Ciao a voi che leggete questo post del venerdì, il consueto post del venerdì dedicato a “cosa fare nel week-end”. Siete contenti voi che avete terminato la settimana lavorativa? Oppure siete tra i “privilegiati” che possono lavorare anche al sabato e la domenica? Volete andare a ballare in discoteca e scatenarvi fino all’alba? Beh allora non seguite i miei consigli; sarà il caldo, l’età che avanza ma personalmente non mi andrebbe nulla del genere, almeno in questo week-end, e quindi non lo consiglio neanche a voi. Mi pare giusto, no? 🙂

EventiNOTTURNI-2009.jpgDunque, allora, come possibile alternativa per un fine settimana più tranquillo e rilassante  vi/mi segnalo che ieri sera è partita la tradizionale iniziativa estiva de “I notturni d’arte” che personalmente apprezzo molto. Per chi resta in città, padovani, turisti o chiunque si trovi a Padova in una qualche serata, c’è la possibilità di riscoprire la città attraverso serate di concerti musicali, visite guidate a monumenti e musei e incontri vari. Un occasione per uscire di casa anche durante la settimana e farsi una passeggiata in compagnia di persone interessate a conoscere e approfondire le conoscenza relative al patrimonio culturale di Padova (che è vasto).

C_1_Immagini_2902_Immagine.jpgL’edizione 2009 dei “Notturni d’arte. Padova tra arte e scienza”(dal 30 luglio al 4 settembre), proposta dall’Assessorato alle attività culturali e spettacolo del Comune di Padova, come altre iniziative è dedicata all’anno internazionale dell’astronomia: arte, scienza, astronomia e astrologia, dal Medioevo fino ai nostri giorni.

Stasera, VENERDI 31 LUGLIO. ore 18:00; sala Paladin a Palazzo Moroni, via VIII Febbraio – Padova
A spasso con Galileo, laboratorio per bambini dai 5 ai 12 anni a cura dell’Associazione CASO

Dalle ore 20:00 alle 22:00; Centro di Ateneo per i musei, via Giotto, 1 – Padova
visita al Museo di geologia e paleontologia e al Museo di mineralogia

Domani, SABATO 1 AGOSTO. Dalle ore 19:30 alle 23:00; Museo La Specola, vicolo dell’Osservatorio, 5 – Padova
visita all’Osservatorio astronomico
Biglietto 5 euro, dal 25 luglio all’1 agosto, all’Oratorio di San Michele, piazzetta San Michele 1 (telefono 049 660836)

Dalle ore 21:00 alle 23:30: Oratorio di San Michele, piazzetta S. Michele, 1 – Padova
visita alla mostra “Gli anni padovani di Galileo, tra private passioni e pubblici impegni (1592-1610)”
Pass da ritirare dal 25 luglio all’1 agosto all’Oratorio di San Michele (telefono 049 660836)

Potete scaricarvi il programma completo dei Notturno a questo link.

**********************************************************************************************************************

E DOMENICA 2 AGOSTO? Magari vi farete un giretto al mare o una qualche escursione in montagna e di sera secondo me il cinema all’aperto ci sta sempre bene, anzi è perfetto.

Se venerdi scorso vi avevo parlato della rassegna Arena romana estate 2009 con le sue serate di cinema, danza, teatro, questa volta vi segnalo quest’altro link che vi conduce al sito Padovanet, il sito del comune, nella pagina dedicata agli eventi e alle serate dell’estate 2009, dove potete vedere il programma delle altre rassegne cinematografiche.

Ai Giardini della Rotonda, in Piazza Mazzini, per Cinema 1 Estate, domenica potete vedere “La felicità porta fortuna” di Mike Leigh.

Domenica 2 agosto si conclude (al Cinema Torresino il Cinema Cinèlite con in programma “Film recupero-film a sorpresa”. Il regista non è indicato, eheh 😉 Se il cinema è emozione, con il film a sorpresa la serata sarà ancora più emozionante! Se il il film a sorpresa non fa per voi sono in programma films anche venerdi 31 luglio e sabato 1 agosto.

Per la rassegna “Sotto le stelle del cinema”, allo spazio all’aperto del Piccolo teatro alla Paltana è invece in programma “Questione di cuore” di Francesca Archibugi.

