10226_1175016934205_1191529377_30581096_5460123_n.jpg29 gennaio 1910 – 29 gennaio 2010. Oggi il Calcio Padova compie 100 anni e non poteva essere che questo l’argomento di oggi. Il 29 gennaio 1910, nella sede della “Rari Nantes Patavium”, Piazza della Garzeria, proprio di fronte al Caffè Pedrocchi, un’ottantina di appassionati di quello che era il nuovo sport si radunarono e diedero vita ad un avvventura straordinaria fondando l’Associazione Calcio Padova che, ha legato in mondo inscindibile la città alla propria squadra di calcio, sebbene con intensità variabile.

100-anni-padova.jpgDa quando ho iniziato a scrivere questo blog ho parlato più volte di eventi celebrativi legati al Centenario del Calcio Padova, come il “Rocco day” con la partitella delle giovanili fatta partire dalle vecchie glorie degli anni ’50 che con Nereo Rocco in panchina fecero tremare i grandi squadroni conquistando il 3° posto dietro a Juventus e Fiorentina. Rocco day che si concluse con la presentazione del libro di Gigi Garanzini. “Nereo Rocco. La leggenda del Paròn continua”. In quell’occasione fotografai l’evento (guarda quì e quì e soprattutto quì). In questo blog c’è un’intera categoria dedicata al Calcio Padova.

10226_1185400353784_1191529377_30607725_7618275_n.jpg10226_1185328751994_1191529377_30607600_1316616_n.jpgAltro libro da avere assolutamente e celebrativo di questi 100 anni è Biancoscudo, che si può reperire nelle migliori librerie d’Italia.

Ho parlato del mitico Stadio Appiani, l’arena degli anni più belli, quelli della vera passione ruspante della città per il Padova, purtroppo dimenticato in occasione delle celebrazioni di questo week-end (anche se dal giornale di oggi pare non ci siano i soldi per abbatterlo!!).

Ho scritto e presentato la Mostra del Calcio Padova al nuovo centro culturale che nel mese di dicembre ha permesso ad appassionati e curiosi di sbirciare ed approfondire la storia del club biancoscudato e oggi, alle ore 11, presso lo Stadio Euganeo verrà inaugurato il “Padova museum“, una struttura stabile ma in divenire che sarà possibile migliorare e cambiare grazie all’interattività con tifosi ed appassionati. Da domani sarà possibile vedere ultimato lo straordinario lavoro di precisione di quei ragazzi che hanno realizzato il plastico dello Stadio Appiani.

8833_1196620154272_1191529377_30638784_1322363_n.jpgDa quest’oggi sarà possibile accedere al nuovo sito internet del Calcio Padova dove potrete leggere riguardo alle celebrazioni di questo week-end. Stasera infatti presso gli impianti del Plebiscito, all’interno della tensostruttura creata per l’occasione sarà possibile salutare le vecchie glorie e la squadra attuale con un brindisi, mangiare e bere presso gli stand enogastronomici, e ascoltare musica dal vivo così come sabato e domenica. Per la giornata di sabato è prevista anche una partitella tra una delegazione di tifosi ed una di vecchie glorie biancoscudate. Poi in occasione della partita Padova-Torino del 27 febbraio la squadra scenderà in campo con la maglia celebrativa del Centenario, come quella degli anni ’50, tutta bianca con il grande scudo sul petto.

13968_1284536947712_1058760856_30876023_5803450_n.jpgLe celebrazioni servono per fermare un momento, ricordare, fare un bilancio e soprattutto rinsaldare i legami in una comunità che si riconosce in determinati valori condivisi. Allo stesso modo la comunità del Padova, dei suoi tifosi, di tutti gli appassionati e comunque di tutti i cittadini che a questo club vogliono bene devono essere orgogliosi di far parte di questa associazione e di dare il proprio contributo, ognuno secondo le proprie possbilità, affinchè si possa migliorare e crescere.

n1191529377_30258854_49.jpgSe i primi 100 anni del Calcio Padova sono stati contraddistinti da tanta serie C, parecchia serie B e poca serie A non sta scritto da nessuna parte che nei successivi 100 anni non si possa invertire la tendenza. E’ una questione di mentalità, di apertura mentale, di voglia di crederci e di passione. Oggi però dobbiamo ammettere che, per una serie di motivi il legame città-Calcio Padova è cresciuto sì con la serie B, ma rimane basso rispetto a quanto lo era un tempo e l’impegno primario che società, amministrazione, tifoseria nei confronti del Calcio Padova è secondo me quello di rinsaldare questo legame e di attribuire al Calcio Padova quel ruolo rappresentativo della città che esercitava negli anni passati.

9519_1196611434054_1191529377_30638773_1791468_n.jpg

16157_1228184703366_1191529377_30714512_995052_n.jpgOggi parlare di calcio giocato mi interessa poco. Questo campionato è sicuramente fondamentale per mettere le basi per il futuro sicchè mantenere la B sarebbe vitale ma il lato tecnico legato al calcio in senso stretto lo lascio agli esperti. A me preme ed interessa di più un altro fattore, forse più aleatorio ma che per me è la base di tutto e cioè il legame con la città, con la gente, con le istituzioni e la classe imprenditoriale.

Ma lo vogliamo far decollare sto Padova o no??????? Padova “potenzialmente” è una città da serie A in vari settori e dovrebbe esserlo anche nel calcio, no? Oppure ci accontentiamo o rinunciamo sapendo che il rischio è quello di sparire? Con calma ma serietà bisogna costruire e pianificare per il futuro e rileggere questi 100 anni dovrebbe essere la giusta leva per motivare tutta la città e non solo il signor presidente Marcello Cestaro. La città sta migliorando molto e sta crescendo come molte città europee fanno(tema dell’area metropolitana e della mobilità sostenibile per fare un solo esempio) ma deve mantenere una sua identità e il Calcio Padova questo rappresenta.

