jpgHo voluto inserire qui a fianco un piccolo logo del Gran Teatro come piccolo omaggio più che alla struttura in sè (che forse fu presentata con eccessiva enfasi) alla programmazione. Basta vedere il loro sito, un numero incredibile di concerti, spettacoli teatrali, di danza, musical già in calendario. E quando mai a Padova c’erano stati tutti sti eventi e spettacoli? Ce ne sono per tutti i gusti. Complimenti!

Buon fine settimana, alla prossima!

 

NUFEST2010IMMAGINEpiccolab.jpgCiao a tutti, oggi, visto che ieri sera è iniziato il festival musicale nazionalpopolare di Sanremo, volevo parlarvi di un festival musicale un “tantinello” alternativo rispetto al primo!

Venerdì infatti inizierà il NU FEST, un festival di musica elettronica molto apprezzato e seguito giunto alla sua 4° edizione e che quindi ha già raggiunto un certo radicamento in città. Ho pensato di parlarvene oggi a metà settimana, invece che nel consueto (più o meno) post del venerdì dedicato al programma del week end, perchè volevo dare il giusto risalto a quello che reputo un evento molto interessante e cui ho assistito io stesso nelle edizioni passate.

Le iniziative culturali possono essere indicate e destinate a pubblici diversi, ad un pubblico di massa oppure ad una nicchia ma secondo me certi eventi hanno anche il ruolo o comunque la capacità di comunicare una città e di trasmetterne con forza l’immagine all’esterno. Pensate a cosa rappresenta il festival della canzone italiana per Sanremo oppure il Carnevale o la Mostra del Cinema per Venezia piuttosto che, anche se di diverso livello di notorietà, il festival della letteratura di Mantova o della filosofia di Modena. Insomma il tema dei festival e del loro uso a fini di promozione turistica o di costruzione di un’immagine è molto dibattuto e di interesse. Non è il caso del NU FEST per ora ma chissà mai se negli anni con l’aiuto delle istituzioni non possa crescere e avere la capacità di uscire dalla dimensione locale e regionale, ammesso che la cosa interessi agli organizzatori. Si tratta di musica elettronica di qualità ma comunque “underground” e questa dimensione potrebbe essere di interesse per riuscire a “ringiovanire” l’offerta culturale della nostra città che parere mio ne avrebbe bisogno e di sicuro, visto il bacino d’utenza, universitari compresi, avrebbe anche mercato.

mira calix_1.jpgMa veniamo al NU FEST. Si tratta di un’emanazione di Veneto jazz, la nota associazione culturale regionaleche opera nel settore della musica jazz e contemporanea, attraverso l’organizzazione di concerti, esposizioni d’arte, convegni, workshop formativi e che negli anni ha portato in regione fenomeni quali Miles Davis, Pat Metheny, BB King, Keith Jarrett, Michel Petrucciani, Gary Peacok e tanti altri. Il NU FEST 2010 che si svolgerà in tre giornate (16 febbraio, 26 febbraio, 5 marzo) è strutturato in 3 momenti: un workshop teorico/pratico (il primo di venerdì solo teorico per l’eccessivo numero di iscritti) presso la sede universitaria del Liviano, un concerto in prima serata presso il Teatro MPX ed un altro concerto o dj set per concludere all’alba ballando presso quella che è una nuova location del festival e cioè il Le Queen Club.

La quarta edizione di Nu Fest porta a Padova tendenze e storia della musica elettronica con Mira Calix (foto a sinistra), Jon Hopkins, Christian Fennesz, Interlope, Soul Of Man, Caterva. Live set all’insegna della contaminazione fra generi e linguaggi contemporanei e a lezione di video arte, installazioni sonore e sintetizzatori ottici. Per avere maggiori informazioni sul festival e sugli artisti vi rimando ai siti di riferimento visto che non sono certo un critico musicale che vi elenco di seguito.

Per il programma ufficiale del festival vi rimando al sito del NU FEST. Anche il sito del Comune, Padovanet, ne da rilevanza nella pagina di PadovaCultura: cliccate quì. Sulla pagina Myspace del festival trovate anche i riferimenti ed i siti degli artisti così che potete ascoltare qualche anteprima o farvi un’idea della musica che verrà suonata. Clicca quì.

Fatemi sapere che ne pensate, se conoscevate già questo festival e se magari pensate di andarci, a sentire un concerto o ad una serata danzereccia al Le Queen e perchè no, partecipare in modo full immersion a tutto il festival.