Bene, siamo arrivati alla fine di questo post del venerdì. Buon fine settimana e buon inizio d’agosto!! Ciao! 😉

 

 

Il “personaggio illustre” di oggi è Alexi Lalas. Lo ricordate? Ma certo che si. Nella foto quà sotto lo si vede con il suo look di quando era a Padova e in quello attuale (foto da www.gazzetta.it). Vi potrà sembrare bizzarro inserire un calciatore nella stessa categoria in cui ho parlato di Galileo Galilei, di Shakespeare, di Petrarca, di Giotto, etc etc ma il football è un prodotto della nostra società tanto quanto le scienze e le arti e per quanto mi riguarda la cultura popolare è parimenti degna di attenzione.

 

combo.jpgIl Calcio Padova è una società dal passato glorioso che proprio quest’anno compie 100 anni, è una considerata una delle “nobili” provinciali del calcio italiano ma senz’altro non brilla per notorietà nel mondo pallonaro oltreconfine. Per farla breve non è ne l’Inter, ne la Juve ne il Milan ecco, ma tra i molti calciofili di mezzo mondo il nome di Alexi Lalas, il primo americano a giocare nella serie A italiana, è un nome conosciuto e grazie al suo acquisto, dopo la promozione in serie A del Padova e dopo i mondiali del 1994, la società biancoscudata fece anche un investimento in termini di immagine.

 

lalas.jpgQualche tempo fa, in vacanza a Glasgow, chiacchierando in un pub del più e del meno e anche di calcio, dei signori locali, conosciuta la mia provenienza, ricordarono subito Lalas…”Oh Patofa? Yes, Lalas played there!”. Vabbè che da quelle parti sono fissati, fanatici di calcio ma sono passati 15 anni! Insomma per i cattolici c’è S. Antonio mentre per i profani Lalas, heh, scusate la blasfemia.

 

Nelle trasmissioni televisive Lalas (nella foto a sinistra contro la Juve, foto da www.calciopadova.it) era sempre richiestissimo perché oltre ad essere il primo americano a giocare in Italia era anche un personaggio estroso (caratteristico il suo look con la barbetta “caprina”), schietto, una persona acculturata che non le mandava certo a dire, di certo non parlava come molti suoi colleghi per luoghi comuni ed in più era ed è suppongo un rockettaro. Io stesso l’ho beccato un paio di volte in alcuni locali di Padova ad esibirsi con la sua chitarra e cantare pezzi scritti da lui, era pure bravo, musica stile grunge direi..genere Pearl Jam o giù di lì. Ecco il link al suo sito myspace!! Ma nella rete si possono trovare dei suoi video e alcune sue performances musicali.

 

I tifosi, passato lo scetticismo iniziale di molti che non lo ritenevano all’altezza come giocatore, si affezionarono a lui quasi subito perché oltre ad essere un ragazzo estroso, un calciatore atipico, si dimostrò un ragazzo generoso in campo, professionale nella sua attività e con quel carisma e simpatia in grado di tenere alto il morale di tutta la squadra, senza contare che dopo qualche esitazione iniziale si dimostrò un buonissimo difensore.

 

Ricordo come fosse ieri il suo goal contro il Milan e di come, incredulo lui stesso, corse verso noi tifosi a festeggiare impazzito di gioia come a dire “Vedete? Non sono solo uno yankee con la chitarra, posso davvero fare il calciatore! Evvai!”

 

droppedImage_1.jpgOggi è un “manager” sportivo affermato, presidente dei Los Angeles Galaxi! E’ stato lui a portare negli States David Beckam (vedi foto a destra da www.bbc.co.uk) e lui a gestire il prestito con il Milan, e intervistato recentemente, ha detto di avere ancora Padova nel cuore e che per lui quell’esperienza nel Calcio Padova fu davvero importante. A Padova ha dato molto anche dal punto di vista umano trasmettendo a tutto l’ambiente pallonaro, che si prende troppo sul serio, un po’ di leggerezza e spensieratezza laddove tutto già allora sembrava esasperato.

 

Ciao Alexi, in bocca al lupo!, se decidi di tornare a Padova a farci visita sei il benvenuto! contattami che ti organizzo una bella rimpatriata! 😉

 

PADOVA SALUTI DA.jpgProprio ieri sono venuti a trovare i miei nonni un paio di loro amici. E’ stata una visita a sorpresa che ha ravvivato una domenica pomeriggio immobilizzata dalla calura e da una certa monotonia. Erano anni che queste persone non si vedevano questo per dire che mio nonno non si aspettava certo la loro visita e dopo averli riconosciuti, non senza qualche tentennamento iniziale, li ha salutati e sono stati questi saluti  a determinare questo post. E che saluto si saranno mai scambiati delle persone sopra la ottantina? vi chiederete voi.  Un buongiorno? Un ciao? I miei ossequi? No, no, niente di tutto questo.