10226_1187319841770_1191529377_30612799_6722574_n.jpg

20958_1250514501597_1191529377_30767033_7538508_n.jpg

E comunque caro e vecchio Padova quando in campo scenderai non ti lasceremo mai solo! In 100 anni di storia quanti giocatori sono passati, bravi e meno bravi! Alcuni veri e propri campioni, alcuni non ci sono più così come molti tifosi che hanno moltissimi ricordi legati al Calcio Padova, giornalisti bravi e meno bravi, di tutte le epoche, quelli che seguivano il Padova degli anni’ 50, di Rocco e compagnia, come Sergio Calore un giornalista, bravissimo e molto tifoso, amico del Paròn con cui condivideva anche mangiate e bevute da Cavalca (come raccontatomi da Gianadolfo Trivellato che saluto), dei bui anni ’70 e ’70, dei mitici anni ’80, della rinascita dei ’90, quelli attuali. Persone di tutte le estrazioni sociali e che magari un tempo si assiepava sui gradoni dell’Appiani o che rimaneva incollata alla radiolina per seguire il grande Gildo Fattori. A tutti quelli che hanno questa maglia biancoscudata nel cuore dedico questo mio post e invito tutti a questo brindisi “Buon compleanno Calcio Padova, dunque, e 100 di questi anni! Anzi no…100 degli anni migliori!” 😉

P.S. (le fotografie di questa pagina sono state prese dall’archivio di Silver Sinigaglia che ringrazio. Altre sue foto potete vederle all’interno del gruppo facebook da lui creato AC Padova 1910-2010).

P1010993c.JPGCiao a tutti! Piaccia o non piaccia il gioco del calcio è per eccellenza lo sport più popolare da queste parti. Negli Stati Uniti d’America di maggior seguito godono il football americano, il baseball, il basket, in Irlanda è più seguito il rugby e gli sport gaelici, nei paesi del Commonwealth è molto seguito il cricket e così via ma il calcio è diffuso in tutto il mondo.

Questa la premessa per parlarvi di quanto da qualche settimana si può notare in zona Stazione FS a Padova. Ebbene da quando è iniziata la Coppa d’Africa in Angola, in occasione delle partite, un sempre più cospicuo gruppo di nuovi cittadini africani si raduna davanti al punto Snai, tra Mc Donald’s e Blockbusters, per seguire le gesta delle loro nazionali. All’esterno della ricevitoria, in vetrina, sono infatti posizionati alcuni  schermi che trasmettono corse di cavalli ed uno più grande che trasmette le partite della competizione africana.

Non voglio certo parlare di un tema importante e serio come quello della società multiculturale in un unico post ma questo può essere un piccolo quadretto che fa vedere bene come la società multietnica sia già, allo stato attuale, una realtà ineludibile. Scendendo alla fermata del tram “Stazione FS” ho quindi deciso di avvicinarmi e di seguire alcuni minuti della partita Egitto-Camerun di lunedi pomeriggio (vedi la mia foto anche se qualitativamente pessima). Poco dopo ho trovato Amal, un ragazzo egiziano con cui ho lavorato da interinale anni fa come smistatore di merce di un corriere, di notte. Lavoro duro ma ricordo che almeno con Amal si riusciva a parlare ed il tempo passava meglio…Gol del Camerun! Esultanza da parte di una minoranza di sostenitori dei Leoni indomabili ma Amal che dice “Vinciamo noi, il mio nome vuole dire “speranza”! Tra me e me ho pensato che sì la speranza a lui non deve mancare di certo viste le difficoltà che ha dovuto e che sta affrontando da migrante così come molti altri le cui storie, diverse, hanno per forza di cose la speranza come minimo comun denominatore. Non si lascia il proprio paese se non si ha coraggio e speranza di migliorare il proprio avvenire. Quando poi all’indomani ho visto che l’Egitto aveva vinto 3-1 (seppur con un aiutino arbitrale) ho pensato che aver speranza premia..a volte, quantomeno aiuta a vivere anche se mio nonno direbbe “chi visse sperando morì…(la frase completatela voi)”.

immigrazione.jpgDa quando ho scritto la mia tesi di laurea nel 2002 sul tema immigrazione il numero degli immigrati nel nostro paese è cresciuto moltissimo. Abbiamo superato la fase dell’emergenza, ora molti degli immigrati arrivati a fine anni ’90 e nei primi anni del 2000 si sono integrati o comunque la loro integrazione è cresciuta molto, questo con i dovuti distinguo. In Veneto l’integrazione è migliore ed è avvenuta per lo più tramite l’inserimento lavorativo, in particolare nei piccoli centri del Veneto centrale, vicino ai capannoni del miracolo del Nord Est. Padova, è stata e, credo lo sia tutt’ora il primo luogo di approdo degli immigrati che risalgono l’Italia dal Sud in cerca di lavoro, dallo stesso meridione che, con il recente caso, drammatico,di Rosarno racconta una storia diversa. Da quì poi, aiutati anche dai connazionali, dalle cosiddette catene migratorie, una volta trovato il lavoro tendono a spostarsi vicino al luogo di lavoro che difficilmente sono in Padova città, visto che in città non ci sono fabbriche. Padova semmai offre agli immigrati un tipo di lavoro diverso, in particolare quello legato alla cura della persona come quello delle badanti.

Poi senz’altro, mi risulta che sempre i fenomeni migratori abbiano portato con loro anche una componente di criminalità che comunque deve essere combattuta in tutti i modi dalle autorità preposte così come il tentativo di ridurre l’immigrazione clandestina, senza però MAI venir meno al rispetto dei diritti umani.

La paura dello straniero è comprensibile perchè la diffidenza nasce tra persone che non si conoscono e questa paura non deve, a mio avviso, essere sottovalutata dalle istituzioni ma nemmeno utilizzata strumentalmente a fini elettorali. Sullo spazio urbano delle città, anonimo e privo di relazioni con le persone che lo attraversano, la paura è più facilmente trasmissibile rispetto ad un contesto di maggior relazionalità, di contatto e quindi di conoscenza dei piccoli centri. Il passo che si fatica a fare  a livello nazionale è quello relativo ad un dibattito sul modello di multiculturalismo da adottare (sulla sinistra la copertina di un libro di fotografie: “Verso una soceità multiculturale. Immagini di un nuovo paese”). E’ tutta una battaglia politica a colpi di slogan e buoni propositi.

Un gruppo di africani che guardano la partita, la comunità dei filippini che si ritrova tra il Municipio e il Caffè Pedrocchi, le badanti ai giardini dell’Arena, radunandosi assieme si mostrano e mostrano la loro presenza alla gente che passa (alla faccia di chi li vorrebbe vedere sparire una volta finito il turno di lavoro) e, forse incosciamente, chiedono di essere considerati parte della città e non un problema di sicurezza.

E voi su questa tema così “leggero” che ne pensate? Intanto chissà chi vincerà la Coppa d’Africa. Domani si giocheranno le semifinali e sicuramente al punto Snai ci sarà un bel po’ di gente. Alle 17 ci sarà Ghana-Nigeria mentre alle 20,30 Algeria-Egitto. Ciao e alla prossima! 😉

 

cavallo2.jpgCiao e buon lunedì a tutti!