Ciao, alla prossima! 😉

 

Giovan_Battista_Urbinelli_madonna_in_gloria,_Sant'antonio_da_padova.JPGCiao e buon inizio settimana a tutti! E’ iniziata da qualche ora una settimana particolarmente significativa per Padova, la settimana dell‘ostensione del corpo di S. Antonio, (a destra Giovan Battista Urbinelli, Sant’Antonio da Padova in Madonna in Gloria con Santi, wikipedia commons) un evento che porterà in città migliaia e migliaia di devoti del Santo.

S. Antonio di Padova, per i padovani comunemente detto “Il Santo”, è una delle figure che esprimono e che attraggono la massima attenzione della devozione popolare nel mondo. Non vi voglio parlare di teorie sociologiche sulla religione ed in particolare di culto dei santi ma per farla breve S. Antonio è considerato un messaggero, una “porta” di comunicazione con Dio ed il rapporto di amore e di devozione con i suoi devoti è così stretto e diffuso in tutto il mondo che il giornale “Il messaggero di S. Antonio” è letto in oltre 150 paesi e tradotto in otto lingue! Migliaia gli ex voto, oggetti simbolo della devozione popolare, arrivano presso la Basilica di S. Antonio a tal punto che “La mostra Antoniana della devozione popolare della Basilica di S. Antonio da Padova”  questi dedicato è spesso rinnovata con nuovi oggetti.

1496615548_d648db7981.jpgS. Antonio, sebbene portoghese di Lisbona, è il “padovano” più rappresentativo. Talmente rappresentativo che sarebbe stato ovvio inserirlo tra i pesonaggi illustri descritti in questo blog, infatti devo ancora farlo: mi sembrava troppo scontato. Padova è conosciuta nel mondo grazie a S. Antonio e la sua basilica, non a caso la prima voce del turismo cittadino, quella che attrae più visitatori, è quella legata al turismo religioso. Non si tratterà di una categoria particolarmente appetibile dagli operatori turistici (visto che si stratta di un turismo low-cost) ma i pellegrini vengono a Padova tutto l’anno con il picco delle celebrazioni del 13 giugno, festa di S. Antonio.

santantoniopadova_70150.jpgQualche giorno fa ho parlato di souvenir, parlando del dolce “padovani gran dotori” e ricordando “Il dolce del Santo”, un dolce souvenir che di fatto valorizza quella che è l’identità della città e il suo rapporto con il Santo. Ebbene oggi, 15 febbraio, primo giorno dell’ostensione coincide con la festa liturgica della traslazione detta anche giorno della festa della lingua del santo (perchè in occasione della prima traslazione S. Bonaventura nel 1263 scoprì la lingua incorrotta) inizia la settimana dell’ostensione del corpo di S. Antonio, un’opportunità per i fedeli e devoti davvero irrinunciabile. A Padova, S. Antonio è un personaggio simbolo, e l’evento riguarda tutta la città compresi anche coloro i quali non si sentono troppo religiosi. Forse per questo motivo, tramite la stampa, è emerso un certo malcontento degli operatori turistici, avvertiti in modo molto tardivo di questa decisione del delegato pontificio. Speravano di poter sfruttare l’evento anche per creare pacchetti turistici ad hoc, visto che sono attese decine e decine di migliaia di fedeli, ma questo non è stato favorito da un timing troppo poco tempestivo. Il sindaco Zanonato, nella trasmissione su TeleNuovo ha rimarcato il fatto che si tratta di un evento religioso e solo indirettamente turistico e che le decisione sui tempi sono appannaggio delle autirità ecclesiastiche.

Tant’è, oggi, la tomba di S. Antonio torna presso la cappella dell’ arca del santo, dopo che i lavori di restauro sono terminati (ho parlato di questo nel mio post Restaurata la cappella del santo” di qualche mese fa, davvero bellissima) e per una settimana, da oggi fino a sabato, sarà possibile vederne i resti, dire una preghiera (per i credenti) o comunque partecipare a questo rito collettivo.

urna.jpgPer capire come si tratti un avvenimento storico basta “contare” quante volte questo fatto si sia verificato. Ebbene, dalla morte avvenuta 779 anni fa, il 13 giugno 1231, si tratta solo della 3° volta. In precedenza, infatti, accadde con la ricognizione di S. Bonaventura nel 1263  e successivamente solo nel 1981 (vedi a sinistra una foto dal sito del Messaggero) e cioè talmente tanti anni dopo che, in riferimento a certe voci e leggende, si temeva che il corpo non si sarebbe trovato o comunque non in maniera integra e così per i frati francesceni che riaprirono il sarcofago fu sicuramente un emozione scoprire che tutto era al suo posto e predisposto così come fecero i frati dell’arcella. Leggi il racconto di quei giorni quì.

