Con la bella stagione lo splendido scenario di Prato della Valle, la seconda piazza più grande d’Europa dopo la piazza rossa di Mosca, acquista una vitalità che d’inverno non ha (d’inverno l’atmosfera è diversa ma molto suggestiva e romantica direi) e diventa un bel luogo d’incontro per chi vive Padova, siano essi turisti o pellegrini diretti alla Basilica di S. Antonio, siano studenti che decidono di studiare sotto un albero piuttosto che coppie di innamorati che si scambiano effusioni o gruppi di amici che si fermano a chiaccherare attorno alla fontana dell’Isola Memmia.

P1000193.JPGD’estate poi compagnie di giovani spesso si accampano sul prato per stare in compagnia, suonando chitarre e bonghi e molti altri, anche se in minor numero rispetto al passato, girano attorno alla piazza con i rollerblades, i famosi pattini in linea. Fu anche merito di questi pattini che il Prato della Valle fu restituito solo una decina d’anni fa alla città. Grazie a manifestazioni sportive legate proprio al pattinaggio e a qualche altro intervento strutturale i padovani pian piano tornarono a frequentare questa bellissima piazza che, fino a primi anni Novanta era in mano a spacciatori e tossicodipendenti e per questo disertato dai cittadini, ovviamente.

Ora ai margini della piazza, quotidianamente si incontrano dei ragazzi che compiono delle evoluzioni incredibili con il loro pattini in linea “dribblando” dei bicchierini di carta messi appositamente, come si vede nella voto in basso.

1232052780_cb004d37ca_o.jpgOccorrerebbe un post intero e più per parlare in modo approfondito del Prato della Valle, per raccontarne la sua storia e quella dei personaggi rappresentati dalle statue (link ad un’interessante sito che descrive le statue e il Prato della Valle curato da Webba master clapad) che lo circondano ma per questo vi rimando a questo link.

Con questo post invece volevo ricordare il “detto” secondo cui Padova sarebbe la città dei “3 senza” e cioè il Santo senza nome, (S.Antonio per i padovani è semplicemente il Santo) il caffè senza porte (il Caffè Pedrocchi in origine era sempre aperto a tutte le ore), e il Prato senza erba, il Prato della Valle infatti era una zona paludosa, un acquitrino, poi bonificato. Nei giorni estivi questo simbolo cittadino diventa anche l’anteprima della spiaggia se non un alternativa alla spiaggia e alla piscina per cui anche nelle ore più calde della giornata non sono poche quelle persone che sul loro asciugamano si stendono per prendere il sole, andando magari ogni tanto a rinfrescarsi alla fontana sicchè mi chiedo se il nostro amato Prà non sia diventata anche la spiaggia senza sabbia! 😉

 

La scorsa settimana è iniziata la quarta edizione del “Portello river festival”, un’altra manifestazione molto apprezzata della prima parte dell’estate padovana.

790380882_f7e4d2431f.jpgSi tratta di un festival internazionale di cortometraggi a tema preceduto e inframmezzato da serate in cui sotto i riflettori ci sono performances, eventi sportivi (una gara di canottaggio con la partecipazioni dei canottieri di Cambridge), teatro, esposizioni teatrali e musica. Musica particolare, ricercata, di qualità, musica come espressione della varie culture del mondo. “I temi sviluppati dal festival, nelle varie edizioni, dialogano con gli elementi architettonici presenti nell’area: il fiume, il muro, la porta ed il ponte” si legge dal sito internet del festival. “Il fiume, come metafora di viaggio e avventura. Il muro, che rappresenta la costruzione fisica e politica di separazione-esclusione lungo tutta la storia dell’uomo. La porta, che ci auspichiamo sempre aperta alla conoscenza ed all’interscambio culturale. Il ponte, unione di civiltà”.

Il festival si tiene appunto al Portello, quartiere popolare di Padova per eccellenza, oggi quartiere universitario, situato ad est del centro storico in prossimità del canale Piovego da cui partono i battelli che portano i turisti verso Venezia lungo la riviera del Brenta consentendo la visita delle famose ville venete (clicca qui per informazioni sugli itinerari turistici lungo le vie d’acqua della provincia di Padova) e dove era situato il porto cittadino per il traffico di merci da e per Venezia. Questo quartiere popolare era infatti abitato dai battellieri padovani e sul molo a cui attraccavano le imbarcazioni, in prossimità della cinquecentesca Porta Ognissanti costruita dalla Serenissima repubblica di Venezia, si assiepano gli spettatori, proprio di fronte al palcoscenico/schermo posizionato su di una chiatta in mezzo al fiume. E’ infatti molto curioso vedere i musicisti arrivare sul palco su di una barchetta, come si vede nella foto qui sotto relativa alla scorsa edizione.

