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Vi state ponendo interrogativi riguardo al titolo di questo post? Vi sembra forse un po’ strano? Ritenete probabile che io possa aver assunto sostanze psicotrope? No, vero? Infatti niente di tutto questo. Con questo titerolo ho voluto semplicemente immaginare una fotografia dal futuro prossimo e cioè il nuovo auditorium di Padova sorvolato da una bella mongolfiera colorata su di un cielo terso. A parte il cielo terso, che considerata la perenne nebbiolina di smog che avvolge l’intera pianura padana, è cosa sempre più rara, tutto il resto sarà infatti possibile o quantomeno ci stiamo avvicinando a questa possibilità.

Innanzitutto perchè il Comune di Padova ha sottoscritto una convenzione con l’Associazione sportiva “Voloinmongolfiera” per voli turistici in mongolfiera con decollo da determinate aree verdi e parchi cittadini. I prezzi non sono proprio popolari ma immagino che i costi siano notevoli per il combustibile, l’equipaggio, l’assicurazione, il rimborso per il pilota. Per i residenti a Padova ci sarà uno sconto del 10%. Immagino che deve essere proprio suggestivo, un’ emozione unica quella del viaggio su questo mezzo antico, romantico direi, e pieno di fascino quale la mongolfiera, mezzo che rimanda ad idee oggi troppo rare come la spensieratezza, la leggerezza e la libertà e che era il sogno per un regalo di laurea di una persona che speravo mi rimanesse amica. Pensando alla mongolfiera mi viene in mente (e non solo a me, credo) il romanzo “Il giro del mondo in 80 giorni” e quindi grandi distanze, sorvolo di una grande varietà di ambienti naturali, montagne, laghi e fiumi ma ritengo che come dall’alto si possa godere dello spettacolo della natura così si possa ammirare anche il paesaggio di una città, una visuale diversa degli edifici, delle vie, delle piazze e dei monumenti che il cittadino attraversa e vede ogni giorno senza farci più tanto caso. Per il turista un occasione per vedere dall’alto e sorvolare magari a bassa quota il Prato della Valle, le guglie della Basilica del Santo, le piazze e il reticolo delle vie del centro storico. Personalmente credo sarebbe davvero l’occasione per sbizzarrirmi con la mia macchina fotografica…Per i dettagli su questa opportunità vi rimando direttamente alla pagina di Padovanet che ne parla in modo approfondito: cliccate quì.

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Per quanto riguarda l’Auditorium invece, pare che finalmente sia stato raggiunto l’accordo tra Comune e Klaus Kada, l’architetto vincitore della gara, che alla fine ha ridotto le proprie richieste, in termini di parcella, alla cifra indicata nel bando, non un euro di più ne uno di meno (leggi l’articolo de “Il Mattino di Padova”). Per Aprile la giunta attende il progetto definitivo dal pool di Kada dopodichè si procederà alla gara d’appalto integrato per quello esecutivo (leggi l’articolo de “Il Mattino di Padova”). Dagli articoli dei giornali locali si avverte una certa soddisfazione (giusta direi) da parte dell’amministrazione comunale perchè finalmente pare si sia rimesso in moto questo progetto che rischiava di arenarsi e magari con il tempo rimanere solo un sogno. Nelle scorse settimane qualcuno contrario a questo progetto aveva ventilato una certa preoccupazione per un possibile rischio idrogeologico che avrebbe potuto minare la stabilità della Cappella degli Scrovegni. Successivamente però la commissione cultura della Cappella degli Scrovegni ha scongiurato questo pericolo (leggi l’articolo de “Il Mattino di Padova”). In ogni caso, se tutto procederà per il meglio e se il progetto esecutivo supererà le varie perizie, i lavori non potranno iniziare prima del 2011 anche perchè prima c’è da liberare la zona spostando l’attuale stazione delle corriere alla nuova sede vicino alla stazione fs.

Sul progetto della nuova casa della musica e del conservatorio (vedi immagine a sinistra) mi viene da dire che è proprio spettacolare e che finalmente anche nella nostra città, potremo avere un bell’esempio di architettura contemporanea. Senz’altro poi si dovrà pensare a come riempire il contenitore, incombenza che immagino verrà data a qualche fondazione, questione che riguarda anche l’altro spazio culturale aperto e cioè il centro culturale Altinate e magari nel prossimo futuro anche il Castello dei Carraresi. E chissà se anche quest’opera sarà in grado di far scattare un “effetto Guggenheim” e quindi attrarre visitatori in città per l’opera architettonica in sè oltre che per i contenuti e la musica proposta, un po’ come per il museo Guggenheim di Bilbao.

Ecco quindi, che se già dalla prossima primavera sarà possibile sorvolare Padova su una mongofliera, tra qualche anno (speriamo) sarà possibile sorvolare anche l’auditorium! 😉

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Notizie Flash:

– Il cavalcaferrovia Sarpi-Dalmazia sarà inaugurato mercoledì prossimo alle ore 18,00 per esaltarne l’illuminazione. L’altra sera passando nelle vicinanze ho visto infatti l’arcata del ponte illuminata di un blu scuro in grado di fare dell’opera un punto di riferimeno visuale per la zona circostante. Quest’opera è molto importante perchè consentirà al metrobus di passare sul cavalcavia Borgomagno e contribuirà ad unire la zona Arcella al resto della città, concetto che ho espresso tempo fa nel post “Dai Arcella, la città ti aspetta”.

-Nel post di lunedi, “Eremitani; cresce la zona pedonale!”, ho parlato del progetto di riqualificazione della zona degli Eremitani sottolineando che diverrà zona pedonale nel momento in cui aprirà il nuovo parcheggio ex-Cledca. La notizia di oggi è che tale parcheggio aprirà per la prossima primavera, si chiamerà “Park Eremitani” e avrà 790 posti:160 per la vendita e 630 per sosta a rotazione. L’autosilos sarà affincato da un complesso commerciale di 5 piani in cui troveranno posto negozi e uffici. Non solo un parcheggio quindi.