Il 10 febbraio scorso Papa Benedetto XVI ha dedicato la consueta catechesi del mercoledì alla figura di S. Antonio da Padova. Potete leggere le parole del Papa quì o ascoltare direttamente le sue parole cliccando quì.

asanty.JPGSono previste edizioni speciali del “Messaggero di S. Antonio” e della stampa locale, c’è anche una webcam che permetterà di vedere l’ostensione via internet. Per tutte le info invito a leggere il sito “Ostensione del Corpo di sant’Antonio“, in cui potete leggere la storia di S. Antonio, avere le informazioni sulle celebrazioni e soprattutto avere informazioni logistiche e organizzative per questo grande evento per il quale sono state previste opportune misure di sicurezza, come ad esempio un metal detector all’ingresso. Tra le varie pagine cliccabili, quì vi vengono spiegate le vie d’accesso ed il percorso che si dovrà seguire all’interno della Basilica di S. Antonio (cliccate quì per la visita virtuale). Informazioni utili come sempre le trovate raccolte tutte assieme nel sito di PadovaEventi, cliccando quì.

Nel sito internet ufficiale trovate anche il link dell’ente turistico provinciale e cioè “Turismo Padova Terme Euganee” così se pensate di venire in città in questi giorni potete leggere le altre proposte per visitare città e territorio provinciale.

Buona settimana a tutti e come sempre vi invito a dire la vostra nello spazio commenti, basta mettere l’indirizzo mail, suvvia non è difficile! 😉

 

daniele-luttazzi.jpgCiao a tutti, questo venerdì torno con le mie proposte per il week-end. Innanzitutto, sperando che il tempo sia magnanimo, vi annuncio già che si tratta di un fine settimana potenzialmente brioso per Padova.

Iniziamo da oggi, venerdì 12, giornata dedicata al risparmio energetico e alla campagna “Mi illumino di meno”, cui il Comune di Padova aderisce attraverso una serie di iniziative simboliche tese a sensibilizzare la cittadinanza attorno a temi fondamentali quali quelli dell’energia pulita  e del risparmio energetico appunto. Per leggere il programma della giornata clicca quì.

n215637162284_6465.jpgPer la serata di venerdì, mi sento di segnalare, almeno per i lettori appassionati di musica un concerto di una band forse troppo poco conosciuta ma che invece merita grande rispetto ed ammirazione. Sono i Massimo Volume che porteranno il loro post rock al circolo arci Unwound di via Fowst, laterale di via Dalmazia, proprio sotto il nuovo cavalcaferrovia (il ponte blù). Dall’evento facebook si legge “Una delle piu’ belle storie del rock indipendente italiano quella dei Massimo Volume. Un combo diverso dagli altri, con un impasto personalissimo di chitarre e letteratura, parlato e (post) rock, voce emicranica di Clementi e musiche “fugaziane”…(leggi tutto).

Per quanto riguarda sabato 13, gli appuntamenti e le idee su come trascorrere il proprio tempo libero sono diversi. Ovviamente rimane valida l’idea proposta qualche tempo fa del giro in centro con visita guidata nelle zone centralissime della città e visita al Caffè Pedrocchi (leggi il post “Giretto in centro? Non solo shopping!“.

mostra-savoia-padova.jpgDomani sarà la giornata in cui verrà inaugurata una nuova mostra. Presso la Galleria Cavour, nell’omonima piazza, infatti, aprirà la mostra storica “Casa Savoia, Padova e l’unità d’Italia” (a destra la locandina), mostra organizzata nell’ambito delle celebrazioni del 150° anniversario dell’Unità d’Italia che durerà fino al 28 marzo. Dal sito di Padova Eventi si legge: “In esposizione collezioni di quadri, gioielli, porcellane e argenteria, documenti storici che pongono in evidenza la relazione tra la Casa reale che realizzò l’Unità d’Italia e la città di Padova. Promozioni e sconti anche per la visita al Museo del Risorgimento di Padova”, quello al Caffè Pedrocchi dove avvenne la rivolta studentesca contro gli austriaci dell’8 febbraio 1848, di cui ho già parlato in post precedenti (leggi “Gaudeamus igitur” e “Lo storico Caffè Pedrocchi e gli studenti ribelli di Padova!“).