Ha iniziato mio nonno con un bel “Antonietta (mia nonna), varda chi che ghe xe (trad. guarda chi c’è)! Che ve vegna un cancaro! (trad. che vi venga un cancro)Tutto ben? Quanti anni!” E la risposta “Sì, si tira avanti, fiol d’on can!” (trad. si, si tira a campare, figlio d’un cane). E via via con convenevoli simili, eheeh.

ma_quando_penso_padova_p.jpgChi non è di Padova e forse neanche chi è originario di Padova (e sono molti i padovani adottivi) forse farà fatica a comprendere e penserà che queste persone si volessero male o che si fossero legati al dito qualche affronto subito invece no, nulla di tutto ciò. Questo affettuoso scambio di saluti ( la foto in alto è presa dal sito della Galleria La stampa Antica, visitatelo cliccando qui) mi ha fatto accendere una lampadina e ricordare un libricino letto qualche anno fa, vale a dire “Ma quando penso a Padova…Fati e personagi de ieri e de uncò” (titolo cliccabile e foto a sinistra da www.raixevenete.com) di Luigi Nardo, un libricino in dialetto molto divertente che racconta aneddoti e riflessioni sulla Padova che fu, quella Padova che non esiste più se non nelle persone anziane e nei loro ricordi, un libro sulla cultura popolare cittadina che consiglio.

Nardo proprio all’inizio del suo libro “saluta” i suoi lettori parlando proprio di come si salutasse a Padova e di come l’enfasi e il “colore” del saluto fossero proporzionali alla distanza temporale dal precedente incontro oppure dalla distanza da Padova del luogo di questo incontro. Se la persona da salutare era sempre il solito amico che si incontrava tutti i giorni poteva starci bene un “ciao”, saluto veneziano ormai conosciuto in tutto il mondo e che ora si usa anche tra estranei e che un tempo richiedeva una notevole confidenza. Se erano mesi, o addirittura anni che non ci si vedeva allora la musica cambiava e il semplice ciao risultava un po’ freddo come saluto e allora “Che Dio te manda el colera! Come steto? Sitto proprio ti?”( figuratevi se non fosse stato proprio lui) oppure “Fiol d’on can! Tuto ben?” Quanto gera che no te vedevo? E questo quando ci si incontrava in Italia, a Padova o fuori città, ma se capitava di incontrarsi all’estero uno dei più gettonati era il “Che te vegna un cancaro, come steto?” Con l’aggiunta de “fiol de na vaca!” (trad. figlio di una vacca) E magari subito dopo “Come stanno i tuoi? Come sta tua mamma che sono anni che non vedevo neanche lei?” Un modo colorito per salutare, no? Che ne dite? Eppure sincero e sentito.

Io vi saluto con un altro saluto veneto che fù e che non si sente più in giro vale a dire “Sani” che equivarrebbe ad un “Stay safe” in inglese e che ritengo un bel saluto che personalmente ho sentito per la prima volta allo spettacolo “Bestiario veneto” di Marco Paolini, sicchè vi lancio in extremis questa citazione e vi saluto. Sani.

 

L’angolo dei buoni propositi

Questo episodio e il libro di Nardo mi hanno fatto pensare che quello della cultura popolare potrebbe essere una nuova categoria sotto la quale inserire nuovi post. Spero la cosa sia gradita e che qualcuno di voi mi suggerisca idee, personaggi, e argomenti da trattare e perché no qualche libro sulla materia. Stiamo a vedere, chi vivrà vedra!

Cari lettori eccoci come tutti i venerdì al post, appunto, del venerdì in cui di norma mi permetto di suggerire qualche appuntamento, qualche evento o manifestazione in programma in città e provincia nel week-end. Insomma, non andrete in vacanza oppure siete già tornati, non avete organizzato un fine settimana fuori città e cercate idee per come trascorrerlo quì? Allora fate un pensierino a quanto vi suggerisco io nel post del venerdì!!

Se siete a conoscenza di eventi particolari o ne volete segnalare qualcuno scrivetemi pure a  vpadovablog@virgilio.it. Sarò lieto di valutare e di inserire il vostro evento nel post del venerdi. Ovviamente l’indirizzo qui sopra è valido anche per suggerimenti relativi al blog.