2671186826_a192e839f1.jpgNon si tratta di un festival affollato di gente, confusionario, ma un luogo, comunque  frequentato, in cui si può passare una piacevole serata in un contesto molto suggestivo e apprezzando un’offerta culturale veramente valida e di qualità. Sul ponte che conduce alla Porta Ognissanti bancarelle di artigianato etnico ed un piccolo chiosco ai cui tavoli si può bere una birretta in compagnia prima e dopo gli spettacoli in un’atmosfera molto rilassata ed informale.

Per informazioni complete sul Festival, ideato e promosso dall’Associazione culturale Researching movies con il patrocinio del Comune di Padova, vi rimando al sito internet da cui potete consultare e scaricare il programma.

 


 

 

Ore 01,25 di lunedi mattina. Stravolto dalla stanchezza, dal sonno, dalle emozioni mi metto a scrivere questo post che potrà sembrarvi delirante perchè chi vi scrive è un tifosissimo della squadra della sua città che può urlare finalmente:   “serieb.jpgE’ serie BBBBBBBBBBBBBBBBB!!!”

Dopo 11 anni il Padova è in serie B e ci arriva grazie ad un’incredibile impresa compiuta a Busto Arsizio battendo i tigrotti bustocchi sul loro campo con un giocatore in meno espulso a fine primo tempo. Tuttavia non vi racconterò della cronaca della partita, quella la potete leggere sui giornali ma dell’entusiasmo dei tifosi biancoscudati e della città per questo ritorno in serie B dopo 11 anni di purgatorio in terza serie.

serieb2.jpgSi sapeva sarebbe stata dura, a loro bastava un pari e  in ogni caso la Pro Patria si era dimostrata squadra tostissima e temibile per tutto il campionato e la disonestà della loro dirigenza non intacca minimamento il loro campionato eccezionale.

Era dura ma io ero fiducioso e alcuni segnali durante la giornata ci davano speranza, “ci” inteso a me e al mio gruppo di amici/supporters biancoscudati. Mi riferisco in particolare all’insegna dell’agriturismo in provincia di Varese dove ci siamo fermati per un sostanzioso pranzo dove tra le altre cose abbiamo mangiato dei filetti di tonno “che è pesce”, ci ha rassicurati la signora, ehehe. L’insegna recitava “Trattoria La vittoriosa” o qualcosa del genere e al di sotto dell’insegna c’era scritto su di una targhetta “Padova” perchè la ditta produttrice era evidentemente della nostra città. Non poteva che andarci bene, inoltre, visto che comunque ognuno utilizzava gli stessi indumenti utilizzati in questi play off e considerato il fatto che nessun vassoio di tramezzini c’era caduto finchè facevamo colazione la mattina, questo sì che sarebbe stato presagio di una sicura sconfitta.

serieb4.jpgMa noi non siamo dei tifosi superstiziosi…nooooo 😉

A parte gli scherzi, i giocatori hanno gettato ancora una volta il cuore oltre l’ostacolo e si sono regalati/ci hanno regalato una grande gioia e soddisfazione. I 600 e passa padovani presenti a Busto (solo 600 erano i biglietti concessi alla tifoseria biancoscudata ma diversi erano i tifosi giunti in terra lombarda senza biglietto) hanno incitato la squadra fino all’ultimo minuto e poi hanno dato sfogo alla loro gioia, prima allo stadio, poi lungo l’autostrada e negli autogrill fino ad esplodere in Prato della Valle, assieme agli altri tifosi che avevano seguito la partita dal maxischermo. Verso le 11 passate la squadra ha sfilato su un autobus doppio (un double-decker bus) tra due ali di folla sin sotto la Loggia Amulea in Prato della Valle appunto.