ima_resize.jpgSempre sabato, alle ore 14, il Calcio Padova del nuovo allenatore Nello Di Costanzo affronterà allo Stadio Euganeo il Frosinone per provare in tutti i modi ad uscire da una crisi di gioco e risultati gravissima che ha portato la squadra di calcio biancoscudata al penultimo posto in classifica dopo un brillante avvio di campionato. Dopo l’ennesima sconfitta della scorsa settimana, si è reso necessario il cambio del condottiero nella speranza di dare una scossa all’ambiente e alla squadra che deve necessariamente tornare a vincere per poter aspirare a lottare fino alla fine per rimanere in serie B, categoria conquistata lo scorso giugno dopo 11 anni di “purgatorio” nella terza serie. Forza Padova dunque, con coraggio e grinta devi tornare a vincere!

Per la serata la proposta è particolarmente invitante. Mi riferisco infatti allo spettacolo del caustico comico Daniele Luttazzi (vedi foto in alto da comix.it) che andrà di scena al Gran Teatro di Padova, spettacolo dal titolo “Va dove ti porta il clito” :D. Dal sito del Gran Teatro di legge la presentazione “Parodia “pornografica e blasfema” di un bestseller famigerato, satira che fu oggetto di una querelle giudiziaria che si risolse con una doppia vittoria per Luttazzi… (leggi tutto).
 Non so a voi ma a me piace Luttazzi, per via della sua satira impietosa, tagliente, mai scontata, anche volgare a volte ma che arriva dritta senza troppi giri di parole.

E domenica 14? Mah..per domenica 14 vi lascio libera uscita, ehehe. Fate pure come volete. Per gli innamorati che festeggiano S. Valentino segnalo la pagina di Padova Eventi dedicata a questa ricorrenza. “Innamorati di Padova” è lo slogan a doppio senso .Le proposte sono infatti indirizzate agli innamorati padovani ma anche ai turisti che volessero trascorrere il fine settimana nella nostra provincia invitandoli ad innamorarsi della nostra città. Non è difficile dai… ;)!

Vi ricordo inoltre sempre che i miei colleghi blogger di VirgilioCittà possono sempre dare qualche spunto e qualche idea per un fine settimana fuori porta, in particolare quelli più vicini come il blog di VirgilioVenezia o VirgilioVerona e quelli un po’ più in là come VirgilioModena, VirgilioParma. Se poi pensate ad un fine settimana più lontano sappiate che sono 15 le città coinvolte nel progetto VirgilioCittà.

In serata, in forma privata verrà spostata l’arca di Sant’Antonio nell’altare delle reliquie. Sono giorni che fervono i preparativi e vengono approntate imponenti misure di sicurezza e poi da lunedì per un intera settimana sarà possibile venerare le spoglie del Santo., dopo 29 anni dalla precedente occasione e a 750 anni dalla morte. Sono ovviamente attesi migliaia e migliaia di fedeli e pellegrini ma dell’ostensione delle spoglie mortali di Sant’Antonio da Padova parlerò nel post di lunedì.

Intanto buon fine settimana a tutti, ciao! 😉

 

12_t.jpgCiao a tutti, avete presente il famoso detto che definisce i Padovani gran dottori? Beh, ho trovato questo famoso detto nella sua versione più ampia e completa, credo, e che recita: “Venesiano gran signori, Padovani gran dotori, Visentini magna gatti, Veronesi tuti mati, Udinesi castelani col cognòme de “Furlani”, Trevisani pan e tripe, Rovigoti baco e pipe, i Cremaschi fa coioni, i Bresàn taia cantoni: ghe n’è ancora de pì tristi…Bergamaschi brusacristi! E Belun? Poareto Belùn, te si proprio de nisùn!” :D. Probabilmente, visto che si parla di una specifica area del Nordest questo detto sarà origininario dei tempi della Serenessima…mah.