Il post di quest’oggi vuole essere una nuova puntata della rubrica “El cantòn del cogo”  anche se, come spesso capita, quando si vuole approfondire e conoscere l’origine delle cose, ho scoperto cose per me nuove e di interesse come materiale per questo mio blog. In questi giorni con dei miei colleghi di lavoro stiamo pensando di andare a mangiare carne di cavallo in qualche trattoria o ristorante ed è così che ho pensato alla carne di cavallo come oggetto del post di oggi.

Devo dire che trovo una cena a base di cavallo molto buona e so che si tratta di un tipo di carne “discussa” nel senso che animalisti e gli amanti di questo virtuoso animale si oppongono alla sua macellazione. Forse perchè sono padovano e ho sempre sentito parlare di carne di cavallo (anche se a casa mia non l’ho mai mangiata) sono stato un po’ colto di sorpresa quando ho letto su internet che pare sia in arrivo una legge che vieterà la macellazione degli equini (!!) che vede il Ministro Zaia in prima linea per questa battaglia che avrebbe l’obiettivo di spezzare la catena “vecchiaia-macellazione”. In Francia c’è pure una battaglia su questo tema che vede protagonista anche la celeberrima Brigitte Bardot. Leggi la notizia dal TGCOM quì.

Come detto, a me la cosa fa un specie, forse perchè Padova è una delle zone in cui la carne da cavallo è un piatto della tradizione così come Verona e alcune aree del sud Italia. Complessivamente, infatti, il giro d’affari in Italia è piuttosto ridotto e non pensavo si potesse arrivare ad proposta di legge per vietare la macellazione equina.

odoacre_teodorico.jpgQuando sono stato a mangiare carne di cavallo sono sempre andato in trattorie o ristoranti concentrati per lo più in un’area ben precisa di Padova e cioè Saonara o dintorni di Piove di Sacco e mi sono chiesto spesso del perchè la carne di cavallo fosse particolarmente rinomata in queste zone piuttosto che altre. Beh, non ci crederete ma cercando su internet ho avuto la risposta anche a questa domanda, rispsota per altro molto interessante che ci fa andare indietro nel tempo, fino all’anno 489 dc, pensate un po’. Ebbene dal blog di Paolo Zatta, vero intenditore della Saccisica (area a sud est di Padova la cui denominazione ha varie teorie, leggi quì), si legge che “Accanto al pesce c’è una tradizione storica dell’ utilizzo della carne di cavallo per la preparazione di umidi, di ragù per tagliatelle, di bistecche o per il consumo come carne secca e di sfilacci. Secondo una leggenda pare che l’alimentazione con la carne di cavallo sia iniziata fra i sopravissuti dello scontro tra Odoacre e Teodorico nella battaglia di Verona dell’anno 489 d.C.; furono utilizzati gli animali morti in battaglia per l’alimentazione dei sopravissuti. In Saccisica è sopravissuta la tradizione, ancora viva ai giorni nostri, di mangiare carne di cavallo soprattutto nell’area compresa tra Legnaro e Saonara”. Insomma la tradizione della carne di cavallo nel padovano e nel veronese verrebbe proprio da un’antica battaglia.

Oggigiorno le tipicità culinarie, i prodotti del territorio sono di fatto attrattori di turismo, quel tipo di turismo enogastronomico che in Italia sta avendo un grande successo. Dal blog di Paolo Zatta (da cui ho preso le immagini qui sopra), da cui ho preso anche la seguente ricetta e cioè il “prosciutto di cavallo”, trovate notizie interessantissime su cultura, storia e tipicità del territorio della saccisica.

Prosciutto di cavallo

In base alle caratteristiche dei tagli di carne e in funzione del risultato finale, il sale va mescolato a precise dosi di zucchero e spezie.

996218274.jpg

Ingredienti
1500 gr girello di cavallo o fesa Dose di sale: bilanciato base
– 650 gr di sale fino marino iodato
– 250 gr di zucchero semolato
– 150 gr di zucchero di canna
– 20 gr di pepe nero spezzato al momento

 

Esecuzione
Miscelare il sale con gli zuccheri e il pepe e versare il tutto in una teglia da forno. Utilizzare un taglio di carne disossata da poco (non più di tre ore possibilmente). Asciugare con cura la carne di cavallo usando carta da cucina assorbente. Lasciare al fresco per ½ ora in un locale ventilato. Arrotolare la carne nella dose di sale e porla al centro della teglia. Raggruppare il sale bilanciato e ricoprire la carne. Tenere la teglia inclinata di 20-30° rispetto al piano di lavoro e far riposare al fresco.
Al tatto la carne è pronta quando risulta compatta e soda, ma non dura.
Eliminare la salamoia di risulta e risciacquare la carne in acqua fresca corrente. Asciugare con carta da cucina assorbente e lasciare al fresco per una notte.
Si consiglia di conservare il prosciutto di cavallo in olio aromatizzato al ginepro o al rosmarino.

 

Per cui, a chi ama la carne di cavallo in tutte le sue forme, ragù, sfilacci, “straecca” e quant’altro consiglio di togliersi la voglia e di approfittarsene prima che sia troppo tardi. Mi viene in mente la scena dello straordinario film di Sergio Leone, “C’era una volta in America” in cui si “festeggia” la fine del Proibizionismo, beh dalle nostre parti si potrebbe celebrare il funerale della carne equina!A parte gli scherzi potrebbe essere tema per un interessante dibattito. Voi che pensate? Siete felici perchè così i cavalli potranno godersi una serena vecchiaia o un po’ vi dispiace perchè non potrete più mangiarne la carne? Per quanto mi riguarda non mi strapperò i capelli dovesse passare questa legge certo che se ne potrebbe discutere…qualche dubbio però mi rimane visto che, come ho detto, si tratta di una tradizione che comporta un consumo limitato.

Buon inizio settimana!

 

 

guccini_header.jpgCiao, questo venerdì consueto post dedicato a qualche suggerimento su come trascorrere il fine settimana in città.

Innanzitutto, come ho già scritto mercoledì (leggi quì), quest’oggi, venerdì 22, ci sarà l’inaugurazione ufficiale del nuovo Palasport con il concerto di Francesco Guccini (per info clicca quì, foto presa da zed.live). Per chi ama la sua musica, il concerto del cantautore emiliano potrebbe essere un’idea per iniziare bene il fine settimana, no?