C_1_Immagini_4506_Immagine.jpgSabato 25 luglio c’è la Vogata di voga alla Veneta lungo i canali di Padova per la scuola padovana di voga alla veneta appunto. L’iniziativa, aperta a tutte le imbarcazioni coinvolge i vogatori degli “Amissi del Piovego“, della “Rari Nantes”” di Padova, della “Canottieri Padova“, della “Remiera del Folpo” di Noventa Padovana, de “El Bisato di Battaglia”, “Remiera Euganea” di Monselice e “Porto Pedocco” di Corezzola, “Coordinamento nazionale di voga veneta Venezia” tutte società sportive o associazioni culturali che testimoniano il legame tra Padova e le acque. Non a caso Padova era ed è ancora chiamata “Città d’acque” per via dei numerosi canali presenti (ora molti dei quali tombinati e non più visibili) che costituivano una vera e propria arteria di traffico.

Per i non vogatori sarà possibile salire gratuitamente sull’imbarcazione “Padovanella” che seguirà i vogatori. Per informazioni su orari, luoghi di ritrovo e altro cliccate quì.

pooh.jpg

 

 

Dopo la vogata, che terminerà per le ore 18, avete il tempo per fare un giretto in centro città e magati mangiarvi una pizza in compagnia dopodichè, per la serata perchè non recarsi a Piazzola sul Brenta per il Piazzola Live Festival 2009, festival che si avvia verso la conclusione, dopo concerti di sicuro richiamo come Laura Pausini, Franco Battiato, “Marco Carta”, l’incontro con Travaglio, i Motorhead etc etc. Proprio nel piazzale davanti alla bellissima Villa Contarini venerdi 24 sarà possibile assistere al grande musical “Grease” mentre sabato 25 potrebbe essere l’ultima occasione per vedere e ascoltare dal vivo i mitici “Pooh”. Domenica 25 invece saliranno sul palco 2 miti del rock britannico: Jack Bruce, fondatore dei Cream e il grande chitarrista Robin Trower in una serata chiamata “The Night of the rock legends”.

 

Per le serate, se non avete voglia di andare a vedere i Pooh o i rocker britannici c’è sempre il tradizionale e sempre apprezzato (da me) cinema all’aperto. E quindi per la rassegna estiva “Arena Romana estate 2009” (clicca quì per vedere il programma completo):

 

venerdi 24: ore 21:30 THE MILLIONAIRE di Danny Boyle

sabato 25: ore 21:30 THE READER – A VOCE ALTA di Stephen Daltry
con Kate Winslet, Ralph Fiennes, Bruno Ganz

domenica 26: ore 21:30 GRAN TORINO di Clint Eastwood
con Clint Eastwood, Bee Vang, Haney Her

C_1_Immagini_4448_Immagine.jpg

 

Domani sera giovedi 23 alle ore 21,30 presso Sommariva ci sarà la passarella delle Miss “Il Mattino di Padova” in gara (foto da http://mattinopadova.gelocal.it/). Il Mattino infatti ha promosso questo concorso di bellezza per dare  un’opportunità alle ragazze della città e della provincia che vogliono entrare nel mondo dello spettacolo, o diventare modelle,  per mettersi in mostra e farsi conoscere. E’ possibile leggere il regolamento del concorso e votare le Miss direttamente dal sito del giornale cliccando qui, oppure utilizzando i coupon presenti all’interno del giornale portandoli compilati nei negozi elencati nel sito (clicca qui per vedere la lista dei negozi). Si può votare dal sito fino al 31 luglio e portare i coupon presso i negozi fino al 1° agosto: sono in palio bellissimi premi. La ragazza che alla fine vincerà il concorso Miss Il Mattino di Padova riceverà una targa e parteciperà alle finali regionali del Veneto di Miss Italia.

3042250.jpgQuesto concorso è stato pensato in collaborazione con Confesercenti Padova e qui arrivo a spiegare il titolo e il perchè delle “Miss anti-crisi”. Un iniziativa come questa che coinvolge i padovani nella partecipazione a questo concorso, utilizzando il Mattino di Padova come cassa di risonanza visto il suo legame con il territorio, e li mette in contatto anche con i negozi del centro mira a proporre questi ultimi come luoghi della socialità e a spezzare la barriera tra commerciante e consumatore e ad offire loro occasioni di incontro per costruire un rapporto di fiducia.