Comunque sia, dopo aver parlato lunedì dell’8 febbraio e della goliardia padovana (clicca quì per rileggere il post se sei così pigro da non volere andare indietro a cercarlo), con questo post farò un altro omaggio alla tradizione universitaria padovana, visto che si parla di “Gran dotori” ma non solo. Questo post, infatti, è anche un omaggio alla tradizione dolciaria della città e alla città tutta. Non so se qualcuno di voi ricorda un mio post di qualche mese fa intitolato Dolce souvenir, comunque quest’altro potrebbe essere il seguito o l’integrazione di quel post sicchè se vi va rileggetelo pure, non mi offenderò.

In quel post parlavo del famoso Dolce del Santo come vero e proprio souvenir per i turisti e, se vogliamo, come strumento di marketing territoriale/turistico, visto che come tutti i souvenir è un oggetto che rimanda ad una destinazione turistica o comunque ad un luogo e ne contiene alcuni elementi identitari; nel caso del Dolce del Santo si rimarca il legame tra città e il Santo (per i padovani senza nome perchè tanto non serve nominarlo, si sa che si sta parlando di S. Antonio).

logo_pgd.jpgLo scorso settembre è stato invece presentato un nuovo dolce che, nel nome, e nella decorazione rimanda sicuramente ad un altro elemento identitario della città e cioè alla sua Università. Il dolce, infatti, presentato dai pasticceri dell’UPA, si chiama appunto Padovani Gran Dotori (con un sito ufficiale che ne spiega l’idea, clicca quì, da cui ho preso le foto) che costituisce un vero e proprio marchio il cui logo vede in primo piano una feluca (il copricapo simbolo della goliardia) che si staglia sul cielo stellato di Giotto nella cappella degli Scrovegni. Oltre al dolce, decorato con una feluca di cacao sulla sua sommità, ci sono anche i cioccolatini, a forma pure di feluca. Entrambi i prodotti sono stati realizzati con ingredienti a km zero, del territorio provinciale padovano come la farina di mais quì coltivato e la marmellata di more dei Colli Euganei.

Un’idea molto carina quella di questo dolce che si presta appunto per diventare un souvenir da proporre ai turisti  e di fatto uno strumento di comunicazione visto che con il suo logo che lega arte (il cielo stellato di Giotto) e cultura (la feluca e il “Gran dotori” che rimanda all’Università) comunica parte dell’identità di Padova, che sappiamo essere multipla. Sicuramente potrebbe fare bella mostra di sè in occasione di fiere turistiche e non solo che mirano a far conoscere le bellezze e i prodotti del nostro territorio.

Magari con il tempo potrebbe diventare il dolce della laurea e mangiarne una fetta potrebbe essere un modo per festeggiare questo agognato traguardo oppure un utile strumento preventivo contro le moleste bevute dei goliardi. Del resto credo che questo dolce ben si accompagni al vino rosso! 😉

 

1236620982643_hack-allinaugurazione-9-con-i-goliardi-nellaula-magna-del-bo.jpgCiao e buon 8 febbraio a tutti!

Per chi non lo sa, compresi i padovani, questa data ha un significato particolare per la città. Padova, sede di una delle più antiche università europee, fondata nel 1222, ha infatti legata la propria storia a quella dell’Università degli Studi per quanto nel corso degli anni ci si sia sempre lamentati della poca simbiosi di questa con il resto della città.

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Ebbene, come ho già raccontato nel mio post “Lo storico Caffè Pedrocchi e gli studenti ribelli di Padova, l‘8 febbraio 1848 gli studenti di Padova furono protagonisti di una moto di ribellione contro gli Austriaci soppresso nel sangue con le armi (vedi litografia a fianco)(e, non a caso, all’interno dello stesso Caffè Pedrocchi trova spazio il Museo del Risorgimento e dell’Età Contemporanea) e dal 1900 questa data fu scelta dalla goliardia padovana per la festa del cambio tribuno e ovviamente della commemorazione dei fatti dell’8 febbraio 1848. L’altra grande festa pubblica, la festa delle matricole (feriae matricolarum), avviene in novembre, festa in cui simbolicamente, ci si reca a “liberare” gli studenti delle scuole superiori dall’autorità scolastica. 8 febbraio tra l’altro è il nome della via che oggi chiamiamo comunemente “listòn”, quella che passa davanti al palazzo del Bò (sede dell’Università) e Palazzo Moroni (municipio) e al Caffè Pedrocchi che all’epoca era luogo d’incontro anche per studenti e goliardi e considerato, a detta di Stendhal, il miglior Caffè d’Italia. A memoria dell’8 febbraio 1848 all’angolo tra via ( febbraio e l’inizio di via Cesare Battisti, l’unica via in discesa di Padova, c’è una targa alla memoria (vedi una delle foto sul mio post “Una città ai vostri piedi“).