 

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Non mi si venga a dire che parlo sempre di Calcio Padova! 😉 A parte gli scherzi, è vero, questo è un blog che vuole parlare di Padova in generale e non un blog di calcio, cosa di cui spero vi sarete accorti. D’altra parte se qualcuno non ama in modo particolarmente il calcio o, peggio, non è tifoso o quantomeno simpatizzante della squadra della propria città o della città in cui vive, studia o lavora, potrei tranquillamente dirvi che il seguente post non è un post calcistico. Poi, se devo dirla tutta, non ho mai parlato di calcio in senso stretto ma di quello che il calcio può rappresentare per una città, per i propri tifosi e della relazione tra queste componenti di Padova. La gente, i tifosi e la loro squadra: relazione che nell’anno del Centenario acquista senz’altro un valore particolare, nobile, romantico specie per coloro che tengono particolarmente a “valori” quali la storia, a tradizione, la “maglia” e  simboli come il grande biancoscudo cucito sul petto. Tutti aspetti questi che vanno ad arricchire l’identità di una città e che appunto in questa ricorrenza (i 100 anni) è giusto sottolineare. Quanto vi sto dicendo oggi infatti, così come quando la settimana scorsa vi ho parlato del mitico Stadio Appiani (leggi il post) non può essere annoverato sotto la categoria “calcio” o quantomento non solo. Questa è cultura popolare, questa è cultura cittadina.

La prova che non sto vaneggiando o che sta dando troppa importanza ad un gioco è data dal fatto che la Mostra del Centenario che apre oggi, alle ore 18,30 e che durerà un mese, fino al 6 dicembre, si terrà al nuovo Centro Culturale Altinate, il centro che sta diventando la piazza culturale della città, in pieno centro storico e che da un anno e più ha aperto i battenti presso l’ex tribunale di via Alessi (io stesso ne ho parlato più volte nel mio blog: leggi quì). La mostra,  realizzata dall’architetto  Stefano Battaglia e organizzata dal Calcio Padova in collaborazione con il Comune, presentata nei giorni scorsi alla stampa è una figata pazzesca, passatemi il termine. Pensata come un percorso fatto di pannelli attraverso i quali sarà possibile ripercorrere i 100 anni di storia e ricordarne i protagonisti, la mostra è impreziosità da vari strumenti tecnologici come il touch screen, video all’interno di un grande pallone che proietterà i goals ed i momenti salienti della storia biancoscudata. Si tratta di una mostra che fa propri i principi dell’edutainment (education + entertainment), quindi, imparare attraverso il divertimento. Ecco perchè è particolarmente indicata per i bambini, le scolaresche, che verranno a visitarla. La mostra quindi punta a sottolineare l’importanza di questo traguardo e lo farà emozionando i propri visitatori che potranno, tra le altre cose, ascoltare in sotto fondo i cori e gli applausi del tifosi registrati allo stadio.

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In questo momento di gioia per tutti, in cui si festeggia il Centenario con una squadra in serie B, il mio pensiero va a due grandi persone che avevano il Padova nel sangue e nel cuore. Mi riferisco al capitano Aurelio Scagnellato, gran persona e protagonista di anni e anni di sfide all’Appiani con i suoi panzer e Nereo Rocco, capaci di imprese memorabili e poi da sempre nell’entourage del Calcio Padova. E ovviamente mi riferisco a Gildo Fattori, the “voice”, il radiocronista per eccellenza del Padova per molti anni e grande tifoso cui oggi è dedicata la tribuna in cui trovano spazio i “ragazzi della curva”, così li chiamava. Ciao Aurelio e ciao Gildo!

Questa mostra sarà il primo passo verso la realizzazione del museo definitivo che troverà posto allo Stadio Euganeo e se queste sono le premesse c’è da rallegrarsi. Lo scorso anno, in occasione di Liverpool capitale della cultura 2008, sono stato nella città britannica ed ho visitato il museo di Anfield Road, proposto come attrazione turistica (clicca quì per vedere le mie foto su flickr di Liverpool 08, comprese alcune del museo del Liverpool).  Le città britanniche hanno una storia più breve delle nostre città , essendo nate praticamente con la rivoluzione industriale, quindi hanno una maggiore attenzione rispetto a noi nei confronti della loro storia recente e così facendo valorizzando la propria identità. Ecco quindi, che a mio avviso, oltre che cultura popolare, il patrimonio sportivo di una città, è  elemento di identità della città stessa e quindi potenzialmente di interesse turistico; c’è la Padova romana, c’è la Padova dei Carraresi, ma c’è anche la Padova del Novecento, secolo di sicuro interesse per Padova…e forse, dalle mie parole si intuirà una certa invidia per chi ha lavorato e sta lavorando a questo progetto!

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Altra iniziativa che celebra il Centenario è l’uscita del libro “Biancoscudo”, 338 pagine, oltre 600 immagini, uno splendido volume uscito in questi giorni nelle migliori librerie d’Italia. Costa solo 25 euro. E’ stato pensato e realizzato a 7 mani, grazie alla passione e all’impegno di 7 giornalisti padovani sotto la supervisione del giornalista storico (nel senso che è da una vita che si occupa del Padova) Paolo Donà. Ieri sera sono stato all’osteria Barabba per un brindisi con gli autori e con i tifosi che, come me, hanno voluto cogliere la prima occasione per acquistare il libro. Un occasione per sfogliare e commentare questo bellissimo lavoro ed una piacevole serata anche se me ne sono dovuto andare prima del previsto, non prima comunque di una foto collettiva del gruppo dei “tribuni”, che saluto, assieme al grande Antonio Ammazzagatti.

Leggi quì la presentazione dal sito dei tifosi, biancoscudati.net.

Prima di concludere, segnalo la nascita di un nuovo forum, una piazza virtuale in cui alcuni tifosi della Tribuna Fattori aprono ai tifosi degli altri settori con la buona intenzione di creare uno spazio che possa far dialogare tutti a prescindere dal diverso modo di manifestare la propria passione per il Calcio Padova. Il forum si chiama Padovanità e presenta sezioni dedicate alla curva, al Calcio Padova in senso stretto, alla città, con uno spazio in cui si potranno caricare video e filmati vari. I ragazzi della curva saranno un po’ irruenti nel parlare e nel discutere ma non si può certo dire che non sono dei grandi appassionati.

Ciao a tutti e Forza Padova!

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E’ di pochi giorni fa l’annuncio, da parte dell’amministrazione comunale, della prossima pedonalizzazione di via Eremitani e via Porciglia. Con il 2010, una volta pronto il nuovo parcheggio dell’area ex-cledca (800 posti), non si potrà più parcheggiare a ridosso della Chiesa degli Eremitani (vedi foto a destra da wikipedia, facciata della Chiesa degli Eremitani adiacente all’ingresso dei Musei Civici) e l’intera zona verrà pedonalizzata e migliorata con elementi di arredo urbano volti a riqualificare quella che diventerà una nuova piazza pedonale.