In questo senso un concorso di bellezza, se organizzato in questo modo, può essere uno strumento per creare occasioni favorevoli per aiutare i negozi del centro città ad uscire dalla crisi attraendo persone, stimolando i consumi e agevolando lo shopping. Un iniziativa come questa fa la somma a quelle iniziative ed eventi organizzati nel week-end di avvio dei saldi in occasione del quale la Confesercenti ha promosso ai suoi associati un apertura prolungata per tutto il fine settimana e fino a tarda sera. Altro progetto molto interessante è quello degli “steward urbani”, figure formate per offrire servizi di accoglienza a residenti e turisti.

confok.jpgLo stesso presidente della Confesercenti, Nicola Rossi, in occasione della presentazione del concorso, ha dichiarato che queste sono le azioni da compiere per aiutare il commercio di un centro città a rimanere vivo. Questo approccio integrato al problema che prevede azioni di riqualificazione urbana volte a favorire la qualità ambientale e fisica degli spazi urbani, ma anche l’attrattività delle persone attraverso iniziative culturali, ludiche, per scongiurarne la desertificazione, assieme a progetti di marketing e di comunicazione di aree commerciali omogenee in grado di sviluppare un’immagine coordinata (nel caso dei centri città si può parlare di centri commerciali naturali) fa capo al cosidetto “Town center management”, una metodologia di gestione dei centri città, del commercio e del turismo, studiati e promossi da Confesercenti.

Quello del “Town center management” è un concetto che si è sviluppato ed acquisito forza per via dell’esigenza di promuovere uno sviluppo urbano sostenibile dei centri città che consentisse loro di essere luoghi attrattivi dove vivere, lavorare e fare shopping. Il commercio infatti, è una funzione fondamentale dei centri città che consente loro di vivere, di attrarre persone, e di evitare la desertificazione degli spazi urbani e la conseguente loro “conquista” da parte della microcriminalità e da qui l’insicurezza e di nuovo la desertificazione. In Italia, quello del marketing urbano e del “TCM” è ancora considerato uno strumento innovativo laddove in molte città, per lo più britanniche e americane, specie quelle che hanno subito la crisi industriale dei decenni passati, è invece uno strumento collaudato.

Perciò domani sera tutti davanti Sommariva per vedere “ste bee tose” così potete scegliere la vostra preferita e poi votarla per partecipare al concorso, ciao!


Dopo il grande concerto dei Prodigy di mercoledi lo Sherwood festival si avvia al suo epilogo dopo un mese di concerti, danze, cinema ed eventi vari e si prepara a concludere con due serate imperdibili per gli amanti della musica.

Un finale davvero con i “fuochi d’artificio” se si pensa che stasera venerdi 17 suoneranno i Subsonica mentre sabato 18 sarà la volta di Giuliano Palma & i Bluebeaters a far ballare gli amanti dello ska e del rocksteady. Insomma per chi ama andare a concerti di un certo tipo, possiamo definirli “underground”? si un certo senso si.. (per la serie si faccia una domanda e si dia una risposta), queste sono tra le ultime occasioni, almeno per quanto riguarda Padova e provincia.

flyer9634.jpgC’è bisogno di presentare i due gruppi? Non credo ma comunque l’elemento che caratterizza entrambi è la dinamica “danzereccia” della loro musica.

Se i Subsonica fondono melodia ed elettronica facendo sentire il pubblico come in una discoteca (una discoteca labirinto?)

subsonica1.jpgGiuliano Palma e l’orchestra dei Bluebeaters ci riportano invece ad assaporare atmosfere  anni ’50 e ’60 grazie alle loro canzoni che per lo più sono rivisitazioni di grandi successi degli anni passati in chiave ska appunto e rocksteady, vale a dire quella musica nata nei ’50 in Giamaica, che faceva ballare i giamaicani succubi della dominazione britannica fondendo un genere locale, caraibico, come la musica calypso, e il blues americano utilizzando anche gli ottoni delle bande militari britanniche oltre al caratteristico (per lo ska) ritmo in levare della chitarra. Personalmente per un periodo della mia vita ascoltavo solo questo genere che apprezzo moltissimo tuttora.

Insomma due concerti coinvolgenti, senz’altro non da vivere passivamente ma buttandosi nella mischia e ballare! I Subsonica (venerdi 17) ve li presento con questo video mentre i Bluebeaters (sabato 18) con quest’altro video! Come sempre attendo il vostro parere!

Buon divertimento! Ci vediamo allo Sherwood! Ciao, buon fine settimana e a lunedi per un altro nuovissimo pooost!

 

A Padova sono molte le società sportive che hanno svolto egregiamente il loro compito di educare ai valori dello sport generazioni di padovani e in alcuni casi sono riuscite a portare in alto il nome della città grazie a memorabili imprese agonistiche.