Per quanto riguarda sabato 23, ricordo a padovani, turisti ed escursionisti del centro storico che nella vostra passeggiata in centro, per le vie dello shopping avete la possibilità, se la cosa può interessarvi, di fare una bella visita guidata per le zone più centrali della città, vale a dire liston, Palazzo del Bò, ghetto, piazze e Caffè Pedrocchi con visita al Caffè Pedrocchi e degustazione del caffè macchiato alla menta. Di questa visita ho parlato nel post della scorsa settimana intitolato “Giretto in centro?Non solo shopping…” sicchè per rileggerlo vi basta cliccare quì, ricordandovi che però il mercatino in Prato della Valle, c’era la scorsa settimana, la terza del mese.

pdreg.pngPer i tifosi del Calcio Padova, la sfida allo Stadio Euganeo vede il Padova giocarsi contro la Reggina un importante scontro diretto per conquistare la salvezza in Serie B. Il pubblico padovano mi auguro sappia ricompattarsi e sostenere la squadra fino alla vittoria e che impari ad essere tifoso sempre, quando si vince ma anche quando si perde. E’ una lezione questa che vale anche per la vita, no? Non mi piacciono i tifosi padovani quando sono pronti ad esultare per una vittoria, come è successo con la promozione in serie B, e poi con le difficoltà rinnegare e sconfessare quasi i colori biancoscudati. La critica ci sta ma non l’atteggiamento di chi quando si vince in campo dice “Ghemo vinto” e quando si perde “I ga perso”. Insomma la settimana prossima il Calcio Padova compirà 100 anni e sarebbe bene che la città si stringesse con maggiore affetto attorno alla propria squadra di calcio e questo anche nei momenti più difficili!

incognito.jpegPer quanto riguarda la serata c’è un bel concerto al Gran Teatro! Suoneranno infatti gli Incognito (vedi foto a destra dal sito uffciale del “Gran Teatro“), band inglese di acid-jazz giunta al Trentennale della loro carriera! Nella nuova struttura di corso Australia sarà possibile ascoltare gli straordinari ritmi degli Incognito nella loro unica data del Nord Est. Dal sito del Gran Teatro si legge “straordinari creatori di ritmo e atmosfere, gli Incognito sono l’esempio più celebre di un tipo di musica difficile da definire, post moderna, a cavallo tra i generi, ma sono senza dubbio una band che dall’anno di nascita non ha smesso di fare ottima musica, sia in studio, producendo ben 13 album, sia dal vivo, con una lunga serie di memorabili concerti”. Per leggere tutta la presentazione clicca quì. Il loro sito ufficiale lo trovare quì.

Se non vi va di andare a vedere gli Incognito potreste dare un’occhiata ai siti di 2Night oppure di Padovabynight dove troverete spunti e idee su come trascorrere la serata. Musica dal vivo, club, discoteche, birrerie ed eventi particolari li potrete trovare su questo sito.

Per quanto riguarda domenica 24, un’idea potrebbe essere quella di andare a vedere la mostra “Telemaco Signorini e la pittura in Europa”, aperta ancora per poco, (tutti i giorni dalle 09,30 alle 19,30) fino al 31 gennaio e della quale vi ho parlato più volte nei mesi passati. Considerato che non ho altri particolari suggerimenti da darvi colgo l’occasione per suggerirvi il portale di Padova Eventi, un sito utilissimo da inserire subito tra i preferiti perchè prima o poi capita il fine settimana o il giorno libero in cui si vorrebbe andare a fare un giretto in qualche centro della provincia o magari andare a qualche mostra o sagra piuttosto che concerto. Ebbene in questo sito trovate qualsiasi tipo di evento organizzato in città e provincia.

Se poi siete turisti e volete trascorrere un fine settimana a Padova, magari organizzando, un’escursione in qualche centro fuori città e provincia o comunque ammirare le bellezze della regione, vi consiglio, oltre che il sito di Turismo Padova Terme Euganee, di visitare anche il nuovissimo sito di Veneto Turismo, on line da un paio di giorni nella sua nuova veste, esteticamente gradevole e soprattutto funzionale.

Buon fine settimana!

 

 

palasport.jpgCiao,

quest’oggi con un incontro al Caffè Pedrocchi si inizia a festeggiare la conclusione dei lavori di restauro del nuovo palazzetto di S.Lazzaro che è stato oggetto di un sostanzioso intervento di riqualificazione, ristrutturazione e dotato di una nuova copertura esterna. Il vecchio palazzetto, ultimamente noto come PalaNet, era stato costruito 25 anni fa ed è sempre stato molto utilizzato in città per le partite della pallavolo, del basket, della pallamano e del calcio a 5, senza dimenticare la sua vocazione di sede di concerti pop e rock. Ricordo di aver visto a suo tempo diverse partite dell’allora Charro Petrarca Volley di Fefè De Giorgi, oltre a vari concerti tra cui quello dei CSI di Lindo Ferretti. Lì ci suonarono anche i Simple Minds all’apice della loro carriera negli anni ’80. Di fatto è uno dei più importanti del Veneto e con questo nuovo restyling mi auguro possa mantenere e migliorare il suo status. Il nuovo palazzetto sarà dotato di 4000 posti a sedere (dalla foto sopra noto con piacere chei seggiolini sono bianchi e rossi come i colori della città), tribune telescopiche laterali e spazi flessibili per adattare la struttura alle diverse esigenze di utilizzo.

Come detto, quest’oggi al Caffè Pedrocchi alle ore 18,00, ci sarà un incontro (se cliccate quì vi rimando alla pagina “eventi” di facebook) con Claudio Sinigaglia, Dino Ponchio, Elisabetta Mastrosimone, Fabio Cremonese, Lino Barbiero e Enzo Agostini per la descrizione e le immagini del nuovo Palasport, nuova casa dello sport e della musica e con l’occasione si illustreranno e si mostreranno le immagini dei progetti e dei lavori in corso del nuovo pala ghiaccio al Plebiscito e del nuovo palaindoor in zona Stadio Euganeo (PS: spero che i prossimi lavori possano essere dedicati ad un restyling anche dello stadio del calcio).

19578_1187359720361_1119341247_30454959_3411758_n.jpgVenerdì 22, a partire dalle ore 12,00, ci sarà l’inaugurazione ufficiale del Palasport (leggi programma) che culminerà con il concerto serale di Francesco Guccini (leggi quì le informazioni sul concerto), organizzato come sempre dalla Zed. Sarà senz’altro un bel concerto, specie per chi apprezza la musica di Guccini ovviamente, e anche l’occasione per testare l’acustica del nuovo Palazzetto, acustica che era il vero tallone d’achille del vecchio S.Lazzaro. Speriamo bene ed incrociamo le dita visto che il questo diventerà ora il primo spazio per concerti musicali di maggior richiamo visto che il nuovo Gran Teatro ha senz’altro una capienza minore.