Si tratta di una zona che potrebbe rappresentare una cerniera tra il centro storico (in senso stretto), il polo museale  e il nuovo Auditorium quando questo verrà costruito (?), senza contare la vicinanza al nuovo centro culturale Altinate; un’ampia zona, quindi, dedicata alla cultura, al commercio e che, speriamo, acquisterà una certa vitalità. Il parcheggio ex-cledca poi è vicinissmo al centro: a due passi dai giardini dell’Arena, dagli Eremitani, dal centro culturale Altinate e a pochi passi in più dal liston, dalla piazze, dal palazzo del Bò etc etc.

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L’iniziativa è mirata ad integrare la zona con il resto del centro storico perchè allo stato attuale pare esserci una lontananza “quasi psicologica” dal centro e che questa sia vista come una zona di “approdo” per chi parcheggia (vedi foto a sinistra dalle pagine del free press “Il Padova”) e come zona di attraversamento dei pendolari (studenti e non solo) diretti verso la stazione delle corriere a Piazzale Boschetti o verso la stazione Fs.

In realtà non è affatto così visto che questa zona è di notevole interesse turistico. Quì c’è la Chiesa degli Eremitani con all’interno le tombe trecentesche di due importantissimi sovrani della Padova dei Carraresi, c’è il polo museale degli Eremitani e di Palazzo Zucherman (musei civici) c’è l’Arena Romana con i suoi giardini e la Cappella degli Scrovegni, nota in tutto il mondo per gli affreschi di Giotto, ed è qui vicino che dovrebbe sorgere il nuovo Auditorium di Klaus Kada.

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Impegnati nell’opera di riqualificazione della zona saranno il vicesindaco Ivo Rossi, Luisa Boldrin e Marta della Vecchia rispettivamente assessori ai Lavori pubblici e al Commercio. Anche Ascom e Confesercenti infatti parteciperanno cercando di stimolare attività commerciali, magari un ristorante, perchè queste contribuirebbero a creare un maggiore interesse attorno all’area. Con la pedonalizzazione la zona sarà abbellita con una nuovo pavimentazione, con interventi di arredo urbano e un’adeguata illuminazione.

E’ previsto che dall’estate 2010 (foto a destra estratta dalle pagine de “Il Corriere del Veneto”) questa zona diverrà una “porta” verso le piazze del centro storico e in quest’ottica verrà cambiata la viabilità.

Dal sito di Ivo Rossi, potete leggere la rassegna stampa su questo progetto. Cliccate quì.

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Ciao a tutti e benritrovati per quest’ultimo post della settimana. Molti di voi, immagino la maggioranza, starà trepidando in attesa del meritato riposo del fine settimana. Per chi lavora anche durante il week-end vorrei spendere un incoraggiamento e dir loro che per questo fine settimana ci saranno delle occasioni per rilassarsi e divertirsi durante le serate, anche se chi lavora o ha la prospettiva di svegliarsi presto la mattina non si può godere il fine settimana come gli altri…Con l’occasione saluto i miei colleghi dell’ikea, in particolare il gruppo gangsters anti mz (un messaggio inter nos), molti dei quali inizieranno a lavorare alle 5 di mattina, anche nei week-end, cosa che stavolta io non farò causa malattia.

Iniziamo con la prima proposta. Fino a martedì sera ci sarà a Noventa Padovana, un comune a 8 km da Padova che funge da “cerniera” tra la città e la riviera del Brenta, abitato ricco di storia ed interessante per le sue ville, la mitica e storica “Fiera d’autunno”, meglio conosciuta come Sagra del Folpo (vedi foto in alto a destra) con vari stand enogastronomici e mostra dell’artigianato locale. Ci sarà lo spazio per il ballo liscio e per la musica giovane, domenica mattina anche gli sbandieratori di Montagnana. Da wikipedia si legge:

“La fiera d’autunno è di tradizione seicentesca, come dimostrano i documenti storici del periodo. Lo storico Andrea Gloria nel manoscritto Territorio Padovano illustrato del 1862 riporta che proprio a Noventa “frequentatissima v’è la fiera annua in ottobre della quale Girolamo Vendramin ottenne la conferma il 1758, trasferita dalla seconda all’ultima domenica di ottobre per la Ducale 11 settembre 1776″. La fiera infatti cadeva nella domenica della Madonna del Rosario, festa molto sentita dagli abitanti del tempo e favoriva l’economia agricola locale, ampliando il mercato di bestiame e prodotti della terra. La Serenissima concesse infatti una franchigia dai dazi per le merci commerciate nella sagra di Noventa. Non mancava tuttavia la componente del diventimento: i cittadini erano intrattenuti da attosi girovaghi e dalle bancarelle con i prodotti gastronomici locali. Oggi, d’altra parte, la fiera ruota attorno all’artigianato locale, alle attrazioni per bambini e ai folpari, ossia i venditori di polipi caldi.”

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Seconda proposta proposta, questa volta per sabato 24 ore 15,30, è Padova-Triestina, un derby molto sentito dalle opposte tifoserie  che manca da qualche anno ormai. Una sfida senz’altro affascinante perchè avviene tra due società gloriose del panorama calcistico italiano che condividono la memoria del grande allenatore triestino Nereo Rocco, che allenò sia la Triestina (che ne ha intitolato lo stadio) sia il Padova.  Il Padova ci arriva dopo la splendida impresa di Grosseto riuscendo a rimontare due gol alla squadra maremmana e, quindi, con tutte le intenzioni di continuare  a volare sulle ali dell’entusiasmo per far divertire e sognare i propri tifosi. Per informazioni sulla prevendita clicca quì.

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Per la serata di sabato altra proposta. Vi piace la musica rock indipendente, un po’ alternativa? Sabato sera 24 ottobre al circolo ARCI Unwound di via Fows, angolo via Dalmazia, proprio all’altezza del nuovo cavalcaferrovia Sarpi-Dalmazia, ci saranno I Giardini di Mirò. A me piacciono molto. Anche se non amo mettere etichette e dare definizioni sterili rispetto ai generi musicali potremo dire che la band di Cavriago, vicino Reggio Emilia, suona un rock postmoderno; così dicono i critici. Musica comunque suggestiva e d’atmosfera che a mio avviso è molto adatta alla location…Se Brian Eno face un disco “Music for airport” con l’obiettivo di creare una musica d’atmosfera, ambient appunto, per gli aereoporti, potremo dire che la musica dei Giardini di Mirò potrebbero “vestire” altrettanto bene il circolo Uunwound, sicuramente il locale “underground” di Padova per eccellenza.