2721383.jpg

Una di queste società storiche e gloriose è senza dubbio l’Unione Sportiva Petrarca, una polisportiva che ha promosso, diffuso e praticato varie discipline conferendo sempre una ferrea importanza ad un codice di valori tipici dello sport con la “S” maiuscola e che oggi fa riferimento alla “Fondazione Unione Sportiva Petrarca”. Padova è una città abitata anche da molti studenti che in molti casi poi si sistemano e si stabiliscono definitivamente in città e che quindi non possono conoscere bene la sua toria.

Ebbene il Petrarca è una società fondata dal Collegio Antonianum dei Padri Gesuiti nel 1912, collegio che ha sede in Prato della Valle ed è adiacente al famoso Orto Botanico e credo sia un caso abbastanza unico in Italia di una polisportiva in grado di portare così tanti sport ai vertici delle classifiche nazionali.

Questa polisportiva comprendeva varie società quali il Petrarca Football Club, società che oggi, con il nome di U.S. Petrarca è una società dilettantistica, ma che tra gli anni ’10 e gli anni ’40 era la seconda squadra di calcio di Padova in grado di fare concorrenza e a volte superare il più blasonato Calcio Padova. Il campo di gioco, lo storico campo del Tre Pini (vedi foto a destra la tribuna che verrà abbattuta), tra il Prato della Valle e la Basilica di S. Giustina, accomunato quest’anno all’altro impianto  storico, l’Appiani, vedrà smantellata e abbattuta la vecchia tribuna da cui migliaia di appassionati hanno potuto negli anni a venire seguire anche le gesta di un’altra società petrarchina vale a dire il Petrarca Rugby, una delle principali squadre di rugby italiane.

petrarca-rovigo.jpgIl Petrarca Rugby fu fondato nel 1947 ed è la terza società rugbistica più scudettata d’Italia avendo vinto 11 titoli a pari merito con il Rovigo superate solo dall’Amatori Milano (18 scudetti) e dal Benetton Treviso (13). Il campo storico come detto è quello del Tre Pini mentre oggi lo stadio è quello del Plebiscito e il centro sportivo della Guizza intitolato al compianto Memo Geremia il campo di allenamento. Il rugby a Padova ha molti estimatori ed appassionati e il nome del Petrarca Rugby è comunque indissolubilmente legato alla città. Potrei parlarvi delle vittorie con Geremia, dell’epoca Munari e del grande David Campese o delle vittorie epiche tra cui una contro il Rovigo giocata allo stadio Appiani  davanti a 18.000 spettatori (vedi foto a sinistra da Mediaofficina.com) nel 1977 che portò allo spareggio di Udine contro lo stesso Rovigo e ad uno straordinario scudetto, ma un post non basterebbe. Un maggior approfondimento si può avere leggendo questo bel sito, “I Petrarchi”, mentre per le notizie sull’attualità del club rimando al sito ufficiale.

Anche se oggi la società di maggior successo e visibilità è il Petrarca Rugby non si esaurisce certo con la palla ovale l’attività petrarchina. Cliccate sui link che vi proporrò in questo paragrafo per rendervene conto da soli.

Il Petrarca è anche nuoto, praticato nelle piscine adiacenti l’Antonianum, è calcio a 5 (qualche anno fa ai vertici del calcio a 5 italiano e ora società dilettantistica giovanile), è scherma, molte le medaglie e gli atleti vincenti provenienti da questa società, Marco Marin (quest’anno avversario politico di Zanonato) e la Bortolazzi i più conosciuti, è stata pallavolo fino al 1999, in grado, nel 1994 di vincere una competizione europea (Coppa Cev) in anni in cui la pallavolo era molto seguita come si vede nella foto in basso (da www.semprevolley.com)  di una gara al S. Lazzaro, e che oggi è diventata SempreVolley. Tra gli anni ’60 e ’70 in serie A c’era pure la Pallacanestro Petrarca, oggi, in seguito a varie cadute e fusioni, praticamente sparita se non in una società che si occupa di giovanili: la Junior Basket Patavium Petrarca.

semprevolley.palasport.jpgSe quando si parlava di Juventus si parlava del famoso “stile Juventus” possiamo dire che attorno al Petrarca si respiri un’aria simile anche per chi, come me, ne è estraneo. Si pensa al Petrarca e vengono in mente l’Antonianum, il collegio dei gesuiti, Padre Pretto, la passione per lo sport, l’impegno, i sani valori legati allo sport, quelli educativi quali il rispetto dell’avversario e il saper perdere e anche se oggi alcune delle società non sono più ai vertici dello sport nazionale rimane comunque una delle migliori espressioni della città che continua a far praticare sport e a “levare dalle strade” centinaia di ragazzini.