Insomma grande Padova, è stata una vittoria soffertissima ma per questo ancora più bella. Un grazie ancora a Mister Sabatini e ai suoi ragazzi che ci hanno creduto anche quando le cose sembravano andar storte e che hanno saputo risvegliare dal torpore un’intera città che sembrava avere perso l’attaccamento alla maglia e ai colori biancoscudati, attaccamento e passione che invece, oggi, nell’anno del Centenario sembrano finalmente riaccesi. Un ringraziamento va anche al presidente Marcello Cestaro che dopo anni di delusioni a fronte di ingenti investimenti sarà anche lui felicissimo e se lo merita.

serieb3.jpgOra un paio d’ore di sonno prima di andare al lavoro. Sarà più dura del solito questo lunedi al lavoro ma il ricordo fresco di questa domenica bestiale mi darà forza e che forza, forza Padova!!

Alberto

 

 

 

 

Non c’è niente da fare, ogni anno lo Sherwood festival è l’evento più atteso dell’estate padovana. In realtà si tratta di un mese di eventi, di concerti, di cinema, teatro, incontri e dibattiti sui vari temi cari all’organizzazione che altro non è che Radio Sherwood, la voce alternativa della città, vicina all’area movimentista dei “no global”.

808445124_084afb8b3a.jpgTuttavia la ricca e variegata offerta musicale, la possibilità di bersi una birra in compagnia o di vedersi un film seduti sull’erba dietro la curva nord dello Stadio Euganeo attrae sempre molti giovani di tutte le estrazioni sociali e a prescindere dalle convinzioni politiche. E’ un festival indipendente che vive grazie all’aiuto di moltissimi volontari. Se vuoi collaborare e dare una mano, clicca qui.

“E’ un mondo difficile”; no, non mi sto lamentando. Ricordate la canzone tormentone di qualche estate fa? Si? Ebbene il festival parte stasera  venerdi 19 giugno e Tonino Carotone sicuramente ce la farà riascoltare. Offerta libera. “1 euro può bastare” si legge dal sito.

Sabato invece a salire sul palco sarà Alborosie, l’ex cantante dei Reggae National Ticket, che ci porterà in Giamaica sulle note del suo reggae.

E poi via via fino al 18 luglio ancora con Afterhours, Subsonica, Giuliano Palma & the Buebeaters, Negrita in concerto, lo spettacolo di Ascanio Celestini e il “live” dei Prodigy nell’unica data del Nord Italia.

Ci sarà poi lo spazio cinema, gli stand enogastronomici, l’artigianato etnico e la possibilità di ballare fino a tarda notte.

E voi cari lettori che ne pensate di questo festival? State già pensando al concerto a cui non volete assolutamente mancare? Quale? A voi la parola.

Ciao e buon week-end! 😉


Scegliere l’argomento di questo post è stato semplice, ovvio e naturale visto che l’evento ieri a Padova è stata la finale d’andata di playoff tra il Calcio Padova e la Pro Patria per aggiudicarsi la serie B.

Tra le due gloriose società è uscito un pareggio (0-0) e il rammarico dei tifosi padovani è grande visto che i biancoscudati hanno avuto varie occasioni per realizzare un gol, specialmente quella del calcio di rigore, che nel primo tempo, il fantasista Andrea Rabito ha fallito. Ma non voglio fare la cronaca della partita, quella la trovate nel sito del Padova, ad esempio, ma voglio mettere l’accento su un altro piano.P1020793blog.jpg

Quello che ha colpito è stato infatti l’entusiasmo ritrovato a Padova attorno alla squadra di calcio, entusiasmo sopito da troppi anni di delusioni. Questo gruppo con una serie di vittorie e con questi play-off ha saputo ricreare l’entusiasmo e la passione per il club biancoscudato; i tifosi hanno risposto “presente” e dopo la trasferta di Ravenna ieri si sono assiepati nelle tribune dello stadio Euganeo in quasi 14.000 e chi segue il calcio sa bene che oggigiorno si tratta di numeri di tutto rispetto per play-off di terza serie. Hanno tifato, urlato, inveito per le occasioni sprecate ma non hanno mai smesso di incitare i propri “fioi” fino alla fine della partita e alla fine sono scrosciati applausi.

Applausi dei tifosi ai giocatori per l’impegno e la dedizione messa in campo, applausi dei giocatori al pubblico per ringraziarli dell’incessante incitamento, applausi di incoraggiamento reciproco per la finale di ritorno che vede come unico risultato utile la vittoria sul campo per poter salire in serie B. Il calcio non è una scienza esatta e all’impegno non corrispondono sempre i risultati sperati anche perché ci sono gli avversari e questi della Pro Patria si sono dimostrati un osso duro, lo si sapeva, ma un pubblico intelligente come quello di Padova lo capisce e ha premiato la squadra per aver onorato la maglia bianca con lo scudo sul petto che quest’anno compie 100 anni.