E domenica mi chiederete voi? Beh domenica uscita libera…eheh. Magari una bella gita fuori porta. Qualche idea ve la possono dare anche i miei “colleghi” local blogger di altre città. Ricordo che il blog che state leggendo rientra nel progetto VirgilioCittà. 15 blog per 15 città italiane; io, ovviamente, sono il blogger di Padova. Le altre città venete che fanno parte di questo network sono Venezia e Verona. Se volete avere un panoramica e leggere anche i blog di altre città, magari per cercare idee e consigli per trascorrervi qualche fine settimana, vi segnalo il link a VirgilioCittà.

Ciao a tutti e buon fine settimana!

 

Chi legge questo blog ha ormai capito che sono tifosissimo del Padova, la squadra della nostra città a qui pure sono molto legato, città viva che offre molti temi di discussione; ho infatti fin cui parlato degli argomenti più svariati come i personaggi illustri che vi hanno soggiornato, le bellezze artistiche, le linee di sviluppo della città, il turismo in città e provincia, le offerte culturali, la vivacità del suo centro storico.

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Lo Stadio Appiani, baluardo della patavinitas

Quest’oggi tuttavia voglio parlare ancora una volta del Calcio Padova, non esaltando le gesta della squadra che indubbiamente lo meriterebbe, ma celebrando un luogo che negli anni è diventato un simbolo, quasi uno spazio “sacro” passatemi l’esagerazione, per la città. Nell’anno in cui il Calcio Padova compie 100 anni è giusto celebrare la storia di questo club (leggi la storia cliccando qui) che tanto ha significato per i padovani doc, quantomeno quelli orgogliosi di esserlo. Si, perchè da questo punto di vista Padova è un po’ come Milano e conta tra i proprio abitanti molte persone che sono diventati padovani d’adozione, ex studenti fuori sede rimasti in città dopo la laurea, ad esempio, e che quindi magari non si sono affezionati (per ora) ai colori biancoscudati. Sarà un post lungo, portate pazienza e leggete tutto fino alla fine o quantomeno vi invito a seguire i link che mi metterò.

Se la squadra ha celebrato in modo strepitoso questi 100 anni conquistanto sul campo la serie B dopo 11 anni e iniziando il campionato in modo altrettanto strepitoso io vorrei, a modo mio celebrare questi 100 anni parlando del mitico Stadio Appiani, il tempio del calcio cittadino  per 70 anni dal 19 ottobre 1924 (Padova-Andrea Doria 6-1) al 24 maggio 1994 (Padova-Palermo 0-0)in cui generazioni di padovani hanno trepidato e grondato passione per decenni. Leggete questo bellissimo ricordo da parte di un tifoso , Sandro Baraldi, sul sito del tg di telenuovo.

Un luogo quindi che è stato vissuto da molte generazioni di padovani e, parlando con i tifosi che l’hanno vissuto, ognuno è in grado di tirare fuori i propri aneddoti, spesso legati agli anni più felici del Calcio Padova piuttosto che della propria vita che come diceva Nick Hornby nel suo bestseller Febbre a 90° è per i tifosi collegata e corre parallela a quella del proprio club. La scorsa primavera si è celebrato, sempre all’interno delle celebrazioni per il Centenario il Nereo Rocco day, con partita di giovani calciatori del Padova accompagnati dai Panzer di Rocco degli anni ’50, il capitano Zanon, il campione svedese Kurt Hamrin, Humberto Rosa e altri che nell’occasione hanno ricordati i compagni che ora non ci sono più, il tutto prima della presentazione del bellissimo libro di Gigi Garanzini, “Nereo Rocco”, alla presenza appunto dei vecchi miti del passato. In quell’occasione feci alcune foto ed in particolare parlare con un anziano tifoso che orgogliosamente esibiva la sua bandiera che porta allo stadio da 40 e passa anni. Vedi le foto cliccando di seguito: foto 1, foto 2, foto 3, foto 4

Ormai è da 15 anni che lo Stadio Appiani non è più lo stadio del Calcio Padova, trasferitoso nel nuovo quanto pessimo Stadio Euganeo ma l’attaccamento a questo luogo rimane immutato proprio perchè è diventato un baluardo, uno degli ultimi, della Padova popolare, a mio avviso. Le città cambiano, certamente, ma ci sono alcuni luoghi che è giusto preservare se non altro per una questione di identità.

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Ricordi personali:

Se penso all’Appiani la mia mente va a quando fin da ragazzino mi recavo allo stadio con mio papà o mio zio, a volte con un mio amico e il padre iscritto al mitico Club Dea Cioca della Paltana, uno stadio strapieno di gente, stretta come sardine, ricordo il profumo dell’erba del campo, e del tabacco di chi mi fumava accanto e di come a volte mio papà mi doveva alzare sulle sue spalle per farmi vedere meglio la partita. Erano i primi anni ’80 in cui ricordo ancora militavano Cerilli, il portiere Maiani, Boito, Restelli e altri. La cosa che da bambino mi faceva sorridere era che sembrano tutti uguali i giocatori del Padova, quasi tutti con i capelli ricci scuri e con i baffi (vedi Fellet, Rastelli, Fanesi, Giansanti, Perego) bah..sarà stata la moda di quegli anni. Avevo 7 anni o giù di lì e mi ricordo ancora il che è tutto dire…E poi gli annunci pubblicitari, sempre gli stessi “Trenfor, casa della poltrona a Roncaglia di Ponte S. Nicolò”, “Caffè bianco o caffè nero? Il Caffè che vale un Perù” o la simpatica macchietta che vendeva caramelle agli ingressi gridando come uno strillone “Caramelle all’anice, all’arancia, doppiamenta..per tutta la partita. ‘Na carta da mie”…

Poi il ricordo va agli anni in cui, cresciuto, ho iniziato a frequentare la curva nord dietro lo striscione degli Hell’s Angels Ghetto (vedi foto a sinistra della metà degli anni Ottanta). Anni in cui con la maglia del Padova passarono giocatore come Albertini, Di Livio, Benarrivo, Galderisi, Pippo Maniero e un giovanissimo Alessandro Del Piero. E la curva per me un vero luogo di aggregazione giovanile, di divertimento. Le tribune a due metri dal campo e la passione dei tifosi che incombeva sui giocatori in campo. Una vera arena che incuteva timore reverenziale nei giocatori avversari a tal punto da essere soprannominata la Fossa dei Leoni ( da cui il nome del primo gruppo ultras di Padova, Leoni della Nord).