 

Alla città di Padova è legato non solo il nome di S. Antonio e di Giotto ma anche un simpatico pennuto anzi un’affettuosa pennuta, fiduciosa nei confronti dell’uomo. Così viene descritto il carattere della gallina padovana (foto da www.turismopadova.it)  o meglio il pollo di razza padovana (esiste pure il gallo), una razza molto antica di cui è stata riconosciuta ufficialmente l’origine italiana anche se diversi sono i paesi che rivendicano la paternità: Italia, Olanda, Polonia.

Image00073632.jpgSi tratta di una razza elegante e leggera, allevata da molti secoli come uccello ornamentale e da compagnia caratterizzata dal grande ciuffo sulla testa e dalla folta barba sotto al collo. La sua carne è leggera e leggermente scura, più simile a quella del fagiano o della faraona che a quello di altre galline. Vi risparmio ricette e suggerimenti per il suo uso in cucina visto che il destino mi ha portato lontano dalla scuola alberghiera che avrei voluto frequentare quando avevo 14 anni per diventare chef: alla fine è stato meglio così perchè poi mi sono reso conto di essere più portato alla consumazione del cibo che alla sua preparazione; diciamo che mi sento più vicino ad un Edoardo Raspelli rispetto che ad un Vissani, eheh.

Se volete gustarne le carni vi consiglio di cercare informazioni e di selezionare i ristoranti e le trattorie (iscritte ai Ristoratori padovani) a partire da questo link.

Questa razza appartiene alle molte che hanno rischiato l’estinzione, scongiurata grazie alla passione e l’impegno di alcuni appassionati ed oggi è un presidio Slowfood, garanzia del suo valore di produzione locale. Quello tra Padova e la sua gallina è un legame di simpatia per questo buffo pennuto, che costituisce un’eccellenza dell’enogastronomia locale, a tal punto che è la “mascotte” del Calcio Padova e compariva nelle bandiere (clicca quì per vedere alcune foto), nei nomi dei club di tifosi (Galline padovane, Cocodè, Dea Cioca) e dopo la recente promozione in serie B ho pure trovato in giro per la rete un video a dir poco irriverente dal titolo “E’ nato prima l’uovo, la gallina o il Calcio Padova”…da vedere! 😉

Pare che la gallina col ciuffo sia stata portata a Padova nel 1300 dal marchese Dondi dell’Orologio, astronomo e filosofo, amico del Petrarca, che, in un viaggio in Polonia la notò per la sua bellezza ed eleganza nel portamento, oltre che per la sua bontà sotto ai denti, e decise di portarne a casa qualcuna.

Dello stesso parere deve essere anche Paris Hilton (foto da www.bbc.uk), si proprio lei, la nota ereditiera americana, visto che pare ne abbia importate diverse per allevarle nel suo ranch di Hollywood. Tra l’altro pare che la nostra “concittadina” non se la passi male da quelle parti visto che Paris le nutre con caviale e cous-cous algerino per addolcirne le carni.

paris-hilton-001.jpg

Non sto prendendo in giro nessuno. La notizia uscì qualche tempo fa ed ebbe parecchia risonanza a Padova ed in particolare a Polverara, paese tra la provincia di Padova e Venezia dove si concentra la produzione della gallina. Il sindaco Olindo Bertipaglia prese carta e penna per scrivere a Paris e proporle di diventare testimonial della gallina padovana, gallina dalla cresta punk.

Non so poi se il carteggio sia proseguito ed abbia avuto un qualche seguito ma in ogni caso sono certo che grazie alla nostra gallina la biondina ribelle potrà farsì perdonare da quel riccone di suo nonno e far bella figura con i suoi invitati a pranzo!

Con questo post del venerdì, come di consuetudine (fino a quando non cambierò idea) mi permetto di darvi un suggerimento su come trascorrere il prossimo week-end a Padova e provincia e per la prima volta in questa occasione usciamo dall’area urbana di Padova per andare verso sud nella splendida cornice dei Colli Euganei.