Dal sito de “Il Mattino di Padova” leggo che “Il costo dell’opera, con le pareti leggermente inclinate all’esterno e un nuovo look completamente in nero, è stato di 5 milioni di euro: 3,5 versati dalla fondazione Cariparo, uno dal Comune e 500 mila dalla Provincia. Il costo dei lavori però è aumentato in corso d’opera perchè l’impresa costruttrice, la Consta (la stessa del nuovo cavalcavia Sarpi-Dalmazia), ha presentato delle riserve rispetto al progetto originario”. Sarà propabile che, nei prossimi tempi, una volta raccolte le adesioni dei vari sponsor la nuoa struttura potrà prendere il nome di una ditta privata, come succede in altre città compresa la stessa Padova con il PalAlì di Piazzale Azzurri d’Italia, all’Arcella.

Se qualcuno di voi andrà all’inagurazione mi faccia sapere le prime sensazioni sull’acustica, ma non solo, su questa nuova opera che darà ancora più centralità all’area di Padova Est, area direzionale, commerciale, “atrio” della zona industriale e ora, di nuovo, area di richiamo per eventi sportivi e per la musica dal vivo a cui io sono particolarmente interessato! 😉

Poi, come ho letto dal sito PadovaNews da cui ho preso l’immagine in alto, ” il 7 febbraio, domenica pomeriggio, dalle 14.00 alle 20.00, tanti esibizioni sportive, oltre alla pregiata presenza di Igor Cassina, consentiranno alla cittadinanza di conoscere e apprezzare il nuovo palasport”.

 

padova2.jpgCiao a tutti, quest’oggi ho deciso di fermarmi un attimino nel mio racconto di Padova e parlarvi di questi primi 7 mesi di blog.

Devo dire che sono stati 7 mesi  a volte anche impegnativi ma ricchi di soddisfazione per il crescente numero di lettori, per i commenti positivi e gli attestati di stima pervenuti per questa mia attività e devo dire che, nonostante non sia sempre facile trovare nuovi argomenti, è per me piacevole parlare della mia città cui sono particolarmente affezionato, come vi sarete accorti, se sleggete ogni tanto quanto scrivo.

Non sono un blogger professionista ma dopo essermi cimentato, così per desiderio di sperimentazione di questo strumento, con il mio blog “Padua bloggers’ Inn“, sono stato contattato la scorsa primavera dalla società Bitness, incaricata dal portale Virgilio.it, di scovare in giro per l’Italia 15 blogger in grado di raccontare le loro città dando vita al progetto VirgilioCittà. 15 blog su 15 città aggiornati 3 giorni la settimana (lun, merc,ven) da 15 blogger residenti e conoscitori della propria realtà cittadina: di fatto si tratta di una rete di 15 urban blog italiani ed io sono stato scelto per parlare di Padova (foto in alto da www.visitabano.com) per cui grazie a Tiziana Ferrando e Massimo Dalmazzi di Bitness!

Nell’arco di questi 7 mesi gli argomenti toccati sono stati i più svariati. Considerato il mio interesse per temi quali turismo, marketing territoriale e sviluppo urbano delle città, interessi nati all’Università (sono laureato in scienze politiche-indirizzo sociologico con tesi di laurea su via Anelli e sulle tensioni etniche) in particolare con un paio di master post-laurea in Marketing Territoriale-Sviluppo Locale (MUMAT) conseguito a Piacenza all’Università Cattolica del Sacro Cuore e poi in Governance delle Risorse Turistiche Territorialima all’Università di Padova. Ho maturato interesse per questi argomenti anche lavorando un paio d’anni per la Regione Emilia-Romagna (presso l’ufficio Governance Metropolitana) in alcuni progetti comunitari legati al tema delle aree metropolitane e facenti capo alla rete di città METREX. Nonostante non abbia più avuto altre opportunità per continuare a lavorare e ad occuparmi di queste tematiche l’interesse e la passione mi è rimasta sicchè ogni tanto ho usato questo spazio per parlarne.

Anzi, con l’occasione se qualcuno ha qualche dritta per darmi un aiutino tante grazie…sono disponibile anche per fare uno stage (magari part-time) anche se ho 33 anni…quel che si dice non mollare mai..eheh

logo.jpegNello scrivere ho anche creato varie categorie del blog sotto le quali archiviare post coerenti con uno stesso argomento. Una di queste è la città che cambia” in cui ho scritto delle novità e dei cambiamenti in atto in città, il tema dell’area metropolitana, del tram, le nuove opere, temi quali l’Auditorium, il nuovo centro culturale Altinate etc. Un altra categoria è quella del “turismo” in cui ho parlato delle varie attrazioni di interesse turistico in città, delle bellezze architettoniche, artistiche della città che spesso coincidono con un altra categoria, quella intitolata “cultura, tempo libero e vita notturna”. C’è la categoria dei “personaggi illustri” in cui parlo dei vari personaggi, padovani di nascita e non, che hanno comunque legato il proprio nome e la propria opera alla Città del Santo. Abbastanza ricca di post è la categoria “Vecchia Padova (cultura popolare)” in cui parlo della cultura popolare e della città che vive sopravvive solo nei ricordi di chi ha superato una certa età e anche oltre, magari tutelata e ricordata in libri e stampe antiche. Non poteva mancare la sezione dedicata al “Calcio Padova 1910″ di cui sono un grande tifoso, specialmente nell’anno in cui il club biancoscudato compie 100 anni dalla sua fondazione, ufficialmente il 29 gennaio prossimo (evento che sarà festeggiato il 23 allo stadio Euganeo in occasione della partita Padova-Reggina). C’è l’angolo semiserio “El cantòn del cogo” in cui io, che più che un cuoco sono una buona forchetta, presento alcune “ricette tipiche”.

Per finire i numeri. Fino al mese scorso le visite e i contatti sono cresciuti esponenzialmente fino a raggiungere una media di circa 300 visite al post del giorno con punte vicine ai 400, e circa 600 del blog in generale con punte vicine ai 1000. Considerato che ho iniziato da zero e che sono un comune cittadino come tanti altri e non un autorità ne un opinion leader, non mi pare affatto male!