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Guardando video  e vecchie foto in bianco e nero del mitico Padova degli anni ’50, quello del Paròn Nereo Rocco, quasi quasi ci si commuove pensando a quegli anni in cui il Padova era tra le prime squadre italiane fino a raggiungere il 3° posto in serie A, miglior risultato di sempre, sul finire di quel decennio. In particolare ho in mente due foto: una in cui si vede esultare Humberto Rosa e Brighenti per un gol contro la Roma con alle loro spalle il muro di gente dei popolari e dei distinti (foto a destra che è anche la copertina  del libro di Pino Lazzaro, “La fossa dei Leoni”)  ed un altra in cui l’asso svedese Kurt Hamrin portato in trionfo dopo una vittoria in cui si vede la vecchia tribuna ovest con la copertura in legno con su disegnato lo scudo padovano. Uno stadio suggestivo, all’inglese, che abbinava una perfetta visibilità e che vista la vicinanza del campo dava ai tifosi un ruolo attivo, da 12° uomo in campo, cosa che non può avvenire in uno stadio come l’Euganeo.

L’Appiani è un monumento e come tale va difeso:

Quando è stato annunciato dall’amministrazione comunale l’abbattimento prossimo della gradinata apriti cielo! I tifosi appassionati tutt’ora contestano con forza questa decisione. Durante lo scorso campionato è nato un comitato contro l’abbattimento della gradinata che ha raccolto molte firme per provare a far cambiare idea all’amministrazione, comitato composto da vari tifosi della tribuna Fattori compresa Francesca Appiani, la pronipote di quel giovane e sfortunato bomber del Padova morto in guerra nel Carso e a cui è intitolato lo stadio.

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Per fortuna, poi l’amministrazione ha voluto sottolineare che al posto della gradinata verrebbe realizzata una tribunetta a terrapieno come lo era nelle origini, meno invasiva e che potrebbe diventare una passeggiata verso il vicino parco. L’importante è che poi, non si “smonti” l’Appiani pezzo per pezzo prima di farne poi un parcheggio…questo si sarebbe un vero sacrilegio. L’importante è che rimanga il campo per farci giocare magari le giovanili del Padova affinchè il luogo continui a vivere.

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Una straordinaria iniziativa che celebra questo luogo e che senz’altro aiuterà a perpetuare la memoria del mitico Appiani, è quella di alcuni ragazzi che hanno avuto l’idea di costruire un plastico dello Stadio Appiani (vedi la foto qu’ a destra presa dal blog dei suoi realizzatori). Un modellino in scala 1:87 quindi abbastanza grande, riprodotto fedelmente in tutti i particolari, così com’era nel 1994, suo ultimo anno di attività. Gli ideatori e realizzatori di questa straordinario progetto sono Luca Carnieletto, 32 anni, ed alcuni suoi amici, che la scorsa settimana sono stati omaggiati anche da un articolo di Furio Stella su “Il mattino di Padova” (vedi l’articolo). I ragazzi chiedono un aiuto a chi avesse foto della curva nord e della gradinata est di renderle disponibili in modo tale da rendere il più fedele possibile la ricostruzione del plastico. E’ possibile seguire l’avanzamento dei lavori su internet tramite il blog http://plasticoappiani.blogspot.com/ e pure una pagina su facebook molto partecipata. Pare che l’obiettivo sia quello di terminare i lavori per il giorno 29 gennaio 2010, giorno in cui il Calcio Padova compirà 100 anni e che poi potrebbe diventare un pezzo forte del museo che verrò realizzato presso lo stadio Euganeo.

Per concludere vi segnalo alcuni link ad qualche video davvero d’effetto. Oggigiorno con le nuove tecnologie si possono montare slideshow di foto e musica con una certa semplicità. Alcuni di questi però sono bellissimi e quindi faccio i complimenti a TessaPadova che li ha realizzati. Vedi video 1 e video 2. Nella rete se ne trovano anche altri con immagini storiche come quelle che vi ho segnalato.

Spero che questo post sia stato di vostro gradimento e come sempre vi invito a scrivere le vostre sensazioni, pareri ed in questo caso i vostri ricordi legati allo Stadio Appiani. Ciao e Forza Padova!

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Buon lunedì a tutti!

Ho concluso la settimana proponendovi un invito alla lentezza ma per iniziare bene la settimana e superare le difficoltà da lunedì voglio darvi quella che io ritengo una buona notizia che invece possa rimandare il vostro pensiero a serate di divertimento, energia ed emozione!

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Mi riferisco al fatto che che si sta allestendo presso l’ex Foro Boario in Corso Australia una nuova struttura, il Gran Teatro appunto, che potrà rappresentare un nuovo polo per gli eventi culturali, per gli spettacoli e i concerti, un nuovo punto di riferimento per l’intero Nord Est. Si tratta di una tensostruttura, la cui capienza non mi è ancora chiara, ma comunque immagino sarà di qualche migliaia di posti, almeno 5 o 6 mila spero. Dal comunicato stampa che qualche settimana fa annunciava il via ai lavori di posa della prima pietra si poteva leggere:

“Dal musical alla prosa, dalla musica live al cabaret, dalla danza agli eventi speciali: il Gran Teatro colma un vuoto proiettando Padova tra le grandi città europee grazie ad un programma di eventi straordinario.
Già in calendario la musica dei Simple Minds, le raffinate sperimentazioni dei Porcupine Tree, l’eccezionale ritmo degli STOMP – al Gran Teatro per 3 eccezionali repliche – , uno degli spettacoli più belli degli ultimi 10 anni, e la comicità graffiante di Corrado Guzzanti.
Spazio anche al musical per famiglie Cenerentola, alle arti marziali degli Shaolin e al rock intramontabile degli Europe.
Ma la programmazione evolve ogni giorno e il lungo inverno veneto sarà reso indimenticabile da una serie molto lunga di impedibili appuntamenti.
Già al lavoro oltre 50 tecnici per porre le basi di quello che diventerà il più grande teatro del Veneto: un arcostruttura autoportante, senza ingombri all’interno, lunga oltre 100 metri.
L’innovativo spazio nascerà nell’area dell’ex Foro Boario, in Corso Australia; una zona facilmente accessibile, dotata di un grande parcheggio, ma soprattutto un terreno con grandi potenzialità che grazie a questa operazione verrà completamente riqualificato, divenendo un importante punto di riferimento della vita culturale padovana e del Nord-Est.
Al di là delle ottime vie di accesso, le maggiori qualità del Gran Teatro saranno all’interno: un enorme palco di 18 metri per 14,  in grado di ospitare le scenografie più imponenti e progettato appositamente anche per i grandi musical, un modernissimo graticcio layher, ma soprattutto una platea e una tribuna digradanti che garantiranno una perfetta visibilità.
Gli spettatori saranno avvolti dal calore di un vero e proprio teatro e la tecnologia utilizzata, che permette di non avere ingombri visivi, permetterà a tutti di avere di avere la migliore visibilità.
Grande attenzione anche ai servizi aggiuntivi come il guardaroba, la climatizzazione interna, i servizi igienici di facile accesso, il merchandising e le aree relax, con possibilità di fare uno spuntino e di bere un aperitivo.
Lo staff tecnico del Gran Teatro ha studiato per circa un anno i più importanti teatri del mondo, da Londra a Los Angeles, per creare una struttura capace di garantire il meglio in termini di fruibilità dell’evento e di accessibilità.
Per questo grande importanza è stata data all’accoglienza del pubblico: dal parcheggio alla poltroncina, ogni passo è stato seguito, pensato e progettato con grande cura”