Insomma pare riesplosa la passione popolare per la squadra di calcio della città e questo è già un ottimo risultato.

I nostri ragazzi, comunque, ci stanno abituando a grandi imprese e domenica venderanno cara la pelle e tenteranno il tutto per tutto per centrare l’obiettivo. Forza Padova! 😉

castello_ok.jpgLo sapevate che Padova ha un castello? No? Non preoccupatevi, non è grave: nemmeno molti padovani lo sanno. In realtà a Padova un castello c’è eccome solo che come sempre capita ai popoli sconfitti in guerra il rischio è che al vinto gli si neghi il diritto di esistere con la propria identità, i propri simboli e che i luoghi del potere vengano occultati, distrutti e sfregiati nella loro dignità. E’ quanto successo alla Padova dei Carraresi e al suo castello quando Padova fu sconfitta dalla Serenissima nel 1405. Nel 1797, poi, Napoleone invase la Repubblica e con i trattati di Campoformido la cedette all’Austria. Dopo la sconfitta definitiva di Napoleone, l’Impero Austriaco fondò una Provincia di Venezia sulla circoscrizione del Dipartimento Adriatico. E’ con la dominazione austriaca infatti che il castello diventa prima caserma militare e poi carcere e questo fino agli anni ’90. Il carcere è un luogo chiuso per eccellenza e separato dal resto della città ed è per questo che nei secoli i padovani hanno perso la memoria e il ricordo di questo monumento.

Oggi, dopo anni di lotte in parlamento, (il castello-carcere apparteneva al Ministero della Difesa)e grazie alla passione di un nutrito numero di cittadini e intellettuali guidati dall’on. Andrea Colasio il castello è tornato alla città e a questa si appresta ad essere restituito dopo un lavoro di restauro che sarà inevitabilmente lungo e faticoso. La struttura infatti lasciata all’incuria e al degrado cadeva a pezzi ma ora la si sta mettendo in sicurezza e grazie ai volontari del FAI molti padovani hanno potuto visitare il castello il giorno 19 aprile scorso ed io ero tra questi.

Esiste un sito internet del castello molto bello con dei video che presentano il piano e mostrano le condizioni attuali della struttura e le iniziative organizzate per farlo conoscere. Nel sito c’è anche il link al servizio del TGR Veneto-Buongiorno su castello. Il giorno prima, il 18 aprile, nella prestigiosa sala del Palazzo della Ragione, era stato presentato il progetto di recupero del castello e presentate alcune proposte di utilizzo ed il 19 le visite guidate organizzate dai volontari del FAI.

avatar blog padova_ok.jpgCarissimi padovani e non, carissimi studenti fuori sede e pendolari, carissimi turisti che avete visitato questa città o che avete pensato di visitare, benvenuti in questa nuova piazza virtuale.

Questo spazio vuole rappresentare un ritrovo in cui si potrà discutere di attualità, di eventi, di storia e di cultura, di cui Padova è particolarmente ricca, e non solo: mi ripropongo infatti di affrontare e approfondire temi che Voi lettori mi vorrete segnalare.

Mi chiamo Alberto, ho 33 anni e da sempre vivo a Padova. Cosa faccio nella vita? Diciamo che sono uno dei tanti che fino a questo momento non è riuscito compiutamente a realizzarsi e a valorizzare anni di sacrifici fatti di studio e di lavori di qualsiasi tipo per poterseli permettere. Ma sono anche una persona che non si abbatte facilmente e che continuerà a darsi da fare per raggiungere i propri obiettivi.

La passione per i temi che ho approfondito nei miei studi (sviluppo e promozione del territorio, dal punto di vista turistico e non solo) così come l’attaccamento alla mia città credo sono aspetti che sicuramente traspariranno dai miei post ma come detto all’inizio mi ripropongo di ascoltare i vostri suggerimenti e di affrontare quei temi che emergeranno come i più interessanti.

Mi piacerebbe infatti che questo diventasse uno spazio collettivo in cui ognuno si possa sentire libero di fare le proprie proposte e di esprimere le proprie opinioni senza pregiudizio alcuno e in cui io di volta in volta proporrò argomenti che spero possano risultare di interesse.

A presto,

Alberto