505218627.jpgPadova, infatti, è una delle città universitarie in cui la goliardia (in alto a destra goliardi con Margherita Hack in occasione dell’inaugurazione dello scorso anno accademico con tanto di uovo e gallina forse per chiederle se sia nato prima l’uno o l’altra, foto dal sito de “Il Mattino di Padova” e sotto cerimonia di iniziazione all’Ordine della Santa Bernarda) nonostante non mi pare stia passando un periodo molto florido (ma attendo smentite), è più presente con i suoi ordini, i suoi incontri e le feste pubbliche come appunto la festa delle matricole di oggi e quella di inizio anno accademico con la corsa dei mezzi strani e la tradizione dei papiri di laurea (di cui ho parlato nel mio post  Papiri di laurea in mostra? Una bella idea, in riferimento all’idea dell’Assessore Colasio all’idea di esporre i famosi papiri, a destra un papiro). Quest’oggi in giro per la città si vedranno i goliardi, con il loro mantello e le loro feluche, magari con una bottiglia di vino in mano, la loro voglia di scherzare e la loro vena dissacratoria e sicuramente li si sentirà cantare qualche canto tra cui sicuramente quell’inno alla giovinezza e alla spensieratezza che è il “Gaudemus igitur”.

Padova - Santa Bernarda.jpgSulle origini della goliardia ce ne sarebbe da dire. Leggendo da wikipedia-sapere “la goliardia è il tradizionale spirito che anima le comunità studentesche, soprattutto universitarie, in cui alla necessità dello studio si accompagnano il gusto della trasgressione, la ricerca dell’ironia, il piacere della compagnia e dell’avventura. I tratti connotativi del fenomeno sono comuni a più gruppi italiani, ma sono anche simili ad altre organizzazioni europee e statunitensi”. Secondo lo storico francese Jacques Le Goffe le origini della goliardia risalgono al Medioevo quando “i goliardi erano dei clerici vagantes, degli intellettuali vagabondi (si può anche intuire dal “La bisbetica domata” di Shakespeare  di cui ho scritto nel mio post dedicato a Shakespeare) che per le loro condizioni economiche e sociali venivano esclusi dalla carriera dei maestri delle università medioevali…Si davano quindi a una sorta di vagabondaggio intellettuale seguendo gli spostamenti del loro maestro preferito o recandosi dove insegnano professori famosi. L’esperienza di luoghi e uomini diversi ne fa quasi naturalmente degli spiriti liberi e la loro giovinezza li spinge a ricercare i piaceri ad essa associati. Di questa loro tendenza all’amore, al gioco e al vino ne rimane traccia nei loro componimenti poetici, nei Carmina Burana dove all’esaltazione dei piaceri carnali si associa la critica alla Chiesa medioevale fustigatrice dei costumi libertini (da wikipedia-virgilio sapere).  Leggi tutto.

Il post di lunedì scorso “Padova e l’Archivio Storico Istituto Luce” torna oggi utile perchè proprio tra quei filmati storici del Luce ce ne sono alcuni particolarmente divertenti che parlano della festa delle matricole di “qualche annetto fa”. Ad esempio il filmato “Il carnevale degli studenti” (muto) del 1928, “Anche i goliardi padovani festeggiano l’arrivo dei matricolini” del 1933, “La festa delle matricole” del febbraio 1935, “la feriae matricolarum” del 1952, “Gli allegri goliardi patavini” del 1953. La cosa incredibile di questi vecchi filmati è la grande partecipazione di tutta la città alla festa della goliardia le cui manifestazioni avvenivano sempre in mezzo ad una gran folla. Guardate voi stessi! Su internet si possono trovare video e filmati più recenti della festa delle matricole a Padova come ad esempio la consegna delle chiavi della città al Tribuno da parte dell’assessore Boselli nel febbario 2008( vedi quì) e l’apertura della festa con il Gaudeamus igitur alla presenza del Magnifico Rettore (vedi quì).