Da quanto si legge sopra le premesse sono buone. Io ho già acquistato i biglietti per i Simple Minds (vedi foto in alto a destra di Jim Kerr, il frontman della band di Glasgow, presa dal sito Zed)! A Padova invece non esiste una struttura fissa  indoor (outdoor viene spesso utilizzato lo stadio Euganeo dove tra gli altri hanno suonato i REM o i Bon Jovi o lo stadio Plebiscito) per spettacoli dal vivo o quantomeno non ne esiste una di confortevole. Il Palazzetto S. Lazzaro non ha mai avuto una buona acustica e immagino lo stesso per i padiglioni della Fiera che pure avrebbero un’altra destinazione d’uso. Questo Gran Teatro, inoltre, è posizionato proprio in un’area strategica dal punto di vista viabilistico, lungo la tangenziale, il Corso Australia, e molto vicino al casello autostradale di Padova Ovest, e quindi raggiungibile con facilità da chi viene da fuori.

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Apro una breve parentesi. Questa del Gran Teatro potrebbe essere inoltre, la giusta soluzione per utilizzare quell’enorme spazio in disuso che è il Foro Boario di Corso Australia e lo strumento per riqualificare l’area destinandola a spazio per gli spettacoli, per la vita notturna, per il divertimento. Le attività di macellazione delle carni dalla “cattedrale” dell’ex macello di via Cornaro fu spostata nel nuovo spazio e iniziò ad operare a partire dal 1975. Chi passa per la tangenziale e lo vede non può restarne indifferente. E’ una struttura molto appariscente progettata dall’architetto Giuseppe Davanzo (vedi a sinistra il foro boario dalla foto copertina del suo libro, “Giuseppe Davanzo, Il mestiere dell’architetto“), un’architettura moderna che potremo definire “strutturale” e che sarebbe tra l’altro un peccato lasciar decadere. Comunque un’area molto grande a un chilometro, poco più dal centro che andrebbe usata e riconsegnata alla città, integrata e resa facilmente accessibile. Proprio lo scorso anno Legambiente Padova, nel suo blog segnalava il suo interesse per questo spazio e per il suo riutilizzo. Leggi quì.

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Ovviamente dietro a tutto questo c’è Zed, la società di organizzazione eventi che negli anni ha saputo rendere Padova una realtà interessante per via dei concerti, della musica live portata prima in città e poi anche in provincia e nel resto del Veneto.

A Padova, la musica live, i concerti di nome sono lo Sherwood festival d’estate e gli spettacoli organizzati dalla Zed. D’inverno, alcuni circoli, su tutti l’Unwound (locale che merita un plauso anche come esempio di utilizzo di spazi industriali in disuso, visto che la sede è ricavata in un vecchio magazzino in via Dalmazia) ospitano concerti per lo più underground.  Per il resto non è che ci sia moltissimo se non molte cover band.

Se escludiamo infatti Verona e i concerti all’Arena (visto che Verona, rispetto al Nord-Est, è periferica) non esiste un vero polo forte per quanto riguarda la musica live nel Nord-Est. A livello nazionale pare che tutto debba accadere a Milano, a Roma,  e a volte in qualche altra grande città. Se è vero che Padova vuole giocare un ruolo da protagonista e andare al di là dell’autodefinirsi “capitale del nordest” potrebbero battere un colpo anche su questo piano, quello della “vita notturna” e degli spettacoli dal vivo e in questo modo promuovere se stessa come città dall’immagine più giovane. Così facendo potrebbe colmare questo vuoto, anche se si giocherebbe la sfida con Venezia ed il suo festival estivo (Heineken jamming festival) e con Udine, spesso scelta da rockstars internazionali, come e più di Padova, visto che la scorsa estate vi hanno suonato i Coldplay e Bruce Springstein e dove, si mormora, il prossimo anno potrebbero esserci gli U2.

E voi che ne pensate di questo Gran Teatro e della musica live a Padova in generale? Ditemi la vostra! Ciao! 😉

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Se lo scorso week-end vi avevo proposto di andarvi a ascoltare un po’ di buona musica dal vivo questa venerdì voglio invece proporvi qualcosa di più “tranquillo”, una sorta di “invito alla lentezza” per riprendervi dai ritmi dei giorni d’oggi, spesso frenetici. Anche perchè Padova è si una città vivace ma per quanto riguarda la vita notturna non è di certo Madrid e non è che offra una movida particolarmente eccitante ma questo è un altro discorso…Al limite le mie proposte comunque potrebbero andare bene per dei pomeriggi di relax, se ne avete la possibilità di trascorrerne…

Arriviamo al dunque. Con questo post vi suggerisco quindi qualcosa di alternativo rispetto alla classica idea di week-end, fatta di gite fuori porta, quando va bene ,e mi auguro per voi che il fine settimana per voi non sia l’occasione per il solito giretto al centro commerciale…Mi riferisco alla lettura…se siete stanchi o se fa brutto tempo avere in casa un buon libro da leggere potrebbe essere la vostra salvezza. In particolare volevo parlarvi dell’iniziativa della manifestazione “Ottobre, piovono libri” (a destra il logo ufficiale) promossa dal Centro per il libro e la lettura e il Ministero per i Beni e le attività culturali, a cui quest’anno aderirà anche la Biblioteca Civica di Padova che, presso la nuovissima sede del nuovo centro culturale Altinate (di cui ho parlato più volte, vedi anche quì) ha organizzato varie iniziative per far conoscere il proprio patrimonio di libri, stampe antiche, riviste e dvd noleggiabili. Clicca quì per vedere quanto c’è in programma nel mese di ottobre per questa manifestazione.