Il venerdì spesso parlo degli eventi del fine settimana, ho parlato delle neo associazione culturale Arte Laterale cui faccio parte, PadovaNews riporta su Twitter i miei post (grazie!) sicchè se avete idee, consigli, suggerimenti su come scrivere, su cosa scrivere e cosa promuovere e idee per promuovere questo spazio vi ringrazio anticipatamente! Grazie e buon inizio settimana!

Alberto

(seguimi su Twitter: @albertobotton

su Linkedin : Alberto Botton )

 

 

7-caffè pedroc.sud.jpgCiao a tutti, quest’oggi per il post di fine settimana volevo darvi alcuni suggerimenti qualora decideste di passare il pomeriggio di sabato facendo shopping o per una passeggiata la domenica.

Mi rivolgo ai padovani ma anche a chi abita fuori città, vicentini, veronesi, ferraresi, mantovani e chiunque stesse pensando di trascorrere il week end a Padova o anche solo un pomeriggio. Beh se girate per il centro, passando in rassegna vetrina per vetrina alla ricerca di qualche ultima occasione in saldo da acquistare, sappiate che per staccare un po’ e per passare qualche ora diversa dalle solite avete una nuova opportunità.

Il sabato pomeriggio, alle ore 15, infatti, a Padova sarà possibile fare una breve ma interessante visita guidata per le vie del centro storico, quelle più centrali, la zona del ghetto, le piazze, il Pedrocchi (vedi foto in alto a destra da PadovaCultura). Una visita per tutti, concentrata, in un raggio di poche centinaia di metri ma molto interessante e che credo possa essere una valida opzione anche per famiglie padovane con prole al seguito o chiunque voglia conoscere un po’ meglio Padova. Questo vale anche per i padovani, ovviamente, visto che ormai siamo abituati a camminare a testa bassa senza sapere e conoscere i luoghi che viviamo tutti i giorni. Si parte dalla Sala Verde del Caffè Pedrocchi (di cui ho parlato nel post Lo storico Caffè Pedrocchi e gli studenti ribelli di Padova“) e attraversato lo Stabilimento Pedrocchi si arriva sul Liston davanti al Palazzo del Bò (sede dell’Università) e al Municipio. Poi ci si addentrerà nelle vie del ghetto ebraico e sarà possibile visitare la prima sinagoga di rito tedesco inaugurata nel 1525 e quella nuova. Attraversato il ghetto si arriverà in Piazza delle Erbe e passando sotto al Palazzo della Ragione si arriverà in Piazza della Frutta per poi far ritorno al Caffè Pedrocchi dove si visiterà il Piano Nobile ed il Museo del Risorgimento e dell’Età Contemporanea. La visita si conclulderà con la degustazione del famoso Caffè Pedrocchi macchiato alla menta. Per info su bliglietti e prenotazioni clicca quì.

Mercatini.jpegDomenica, come tutte le 3° domeniche del mese, ci sarà in Prato della Valle il tradizionale mercatino dell’antiquariato. Che siate dei veri e propri appassionati del genere o che comunque siate interessati a sbirciare tra le moltissime bancarelle di mobili antichi, cianfrusaglie, libri, vecchi dischi, cartoline e quant’altro, giusto come pretesto per fare una passeggiatina per meglio digerire il pasto domenicale sappiate che anche quì, in Prato, c’è un’interessante diversivo. Mi riferisco al Museo del Precinema-Collezioni Minici Zotti (vedi foto a destra dal sito ufficiale), ospitato nel quattrocentesco Palazzo Angeli che, in occasione della domenica del mercatino d’antiquariato, apre gratuitamente…almeno a me è arrivato l’invito via facebook.

Lanterna-Magica-Pettibone.JPGLeggete quì! Insomma se passate domenica per il Prato della Valle approfittatene per visitare questa curiosa collezione che vi proietterà all’inizio del secolo scorso nell’era pre cinema e delle lanterne magiche. Quella Minici Zotti è una delle più straordinarie collezioni di lanterne magiche del mondo. Il museo è aperto dalle 10 alle 16 e sono previste anche due proiezioni alle 12 e alle 14 riguardo al mondo della visione prima del cinema.

 

Poi questo è anche il week-end del Bike Expo in Fiera e ci sono altri eventi e spettacoli in città, ma non posso certo parlarvi di tutto e quindi spero di avervi dato comunque informazioni interessati. Buon fine settimana! Ciao ! 😉

colli-euganei.jpgCiao a tutti! Quest’oggi vi volevo parlare a grandi linee del territorio di Padova. Fino a questo punto ho parlato più che altro della città capoluogo e citato quà e là alcuni comuni della Provincia in concomitanza di qualche evento che vi si svolgeva, in particolare in qualche occasione ho parlato dei Colli Euganei (vedi foto a destra da PadovaNews), giardino e fiore all’occhiello del nostro territorio.

Ho scelto questo argomento anche perchè a leggere non sono solo padovani e ricordandovi anche che a Padova non vivono solo padovani ma anche studenti fuori sede che poi in molti casi divengono padovani d’adozione, categoria credo parecchio nutrita nella nostra città.

Ebbene quella di Padova è la provincia più popolata del Veneto. Non sò i dati precisi comune per comune ma possiamo prendere per buono, con qualche margine d’errore, i dati che ci fornisce Wikipedia che parla di circa 926.000 abitanti. All’interno del territorio padovano possiamo far emergere, in modo semplicistico, due “oggetti” territoriali principali: la città di Padova e la sua area metropolitana, e la provincia di Padova. Dell’area metropolitana padovana ho già scritto mesi fa cercando di far vedere come la città di Padova non può essere ricondotta al solo comune di Padova ma di fatto comprende anche i comuni della prima e seconda cintura che, per quanto mantengano una loro identità, sono stati inglobati nella città capoluogo e con questa mantengano una relazione reciproca inscindibile determinando una città molto più ampia di quanto molti padovani pensino, una città di oltre 430.000 abitanti. Riguardo a questo argomento, al tema della Conferenza Metropolitana di Padova (vedi mappa dei comuni aderenti alla conferenza) e a mie considerazioni sull’argomento leggi “Padova, una piccola città?”.

provincia_padova.jpgPer quanto riguarda la provincia di Padova (vedi a sinistra la carta con le attrazioni turistiche della PadovaCard. Turismo Padova Terme Euganee) non si può certo dire si tratti di un territorio omogeneo e piatto ma presenta aree e zone diverse tra loro per caratteritiche paesaggistiche ma anche e soprattutto per caratteristiche e vocazioni economiche. Da wikipedia-Virgilio Sapere si legge che: “Il territorio, prevalentemente pianeggiante, è attraversato da numerosi corsi d’acqua naturali, tra i quali i principali sono i fiumi Brenta, Bacchiglione e, all’estremo sud della provincia, Adige; accanto ad essi, un fitto intreccio di canali artificiali, tra cui il Canale di Battaglia, il Canale Bisatto, il Canale Piovego. A sud-ovest della città di Padova, oltre l’area delle Terme euganee, sorgono i Colli Euganei, modesti rilievi di origine vulcanica, uniche elevazioni della provincia. La provincia comprende anche una piccola sezione della Laguna veneta, nell’area detta Valle Millecampi“. Indubbiamente quando si parla di provincia di Padova la prima realtà cui si pensa è quella dei bellissimi Colli Euganei, da 20 anni esatti un Parco Regionale anche se atipico, visto che assai urbanizzato ma dagli straordinari scorci paesaggistici, ricchi di storia e cultura che fanno dell’area un vero e proprio giardino per rilassarsi, fare paesaggiate, scoprire ville e borghi antichi, gustare la cucina del territorio e i suoi prodotti tipici.