Lenguazza1_43d1cca181c13693dc0cec4e2e66fabc.jpgA Padova, un fiore all’occhiello della goliardia è stata senz’altro la Polifonica Vitaliano Lenguazza (vedi foto a destra da PadovaNews), l’orchestra dei goliardi fondata nel 1959 , che ad ogni sua esibizione faceva il tutto esaurito e che, grazie alle canzoni dai testi boccacceschi, irriverenti e sfrontati, ebbe fama anche in tutto il resto d’Italia. Lo scorso anno anno quindi la Vitaliano Lenguazza ha celebrato i suoi 50 anni! (leggi quì). Quest’oggi invece, alle 17,30, ad ingresso gratuito in aula Nievo del palazzo del Bò ci sarà la presentazione del libro “Vitaliano Lenguazza 1959-2009. I nostri primi cinquanta anni”.

Chi di voi ha fatto parte o fa parte della goliardia? Scrivete pure e raccontate delle vostre bricconate nello spazio commenti lazzaroni che non siete altro! A tutti comunque Gaudeamus igitur!!

 

« Gaudeamus igitur iuvenes dum sumus.
Post iucundam iuventutem
post molestam senectutem
nos habebit humus! »


 

103936957_114e7eef0a.jpgCiao a tutti! Per questo venerdì ho pensato di presentarvi le varie manifestazioni legate al Carnevale che si svolgeranno in provincia. Sebbene la nostra provincia non sia particolarmente famosa per ospitare le feste di carnevale più celebri come Venezia, Viareggio, Cento etc etc, un po’ in tutto il territorio lo si festeggia comunque e, trattandosi di una festa di tradizione cattolica, appare anche come una festa molto sentita.

Dunque la Provincia di Padova, sotto il contenitore Il Carnevale padovano” presenta le varie manifestazioni e i festeggiamenti di questa periodo davvero magico contrassegnato dalla voglia di trasgredire le regole e di “rovesciare” anche solo per finta il normale andamento delle cose, per cui ci si maschera per essere se stessi forse e per liberarsi dalle convenzioni sociali. Sarebbe interessante fare un discorso sociologico-antropologico sulle festività del Carnevale ma per questa volta evito e vi rimando alla pagina di virgiliosapere-wikipedia per leggere riguardo alle origini del Carnevale.

Spesso infatti in questo blog scrivo post molto lunghi perchè mi lascio andare e mi immergo nel tema che sto trattando ma sarebbe invece il caso di fare un po’ di autocritica e di cercare, quando possibile, una maggiore sintesi attraverso l’uso di parole chiave e concetti semplici. Del resto la comunicazione in internet è una lotta per conquistare l’attenzione di chi legge, bene davvero prezioso per tutti visto che concerne il nostro tempo.

430190226_defae5a4a1.jpgPer avere una completa panoramica sul Carnevale in città e provincia il link da seguire è ancora una volta quello di Padova Eventi (da cui ho preso la foto in alto a destra), un portale che per me e per questo mio spazio sta diventando sempre più irrinunciabile.

Cliccando su questo link ed entrando nel sito potrete leggere le informazioni e le presentazioni del carnevale in città al Caffè Pedrocchi, al carnevale nei quartieri, a quello dedicato ai bambini e quello per gli anziani. Si parla inoltre del carnevale in provincia di Abano Terme, Este, Galliera Veneta e soprattutto di quello più famoso a Casale di Scodosia, noto anche come Carnevale del Veneto, e apprezzato per la sfilata dei suoi sofisticati carri allegorici. Ma moltissimi altri comuni della bassa e dell’alta padovana organizzano la loro festa di carnevale e su questa pagina trovate tutte le info.

Pensando al carnevale mi viene in mente quando da bambino, non appena cominciava questo periodo si andava per le botteghe e i tabacchini del quartiere per comprare gli “scherzi“, e cercare le novità più divertenti. Ricordate le fialette puzzolenti? oppure il chewin gum che faceva scattare sulle dita del vostro amico malcapitato una molla di ferro? oppure l’inchiostro finto che in realtà non macchiava, la molestissima schiuma che ci si spruzzava addosso, il classico anello che spruzzava acqua e molti altri più o meno fastidiosi (tanto poi ci si poteva/può sempre giustificare con la classica frase che “a carnevale ogni scherzo vale!” E voi che ricordi avete riguardo a scherzi e alle festicciole in maschera? Raccontate raccontate! Ciao e buon fine settimana! 😉