 

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Altra proposta. Tutti i sabato, le domeniche, i lunedi da ottobre a dicembre c’è “Teatro sotto le stelle. Padova e Galileo”. Anche il teatro dunque rende omaggio a Galileo in quest’anno galileiano e alla città di Padova che si può “fregiare” l’onore di aver ospitato lo scienziato pisano, indubbiamente uno dei personaggi più illustri che abbia legato la propria opera alla città di Padova. Gli spettacoli sono organizzati dall’associazione Teatrotaet, con il contributo del Comune di Padova e in collaborazione con il Planetario. Sarà infatti l’occasione per entrare e visitare il nuovissimo e a detta di tutti (devo ancora andare a vederlo) bellissimo nuovo Planetario.

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Per finire, un’altra proposta, sempre rispettosa del “mood” di questo post e cioè tranquillo, riflessivo, quasi introspettivo direi e orientato alla lentezza potrebbe essere quella della musica lirica. Non sono affatto un esperto e neppure si tratta della mia musica preferita ma ho pensato di parlarne perchè magari qualcuno incuriosito da questo mondo potrebbe prima o poi decidersi di andarlo a conoscere di persona e di “toccare con mano”. Potrei essere io stesso a fare questo passo…chi lo può sapere?

Per quanto riguarda questo fine settimana, venerdì sera e domenica pomeriggio, al Teatro Verdi (che rientra nel Teatro Stabile del Veneto) c’è la “Vedova allegra” di Franz Lehar. Informazioni e programma sulla stagione lirica fino a fine anno le potete trovare cliccando quì.

 

A questo punto non mi resta che augurarvi un buon fine settimana, ciao a tutti! 😉

 

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Se lunedì ho parlato dei cinema a Padova e segnalato un paio di dritte quest’oggi parliamo del cinema sotto un altro punto di vista e cioè il punto di vista dei territori che ospitano produzioni cinematografiche.

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Da qualche anno a questa parte anche in Italia stanno prendendo piedi le cosiddette “film commission”, delle organizzazioni nate per attrarre produzioni cinematografiche in una certa area con l’obiettivo di promuovere questi territori presso il pubblico di film, cortometraggi, fiction tv etc etc. Si tratta per lo più di organizzazioni snelle, finanziate dal settore pubblico, che propongono il loro territorio di competenza come set di scene o di film interi mettendo in rete fotografie che possano rappresentare suggestioni ed emozioni tali da rendere interessante quel dato paesaggio o luogo. Fanno da assistenza nella richiesta dei vari permessi necessari per girare il film, mettono a disposizione comparse, maestranze tali da facilitare il lavoro alla produzione per far si che questa venga nelle nostre zone che vogliamo vengano promosse attraverso lo strumento del “cinema” ed in questo senso, facendo del marketing territoriale, agiscono come delle vere Agenzie per lo sviluppo del territorio..

A me piace il cinema britannico e ricordo la dicitura “Glasgow film commission” nei titoli di coda di film di Ken Loach ad esempio ma come detto le film commission hanno iniziato a proliferare anche in Italia. Famosi i casi di Elena di Rivombrosa, Montalbano e altri che hanno determinato un certo flusso turistico nelle zone in cui sono state girate queste scene, “The Passion” di Mel Gibson ha dato ancora più lustro a Matera, film “minori” come “Santa Maradona”, operazione della Torino Film Commission, “La Ragazza del lago” della Film Commission del Friuli Venezia-Giulia, un altro telefilm recente come “L’ispettore Coliandro” è un prodotto della Bologna Film Commission. Il turismo legato al cinema è una di quelle forme alternative di turismo fondate su un aspetto emozionale che si vuole vivere visitando luoghi che agli occhi di un telespettatore di una qualche fiction possono assumere suggestioni particolari.

Per quanto mi riguarda, sono più sensibile ai set di video musicali dei miei gruppi rock preferiti. In visita a Glasgow qualche anno fa ho voluto camminare nel lungo Clyde, il fiume che attraversa la città, sotto una gru abbandonata e gigantesca, per rivedere e rivivere le suggestioni del video “Waterfront” dei Simple Minds, video dei primi anni Ottanta. Lo stesso a Dublino. Mi sono fatto una foto e sono stato in un’area, a suo tempo, ora meno, degradata dei docks per vedere il set del video “Gloria” degli U2 anche questo del 1981. Chiaramente non sono andato a Dublino solo per questo ma nella mia testa, la musica degli U2, i luoghi dei loro video, i loro studios, la suggestione di tutto questo mi ha fatto interpretare in un certo modo anche luoghi che, per chi non ama gli U2 e la loro musica, possono sembrare assolutamente insignificanti. Lo stesso fa il cinema. Può rendere interessanti luoghi che magari prima non lo erano o lo erano di meno, può dar loro quella visibilità in più.

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E da noi? Da noi esiste la Veneto Film Commission e la Padova Film Commission (foto Umicini in alto a destra presa dal sito della Padova film Commission). Negli anni sono stati realizzati film abbastanza conosciuti a Padova ma una film commission può chiedere in cambio del proprio lavoro anche che una certa zona della città venga “raccontata” e mostrata in un certo modo appunto per promuoverla. Personalmente ricordo di aver visto da piccolo “La moglie del prete” di Dino Risi e mi faceva un certo effetto vedere il Prato della Valle come una grande rotatoria attorno al quale potevano passare le auto…Per vedere tutti i film girati in città clicca quì.

Ricordo che un paio d’estati fa in occasione della bella manifestazione “Portello river festival” (di cui ho anche parlato quest’estate, vedi quì), la Film Commission partecipava premiando dei giovani registi con un “aiuto” per produrre un film o un cortometraggio nella nostra provincia.

Onestamente in questo momento non conosco quali siano i progetti di questa organizzazione per il futuro e se sia adeguatamente sostenuta dagli enti locali, anzi un po’ preoccupante il fatto che il loro sito non risulti molto aggiornato. Anzi se chi legge sa darmi qualche aggiornamento sulla situazione mi farebbe piacere saperne di più. Indubbiamente sarebbe un modo interessante per far conoscere Padova e provincia, no? Che ne pensate?

Chissà che magari tra un po’ di tempo anche Padova non possa avere una sua fiction tutta ambientata in città o magari scene di un gran bel film!

Ciao a tutti e buon lunedì!

Andato bene il vostro fine settimana? Per quanto riguarda il mio si dai, non c’è male. Per il resto state bene? e a casa?