Un altra area significativa è l’area termale delle Terme Euganee comprensiva di diversi comuni il più famoso dei quali Abano Terme è incluso nella realtà metropolitana di Padova (leggi sopra). Un’area dalla forte vocazione turistica legata alla cura del corpo, al benessere, vocazione che oggi si traduce in un impegno e ad un piacere all’accoglienza che permane dall’epoca degli antichi romani quando le terme euganee erano  gìà meta prediletta per via dei miracolosi fanghi. Una zona a ridosso del Parco Regionale dei Colli Euganei e in grossa parte afferente a questo che insieme costituiscono un perfetto abbinamento cura del corpo e della mente per chi volesse trascorrere qualche giorno da queste parti.

MontagnanaP02.jpgLa zona della bassa padovana, a sud dei Colli Euganei, è quella meno abitata, in cui l’agricoltura ha un peso importante così come la produzione di prodotti tipici, famosi della zona sono il prosciutto di Montagnana e i vini Doc di Merlara. I centri principali della zona sono le cittadine di Monselice, Este e Montagnana (vedi a destra le foto delle mura dal sito Magico Veneto) ricche di storia con castelli e cinte murarie, musei archeologici e palazzi nobiliari che rendono l’area interessante sotto il punto di vista culturale-turistico. Sempre a sud verso la provincia di Venezia c’è la zona della Saccisica, Piove di Sacco e dintorni.

Piazzola_P06.jpgLa zona dell’alta padovana, invece, rientra nel quadrante produttivo del Veneto centrale, quello dei capannoni, delle industrie e dell'(ex) miracolo del Nord Est, nonostante tutto ancora punto di forza dell’economia italiana. In un territorio che era caratterizzato da una bellissima campagna, quest’area si è potuta arricchire negli ultimi 30 anni grazie ad uno sviluppo economico fondato sulle piccole e medie imprese, quelle nate a fianco delle abitazioni e cresciute in due generazioni, quel modello definito della Terza Italia dagli economisti. In questa zona spicca indubbiamente Cittadella, altra città murata, e Piazzola sul Brenta (vedi foto a sinistra dal sito Magico Veneto dei laghetti ex cave dell’area naturalistica lungo il fiume Brenta) con la sua bellissima Villa Contarini.

Ovviamente non posso descrivere nei minimi particolari l’intera provincia in un unico post ma questo articolo può servire come introduzione alla nuova categoria “La provincia” sotto la quale scriverò riguardo al territorio provinciale. Saluti e alla prossima! 😉

 

 

16149_368939685404_291409595404_10054337_2597792_n.jpgProprio nella settimana in cui è stata annunciata la candidatura di Venezia per le Olimpiadi 2020 si era tenuto ad Altavilla Vicentina un convegno dei giovani industriali che voleva proporre la candidatura del NordEst come capitale europea della cultura. Riguardo a questo avevo scritto la mia opinione sull’altro mio blog (che non ho mai aggiornato molto spesso) Padua Bloggers’ Inn (leggi quì) prima che venisse diffusa la notizia della candidatura dell‘area metropolitana veneta Padove Treviso Venezia (PaTreVe). Nei primi giorni infatti si parlava non di Venezia ma di area metropolitana veneta..successivamente, visto che per regolamento deve essere iscritta una città e non un’area istituzionalmente inesistente, si è deciso, giustamente, per Venezia, la città che a livello di immagine più rappresenta il Veneto nel mondo.

In entrambi i casi comunque a me è parso evidente come sia emersa l‘esigenza di fare rete, sistema, di riorganizzare un territorio così policentrico come il Veneto e così non ancora ben integrato al suo interno. Pensiamo alla mobilità ad esempio. Che senso avrebbe parlare di area metropolitana veneta quando all’interno della stessa si fa così fatica a migliorare l’accessibilità e i collegamenti al suo interno. Basti pensare che per raggiungere l’areoporto di Treviso da Padova si deve percorrere una strada ipertrafficata come la Noalese…

Quindi, come accade i questi casi, il successo di grandi eventi come Olimpiadi, mondiali di calcio, capitali europee della cultura e quant’altro è decretato dagli effetti duraturi o meno che l’evento lascia sul territorio. Per l’evento in sè, infatti, e per poterlo ospitare è necessario organizzare e predisporre il territorio in modo ottimale e possibilmente in modo tale che a evento  terminato ci possa essere un miglioramento delle infrastrutture, una migliore immagine etc, una città più bella e funzionale. Nella storia dei grandi eventi ci sono casi di successo e altri di fallimento; per il primo caso potrei citare le Olimpiadi di Barcellona mentre per il secondo i mondiali di Italia ’90 che ha consegnato impianti per lo più pessimi e anticalcio per tralasciare altro.

Senz’altro, quindi, nel portare avanti la candidatura di Venezia per le Olimpiadi del 2020 si sta già pensando alle infrastrutture, alla mobilità (in Veneto sicuramente dovrà essere completata la metropolitana di superficie come minimo) oltre che agli impianti sportivi molti dei quali da costruire ex novo. Senz’altro è un’evento dalla forte connotazione turistica e quindi il Comitato ha organizzato gruppi di lavoro specializzati nei vari settori, anche in quello del turismo e dell’accoglienza. Per info sul piano che si sta predisponendo, presentato a fine 2009 a Padova, vi rimando al sito del Comitato Venezia2020 di cui potete leggere su facebook, twitter e vedere video su youtube e foto su flickr.

mappa_Venezia2020b.jpgDa quanto è stato presentato, una prima idea sulla distribuzione (vedi immagine a sinistra presa dal sito del Comitato) degli eventi sportivi (non so se definitiva) vede Venezia, come è normale che sia, ospitare il villaggio olimpico, i principali eventi nella zona di Tessera dovrebbe essere costruito il nuovo stadio mentre per quanto riguarda Padova pare che la nostra città ospiterà, se mai la candidatura veneziana fosse accolta, sport popolari come il rugby e soprattutto meno popolari come equitazione, badminton, tiro a segno, forse nuoto mentre saremmo esclusi dalla competizione calcistica assegnata invece a Verona (che c’entra con l’area metropolitana veneta), Vicenza, Trieste e Udine (per allargare il concetto di Venezia all’intero NordEst).