2393289934_8afc266960_o.jpgL’Euganea Film festival è entrato nel vivo dopo essere partito il 3 luglio e aver ospitato anche Marco Paolini con il suo spettacolo “Par vardar” e proseguirà fino al 19 luglio. Quindi non vedo il motivo per non approfittare di giornate non ancora torride per fare visita ad un borgo dei Colli Euganei piuttosto che una camminata lungo qualche sentiero in mezzo ai boschi o magari una passeggiata nel giardino di una delle molte ville presenti nella zona prima di recarsi all’appuntamento con la proiezione dei cortometraggi o dei documentari protagonisti di questo festival.

L’Euganea Film Festival, infatti, giunto alla sua 8° edizione è, si legge dal sito ufficiale, “festival dal respiro internazionale che suddividerà le numerose opere in concorso in quattro sezioni, dedicate al cortometraggio italiano e straniero, al documentario e all’animazione. Lavori provenienti da tutte le parti d’Europa e del mondo si incontreranno con una filmografia prettamente legata al territorio locale, al Veneto e alle sue grandi contraddizioni, ambientali, sociali e politiche. L’Euganea Film Festival conferma così la sua attenzione al locale, cogliendo però il meglio del panorama registico nazionale”.

Le proiezioni avvengono in varie location distribuite sul territorio del Parco dei Colli Euganei (che quest’anno festeggia il ventennale), in teatri, cinema e luoghi al chiuso ma anche presso location molto suggestive quali il bellissimo Chiostro di S. Francesco di Este, il castello di Monselice, il parco delle fiorine a Teolo, Villa Venier a Vò Euganeo, l’Antica Trattoria Ballotta a Torreglia, Villa Correr di Lozzo Atestino, Villa Beatrice d’Este di Baone, Cava Bomba a Cinto Euganeo (la vecchia cava di trachite dove oggi sorge il museo geo-paleontologico che permette di ripercorrere le tappe della formazione e della struttura dei Colli Euganei), e Piazza Petrarca ad Arquà Petrarca.

Nella fattispecie di questo week-end le proiezioni si terranno a Este e a Baone dove, domenica 12 luglio ci sarà anche un concerto presso la Villa Beatrice d’Este a far da colonna sonora al tramonto.  A suonare sarà Mauro Brunello che eseguirà e racconterà le suites di Bach per violoncello.

Come ho già detto il festival durerà fino al giorno 19 luglio e il mio consiglio è quello di andarci almeno una volta perchè ne vale davvero la pena!! Per leggere e scaricarvi il programma completo cliccate quì!

Mi raccomando datemi poi il vostro parere sul festival, sui luoghi e sui film in concorso!

Ciao e buon fine settimana! 😉

 

 

Con questo post ho deciso di segnalare un’opportunità per i padovani, per i turisti e per chiunque si trovasse a passeggiare per Padova e provincia.

palazzo_della_ragione01.jpgDa qualche tempo a questa parte è infatti possibile scaricarsi dal sito di Turismo Padova Terme Euganee le audio guide del progetto I-Padova realizzate da Soundtouring.

Con il proprio lettore mp3 sarà possibile passeggiare guidati dalla voce del Maestro Alberto Terrani che, anche con l’aiuto di animazioni sonore, racconterà di Padova e dei suoi segreti facendo della visita un’esperienza suggestiva e questo anche per i cittadini disabituati a soffermarsi e a cogliere la particolarità di alcuni angoli e per quelli desiderosi di conoscere curiosità ed aneddoti meno noti oltre che per i turisti.

I Padova.jpg

I percorsi proposti fino a questo momento sono 5. Si potrà scegliere l’audioguida che ti accompagna “Dall’Arena Romana al Caffè Pedrocchi”, oppure il percorso inerente al “Palazzo della Ragione e le sue piazze”, dalla dorsale di via Roma e dirigendosi verso ovest il percorso è quello de “Il ghetto ebraico e la Reggia Carrarese” mentre verso sud “Il Prato della Valle e la Cittadella Antoniana”, vale a dire la Basilica di S. Antonio con il suo chiostro e la zona attorno che comprende anche il famoso Orto Botanico. Sarà inoltre possibile utilizzare l’audioguida per il percorso “Le mura di Padova in bicicletta”.

E’ possibile scaricare le audioguide I-Padova cliccando quì.

L’audioguida si integra e completa poi con i percorsi in GPS e che rappresentano i più significativi itinerari turistici della città, dei Colli Euganei e della Provincia. Gli itinerari Giscover Padova si possono scaricare cliccando quì.

 

(foto in alto a destra di Mauro Magliani inserita nell’archivio fotografico di Turismo Padova Terme Euganee)