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Ehehe, dopo questi convenevoli arrivo all’oggetto di questo post e cioè il cinema a Padova. Non mi riferisco alle produzioni cinematografiche in città, alle film commission di cui magari parlerò un’altra volta, ma ai cinema della città e alla passione dei padovani per il cinema. Sinceramente non ho i dati sui visitatori dei cinema padovani e un paragone con le altre città ma so per certo che fino a qualche anno fa a Padova gli appassionati di cinema e i clienti dei cinema in città era molti, tanto è vero che alcune manifestazioni sul cinema avvenivano qui, vedi Antenna Cinema di qualche anno fa e le varie rassegne sui cortometraggi.

Un’altra cosa da sottolineare è la tendenza, in atto da diversi anni ormai, che sta portando alla chiusura dei vecchi e storici cinema del centro storico e di quartiere. Ne sopravvivono alcuni, vedi il mitico Excelsior, il Lux di S.Croce, il Torresino per citarne qualcuno, alcuni in qualche quartiere sono stati restaurati e tornati a nuova vita come il Piccolo Teatro della Paltana, alcuni sopravvivono a fatica contro i giganti delle multisale collocate in periferia, dotate di confort e soprattutto della possibilità di parcheggiare di fronte e di avere diverse opzioni per diversi film in programma.

Personalmente amo molto il cinema a prescindere dal genere. A volte ci sta il film comico e spensierato senza troppe pretese, o il film tutto azione ed effetti speciali ma di norma prediligo il film che racconti una storia, che sappia scuotere le coscienze ed emozionare e questo può avvenire anche al di fuori delle colossali produzioni hollywoodiane, piene di star strapagate e di effetti speciali. Questo per dire che apprezzo anche il film d’essai, e vedermi un film magari sconosciuto ed estraneo ai soliti circuiti cinematigrafici. Ecco, non proprio i “mattoni” che propone il buon Ghezzi su fuori orario comunque… 😉

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E voi? Che film vi piacciono? Preferite il cinema di quartiere o della città o i grandi multisala?

Con questo post volevo segnalarvi un paio di dritte. La prima, il sito Mymovies, un sito sul cinema, con tutte le trame, le anteprime e i trailer dei vari film in uscita. E’ possibile anche vedere tutti i film in programma in città e provincia, cinema per cinema, andando nella sezione di Padova. Per andare in questa sezione basta cliccare quì. Esistono sezioni  relative alle principali città italiane. E’ inoltre possibile richiedere gratuitamente la tessera moviecard che permette di avere sconti nei cinema convenzionati (a Padova il cinema MpX).

La seconda dritta è l’inizio della nuova stagione di cineforum Antonianum (clicca per vedere il programma). Si parte stasera presso il cinema Lux di S. Croce con il film “The Millionaire” di Danny Boyle. Si tratta di un cineforum storico a Padova e qualche informazione in più la potete avere leggendo questo articolo sul blog del cineforum Antonianum. Un occasione quindi per vedere film che per un motivo o per un altro non si sono visti appena usciti e per discuterne con altri appassionati.

Se siete appassionati e siete al corrente di altre iniziative connesse al cinema se ne può parlare. Proponetemelo e gireremo le informazioni a tutti i lettori di questo blog.

 

 

Ciao a tutti, come di consueto o quasi, per il post di questo venerdì vi dò qualche idea per il week-end.

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Dunque. Per stasera e domani il suggerimento è quello di andare ad ascoltare un po’ di buona musica dal vivo. Ad esempio a Torreselle di Piombino Dese (PD) per l’Animal Festival ’09. Venerdì sera suoneranno i Little Taver & his crazy alligators che proporranno il loro “crazy rock’n roll”. Ammetto di non conoscerli ma mi pare l’occasione buona per farlo. Mi documento un po’ prima con voi leggendo il loro myspace. Vengono da Reggio Emilia e la loro musica mi pare molto trascinante, qualcuno di una generazione precedente alla mia potrebbe dire che la loro musica così come i testi sono molto forti, per non dire toghi, eheh.

Vale la pena esserci venerdi sera anche per la band che aprirà la serata e cioè le bravissime U.B Dolls (vedi foto a destra dal loro sito myspace. Mi scuso per aver tagliato l’immagine ma questo blog supporta come immagini di “copertina” solo immagini con orientamento orizzontale. Spero le dirette interessate non ne abbaino a male) con il loro country billy. Ricordate il film di Alan Parker “The Commitments”? Beh se i protagonisti di quel film avevano la missione di far conoscere il soul a Dublino, queste 4 ragazze padovane hanno la missione di far conoscere e soprattutto far ballare al ritmo del country e del rockabilly. Le ho viste più volte e devo dire che meritano anche perchè i loro “live” sono davvero coinvolgenti: si canta e si balla con canzoni di Pogues, Johnny Cash tra gli altri ( i miei preferiti) e al più presto canzoni loro, spero (o forse già hanno pezzi loro? Se mi sbaglio perdonatemi: non sono Luzzato Fegis). Guardate il loro myspace e godetevi un’anticipazione della loro musica prima di recarvi a Torreselle.

Sabato sera invece suona l'”Eminem dei noantri” vale a dire il mitico Herman Medrano che non abbisogna di presentazioni: musica rap in lingua veneta con simpatici testi a volte demenziali a volte no…

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E domenica? Ma che cosa vi posso consigliare di fare questa domenica secondo voi? Ma di andare all’Euganeo, no? C’è il Padova che gioca questa volta di domenica. Ogni volta che il Padova gioca, quantomeno in casa, io da tifoso non posso che suggerirvi, anzi spingervi, esortarvi di andare a tifare per la squadra della città che dopo 11 anni quest’anno è tornata in serie B e anche nell’anno in cui si stanno festeggiando i 100 anni del club biancoscudato.

Domenica, ore 15,00, c’è Padova-Mantova, una “gustosa” sfida tra due nobili società cosiddette provinciali e il Padova ha bisogno del sostegno della sua gente. Ancora una volta vi consiglio di acquistare il biglietto in prevendita e di recarvi allo stadio almeno un’ora prima per evitare code ai tornelli d’ingresso.

Con l’occasione mi compiaccio dell’iniziativa di co-marketing tra Calcio Padova, Pallavolo Padova e Petrarca Rugby, denominata Ticket multisport. Gli abbonati a queste squadre avranno infatti il diritto di acquistare il biglietto per le gare delle altre discipline a prezzo ridotto. Un’occasione per gli appassionati di uno sport di andare a seguire anche un altra partita di un altro sport risparmiando sul biglietto d’ingresso: un’iniziativa nel nome dell’unione e dell’attaccamento allo sport e alla città di Padova.

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Ciao e buon fine settimana a tutti! 😉