Per quanto mi riguarda non è che contesto la decisione di escludere Padova dalla competizione calcistica perchè vorrei vedere il calcio a Padova. Interessa poco il torneo olimpico di calcio di per sè ma interessa moltissimo nell’ottica di quella che i tifosi del Padova vorrebbero fosse l’occasione per restaurare lo stadio Euganeo ed eliminarne la pista, che pare, non verrebbe utilizzata neppure…Su questo tema parlerò ancora perchè ritengo che se ne debba parlare. Spero che lo stadio Euganeo verrà comunque restaurato tra qualche anno come detto dall’assessore Sinigaglia, Olimpiadi o non Olimpiadi, ma questo evento poteva essere l’occasione giusta per cercare di realizzare un impianto per il calcio moderno e funzionale degno di una città europea conforme alle direttive Uefa oltre che l’occasione per accogliere moltissimi turisti  e sportivi da tutto il mondo.

In ogni caso, fuori da ogni dubbio, sosteniamo tutti la candidatura di Venezia 2020 perchè sarebbe davvero importante per tutto il Veneto!

 

C_1_Immagini_5258_Immagine.jpgCiao a tutti! Quest’oggi vi parlerò di un evento molto importante che avrà luogo nella nostra città. Si tratta della cerimonia di chiusura dellanno internazionale dell’astronomia, in concomitanza con le celebrazioni dell’anno galileiano in cui si sono celebrati i 400 anni dalle prime esplorazioni di Galileo Galilei (vedi nella foto in basso a destra la sua cattedra), il noto scienziato pisano che a Padova, da docente universitario trascorse a suo dire “li diciotto anni migliori di tutta la mia età”.

Ebbene Padova ha iniziato e proseguirà per tutto il week-end a celebrare le scoperte di Galileo e l’astronomia in generale, materia che indubbiamente affascina grandi e piccini. Da Padovanet si legge:”Un anno che ha visto svolgersi, in oltre 145 Paesi del mondo, la più grande operazione di divulgazione della scienza mai tentata. Una opportunità che ha restituito all’Italia la giusta immagine e il ruolo che le spetta nel campo astronomico, senza dimenticare che proprio a Padova Galileo Galilei, nel 1609, alzò per la prima volta al cielo il suo cannocchiale.

P1010858b.JPG A conclusione dell’Anno internazionale dell’astronomia, l’Unesco, l’Unione astronomica internazionale e l’Istituto nazionale di astrofisica hanno chiamato a raccolta più di 300 astronomi, storici della scienza, scienziati e autorità politiche e diplomatiche per la cerimonia di chiusura.
Un momento per fare il punto sul lavoro svolto nel 2009 e per parlare dei progetti della ricerca astronomica per il prossimo decennio.
La data della cerimonia di chiusura, 9 e 10 gennaio 2010 , è stata scelta perché ricorrono in quei giorni esattamente 400 anni dalle prime fondamentali osservazioni di Giove effettuate da Galileo.

In ricordo di quelle importanti notti di 400 anni fa sono state organizzate a Padova, da Inaf e Comune di Padova, varie iniziative per coinvolgere anche il pubblico in questo momento di chiusura dell’Anno internazionale dell’astronomia”. Queste iniziative sono state organizzate sotto il nome “Galileo, le lune ed il cannocchiale“.

header.jpg

Sabato 9 e domenica 10 ci sarà un’importante convegno intitolato “Astronomy Beyond 2009 (vedi quì a sinistra il logo dell’evento) cui parteciperanno centinaia di scienziati da tutto il mondo che si terrà in Aula Magna  del Palazzo del Bò (sede dell’Università dal 1493) e a cui si può accedere solo su invito.

 

Al centro culturale Altinate una delle iniziative più suggestive. Sarà, infatti, possibile ammirare il cannocchiale originale usato da Galilei 400 anni fà nonchè un frammento di Luna (si, proprio un frammento di suolo lunare!) proveniente dalla Nasa. Dopo la mostra allestita la scorsa primavera, di cui io stesso avevo parlato (leggi quì), intitola “Il futuro di Galilei”, uno dei personaggi illustri legati a Padova, a chiusura dell’anno internazionale dell’astronomia quello strumento che di fatto gli ha dato “l’immortalità” torna a casa…passatemi l’espressione.

355_Padova_pd_Cattedra di Galileo.jpgFaranno parte dell’evento anche spettacoli teatrali e visite guidate alla Specola, l’osservatorio astronomico nonchè osservazione di Giove e i suoi satelliti dal Prato della Valle, tempo permettendo. Per info clicca quì.

Se volete leggere (vi invito a farlo)il racconto di come il frammento di luna ha raggiunto Padova nei giorni scorsi, così come il cannocchiale di galileo, video ed interviste varie vi segnalo il blog, “Galileo, le Lune e il Cannocchiale“.

Insomma da quanto anch’io ho capito scrivendo questo post Padova si presenta come una città importantissima per la scienza. Bugia. In realtà lo sapevo. Oltre ad un’università prestigiosa, una delle più antiche d’Europa, a Padova sono varie le materie scientifiche che tutt’oggi rappresentano l’eccellenza a livello nazionale ed anche internazionale: la medicina e l’astronomia sono tra queste. Non a caso la cerimonia di chiusura dell’anno internazionale dell’astronomia è stato programmato quì! Poi non vorrei mettere troppa carne al fuoco ma ricordo il 2009 è stato l’anno della realizzazione del nuovo e bellissimo planetario. Per gli appassionati una visita è d’obbligo! Visita il sito del nuovo Planetario di Padova. Per il calendario degli spettacoli di questo mese clicca quì.

E voi che farete? Una visita al centro culturale Altinate a vedere il cannocchiale di Galileo e il pezzo di luna io l’ho già fatto! Guardate quì sotto le foto del cannocchiale e del frammento di luna! 😉

P1010850b.JPGP1010851b.JPG